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venerdì 1 maggio 2020

“La Madonna ci accompagna e non e’ mai invadente. Soffre con noi” - Papa Francesco


Lettera del Santo Padre Francesco a tutti i fedeli per il Mese di Maggio 2020

Cari fratelli e sorelle,
è ormai vicino il mese di maggio, nel quale il popolo di Dio esprime con particolare intensità il suo amore e la sua devozione alla Vergine Maria. È tradizione, in questo mese, pregare il Rosario a casa, in famiglia. Una dimensione, quella domestica, che le restrizioni della pandemia ci hanno “costretto” a valorizzare, anche dal punto di vista spirituale.
Perciò ho pensato di proporre a tutti di riscoprire la bellezza di pregare il Rosario a casa nel mese di maggio.
Lo si può fare insieme, oppure personalmente; scegliete voi a seconda delle situazioni, valorizzando entrambe le possibilità. Ma in ogni caso c’è un segreto per farlo: la semplicità; ed è facile trovare, anche in internet, dei buoni schemi di preghiera da seguire.
Inoltre, vi offro i testi di due preghiere alla Madonna, che potrete recitare al termine del Rosario, e che io stesso reciterò nel mese di maggio, spiritualmente unito a voi.
Le allego a questa lettera così che vengano messe a disposizione di tutti.
Cari fratelli e sorelle, contemplare insieme il volto di Cristo con il cuore di Maria, nostra Madre, ci renderà ancora più uniti come famiglia spirituale e ci aiuterà a superare questa prova. Io pregherò per voi, specialmente per i più sofferenti, e voi, per favore, pregate per me. Vi ringrazio e di cuore vi benedico.

Roma, San Giovanni in Laterano, 25 aprile 2020
Festa di San Marco Evangelista

Francesco



Preghiere del Santo Padre a Maria per il mese di Maggio

O Maria,
Tu risplendi sempre nel nostro cammino
come segno di salvezza e di speranza.
Noi ci affidiamo a Te, Salute dei malati,
che presso la croce sei stata associata al dolore di Gesù,
mantenendo ferma la tua fede.
Tu, Salvezza del popolo romano,
sai di che cosa abbiamo bisogno
e siamo certi che provvederai
perché, come a Cana di Galilea,
possa tornare la gioia e la festa
dopo questo momento di prova.
Aiutaci, Madre del Divino Amore,
a conformarci al volere del Padre
e a fare ciò che ci dirà Gesù,
che ha preso su di sé le nostre sofferenze
e si è caricato dei nostri dolori
per condurci, attraverso la croce,
alla gioia della risurrezione. Amen.
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio.
Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova,
e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.



«Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio».

Nella presente situazione drammatica, carica di sofferenze e di angosce che attanagliano il mondo intero, ricorriamo a Te, Madre di Dio e Madre nostra, e cerchiamo rifugio sotto la tua protezione.

O Vergine Maria, volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi in questa pandemia del coronavirus, e conforta quanti sono smarriti e piangenti per i loro cari morti, sepolti a volte in un modo che ferisce l’anima. 
Sostieni quanti sono angosciati per le persone ammalate alle quali, per impedire il contagio, non possono stare vicini. Infondi fiducia in chi è in ansia per il futuro incerto e per le conseguenze sull’economia e sul lavoro.

Madre di Dio e Madre nostra, implora per noi da Dio, Padre di misericordia, che questa dura prova finisca e che ritorni un orizzonte di speranza e di pace. Come a Cana, intervieni presso il tuo Figlio Divino, chiedendogli di confortare le famiglie dei malati e delle vittime e di aprire il loro cuore alla fiducia.

Proteggi i medici, gli infermieri, il personale sanitario, i volontari che in questo periodo di emergenza sono in prima linea e mettono la loro vita a rischio per salvare altre vite. Accompagna la loro eroica fatica e dona loro forza, bontà e salute.

Sii accanto a coloro che notte e giorno assistono i malati e ai sacerdoti che, con sollecitudine pastorale e impegno evangelico, cercano di aiutare e sostenere tutti.

Vergine Santa, illumina le menti degli uomini e delle donne di scienza, perché trovino giuste soluzioni per vincere questo virus.

