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venerdì 11 gennaio 2019

Amo a te - Luce Irigaray

L'aria, ciò che ci avvicina e che ci separa.
Ciò che ci unisce e dispone tra noi uno spazio per noi.
Ciò in cui ci amiamo, ma che appartiene anche alla terra.
Ciò che talvolta condividiamo attraverso alcune parole ispirate.
Ma se gli alberi non possono sentirle, queste parole non sono forse un rischio di morte?
L'aria, questo luogo in cui abitare, in cui coltivare fiori e angeli.
In cui aspettarsi, nella vita, fuori o dentro, in cui respirare e contemplare ciò che ci unisce e ci divide, ciò che ci collega all'universo e rende possibile la nostra solitudine come i nostri scambi.
Materia universale del vivente.
La più necessaria, la più spirituale.
Da cui siamo nati, e che talvolta generiamo.
Elemento della nostra incarnazione e della nostra immortalità.
Del nostro passaggio dal più vicino al più lontano, della nostra propria identità e della nostra intesa.
L'aria, futuro e ritorno nei quali diveniamo senza poterci mai fermare, o così poco.
L'aria, ciò che ci dà forme dal di dentro e dal di fuori, e ciò in cui posso darti forme, se le parole che ti rivolgo ti sono realmente destinate e sono ancora l'opera della mia carne.
L'amore rimane divenendo, attira mantenendo la distanza, permette il rispetto e la contemplazione.
E' come un sole che illumina in noi e tra noi.
Appare talvolta in un gesto, un sorriso, una voce, una parola, segni di una presenza che si avvicina allontanandosi.
Indubbiamente ci siamo accostati, forse ci siamo incontrati.
Il tuo ritiro manifesta la mia esistenza, e anche il mio raccoglimento ti è dedicato.
Possa la loro intenzione essere riconosciuta da noi come un cammino che porta indirettamente a noi.

- Luce Irigaray -
da: "Amo a te. Verso una felicità nella storia", ed: Bollati Boringhieri, Torino 1993, pp. 154 e 156



 «Amare a te, e, in questo a, disporre di un luogo di pensiero, di pensare a te, a me, a noi, a ciò che ci riunisce e ci allontana, all’intervallo che ci permette di divenire, alla distanza necessaria per l’incontro.
A te: pausa per passare dall’affetto allo spirituale, dall’interiorità all’esterio­rità.
Ti vedo, ti sento, ti percepisco, ti ascolto, ti guardo, sono commossa da te, sor­presa da te, vado a respirare fuori, rifletto con la terra, l’acqua, gli astri, penso a te, ti penso, penso a noi: a due, a tutti, a tutte, comincio ad amare, amare a te, ritorno verso di te, cerco di parlare, di dire a te: un sentimento, un volere, un’intenzione, per adesso, per domani, per molto tempo.
Ti chiedo un luogo e del tempo per oggi, per un futuro vicino, per la vita: la mia, la tua, quella di molti.
L’ a te passa attraverso il respiro che cerca di farsi parole. Senza appropriazio­ne, senza possesso né perdita di identità, nel rispetto di una distanza. A te, altro, uomo. Tra noi questo a intenzione senza oggetto, culla dell’essere».

Dalla prefazione di Maria Grazia Calandrone a: Luce Irigaray, Amo a te (Bollati Boringheri, 1993)



 «Amar a ti, y, en este a, disponer de un lugar de pensamiento, de pensar ‘a’ tí, ‘a’ mí, ‘a’ nosotros, ‘a’ lo que nos une y nos aleja, ‘al’ intervalo que nos facilita devenir, ‘a’ la distancia necesaria para el encuentro.
A ti: pausa para pasar de lo afectivo a lo espiritual, de la interioridad a lo exterior.
Te veo, te siento, te percibo, te escucho, te miro, me enternezco por ti, me sorprendo por ti, voy a respirar fuera, reflexiono con la tierra, el agua, las estrellas, pienso en ti, te pienso, pienso en nosotros: en los dos, en todos, en todas, empiezo a amar, amar a ti, regreso hacia ti, intento hablar, decirte: un sentimiento, un deseo, una intención, para hoy, para mañana, para mucho tiempo.
Te pido un lugar y un tiempo por hoy, por un futuro cercano, por la vida: la mía, la tuya, la de muchos.
El a ti pasa a través del aliento que intenta volverse palabras. Sin apropria­ción, sin posesión, ni pérdida de identidad, en el respeto de una distancia. A ti, al otro, hombre. Entre nosotros esta a es intención sin objeto, cuna del ser».

