L'8 maggio, per noi, non è un giorno come gli
altri.
Oggi è la festa della Regina del Santo
Rosario di Pompei.
E' la ricorrenza della prima apparizione di San Michele Arcangelo al Monte
Gargano, "casa sua", l'unica chiesa al mondo non consacrata da mano
umana, in quanto consacrata dal Principe del Paradiso stesso in questo giorno.
Monte Sant'Angelo, Pompei: due pezzi della
nostra Italia.
Perché questa, insieme a un'infinità di santuari, chiese, cattedrali, pievi,
castelli, palazzi, città, opere d'arte, è la nostra Italia.
E questa è la nostra Fede, l'unica vera.
Che è sotto attacco nemico interno ed esterno, come l'Italia.
Per questo preghiamo la Regina e il Principe del Paradiso, festeggiati in un
solo giorno, per la Chiesa, per la loro Italia, per tutti noi.
Supplica alla Madonna di Pompei
(da recitarsi l'8 maggio e la prima domenica
di ottobre a mezzogiorno)
I. - O Augusta Regina delle vittorie, o
Vergine sovrana del Paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e
tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del Santissimo Rosario, noi
tutti, avventurati figli vostri, che la bontà vostra ha prescelti in questo
secolo ad innalzarvi un Tempio in Pompei, qui prostrati ai vostri piedi, in
questo giorno solennissimo della festa dei novelli vostri trionfi sulla terra
degl'idoli e dei demoni, effondiamo con lacrime gli affetti del nostro cuore, e
con la confidenza di figli vi esponiamo le nostre miserie.
Deh! da quel trono di clemenza ove sedete
Regina, volgete, o Maria, lo sguardo vostro pietoso verso di noi, su tutte le
nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, su tutta la Chiesa; e vi prenda
compassione degli affanni in cui volgiamo e dei travagli che ne amareggiano la
vita. Vedete, o Madre, quanti pericoli nell'anima e nel corpo ne circondano:
quante calamità e afflizioni ne costringono! O Madre, trattenete il braccio
della giustizia del vostro Figliuolo sdegnato e vincete colla clemenza il cuore
dei peccatori: sono pur nostri fratelli e figli vostri, che costarono sangue al
dolce Gesù, e trafitture di coltello al vostro sensibilissimo Cuore. Oggi
mostratevi a tutti, qual siete, Regina di pace e di perdono.
Salve Regina.
II. - È vero, è vero che noi per primi,
benché vostri figliuoli, coi peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro
Gesù, e trafiggiamo novellamente il vostro Cuore. Sì, lo confessiamo, siamo
meritevoli dei più aspri flagelli. Ma Voi ricordatevi che sulla vetta del
Golgota raccoglieste le ultime stille di quel sangue divino e l'ultimo
testamento del Redentore moribondo. E quel testamento di un Dio, suggellato col
sangue di un Uomo-Dio, vi dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Voi,
dunque, come nostra Madre, siete la nostra Avvocata, la nostra Speranza. E noi
gementi stendiamo a Voi le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
Pietà vi prenda, o Madre buona, pietà di noi,
delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri
amici, dei nostri fratelli estinti, e soprattutto dei nostri nemici, e di tanti
che si dicono cristiani, e pur dilacerano il Cuore amabile del vostro
Figliuolo. Pietà, deh! pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta
l'Europa, per tutto il mondo, che torni pentito al cuor vostro. Misericordia
per tutti, o Madre di Misericordia.
Salve Regina.
III. - Che vi costa, o Maria, l'esaudirci?
Che vi costa il salvarci? Non ha Gesù riposto nelle vostre mani tutti i tesori
delle sue grazie e delle sue misericordie? Voi sedete coronata Regina alla
destra del vostro Figliuolo, circondata di gloria immortale su tutti i cori
degli Angeli. Voi distendete il vostro dominio per quanto son distesi i cieli,
e a Voi la terra e le creature tutte che in essa abitano sono soggette. Il
vostro dominio si estende fino all'inferno, e Voi sola ci strappate dalle mani
di Satana, o Maria.
Voi siete l'Onnipotente per grazia. Voi
dunque potete salvarci. Che se dite di non volerci aiutare, perché figli
ingrati ed immeritevoli della vostra protezione, diteci almeno a chi altri mai
dobbiamo ricorrere per essere liberati da tanti flagelli.
Ah, no! Il vostro Cuore di Madre non patirà
di veder noi, vostri figli, perduti. Il Bambino che noi vediamo sulle vostre
ginocchia, e la mistica corona che miriamo nella vostra mano, c'ispirano
fiducia che noi saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in Voi, ci
gettiamo ai vostri piedi, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia
della più tenera fra le madri, ed oggi stesso, sì, oggi da Voi aspettiamo le
sospirate grazie.
Salve Regina.
Chiediamo la benedizione a Maria.
Un'ultima grazia noi ora vi chiediamo, o
Regina, che non potete negarci in questo giorno solennissimo. Concedete a tutti
noi l'amore vostro costante, e in modo speciale la vostra materna benedizione.
No, non ci leveremo dai vostri piedi, non ci staccheremo dalle vostre
ginocchia, finché non ci avrete benedetti.
Benedite, o Maria, in questo momento, il
Sommo Pontefice. Ai prischi allori della vostra Corona, agli antichi trionfi
del vostro Rosario, onde siete chiamata Regina delle vittorie, deh! aggiungete
ancor questo, o Madre: concedete il trionfo alla Religione e la pace alla umana
società. Benedite il nostro Vescovo, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro
che zelano l'onore del vostro Santuario.
Benedite infine tutti gli Associati al vostro
novello Tempio di Pompei, e quanti coltivano e promuovono la divozione al
vostro Santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria; Catena dolce
che ci rannodi a Dio; Vincolo di amore che ci unisci agli Angeli; Torre di
salvezza negli assalti d'inferno; Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti
lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell'ora di agonia; a te l'ultimo bacio
della vita che si spegne. E l'ultimo accento delle smorte labbra sarà il nome
vostro soave, Regina del Rosario della Valle di Pompei, o Madre nostra cara, o
unico Rifugio dei peccatori, o sovrana Consolatrice dei mesti. Siate ovunque benedetta,
oggi e sempre, in terra e in cielo. Così sia.
Salve Regina.
(vero testo della Supplica scritta dal beato Bartolo Longo)

