lunedì 29 aprile 2024

Tre parole - don Bruno Ferrero

Una donna, ancora giovane, precipitò in una terribile depressione.
Giorno dopo giorno, cominciò a rifiutarsi di uscire di casa; alzarsi dal letto divenne per lei una sorta di sofferenza sfibrante e mangiare una penitenza.
La luce del giorno le pareva fastidiosa. Le finestre restavano chiuse e le tapparelle abbassate.
I pensieri più neri le turbinavano in testa e spesso invocava la morte come una sorta di liberazione. Il marito, che l’amava teneramente, la circondava di affetto e di attenzioni, sempre più preoccupato e addolorato.
La convinse a farsi visitare dai più accreditati neurologi e psichiatri di mezzo mondo. Gli esimi professori ordinavano medicine e sedute di analisi, crociere, vacanze.
Provarono tutto, senza alcun esito. La donna sprofondava sempre più nel suo universo di tetraggine e malinconia.
Eppure, il marito la guarì…
Con il suo semplice e disarmato amore, e tre piccolissime parole.
Un mattino, le si avvicinò, la guardò con le lacrime agli occhi e disse: «Hai ancora me!».
Quando nella vita tutto sembra andare male e le lacrime prendono il posto del sorriso, Dio si avvicina e ti sussurra in un orecchio: «Hai ancora me!».

- don Bruno Ferrero - 
Tratto da: “Il segreto dei pesci rossi”, don Bruno Ferrero, edizioni Elledici


LA VITA

′′La vita ti delude perché tu smetta di vivere nelle illusioni e tu possa vedere la realtà.

La vita distrugge tutto ciò che è superfluo fino a quando non rimane solo l'essenziale.

La vita non ti lascia in pace, affinché tu smetta di incolpare te stesso e possa accettare tutto come ′′ è ".

La vita ritirerà ciò che hai, finché non smetti di lamentarti e inizi a ringraziare.

La vita ti invia persone conflittuali per curarti, affinché tu smetta di guardare fuori e inizi a riflettere ciò che sei dentro.

La vita ti permette di cadere di nuovo e di nuovo, finché non decidi di imparare la lezione di appoggiare su te stesso.

La vita ti toglie dalla strada diritta e ti presenta crocevia, finché non smetti di voler controllare tutto e ti lasci scorrere come un fiume.

La vita ti spaventa e ti spaventerà quante volte sarà necessario, fino a quando non perderai la paura e ti riprenderai la fiducia.

La vita ti separerà dalle persone che ami, fino a quando non capirai che non siamo questo corpo, ma l'anima che lo contiene.

La vita ride di te molte volte, fino a quando non smetti di prendere tutto così sul serio e puoi ridere di te stesso.

La vita ti spezza in tante parti, quante ne sono necessarie, perché la luce penetri in te.

La vita ripete lo stesso messaggio, se necessario con grida e urla, fino a quando non lo ascolti finalmente.

La vita invia raggi e tempeste per svegliarti.

La vita ti umilia e a volte ti sconfigge di nuovo e di nuovo finché non decidi di lasciare che il tuo ego muoia.

La vita ti nega beni e grandezza finché non smetti di volere beni e grandezza e inizi a servire.

La vita ti nega miracoli, finché non capisci che tutto è un miracolo.

La vita accorcia il tuo tempo, perché tu ti affretti ad imparare a vivere.

La vita ti ridicolizza, finché non ti sentirai un niente, nessuno, perché solo allora potrai diventare Tutto.

La vita non ti dà ciò che vuoi, ma ciò di cui hai bisogno per evolverti.

La vita ti fa male e ti tormenta, fino a quando non molli i tuoi capricci e apprezzi il respiro e il battito del tuo cuore.

La vita ti nasconde tesori fino a quando non imparerai ad uscire a cercarli.

La vita nega Dio, finché non lo vedrai in tutti e in tutto.

La vita ti sveglia, ti pota, ti spezza, ti delude... ma credimi, questo è perché il tuo migliore io si manifesti... affinché solo l'amore rimanga in te".

