giovedì 20 febbraio 2020

Solitudine - Fabio Volo

Fai conto di essere una maratoneta.
Stai correndo con i tuoi amici e le tue amiche.
Ad un certo punto capisci di avere una buona gamba, un bel passo, di poter andare più veloce, e allora decidi di seguire questa tua forza. 
Di convertirti al tuo talento.
Dopo un po' che corri, ti accorgi di aver staccato il gruppo. 
Ti giri e ti scopri sola.
Loro sono indietro, tutti insieme che ridono, e tu sei sola con te stessa. Siccome non riesci a reggere questa solitudine, rallenti finché il gruppo ti raggiunge e, negando il tuo talento, fingi di essere come loro. 
Rimani nel gruppo.
Ma tu non sei così, non sei come loro. Infatti anche lì in mezzo ti senti comunque sola."

- Fabio Volo -





"La solitudine è per me una fonte di guarigione che rende la mia vita degna di essere vissuta. Il parlare è spesso un tormento per me e ho bisogno di molti giorni di silenzio per ricoverarmi dalla futilità delle parole.”

- Carl Gustav Jung - 




«Le persone più incantevoli al mondo hanno sempre un vissuto complesso.
Chi ha fardelli di dolori interiori ma non si è arreso riserva a chi ama i sorrisi migliori, quelli ancora vivi.
Perché le persone incantevoli hanno vinto il disincanto e per vincere il disincanto ci vuole tanto coraggio, lo stesso che serve per i sentimenti.»

- Massimo Bisotti - 


Buona giornata a tutti. :-)


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mercoledì 19 febbraio 2020

I lacci della schiavitù - Kahlil Gibran


Ho trovato la schiavitù cieca, che lega il presente degli uomini al passato dei loro genitori, e li spinge a sottomettersi alle loro tradizioni e ai loro costumi, collocando spiriti antichi entro corpi nuovi.
Ho trovato la schiavitù muta, che vincola la vita di un uomo a una moglie che aborre, e pone il corpo di una donna nel letto d’un marito odiato, uccidendo lo spirito in entrambe le vite.
Ho trovato la schiavitù sorda, che soffoca il cuore e l’anima, riducendo l’uomo a l’eco vuota di una voce, alla pietosa ombra del suo corpo.
Ho trovato la schiavitù zoppa, che sottopone la nuca dell’uomo al giogo del tiranno e sottomette corpi forti e menti deboli ai figli della Cupidigia perchè ne facciano strumenti del loro potere.
Ho trovato la schiavitù brutta, che discende con gli spiriti dei fanciulli del vasto firmamento fino alla casa della Miseria, dove il Bisogno vive accanto all’Ignoranza, e l’Umiliazione coabita con la Disperazione.

E i fanciulli crescono infelici, e vivono come criminali, e muoiono disprezzati come reietti di cui è negata l’esistenza.
Ho trovato la schiavitù sottile, che intitola alle cose nomi diversi dai propri, e chiama intelligenza la scaltrezza, sapere la vacuità, affetto la debolezza e codardia un deciso rifiuto.
Ho trovato la schiavitù contorta, che fa muovere la lingua dei deboli per la paura, inducendoli a parlare al di fuori dei loro sentimenti, talché fingono di meditare sulla loro condizione mentre non sono che sacchi vuoti, che perfino un fanciullo può ripiegare o appendere.
Ho trovato la schiavitù sottomessa, che induce un paese a osservare le leggi e i costumi di un altro paese, mentre la sottomissione aumenta di giorno in giorno.
Ho trovato la schiavitù perpetua, che incorona re i figli dei monarchi, senza alcuna considerazione per il merito.
Ho trovato la schiavitù nera, che pone il marchio indelebile dell’infamia e del disonore su figli innocenti dei criminali.
Meditando sulla schiavitù si scopre ch’essa possiede i poteri perversi della continuità e del contagio.
Quando fui stanco di seguire i secoli dissoluti, e stufo di contemplare processioni d’uomini di pietra, camminai solo nella Valle dell’Ombra della Vita, dove il passato si sente in colpa e tenta di nascondersi, e l’anima del futuro ripiegata su se stessa riposa troppo a lungo.
Là, sulla sponda del fiume del Sangue e delle Lacrime, che strisciava come una vipera velenosa e si torceva come i sogni d’un criminale, udii i sospiri atterriti dei fantasmi degli schiavi, e fissai smarrito il nulla.
Quando giunse la mezzanotte e gli spiriti emersero dai loro nascondigli, vidi uno spettro cadaverico e morente cadere in ginocchio e fissare la luna.
Mi avvicinai e gli chiesi:”Come ti chiami?”
“Mi chiamo Libertà”, rispose quella spettrale ombra cadaverica.
“Dove sono i tuoi figli?”, domandai.
E la Libertà, con le lacrime agli occhi, mormorò debolmente:”
Uno morì crocifisso, un altro morì pazzo, e il terzo non è ancora nato”.
Se ne andò zoppicando e continuando a parlare, ma gli occhi velati e i lamenti che mi salivano del cuore m’impedirono di vedere e udire.

