Visualizzazione post con etichetta anziani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta anziani. Mostra tutti i post

sabato 23 novembre 2019

I vostri vecchi - Giovanni Formaggio

Guardate gli occhi dei Vostri vecchi.
Oggi portano i colori dell'autunno
ma ieri hanno donato sguardi
vivi come bacche di agrifoglio
teneri come fiori di biancospino.


Guardate le mani dei Vostri vecchi.


Oggi contano i giorni sulle ginocchia
ma ieri hanno lottato, costruito
seminato carezze
momenti di sole...
Guardate i passi dei Vostri vecchi.


Oggi avanzano lenti, discreti come ombre
ma ieri hanno percorso pianure di speranze
sudato lungo vicoli arroganti del dolore.


Caduti si sono rialzati...
Guardateli e aspettateli i Vostri vecchi
prima che il tramonto li porti via.


Se siete qui è perché loro hanno soprattutto amato.



- Giovanni Formaggio - 




"Il giovane cammina più veloce dell'anziano, ma l'anziano conosce la strada"

- Proverbio Africano -


"Ma non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare."



venerdì 15 novembre 2019

Preghiera di un settantacinquenne

Signore,
non permettere che io divenga uno di quei vecchi brontoloni, sempre pronti a lamentarsi e a diventare tristi e insopportabili a tutti.
Conservami il sorriso,  anche se la mia bocca è un po' sdentata.
Conservami il buon umore che riporti le cose, la gente e me stesso, ognuno al proprio posto.
Fai di me, Signore,  un anziano sorridente: , conservami un cuore aperto. 
Fa' di me un cuore  generoso,  che sappia dividere i suoi quattro soldi con chi non ne ha, e i fiori del suo giardino con chi terra non ha.
Non permettere che io diventi l'uomo del passato, parlando sempre del suo buon vecchio tempo, quando non faceva mai freddo e disprezzando il tempo dei giovani, quando continuamente fuori piove.
Fa' di me, Signore, un anziano che non ha mai dimenticato la sua giovinezza e che sa rinnovare la giovinezza degli altri.
Signore, io ti domando semplicemente che la mia ultima stagione sia bella, perché possa portare la testimonianza alla tua bellezza.


Amen.
Fonte: Breviario della Terza età, don Ferdinando Bay, Ed. Salcom, gennaio 1989, pagina 7






“La coerenza di quest’uomo, la coerenza della sua fede, ma anche la responsabilità di lasciare un’eredità nobile, un’eredità vera. Noi viviamo in un tempo nel quale gli anziani non contano. E’ brutto dirlo, ma si scartano, eh? Perché danno fastidio. Gli anziani sono quelli che ci portano la storia, che ci portano la dottrina, che ci portano la fede e ce la danno in eredità. Sono quelli che, come il buon vino invecchiato, hanno questa forza dentro per darci un’eredità nobile”.


- Papa Francesco -


“Preghiamo per i nostri nonni, le nostre nonne, che tante volte hanno avuto un ruolo eroico nella trasmissione della fede in tempo di persecuzione. Quando papà e mamma non c’erano a casa e anche avevano idee strane, che la politica di quel tempo insegnava, sono state le nonne quelle che hanno trasmesso la fede. Quarto comandamento: è l’unico che promette qualcosa in cambio. E’ il comandamento della pietà. Essere pietoso con i nostri antenati. Chiediamo oggi la grazia ai vecchi Santi – Simeone, Anna, Policarpo e Eleazaro – a tanti vecchi Santi: chiediamo la grazia di custodire, ascoltare e venerare i nostri antenati, i nostri nonni”.

- papa Francesco - 


Buona giornata a tutti :-)


iscriviti alla mia pagina YouTube:


martedì 16 luglio 2019

SADAE (Sindrome di Attenzione Deficitaria Attivata dall'Età)

Si manifesta così:

Decidi di lavare la macchina mentre ti avvii al garage vedi che c'è posta sul mobiletto dell'entrata.
Decidi di controllare prima la posta.