- Bert Hellinger - 


Buona giornata a tutti :-)







sabato 27 aprile 2024

Il Tempo

"C'è un tempo per tutti gli esseri; ma è un tempo che non è uguale per tutti. 
Il tempo delle cose non è il tempo degli animali, e quello degli animali non è il tempo degli uomini! 
E al di sopra di tutto e diverso da tutti c'è il tempo di Dio che tutti li riassume e li supera. 
Il cuore di Dio non batte secondo il ritmo del nostro cuore. Il suo movimento è quello della sua misericordia eterna che si espande nel tempo e non invecchia mai. 
È molto difficile per noi avere accesso a questo tempo divino; eppure soltanto là noi possiamo trovare la pace ".

- Eloi Leclerc-
da:  La sapienza di un povero

opera d’arte di Anna Landowska


 Il tempo passa e continuerà a passare,
ci ha già cambiato e ci cambierà ancora,
ma c’è una cosa che il tempo pur passando
non farà mai invecchiare,
è quel sentimento che non conosce limiti e confini,
a cui poco importa se verrà urlato o solo bisbigliato,
in quanto esso non si misura
con la voce che dalla gola scaturisce,
ma con l’intensità di quella voce che batte e da esso fuoriesce.

- Xavier Wheel - 


opera d’arte di Roman Velichko
 
Tempo
 
Quante volte ho sentito chiedere: se il tempo era compiuto perché siamo ancora qua?
Il tempo della misericordia di Dio non ha anni, mesi o millenni programmati.
Il Padre vuole dare sempre la possibilità a questi figli ribelli, di fermarsi ad ascoltarlo.
L' amore non cerca vendetta, non vuole il castigo ma la comunione con se stesso.

Troppo spesso siamo ripiegati su noi stessi, sui nostri problemi, sulle cose negate, sul tanto da fare anche solo per cambiare.

E in questo turbinio di propositi non ascoltiamo la voce che ci invita a seguirlo, che non promette ricchezza, assenza dal dolore o infinita sapienza, ma vuole darci la possibilità in questo tempo di entrare in sintonia con Lui.

Certamente non mancheranno le fiere a impedircelo, ma non dimentichiamo anche la presenza degli angeli, sempre pronti a sostenerci.

Coraggio allora, pur riconoscendo i nostri infiniti limiti e le nostre molteplici fragilità, riproviamo a fare spazio al Signore, chissà se non è questo il nostro tempo?

A piccoli passi avanziamo in questa nuova quaresima.

Con te, in te, sempre.

 - Silence - 


Buona giornata a tutti :-)

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giovedì 25 aprile 2024

Poesie in ricordo del 25 aprile

Per i morti della resistenza – Giuseppe Ungaretti

Qui
vivono per sempre
gli occhi che furono chiusi alla luce
perché tutti
li avessero aperti
per sempre
alla luce.


La madre del partigiano – Gianni Rodari

Sulla neve bianca bianca
c’è una macchia color vermiglio;
è il sangue, il sangue di mio figlio,
morto per la libertà.
Quando il sole la neve scioglie
un fiore rosso vedi spuntare:
o tu che passi, non lo strappare,
è il fiore della libertà.
Quando scesero i partigiani
a liberare le nostre case,
sui monti azzurri mio figlio rimase
a far la guardia alla libertà.

 

Alle fronde dei salici – Salvatore Quasimodo

E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

25 aprile da Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino

Forse non farò
cose importanti,
ma la storia
è fatta di piccoli gesti anonimi,
forse domani morirò,
magari prima
di quel tedesco,
ma tutte le cose che farò
prima di morire
e la mia morte stessa
saranno pezzetti di storia,
e tutti i pensieri
che sto facendo adesso
influiscono
sulla mia storia di domani,

sulla storia di domani
del genere umano. 


Buona giornata a tutti :-)





martedì 23 aprile 2024

Sei sveglio? - Uriel Crua

Facciamo che adesso ti fermi un attimo e respiri. Guardami in faccia. Sono serissimo.