- Khalil Gibran - 
da: Il cantico della felicità: Caleidoscopio sulla pace del cuore



Buona giornata a tutti. :-)






martedì 18 febbraio 2020

Và, la tua fede ti ha salvato - Monaci Benedettini Silvestrini

Và, la tua fede ti ha salvato.
Essere ciechi nel linguaggio biblico non ha solo una dimensione fisica, ma prevalentemente spirituale:
riguarda sia l'anima sia gli occhi.
Esempi di cecità spirituali abbondano nella scrittura sacra, abbondano nella nostra vita:

"Sordi, ascoltate, ciechi, volgete lo sguardo per vedere.
Chi è cieco, se non il mio servo?
Chi è sordo come colui al quale io mandavo araldi?
Chi è cieco come il mio privilegiato?
Chi è sordo come il servo del Signore?
Hai visto molte cose, ma senza farvi attenzione,
hai aperto gli orecchi, ma senza sentire".

Così si esprime un brano il profeta Isaia.
Gli scribi e i farisei sono definiti ciechi da Gesù:
«Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».
Gli stessi apostoli stentavano spesso a credere alle parole del Signore il loro spirito era accecato e orientato dalle logiche umane.

Ricordiamo i due discepoli di Èmmaus, che non riconoscono Gesù lungo la via perché i loro occhi erano accecati per mancanza di fede nel risorto:

Riconosceranno Gesù quando proclama e spiega la parola e nello spezzare il pane.

Gesù si proclama luce del mondo e afferma:
«Ancora per poco tempo la luce è con voi.
Camminate mentre avete la luce,
perché non vi sorprendano le tenebre;
chi cammina nelle tenebre non sa dove va.
Mentre avete la luce credete nella luce,
per diventare figli della luce».

La luce di Cristo viene infusa in noi mediante la fede.
Questa è la virtù fondamentale che ci apre la vista dell'anima
per accogliere la persona Cristo e le verità che egli ci ha rivelate.

«Io sono la luce del mondo; chi segue me,
non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».

Dopo aver ripetutamente affermato
l'importanza della fede Gesù interviene,
compiendo miracoli a favore dei ciechi
per riaprire loro occhi e anima.

Molti di loro inizialmente implorano
solo la guarigione dalla loro cecità fisica.

Alla richiesta di Gesù, «Che cosa vuoi che io faccia per te?»,
anche nel vangelo, il cieco implora:

«Rabbunì, che io veda di nuovo!».

Egli però intende dargli più di quanto osa sperare.
«Và, la tua fede ti ha salvato».
E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada».
La fede del cieco nato aveva già riconosciuto Gesù e nella sua preghiera gridata umilmente implorava:
«Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».

Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte:
«Figlio di Davide, abbi pietà di me!».

Da cieco e mendicante lo ritroviamo, dopo l'intervento prodigioso di Cristo,
illuminato nel corpo e nello spirito:
«Và, la tua fede ti ha salvato».
E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada».

estratto da un commento dei Monaci Benedettini Silvestrini




''La Chiesa non è una comunità di perfetti, ma di peccatori che si debbono riconoscere bisognosi dell’amore di Dio, bisognosi di essere purificati attraverso la Croce di Gesù Cristo. 
I detti di Gesù sull’ autorità di Pietro e degli Apostoli lasciano trasparire proprio che il potere di Dio è l’amore, l’amore che irradia la sua luce dal Calvario'' 

- papa Benedetto XVI - 
Omelia 29 giugno 2012



Vi lascio la pace, vi do la mia pace; non come la dà il mondo io la do a voi.

