domenica 30 settembre 2018

Diceva Padre Pio che la punizione di Dio è quella di non darci nessuna punizione

20 settembre 2018
Centenario della stigmatizzazione di Padre Pio

Da una lettera di Padre Pio al suo direttore spirituale del 22 ottobre 1918:
«Era la mattina del 20 dello scorso mese in coro, dopo la celebrazione della santa messa, allorché venni sorpreso dal riposo, simile ad un dolce sonno. Tutti i sensi interni ed esterni, non che le stesse facoltà dell’anima si trovarono in una quiete indescrivibile. In tutto questo vi fu un totale silenzio intorno a me e dentro di me; vi subentrò subito una gran pace ed abbandono alla completa privazione del tutto e una posa nella stessa rovina. 
Tutto questo avvenne in un baleno. E mentre tutto questo si andava operando, mi vidi dinanzi un misterioso personaggio, simile a quello visto la sera del 5 agosto, che differenziava in questo solamente che aveva le mani ed i piedi ed il costato che grondava sangue. 
La sua vista mi atterrisce; ciò che sentivo in quell’istante in me non saprei dirvelo. 
Mi sentivo morire e sarei morto se il Signore non fosse intervenuto a sostenere il cuore, il quale me lo sentivo sbalzare dal petto. 
La vista del personaggio si ritira ed io mi avvidi che mani, piedi e costato erano traforati e grondavano sangue. 
Immaginate lo strazio che esperimentai allora e che vado sperimentando continuamente quasi tutti i giorni. La ferita del cuore gitta assiduamente del sangue, specie dal giovedì a sera sino al sabato. 
Padre mio, io muoio di dolore per lo strazio e per la confusione susseguente che io provo nell’intimo dell’anima. 
Temo di morire dissanguato, se il Signore non ascolta i gemiti del mio povero cuore e col ritirare da me questa operazione. Mi farà questa grazia Gesù che è tanto buono? 
Toglierà almeno da me questa confusione che io esperimento per questi segni esterni? Innalzerò forte la mia voce a lui e non desisterò dal scongiurarlo, affinché per sua misericordia ritiri da me non lo strazio, non il dolore perché lo veggo impossibile ed io sento di volermi inebriare di dolore, ma questi segni esterni che mi sono di una confusione e di una umiliazione indescrivibile ed insostenibile […]».



La punizione di Dio, diceva Padre Pio è quella di non darci nessuna punizione, Dio lo abbiamo cacciato via da noi, e Lui non ha inveito contro di noi, ci ha lasciati liberi di seguire i desideri del nostro cuore, in nome della nostra libertà siamo andati dove ci portava il nostro cuore, e adesso cominciamo a vedere che siamo andati a finire in un mare di guai.
Dobbiamo imparare dalla Storia Sacra: soltanto quando gli Ebrei ritornavano a Dio, Dio interveniva con un miracolo che li liberava dalla dura schiavitù in cui si erano cacciati da soli.
Dio non viene se noi non lo invochiamo con la nostra conversione, se non lo riconosciamo come Padre Nostro."

- Don Vincenzo Carone -




Bisogna essere forti per diventare grandi: ecco il nostro dovere. La vita è una lotta dalla quale non possiamo ritrarci, ma bisogna trionfarvi."

- San Pio da Pietrelcina -



O santo angelo custode,

abbi cura dell’anima mia e del mio corpo.
Illumina la mia mente
perché conosca meglio il Signore
e lo ami con tutto il cuore.
Assistimi nelle mie preghiere
perché non ceda alle distrazioni
ma vi ponga la più grande attenzione.
Aiutami con i tuoi consigli, perché veda il bene
e lo compia con generosità.
Difendimi dalle insidie del nemico infernale
e sostienimi nelle tentazioni
perché riesca sempre vincitore.
Supplisci alla mia freddezza nel culto del Signore:
non cessare di attendere alla mia custodia
finché non mi abbia portato in Paradiso,
ove loderemo insieme il Buon Dio per tutta l’eternità.