- Luce Irigaray -
da: "Amo a ti - bosquejo de una felicidad en la historia" [traducción del francés, Víctor Goldstein], 1ª ed. Barcelona, Icaria 1994


Buona giornata a tutti. :-)




giovedì 10 gennaio 2019

Sposatevi. Basta cincischiare. Prendete e sposatevi - don Giuseppe Marino

“Sposatevi. 
Basta cincischiare. Prendete e sposatevi. Ma pensate davvero che ci sia bisogno di carriera, casa, posizione sociale? Ma credete a tutto quello che vi hanno detto sul fatto che dovete "realizzarvi" e poi fare famiglia? 
Un po' di furbizia: convivenza, divorzio, anticoncezionali sono stati inventati tutti per rendere la donna e l'uomo "liberi", ovvero soli. 
Giratevi intorno: solitudine. Depressione. Tristezza. 
Adesso basta. Ci si sposa. E a vent'anni, per lo meno prima dei trenta. Prendete un prete e sposatevi. Giuratevi fedeltà, coraggio, onore e forza nei momenti di scoramento (saranno tanti, inutile mentire). 
La convivenza è una non-assunzione di responsabilità, è un lasciare la porta aperta, una situazione di fuga. 
Il matrimonio no. Significa prendere e guardare nella stessa direzione: coraggio e determinazione. 
E tanto sesso. Eh sì. Il sesso serve per quello: per stare insieme. Ci si scopre fare davvero l'amore per un sacco di motivi oltre che per fare un bambino. Per scacciare la paura, per consolarsi da una fase di tristezza. E non è genitalità, che è noiosa, ma sessualità vera (volete saperne di più? Leggetevi l’Humanæ Vitæ).
E siate anticonformisti: usate i metodi naturali! 
I figli vanno fatti da giovani. E i figli richiedono energie. E un matrimonio. 
I figli hanno diritto alla certezza di avere genitori uniti. No, non si cresce bene coi genitori separati, posso garantirlo. 
Forza! Siate coraggiosi! Sposatevi! 
Ma no, non è uguale a convivere: è giurare rispetto eterno. 
È dire "Sì" anche con lutti, tristezze, depressioni, amarezze. 
Dire "Sì" costantemente anche se pesa, costa, stanca.
Coraggio. Intraprendenza. Forza. 
E amore? Sì. Serve. Serve per i figli. Serve per mettere tasselli nella loro serenità e nella loro sicurezza in sé stessi. 
Sposatevi. Siate uomini, chiedetelo alla vostra donna. 
Siate donne, dedicatevi alla famiglia. Sposatevi e riempitevi di bambini. 
Ci saranno loro a fianco a voi il giorno della vostra morte, non il datore di lavoro, non i vostri titoli di studio, non i clienti. I vostri figli e chi vi ha amato per una vita!”

- don Giuseppe Marino -
omelia 31 dicembre 2018



Il matrimonio è più del vostro amore reciproco,
ha maggiore dignità e maggior potere.
Finché siete solo voi ad amarvi, il vostro sguardo
si limita nel riquadro isolato della vostra coppia.
Entrando nel matrimonio siete invece un anello
della catena di generazioni che Dio fa andare e venire
e chiama al suo regno.
Nel vostro sentimento godete solo il cielo privato della vostra felicità.
Nel matrimonio, invece, venite collocati attivamente nel mondo e ne divenite responsabili.
Il sentimento del vostro amore appartiene a voi soli.
Il matrimonio, invece, è un’investitura e un ufficio.
Per fare un re non basta che lui ne abbia voglia, occorre che gli riconoscano l’incarico di regnare.
Così non è la voglia di amarvi, che vi stabilisce come strumento della vita.
E’ il matrimonio che ve ne rende atti.

Non è il vostro amore che sostiene il matrimonio:
è il matrimonio che d’ora in poi,
porta sulle spalle il vostro amore.

Dio vi unisce in matrimonio: non lo fate voi, è Dio che lo fa.
Dio protegge la vostra unità indissolubile di fronte ad ogni pericolo che la minaccia dall’interno e dall’ esterno.
Dio è il garante dell’indissolubilità.

