venerdì 27 giugno 2014

Il cuscino del sacerdote -

C’era una volta una donna a cui non piaceva per niente quello che il vecchio sacerdote aveva da dirle. Arrivò il giorno in cui non riuscì più a sopportare le parole del suo pastore.
Sapeva che era tutto vero... “ ma ” la irritava tanto !
Allora cominciò a raccontare in giro tante storie false e cattive sul sacerdote per mettere tutti contro di lui con i suoi pettegolezzi. Tuttavia, più ne diceva, più si sentiva triste. Cominciò a pentirsi delle menzogne dette.
A un certo punto non ne poté più, e, in lacrime, si recò dal sacerdote per chiedergli perdono e disse :
“Ho raccontato tante bugie su di lei per favore, mi perdoni ! "
Il sacerdote non rispose subito. Sembrava immerso nei suoi pensieri e in preghiera. Alla fine disse:
“ Sì, ti perdono, ma prima devi fare una cosa ”.
“ Che cosa devo fare ? ” chiese lei, un po’ sorpresa.
Rispose lui, guardandola negli occhi : “Vieni con me in cima al campanile e ti farò vedere prima, però, devo prendere qualcosa dalla mia camera”.
Il sacerdote tornò con un gran cuscino sotto il braccio. La povera donna riusciva a stento a nascondere la sua sorpresa e la sua crescente curiosità. Sempre più perplessa, riusciva a stento a trattenersi dal chiedere a che cosa servisse il cuscino e perché stessero salendo in cima al campanile. Comunque, rimase in silenzio finché, un po’ affannati, raggiunsero la cima. Il vento soffiava dolcemente attraverso le grandi finestre. Dal campanile si vedeva tutta la campagna che circondava il paesino.
Improvvisamente, senza una parola, il sacerdote strappò la fodera del cuscino e buttò le piume fuori dal campanile.
Il vento e la brezza portarono le piume dappertutto: sui tetti, per le vie, sotto le macchine, sugli alberi, nei cortili dove i bambini stavano giocando, sulla strada... sempre più lontano...
Il sacerdote e la donna guardarono a lungo le piume che ondeggiavano nel vento.
Poi lui disse: “ Ora voglio che tu vada a raccogliere tutte le piume ! "
Con il fiato mozzo la donna disse : “ Raccogliere tutte le piume ? ma è impossibile ! ”
Disse il sacerdote: “ Lo so, quelle piume sono come le bugie che hai detto su di me. Non puoi fermare quello che hai iniziato, anche se ne sei pentita ”.
Quanti peccati possiamo commettere con la nostra lingua.
Dalle parole oziose, vacue, inutili, alle ben più gravi bestemmie contro il nostro Creatore e maledizioni scagliate contro il prossimo.
Dalle parole di vanità e di orgoglio, alle maldicenze recanti un grave danno alla reputazione di chi ne è vittima, magari senza ci sia un motivo giusto per farlo, tranne quello dell’invidia o del malanimo.
Peggio ancora le parole di calunnia, ossia pronunciare il falso a danno del prossimo giudicandolo e condannandolo a causa del nostro pregiudizio, macchiandoci così di un grave peccato contro la verità e la carità.

Il cristiano che spettegola in realtà non ama gli altri. Ricorda, puoi spegnere un fiammifero, ma non il grande incendio che un fiammifero può causare !




Fu domandato a un anziano eremita: "Che cosa è l'umiltà?".
Egli disse:"Che, se tuo fratello pecca contro di te, tu lo perdoni prima che egli ti testimoni il suo pentimento."

(Padre del deserto)



“La gioia, che è come il segno del cristiano... Una volta ho detto che ci sono cristiani con la faccia da peperoncino in aceto… Sempre la faccia così!
Anche l’anima così, questo è brutto! Questi non sono cristiani.
Un cristiano senza gioia non è cristiano.
E’ come il sigillo del cristiano, la gioia. Anche nei dolori, nelle tribolazioni, nelle persecuzioni pure”.

Papa Francesco Omelia Casa Santa Marta, 22 Maggio 2014





“ Il nostro Dio non è un Dio lontano, intoccabile nella sua beatitudine. Il nostro Dio ha un cuore, anzi ha un cuore di carne. Si è fatto carne proprio per poter soffrire con noi ed essere con noi nelle nostre sofferenze. Si è fatto uomo per darci un cuore di carne e per risvegliare in noi l’amore per i sofferenti, per i bisognosi.”