Assisti i Responsabili delle Nazioni, perché operino con saggezza, sollecitudine e generosità, soccorrendo quanti mancano del necessario per vivere, programmando soluzioni sociali ed economiche con lungimiranza e con spirito di solidarietà.

Maria Santissima, tocca le coscienze perché le ingenti somme usate per accrescere e perfezionare gli armamenti siano invece destinate a promuovere adeguati studi per prevenire simili catastrofi in futuro.

Madre amatissima, fa’ crescere nel mondo il senso di appartenenza ad un’unica grande famiglia, nella consapevolezza del legame che tutti unisce, perché con spirito fraterno e solidale veniamo in aiuto alle tante povertà e situazioni di miseria. Incoraggia la fermezza nella fede, la perseveranza nel servire, la costanza nel pregare.

O Maria, Consolatrice degli afflitti, abbraccia tutti i tuoi figli tribolati e ottieni che Dio intervenga con la sua mano onnipotente a liberarci da questa terribile epidemia, cosicché la vita possa riprendere in serenità il suo corso normale.

Ci affidiamo a Te, che risplendi sul nostro cammino come segno di salvezza e di speranza, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.



Mamma Celeste, ci affidiamo a Te. :-)





sabato 21 settembre 2019

Si odiano i ricchi fino a quando non si è diventati ricchi - don Zeno

È stupido, perché tutti quelli che odiano i ricchi non esiterebbero a diventare ricchi.

Si odiano i ricchi fino a quando non si è diventati ricchi.

Si odiano tutti coloro che stanno bene, che hanno una così detta posizione sociale fino a quando non si sta bene o non si ha una posizione sociale.
La società così impostata fa pensare ai baracconi delle fiere, tra i quali ci sono bancherelle su cui sta scritto: "Pesca reale, chi pesca bene e chi pesca male".
Pescate, pescate, uomini della legge della foresta: chi pesca bene e chi pesca male; chi pesca i servi e chi pesca i padroni; chi pesca l'oro e chi la sabbia; chi pesca ville e chi pesca grotte; chi pesca il vino e chi pesca l'acqua fresca; chi pesca il pane e chi pesca la polenta; chi pesca il pranzo e chi pesca la fame; chi pesca la culla e chi pesca l'abbandono... Chi pesca bene e chi pesca male.
Studiate, studiate scienziati della economia, quando sarete arrivati in fondo avrete finito per scoprire una vipera in seno a questa società pagana e inumana: l'egoismo istintivo, spesso mascherato da mille tinte come la pelle delle vipere stesse.
L'amore non è disceso ancora ad essere la linfa, la sola linfa della vita sociale, per questo ogni trovata economica è ridicola ed ingiusta.
E che cosa si può fare?
Non esiste altra strada che quella di creare una società nuova di volontari in seno alla vecchia, la quale sia fondata solo su l'amore fraterno non sentimentale ma espresso nella vita pratica. 

(don Zeno, 1950)




Una volta, a una sua domanda su cosa fosse la solidarietà, una persona rispose: “È come quando hai 2 scarpe: una la tieni te e una la dai all’altro”. Don Zeno ribatté con un paradosso: “Immagina che vengano 2 persone a chiederti una scarpa: tu devi darle entrambe e così resti scalzo”. 
Quella risposta sconvolse l’uditorio. Aveva un’idea assoluta e totale del dono. 
Provava un amore spassionato per il popolo mentre era sospettoso con i ricchi. 
Perciò, quando qualche potente lo aiutava, lui era molto esigente e lo faceva anche sentire un po’… in colpa secondo me. 

Per lui un’elargizione non bastava!





Buona giornata a tutti :-)



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mercoledì 8 maggio 2019

Preghiera alla Madonna dei Tumori, intercessione


Madre santissima, salute dei malati,
tu hai generato Colui che ci ha guarito dal peccato:
senza di Lui quel male, per noi incurabile,
ci avrebbe devastato!
Tu sei la Madre di Colui che sana le ferite del male
e che con la sua morte e risurrezione
apre per noi le porte della grazia,
fonte di salute dell’anima e del corpo.
Tu sei nostra Madre: a te ricorriamo fiduciosi.
ricordati di noi che siamo nella prova!
Lascia, o Madre tenerissima,
che preghiamo con te il Figlio tuo,
e per la comune invocazione del Suo nome
Egli ci liberi dal male che ci consuma
e ci conceda vita e salute.
Tu che, docile sotto la croce,
hai offerto la tua sofferenza,
insegnaci ad unire il nostro dolore,
con te e come te,
a quello del tuo Figlio Gesù
nostro unico Salvatore.
Amen.


l'icona sacra è presso la Basilica Santa Maria Maggiore Ravenna.



