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lunedì 14 ottobre 2019

Di padre in figlio - Franco Nembrini

L'altro errore che facciamo per non lasciarli andare, cioè per non patire la ferita della loro libertà, l'altro ragionamento assolutamente sbagliato che facciamo, preoccupati come siamo della sorte dei nostri figli, è quello di chiudere la casa e di dire: 
"Vengo anch'io con te" . Vado anch'io così lo tengo d'occhio. Così almeno è più vicino, è più sotto controllo.
Ma pensate quel figliol prodigo, se il giorno in cui si accorge di essere uno stolto che si è ridotto a mangiare le carrube che mangiano i porci , invece di un padre che lo aspetta dovesse avere il padre che è lì, poveraccio come lui, e la casa non c'è più. 
Che disperazione! Avere il desiderio di tornare a casa e tuo padre, per stare con te, ha chiuso la casa e l'ha venduta , e non abbiamo più una casa. 
Non c'è più chi ci perdona!

Come ne "I due orfani" di Pascoli, che don Giussani ci ha insegnato a leggere: "Non c'è più chi ci perdona": cioè non c'è più un padre nè una madre, non siamo più di nessuno, siamo orfani appunto. 

I due errori: chiudere la porta per non farli uscire, oppure uscire con loro.
Invece l'adulto è quello che sta. 
La mia povera mamma, quando il primo di noi dieci figli lasciò la famiglia, per mesi preparò un piatto in più e lo teneva in caldo. Noi altri le dicevamo: 
"Mamma, è andato, è andato, piantala!", e lei serissima replicava: 
"Potrebbe tornare questa sera. Potrebbe tornare stasera." 
E per mesi e mesi ha voluto preparare il posto per mio fratello, il primo, il posto tra quello di mio papà e quello del secondo figlio. 
Apparecchiava il posto perchè sarebbe potuto tornare quella sera.
Questa è la statura dei nostri genitori! Ed è la statura che chiedono a noi i nostri figli.
Gente che sta, che resta per la felicità che gode lui, per il bene che intravede lui, per la speranza che vive lui. 
Questa è l'unica cosa di cui hanno bisogno i nostri figli."


- Franco Nembrini -
Fonte: Di padre in figlio. Conversazioni sul rischio di educare", Edizioni Ares 2011




"Nella grande famiglia, che è la Chiesa cattolica, composta di tanti membri piccoli e grandi, i bambini sono i figli più cari. Sapete perché? Perché in voi si rispecchia più pura, più limpida, più trasparente l’immagine di Dio, il nostro Padre celeste, che ci ha creati per amore. E poi voi siete i piccoli amici di Gesù: cioè del Figlio eterno del Padre che si è fatto uomo, uno come noi, per la nostra salvezza: si è fatto bambino, uno come voi, per portare nel mondo i doni dell’amore, della bontà, della pace"


- san Giovanni Paolo II, papa -




"L’esperienza della sofferenza segna l’umanità, segna anche la famiglia; quante volte il cammino si fa faticoso e difficile! 
Incomprensioni, divisioni, preoccupazione per il futuro dei figli, malattie, disagi di vario genere. 
In questo nostro tempo, poi, la situazione di molte famiglie è aggravata dalla precarietà del lavoro e dalle altre conseguenze negative provocate dalla crisi economica. 
La Croce di Gesù è il segno supremo dell’amore di Dio per ogni uomo, è la risposta sovrabbondante al bisogno che ha ogni persona di essere amata. Quando siamo nella prova, quando le nostre famiglie si trovano ad affrontare il dolore, la tribolazione, guardiamo alla Croce di Cristo: lì troviamo il coraggio per continuare a camminare; lì possiamo ripetere, con ferma speranza, le parole di san Paolo: «Chi ci separerà dall’amore di Cristo? 
Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati»". 


- Papa Benedetto XVI -





Buona giornata a tutti. :-)







giovedì 10 ottobre 2019

Volete rinnovare la Chiesa? Allora dobbiamo inginocchiarci! - cardinale Robert Sarah

Senza esitare anche solo un momento, vi dico: volete rinnovare la Chiesa? Allora dobbiamo inginocchiarci!