Lasci le chiavi della macchina sul mobiletto per buttare le buste vuote e la pubblicità nella spazzatura e ti rendi conto che il secchio è strapieno.
Visto che fra la posta hai trovato una fattura decidi di approfittare del fatto che esci a buttare la spazzatura per  andare fino in banca (che sta dietro l'angolo) per pagare la fattura con un assegno.
Prendi dalla tasca il porta assegni e vedi che non hai assegni.
Vai su in camera a prendere l'altro libretto, e sul comodino trovi una lattina di coca cola che stavi bevendo poco prima e che t'eri dimenticata lì.
La sposti per cercare il libretto degli assegni e senti che è calda, allora decidi di portarla in frigo.
Mentre esci dalla camera vedi sul comò i fiori che ti ha regalato tua figlia e ti ricordi che li devi mettere in acqua.
Posi la coca cola sul comò, e lì trovi gli occhiali da vista che è tutta la mattina che cerchi.
Decidi di portali nello studio e poi metterai i fiori nell'acqua.
Mentre vai in cucina a cercare un vaso e portare gli occhiali sulla scrivania, con la coda dell'occhio improvvisamente vedi un telecomando.
Qualcuno deve averlo dimenticato lì (ricordi che ieri sera siete diventati pazzi cercandolo).
Decidi di portarlo in sala (al posto suo!!), appoggi gli occhiali sul frigo, non trovi nulla per i fiori, prendi un  bicchiere alto e lo riempi di acqua...(intanto li metti qui dentro....)
Torni in camera con il bicchiere in mano, posi il telecomando sul comò e metti i fiori nel recipiente, che non è adatto naturalmente.....
e ti cade un bel pò di acqua.....( mannaggia!!!), riprendi  il telecomando in mano e vai in cucina a prendere uno straccio.
Lasci il telecomando sul tavolo della cucina ed esci ..........cerchi di ricordarti che dovevi fare con lo straccio che ho in mano........

Conclusione:


- Sono trascorse due ore
- non hai lavato la macchina
- non hai pagato la fattura
- il secchio della spazzatura è ancora pieno
- c'è una lattina di coca cola calda sul comò
- non hai messo i fiori in un vaso decente
- nel porta assegni non c'è un assegno
- non trovi più il telecomando della televisione
- né i tuoi occhiali
- c'è una macchiaccia sul parquet in camera da letto
- e non hai idea di dove siano le chiavi della macchina!!

Ti fermi a pensare:
Come può essere? Non hai fatto nulla tutta la mattina, ma non hai avuto un momento di respiro......mah!!

(fammi un favore condividi questo messaggio a chi conosci perché io non mi ricordo più a chi l'ho mandato) 



E non ridere perché se ancora non ti è successo...ti succederà!!! :-)



Il tempo non esiste: infatti il passato è un tempo che non esiste più, mentre il futuro non esiste ancora. 
Il presente, mentre ne pensiamo, è già diventato passato.

- Bertrand Russell -


La faccia è il primo segno da cui prende le mosse l'etica di una società. [...] 
La faccia della persona matura è un atto di verità, mentre la maschera dietro cui si nasconde un volto trattato con la chirurgia è una falsificazione che lascia trasparire l'insicurezza di chi non ha il coraggio di esporsi alla vista con la propria faccia. 
Preferire una velina a una persona matura significa preferire l'anonimato di un corpo a un corpo formato da un carattere, che nell'età matura appare nella sua unicità, facendoci finalmente conoscere quel che davvero una persona è nella sua specifica unicità. [...] finisce per dar corda a quel mito della giovinezza che visualizza la vecchiaia come anticamera della morte. 

- Umberto Galimberti -






Ohh beh ...ci arriveremo anche noi....