Non dobbiamo vergognarci della nostra malattia. Non è qualcosa da tenere nascosta. 
È, come dire, quella parte della nostra carta d'identità che ci fa rassomigliare di più a Gesù Cristo. 
È una tessera di riconoscimento incredibile, straordinaria.


- Don Tonino Bello - 






Una malattia ne vale un'altra: i nomi fanno più paura della malattia. E le cure qualche volta sono peggio dei mali.

- Enrico Pea -


«Le punizioni di Dio non sono il frutto di norme poliziesche da lui stesso imposte sadicamente. “Punizione di Dio” è la condizione che si sperimenta quando si smarrisce la retta via e si subiscono le conseguenze dell'essersi incamminati su una strada sbagliata, lontano da quell'esistenza che Dio aveva pensato per noi». 

- cardinale Joseph Ratzinger (papa Benedetto XVI)  -
 nel Libro intervista "Dio e il mondo", 2001






 Buona giornata a tutti :-)


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lunedì 1 gennaio 2018

Il giorno di Capodanno - Pablo Neruda

ANNO DOMINI 2018

Per vostra misericordia, Signore, oggi inizio un nuovo anno.

Esso si aggiungerà agli altri della mia vita e accrescerà la mia santificazione e la vostra gloria.

Rinnovo, Signore, la mia conformità ai vostri divini voleri: donatemi l'aiuto della vostra grazia perché io porti frutti di buone opere.

Rimetto nelle vostre mani la salute del corpo, il successo delle mie iniziative, la preservazione dai mali.

Il Vostro Sangue prezioso mi difenda da ogni insidia del Maligno e mi conceda di vivere nella libertà dei figli di Dio. 

Amen.


Il primo giorno dell'anno
Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino

diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte lo andiamo a ricevere
come se fosse un esploratore
che scende da una stella.
Come il pane, assomiglia al pane di ieri.
Come un anello a tutti gli anelli.
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline,
lo bagnerà con frecce di trasparente pioggia
e poi, lo avvolgerà nell'ombra.
Eppure,
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell'anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire, a sperare.

- Pablo Neruda -



Consacrazione a Maria

O Immacolata, Regina del cielo e della terra, rifugio dei peccatori e Madre nostra amorosissima, cui Dio volle affidare l’intera economia della misericordia, io .................... , indegno peccatore, mi prostro ai vostri piedi supplicandovi umilmente di volermi accettare tutto e completamente come cosa e proprietà vostra, e di fare con me e con tutte le facoltà della mia anima e del mio corpo, con la mia vita, morte ed eternità, ciò che vi piace.

Disponete pure, se volete, di tutto me stesso senza alcuna riserva per compiere ciò che è stato detto di Voi: "Ella ti schiaccerà il capo" [Gen. 3, 15], come pure "Tu sola hai distrutto tutte le eresie sul mondo intero" [ufficio della B.V. Maria], affinché nelle vostre mani immacolate e misericordiosissime io divenga uno strumento utile per innestare e incrementare il più fortemente possibile la vostra gloria in tante anime smarrite e indifferenti e per estendere, in tal modo, quanto più è possibile il benedetto Regno del sacratissimo Cuore di Gesù.

Dove Voi entrate, infatti, ottenete la grazia della conversione e della santificazione, poiché ogni grazia scorre attraverso le vostre mani dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.

V. Concedetemi di lodarvi, o Vergine Santissima.

R. Datemi forza contro i vostri nemici.
Amen!

- San Massimiliano M. Kolbe -


Preghiera di protezione contro il Fuoco Eterno 

Io mi getto a terra davanti a Voi, 
o Vergine Maria e con gemiti grido: 
"Salvate la povera anima mia dal giudizio 
che viene e dal fuoco eterno, 
o Madre di Dio."
Sotto il flusso della vostra intercessione 
irrigate la mia anima consumata 
dalla fiamma delle mie passioni 
e rendetela feconda, o Vergine Maria. 
Santificatemi interamente, 
illuminatemi, o difesa dei credenti; 
per le vostre preghiere, 
o Vergine, fate di me, ve ne prego, 
la dimora della Santa Trinità. 
In Voi io riconosco il porto della pace, 
divina Genitrice, O Maria, 
e grido dal fondo del cuore: 
non permettete che sia sommerso dai marosi nemici.