Volete ricostruire questa meravigliosa cattedrale che è la Chiesa? Inginocchiatevi!
Una cattedrale è anzitutto un luogo dove la gente si inginocchia. Una cattedrale è il luogo dove Dio è presente nel Santissimo Sacramento.
Il compito più importante è riscoprire il senso dell’adorazione! La perdita del senso dell’adorazione di Dio è all’origine di tutti gli incendi e le crisi che fanno barcollare questo mondo e la Chiesa.

Abbiamo bisogno di adoratori!
Il mondo sta morendo per mancanza di adoratori!
La Chiesa si è inaridita perché mancano adoratori che plachino la sua sete! Ci mancano le persone che cadono in ginocchio come Gesù quando si rivolge al Suo e nostro Padre: “Poi si allontanò da loro quasi a un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà”. (Luca 22:41)

Non riusciremo a riscoprire una comprensione della dignità della persona se non riconosciamo la sublimità di Dio. Solo allora l’uomo è grande e particolarmente nobile, quando cade in ginocchio davanti a Dio. Un grande uomo è umile, e un uomo umile si inginocchia.

Amici miei, anche se a volte ci disperiamo alla presenza dei potenti di questo mondo, se a volte deponiamo le armi davanti a loro, ricordate che nessuno può rubarvi la vostra libertà di inginocchiarvi.

Quando sacerdoti increduli abusano della loro autorità e vi impediscono brutalmente di inginocchiarvi a ricevere la Santa Comunione, non perdete la vostra pace e la serenità interiore davanti al Signore Eucaristico.
Non opponete loro resistenza, ma pregate per i sacerdoti, la cui condotta bestemmia e profana Colui che tengono in mano. Cercate di imitare l’umiltà di Dio e mettetevi in ginocchio nel vostro cuore, nella vostra volontà, nella vostra mente, nel rispetto di voi stessi, insomma in tutto il vostro essere interiore.
Questa è l’area riservata a Dio.

Un uomo in ginocchio è più potente del mondo!
È un muro di protezione incrollabile contro l’empietà e la follia degli uomini. Un uomo in ginocchio fa tremare Satana in tutto il suo orgoglio!

Tutti voi che agli occhi degli uomini siete senza potere e influenza, ma che sapete inginocchiarvi davanti a Dio, non temete coloro che cercano di intimidirvi! La vostra missione è grande: consiste nell’impedire che il mondo si distrugga da solo. (…)

Voi cristiani di oggi, sarete i santi e i martiri cui i popoli agognano, guiderete la nuova evangelizzazione? Le vostre patrie hanno sete di Cristo! Non le deludete! La Chiesa vi affida questa missione!

A mio parere, siamo a un punto di svolta nella storia della Chiesa. La Chiesa ha bisogno di una riforma profonda e radicale che deve avere inizio dal cambiamento nella vita dei suoi sacerdoti. Ma tutto questo è al servizio della santità. La Chiesa stessa è santa. I nostri peccati e le nostre preoccupazioni mondane impediscono che questa santità si diffonda. È giunto il momento di mettere da parte tutti questi fardelli affinché la Chiesa possa finalmente apparire come Dio l’ha fatta.

Alcuni ritengono che la storia della Chiesa sia segnata da riforme strutturali. Secondo la mia convinzione sono i santi che cambiano la storia. Le strutture emergono poi sulla loro scia e non fanno altro che continuare ciò che i santi avevano introdotto. Quando Dio chiama, esige qualcosa di radicale! Va alle radici. Cari amici, non siamo chiamati a essere cristiani mediocri!

No, Dio chiama tutto il nostro essere, esige una dedizione totale, addirittura fino al martirio del nostro corpo e della nostra anima! Egli ci chiama alla santità: “Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo.” (Lev 19:2)

Estratto dalla conferenza tenuta il 25 maggio 2019 all’Église Saint François-Xavier a Parigi 
dopo aver visitato la cattedrale di Notre Dame devastata dal rogo.