Ora che è passata la "paura", ora che torni in giro a bere gli Spritz, ora che la gente passeggia tranquilla per strada, dimmi: davvero hai creduto che prima la pezza in faccia non serviva, poi che però serviva ma "non ce n'erano". Davvero hai creduto ai filmati dei cinesi che sbattevano faccia a terra e poi qui non hai mai visto sbattere nessuno faccia a terra? Davvero hai creduto a chi ti strillava che i runner erano degli untori, e poi i padroni dei cani, e poi i bambini, e poi i non siringati? E dopo che ti sei siringato due, tre, quattro volte, e sei stato comunque male, davvero hai creduto a chi ti diceva che era tutto bello, buono e sicuro?

Davvero hai pensato fosse saggio e sensato tenere i bambini dentro scatole di plexiglas e imbavagliati come torturandi medievali? Davvero hai ritenuto corretto escludere dalle gelaterie dei ragazzini di dodici anni. E dagli autobus. E dai treni per raggiungere la scuola. E dai bar? Davvero, ora che hai preso un respiro e sei tornato alla tua "normalità", pensi che non invitare a Natale tuo fratello, tua sorella, tuo cugino, il tuo amico, solo perché non "protetto", sia stata una cosa buona? Credi davvero di aver fatto del bene?

Come ti senti adesso?

Quando accendi la TV e ti dicono che inviare armi è un atto di pace, quando accendi la TV e vedi culi sfregarsi su organi genitali in nome della "tolleranza", quando ti dicono persino che stiamo per subire un'invasione aliena, davvero dimmi: come ti senti?

Non ti senti un po' un babbione? Sul serio. Non ti senti un perfetto idiota?

Ora che ti hanno tolto pure le mutande facendotele passare dalle orecchie, mentre un giocoliere ti distraeva, non ti senti un allocco?

E se ti senti così, cosa ti incolla ancora alla sedia?

Dimmi, davvero. Sono curioso

- Uriel Crua - 

tratto da: "Cronistoria italiana alla deriva: Dalla Pandemia alle prime luci atomiche - ed. EWI


 

NON LASCIARTI DECIDERE

Hai notato che, nelle cosiddette "Democrazie", la tua visione di ciò che è Giusto non conta nulla?

Ti faccio qualche esempio:

1 - Tu non vuoi che la App delle poste ti chieda l'autorizzazione obbligatoria per accedere ai tuoi contatti, alle tue mail, a tutte le tue App e alla galleria immagini. Però la App delle Poste te lo chiede "per la tua sicurezza" e se non accetti, non puoi usarla.

2 - Tu non vuoi entrare in guerra contro la Russia. Non vuoi andare al macello o mandare al macello i tuoi figli. Non credo tu desideri una apocalissi termonucleare. Immagino anche che il tuo desiderio sia veder rafforzati i servizi nella tua Nazione, piuttosto che inviare decine di miliardi in armamenti. Suppongo tu parteggi per la diplomazia, tutt'al più.

E invece...

3 - Sono sicuro che tu gradisca di poter entrare in libreria o in biblioteca e poter scegliere tra i testi che più ti ispirano, o tra quelli che possono servirti per una tua ricerca. E invece no. I testi sono selezionati in librerie e biblioteche, il che significa che quelli che non trovi sono censurati: non devi leggerli. Poi dicono la Corea...

4 - Lo sapevi che stanno riducendo il numero di postazioni Bancomat in cui poter prelevare denaro in contanti in modo tale che tu sia "disincentivato" a usarli? Per la tua sicurezza, ovviamente.

5 - Hai fatto caso che da una decina d'anni le città si riempiono di piste ciclabili, dossi, strettoie? Viaggiare con la macchina in città è una dannazione. Non devi inquinare usando la tua auto. Devi andare ai trenta all'ora. Devi comprarti la macchina elettrica. Non puoi pagarla in contanti. Devi rateizzare, fare un leasing, aprire un debito. Stanno rendendo lo spostamento autonomo un vero problema.

Per il tuo bene, chiaro.

6 - Se ti è collassato qualche parente di recente, o se gli si è inasprito un "turbocancro", o se gli gravano addosso strane, inspiegabili, infezioni, non farti troppe domande. Non è successo nulla negli ultimi anni che non fosse per il tuo bene.