Canone alla Madre di Dio sec.XII



In questo nuovo anno affidiamo totalmente noi ed i nostri cari al Cuore Immacolato di Maria affinchè ci benedica e ci protegga da ogni male. 
E con la protezione della Vergine Maria, tanti auguri di Buon Anno a tutti voi, ai sogni che vorrete realizzare, ai buoni propositi ed ai traguardi che vorrete superare.

Vi auguro la pace nel cuore, 
questa è la nostra più grande ricchezza!


Carissimi amici ed amiche buon 2018 a voi e ai vostri cari.

- Stefania -











mercoledì 29 novembre 2017

Novena a Maria Immacolata dal 29 novembre al 7 dicembre (Testo di san Giovanni Paolo II, papa)

Il 29 novembre inizia la Novena in preparazione alla festa dell'Immacolata

Durante la Novena si consiglia di:
 1) Pregare ogni giorno una decina del Rosario, o meglio una parte intera,
2) Fare dei canti in onore della B.V. Maria,
3) Fare dei fioretti per la gloria di Maria,
4) Vivere la Novena come momento di conversione personale o di gruppo,

5) Curare il silenzio per la riflessione personale.

Sul mio sito, collegato a questo blog, troverete diverse novene a Maria Immacolata, qui sotto un link:




Consacrazione al Cuore di Maria

"O Cuore Immacolato di Maria, ardente di bontà,
mostra il tuo amore verso di noi.
La fiamma del tuo Cuore, o Maria, scenda su tutti gli uomini.
Noi ti amiamo tanto.
Imprimi nei nostri cuori il vero amore
così da avere un continuo desiderio di te.

O Maria, umile e mite di cuore,
ricordati di noi quando siamo nel peccato.
Tu sai che tutti gli uomini peccano.
Donaci, per mezzo del tuo Cuore Immacolato, la salute spirituale.
Fa' che sempre possiamo guardare alla bontà del tuo Cuore materno
e che ci convertiamo per mezzo della fiamma del tuo cuore. Amen".



Grazie a Dio esiste l’Avvento. 

La vita sarebbe vuota se non ci fosse un Avvento, se non ci fosse l’attesa di qualcuno, di una persona che ci porta un dono, il dono di se stesso. 
Ciò si compie in Gesù Cristo nel senso perfettissimo, pienissimo... Avvento vuol dire apertura alla venuta di Cristo, alle persone che Dio ci dà.

-San Giovanni Paolo II, papa -




Vergine Immacolata, Madre del Salvatore, 
i secoli parlano della tua materna presenza 
a sostegno del popolo pellegrinante 
sui sentieri della storia.
Verso di Te alziamo i nostri occhi 
e ti chiediamo di sorreggerci
 
nella lotta contro il male e nell'impegno per il bene.
Conservaci sotto la tua materna tutela, 
Vergine tutta bella e tutta santa!
Aiutaci ad avanzare nel nuovo millennio 
rivestiti di quella umiltà che ha reso Te
 
prediletta agli occhi dell'Altissimo!
Nelle tue mani poniamo il futuro che ci attende, 
invocando sul mondo intero la tua costante protezione.
Per questo, come l'apostolo Giovanni, 
vogliamo prenderti nella nostra casa (cfr Gv 19,27).

Resta con noi, Maria, 
resta con noi in ogni tempo!
 