(Dal discorso del Santo Padre Benedetto XVI, al termine della Via Crucis al Colosseo, 6 aprile 2007)




Buona giornata a tutti :-)

giovedì 26 giugno 2014

Ti amo per te - Kahlil Gibran -

Tu hai molti amanti, ma solo io ti amo.
Gli altri uomini cercano se stessi amando te. 
Io amo te solo per te stessa.
Gli altri vedono in te una bellezza
che passa più velocemente dei suoi anni.
Ma io vedo in te una bellezza che non sfiorirà mai.
E ancora nell'autunno dei suoi anni

non avrà da temere a guardarsi allo specchio,
perchè non verrà umiliata. 
Io solo amo ciò che è in te e che non si vede.
Mi ha guardata e ha detto sorridendo:
Tutti gli uomini ti amano per sè, ma io ti amo per te.


- Khalil Gibran - 


"I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati,
al mattino, al tavolo degli angeli."

"Les fleurs du printemps sont les rêves de l'hiver racontés,
le matin, à la table des anges."

- Khalil Gibran -


Le persone solari sono simili ai girasoli, 
sempre orientate verso la luce e il sole.
Per donare luce e colore agli altri. 

(Agostino Degas)


- Dipinto di Bruno Benfenati -


Diceva un foglio bianco come la neve:

"Sono stato creato puro, e voglio rimanere così per sempre. Preferirei essere bruciato e finire in cenere che essere preda delle tenebre e venir toccato da ciò che è impuro".
Una boccetta di inchiostro sentì ciò che il foglio diceva, e rise nel suo cuore scuro, ma non osò mai avvicinarsi. 
Sentirono le matite multicolori, ma anch'esse non gli si accostarono mai.

 E il foglio bianco come la neve rimase puro e casto per sempre, puro e casto, ma vuoto.


(Kahlil Gibran)






























Buona giornata a tutti :-)








mercoledì 25 giugno 2014

Anche le favole servono alla nostra vita . Romano Battaglia -


Hai ragione, ma anche le favole servono alla nostra vita così carica di preoccupazioni e di dolori. 
Tu hai sofferto molto e cerchi di fuggire, sottraendoti al bene degli altri, per paura di esser ferita di nuovo. 
È per questo motivo che non riesci ad amare nessuno e il tuo cuore è di ghiaccio.
Perciò provi amarezza, noia, delusione, angoscia. 
È necessario scavare nel profondo di noi stessi perché c'è qualcosa di sepolto nel nostro inconscio che ci rende la vita difficile. Se riesci a esprimerlo ti salverai, altrimenti ti distruggerà.
C'è una carta dell'anima in cui sono segnate le baie della saggezza, il mare dell'abbondanza, l'oceano della pace, i deserti aridi. E poi valli e praterie sconfinate, simboli di libertà. Anche nel tuo animo ci sono regioni splendide: devi imparare ad esplorarle e a tralasciare quelle desolate.
Devi imparare a scalare le montagne, a sopravvivere al deserto della disperazione, a visitare le isole della gioia dove ti lascerai andare al flusso delle idee, dimenticando dubbi e paure. Sarà un'avventura, un viaggio meraviglioso chiamato vita.
Devi nutrirti di speranza come gli alberi che danno sempre i loro frutti nonostante il variare delle stagioni.
Un giorno ti condurrò in mezzo al bosco, ti immergerai nel cuore della natura e ascolterai la voce della tua anima. 
Camminerai sotto la pioggia e il sole sorridendo alle nuvole che vagano libere e, osservando il cielo, contemplerai l'infinito.

(Romano Battaglia)





Finché mano e mente ti guideranno, non smettere mai di amare la vita. Anche se aiuterai una sola anima non avrai vissuto invano.

(Romano Battaglia)




Nella vita ci sono giorni pieni di vento e di rabbia, ci sono giorni pieni di pioggia e pieni di colore, ci sono giorni pieni di lacrime; ma poi ci sono giorni pieni d’amore che ci danno il coraggio di andare avanti per tutti gli altri giorni.

- Romano Battaglia -



Il tempo non aspetta nessuno. Fai tesoro di ogni momento che hai, lo apprezzerai di più quando potrai condividerlo con una persona speciale.

- Romano Battaglia -



Che cosa è il tempo? Il tempo passa inesorabile, trascorre tra il chiasso e la fretta, e noi non ce ne accorgiamo perchè raramente ci soffermiamo ad ascoltare il silenzio.
Il tempo bisogna cercarlo e serbarlo per il futuro, come si fa per il pane, per poterlo usare quando si ha fame di vita! 

- Romano Battaglia - 


Buona giornata a tutti :-)
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martedì 24 giugno 2014

Bisogna strappare la gioia - Vladimir Majakovskij -



Ai vecchi giorni
il vento
riporti
solo
un garbuglio di capelli.
Per l’allegria
il pianeta nostro
è poco attrezzato.
Bisogna
strappare
la gioia
ai giorni futuri.
in questa vita
non è difficile
morire.