Anche l'aumento del tasso dei mutui o della luce, del gas, delle materie prime.

È per il tuo bene, dicono.

Stai lottando contro i cattivi, sacrificandoti.

E così, così li lasci entrare in casa.

Sono già dentro.

Guardali.

Ti stanno mangiando nel piatto.

Sorridi, coglione.

- Uriel Crua - 

tratto da: "Cronistoria italiana alla deriva: Dalla Pandemia alle prime luci atomiche - ed. EWI


Buona giornata a tutti :-)


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domenica 21 aprile 2024

da: Messaggio per un aquila che si crede un pollo - Anthony De Mello

"Una volta che smetti di dipendere dagli altri, quando non hai più il bisogno di altre persone - quando ti metti in contatto con questo per la prima volta - è terrificante perché improvvisamente diventi solo. 

Non solitario, ma solo. È una strana sensazione. Lo sei sempre stato, ma non l'avevi visto, e all'improvviso ti rendi conto di quanto sia bello essere soli, che bello non aver bisogno degli altri emotivamente e per la prima volta capisci che puoi amare le persone.

Non è più necessario corrompere le persone, non è necessario manipolarle, non è necessario impressionarle. Non hai bisogno di placarli. Finalmente puoi amare. E per la prima volta nella tua vita, sei incapace di solitudine. Non puoi più essere solo. Sai cosa significa "solitudine"? È un bisogno disperato delle persone, al punto che sei infelice senza le persone. La solitudine non è curata dalla compagnia umana. La solitudine è curata dal contatto con la realtà, comprendendo che non hai bisogno delle persone. Finalmente puoi goderti le altre persone perché non ne hai più bisogno.

Non c'è più tensione. Sai cosa vuol dire stare con le persone e non avere tensioni? Perché non te ne frega niente se tu gli piaci o no, non importa cosa pensano di te. Sai cosa significa? La libertà. Gioia. Possono pensare quello che vogliono, possono dire quello che vogliono. Va tutto bene. Non sei interessato. Hai eliminato la droga dal tuo sistema.

E oh, sì, sei ancora nel mondo; non ne sei più del mondo. Non possono controllarti più. E all'improvviso, non hai nessun posto dove rifugiarti. Le volpi hanno i loro buchi, gli uccelli hanno i loro nidi. Ma non ti stai rifugiando da nessuna parte perché non ne hai bisogno. Perché non ti aggrappi più. Ecco quando inizia l'amore."

- Anthony De Mello - 

Non contraddire mai, taci.

Se non approvi ciò che dice l'altro non sollevare polemiche o voler a tutti i costi avere ragione, rimani nel silenzio.

Questo del silenzio non è un atto di sottomissione come la mente ti porta a credere, bensì un Atto di Regalità.

Perchè vuoi costringere l'altro a pensarla come te ? Forse perchè tu stesso non credi davvero a ciò che dici e vuoi conferme "dall'esterno?", o forse perchè non tolleri di essere contraddetto?

Vedi...si ignorano sempre alcune cose importanti quando non si è d'accordo con ciò che un'altro dice...

- la prima è il fatto che non sappiamo come l'altro "veda" la realtà e ancor meno sappiamo a che livello evolutivo egli si trova,

- la seconda è che ignoriamo spesso che ciò per cui oggi ci battiamo domani sarà mutato e la nostra opinione con lui.

Ognuno vede la propria realtà ed essa è per lui "reale" come la nostra lo è per noi...ecco il perchè del Silenzio...non tanto perchè se stiamo zitti ammettiamo di avere torto ma bensì perchè è sciocco voler che gli altri ci diano "ragione"

...l'autentico Sapere proviene dal Cuore e il Cuore non ha bisogno dell'approvazione altrui.