Amen

- Testo di san Giovanni Paolo II, papa


Buona giornata a tutti. :-)

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mercoledì 21 dicembre 2016

La Madonna del Soccorso – Ada Negri

La Madre andò col suo piccino in braccio
avviluppata nell'oscuro scialle. 
Aspro un singhiozzo le scotea le spalle: 
cerbiatta parea che fugge il laccio. 
E scese il monte e traversò la valle,
e la città raggiunse; e ad ogni porta
bussò, chiedendo, per pietà, lavoro. 
Alzava sulle braccia il suo tesoro: 
ogni rifiuto la facea più smorta, 
più spersa in mezzo al lastrico sonoro.
Al suo pavido cuore era nemica
la folla che ti spinge e non ti sa, 
che, cogli occhi al suo segno, va e va 
soverchiandosi a gara, e par che dica 
— Scostati!... — a chi dappresso le ristà....
la folla con mille arti e mille forme
e mille accenti, rapida, incalzante, 
sempre diversa e sempre a sè davante 
sospinta in corsa, col suo mugghio enorme, 
coll'acre ardor della sua forza ansante....
E la madre cercò deserte vie
ove accucciarsi come un can perduto. 
"Dio, che ti stai così lontano e muto 
nei cieli, Dio che vedi le agonie 
delle madri e dei bimbi, ajuto, ajuto !... „
....Una porta s'aperse. — Erma, corrosa:
e sulla soglia molte facce emunte 
che fame febbre tedio avean consunte
disser cogli occhi: "O Madre dolorosa, 
sieno le nostre povertà congiunte!...
"Noi siamo i radiati dalle file
degli uomini. Al lavoro invan le braccia 
offrimmo. Civiltà che ne discaccia 
dall'opre, questo asil d'inerzia vile 
ne schiude. Vieni, o disperata in traccia
di rifugio!...,, E col lacero mantello
uno l'avvolse, e arrise al suo bambino: 
uno le disse: "Siediti vicino 
al focolare. „ — E tutti : " Oh, come è bello 
rondinella, il tuo stanco rondinino!...
" Rondinella tu sembri al bianco viso
fra il nero dello scialle e delle chiome: 
trepida, senza nido e senza nome, 
osi, pur fra le lagrime, un sorriso.... 
Riso lucente, in fitta ombra di chiome!...
"Resta!... Diventerai Nostra Madonna
del Soccorso!... Ci porterai fortuna!... 
Noi faremo al tuo piccolo una cuna 
di stracci, e nella tua misera gonna 
sarai chiara per noi come la luna.... „
.... Ella rimase. E ritrovò per loro
i canti del natio monte selvaggio. 
Vibrava in essi il rullo del coraggio, 
vibrava in essi il rullo del lavoro,
qual rombo di guerresco carriaggio.
"Fratello in Cristo, è tua la vita bella,
se forzerai le porte del destino!... 
Riprendi il sacco, mettiti in cammino, 
taglia le siepi, abbatti i muri, della 
tua forza tempra un'arma d'oro fino,
e vinci se non vuoi vinto cadere, 
para, se vuoi che colpo non ti tocchi!... 
Così cantò, col riso e il sol negli occhi,
la Madre. Ognuno avidamente a bere 
quella dolcezza si gettò a ginocchi.
Poscia, con rude vigoria d'assalto,
verso nuove conquiste si scagliò. 
E colui ch'era vinto dominò. 
E colui ch'era a terra ascese in alto. 
E la Suscitatrice si nomò 
per essi e pei lor figli, ora e nel corso 
dei secoli, Madonna del Soccorso.


- Ada Negri - 


Fonte: “Dal profondo” di Ada Negri,Milano, Fratelli Treves Editori, 1910





"Osserva, uomo, che cosa è diventato per te Dio: sappi accogliere l'insegnamento di tanta umiltà, anche in un maestro che ancora non parla. 
Tu una volta, nel paradiso terrestre, fosti così loquace da imporre il nome ad ogni essere vivente; il tuo Creatore invece per te giaceva bambino in una mangiatoia e non chiamava per nome neanche sua madre. 
Tu in un vastissimo giardino ricco di alberi da frutta ti sei perduto perché non hai voluto obbedire; lui per obbedienza è venuto come creatura mortale in un angustissimo riparo, perché morendo ritrovasse te che eri morto. 
Tu che eri uomo hai voluto diventare Dio e così sei morto; lui che era Dio volle diventare uomo per ritrovare colui che era morto. 
La superbia umana ti ha tanto schiacciato che poteva sollevarti soltanto l'umiltà divina."