- San Pio di Pietrelcina -



Buona giornata a tutti. :-)






sabato 29 settembre 2018

29 settembre 1941, il massacro di Babij Jar - Evgenij Evtushenko

Menorah 1991 (a 50anni dalla strage)

Il 29 settembre 1941 a Babi Yar, nei dintorni di Kiev, le SS naziste con la collaborazione della polizia ucraina massacrarono a colpi di mitragliatrice 33.771 ebrei. 
Un terzo di loro erano bambini. 
Il massacro continuò fino al 3 ottobre e i corpi furono gettati gli uni sugli altri in una fossa. Alcune vittime respiravano ancora e fu loro dato il colpo di grazia con le granate. Nei tre anni successivi, nello stesso luogo e con lo stesso sistema, furono uccisi sessantamila persone tra rom, comunisti, prigionieri di guerra russi tra cui i marinai della flotta del Mar Nero catturati durante la conquista di Sebastopoli. Si calcola che alla fine i morti furono 100.000


Nell'agosto del 1943, alla vigilia della liberazione di Kiev da parte dell' Armata Rossa i nazisti impiegarono 327 prigionieri per esumare e bruciare i corpi.

Per molto tempo dopo la fine della seconda guerra mondiale  ci fu la volontà di "censurare" e "rimuovere" la memoria dei masacri compiuti a Babij Jar. 

monumento costruito "solo" nel 1976


Venti anni dopo, nel settembre 1961, un giovane poeta russo, Evgenij Evtushenko, sconvolto dalla scoperta del massacro degli ebrei di Kiev (taciuto dall'Unione Sovietica) scrisse "Babi Yar", la poesia che ispirò a Dimitrij Shostakovitch la sua celebre tredicesima sinfonia.

«Non c'è segno di ricordo a Babi Yar.
Le scogliere a picco sono là come tante pietre tombali.
Mi fa paura.
Mi sento vecchio,
vecchio come il popolo degli ebrei.
Mi sembra di essere un ebreo.
Attraverso a piedi l'antico Egitto.
Qui, io muoio, inchiodato ad una croce,
e ancora oggi porto le ferite dei chiodi.
Mi sembra di essere Dreyfus.
I borghesi sono delatori e giudici.
Sono imprigionato,
perseguitato, calunniato e ricoperto di sputi.
Signore che a stento frenano il riso,
vestite con incredibili abiti di trine ,
mi punzecchiano il viso con i loro ombrelli.
Poi mi sembra di essere un ragazzo di Białystok.
Il sangue ricopre il pavimento.
I brutti ceffi della taverna puzzano di vodka e cipolla.
Mi colpiscono al fianco con uno stivale.
Invano chiedo un po' di pietà a questi massacratori.
Alcuni commercianti di grano violentano mia madre.
Oh, mio popolo russo!
Lo so che sei internazionale
Ma alcuni, con la coscienza sporca,
troppo spesso hanno trasformato
questo tuo sacro nome
in un simbolo di malvagità.
Conosco la mia terra, la sua bontà.
Questi antisemiti sono spregevoli.
Senza esitazione si definiscono:
"Unione del popolo russo"!
Penso a me come se fossi Anna Frank,
traboccante di vita come un ramo all'inizio di aprile
Sono innamorato e non ho bisogno di parole vuote,
ma ho bisogno di guardarci l'uno nell'altro.
Quanto poco possiamo vedere o sentirci!
Le foglie ed il cielo ci sono negate,
ma ci sono molte cose che possiamo fare -
possiamo delicatamente abbracciarci l'uno all'altro
nell'oscurità della stanza!
"Stanno arrivando!"
"Non temere.
È il delicato suono della primavera
Dammi le tue labbra..."
"Stanno abbattendo la porta!"
"No, è il ghiaccio che si sta rompendo nei fiumi..."
Su Babi Yar si sente il fruscio dell'erba.
Gli alberi sono minacciosi, come giudici.
Ogni cosa grida nel silenzio e,
scoprendomi la testa,
sento lentamente i miei capelli diventare bianchi.
E io divento un urlo continuo,
sulle migliaia e migliaia di persone seppellite qua.
Io sono ognuno degli anziani fucilati qui.
Io sono ognuno dei bambini fucilati qui.
Niente dentro di me dimenticherà, mai!
Che suoni l'Internazionale fino a quando
l'ultimo antisemita sulla terra
sarà seppellito, per i secoli dei secoli.
Nel mio sangue non c'è sangue ebraico.
Nella loro follia, tutti gli antisemiti
dovrebbero ora odiarmi come se fossi un ebreo.
E per questo sono un vero russo!»