- Vladimir Majakovskij - 




L'acqua della sorgente dice all'uomo:

Io do le mie acque, per nulla, ai pellegrini che si fermano qui assetati e stanchi. Fa' tu lo stesso coi tuoi fratelli; fa' del bene a tutti, dona quello che hai al prossimo, con lieto cuore e senza condizioni; non chiedere agli uomini in cambio dei tuoi benefici né gratitudine né ricompensa, pago soltanto di vivere nella gioia della tua bontà.


(Lev Tolstoi)



Non affaticarti per aggiungere giorni alla tua vita, 
ma aggiungi vita ai tuoi giorni.










Buona giornata a tutti :-)

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lunedì 23 giugno 2014

Un cristianesimo virile e forte - Henri de Lubac -


"Il cristianesimo, se noi andiamo diritti all’essenziale, è la religione dell’amore. 
“Dio è Amore, dice l’Apostolo Giovanni, e chi resta nell’amore, resta in Dio e Dio resta in lui”. 
Ogni migliore presa di coscienza della nostra fede, deve farcelo comprendere meglio. Certamente noi non dobbiamo disconoscere nessuna delle condizioni di questo amore e dei suoi fondamenti naturali, in particolare della giustizia senza della quale non c’è vero amore, di quella giustizia che oggi non viene men derisa che l’amore stesso: dobbiamo diffidare di tutte le sue contraffazioni, siano esse grossolane o sottili (oggi cosí numerose), o delle ricette troppo facili per ottenerlo. 
Ma alla fine dei conti, tutto è per lui, poiché è l’assoluto a cui tutto deve essere ordinato, in rapporto al quale tutto deve essere giudicato. 
Ora, talvolta con assalti violenti, qualche altra volta attraverso mille vie piú sottili, oggi si cerca di rapirgli questo primato. Il prestigio della Forza si insinua perfino in cuori cristiani, e ne caccia o almeno vi diminuisce la stima dell’Amore. Contro questi assalti, lo Spirito Santo ci comunichi il dono della Forza. Ma contro gli attacchi piú insidiosi, che ci comunichi anche il dono della Sapienza per farci comprendere in che cosa consiste la Forza cristiana. Questa non è da mettersi accanto o di fronte all’Amore, come un antagonista: essa deve essere coltivata al suo servizio.
Nello stato attuale del mondo, un cristianesimo virile e forte, deve giungere al punto di essere un cristianesimo eroico. Ma questo epiteto è una qualifica, non una definizione, in questo caso sarebbe una falsificazione. Soprattutto questo eroismo non consisterà nel parlare sempre di eroismo e delirare sulla virtú della forza – ciò che dimostrerebbe forse che si subisce l’ascendente di uno piú forte e che si è incominciato a cedere. Esso consisterà anzitutto nel resistere con coraggio, in faccia al mondo, e forse contro se stessi, alle attrattive e seduzioni di un falso ideale, per mantenere fieramente nella loro paradossale intransigenza i valori cristiani minacciati e derisi.
Resistere con una fierezza umile, poiché se il cristianesimo può e deve assumere le virtú del paganesimo antico, il cristiano che vuole restare fedele non può e non deve che respingere con un “no” categorico un neo-paganesimo che si è costituito contro il Cristo.
La dolcezza, la bontà, la delicatezza verso i piccoli, la pietà – sí, la pietà – verso quelli che soffrono, il rifiuto dei mezzi perversi, la difesa degli oppressi, la oscura dedizione, la resistenza alla menzogna, il coraggio di chiamare il male con il suo nome, l’amore della giustizia, lo spirito di pace e di concordia, l’apertura d’animo, il pensiero del cielo... ecco ciò che sarà salvato dall’eroismo cristiano, il quale farà veder che tutta questa “morale di schiavi” è una morale di uomini liberi, e che solo essa può fare l’uomo libero.
Non è mai stato promesso ai cristiani che sarebbero stati sempre i piú numerosi. (Piuttosto è stato loro annunciato il contrario). 
Neppure che essi sarebbero apparsi sempre i piú forti, né che gli uomini mai sarebbero stati conquistati da altro ideale che il loro. Ma in ogni caso il cristianesimo non avrà mai reale efficacia, non avrà mai esistenza reale, e non riuscirà mai a fare delle reali conquiste che colla forza del suo proprio spirito: con la forza della carità"


(Henri de Lubac)
Il dramma dell’umanesimo ateo, Morcelliana, Brescia, 1992, pp. 107-109


+ Cardinale Henri De Lubac (20 febbraio 1896 - 4 settembre 1991) è uno dei più insigni teologi cattolici del Novecento, oltre che uno dei principali ispiratori del Concilio Vaticano II; egli godette delle simpatie di Giovanni Paolo II, che lo volle cardinale.