Chi la riceve è liberato dall’ansietà e turbamento del cuore. 
Le tribolazioni ci saranno sempre, ma con la Sua presenza, la Sua grazia, esse diventano mezzo di salvezza, luogo di incontro e di cammino nel regno di Dio. Come lo sono state per San Paolo. Egli, predicando il vangelo, ha subito ogni tipo di persecuzione. Ma la stessa tribolazione è mezzo di fede, per portare il Vangelo dove Cristo non è accettato. Questa fede ha reso Gesù vivo in mezzo ai discepoli. Anche oggi solo la fede ci fa entrare nel mistero del risorto. Entrarvi è possibile se amiamo e facciamo la volontà del Padre nella missione ricevuta. 


- Monaci Benedettini Silvestrini -






Basta che tu ami la pace,
ed essa immediatamente è con te.
La pace è un bene del cuore.
Se volete attirare gli altri alla pace,
abbiatela voi per primi;
siate voi anzitutto saldi nella pace.

- S. Agostino –



Buona giornata a tutti :-)


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lunedì 17 febbraio 2020

Vivi spettinata - Simona Oberhammer


Le donne vivono troppo spesso con il pettine tra i capelli, cercando di metterli al loro posto, uno per uno. Ma per toccare la propria anima c'è anche bisogno di vivere spettinate.
Come? Ecco come spettinarsi.

• Cerca uno spazio per te, metti una musica che ti piace a tutto volume, e poi balla come vuoi, muovendo il tuo corpo intensamente e creativamente. Alla fine guardati allo specchio: spettinata e vitale!
• Corri su un prato, con il vento tra i capelli, poi lasciati cadere a terra e guardati nel cielo: spettinata e selvaggia!
• Fai l'amore con passione e abbandonati al tuo corpo vivo e sensibile poi guardati negli occhi dell'altra persona: spettinata e passionale!
• Gioca con i bambini e divertiti con loro, poi guardati nella gioia dei loro corpi: spettinata e bambina!
• Ridi a crepapelle, fino a non poterne più poi guardati nel tuo sorriso: spettinata e felice!
• Dai spazio alle tue idee senza preoccuparti dei giudizi, tuffati nei tuoi progetti anche se ti vogliono fino a tarda notte e poi guardati alla luce dei tuoi nuovi percorsi: spettinata e piena di voglia di fare!
• Esci senza trucco, con il vestito che ti fa star più comoda e sentiti speciale semplicemente perché sei tu e poi guardati nel mondo che ti circonda: spettinata e unica!
• Emozionati senza trattenere nulla, fai scorrere le sensazioni come un fiume che ti porta dove è giusto andare, abbandonati al tuo sentire profondo e poi guardati dentro: spettinata e connessa a te stessa!
• Ama fino a perdere il fiato, ama senza pensare cosa riceverai in cambio, ama solo perché l'amore ti scuote come nient'altro può fare e poi guardati nel tuo cuore: spettinata e intensamente viva!

