lunedì 28 febbraio 2011

Preghiera per ottenere l’intercessione di papa Luciani *

Signore Gesù,
tu che ci hai dato la grande gioia
di venerare Papa Giovanni Paolo I come Tuo Vicario
sulla terra,e quindi nei Tuoi inscrutabili disegni
ci hai fatto provare l'immenso dolore della sua inattesa
scomparsa,concedici le grazie che Ti domandiamo, affinchè,
sicuri della sua intercessione presso di Te,
possiamo un giorno venerarlo sugli altari:
allora la sua bontà e umiltà,proposte ad esempio dei fedeli
saranno un perenne invito a tradurre nella vita
il suo insegnamento e a diffondere serenità ed amore.
Amen


Papa Giovanni Paolo I, nato Albino Luciani (Forno di Canale, 17 ottobre 1912-Città del Vaticano, 28 settembre 1978), eletto papa il 26 agosto 1978.
Il suo pontificato fu tra i più brevi della storia: la sua morte avvenne infatti dopo soli 33 giorni dalla sua elezione al soglio di Pietro.
Papa Luciani riposa nelle Grotte Vaticane dal 4 ottobre 1978.
Nel 1990 è stata formalizzata la richiesta di beatificazione. A papa Giovanni Paolo I vengono attribuite diverse guarigioni che sono allo studio della Congregazione per le Cause dei Santi.
Viene ricordato con gli affettuosi appellativi di "papa del sorriso" e "sorriso di Dio”

« Signore, prendimi come sono, con i miei difetti, con le mie mancanze, ma fammi diventare come tu mi desideri. »
(Preghiera particolare di papa Giovanni Paolo I)



Buona giornata a tutti. :-)







domenica 27 febbraio 2011

Una donna che diventa madre - Madre Teresa di Calcutta

Una donna che diventa madre

d'un bambino nato da un'altra donna

è come acqua che evapora e si fa nube,

volando in cielo per portare acqua

a un albero nel deserto.


(Madre Teresa di Calcutta)
Biografia:http://leggoerifletto.blogspot.com/2010/08/santa-madre-teresa-di-calcutta.html

Francesca + due giorni


venerdì 25 febbraio 2011

Al posto di quel che mi manca – Jean Villot

Dio mio, vieni a rimpiazzare in me
tutto quel che mi viene a mancare a poco a poco,
man mano che invecchio.

Le mie forza,
rimpiazzale con un di più di amore,
con un modo più semplice,
più delicato di donare me stesso.

Il mio slancio, il mio brio,
rimpiazzalo con il tuo sorridere;
tu, così buono con tutti,
che sapevi accondiscendere
a quel che gli altri domandavano,
aiutami, non solo a sopportare
e a comprendere gli altri,
ma a interessarmi ai loro progetti.

La mia memoria
fa' che mi permetta
di ricordare ciò che vi è di migliore,
ciò che vi è di più bello nella mia vita,
per condividerlo con gli altri.

La mia volontà,
che forse è debole,
fa' che si pieghi amabilmente
ai desideri ragionevoli
di coloro che mi stanno intorno.

Irradi umilmente,
discretamente,
per mezzo dell'esempio.

La mia intelligenza,
fà che accetti con umiltà
di sapersi meno attiva,
meno brillante, meno rapida,
ma che si applichi sempre di più
a cercare te,
a conoscere te
e a far penetrare in me le promesse di eternità
che tu fai a tutti quelli che ti cercano.

Signore mio Dio,
fa' che sia sempre più capace
di distaccarmi,
di dimenticarmi, di donarmi.
Con te e per te.
Amen.

(Jean Villot)
fonte: Paris 1988, Collectif, Ecoute, Seigneur,
 Ma prière, pp. 463-64.
Jean Marie Villot (Saint-Amant-Tallende, 11 ottobre 1905-Città del Vaticano, 9 marzo 1979). Arcivescovo cattolico francese, è’ stato proclamato cardinale il 22 febbraio 1965 da papa Paolo VI.E’  stato Cardinale Segretario di Stato Vaticano , dal 1970 anche Camerlengo di Santa Romana Chiesa. Il suo corpo riposa nella chiesa di Trinità dei  Monti a Roma. Qui sotto il suo stemma cardinalizio.

giovedì 24 febbraio 2011

La stretta della tua mano - Rabindranath Tagore *

Ti prego:
non togliermi i pericoli,
ma aiutami ad affrontarli.