Card. Sarah in ginocchio a Notre Dame


«Il sacramento della Penitenza è importante. 
Mi insegna a guardarmi dal punto di vista di Dio, e mi costringe ad essere onesto nei confronti di me stesso. 
Mi conduce all’umiltà. 
Il Curato d’Ars ha detto una volta: - Voi pensate che non abbia senso ottenere l’assoluzione oggi, pur sapendo che domani farete di nuovo gli stessi peccati. Ma – così dice – Dio stesso dimentica al momento i vostri peccati di domani, per donarvi la sua grazia oggi. Benché abbiamo da combattere continuamente con gli stessi errori, è importante opporsi all’ abbrutimento dell’anima, all’ indifferenza che si rassegna al fatto di essere fatti così. 
È importante restare in cammino, senza scrupolosità, nella consapevolezza riconoscente che Dio mi perdona sempre di nuovo. Ma anche senza indifferenza, che non farebbe più lottare per la santità e per il miglioramento. E, nel lasciarmi perdonare, imparo anche a perdonare gli altri. Riconoscendo la mia miseria, divento anche più tollerante e comprensivo nei confronti delle debolezze del prossimo». 

- papa Benedetto XVI -



Buona giornata a tutti. :-)

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martedì 17 settembre 2019

Tu sei il medico, io il malato - Sant’Agostino

Me infelice! Signore, abbi pietà di me.
Tu vedi le mie ferite, non le nascondo.
Tu sei il medico, io il malato.
Tu sei misericordioso, io miserabile.
La vita dell’uomo sulla terra è veramente una prova!
Chi potrebbe desiderare pane e affanni?
Tu comandi di sopportarli,
non di amarli…
Nell’avversità aspiro alla gioia;
nella gioia temo l’avversità.
Tra questi due estremi,
esiste forse un punto di equilibrio,
in cui la vita umana non sia una prova?
Signore, tutta la mia speranza
risiede unicamente
nella profondità della tua misericordia!

- Sant’Agostino -
Confessioni, X, 28-29



Quando siamo nella prova guardiamo alla Croce di Cristo: lì troviamo il coraggio per poter continua a camminare....

- Papa Benedetto XVI -




“La gente è costretta a vivere in luoghi dove non ha più il minimo controllo su quello che mangia e quello che si mette addosso, sullo spazio che occupa. 
Tutti sono in prestito tutto il tempo, devono comprare quello che gli serve e non gli basta mai, gli sembra di avere sempre bisogno di altro.” 


- Andrea De Carlo -
Due di due, 1989




E mentre noi cerchiamo sempre altri segni, altri prodigi, non ci accorgiamo che il vero Segno è Lui, Dio fatto carne, è Lui il più grande miracolo dell'universo tutto l'amore di Dio racchiuso in un cuore umano....

- Papa Benedetto XVI -


Donami la tua presenza

Signore, Padre santo e buono, concedimi:
un'intelligenza che ti conosca,
un cuore che ti senta, 
uno spirito che ti gusti,
una sapienza che ti trovi,
un ardore che ti cerchi,
un'anima che ti comprenda,
occhi del cuore che ti vedano,
una vita che ti sia gradita,
una perseveranza che ti attenda,
una morte santa.
Donami la tua presenza,
la santa resurrezione,
una buona ricompensa:
la vita eterna. Amen.

(Da un libro di preghiere del IX secolo)



Buona giornata a tutti :-)


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lunedì 16 settembre 2019

Al Dio del tempo - Joseph Rozier

O Dio, tu che hai del tempo per noi,
donaci del tempo per Te.
Tu che tieni nelle tue mani ciò che è stato e ciò che sarà,
fa' che sappiamo raccogliere nelle nostre mani
i momenti dispersi della nostra vita.
Aiutaci a conservare il passato senza esserne immobilizzati,
a vivere rendendoti grazie e senza nostalgia,
a conservare fedeltà e non rigidità.
Libera il nostro passato da tutto ciò che è inutile
che ci schiaccia senza vivificarci,
che irrita il presente senza nutrirlo.

Donaci di restare ancorati al presente
senza esserne assorbiti,
di vivere con slancio e non a rimorchio,
di scegliere l'occasione favorevole
senza aggrapparci alle occasioni perdute,
di leggere i segni senza prenderli per oracoli.
Libera il nostro presente dalla febbre che agita
e dalla pigrizia che spegne ogni decisione.
Donaci il sapore del momento presente
e liberaci da ogni sogno illusorio.

Facci guardare al futuro,
senza bramare la sua illusione,
né temere la sua venuta; insegnaci a vegliare.
Libera il nostro avvenire da ogni preoccupazione inutile,
da ogni apprensione che ci ruba il tempo,
da tutti i calcoli che ci imprigionano.
Tu sei il Dio che mette il tempo
a disposizione della nostra memoria, delle nostre scelte,
della nostra sper
anza.