- Simona Oberhammer - 

da: La Via Femminile



Le donne innamorate 

Che belle che sono le donne innamorate. 
Volano leggere per il mondo, felici di ciò che portano nel cuore. Non sono come gli uomini con le tasche sempre piene di zavorre. Le donne no, quando amano abbandonano qualunque peso, ogni limite mentale e senza tentennamenti lasciano che il sentimento che provano le invada divenendo linfa vitale. 
Piccoli puntini luminosi che rubano sorrisi al loro passaggio. Capaci di sprigionare luce nel buio più cupo. 
Le riconosci dallo sguardo, ti osservano e quasi non ti vedono. 
La vita stessa sembra scorrergli negli occhi e tutto diventa uno schermo su cui proiettare la propria bellezza. E’ un momento magico, ogni volta unico, che le trasforma rigenerandole. Germogliano e sbocciano aprendosi alla vita stessa. Non importa se l’oggetto del loro amore sia un’idea, un progetto, un figlio, un uomo. 
Le donne, qualunque cosa stiano amando la prenderanno tra le mani e la renderanno il centro della propria creatività. Trasleranno in lei o in lui se stesse e cercheranno di apportare, a ciò che amano, quanto di più meraviglioso serbano nei meandri della propria anima. 
Le donne innamorate non temono nulla, diventano forti, spavalde, incredibilmente “donne”. 
Sono nate per amare e quando ciò accade un’energia impensabile pervade il loro corpo, ricarica i loro pensieri e anche la donna più minuta, apparentemente fragile, diventerà una torcia inesauribile capace di illuminare il buio più misterioso. 
Ma nulla sarà più misterioso per lei, lei tornerà ad essere quella donna atavica che ogni donna porta in se e lascerà che l’istinto la guidi la dove nessuno, neanche lei, immaginava di poter arrivare. 
Ed arriverà, oh sì…statene certi arriverà. Ce la farà perché nulla può fermare una donna innamorata. Lei sa, lei porta dentro di se l’unica vera meraviglia di questa nostra strana esistenza: il sapere e volere amare. E’ questo che la rende una forza della natura. Un miscuglio di fantasia e particolarissima energia che solo noi donne sappiamo riconoscere e non temere. 
E’ lì, in quel miscuglio che saprà ascoltare la musica che sa cullarla e cullare. O ritrovare i passi di quella danza pazza che le farà battere i piedi e piroettare quando un minuscolo gesto la farà gioire. 
O ridere come una bambina con le sue amiche con cui, complice, condividerà la felicità che sta provando. E sempre lì, in quel miscuglio troverà l’orgoglio e la dignità con cui sa tendere la mano e perdonare, fin dove il buon senso le indicherà. Ma una cosa è certa, non sarà mai nel saper amare che offendere se stesse, casomai potrebbe accadere nel suo contrario. 
Le donne innamorate…che meraviglia!

- Simona Oberhammer - 
da: La Via Femminile



Buona giornata a tutti. :-)







domenica 16 febbraio 2020

La gola della balena - Rudyard Kipling


Una volta c'era nel mare una balena che mangiava i pesci. 
Mangiava il carpione e lo storione, il nasello e il pesce martello, il branzino e il delfino, i calamaretti e i gamberetti, la triglia e la conchiglia, e la flessuosa anguilla con sua figlia e tutta la sua famiglia con la coda a ronciglio. 
Tutti i pesci che poteva trovare in tutto il mare, essa li mangiava con la bocca.... così! 
Tanto che non era rimasto in tutto il mare che un solo pesciolino, un Pesciolino-pieno-d'astuzia che nuotava dietro l'orecchio destro della balena, per tenersi prudentemente fuor di tiro.

Allora la balena si levò ritta sulla coda e disse:

– Ho fame. –

E il Pesciolino-pieno-d'astuzia disse con una vocina parimenti piena d'astuzia:

– Nobile e generoso cetaceo, hai mai mangiato l'uomo?

– No, – disse la balena. – Com'è?

– Squisito! – disse il pesciolino-pieno-d'astuzia: – squisito ma nodoso.

– Allora portamene un paio, – disse la balena, e con la coda fece spumeggiare il mare.

– Uno per volta basta, – disse il Pesciolino-pieno-d'astuzia.

– Se tu nuoti fino al cinquantesimo grado di latitudine nord e quaranta di longitudine ovest, (questo è magìa) troverai, seduto su una zattera, in mezzo al mare, con nulla addosso eccetto un paio di calzoni di tela azzurra, un paio di bretelle (non dovete dimenticare le bretelle, cari miei,) e un coltello da tasca, un marinaio naufragato, che – è bene tu ne sii avvertito – è un uomo d'infinite-risorse-e-sagacità.

Così la balena nuotò e nuotò fino al grado cinquantesimo di latitudine nord e quarantesimo di longitudine ovest, più rapidamente che potè, e su una zattera, in mezzo al mare, con nulla indosso eccetto un paio di calzoni di tela azzurra, un paio di bretelle (dovete ricordare specialmente le bretelle, cari miei) e un coltello da tasca, essa vide un unico e solitario marinaio naufragato, coi piedi penzoloni nell'acqua. (Egli aveva avuto da sua madre il permesso di guazzare nell'acqua; altrimenti non l'avrebbe fatto, perchè era un uomo d'infinite-risorse-e-sagacità).