Non calmar le mie pene,
ma aiutami a superarle.

Non darmi alleati nella lotta della vita,
eccetto la forza che mi proviene da te.

Non donarmi salvezza nella paura,
ma pazienza per conquistare la mia libertà.

Concedimi di non essere un vigliacco
usurpando la tua grazia nel successo,
ma non mi manchi la stretta della tua mano
nel mio fallimento.

(Rabindranath Tagore)

Rabindranath Tagore (Calcutta, 6 maggio 1861 – Santiniketan 7 agosto 1941), è stato uno scrittore, poeta, drammaturgo e filosofo indiano.
Premio Nobel per la letteratura nel 1913 con questa motivazione “Per la profonda sensibilità, per la freschezza e bellezza dei versi che, con consumata capacità, riesce a rendere nella sua poeticità, espressa attraverso il suo linguaggio inglese, parte della letteratura dell’ovest.” E’ stato tradotto praticamente in tutte le lingue europee risultando forse l'autore di origini bengalesi più noto in Occidente. Le sue opere sono state, quasi tutte, tradotte in italiano. Con i proventi delle sue opere, fece costruire strade, ospedali e anche una scuola, la quale è tutt'oggi un'università.



Buona giornata a tutti. :-)






mercoledì 23 febbraio 2011

Bambino Gesù - Papa Giovanni Paolo II

Asciuga, Bambino Gesù,  le lacrime dei fanciulli!
accarezza il malato e l'anziano!
Spingi gli uomini a deporre le armi
e a stringersi in un
universale abbraccio di pace!
Invita i popoli, misericordioso Gesù,
ad abbattere i muri creati
dalla miseria e dalla disoccupazione,
dall'ignoranza e dall'indifferenza,
dalla discriminazione e dall'intolleranza.
Sei Tu, Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi liberandoci dal peccato.
Sei Tu il vero e unico Salvatore,
che l'umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della Pace, dono di pace all'intera umanità,
vieni a vivere nel cuore di ogni uomo
e di ogni famiglia.
Sii Tu la nostra pace e la nostra gioia! Amen.

(Papa Giovanni Paolo II)

martedì 22 febbraio 2011

Prendi un sorriso – Mahatma Gandhi

Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore,
e fallo conoscere al mondo.

(Mahatma Gandhi)

Mohandas Karamchand Gandhi (Porbandar, 2 ottobre 1869-Nuova Delhi, 30 gennaio 1948) politico e filosofo indiano. Lo si conosce soprattutto con il nome di Mahatma; importante guida spirituale per  l’India dove è stato riconosciuto Padre della nazione e il giorno della sua nascita, il due di ottobre, è un giorno festivo. Questa data è stata dichiarata anche Giornata internazionale della nonviolenza dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Gandhi è stato uno dei pionieri della resistenza all’oppressione tramite la disobbedienza civile di massa che ha portato l’India all’indipendenza dall’Inghilterra. Gandhi è stato l’ispiratore dei numerosi movimenti di difesa dei diritti civili e a lui si sono ispirati grandi personaggi come Martin Luther King, Neelson Mandela, Aung San Suu Kyi. L'appellativo Mahatma che molti, tra cui il poeta Rabindranath Tagore ( http://leggoerifletto.blogspot.com/2010/12/se-tu-non-parli-rabindranath-tagore.html) associarono a Gandhi, è un termine  sancrito di venerazione il cui significato letterale è "grande anima". Gandhi fu assassinato il 30 gennaio 1948 da un fanatico indù.
“Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre.”