Joseph Rozier -
Rivista Il Cenacolo 2-2003


Chi esegue tardi anche una sola cosa, finirà tardi tutta l’opera.

- Catone -




Ognuno di noi percepisce la vita in modo diverso a causa del proprio differente vissuto.
E per ognuno la propria percezione corrisponde alla verità. 
Ricordiamocelo sempre perché se facciamo di questo sapere la nostra verità saremo in grado di relazionarci agli altri con molta più benevolenza. 
E questo ci porta pace e serenità.


- Gustav Birth - 


Abbi il coraggio di osare con Dio! Provaci! 
Non avere paura di Lui. Abbi il coraggio di rischiare con la fede! Abbi il coraggio di rischiare con la bontà! Abbi il coraggio di rischiare con il cuore puro! Compromettiti con Dio, e vedrai che la tua vita diventa ampia e illuminata, non noiosa, ma piena di infinite sorprese, perché la bontà infinita di Dio non si esaurisce mai!

- papa Benedetto XVI -




La sventura è la nostra più grande maestra e la nostra migliore amica. 
È lei che c'insegna il senso della vita. 

- Anatole France -






Buona giornata a tutti.:-)

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domenica 15 settembre 2019

Esame di coscienza sui Vizi Capitali - papa Benedetto XVI

Perdona Signore i nostri peccati di SUPERBIA: le azioni che cercano solo la lode e l'approvazione della gente, l'ambizione, la ricerca di potere e di notorietà.

Perdonaci per quando parliamo, diamo consigli, studiamo, lavoriamo, facciamo il bene solo in funzione di ciò che ne penseranno gli altri e per catturare la stima altrui.
Perdonaci per quando esibiamo con vanità la bellezza fisica e le qualità dateci da Dio.
Perdonaci per l'arroganza che nasce dalla superbia, per il desiderio di non dipendere da nessuno, e nemmeno da Dio, per il vittimismo con cui sappiamo darci sempre una giustificazione.
Rendici umili. L'umiltà è la virtù che elimina tutte le passioni perché in essa noi ci rendiamo disponibili ad essere aiutati da Dio.

Perdona Signore i nostri peccati di INVIDIA: l'ostilità, l'odio, l'idea che il male altrui possa essere bene per noi.
Perdona l'egocentrismo che ci impedisce di desiderare il bene per gli altri e ci rende incapaci di amare, il malcontento e i contrasti generati dall'invidia. Liberaci dal rancore, dal tormento interiore, dall'insoddisfazione.
Perdonaci quando vediamo tutto in funzione di noi stessi, quando non sappiamo mettere un freno ai desideri, quando chiamiamo l'invidia "sana competitività".
Perdona i cedimenti a una società che alimenta continuamente l'ambizione, l'avidità e la vuota curiosità.
Perdonaci quando desideriamo la roba d'altri e ci condanniamo all'infelicità.
Aiutaci a contrastare l'invidia con il dono quotidiano di noi stessi per i fratelli.

Perdona Signore i nostri peccati d'IRA: i turbamenti del cuore, i sentimenti di avversione verso i fratelli quando sentiamo colpito il nostro io, l'animosità eccitata, l'aggressività del corpo, la sete di vendetta.
Perdonaci quando l'ira soffoca la libertà, ci rende schiavi di noi stessi, toglie la pace interiore ed esteriore.
Perdonaci la tentazione di "farla pagare" a chi ci ha umiliato, il piacere perverso del "far del male a qualcuno", i giudizi taglienti e la gratuita durezza verso gli altri, le mille giustificazioni dell'ira.
Aiutaci a seguire la via suggerita dai padri: "il silenzio delle labbra pur nel turbamento del cuore", dato che "La medicina perfetta… sarà quella di essere prima di tutto ben persuasi che non ci è consentito adirarci mai e in nessun modo".