Speriamo il più tardi possibile...... :)))

Buona giornata a tutti. :-)





lunedì 29 aprile 2019

La scatola magica

Un anziano mago inviò al re un misterioso pacco. 
Pochi giorni dopo morì. 
Il re, prima di aprire la scatola consultò i suoi consiglieri. "Sicuramente ha un potere magico a noi sconosciuto", risposero. "Va posto in luogo sicuro ma accessibile al popolo". 
Ogni giorno centinaia di persone presero ad inchinarsi davanti ad essa per ricevere un aiuto anche se, in realtà, non ottenevano nessun beneficio.
Molti anni dopo, chiese udienza al sovrano un saggio di nome Artego, chiedendo di esaminare la scatola per scoprire il mistero che nascondeva. "Non sia mai", replicò il sovrano. "E' troppo fragile e potrebbe rompersi". 
Il saggio insistette offrendo la sua testa qualora si fosse rotta. 
Dopo averla esaminata bene, Artego disse: "Ora, sire, saprai la verità!". E così dicendo la gettò a terra. 
Si udì come un tuono e la sala fu invasa dal fumo. Quando si dileguò, si vide una bottiglietta su cui era scritto "Elisir di serenità, per l'amata maestà!".
"Maestà", concluse il saggio, "era solo un contenitore scherzoso, il vero regalo era sul fondo dove erano riportate le istruzioni! 
Per secoli avete onorato una scatola e non ciò che conteneva. 
È quello che succede a che nella vita si ferma all'apparenza e non va in profondità!". 

ACR, Cammino 2006-2007, Appendice 12-14 allegato A



“Cari Fratelli, forza!  La metà di noi siamo nella vecchiaia: la vecchiaia è – mi piace dirlo così – la sede della sapienza della vita. 
I vecchi hanno la sapienza di avere camminato nella vita, come il vecchio Simeone, la vecchia Anna al Tempio. 
E proprio quella sapienza ha fatto loro riconoscere Gesù. Doniamo questa sapienza ai giovani: come il buon vino, che con gli anni diventa più buono, doniamo ai giovani la sapienza della vita.
Mi viene in mente quello che un poeta tedesco diceva della vecchiaia: 
“Es ist ruhig, das Alter, und fromm”: è il tempo della tranquillità e della preghiera. E anche di dare ai giovani questa saggezza”. 

“Tornerete ora nelle rispettive sedi per continuare il vostro ministero arricchiti dall’esperienza di questi giorni, così carichi di fede e di comunione ecclesiale. 
Tale esperienza unica e incomparabile, ci ha permesso di cogliere in profondità tutta la bellezza della realtà ecclesiale, che è un riverbero del fulgore di Cristo Risorto: un giorno guarderemo quel volto bellissimo del Cristo Risorto.”

 - Papa Francesco -
discorso ai cardinali, 15 marzo 2013




Fiducia dell’anziano nel Signore

Non abbandonarmi, o Signore!
Ho bisogno di te, in questa età,
della tua grazia,
del tuo incessante aiuto,
del tuo amore!

Non abbandonarmi, Signore,
anche se ti ripugna
la mia debole fede priva di entusiasmo,
soffocata dalle quotidiane occupazioni
e da troppe distrazioni e vanità.

Signore, non abbandonarmi,
anche se ti infastidisce
la mia arida preghiera
priva di quella speranza
che è certezza di vittoria,
di quella speranza che, fiduciosa,
abbandona l'anima in te serenamente,
come un bimbo nelle braccia materne.

Signore, non abbandonarmi,
anche se ti nausea il mio animo tiepido,
immortificato, presuntuoso,
ricco di egoismo e povero d'amore.

Non abbandonarmi
nell'ora del dolore, della malattia,
della umiliazione,
finché sappia, assieme a te,
portare degnamente la mia croce.

Signore, non abbandonarmi
in balìa delle mie passioni,
anche se lo merito
per la fragilità, l'incostanza, la tiepidezza
della mia vita passata.

Non abbandonarmi, Signore,
nel giorno della tentazione
anche se tu mi vedessi scherzare
scioccamente con il fuoco.

Non abbandonarmi, ti prego,
anche nella tragica ora
in cui tentassi di liberarmi
dall'amorosa stretta delle tue braccia.