E’ una gioiosa certezza sapere che nessuna potenza terrena,
nessuna tentazione, nessuna debolezza
potranno sciogliere ciò che Dio ha unito.

- Dietrich Bonhoeffer -



Buona giornata a tutti. :-)











mercoledì 12 dicembre 2018

Nel cuore dell'uomo - Padre Anthony De Mello

Un giorno Dio si stancò degli uomini. Lo seccavano in continuazione, chiedendogli qualsiasi cosa. Allora decise di nascondersi per un po' di tempo.
Radunò tutti i suoi consiglieri e chiese loro: “Dove mi devo nascondere? Qual è il luogo migliore?”.
Alcuni risposero: “Sulla cima della montagna più alta della terra”.
Altri: “No, nasconditi nel fondo del mare, nessuno ti troverà”.
Altri: “Nasconditi sul lato oscuro della luna; questo è il posto migliore. Come riusciranno a trovarti là?”
Allora Dio si rivolse al suo angelo più intelligente e lo interrogò: “Tu dove mi consigli di nascondermi?”.
L'angelo intelligente, sorridendo, rispose: “Nasconditi nel cuore dell'uomo! È l'unico posto dove essi non vanno!”.
Bella storia indù! Il suo contenuto è di grande attualità. Ricordate quel semplice esercizio di attenzione, che vi avevo proposto? Esso vi conduce al vostro cuore. 
Vi porta alla vostra casa. Questo è ciò che significa “tornare nel proprio cuore”. 
Tornate al vostro focolare, in voi stessi, e in un modo molto semplice. Tutto ciò che dovete fare è entrare in contatto con il vostro corpo.
Ma dovete farlo per voi stessi. Se sarete costanti, con l'andare del tempo scoprirete cose misteriose e questo vi darà pace. Il vostro cuore sarà colmo di pace e le paure spariranno. Ma per questo c'è bisogno di tempo. Per avere pace non esiste una formula magica. Va ricercata con calma.

- Padre Anthony De Mello -
da: "Istruzioni di volo per aquile e polli", p. 19



Pensate alla vostra solitudine. 
La compagnia umana potrebbe mai eliminarla? 
Servirebbe solo da distrazione. 
Dentro c’è un vuoto, non è vero? 
E quando il vuoto viene alla superficie, cosa si fa? Si fugge, si accende la televisione, si accende la radio, si legge un libro, si cerca la compagnia umana, il divertimento, la distrazione. 
Lo fanno tutti. E’ un gran business, oggi, un’industria organizzata per distrarci e intrattenerci. 

- Padre Anthony De Mello - 



 Anche tu

Anche tu sei una voce, un riflesso;
anche tu sei il "precursore"
di Colui che viene.
Egli vuole raggiungere ogni uomo
anche attraverso la tua vita,
vuole seguire le tracce
e vuole cogliere le occasioni
che tu sei disposto ad offrirgli.
Lasciati sedurre da Lui,
restagli accanto,
esci allo scoperto e permetti
alla luce di avvolgerti
e di entrare fin nelle fibre
più nascoste del tuo cuore.
Allora tutto parlerà in te
e Gesù ne sarà felice.
Te ne accorgerai
perché sarai felice anche tu!



Buona giornata a tutti. :-)




venerdì 23 novembre 2018

Buonanotte amore mio - Fernando Pessoa - Rabrindranath Tagore - Nikola Vaptzarov

Penso a te nel silenzio della notte, quando tutto è nulla,
e i rumori presenti nel silenzio sono il silenzio stesso,
allora, solitario di me, passeggero fermo
di un viaggio senza Dio, inutilmente penso a te.

Tutto il passato, in cui fosti un momento eterno,
è come questo silenzio di tutto.

Tutto il perduto, in cui fosti quel che più persi,
è come questi rumori,
tutto l'inutile, in cui fosti quel che non doveva essere,
è come il nulla che sarà in questo silenzio notturno.


Ho visto morire, o sentito che morirono,
quanti amai o conobbi,
ho visto non saper più nulla di quelli che un po' andarono
con me, e poco importa se fu un'ora o qualche parola;
o un passeggio emotivo e muto,
e il mondo oggi per me è un cimitero di notte,
bianco e nero di tombe e alberi e di estraneo chiardiluna
ed è in questa quiete assurda di me e di tutto
che penso a te.