Perdona Signore i nostri peccati di ACCIDIA: il torpore, la pigrizia, l'abbattimento, la tristezza, la dipendenza e le crisi di astinenza da stimoli e piaceri esteriori che ci lasciano sempre tristi e vuoti.
Perdonaci per la noia che a volte proviamo nel pregare e che ci spinge a cercare distrazioni, o ci lascia soli a parlare con noi stessi.
Perdonaci quando l'accidia genera disgusto e noia per ogni attività sana e spirituale, per quando la stessa vita quotidiana si tinge di tristezza, svogliatezza, vittimismo e lagnanza.
Perdonaci per la vita senza scopo, il tempo perso e la fuga dall'impegno quotidiano.
Donaci il desiderio di reagire. 
Facci trovare una guida spirituale e fa' che accettiamo la disciplina dell'obbedienza, unica via per non essere sballottati come un corpo inerte in balia delle passioni.

Perdonaci Signore per i peccati di AVARIZIA: l'avidità, la brama di possedere, la fiducia smodata riposta nel denaro. 
Perdonaci se per avarizia lavoriamo di domenica, siamo disonesti, non diamo in elemosina, ci circondiamo di cose superflue.
Perdona le conseguenze terribili della fame di soldi: liti familiari, ansie e falsi timori, tradimenti, frodi, inganni, spergiuri, violenza e indurimento del cuore.
Perdonaci l'abitudine a essere insoddisfatti per ciò che abbiamo e bramosi di ciò che non ci è dato. Liberaci da lussi inutili, comodità e abitudini dispendiose.
Perdona le ingiustizie della società, le drammatiche disuguaglianze tra paesi ricchi e poveri, le guerre, i disumani sfruttamenti e l'inganno delle coscienze prodotto da un sistema di accumulo e consumo che fa di tutto per eccitare la brama di possesso.
Aiutaci a sottrarci all'influenza dei media e a fidarci di te, che rivesti i gigli del campo e non abbandoni gli uccelli del cielo.

Perdonaci Signore per i peccati di GOLA: il rapporto irrazionale con il cibo, i vizi del fumo, dell'alcool, delle droghe, la dipendenza che ci fa schiavi.
Perdonaci se scambiamo per la libera scelta ciò che è solo condizionamento dell'abitudine, delle mode, della pubblicità.
Perdonaci per la mente ottenebrata che si allontana anche dalla preghiera e dalle sane letture, per gli eccessi che ci rendono meno padroni di noi stessi e affievoliscono la capacità di autocontrollo.
Insegnaci la capacità dell'astinenza, che disintossica il corpo e la mente. Aiutaci a scoprire i piaceri sani della vita, per essere capaci di amare i fratelli con la libertà e la gioia con cui tu hai amato noi.

Perdonaci Signore per i peccati di LUSSURIA, che ci fanno schiavi del sesso, e per il disordine morale che mette a rischio persone, famiglie e società.
Perdona il cedimento a immagini proposte ad arte,a voci allusive, alla pornografia in video e in rete. 
Perdonaci la debolezza di fronte a piaceri tanto intensi quanto effimeri.
Perdona la mentalità diffusa che ci spaccia il disordine sessuale per conquista e fa credere che ogni istinto debba trovare immediata soddisfazioni. 
Facci comprendere che non è libero chi non ha il controllo di se stesso, chi si riduce al doppio gioco e alla menzogna, chi perde l'integrità morale e la pace, chi si chiude in se stesso.
Perdona i danni gravi nella società: per il sesso si litiga, si minaccia, si uccide; la libidine alimenta uno stile di vita fatuo, degenera spesso nella prostituzione, nel ricatto, nella pedofilia...
Aiutaci a custodire la castità nel cuore e nella mente, e a non avere rapporti sessuali prima o fuori del matrimonio, a evitare deviazioni e stravaganze. Insegnaci modestia e dignità nel vestire, custodisci sguardi e fantasie.
Aiutaci a riscoprire la meraviglia della sessualità secondo Dio, nella cornice dell'amore coniugale, nell'atmosfera di famiglia e di tenerezza dove il sesso non è profanato e svenduto ma è sacra partecipazione al dono della vita.

Schema tratto dalla penitenziale per i giovani in San Pietro alla presenza di papa Benedetto XVI
Fonte: Libreria Editrice Vaticana, 2007



«Dietro ai modi diversi di concepire la liturgia ci sono modi diversi di concepire la Chiesa, dunque Dio e i rapporti dell'uomo con Lui. 
Sono convinto che la crisi ecclesiale, in cui oggi ci troviamo, dipenda in gran parte dal crollo della liturgia». 