- Evgenij Evtushenko -



Per non dimenticare.










venerdì 28 settembre 2018

Inno Akatistos a San Michele Arcangelo

Kondakion.

Scelto condottiero delle schiere celesti ed intercessore del genere umano, liberàti dalle sciagure ti cantiamo un inno di ringraziamento: Tu che stai davanti all’altare del Re della gloria, liberaci da ogni male, affinché ti cantiamo, con fede e amore:

Rallegrati, Michele, grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Ikos.

Noi dovremo lodare con lingue angeliche te, che presiedi i cori degli angeli dallo sguardo fiammeggiante, o Michele! Nell’attesa che, da te istruiti, ci abituiamo al linguaggio degli angeli, ascolta quanto ti diciamo con labbra umane, però riconoscenti: 

Rallegrati, stella iniziale del mondo. 
Rallegrati, luce della verità e del bene, simile a oro fulgente. 
Rallegrati, tu che per primo tra i cori angelici, ricevi i raggi della luce increata. 
Rallegrati, capo degli Angeli e degli Arcangeli. 
Rallegrati, tu da cui s’irraggia più possente la gloria della Destra creatrice. 
Rallegrati, tu di cui riflettono la bellezza tutti gli esseri incorporei.

Rallegrati, Michele, grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Vedendo con gli occhi della fede la grandezza spirituale della tua bellezza e la forza lampeggiante della tua destra, Arcangelo di Dio, noi, terreni e rivestiti di carne, siamo pieni di ammirazione, gioia e gratitudine verso il Creatore di tutte le cose, e acclamiamo insieme con tutte le schiere angeliche:
Alleluia!


Ikos.

Con la mente pura e libera dalle passioni ottienici, o ammirevole Michele, capo dei cori celesti, di poterci elevare dalla terra verso i cieli e cantarti un inno di lode così: 

Rallegrati, tu che contempli più da vicino l’ineffabile bellezza e la bontà divine. 
Rallegrati, fedelissimo annunziatore dei sapienti consigli della Santissima Triade. 
Rallegrati, tu che adempi fedelmente gli eterni piani trinitari. 
Rallegrati, oggetto d’ammirazione amorosa delle schiere celesti. 
Rallegrati, tu che sei glorificato con fede dagli uomini. 
Rallegrati, tu che fai tremare le forze dell’inferno.

Rallegrati, Michele, grande Archistratega con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Avendo mostrato di aver forza invincibile per difendere la gloria divina, sei stato messo a capo delle schiere degli Angeli, o Michele, contro il superbo Lucifero che respira malvagità, ma che con i suoi seguaci è stato precipitato dall’altezza del cielo negli abissi; perciò gli eserciti celesti di cui sei condottiero glorioso, con gioia, unanimi, cantano davanti al trono di Dio:

Alleluia!


Ikos.

Tutti i cristiani hanno in te, Arcangelo Michele, un grande difensore e un meraviglioso aiuto nei combattimenti contro l’avversario; perciò desiderando godere della tua stupenda protezione, nel giorno della tua solennità ti acclamano così: 

Rallegrati, tu per cui il diavolo, simile al lampo, è stato scacciato dai cieli. 
Rallegrati, tu per cui la stirpe umana con la tua protezione sale verso i cieli.
Rallegrati, decoro luminoso e meraviglioso del mondo celeste. 
Rallegrati, difensore glorioso del mondo caduto quaggiù. 
Rallegrati, tu che in nessun modo sei stato cinto dalle forze del male. 
Rallegrati, tu che sei per sempre con tutti gli Angeli di Dio confermato nella verità, con la grazia divina.

Rallegrati, Michele, grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

O Capo degli Angeli, libera dalla tempesta delle tentazioni e dalle sciagure noi che festeggiamo con gioia e amore la tua luminosa solennità; perché tu sei nelle disgrazie grande aiuto e nell’ora della morte protettore e difensore dagli spiriti maligni di tutti quanti esclamano a te e al nostro Dio e Sovrano:

Alleluia!