lunedì 21 febbraio 2011

L'Acca in fuga – Gianni Rodari

C'era una volta un'Acca.
Era una povera Acca da poco: valeva un'acca, e lo sapeva. Perciò non montava in superbia, restava al suo posto e sopportava con pazienza le beffe delle sue compagne. Esse le dicevano:
E così, saresti anche tu una lettera dell'alfabeto? Con quella faccia?
Lo sai o non lo sai che nessuno ti pronuncia?
Lo sapeva, lo sapeva. Ma sapeva anche che all'estero ci sono paesi, e lingue, in cui l'acca ci fa la sua figura.
"Voglio andare in Germania, - pensava l'Acca, quand'era- più triste del solito. - Mi hanno detto che lassù le Acca sono importantissime ".
Un giorno la fecero proprio arrabbiare. E lei, senza dire né uno né due, mise le sue poche robe in un fagotto e si mise in viaggio con l'autostop.
Apriti cielo! Quel che successe da un momento all'altro, a causa di quella fuga, non si può nemmeno descrivere.
Le chiese, rimaste senz'acca, crollarono come sotto i bombardamenti. I chioschi, diventati di colpo troppo leggeri, volarono per aria seminando giornali, birre, aranciate e granatine in ghiaccio un po' dappertutto.
In compenso, dal cielo caddero giù i cherubini: levargli l'acca, era stato come levargli le ali.
Le chiavi non aprivano più, e chi era rimasto fuori casa dovette rassegnarsi a dormire all'aperto.
Le chitarre perdettero tutte le corde e suonavano meno delle casseruole.
Non vi dico il Chianti, senz'acca, che sapore disgustoso. Del resto era impossibile berlo, perché i bicchieri, diventati " biccieri", schiattavano in mille pezzi.
Mio zio stava piantando un chiodo nel muro, quando le Acca sparirono: il " ciodo " si squagliò sotto il martello peggio che se fosse stato di burro.
La mattina dopo, dalle Alpi al Mar Ionio, non un solo gallo riuscì a fare chicchirichi': facevano tutti ciccirici, e pareva che starnutissero. Si temette un'epidemia.
Cominciò una gran caccia all'uomo, anzi, scusate, all'Acca. I posti di frontiera furono avvertiti di raddoppiare la vigilanza. L'Acca fu scoperta nelle vicinanze del Brennero, mentre tentava di entrare clandestinamente in Austria, perché non aveva passaporto. Ma dovettero pregarla in ginocchio: Resti con noi, non ci faccia questo torto! Senza di lei, non riusciremmo a pronunciare bene nemmeno il nome di Dante Alighieri. Guardi, qui c'è una petizione degli abitanti di Chiavari, che le offrono una villa al mare. E questa è una lettera del capo-stazione di Chiusi-Chianciano, che senza di lei
diventerebbe il capo-stazione di Ciusi-Cianciano: sarebbe una degradazione
L'Acca era di buon cuore, ve l'ho già detto. È rimasta, con gran sollievo del verbo chiacchierare e del pronome chicchessia. Ma bisogna trattarla con rispetto, altrimenti ci pianterà in asso un'altra volta.
Per me che sono miope, sarebbe gravissimo: con gli "occiali" senz'acca non ci vedo da qui a lì.


(Gianni Rodari)

Gianni Rodari  (Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980) scrittore e pedagogista italiano, specializzato in testi per bambini e ragazzi, tradotto in moltissime lingue. E’ morto a solo 59 anni a seguito di un banale intervento chirurgico. Le sue spoglie sono sepolte nel Cimitero del Verano, Roma, Italy.


domenica 20 febbraio 2011

Lodi per ogni ora - San Francesco d'Assisi

Santo, santo, santo
il Signore Dio onnipotente
che è, che era e che verrà
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
Tu sei degno, Signore Dio nostro e,
di ricevere la lode, la gloria
e l'onore e la benedizione,
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
Degno à l'Agnello, che è stato immolato
di ricevere potenza e divinità,
sapienza e fortezza, onore e gloria e benedizione;
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo;
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
Benedite il Signore, opere tutte del Signore e;
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
Date lode al nostro Dio, voi tutti suoi servi
voi che temete Dio, piccoli e grandi,
e lodiamolo ed esaltiamo nei secoli.
Lodino lui, glorioso, i cieli e la terra
e lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
E ogni creatura che è nel cielo
e sopra la terra e sotto terra,
e il mare e le creature che sono in esso;
E lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.


sabato 19 febbraio 2011

O Bellezza immacolata – Madre Anna Maria Cànopi *

O Bellezza immacolata,
Fiore di Luce,
Fiamma incandescente,
Santissima Trinità!
Nessuna parola umana
è adeguata a lodarti,
per questo a te si addice
silenzio e adorazione.

Tu hai posto un sigillo di fuoco
nell’intimo dei nostri cuori:
per sempre noi siamo tuoi.
Fa’che portiamo degnamente
il tuo Santo Nome
perché tutta la nostra esistenza
sia un’irradiazione della tua gloria,
una lode incessante
alla tua infinita misericordia.