Signore, lascia che io riposi
l'anima sul tuo dolcissimo Cuore
per non separarmi giammai da te
anche a costo di qualunque sacrificio
o umiliazione, o rinuncia.

Signore, abbi pietà di me!

- Sacerdote Ferdinando Baj - 


Breviario della terza età, Ed. Salcom, anno 1989



...Un pensiero colmo di grande affetto e di profonda gratitudine rivolgo al mio venerato predecessore Benedetto XVI, che in questi anni di Pontificato ha arricchito e rinvigorito la Chiesa con il Suo magistero, la Sua bontà, la Sua guida, la Sua fede, la Sua umiltà e la Sua mitezza. 
Rimarranno un patrimonio spirituale per tutti! 
Il ministero petrino, vissuto con totale dedizione, ha avuto in Lui un interprete sapiente e umile, con lo sguardo sempre fisso a Cristo, Cristo risorto, presente e vivo nell’Eucaristia. 
Lo accompagneranno sempre la nostra fervida preghiera, il nostro incessante ricordo, la nostra imperitura e affettuosa riconoscenza. 
Sentiamo che Benedetto XVI ha acceso nel profondo dei nostri cuori una fiamma: essa continuerà ad ardere perché sarà alimentata dalla Sua preghiera, che sosterrà ancora la Chiesa nel suo cammino spirituale e missionario.....

[Papa Francesco, discorso ai cardinali, 15 marzo 2013]




























Buona giornata a tutti. :-)



giovedì 14 marzo 2019

Nelle braccia di Dio ....

Un'anziana signora stava stirando!
Arrivò l'Angelo della morte, e le disse:
«È il tempo: vieni!».
La donna rispose:
«Va bene: ma lasciami finire, di stirare tutta la biancheria!
Chi lo fa, altrimenti? E, poi, devo cucinare; mia figlia lavora, fino a tardi: ha bisogno di qualcosa da mangiare, quando torna a casa, sfinita... Lo capisci, questo?».
L'Angelo se ne andò...
Dopo un po' di tempo, tornò!
Chiese alla donna, se era pronta a lasciare la casa...
«È il tempo: vieni!», disse.
La donna rispose:
«Questa è la mia ora, per il turno alla Casa di Riposo, per Anziani! Là, mi aspettano almeno dieci persone, dimenticate dalla loro famiglia... Posso piantarle, in asso, così?».
L'Angelo se ne andò!
Dopo un po' di tempo, tornò, e disse:
«È l'ora: andiamo!».
La donna rispose:
«Sì, sì: hai ragione, è giusto! Ma chi va a prendere il mio nipotino, alla Scuola Materna, se io non ci sono più?».
L'Angelo sospirò:
«D'accordo: aspetterò, finché il tuo nipotino potrà andare a Scuola, da solo!».
Alcuni anni dopo, la donna era stanca, e piena di acciacchi e, seduta sulla sua poltrona, pensava: «Adesso, potrebbe arrivare l'Angelo...
Dopo tutta la fatica, la Casa di Dio deve essere meravigliosa!».
L'Angelo arrivò...
La donna chiese:
«Mi porti, adesso, nelle braccia di Dio?».
L'Angelo rispose:
«Dove credi, di essere stata, in tutto questo tempo?».





Convertirsi a Cristo significa in fondo proprio questo: uscire dall’illusione dell’autosufficienza per scoprire e accettare la propria indigenza, esigenza del suo perdono. 

- papa Benedetto XVI -

Bellissimo affresco di stile bizantino. Notate la presenza di Gesù Cristo e degli angeli nel momento fondamentale in cui il figlio "rientra in sé" e lo accompagna nel cammino di ritorno verso suo padre.

"La morte non è niente:

sono semplicemente passato, nella stanza accanto...
Io sono sempre io! Tu sei sempre tu!
Ciò che eravamo, l'uno per l'altro, lo siamo sempre...
Chiamami con il nome, con cui mi hai sempre chiamato!
Parlami, come hai sempre fatto!
Non usare un tono differente!
Non prendere un'aria mesta, o da cerimonia...
Continua a ridere, di ciò che ci faceva ridere, insieme!
Prega... Sorridi!".