- Fernando Pessoa -

Paul Merwart (1855-1902), The Dream

Non andartene, amore, senza avvertirmi.
Ho vegliato tutta la notte, e ora 
i miei occhi sono pesanti di sonno. 
Ho paura di perderti mentre dormo.
Non andartene, amore, senza avvertirmi.
Mi sveglio e stendo la mano senza toccarti.
Ti sento e ti domando: - E' forse un sogno?
- Oh, se potessi stringere i tuoi piedi
con il mio cuore e tenerli stretti al mio petto!
Non andartene, amore, senza avvertirmi.


- Rabrindranath Tagore -


Jean-Jules-Antoine - Lecomte du Nouy (1842-1923 ), The Dream of a Eunuch

Visiterò talora il tuo sogno
come un ospite intruso, inatteso.
Non mi lasciare sulla strada, fuori,
e non serrare le tue porte.

Silente entrerò. Seduto calmo,
il buio fisserò per percepirti.
E dell’immagine di te ricolmo,
ti bacerò per subito svanire. 

- Nikola Vaptzarov -



Paul Sieffert (1874-1957), Nude Sleeping



Buona giornata a tutti... anzi... che i vostri sogni siano belli come i miei...












mercoledì 21 novembre 2018

Scuse al divino femminile (da un guerriero in transizione) - Jeff Brown

La relazione in trasformazione ad opera di un guerriero è un punto di vista umano, una esperienza di consapevolezza che trasforma i generi in una percezione di anime.

* Scuse al divino femminile (da un guerriero in transizione)*

Mi scuso per non aver saputo distinguere il guerriero benevolo dal guerriero senza cuore, un riflesso della confusione che è dentro di me, fin dai lontani campi di battaglia.
In quel tempo non potevo aprire il mio cuore, sarei stato troppo vulnerabile e avrei rischiato la vita.
E’ così che il condizionamento della rigidità e chiusura come armi per difendere me stesso e gli altri dagli attacchi esterni si è protratto nel tempo.
Ora, però, vedo che in questo modo mi sono allontanato da te, ho interrotto il ponte che collegava i nostri cuori, ora lo vedo e mi scuso.
Mi scuso per la mia perpetua assenza, un riflesso della mia assenza interiore, un riflesso della mia incapacità di connettermi a te. 
Un cuore stretto nell’isolamento che non sapevo liberare, non avevo gli strumenti per farlo, mi mancano ancora molti strumenti ma sono disposto ad aprirmi ed imparare.
Mi scuso per la mia incapacità di distinguere una relazione dalla guerra.
Come guerriero in territorio nemico ho saccheggiato e mi sono preso quello di cui avevo bisogno, per poi strisciare via senza esser visto.
Avevo la guerra nella mente e non vedevo il fiume d’amore che fluiva oltre il campo di battaglia.
Ora riconosco che l’amore è l’antidoto per lasciare andare la corazza che copre il mio cuore, ma fin’ora non mi è stato possibile bere l’antidoto ero ancora nel bisogno di proteggermi.
Mi scuso per non aver permesso ai miei occhi di vederti, erano pieni di rabbia e lacrime mai versate. So che non è una consolazione, ma io non potevo vedere neanche me stesso.
Vedevo solo quello che serviva al guerriero dentro di me, il mio specchio era il campo di battaglia.(…)
Mi scuso per la mia sessualità scollegata dal cuore, so che hai desiderato a lungo ricongiungere il piacere con l’anima, ma c’erano troppe difese intorno al mio cuore; ci sono stati dei momenti in cui le tue vie d’amore mi hanno mostrato un bagliore di verità, ma non c’era intorno a me nessun modello che mi sostenesse nel rimanere connesso al cuore. 
Mi dispiace per questo, perchè ora so che una sessualità sacra è il percorso che ci riporterà verso Dio.
Mi scuso per i miei atti orribili di violenza, un riflesso della mia rabbia accumulata, della mia incapacità di distinguere i nemici dagli alleati. So, che non esistono parole che possano sanare le ferite che ti ho inflitto, questo lo so, ed è per questo che spesso sono scappato davanti a te; nascondevo il mio viso per la vergogna, ma ho capito che questo atteggiamento non migliora le cose. Ora, guardo negli occhi la violenza che ho perpetuato e cerco un luogo amorevole per chiederti perdono e perdonarmi.
Chiedo a tutti i guerrieri d’amore di riconoscere, senza senso di colpa, ma prendendosi la responsabilità per tutta la violenza e l’orrore che il nostro genere ha protratto sulla Terra.
Il Guerriero d’amore riconosce la via sbagliata e fa tutto il possibile per ritrovare il giusto sentiero.
Mi scuso per la mia incapacità di sviluppare un rapporto consapevole. 
Tu, eri lì con il cuore aperto ad accogliermi, ed io ero spaventato, perchè conoscevo le barricate ma non le porte aperte, per me quello era un terreno sconosciuto.
Mi scuso, perchè ora so che mi stavi chiamando per tornare a Casa.(…)
Attendo con impazienza , il momento in cui le nostre anime si ritroveranno, il momento in cui i nostri cuori cammineranno verso la stessa direzione.
Non ti cercherò perchè tu gratifichi il mio ego, neanche per il tuo aspetto esteriore, ti cercherò perchè la tua stessa presenza mi richiama fuori dal nascondiglio che ho scelto per la mia anima.
Ho ancora addosso l’armatura, ma ho scelto una via nuova.
Dopo così tante vite con le armi fra le mani, sfiorare un cuore mi confonde, ma so intuitivamente che questa è la via di casa.
Ti prego di non rinunciare a me, prego tutte le donne di non rinunciare ai guerrieri. 
Verrà il giorno in cui diventeremo guerrieri d’amore e perderemo i confini ispidi che abbiamo costruito.
Ti incontrerò sul ponte ricostruito della nostra sacra intimità, mano nella mano, cuori aperti per ricevere e donare, senza più paura, senza più bisogno di combattere e difendersi.