Amen.

Buona giornata a tutti. :-)



venerdì 18 febbraio 2011

Canto a Gesù crocifisso – Teresa d’Avila

Se elevo a te, mio Dio, il mio grido d'amore,
non è affatto per il cielo che ci hai promesso;
e non è neppure l'inferno, con i suoi territori,
che mi fa allontanare dal tradirti.

Ma io ti amo, mio Dio, vedendoti così,
inchiodato su questa croce imporporata dal tuo sangue.
Sono le tue piaghe che amo, ed è la tua morte,
quel che amo è il tuo amore.

Al di là dei tuoi doni e delle tue speranze,
quand'anche non vi fossero né cielo, né inferno,
io lo so, mio Dio, che t'amerei ancora.
Amarti è mia felicità tanto quanto mio dovere.

Non mi accordare nulla, dunque, anche se t'imploro:
l'amore che ho per te non ha bisogno di speranza.

(Santa Teresa d'Avila)

Santa Teresa d'Avila , in religione Teresa di Gesù (Avila, 28 marzo 1515 – Alba de Tormes, 15 ottobre 1582) religiosa e mistica spagnola. Fondatrice delle monache e dei frati Carmelitani Scalzo. E’ venerata come santa dalla Chiesa Cattolica, ed è una dei 33 Dottori della Chiesa e, insieme a Caterina di Siena e Teresa di Lisieux, una delle tre donne dichiarate Dottori della Chiesa cattolica.E’ stata beatificata il 24 aprile 1614 da papa Paolo V e santificata il 12 marzo 1622 da papa Gregorio XV. Il cuore della santa è conservato in una teca ad Alba de Tormes, in Spagna, dove è possibile osservare delle ferite. Dopo la sua morte, sottoposta ad autopsia, fonti del tempo sostengono avvenne un evento miracoloso: si dice che, estrattole il cuore, furono osservate proprio le cinque ferite che ella aveva descritto, attribuite secondo la Chiesa alla Transverberazione di cui una di dimensioni superiori ai 5 centimetri.

giovedì 17 febbraio 2011

Non cambiare – Antony De Mello *

Per anni sono stato un nevrotico. Ero ansioso, depresso ed egoista. E tutti continuavano a dirmi di cambiare. E tutti continuavano a dirmi quanto fossi nevrotico.
E io mi risentivo con loro, ed ero d'accordo con loro, e volevo cambiare, ma non ci riuscivo, per quanto mi sforzassi.
Ciò che mi faceva più male era che anche il mio migliore amico continuava a dirmi quanto fossi nevrotico. Anche lui continuava a insistere che cambiassi.
E io ero d'accordo anche con lui, e non riuscivo ad avercela con lui. E mi sentivo cosi impotente e intrappolato.
Poi, un giorno, mi disse: «Non cambiare. Rimani come sei. Non importa se cambi o no. Io ti amo così come sei; non posso fare a meno di amarti».
Quelle parole suonarono come una musica per le mie orecchie: «Non cambiare. Non cambiare. Non cambiare... Ti amo».
E mi rilassai. E mi sentii vivo. E, oh meraviglia delle meraviglie, cambiai!
Ora so che non potevo cambiare davvero finché non avessi trovato qualcuno che mi avrebbe amato, che fossi cambiato o meno.
È così che mi ami, Dio?

(Anthony de Mello)

Fonte: Il canto degli uccelli
http://leggoerifletto.blogspot.com/2010/08/anthony-de-mello-biografia.html

Apparizione della Vergine a San Bernardo
Il Perugino - 1488-1489
Alte Pinakothek - Monaco (Germania)


Buona giornata a tutti. :-)

www.leggoerifletto.it

mercoledì 16 febbraio 2011

Anima mia - Nazim Hikmet *

Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
e come s'affonda nell'acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco
il più bello dei sogni
ti accoglierà
anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
abbandonati come nell'arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi
chiudi gli occhi pian piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia una fiamma verde
anima mia.