Ikos.

Vedendo il tuo coraggio contro le schiere di Satana, tutti i cori angelici con gioia si sono messi dietro a te nella battaglia per il nome e la gloria del Sovrano, cantando: “Chi è come Dio?”. Noi vedendo Satana calpestato sotto i tuoi piedi ti acclamiamo vincitore: 

Rallegrati, tu per cui nei cieli è stata ristabilita la pace e la tranquillità. 
Rallegrati, tu per mezzo del quale gli spiriti del male sono precipitati nell’inferno. 
Rallegrati, tu che conduci le schiere angeliche e le forze del mondo invisibile per l’annientamento del male. 
Rallegrati, tu che domini invisibilmente l’agitazione e l’impeto delle forze del mondo visibile. 
Rallegrati, tu che sei meraviglioso aiuto per quanti sono impegnati nella lotta contro gli spiriti maligni sulla terra. 
Rallegrati, tu che sei forte sostegno per tutti gli abbattuti nelle tentazioni e sciagure.

Rallegrati, Michele, grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Divina fonte di grandi miracoli sei diventato nel tuo santuario del Gargano perché tutti con fede al Sovrano degli Angeli che ti ha glorificato dicano:
Alleluia!

Ikos.

Avendo udito e conosciuto te come un grande luminare risplendente in mezzo ai cori angelici, o meraviglioso Michele, dopo che a Dio e alla Madre sua, a te accorriamo dicendo: illumina con i raggi della tua luce tutti noi che così ti acclamiamo: 


Rallegrati, condottiero e difensore nel deserto del popolo scelto da Dio. 
Rallegrati, alto mediatore della legge, data a Mosè sul Sinai. 
Rallegrati, tu per mezzo del quale i profeti e i sommi sacerdoti dei giudei hanno ricevuto il dono di chiaroveggenza da Dio che tutto vede. 
Rallegrati, tu che comunichi la misteriosa saggezza ai legislatori timorati di Dio. 
Rallegrati, tu che doni la giustizia e la verità al cuore di quanti operano il bene.

Rallegrati, Michele, grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Araldo dei disegni di Dio ti sei mostrato a Manoach preso da timore e sbalordimento, pensando di dover morire dopo averti visto. Però, informato dalla moglie della tua buona apparizione e delle benevoli parole, nella gioia di poter generare, secondo la tua parola, un figlio di nome Sansone, riconoscente a Dio cantò:

Alleluia!


Ikos.

Rivestito di gloria meravigliosa, o Michele, sei apparso a Giosué simile a un uomo dicendogli: “Togliti le calzature dai piedi: io sono l’Archistratega delle forze di Dio”. Stupiti per questa tua apparizione, con amore ti acclamiamo: 

Rallegrati, insonne difensore degli incoronati da Dio. 
Rallegrati, pronto distruttore di quanti si oppongono al potere civile posto da Dio. 
Rallegrati, pacificatore dei sollevamenti popolari.
Rallegrati, invisibile annientatore dei cattivi costumi. 
Rallegrati, tu che illumini i combattuti dai dubbi nell’ora di terribili incertezze.
Rallegrati, tu che liberi i tentati da pericolose seduzioni.

Rallegrati, Michele, grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Il Signore di tutte le cose volendo mostrare che le sorti degli uomini non sono dovute al caso, ma sono nella tua destra, ti ha costituito, o Michele, difensore e protettore dei regni della terra, per condurre i popoli e le nazioni al Regno di Dio. Perciò, conoscendo la grandezza del tuo servizio per la salvezza degli uomini, con gratitudine dicono a Dio:

Alleluia!


Ikos.