- Sant’Agostino – 
Discorsi


Il Natale è per sempre, non soltanto per un giorno, l'amare,
il condividere, il dare, non sono da mettere da parte
come i campanellini, le luci e i fili d'argento
in qualche scatola su uno scaffale.
Il bene che fai per gli altri è bene che fai a te stesso.
 - Norman Brooks -



























Buona giornata a tutti. :-)

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martedì 20 dicembre 2016

Gesù, Figlio dell'Uomo - Kahlil Gibran

Maestro, maestro dei cantici,
Maestro di parole mai dette,
sette volte sono nato, sette volte sono morto
dal tempo della tua visita fugace,
dall'istante fugace del nostro incontro.
Ed ecco, sono vivo ancora una volta,
a ricordare un giorno e una notte trascorsi sui monti,
quando ci alzava la tua marea.
Da allora molte terre ho attraversato, e molti mari,
e dovunque io fossi condotto, da sella o da vela,
c'era il tuo nome, come preghiera o disputa.
Benedetto o maledetto dagli uomini:
era maledizione la protesta contro una disfatta,
era benedizione l'inno del cacciatore
di ritorno dai monti
con le provviste per la compagna.
Sono ancora al nostro fianco i tuoi amici,
sostegno e conforto,
e i tuoi nemici ancora ci danno vigore e certezza.
E' ancora qui tua madre;
ho visto splendere il suo volto nel volto di tutte le madri;
dondolavano culle al tocco gentile della sua mano,
quella sua mano che piega lenzuola funebri con tenerezza.
E' ancora tra noi Maria Maddalena,
colei che accostò le labbra all'aceto prima che al vino dell'esistenza.
E Giuda, uomo di dolore, uomo di ambizioni meschine,
anche lui percorre la terra;
ed è ancora preda di se stesso quando la sua fame non trova altro,
e cerca il suo io, quello grande, distruggendo se stesso.
Ed ecco Giovanni, la cui giovane età amava la bellezza:
canta, canta e non l'ascoltano.
E Simon Pietro, l'impetuoso, che ti rinnegò al fine di vivere più a lungo per te,
anche lui siede accanto al fuoco, il tuo fuoco.
Potrebbe rinnegarti ancora, prima dell'alba di un nuovo giorno,
ma per te si farebbe crocifiggere, e si direbbe indegno di così grande onore.
E Caifa e Anna vivono ancora il loro giorno,
giudicando colpevoli e innocenti.
Dormono sui loro letti di piume
mentre viene percosso l'uomo che hanno appena giudicato.
Ed ecco la donna che fu sorpresa in adulterio,
si aggira ancora nelle nostre città,
affamata di pane da cuocere,
e abita sola in una casa vuota.
Ed è qui anche Ponzio Pilato:
ti è ancora di fronte in timore e reverenza,
ancora ti interroga,
ma non osa mettere in gioco se stesso o provocare un popolo straniero;
ecco che ancora si lava le mani.
E ancora Roma sorregge la brocca e Gerusalemme il bacile,
e tra loro mille migliaia di mani chiedono di tornare monde.

Maestro, maestro di poesia,
Maestro di parole pronunciate, Maestro di parole cantate,
hanno costruito templi per dare dimora al tuo nome,
e sopra ogni altura hanno innalzato la tua croce,
simbolo, segnale che guidi i loro passi indocili,
ma quella guida non conduce alla tua gioia.
E' un monte, la tua gioia, al di là della loro visione,
e a loro non può arrecare conforto.
Vogliono rendere onore a un uomo che non conoscono.
Quale consolazione in un uomo come loro, un uomo la cui
gentilezza è la loro gentilezza,
dio di un amore simile al loro,
dio di pietà che è nella loro pietà?
L'uomo, il vivente, il primo uomo che aprì gli occhi e fissò il sole,
e fissò il sole senza che le sue palpebre tremassero:
a quest'uomo, non intendono rendere onore.
Non lo conoscono, e rifiutano di divenire simili a lui.
Ignoti, nella processione degli ignoti: 
questo vogliono essere;
e amano soggiacere al dolore, il loro dolore,
e rifuggono dal conforto della gioia.
Non cerca la consolazione delle tue parole né la loro musica,
il cuore sofferente di questi uomini.
E' un'afflizione muta e senza forma;
le rende creature solitarie con cui nessuno s'intrattiene.
Attorniati da parenti e conoscenti,
vivono nel timore, solitari;
eppure, non amano la solitudine.
Vogliono piegarsi verso oriente quando soffia il vento da occidente.
Re, così ti chiamano.
E ambiscono a far parte della tua corte.
Ti dicono il Messia,
e anche loro vorrebbero essere unti con il sacro olio.
Sì, vorrebbero vivere della tua vita.