- Jeff Brown -








Avere un pensiero unico, assiduo, di tutte le ore, di tutti gli attimi; non concepire altra felicità che quella, sovrumana, irraggiata dalla sola tua presenza su l'esser mio; vivere tutto il giorno nell'aspettazione inquieta, furiosa, terribile, del momento in cui ti rivedrò.

- Gabriele D'Annunzio -







Essere sensuale è, credo, rispettare e gioire della forza della vita, essere presente in tutto ciò che si fa.

- James Baldwin -



Buona giornata a tutti. :-)




domenica 18 novembre 2018

In quel momento fu come se il tempo si fermasse …. – Paulo Coehlo

In quel momento fu come se il tempo si fermasse, e l'Anima del Mondo sorgesse con tutta la sua forza davanti al ragazzo.

Quando guardò gli occhi di lei, un paio di occhi neri, le labbra indecise fra un sorriso e il silenzio, egli comprese la parte più importante e più saggia del Linguaggio che parlava il mondo e che chiunque, sulla terra, era in grado di capire con il proprio cuore.

E si chiamava Amore, una cosa più antica degli uomini e persino del deserto, che tuttavia risorgeva sempre con la stessa forza dovunque due sguardi si incrociassero come si incrociarono quei due davanti a un pozzo.

Le labbra della giovane, infine, decisero di accennare un sorriso: era un segnale, il segnale che il ragazzo aveva atteso per tanto tempo nel corso della vita, che aveva ricercato nelle pecore e nei libri, nei cristalli e nel silenzio del deserto.

Ed era là, il linguaggio puro del mondo, senza alcuna spiegazione, perché l'universo non aveva bisogno di spiegazioni per proseguire il proprio cammino nello spazio senza fine.

Tutto ciò che il ragazzo capiva in quel momento era che si trovava di fronte alla donna della sua vita e anche lei, senza alcun bisogno di parole, doveva esserne consapevole.

Ne era certa più di quanto lo fosse di ogni altra cosa al mondo, anche se i genitori, e i genitori dei genitori, le avevano sempre detto che, prima di sposarsi, bisognava frequentarsi, fidanzarsi, conoscersi, e avere del denaro. Ma, forse, chi lo affermava non aveva mai conosciuto il linguaggio universale: perché, una volta che vi si penetra, è facile capire come nel mondo esista sempre qualcuno che attende qualcun altro, che ci si trovi in un deserto o in una grande città.

E quando questi due esseri si incontrano, e i loro sguardi si incrociano, tutto il passato e tutto il futuro non hanno più alcuna importanza.

