Amen.
domenica 31 maggio 2026
Un po' di zucchero
Amen.
martedì 26 maggio 2026
Lettera di un padre a un figlio - anonimo
Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose … non mi interrompere … ascoltami. Quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finché non ti addormentavi.
Quando non voglio lavarmi, non biasimarmi e non farmi vergognare … ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perché non volevi fare il bagno.
Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico: ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l’abc.
Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo, non trattarmi come fossi un peso; vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo con cui io l’ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi.
Quando dico che vorrei essere morto … non arrabbiarti; un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo. Cerca di capire che alla mia età non si vive, si sopravvive.
Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te e che ho tentato di spianarti la strada. Dammi un po’ del tuo tempo, dammi un po’ della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui io l’ho fatto per te.
Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza; in cambio io ti darò un sorriso e l’immenso amore che ho sempre avuto per te.
Ti amo figlio mio e prego per te anche se mi ignori.
Beati quelli che comprendono il mio camminare stanco.
Beati quelli che parlano a voce alta per minimizzare la mia sordità.
Beati quelli che stringono con calore le mie mani tremanti.
Beati quelli che si interessano della mia lontana giovinezza.
Beati quelli che non si stancano di ascoltare
Beati quelli che comprendono il mio bisogno d'affetto.
Beati quelli che mi regalano frammenti del loro tempo.
Beati quelli che si ricordano della mia solitudine.
Beati quelli che mi sono vicini nella sofferenza.
Beati quelli che rallegrano gli ultimi giorni della mia vita.
Beati quelli che mi sono vicini nel momento del passaggio.
Quando entrerò nella vita senza fine
giovedì 29 gennaio 2026
Ultime notizie
- Voglio Tutto Subito
- E’ colpa di Qualcun Altro
- Sono Una Vittima
O Signore, mettimi in bocca parole sagge, e
dammi gomitate quando ho parlato troppo.
- Pat Buttran -
Ti auguro di vivere in un mondo dove ognuno
abbia il diritto di diventare tuo fratello e farsi tuo prossimo !!
- Jean Debruynne -
sabato 6 dicembre 2025
Una leggenda
“Buongiorno a Lei signor Arancione, ha visto che bel cielo azzurro oggi?”.
“E' solo azzurro! Io sono più bello, perché sono arancione: il colore della vitalità, delle vitamine, delle carote e delle arance!”.
“Ma che vi viene in mente?”, interviene il signor Verde, “Io sono il colore più bello: sono il colore dei prati e delle foglie degli alberi!”.
“Vorreste che fosse vero! In realtà, sono io il colore più affascinante, perché sono il rosso, il colore della passione! Tutti i cuoricini che disegnano i bambini sono di questo colore, sono il colore dell'amore!”.
“Anch'io sono disegnato spesso dai bambini, cari Signori! Sono il Giallo colore del sole!”.
I colori si mettono a litigare: "Sono io il più bello...". "Non è vero, sono io".
I Signori Colori hanno capito che tutti sono belli e importanti e, infatti, l'arcobaleno non sarebbe così stupendo se fosse composto da un unico e solo colore: è bellissimo proprio perché lo compongono tutti insieme, in un affettuoso e suggestivo abbraccio.
domenica 16 novembre 2025
Lode al Signore per gli strumenti della Comunicazione sociale - Beato Giacomo Alberione
che è pane dell'intelligenza e luce dell'anima.
i disegnatori di fumetti, i pittori di cartelloni pubblicitari.
Illumina con la luce tua chi scrive e chi diffonde, chi stampa e chi legge:
umili servitori siano della verità nell'amore.
Nel suo dinamico narrare intensamente agisce sull'uomo:
ha in sé la forza e il fascino del teatro e della fotografia,
della stampa e della parola viva, della musica e della pittura.
Guida, Signore, registi e produttori, attori e spettatori
verso ciò che è vero e buono che canta la vita e costruisce l'uomo.
che cammina sulle ali del vento e tanto piccola fa la terra.
Ti preghiamo, Signore, per le radio trasmittenti grandi e piccole.
Questa creatura dell'ingegno umano
utilizzata sia per fare gli uomini liberi e fratelli.