(lettera di Gurdijeff alla figlia)


Buona giornata a tutti :-)





venerdì 19 aprile 2024

Una lampada ai nostri passi - Teofane il Recluso

 Impara a praticare la preghiera della mente nel cuore. 
La Preghiera di Gesù infatti è una lampada ai nostri passi e una stella che ci guida sulla via del cielo, come insegnano i santi Padri nella Filocalia. 
La Preghiera di Gesù, quando brilla incessantemente nella mente e nel cuore, è una spada contro la debolezza della carne e i desideri malvagi di gola e di lussuria. Dopo le parole iniziali: « Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio », puoi continuare così: « per l’intercessione della Madre di Dio, abbi pietà di me, peccatore ».
La preghiera esteriore da sola non è sufficiente, Dio presta attenzione alla mente: perciò quei monaci che non conciliano la preghiera interiore con quella esteriore non sono monaci, sono simili a legna bruciata. 

Il monaco che non conosce o che ha dimenticato la pratica della Preghiera di Gesù non porta il sigillo di Cristo. I libri non possono insegnarci la preghiera interiore, possono solo farci vedere alcuni metodi tecnici per praticarla. 
È necessario invece recitarla con perseveranza.

- Teofane il Recluso - 




La pratica della Preghiera di Gesù è semplice. 
Rimani alla presenza del Signore con l’attenzione nel cuore e invocalo: «Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me!» 
L’essenziale non sta nelle parole, ma nella fede, nella contrizione e nella sottomissione al Signore. Con questi sentimenti si può stare davanti a Dio anche senza parole ed essere ugualmente in preghiera.

- Teofane il Recluso - 



 Van Gogh, giardino dell'asilo, aprile 1890

A me sembra

che la nostra principale certezza della bontà divina

poggi proprio sui fiori. 

Tutto il resto, 
le nostre facoltà, i nostri desideri, il nostro cibo,
è strettamente necessario per la nostra esistenza, 
ma i fiori rappresentano un extra. 
Il loro profumo e il loro colore 
sono un abbellimento della vita...

- Sir Arthur Conan Doyle - 



Lavora recitando la Preghiera di Gesù: “Dio ti benedica!” 
All’uso di recitare oralmente questa preghiera unisci però il ricordo del Signore, accompagnato dal timore e dalla devozione. 
La cosa più importante è che tu cammini alla presenza di Dio, sotto il suo sguardo, cosciente che Dio ti sta osservando, sta cercando la tua anima e il tuo cuore, sta vedendo tutto ciò che succede in essi. 
Questa coscienza è la leva più potente del meccanismo della vita spirituale.

- Teofane il Recluso - 


Buona giornata a tutti. :-)

mercoledì 17 aprile 2024

Il grillo e la moneta - don Bruno Ferrero

Un saggio indiano aveva un caro amico che abitava a Milano. 
Si erano conosciuti in India, dove l'italiano era andato con la famiglia per fare un viaggio turistico. L'indiano aveva fatto da guida agli italiani, portandoli a esplorare gli angoli più caratteristici della sua patria. 
Riconoscente, l'amico milanese aveva invitato l'indiano a casa sua. 
Voleva ricambiare il favore e fargli conoscere la sua città. L'indiano era molto restio a partire, ma poi cedette all'insistenza dell'amico italiano e un bel giorno sbarcò da un aereo alla Malpensa. 
Il giorno dopo, il milanese e l'indiano passeggiavano per il centro della città. L'indiano, con il suo viso color cioccolato, la barba nera e il turbante giallo attirava gli sguardi dei passanti e il milanese camminava tutto fiero d'avere un amico così esotico. Ad un tratto, in piazza San Babila, l'indiano si fermò e disse: "Senti anche tu quel che sento io?". 
Il milanese, un po' sconcertato, tese le orecchie più che poteva, ma ammise di non sentire nient'altro che il gran rumore del traffico cittadino. "Qui vicino c'è un grillo che canta", continuò, sicuro di sé, l'indiano. "Ti sbagli", replicò il milanese "io sento solo il chiasso della città. E poi, figurati se ci sono grilli da queste parti". 
"Non mi sbaglio. Sento il canto di un grillo", ribatté l'indiano e decisamente si mise a cercare tra le foglie di alcuni alberelli striminziti. 
Dopo un po' indicò all'amico che lo osservava scettico un piccolo insetto, uno splendido grillo canterino che si rintanava brontolando contro i disturbatori del suo concerto. "Hai visto che c'era un grillo?", disse l'indiano. "È vero", ammise il milanese. "Voi indiani avete l'udito molto più acuto di noi bianchi...". "Questa volta ti sbagli tu", sorrise il saggio indiano. "Stai attento...". 
L'indiano tirò fuori dalla tasca una monetina e facendo finta di niente la lasciò cadere sul marciapiede. Immediatamente quattro o cinque persone si voltarono a guardare. "Hai visto?", spiegò l'indiano. "Questa monetina ha fatto un tintinnio più esile e fievole del trillare del grillo. Eppure hai notato quanti bianchi lo hanno udito?". 