Esistono solo quel momento e quella straordinaria certezza che tutte le cose sotto il sole sono state scritte dalla stessa Mano: la Mano che risveglia l'Amore e che ha creato un'anima gemella per chiunque lavori, si riposi e cerchi i propri tesori sotto il sole.

Perché, se tutto ciò non esistesse, non avrebbero più alcun senso i sogni dell'umanità.


- Paulo Coelho -
 Fonte: L’Alchimista di Paulo Coelho, Bompiani, Milano 1988



"Non possiamo stare insieme, siamo troppo diversi"
"Certo che possiamo"
"Perché?"
"Perché non si completa un puzzle con pezzi uguali!" 

- C.M. Schulz -




Non so esattamente cosa spinga due persone a legarsi.

Forse la sintonia, forse le risate, forse le parole.

Probabilmente, l’incominciare a condividere qualcosa in più, a parlare un po’ di se, a scoprire pian piano quel che il cuore cela.

Imparare a volersi bene, ad accettarsi per i difetti, i pregi, per le arrabbiature e le battute.
O forse accade perché doveva accadere.
Perché le anime sono destinate a trovarsi, prima o poi.

- Paulo Coelho -



Buona giornata a tutti. :-)











venerdì 9 novembre 2018

"L'oblio" ed "E' proibito" due splendide poesie di Pablo Neruda

Tutto l’amore in una coppa
ampia come la terra,
l’amore con stelle e spine
ti ho dato, ma camminasti
con piedi piccoli con tacchi sporchi
sul fuoco, spegnendolo.

Ahi grande amore, piccola amata!

Non mi fermai nella lotta.
Non cessai di marciare verso la vita,
verso la pace, verso il pane per tutti
ma ti alzai tra le mie braccia
e t’inchiodai ai miei baci
e ti guardai come mai
occhi umani torneranno a guardarti.

Ahi grande amore, piccola amata![..]

Resta sulla strada.
Per te è giunta la notte.
Forse all’alba
ci vedremo nuovamente.

Ahi grande amore, piccola amata!

- Pablo Neruda - 

Rose O'Neill - Paolo e Francesca (1905)

Diffida di quel particolare scoraggiamento che segue ai peccati contro la castità. 
Il vuoto psichico che essi creano, il malessere psicologico che li accompagna, l'impressione di essere tiranneggiato dall'istinto prepotente falsano il tuo giudizio, deformando la tua colpevolezza. 
I peccati della carne non sono i più gravi, mentre invece lo sono quelli contro la fede, la speranza e la carità.

- padre Michel Quoist -

da: “Riuscire” p. 274




Louis Icart (1888-1950), Golden Veil



È proibito
piangere senza imparare,
svegliarti la mattina senza sapere che fare
avere paura dei tuoi ricordi.

È proibito non sorridere ai problemi,
non lottare per quello in cui credi
e desistere, per paura.
Non cercare di trasformare i tuoi sogni in realtà.

È proibito non dimostrare il tuo amore,
fare pagare agli altri i tuoi malumori.

È proibito abbandonare i tuoi amici,
non cercare di comprendere coloro che ti stanno accanto
e chiamarli solo quando ne hai bisogno.

È proibito non essere te stesso davanti alla gente,
fingere davanti alle persone che non ti interessano,
essere gentile solo con chi si ricorda di te,
dimenticare tutti coloro che ti amano.

È proibito non fare le cose per te stesso,
avere paura della vita e dei suoi compromessi,
non vivere ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro.

È proibito sentire la mancanza di qualcuno senza gioire,
dimenticare i suoi occhi e le sue risate
solo perchè le vostre strade hanno smesso di abbracciarsi.
Dimenticare il passato e farlo scontare al presente.

È proibito non cercare di comprendere le persone,
pensare che le loro vite valgono meno della tua,
non credere che ciascuno tiene il proprio cammino
nelle proprie mani.

È proibito non creare la tua storia,
non avere neanche un momento per la gente che ha bisogno di te,
non comprendere che ciò che la vita ti dona,
allo stesso modo te lo può togliere.

È proibito non cercare la tua felicità,
non vivere la tua vita pensando positivo,
non pensare che possiamo solo migliorare,
non sentire che, senza di te,
questo mondo non sarebbe lo stesso.
non sentire che, senza di te, questo mondo non sarebbe lo stesso.


- Pablo Neruda -


Buona giornata a tutti  :-)