Questa cattedra che si pone nel cuore d'ogni casa
non turbi, ma alimenti l'armonia della famiglia,
prepari uomini nuovi per un mondo nuovo
fondato sul tuo vangelo.
e per Internet, rete delle reti,
Piazza Grande del pianeta, casa della conoscenza.
Ti preghiamo, Signore, che diventi e resti il Sito
dove razza e credo, colore e sesso, risorse e culture
non dividano l'uno dall'altro, ma gente interagisca con gente
in una sola comunità estesa al mondo.
Lode a te per tutti gli strumenti della comunicazione
che ieri, oggi e domani, poni nelle nostre mani
a servizio dell'uomo e del Regno tuo.
"E' necessario che pure su Facebook il
cattolico, anche giovane, si faccia subito riconoscere per uno stile diverso
rispetto a una certa volgarità e superficialità oggi alla moda. Comunicare il
Vangelo attraverso i nuovi media significa non solo inserire contenuti
dichiaratamente religiosi sulle piattaforme dei diversi mezzi, ma anche
testimoniare con coerenza, nel proprio profilo digitale e nel modo di
comunicare, scelte, preferenze, giudizi che siano profondamente coerenti con il
Vangelo, anche quando di esso non si parla in forma esplicita. Del resto, anche
nel mondo digitale non vi può essere annuncio di un messaggio senza una
coerente testimonianza da parte di chi annuncia. Nei nuovi contesti e con le
nuove forme di espressione, il cristiano è ancora una volta chiamato ad offrire
una risposta a chiunque domandi ragione della speranza che è in lui".
(Papa Benedetto XVI, dal Messaggio per la XLV
Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali)
domenica 7 aprile 2024
La lezione di una farfalla
Un giorno, apparve un piccolo buco in un bozzolo; un uomo che passava per caso, si mise a guardare la farfalla che per varie ore, si sforzava per uscire da quel piccolo buco.
(Emmanuel Mounier - Il Personalismo)
Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltà.
Domandai a Dio che mi desse salute per realizzare grandi imprese;
Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.
Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
mi ha fatto povero per non essere egoista.
Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me:
Egli mi ha dato l'umiliazione perché io avessi bisogno di loro.
Domandai a Dio tutto per godere la vita:
mi ha lasciato la vita perché io potessi apprezzare tutto.
Signore non ho ricevuto niente di quello che chiedevo,
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
Le preghiere che non feci furono esaudite.
Sii lodato; o mio Signore,
giovedì 8 febbraio 2024
Il frutto nella fontana
(Favole africane)
>> il frutto riflesso nell'acqua è simbolo dei beni illusori e irraggiungibili che spesso inseguiamo, ricerchiamo la felicità nel possesso di un oggetto o di un luogo.
Ma spesso rimaniamo delusi, poichè ricerchiamo la felicità nella direzione sbagliata <<
- Santa Faustina Kowalska -
martedì 10 ottobre 2023
La storia dei colori
Poco alla volta la situazione peggiorò fino a diventare insostenibile: tutto cambiava di colore vorticosamente e non si poteva fissare gli occhi un attimo su qualcosa che subito cambiava di colore. I colori stessi, in origine così vivi e brillanti, avevano perso la loro bellezza e procuravano nausea.
"Ora basta! - disse il Padreterno - non posso lasciare il mondo in questo stato!", e con tutto l'impegno di cui era capace creò l'arcobaleno. Era più bello di qualunque cosa si potesse mai immaginare, e subito i colori smisero la loro folle giostra per fermarsi a contemplare la nuova creatura... poi tutti vollero farne parte, e con immensa meraviglia scoprirono che c'era un posto preciso per ciascuno: il rosso accanto al giallo, in mezzo l'arancione, poi il verde, l'azzurro il blu... con mille altre nuove sfumature una più bella dell'altra!
Era incredibile, ma i colori avevano fatto pace. Dopo la tempesta che aveva sconvolto il creato ora andavano tutti d'accordo, con gioia si cedevano il passo l'un l'altro, si prendevano per mano in accostamenti da sogno, si abbracciavano contenti per creare nuove tinte; il mondo era colorato dall'armonia dell'Amore.
Esiste un aspetto ordinato della mente che permette all'intelletto di lavorare nell'ordine, e un aspetto disordinato che permette all'inconscio di manifestarsi. L'ordine perfetto esiste solo accanto al disordine.