Giuseppe è uomo che sa ascoltare le voci degli angeli che noi, spesso, non riusciamo più ad ascoltare. Ci vuole un udito ‘particolare’ per sentire la voce di Dio che ci parla ogni giorno. Solo chi sa pregare e fare silenzio è capace di sentirla. 

- don Bruno Ferrero - 
da: "Il canto del grillo", Elledici 1990



"Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore. L’animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca..."

- Charlie Chaplin -



Madre santissima, salute dei malati,
tu hai generato Colui che ci ha guarito dal peccato:
senza di Lui quel male, per noi incurabile,
ci avrebbe devastato!
Tu sei la Madre di Colui che sana le ferite del male
e che con la sua morte e risurrezione
apre per noi le porte della grazia,
fonte di salute dell’anima e del corpo.
Tu sei nostra Madre: a te ricorriamo fiduciosi.
ricordati di noi che siamo nella prova!
Lascia, o Madre tenerissima,
che preghiamo con te il Figlio tuo,
e per la comune invocazione del Suo nome
Egli ci liberi dal male che ci consuma
e ci conceda vita e salute.
Tu che, docile sotto la croce,
hai offerto la tua sofferenza,
insegnaci ad unire il nostro dolore,
con te e come te,
a quello del tuo Figlio Gesù
nostro unico Salvatore.
Amen.

l'icona sacra è presso la Basilica Santa Maria Maggiore Ravenna (Italy)

Buona giornata a tutti. :-)

 

lunedì 15 aprile 2024

I figli - Kahlil Gibran

 I vostri figli non sono figli vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sé stessa.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi e benché vivano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri, essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime, esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi, la vita procede e non s’attarda sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti. L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell’Arciere, poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell’arco.
  
- Kahlil Gibran - 

Illustrazione da “Il profeta” di Kahlil Gibran 
(Bsharri, 6 dicembre 1883 – New York, 10 aprile 1931


Guardando mio padre, che non faceva prediche,
non faceva discorsi, mi dicevo: «Lui lo sa».
Osservavo intorno a me quelli che erano più furbi,
che stavano meglio,
ma non mi convincevano alla stessa maniera.
Mi interessava quella saggezza,
quella letizia che mio padre nel dolore, nella fatica,
nella malattia mi testimoniava in un modo clamoroso.
Era assolutamente evidente che mio padre,
che fischiava sempre,
viveva una letizia di fondo nella vita,
per cui era come se mi incuriosisse,
mi trascinasse.

- Franco Nembrini - 


Signore, siamo pieni di stupore
di fronte a questo bambino
che già ci sorride e ci affascina.
E’ una gioia per noi e accettiamo volentieri
le preoccupazioni, i timori, gli impegni
che ci derivano dalla sua presenza.
Affiorano però nel nostro cuore
molti interrogativi: Che ne sarà di lui?
Crescerà sano e felice?
In che mondo vivrà?
Quali valori coltiverà?
Saremo capaci di accompagnarlo,
di sostenerlo nei momenti difficili
e di guidarlo verso la piena maturità?
Signore, ce la stiamo mettendo tutta
perché lui si senta amato ed accolto.
Ma tu solo conosci il nostro cuore e il suo bene.
Ci affidiamo perciò a te,
e ti chiediamo di donarci persone amiche,
così da non affrontare da soli
questo nuovo ed esaltante compito.
Amen.