Buona giornata a tutti. :-)





mercoledì 27 febbraio 2019

Signore, insegnami a invecchiare! - Padre Giacomo Perico

Signore, insegnami a invecchiare!
Convincimi che la comunità non compie alcun torto verso di me, se mi va esonerando da responsabilità, se non mi chiede più pareri, se ha indicato altri a subentrare al mio posto.
Togli da me l'orgoglio dell'esperienza fatta, ed il senso della mia indispensabilità.
Che io colga, in questo graduale distacco dalle cose, unicamente la legge del tempo, e avverta, in questo avvicendamento di compiti, una delle espressioni più interessanti della vita che si rinnova sotto l'impulso della tua Provvidenza.
Fa, o Signore, che io sia ancora utile al mondo, contribuendo con l'ottimismo e con la preghiera alla gioia e al coraggio di chi è di turno nella responsabilità, vivendo uno stile di contatto umile e sereno con il mondo in trasformazione senza rimpianti sul passato, facendo delle mie sofferenze umane un dono di riparazione sociale.
Che la mia uscita dal campo di azione sia semplice e naturale come un felice tramonto di sole.
Perdona se solo oggi, nella tranquillità, riesco a capire quanto tu mi abbia amato e soccorso.

Che almeno ora io abbia viva e penetrante la percezione del destino di gioia che mi hai preparato e verso il quale mi hai incamminato fin dal primo giorno di vita. 

Signore, insegnami a invecchiare.
Amen.

- Padre Giacomo Perico -
 Fonte: Breviario della Terza età, don FerdinandoBay, Ed. Salcom, gennaio 1989



Viviamo un tempo nel quale sperimentiamo molte esperienze comuni­tarie. 
Con esse si vogliono superare gli incontri anonimi e le attività burocratiche: si intende, soprattutto, offrire all'uomo uno spazio di autentica esperienza personale e di comunione fraterna. 
Tuttavia anche la comunità può diventare un alibi: un rifugio, cioè, alle proprie paure e impotenze, piuttosto che una convergenza e una partecipazione di persone vere, ricche di vocazioni mature e di scelte virili.
Per evitare le illusioni e le improvvisazioni comunitarie, si tratta di capire una realtà apparentemente paradossale e contraddittoria: solo le vere solitudini sono capaci di vere comunioni. 
Per rifarsi al Van­gelo, solo se il seme di una vita, di una coscienza, di una vocazione sa marcire (questo è il momento profondo e ricco di fecondità 
per­sonale) matura e cresce il frutto dell'amicizia, della comunione, della partecipazione. 
Non ci può essere comunità dove vite immature svuo­tano altre vite; dove coscienze smarrite si aggrappano a certezze im­prestate; dove vocazioni improvvisate cercano surrogati, succhiando vitalità invece che alimentare e donare vita.
Una comunità cristiana deve essere innanzitutto un incontro di «so­litudini contemplative», se si vuole sfociare davvero in una comu­nione operante di scelte concrete e di rischi storici. Altrimenti riman­gono «convivenze», fragili supporti a personali inconsistenze inte­riori, che appoggiano il proprio vuoto sul vuoto altrui. 
Al massimo si avrà una convergenza esteriore di interessi culturali e intellettuali o, peggio, di emozioni estetiche.
Dove non crescono, né si rispettano, né saltuariamente si provocano 
au­tentiche vocazioni, non nascerà né resisterà a lungo una comunità. 
Si parlerà di fraternità ma si spremerà sentimentalismo o umanismo; si pregherà anche insieme ma saranno più esercitazioni teologiche che abbandono alle sorprese dello Spirito e messa in comune del dono inesauribile della Verità fatta carne.

- padre Umberto Vivarelli -
da:"La solitudine del cristiano"



Fra l'infanzia e la vecchiaia  c'è un istante chiamato vita.