- Papa Benedetto XVI -




“La preghiera è un anelito, un sussulto del cuore, è un soffio che non sai da dove viene e non sai dove va. 
La preghiera è un incontro, a volte uno scontro, spesso un’attesa. 
E’ il pianto di Pietro al canto del gallo, è lo stabat di Maria ai piedi della croce. 
La preghiera è un attimo di eterno, è una scelta d’amore, è un bacio che accarezza un viso. 
La preghiera è un ricordo e un progetto, è un grido ed è silenzio. 
Sono le lacrime di chi piange per chi non piange, sono le suppliche della terra, le lodi della Chiesa. 
La preghiera è il nostro respiro, la nostra vita, il nostro tutto. 
Non c’è uomo che non prega, c’è solo un uomo che non sa pregare”.


- Papa Benedetto XVI -


Preghiera per la sera

Signore Gesù,
che fedelmente visiti e colmi con la tua Presenza
la Chiesa e la storia degli uomini;
che nel mirabile Sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue
ci rendi partecipi della Vita divina
e ci fai pregustare la gioia della Vita eterna;
noi ti adoriamo e ti benediciamo.
Prostrati dinanzi a Te, sorgente e amante della vita,
realmente presente e vivo in mezzo a noi, ti supplichiamo (……)
in attesa di vivere sempre in Te, nella Comunione della Trinità Beata.
Amen.

- Papa Benedetto XVI -



Buona giornata a tutti. :-)


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venerdì 2 agosto 2019

Il filo del ragno – don Bruno Ferrero


Uno strozzino morì. 
Per tutta la vita, egoista e spergiuro, aveva accumulato ricchezze sfruttando i poveri e carpendo la buona fede del prossimo. 
La sua anima cadde nel profondo baratro dell'inferno, che le avvampò tutt'intorno. 
Gridò allora: "Giudice supremo delle anime, aiutami. Concedimi una sosta, fa' sì che ritorni sulla terra e ponga rimedio alla mia condanna!". 
Il Giudice supremo lo udì e chinandosi dall'alto sul baratro dell'inferno chiese: "Hai mai compiuto un'opera buona, in vita, cosicché ti possa aiutare adesso?".
L'anima dello strozzino pensò a tutto quel che aveva fatto in vita, e più pensava e meno riusciva a trovare una sola azione buona in tutta la sua lunga esistenza. 
Ma alla fine si illuminò e disse: "Sì, Giudice supremo, certo! 
Una volta stavo per schiacciare un ragno, ma poi ne ebbi pietà, lo presi e lo buttai fuori dalla finestra!".
"Bravo! - rispose il Giudice supremo. - Pregherò quel ragno di tessere un lungo filo dalla terra all'inferno, e così ti ci potrai arrampicare".
Detto fatto. 
Non appena il filo di ragno la toccò, l'anima dello strozzino cominciò ad arrampicarsi, bracciata dopo bracciata, del tutto piena d'angoscia perché temeva che l'esile filo si spezzasse. 
Giunse a metà strada, e il filo continuava a reggere, quando vide che altre anime s'erano accorte del fatto e cominciavano ad arrampicarsi anch'esse lungo lo stesso filo. 
Allora gridò: "Andate via, lasciate stare il mio filo. 
Regge solo me. Andatevene, questo filo è mio!". 
E proprio in quel momento il filo si spezzò, e l'anima dello strozzino ricadde nell'inferno. 
Infatti il filo della salvezza regge il peso di centomila anime buone, ma non regge un solo grammo d'egoismo.

- don Bruno Ferrero - 
Fonte:  L'Importante è la Rosa, edizione Elledicì



Cristo non condanna nessuno alla perdizione, egli è pura salvezza, e chi sta presso di lui, sta entro lo spazio della liberazione e della salvezza. 
Il male non viene inflitto da lui, ma esiste là dove l'uomo è rimasto lontano da lui, nasce dallo starsene chiusi nel proprio io. 