(Nazim Hikmet)
http://leggoerifletto.blogspot.com/2010/09/nazim-hikmet-biografia.html
http://leggoerifletto.blogspot.com/2011/01/sei-la-mia-schiavitu-sei-la-mia-liberta.html

Venere che scherza con due colombe
Francesco Hayex - 1830
Trento, Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto



Buona giornata a tutti. :-)

www.leggoerifletto.it

www.leggoerifletto.com




martedì 15 febbraio 2011

Via con il vento – don Bruno Ferrero

Nel prato di un giardino pubblico, con il tiepido sole della primavera, in mezzo all'erba tenera, erano spuntate le foglie dentellate e robuste dei Denti di Leone. Uno di questi esibì un magnifico fiore giallo, innocente, dorato e sereno come un tramonto di maggio. Dopo un po' di tempo il fiore divenne un "soffione": una sfera leggera, ricamata dalle coroncine di piumette attaccate ai semini che se ne stavano stretti stretti al centro del soffione.
E quante congetture facevano i piccoli semi. Quanti sogni cullava la brezza alla sera, quando i primi timidi grilli intonavano la loro serenata.
"Dove andremo a germogliare?".
"Chissà?".
"Solo il vento lo sa".
Un mattino il soffione fu afferrato dalle dita invisibili e forti del vento. I semi partirono attaccati al loro piccolo paracadute e volarono via, ghermiti dalla corrente d'aria.
"Addio... addio", si salutavano i piccoli semi.
Mentre la maggioranza atterrava nella buona terra degli orti e dei prati, uno, il più piccolo di tutti, fece un volo molto breve e finì in una screpolatura del cemento di un marciapiede. C'era un pizzico di polvere depositato dal vento e dalla pioggia, così meschino in confronto alla buona terra grassa del prato.
"Ma è tutta mia!", si disse il semino. Senza pensarci due volte, si rannicchiò ben bene e cominciò subito a lavorare di radici.
Davanti alla screpolatura nel cemento c'era una panchina sbilenca e scarabocchiata. Proprio su quella panchina si sedeva spesso un giovane. Era un giovane dall'aria tormentata e lo sguardo inquieto.
Nubi nere gli pesavano sul cuore e le sue mani erano sempre strette a pugno.
Quando vide due foglioline dentate verde tenero che si aprivano la strada nel cemento. Rise amaramente: "Non ce la farai! Sei come me!", e con un piede le calpestò.
Ma il giorno dopo vide che le foglie si erano rialzate ed erano diventate quattro.
Da quel momento non riuscì più a distogliere gli occhi dalla testarda coraggiosa pianticella. Dopo qualche giorno spuntò il fiore, giallo brillante, come un grido di felicità.
Per la prima volta dopo tanto tempo il giovane avvilito sentì che il risentimento e l'amarezza che gli pesavano sul cuore cominciavano a sciogliersi. Rialzò la testa e respirò a pieni polmoni. Diede un gran pugno sullo schienale della panchina e gridò: "Ma certo! Ce la possiamo fare!".
Aveva voglia di piangere e di ridere. Sfiorò con le dita la testolina gialla del fiore.
Le piante sentono l'amore e la bontà degli esseri umani. Per il piccolo e coraggioso Dente di Leone la carezza del giovane fu la cosa più bella della vita.


Non chiedere al Vento perché ti ha portato dove sei.
Anche se sei soffocato dal cemento, lavora di radici e vivi.
Tu sei il messaggio.
(don Bruno Ferrero) 
Fonte: Solo il vento lo sa di Bruno Ferrero


lunedì 14 febbraio 2011

La gioia di credere - Madeleine Delbrel

Poiché le parole non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri, ma per prenderci e correre il mondo in noi,
lascia, o Signore, che di quella lezione di felicità,
di quel fuoco di gioia che accendesti un giorno sul monte,
alcune scintille ci tocchino, ci mordano, c'investano, ci invadano.
Fa' che da essi penetrati come "faville nelle stoppie"
noi corriamo le strade di città accompagnando l'onda delle folle contagiosi di beatitudine, contagiosi di gioia.
Perché ne abbiamo veramente abbastanza di tutti i banditori di cattive notizie, di tristi notizie:
essi fan talmente rumore che la tua parola non risuona più.
Fa' esplodere nel loro frastuono il nostro silenzio che palpita del tuo messaggio.
(Madeleine Delbrel)
http://leggoerifletto.blogspot.com/2010/11/preghiera-per-restare-svegli-madeleine.html

http://leggoerifletto.blogspot.com/2010/12/il-catino-di-acqua-sporca-madeleine.html


Serva di Dio, laica
nata a Mussidan (Francia) il 24.10.1904, morta a Ivry-sur Seine il 13.10.1964






domenica 13 febbraio 2011

All’ombra - Trilussa

Mentre me leggo er solito giornale
spaparacchiato all'ombra d'un pajaro,
vedo un porco e je dico. Addio, majale!
vedo un ciuccio e je dico. Addio, somaro!