Per mezzo tuo, o Archistratega, il Creatore e Sovrano ci ha fatto vedere sulla terra, sopra tutti i prodigi, nuovi miracoli quando hai benedetto il santuario a te dedicato. Perciò il popolo santo ti acclama con gratitudine: 


Rallegrati, esultanza incrollabile dei santuari di Dio. 
Rallegrati, ostacolo invincibile per i nemici della fede di Cristo. 
Rallegrati, tu al cui mandato obbediscono le forze della natura. 
Rallegrati, tu che distruggi tutte le cattive intenzioni. 
Rallegrati, tu che porti gioia dal trono dell’Onnipotente ai fedeli. 
Rallegrati, tu che conduci gli infedeli sul cammino della verità e del bene.

Rallegrati, Michele, grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Uno strano miracolo del tuo potere, o Archistratega di Dio, hai fatto per Abacuc, quando con la forza divina l’hai portato rapidamente dalla Giudea a Babilonia, con lo scopo di dare un pasto a Daniele nella fossa dei leoni, che stupito di fron­te alla grandezza del tuo potere, ha acclamato con fede:

Alleluia!

Ikos.

Tutto sei nell’alto dei cieli, o Michele, davanti al trono del Re della gloria, però non stai lontano dalle cose della terra, sempre in guerra con i nemici della salvezza degli uomini, il cui ardente desiderio d’arrivare alla patria del cielo fa esclamare tutti all’unisono: 

Rallegrati, tu che dirigi il trinitario canto angelico. 
Rallegrati, tu che sei sempre pronto a difendere gli uomini e sei loro custode. 
Rallegrati, tu che hai sconfitto in modo stupendo l’orgoglioso faraone e gli infedeli Egiziani. 
Rallegrati, tu che hai guidato gloriosamente nel deserto i fedeli Giudei. 
Rallegrati, tu che hai fatto spegnere la fiamma della fornace di Babilonia.

Rallegrati, Michele grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Sei apparso a san Francesco di Paola e gli hai donato lo stemma della carità, perciò ti cantiamo gioiosi:

Alleluia!


Ikos.

Le arti dei rètori e i pensieri dei saggi non sono sufficienti per spiegare il tuo potere, o Michele, che hai sterminato in una notte centotrentacinquemila guerrieri del re d’Assiria Sennacherib, al fine di insegnare a non bestemmiare il nome del Signore. Perciò noi, venerando il tuo zelo santo per la gloria del Dio vero, con gioia ti acclamiamo: 

Rallegrati, invincibile stratega delle milizie ortodosse. 
Rallegrati, sconfitta e terrore delle schiere dei malvagi. 
Rallegrati, propagatore della vera fede e della venerazione di Dio. 
Rallegrati, sradicatore delle eresie e degli scismi nocivi alle anime. 
Rallegrati, tu che hai colpito a morte nel tempio stesso, l’empio condottiero d’Antioco, Eliodòro.

Rallegrati, Michele, grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Sii forte sostegno, o Archistratega di Dio, di quanti desiderano salvarsi; liberaci e preservaci dalle sciagure e dai mali, ma soprattutto dai cattivi costumi e dai peccati, affinché progredendo nella fede, speranza e carità di Cristo, lieti di avere la tua meravigliosa intercessione, acclamiamo con gratitudine il Sovrano degli Angeli e degli uomini, dicendo:

Alleluia!

Ikos.

Tu sei un muro per gli uomini credenti, o Archistratega di Dio, ed anche una colonna forte nelle lotte contro i nemici visibili e invisibili; liberàti, quindi, per te dalle reti dei demòni, con il cuore e con le labbra grati ti acclamiamo: 

Rallegrati, invincibile combattente dei nemici della fede e degli oppositori della santa Chiesa. 
Rallegrati, instancabile aiuto degli umili araldi dell’Evangelo. 
Rallegrati, illuminatore con la luce della fede di Cristo di quanti sono nelle tenebre dell’errore. 
Rallegrati, tu che guidi i traviati da false dottrine al porto della verità e del pentimento. 
Rallegrati, vendicatore terribile di quanti usano il nome di Dio invano. 
Rallegrati, tu che castighi subito quanti deridono i misteri della santa fede.

Rallegrati, Michele grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Ogni inno di lode è povero, o Archistratega di Dio, di fronte alla moltitudine dei miracoli da te compiuti non solo in cielo e sulla terra, ma anche negli oscuri abissi dell’inferno, dove il dragone degli abissi hai legato con la forza del Signore; liberàti così dalla sua malvagità benediciamo il Sovrano del cielo e della terra acclamando:

Alleluia!