- Fausto Negri -
Fonte: “Eccoti, finalmente! Pensieri e preghiere per mamma e papà”, Luigi Guglielmoni e Fausto Negri, Ed. Paoline


Buona giornata a tutti :-)

sabato 13 aprile 2024

L'Acca in fuga – Gianni Rodari

C'era una volta un'Acca.
Era una povera Acca da poco: valeva un'acca, e lo sapeva. Perciò non montava in superbia, restava al suo posto e sopportava con pazienza le beffe delle sue compagne. Esse le dicevano:
E così, saresti anche tu una lettera dell'alfabeto? Con quella faccia?
Lo sai o non lo sai che nessuno ti pronuncia?
Lo sapeva, lo sapeva. Ma sapeva anche che all'estero ci sono paesi, e lingue, in cui l'acca ci fa la sua figura.
"Voglio andare in Germania, - pensava l'Acca, quand'era- più triste del solito. - Mi hanno detto che lassù le Acca sono importantissime ".
Un giorno la fecero proprio arrabbiare. E lei, senza dire né uno né due, mise le sue poche robe in un fagotto e si mise in viaggio con l'autostop.
Apriti cielo! Quel che successe da un momento all'altro, a causa di quella fuga, non si può nemmeno descrivere.
Le chiese, rimaste senz'acca, crollarono come sotto i bombardamenti. I chioschi, diventati di colpo troppo leggeri, volarono per aria seminando giornali, birre, aranciate e granatine in ghiaccio un po' dappertutto.
In compenso, dal cielo caddero giù i cherubini: levargli l'acca, era stato come levargli le ali.
Le chiavi non aprivano più, e chi era rimasto fuori casa dovette rassegnarsi a dormire all'aperto.
Le chitarre perdettero tutte le corde e suonavano meno delle casseruole.
Non vi dico il Chianti, senz'acca, che sapore disgustoso. Del resto era impossibile berlo, perché i bicchieri, diventati " biccieri", schiattavano in mille pezzi.
Mio zio stava piantando un chiodo nel muro, quando le Acca sparirono: il " ciodo " si squagliò sotto il martello peggio che se fosse stato di burro.
La mattina dopo, dalle Alpi al Mar Ionio, non un solo gallo riuscì a fare chicchirichi': facevano tutti ciccirici, e pareva che starnutissero. Si temette un'epidemia.
Cominciò una gran caccia all'uomo, anzi, scusate, all'Acca. I posti di frontiera furono avvertiti di raddoppiare la vigilanza. L'Acca fu scoperta nelle vicinanze del Brennero, mentre tentava di entrare clandestinamente in Austria, perché non aveva passaporto. Ma dovettero pregarla in ginocchio: Resti con noi, non ci faccia questo torto! Senza di lei, non riusciremmo a pronunciare bene nemmeno il nome di Dante Alighieri. Guardi, qui c'è una petizione degli abitanti di Chiavari, che le offrono una villa al mare. E questa è una lettera del capo-stazione di Chiusi-Chianciano, che senza di lei diventerebbe il capo-stazione di Ciusi-Cianciano: sarebbe una degradazione
L'Acca era di buon cuore, ve l'ho già detto. È rimasta, con gran sollievo del verbo chiacchierare e del pronome chicchessia. Ma bisogna trattarla con rispetto, altrimenti ci pianterà in asso un'altra volta.
Per me che sono miope, sarebbe gravissimo: con gli "occiali" senz'acca non ci vedo da qui a lì.


(Gianni Rodari)

Gianni Rodari  (Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980) scrittore e pedagogista italiano, specializzato in testi per bambini e ragazzi, tradotto in moltissime lingue. E’ morto a solo 59 anni a seguito di un banale intervento chirurgico. Le sue spoglie sono sepolte nel Cimitero del Verano, Roma, Italy.


Se io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere
sai cosa? La speranza.

“Speranza a buon mercato!”
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basta per sei.

E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare.

- Gianni Rodari - 


Buona giornata a tutti :-)


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