 - Papa Benedetto XVI -
(citato in von Balthsar, Sperare per tutti, Jaca Book, Milano 1997, p. 65)





Cercavo te nelle stelle
quando le interrogavo bambino.
Ho chiesto te alle montagne,
ma non mi diedero che poche volte
solitudine e breve pace.
Perché mancavi, nelle lunghe sere
meditai la bestemmia insensata
che il mondo era uno sbaglio di Dio,
io uno sbaglio nel mondo.
E quando, davanti alla morte,
ho gridato di no da ogni fibra,
che non avevo ancora finito,
che troppo ancora dovevo fare,
era perché mi stavi davanti,
tu con me accanto, come oggi avviene,
un uomo una donna sotto il sole.
Sono tornato perché c’eri tu.


- Primo Levi -

Titolo della poesia "11 febbraio 1946". Fa parte della raccolta "Ad ora incerta"





Buona giornata a tutti. :-)




giovedì 1 agosto 2019

Preghiera di Liberazione, preghiera di indulgenza plenaria per l'assoluzione

O Signore tu sei grande, tu sei Dio, tu sei Padre, noi ti preghiamo per 
l'intercessione e con l'aiuto degli arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele,
affinchè i nostri fratelli e sorelle siano liberati dal maligno che li ha resi schiavi.

O Santi tutti venite in nostro aiuto.
Dall'angoscia, dalla tristezza, dalle ossessioni.
Noi ti preghiamo. Liberaci o Signore!
Dall'odio, dalla fornicazione, dall'invidia.
Noi ti preghiamo. Liberaci o Signore! 
Dai pensieri di gelosia, di rabbia, di morte.
Noi ti preghiamo. Liberaci o Signore!
Da ogni pensiero di suicidio e aborto.
Noi ti preghiamo. Liberaci o Signore!
Da ogni forma di sessualità cattiva.
Noi ti preghiamo. Liberaci o Signore!

Dalla divisione di famiglia, 

da ogni amicizia cattiva.

Noi ti preghiamo. Liberaci o Signore!
Da ogni forma di malefizio, di fattura,

di stregoneria e da qualsiasi male occulto.
Noi ti preghiamo. Liberaci o Signore!

O Signore che hai detto: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace",

per l'intercessione della Vergine Maria,

concedici di essere liberati da ogni maledizione

e di godere sempre della tua pace.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.



«Piacesse a Dio, che avessimo timore non del demonio ma d'ogni peccato ve­niale, che può farci più danno che tutti i demoni dell'inferno!». 

- Santa Tere­sa d'Avila -




don Gemma esorcista

Intanto la gente corre dai maghi… 
“Ed è proprio così, lo scriva a chiare lettere, che si diffondono principalmente le possessioni diaboliche. I maghi - io non faccio distinzione tra magia bianca o nera - invocano Satana per esaudire le richieste dei loro clienti. Ma, sempre, prima o poi, il Diavolo presenta il conto. 
Cosicché chi è andato da un mago, inizia ad essere vessato, ossessionato o addirittura posseduto dal Maligno. E nel frattempo i maghi, quelli veri, quelli dediti all’occultismo, incuranti del fatto che si dannano l’anima, si riempiono i portafogli con la complicità del Maligno e le sofferenze di poveri sventurati”.


- don Gemma, esorcista -

«Checché ne dicano certi teologi superficiali, il Diavolo è, per la fede cristiana, una presenza misteriosa ma reale, personale, non simbolica». 

- cardinale Joseph Ratzinger - 
in "Rapporto sulla fede", 1984



Indulgenza Plenaria per l'Assoluzione

O mio Gesù, Tu sei la luce della Terra,
Tu sei la fiamma che tocca tutte le anime.
La tua misericordia
e il Tuo amore non conoscono limiti.
Noi non siamo degni del sacrificio
che hai fatto con la Tua morte sulla croce.
Eppure sappiamo che il Tuo amore per noi
è più grande dell'amore che abbiamo per te.
Donaci Signore il dono dell'umiltà
in modo da essere meritevoli del Tuo Nuovo Regno.
Riempici di Spirito Santo,
in modo da poter marciare avanti
e condurre il tuo esercito per proclamare,
la verità della Tua Parola Santa
e preparare i nostri fratelli e sorelle
per la Gloria della Tua Seconda Venuta sulla Terra.
Noi ti onoriamo,
noi Ti lodiamo,
Ti offriamo i nostri dolori,
le nostre sofferenze
come un dono per te per salvare le anime.
Ti amiamo Gesù.
Abbi pietà di tutti i Tuoi figli,
ovunque essi si trovino.
Amen





























Buona giornata a tutti. :-)

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