Il tempo non passa,
siamo noi che passiamo nel tempo
il tempo resta sempre uguale,
noi andiamo oltre il tempo




Preghiere della sera

Grazie Signore
per essermi stato accanto tutto il giorno;
eri in quel bambino sorridente,
in quel vecchietto zoppicante,
in quell'amico che non vedevo da tempo.

Mi hai fatto conoscere persone e situazioni nuove,
mi hai dato possibilità diverse,
mi hai fatto proposte.

Grazie per tutti i tuoi segni, scusa per ciò che non ho compreso.

Amen.






Buona giornata a tutti :-)

www.lapreghieraquotidiana.blogspot.com






martedì 13 marzo 2018

Le stagioni dell’amore – Cardinale Gianfranco Ravasi

Ti benedica il Signore e ti protegga
Il Signore faccia brillare su di te il suo volto
E ti sia propizio.
Il Signore rivolga su di te il suo volto
E ti conceda pace.

(Num 6, 24 - 26)

Così commenta questo testo mons. Gianfranco Ravasi:

Il viso è l'espressione della persona e dei suoi sentimenti, è un po' lo specchio dell'anima. 
Due innamorati riescono reciprocamente a leggere sui loro volti mille segreti, messaggi, ammiccamenti.
"Contemplare il volto di Dio" è nella Bibbia il vertice dell'intimità del fedele.
Il "volto brillante" di Dio è segno di felicità, di salvezza, di speranza,
è la rappresentazione del suo sorriso, che è fonte di armonia e di pace per il fedele.
D'altronde la luce è per eccellenza simbolo del divino, dell'infinito e dell'eterno.




Il vero amore: la vecchiaia lo rende ancor più forte, la morte lo consacra, l’eternità lo fa continuare.


Sono tanti i nemici che stanno in agguato quando l’amore passa nella nostra vita, pronti ad assalirlo, ferirlo e umiliarlo. Tra questi ci sono anche le infinite melensaggini dette e canticchiate sull’amore: si provi a sfogliare certe antologie sul tema o a divertirsi coi bigliettini degli innamorati o con quelli coi quali vengono avvolti dei dolci notissimi.

Il rischio della retorica forse lo corre un po’ anche il grande della letteratura francese che oggi abbiamo convocato, Victor Hugo, il quale ci offre una sua definizione del vero amore. La solennità dello stile con cui è formulato l’asserto può sminuire la verità che esso custodisce.
Una verità, per altro, già proclamata dal poema biblico per eccellenza dell’amore, il Cantico dei cantici che in finale ci lascia un motto indimenticabile: «sì, forte come la Morte è Amore!» (8,6).
Nel testo di Hugo si ricorda che la morte, anziché spezzare quel vincolo, lo suggella e la strada infinita dell’eternità vede i due innamorati incamminarsi nella luce e nella gioia che non verrà loro mai tolta.
Più semplicemente a noi, invece, piace ora mettere l’accento sull’ultima tappa della strada terrena, la vecchiaia. Certo, anche là può emergere la debolezza morale della persona: impressionante è la descrizione delle voglie segrete dei due anziani nei confronti della bellissima Susanna del celebre racconto biblico (Daniele 13).
Tuttavia, è altrettanto vero che ci sono moltissime coppie di vecchi che vivono il loro amore con un’intensità e una freschezza del tutto ignote ai giovani. Costoro “consumano” atti sessuali, ma non conoscono lo stupore e la felicità generati dalla tenerezza, dal sentimento, dall’implicito, dalla sintonia interiore.

Una coppia di anziani che dolcemente si tengono per braccio in un parco cittadino: ecco un emblema di serenità e di vero amore.

- Cardinale  Gianfranco Ravasi -


Non pensiamo che l'amore sia una cosa che brilla, ma una cosa che consuma; pensiamo che fare tutte le piccole cose per Dio ce lo fa amare altrettanto che il compiere grandi azioni. 

- Madeleine Delbrêl -





Buona giornata a tutti. :-)