Allora la balena aprì la bocca e la spalancò che quasi si toccava la coda, e inghiottì il marinaio naufragato, con tutta la zattera su cui sedeva, col suo paio di calzoni di tela azzurra, le bretelle (che non dovete dimenticare) e il coltello da tasca. 
Essa inghiottì ogni cosa nella credenza calda e buia dello stomaco, e poi si leccò le labbra....così, e girò tre volte sulla coda.

Ma il marinaio, che era un uomo di infinite-risorse-e-sagacità, non appena si trovò nel capace e buio stomaco della balena, inciampò e saltò, urtò e calciò, schiamazzò e ballò, urlò e folleggiò, picchiò e morsicò, strisciò e grattò, scivolò e passeggiò, s'inginocchiò e s'alzò, strepitò e sospirò, s'insinuò e gironzò, e danzò balli alla marinara dove non doveva, e la balena si sentì veramente molto infelice. (Avete dimenticato le bretelle?)

Così disse al Pesciolino-pieno-d'astuzia:

– Quest'uomo è molto indigesto, e mi fa venire il singulto.Che cosa debbo fare?

– Digli di uscire, – disse il Pesciolino-pieno-d'astuzia.

Così la balena gridò dal fondo della gola al marinaio naufragato:

– Esci fuori e comportati onestamente. M'hai messo il singulto.

– No!, no! – disse il marinaio. – Non così; in maniera molto diversa. Portami alla sponda natìa, ai bianchi scogli di Albione, e ci penserò. E continuò a ballare più che mai.

– Faresti meglio a portarlo a casa – disse il Pesciolino- pieno-d'astuzia alla balena. – Io ti ho avvertito che è un uomo di infinite-risorse-e-sagacità.

Così la balena si mise a nuotare, a nuotare con le due natatoie e la coda, come meglio le permetteva il singulto; e finalmente vide la sponda nativa del marinaio e i bianchi scogli di Albione, si precipitò sulla spiaggia, spalancò tutta quanta la bocca e disse:

– Per Winchester, Ashuelot, Nasua, Keene e le stazioni della ferrovia di Fitchburg si cambia.

E mentre diceva "Fitch" il marinaio sbucava dalla bocca. Ma mentre la balena era stata occupata a nuotare, il marinaio, che era davvero una persona piena-di-infinite-risorse-e-sagacità, aveva preso un coltello da tasca e tagliata dalla zattera una cancellata a sbarre incrociate, ….E mentre diceva "Fitch" il marinaio sbucava dalla bocca....l'aveva saldamente legata con le bretelle (ora sapete perché non si dovevano dimenticare le bretelle) e poi l'aveva incastrata nella gola della balena, recitando il seguente  distico, che, siccome non lo conoscete, qui vi trascrivo:

-Con le sbarre della grata nel mangiar t'ho moderata.

E saltò sulla ghiaia, e si diresse a casa della mamma, che gli aveva dato il permesso di guazzare nell'acqua; e s'ammogliò e d'allora in poi visse felicemente.
Com'anche la balena.
Ma da quel giorno ad oggi, la grata in gola che essa non può nè espellere, nè inghiottire, le impedì di mangiar tutto quello che voleva, eccetto i minuti pesciolini, ed è questa la ragione perchè le balene non mangiano più uomini, bambine e bambini.

Il Pesciolino-pieno-d'astuzia se la svignò e si nascose sotto la soglia dell'Equatore. Temeva che la balena fosse grandemente adirata con lui. Il marinaio portò a casa il coltello da tasca. Aveva indosso soltanto il paio di calzoni di tela azzurra quando s'era messo a camminare sulla ghiaia. 
Le bretelle l'aveva lasciate strette alla cancellata; e questa è la fine di questo racconto.

- Rudyard Kipling -
Fonte: Il libro delle bestie Rudyard Kipling, (Just so stories) – Bemporad, Firenze 1927 - Tradotto da S. Spaventa-Filippi, 12 illustrazione di Ugo Finozzi







Buona giornata a tutti. :-)






sabato 15 febbraio 2020

Atto di confidenza in Dio - san Claudio de la Colombiére S. J.