Forse ‘ste bestie nun me caperanno,
ma provo armeno la soddisfazzione
de potè di' le cose come stanno
senza paura de finì in priggione.


sabato 12 febbraio 2011

Amore, l’altro nome di Dio - Sant'Agostino

Se vuoi vedere Dio, hai a disposizione l'idea giusta:
Dio è amore.
Quale volto ha l'amore? Quale forma, quale statura,
quali piedi, quali mani?
Nessuno lo può dire.
Esso tuttavia ha i piedi, che conducono alla Chiesa;
ha le mani, che donano ai poveri;
ha gli occhi, coi quali si viene a conoscere colui che è nel bisogno;
dice il salmo: Beato colui che pensa al povero ed all'indigente (Sal 40, 2).
La carità ha orecchie e ne parla il Signore:

Colui che ha orecchie da intendere, intenda (Lc 8, 8).
Queste varie membra non si trovano separate in luoghi diversi,

ma chi ha la carità vede con la mente il tutto e allo stesso tempo.
Tu dunque abita nella carità ed essa abiterà in te; resta in essa ed essa resterà in te.
È mai possibile, o fratelli, che uno ami ciò che non vede?

Perché allora, quando si fa la lode della carità,
vi sollevate in piedi, acclamate, date lodi?
Che cosa vi ho mostrato?
Vi ho forse mostrato alcuni colori?
Vi ho messo innanzi oro e argento?
Vi ho sottoposto delle gemme tolte da un tesoro?
Che cosa di grande ho mostrato ai vostri occhi?
Forse che il mio volto nel parlarvi si è mutato?
Io sono qui in carne ed ossa, sono qui nella stessa forma in cui ho fatto il mio ingresso; anche voi siete qui nella stessa forma in cui siete venuti. Ma si fa la lode della carità e uscite in acclamazioni.
Certamente i vostri occhi non vedono nulla. Ma come essa vi piace quando la lodate, così vi piaccia di conservarla nel cuore. Capite, o fratelli, ciò, che voglio dire: io vi esorto, per quanto il Signore lo concede, a procurarvi un grande tesoro. […]
A voi vien fatto l’elogio della carità. Se essa vi piace, abbiatela, possedetela; non è necessario che facciate un furto a qualcuno, non è necessario che pensiate di comprarla.
Essa è gratuita. Tenetela, abbracciatela: niente è più dolce di essa. Se di tal pregio essa è quando viene presentata a voce, quale sarà il suo pregio quando è posseduta?

(Sant’Agostino)

Dal “Commento alla Prima Lettera di S. Giovanni” di sant’Agostino, vescovo


Scuola del Rubens - XVII secolo -
 Agostino medita sul Misteo della SS.Trinità
 Museo del Prado - Madrid

venerdì 11 febbraio 2011

« Non sono venuto per abolire, ma per dare compimento » - San Bernardo *

La grazia, un tempo nascosta e velata nel Antico Testamento è stata rivelata nel Vangelo del Cristo secondo un'ordinatissima distribuzione dei tempi fatta da Dio, che sa disporre bene tutti gli eventi...
In tale mirabile coincidenza c'è questa grande differenza tra due epoche: nel Sinai, il popolo non osava accostarsi al luogo dove il Signore donava la sua legge; nel Cenacolo invece lo Spirito Santo discende su coloro ai quali era stato promesso e che per aspettarlo si erano riuniti insieme in un sol luogo (Es 19,23; At 2,1).
Prima il Dito di Dio operò in tavole di pietra; ora scrive nei cuori degli uomini (2 Cor 3,3).
Un tempo,  la legge fu proposta esternamente e spaventava gli ingiusti, ora è data interiormente perché gli ingiusti fossero da essa giustificati. Infatti tutto ciò che fu scritto su quelle tavole: “Non commettere adulterio, non uccidere, non desiderare”, e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. L'amore non fa nessun male al prossimo:pieno compimento della legge è l'amore (Rm 13,9-10).
L'amore “è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5).