L'Angelo custode

Peter Seewald: Lei conosce personalmente il suo angelo custode?

Joseph Ratzinger:  No. Personalmente mi sento in rapporto così diretto con Dio che, certo, sono grato di poter credere nella presenza dell'angelo custode, ma poi mi confronto direttamente con Dio. E' molto soggettivo. Ad altri uomini è dato di conoscerlo, e questo è per loro una certezza estremamente consolante. Allora diventa importante non fermarsi lì, a quello stadio, ma lasciare che l'angelo custode ci conduca a Dio e far sì che la direzione in cui esercitiamo la nostra relazione rimanga Dio.

Joseph Ratzinger - da "Dio e il mondo" In colloquio con Peter Seewald



"Soltanto sopportando se stesso e liberandosi dalla tirannide del proprio egoismo, l'uomo ritrova se stesso, la propria verità, la propria gioia e la propria felicità. La crisi del nostro tempo dipende principalmente dal fatto che ci si vuol far credere che si può diventare uomini senza il dominio di sé, senza la pazienza della rinuncia e la fatica del superamento delle difficoltà, che non è necessario il sacrificio di mantenere gli impegni presi, né lo sforzo per soffrire con pazienza la tensione fra ciò che si dovrebbe essere e ciò che effettivamente si è."

 [Hans Urs von Balthasar - Joseph Ratzinger, Perché sono ancora cristiano. Perché sono ancora nella Chiesa, Queriniana, traduzione G. Mion, Brescia 2005 III ed.]



Preghiera per il Papa

Signore Gesù,
pastore eterno di tutti i fedeli,
tu che hai costruito la tua Chiesa
sulla roccia di Pietro,
assisti continuamente il Papa
perchè sia, secondo il tuo progetto,
il segno vivente e visibile,
e il promotore instancabile
dell'unità della tua Chiesa
nella verità e nell'amore.
Annunci al mondo con apostolico coraggio
tutto il tuo vangelo.
Ascolti le voci e le aspirazioni
che salgono dai fedeli e dal mondo,
non si stanchi mai di promuovere la pace.
Governi e diriga il popolo di Dio
avendo sempre dinanzi agli occhi
il tuo esempio, o Cristo buon Pastore,
che sei venuto non per essere servito,
ma per servire e dare a vita per le pecore.
A noi concedi, o Signore,
una forte volontà di comunione con lui
e la docilità ai suoi insegnamenti.



Buona giornata a tutti :-)





domenica 22 giugno 2014

Qualcuno - Dennis O’Driscoll -

Qualcuno si sta vestendo per la morte oggi,
un cambio di gonna o cravatta,
mangiando l’ultimo pasto di un piatto di fette imburrate

 e del tè,
avendo appena fatto caso alla sua erezione 

che è stata l’ultima,
lui radendosi il viso perfettamente per la gelida esposizione,
lei spruzzando deodorante sulla ruvida peluria dell’ascella,
qualcuno oggi esce di casa per i propri doveri,
salutando per sempre i vicini 

che poi si uniranno alla processione,
qualcuno si taglia le unghie per l’ultima volta, 

un momento prezioso
il girovita di qualcuno non verrà segnato da nessun elastico
in futuro,
qualcuno mette alla porta le bottiglie del latte per un giorno
che non arriverà,
l’alito fresco di qualcuno sta per essere 

portato via ancora pulito,
qualcuno sta scrivendo un assegno che sarà rifiutato per
“firmatario deceduto”,
qualcuno evidenzia date postume sul calendario,
qualcuno sta ascoltando delle insignificanti 

previsioni del tempo,
qualcuno sta facendo promesse avventate agli amici,
la bara di qualcuno viene sabbiata, laminata, lucidata
anche se lui stamattina si sente più o meno bene come sempre
qualcuno, se gli venisse chiesto, non troverebbe niente da
segnalare nella data di oggi,
profumo e saluti i suoi ultimi desideri, il testamento
qualcuno oggi sta vedendo il mondo per l’ultima volta
con la stessa innocenza con cui lo guardò la prima.