Mio Signore e Dio,
io sono così convinto che Tu hai cura di tutti quelli che sperano in Te
e che niente può mancare a coloro che aspettano tutto da Te,
che ho deciso, per l'avvenire, di vivere senza alcuna preoccupazione
e di riversare su di Te ogni mia inquietudine.
Gli uomini possono spogliarmi di tutti i beni e del mio stesso onore;
le malattie possono privarmi delle forze e dei mezzi per servirti;
col peccato posso perdere perfino la tua grazia,
ma non perderò mai e poi mai la mia fiducia in Te.
La conserverò fino all'estremo della mia vita
e il demonio, con tutti i suoi sforzi, non riuscirà mai a strapparmela.
Gli altri aspettino pure la loro felicità dalle ricchezze e dal loro ingegno;
facciano anche affidamento sulla innocenza della loro vita,
sui rigori delle loro penitenze,
sulla quantità delle loro opere buone o sul fervore delle loro preghiere;
per me tutta la mia confidenza è la mia stessa confidenza;
confidenza che non ha mai ingannato nessuno.
Ecco perché ho l'assoluta certezza di essere eternamente felice,
perché ho l'incrollabile fiducia di esserlo e perché lo spero unicamente da Te.
Per mia triste esperienza
devo purtroppo riconoscere di essere debole e incostante;
so quanto le tentazioni possono contro le virtù più affermate;
eppure nulla, finché conserverò questa ferma fiducia in Te, potrà spaventarmi;
starò al riparo da ogni disgrazia e sarò certo di continuare a sperare,
perché spero questa stessa immutabile speranza.
Infine, mio Dio,
sono intimamente persuaso
che non sarà mai troppa la fiducia che ho in te
e che ciò che otterrò da Te,
sarà sempre al di sopra di ciò che avrò sperato.
Spero anche, Signore,
che tu mi sorreggerai nelle facili debolezze;
mi sosterrai negli assalti più violenti;
che farai trionfare la mia fiacchezza
sopra i miei più temuti nemici.
Ho tanta fiducia che Tu mi amerai sempre
e che anch'io, a mia volta, ti amerò per sempre.
E per portare al più alto grado questa mia fiducia,
o mio Creatore,
io spero Te e da Te stesso,
per il tempo e per l'eternità.  Amen.


- san Claudio de la Colombiére S. J. -


Nella foto: Claude la Colombière, conosciuto anche come Claudius de la Columbière (1641-1682) gesuita e scrittore francese,  propagatore della devozione al Sacro Cuore di Gesù. 
Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato santo nel 1992.


Santa Maria, Madre di Dio,
conservami un cuore di fanciullo,
puro e limpido come sorgente.

Ottienimi un cuore semplice,
che non si ripieghi sulle proprie tristezze;
un cuore generoso nel donarsi,
pieno di tenera compassione;
un cuore fedele e aperto,
che non dimentichi alcun bene,
e non serbi rancore di alcun male.

Creami un cuore dolce e umile,
che ami senza esigere d'essere riamato,
felice di sparire in altri cuori
sacrificandosi davanti al tuo Figlio divino.

Un cuore grande e indomabile,
che nessuna ingratitudine possa chiuderlo
e nessuna indifferenza stancare.

Un cuore tormentato
dalla gloria di Gesù Cristo,
con piaga che non rimargini se non in cielo.

- Padre de Grandmaison - 


L’amore cristiano è quanto mai esigente poiché sgorga dall’amore totale di Cristo per noi: quell’amore che ci reclama, ci accoglie, ci abbraccia, ci sostiene, sino a tormentarci, poiché costringe ciascuno a non vivere più per se stesso, chiuso nel proprio egoismo, ma per “Colui che è morto e risorto per noi” (cfr 2Cor 5,15). 
L’amore di Cristo ci fa essere in Lui quella creatura nuova (cfr 2Cor 5,17) che entra a far parte del suo Corpo mistico che è la Chiesa. 

- Papa Benedetto XVI -





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venerdì 14 febbraio 2020

Rimetti a noi i nostri debiti – don Tonino Lasconi

Tu ci perdoni sempre. 
Tu ci dai sempre
la possibilità di essere nuovi
e di ricominciare da capo.
Allora anche noi
dobbiamo perdonare
gli amici che ci lasciano,
a quelli che parlano male di noi,
a quelli che non mantengono
gli impegni presi insieme.
Tu ci perdoni sempre.
Allora nessuno deve mai
«chiudere» con un fratello.
Mai disperare che il bene
la spunti sui difetti.
Allora mai dobbiamo aspettare
che incomincino gli altri.
Tu ci perdoni sempre.
Allora nessuno di noi
deve mai stancarsi
di ricominciare,
di ridare fiducia,
di risalire la china
delle delusioni.
Tu ci perdoni sempre
e non ti stanchi mai di noi.