(San Bernardo)
1091-1153
 monaco cistercense e dottore della Chiesa
Discorsi vari, n° 22, 5-6



giovedì 10 febbraio 2011

Spirito Santo, torna a parlarci - don Tonino Bello

Spirito Santo,
che riempivi di luce i Profeti e accendevi parole di fuoco sulla loro bocca, torna a parlarci con accenti di speranza.
Frantuma la corazza della nostra assuefazione all'esilio.
Ridestaci nel cuore nostalgie di patrie perdute.
Dissipa le nostre paure.
Scuotici dall'omertà.
Liberaci dalla tristezza di non saperci più indignare per i soprusi consumati sui poveri.
E preservaci dalla tragedia di dover riconoscere che le prime officine della violenza e della ingiustizia sono ospitate nei nostri cuori.
Donaci la gioia di capire che tu non parli solo dai microfoni delle nostre Chiese. Che nessuno può menar vanto di possederti.
E che, se i semi del Verbo sono diffusi in tutte le aiuole,  è anche vero che i tuoi gemiti si esprimono nelle lacrime dei maomettani e nelle verità dei buddisti, negli amori degli indù e nel sorriso degli idolatri, nelle parole buone dei pagani e nella rettitudine degli atei.

mercoledì 9 febbraio 2011

Ho ancora un sogno...- Martin Luter King

Ecco perché io ho ancora un sogno.
Ho il sogno che un giorno gli uomini si rizzeranno in piedi e si renderanno conto che sono stati creati per vivere insieme come fratelli. Questa mattina ho ancora il sogno che un giorno ogni negro nella nostra patria, ogni uomo di colore in tutto il mondo, sarà giudicato sulla base del suo carattere piuttosto che sul colore della sua pelle, e ogni uomo rispetterà la dignità ed il valore della personalità umana. Oggi ho ancora il sogno che la fraternità diventerà qualcosa di più che le poche parole alla fine di una preghiera, diventerà l'ordine del giorno di un uomo d'affari e la parola d'ordine dell'uomo di governo.
Ho ancora il sogno che un giorno la giustizia scorrerà come l'acqua e la rettitudine come una sorgente poderosa.
Ho ancora il sogno oggi che in tutti i municipi gli uomini saranno eletti per agire giustamente, per amare la misericordia e camminare umilmente accanto al loro Dio.
Ho ancora il sogno oggi che un giorno la guerra cesserà, che gli uomini muteranno le loro spade in aratri e che le nazioni non insorgeranno più contro le nazioni, e la guerra non sarà più neanche oggetto di studio.
Ho ancora il sogno che un giorno l'agnello e il leone saranno l'uno accanto all'altro e ogni uomo sederà sotto l'albero suo e non avrà più paura.
Ho ancora il sogno che un giorno ogni valle sarà innalzata e ogni montagna sarà spianata. E la gloria di Dio sarà rivelata e la carne tutta la contemplerà.
Ho ancora il sogno che con questa fede noi riusciremo a vincere la disperazione e a portare nuova luce per distruggere il pessimismo.

(Martin Luter King)
(Martin Luther King, 28 agosto 1963, Washington, discorso al Lincoln  Memorial durante la marcia per lavoro e libertà)
Fonte:  “La forza di amare”

Martin Luther King Jr. (Atlanta, 15 gennaio 1929 –Memphis, 4 aprile 1968)
E' stato un politico, attivista e pastore protestante statunitense, leader dei diritti civili.
 È stato il più giovane Premio Nobel per la pace della storia, riconoscimento conferitogli nel 1964 all'età di soli trentacinque anni.
Riconosciuto apostolo instancabile della resistenza non violenta, eroe e paladino dei reietti e degli emarginati, "redentore dalla faccia nera",  King  venne colpito da un colpo di fucile di precisione alla testa mentre era sul balcone del motel di Memphis. Trasportato al St. Joseph's Hospital, i medici constatarono un irreparabile danno cerebrale, la sua morte venne annunciata alle 19:05 del 4 aprile 1968. Sull’assassinio non è mai stata fatta chiarezza.