Ikos.

Tu sei stato luminoso servitore della verità e della purezza dell’adorazione di Dio, o Archistratega, quando prevedendo i piani malvagi dello spirito delle tenebre, in nome di Dio gli hai impedito di fare del corpo nascosto dei condottiero d’Israele Mosè oggetto di venerazione superstiziosa dei figli di quel popolo; perciò ora, lodando la tua angelica assemblea, cantiamo con gratitudine: 

Rallegrati, difensore tra i Giudei della purezza della fede in Dio al tempo dell’antica Alleanza. 
Rallegrati, sradicatore del loglio dell’errore al tempo della nuova grazia. 
Rallegrati, distruttore degli idoli e degli oracoli pagani.
Rallegrati, sostenitore degli asceti e dei martiri cristiani. 
Rallegrati, donatore della forza della grazia di Dio ai deboli di spirito. 
Rallegrati, tu che rivesti con l’armatura della fede quanti sono deboli nella carne.

Rallegrati, Michele grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Intercedi dal cielo la grazia divina per noi che cantia­mo in onore del tuo eccelso nome, o Michele, affinché protetti da te, possiamo vivere in purezza e pietà, fino a quando, sciolti con la morte dai legami della carne, saremo degni di comparire davanti allo sfolgorante trono del Re della gloria e assieme ai cori degli Angeli cantare:

Alleluia!

Ikos.

Esaltando, o Michele, i tuoi multiformi miracoli compiuti per la nostra Salvezza, chiediamo al Signore e Sovrano di tutte le cose che lo spirito di zelo per la gloria di Dio da te posseduto non manchi mai a noi così diciamo: 


Rallegrati, tu che nel tempo opportuno meravigliosamente poni i servi fedeli di Dio ai posti elevati. 
Rallegrati, tu che invisibilmente deponi dall’altezza del potere e della gloria quanti sono indegni e dannosi. 
Rallegrati, tu che nell’ultimo giorno devi radunare gli eletti dai quattro punti cardinali della terra. 
Rallegrati, tu per cui i peccatori, simili al loglio, saranno dati al fuoco eterno al suono della voce divina. 
Rallegrati, tu da cui il diavolo con i suoi angeli saranno buttati nel lago delle fiamme eterne. 
Rallegrati, tu attraverso cui i giusti entreranno gloriosamente nella dimora del Padre celeste.

Rallegrati, Michele grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

O eccelso Capo degli Arcangeli e degli Angeli, per il tuo meraviglioso servizio in favore della Salvezza del genere umano, ricevi da noi un canto di lode e di ringraziamento; e tu, ripieno della forza di Dio, coprici con le tue ali da tutti i nemici visibili e invisibili, affinché al Signore da te glorificato e che ti glorifica, sempre cantiamo:


Alleluia!


Buona giornata a tutti. :-)







giovedì 27 settembre 2018

Al mattino - Padre Anselm Grün


Non appena ti alzi dopo aver dormito, subito, in primo luogo, la tua bocca renda gloria a Dio e intoni inni spirituali e salmi, poiché la prima cosa, di cui lo spirito si occupa fin dall’aurora, continua a essere macinata nella mola per tutto il giorno, sia grano, sia zizzania. 
Perciò sii sempre il primo a gettarvi dentro il grano, prima che il tuo nemico vi getti la zizzania. (N 592/43)