- Don Tonino Lasconi -

Fonte: Amico Dio


"..la malvagità e l'ignoranza degli uomini non è capace di frenare il piano divino della salvezza, la redenzione. 
Il male non può fare tanto. 
Un'altra meraviglia di Dio ce la ricorda il secondo Salmo che abbiamo appena recitato: la “rupe” si trasforma “in un lago, la roccia in sorgenti d’ acqua” (Sal 113,8). 
Quello che potrebbe essere pietra di inciampo e di scandalo, col trionfo di Gesù sulla morte si trasforma in pietra angolare: “Questo è stato fatto dal Signore: una meraviglia ai nostri occhi” (Sal 117,23).
Non ci sono motivi, dunque, per arrendersi alla prepotenza del male. E chiediamo al Signore Risorto che manifesti la sua forza nelle nostre debolezze e mancanze."

- Papa Benedetto XVI - 
(Basilica-Cattedrale di León, dedicata a Nostra Signora della Luce)





Chi crede in Dio-Amore porta in sé una speranza invincibile, come una lampada con cui attraversare la notte oltre la morte, e giungere alla grande festa della vita. 

- papa Benedetto XVI - 
Angelus 6 Novembre 2011





Preghiera per la sera

In te,
santo Signore,
noi cerchiamo
il riposo
dall'umana fatica,
al termine del giorno.
Se i nostri occhi
si chiudono,
veglia in te
il nostro cuore;
la tua mano
protegga coloro
che in te sperano.
Difendi,
o Salvatore,
dalle insidie del male
i figli che hai redenti
col tuo sangue prezioso.
Amen


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giovedì 13 febbraio 2020

La magia di un abbraccio - Pablo Neruda

“Quanti significati sono celati dietro un abbraccio? 
Che cos’è un abbraccio se non comunicare, condividere
e infondere qualcosa di sé ad un’altra persona? 
Un abbraccio è esprimere la propria esistenza 
a chi ci sta accanto, qualsiasi cosa accada, 
nella gioia e nel dolore. 
Esistono molti tipi di abbracci, 
ma i più veri ed i più profondi 
sono quelli che trasmettono i nostri sentimenti.
A volte un abbraccio, 

quando il respiro e il battito del cuore diventano tutt’uno, 
fissa quell’istante magico nell’eterno. 
Altre volte ancora un abbraccio, se silenzioso, 
fa vibrare l’anima e rivela ciò che ancora non si sa 
o si ha paura di sapere.
Ma il più delle volte un abbraccio 
è staccare un pezzettino di sé 
per donarlo all’altro 
affinché possa continuare il proprio cammino meno solo” 

- Pablo Neruda - 

da: "Poesie d'Amore e  di Vita", Guanda, Milano, 2008





"L'amore, mentre la vita ci incalza,
è semplicemente un'onda alta sopra le onde."

- Pablo Neruda -
da: Cento sonetti d'amore



Nella sua fiamma mortale la luce ti avvolge.
Assorta, pallida dolente, eretta davanti
alle vecchie spire del crepuscolo
che ti girano attorno.
Muta, amica mia,
sola in questa solitaria ora di morte
e colma di tutte le vite del fuoco,
pura erede del giorno distrutto.

Un grappolo di sole cade sulla tua veste scura.
Grandi radici notturne
improvvise ti salgono dall'anima
e quant' era in te occulto riaffiora
si che un popolo pallido e azzurro
si nutre di te, appena nato.

O grandiosa e feconda e magnetica schiava
del cerchio che avvicenda il nero all'oro:
in piedi, rappresenta una creazione così viva
che muoiono i suoi fiori e colma è di tristezza.

- Pablo Neruda -

 "La donna della fiamma" - Dante Gabriel Rossetti

Amo l'amore dei marinai
che baciano e se ne vanno.
Lasciano una promessa.
Mai più ritornano.
In ogni porto una donna attende:
i marinai baciano e se ne vanno.
Una notte si coricano con la morte
nel letto del mare.

da Farewell, in Crepuscolario


                    

Buona giornata a tutti :-)


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