Dennis O’Driscoll
(Someone-da New and selected poems,Anvil Press, 2004]

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Someone

someone is dressing up for death today, a change of skirt or tie
eating a final feast of buttered sliced pan, tea
scarcely having noticed the erection that was his last
shaving his face to marble for the icy laying out
spraying with deodorant her coarse armpit grass
someone today is leaving home on business
saluting, terminally, the neighbours who will join in the cortege
someone is paring his nails for the last time, a precious moment
someone’s waist will not be marked with elastic in the future
someone is putting out milkbottles for a day that will not come
someone’s fresh breath is about to be taken clean away
someone is writing a cheque that will be rejected as
‘drawer deceased’
someone is circling posthumous dates on a calendar
someone is listening to an irrelevant weather forecast
someone is making rash promises to friends
someone’s coffin is being sanded, laminated, shined
who feels this morning quite as well as ever
someone if asked would find nothing remarkable in today’s date
perfume and goodbyes her final will and testament
someone today is seeing the world for the last time
as innocently as he had seen it first.


Dennis O'Driscoll (1 gennaio 1954-24 dicembre 2012), irlandese, poeta, saggista, critico ed editore. Considerato come uno dei migliori poeti europei del suo tempo.


Essere stati amati tanto profondamente ci protegge per sempre, anche quando la persona che ci ha amato non c’è più. 
È una cosa che ti resta dentro, nella pelle.

J. K. Rowling


"Nella vita le cose passano sempre, come in un fiume. 
Anche le più difficili che ti sembra impossibile superare le superi, 
e in un attimo te le trovi dietro alle spalle e devi andare avanti. 
Ti aspettano cose nuove." 

- Niccolò Ammanniti -
da Ti prendo e ti porto via









Buona giornata a tutti :-)

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sabato 21 giugno 2014

dal "Trattato della Vera devozione " (cap. 2) - San Luigi Maria Grignion de Montfort

Chi dunque vuole progredire nella via della perfezione ed incontrare sicuramente e perfettamente Gesù Cristo - senza il pericolo di cadere nell'illusione che è ordinaria nelle persone di preghiera - abbracci "con cuore generoso e animo pronto" questa devozione alla santissima Vergine, che forse prima non conosceva. 
Entri in questo eccellente cammino a lui sconosciuto e che io gli sto indicando: "Io vi mostro una via migliore di tutte" (1 Cor 12,31).
È una via tracciata da Gesù Cristo, Sapienza incarnata, nostro unico Capo. Percorrendola, il membro di questo Capo non può sbagliarsi. E una via facile, per la pienezza della grazia e dell'unzione dello Spirito Santo di cui è ricolma. Camminandovi, non ci si stanca né s'indietreggia. 

È una via breve: in poco tempo ci conduce a Gesù Cristo. 
È una via perfetta: sul suo percorso non c'è fango, né polvere, né la minima sozzura di peccato. 
Infine, è una via sicura, per la quale si giunge a Gesù Cristo e alla vita eterna in modo diritto e sicuro, senza deflettere né a destra né a sinistra.
Prendiamo dunque questa strada e in essa camminiamo giorno e notte, sino alla pienezza dell'età di Gesù Cristo.

(San Luigi Maria Grignion de Montfort)



Nessuna preghiera è più meritoria
per l’anima
e più gloriosa
per Gesù e Maria
del Rosario ben recitato.

(San Luigi Maria Grignion de Montfort)


Non cercare di raggiungere DIO col tuo intelletto, non ci riuscirai mai;
raggiungilo nell'amore ciò è possibile.


(Padre Charles de Foucauld )



"Stando al significato della parola, sapienza vuol dire in genere «scienza sapida», cioè gusto di Dio e della sua verità.

Vi sono diversi tipi di sapienza. Bisogna, anzitutto, distinguere la sapienza vera dalla falsa sapienza: la vera è il gusto della verità senza menzogna o travestimento; la falsa è il gusto della menzogna velata dall'apparenza di verità.
Quella falsa è la sapienza o prudenza del mondo, e lo Spirito Santo la distingue in terrena, carnale e diabolica".

- S. Luigi Grignon de Montfort -


Preghiera a Maria

Maria, donna dell'ascolto,
rendi aperti i nostri orecchi;
fa' che sappiamo ascoltare la
Parola del tuo Figlio Gesù
tra le mille parole di questo mondo;
fa' che sappiamo ascoltare
la realtà in cui viviamo,
ogni persona che incontriamo,
specialmente quella che è povera,
bisognosa, in difficoltà.

Maria, donna della decisione,
illumina la nostra mente
e il nostro cuore,
perché sappiamo obbedire
alla Parola del tuo Figlio Gesù,
senza tentennamenti;
donaci il coraggio della decisione,
di non lasciarci trascinare
perché altri orientino la nostra vita.


(Papa Francesco, 8 dicembre 2013)