Questo detto dei Padri vale non solo per i monaci, bensì per ogni cristiano. Mette in risalto quanto sia importante per noi l’inizio della giornata. 
Non dovremmo semplicemente precipitarci a capofitto nel nuovo giorno. 
Non dovremmo pensare per prima cosa agli appuntamenti che abbiamo o alle nostre necessità oppure ai conflitti in cui ci troviamo implicati.
Il primo pensiero deve andare a Dio. 
Ma non dovremmo permettere che rimanga soltanto nel pensiero. 
Anche con la bocca dovremmo pronunciare una preghiera o intonare un canto. Certo questo non si può fare facilmente in un appartamento preso in affitto, senza disturbare i vicini. Ma una silenziosa parola della Bibbia che pronunciamo ad alta voce solo per noi, ci fa sicuramente del bene. 
Non deve essere per forza un salmo o una parola, potrebbe essere un gesto con cui rendiamo onore a Dio. 
Per me, un buon rituale del mattino è alzare in alto le mani e benedire il nuovo giorno con tutto ciò che mi capiterà di vivere oggi. 
Allora è la benedizione che caratterizza la mia giornata e non la paura di qualche difficile colloquio che devo fare o di un conflitto che oggi nuovamente mi tocca sopportare.
Il detto dei Padri paragona il primo pensiero che facciamo al mattino con il riempire la macina del mulino.
Ciò che getto nel mulino per prima cosa, verrà macinato per tutto il giorno. 
I primi pensieri con cui ci affaccendiamo al mattino, continuano a passarci nella mente per tutto il giorno. 
Per tale motivo fa parte dell’igiene spirituale aver buoni pensieri al mattino.
A questo riguardo non si tratta di manipolare noi stessi e darci ad intendere che vogliamo vedere tutto in luce positiva. 
Con i «buoni pensieri» il detto dei Padri indica piuttosto la preghiera. Dovremmo rendere onore a Dio. 
Dovremmo alzare lo sguardo verso Dio e collocarlo al centro della nostra vita. Oppure dovremmo intonare inni devoti, che ci faranno compagnia per tutto il giorno come un ritornello dentro l’orecchio. Ma non devono essere per forza canti religiosi, possono essere canzoni allegre. 
Conosco persone che al mattino sotto la doccia cominciano a cantare quello che in quel momento viene loro in mente. 
In ogni caso ciò produce effetti più salutari per quelle persone, più di quanto avviene se si preoccupano solo delle difficoltà che il nuovo giorno presenta e di come riuscire a superarle. 
Siamo noi i responsabili di come iniziare la giornata. 
Sono necessari allora dei buoni rituali che ogni mattina ci procurino gioia. 
I rituali creano un tempo sacro. E questo tempo sacro appartiene a noi. 
Il mattino ci appartiene. E quando i primi minuti della nuova giornata grazie alla nostra iniziativa ricevono una forma del tutto personale, tutto il giorno diventa nostra proprietà, tutto il giorno viene santificato. 
I rituali ci mettono anche in contatto con lo spazio sacro che sta dentro di noi e in cui il mondo non ha alcun accesso, e sul quale non può esercitare alcun potere.
Questo ci dà una sensazione di libertà e distensione, che ci accompagna lungo tutta la nuova giornata.
Se al mattino gettiamo nella macina del mulino buoni pensieri, alla sera raccogliamo la buona farina del grano con cui possiamo impastare il pane. Sarà questo che ci nutre e ci dà forza. 
Se invece fin dal mattino gettiamo zizzania dentro la macina del mulino, alla sera ne ricaveremo al massimo del caos, che manderà un cattivo odore. E non ci nutre affatto. 
Al contrario, alla sera ci tocca ancora la fatica di eliminare tutta l’erba cattiva che è stata macinata.

- Padre Anselm Grün -




                                                   
                                                  Buon Dio, ti ringrazio
per questo nuovo giorno.
Non mi sento ancora del tutto
sveglio per affrontare tutto ciò
che mi sarà richiesto di fare oggi.
Confido però che tu stenda su di me
la tua mano protettrice
e mi dia lo slancio necessario
per il nuovo giorno.
Restami vicino, oggi,
affinchè compia i passi giusti.
Affinchè capisca che cosa mi è d’aiuto oggi
e come posso impegnarmi per la vita.
Aprimi la vita.
Fammi entrare in contatto con la vita,
con me stesso,
ma anche con le persone che incontro.
Togli il velo che talvolta copre
la mia vita, facendomi vegetare.
Voglio vivere da sveglio,
con tutti i sensi.
Voglio gustare la bellezza della vita.
Voglio contribuire a far sì che
per i miei amici oggi sia un giorno
più bello, colorato e allegro.
Benedicimi, perché oggi possa essere
una benedizione per gli altri.

- Anselm Grün -


Buona giornata a tutti. :-)