Maestro, maestro dei canti,
le tue lacrime erano simili alla pioggia che cade nel mese di maggio,
e ridevi come le onde spumeggianti del mare.
Quando parlasti, le tue parole furono il sussurro lontano delle labbra di quegli uomini,
al tempo in cui il fuoco non le aveva ancora fatte ardere.
Ridevi per il midollo delle loro ossa non ancora pronto a ridere,
e piangevi per i loro occhi asciutti.
La tua voce fu padre ai loro pensieri e al loro comprendere.
La tua voce fu madre alle loro parole e al loro respiro.
Sette volte sono nato e sette volte sono morto,
e ora nuovamente vivo, e ti guardo,
guerriero tra i guerrieri,
poeta dei poeti
re al di sopra dei re,
nudo fino alla cintura a fianco dei compagni di viaggio.
Ogni giorno il vescovo s'inchina
pronunciando il tuo nome.
E ogni giorno implorando i mendicanti:
Per amore di Gesù,
dateci un soldo per comprare del pane.
L'uno si reca in visita dall'altro,
ma in verità ognuno viene da te,
come l'alta marea nella primavera del nostro desiderio,
e come la bassa marea del nostro autunno.
Alto e basso, il tuo nome è sulle nostre labbra,
Maestro di infinita misericordia.

Maestro, Maestro delle nostre ore solitarie,
ovunque, tra culla e sepolcro, incontro i tuoi fratelli silenziosi:
uomini liberi dai ceppi,
figli della terra che ti fu madre e dello spazio.
Sono come gli uccelli del cielo
e come i gigli del campo.
Vivono la tua vita e pensano i tuoi pensieri,
e fanno eco al tuo canto,
ma hanno le mani vuote,
e non sono crocifissi nella grande crocifissione.
Ed è questo, il loro dolore.
Li crocifigge ogni giorno il mondo,
li crocifigge in mille modi, in mille piccoli modi.
I cieli non ne sono percossi
e la terra non soffre dolori di parto per i suoi morti.
Vengono crocifissi, e nessuno assiste alla loro agonia.
Volgono il viso verso sinistra e verso destra,
e non trovano nessuno che prometta l'ingresso in un regno.
Ma un'altra volta e un'altra volta ancora si farebbero crocifiggere
perché il tuo Dio fosse il loro Dio,
e Padre loro il Padre tuo.

Maestro, Maestro d’amore,
la principessa attende la tua venuta nella stanza colma di fragranze,
e la sposa nubile ti attende nella gabbia,
e per le strade della sua vergogna ti attende la prostituta in cerca di pane,
e nel chiostro la monaca, che non ha marito;
e la donna che non ha figli ti attende, alla finestra,
dove il ghiaccio disegna una foresta sui vetri:
lei ti ritrova in quelle simmetrie,
e si sente tua madre, e si consola.

Maestro, Maestro di poesia,
Maestro dei nostri desideri muti,
freme il cuore del mondo mentre pulsa il tuo cuore,
freme, ma non s'infiamma al tuo canto.
Siede tranquillo, il mondo in ascolto, e la tua voce lo delizia,
ma non lo fa balzare in piedi
a scalare le vette dei tuoi monti.
Agli uomini piace sognare i tuoi sogni, ma non destarsi alla tua alba,
e la tua alba è il loro sogno più grande.
Amano vedere con i tuoi occhi, gli uomini,
ma non trascinarsi al tuo trono.
Eppure molti sono stati posti sul trono in tuo nome,
e hanno ricevuto sul capo la mitra del tuo potere,
e, con l'oro della tua venuta,
hanno fatto corone per il loro capo e scettri per le loro mani.

Maestro, Maestro di luce,
i tuoi occhi sulle dita dei ciechi, che sfiorano cercando;
ma tu sei ancora disprezzato e irriso,
uomo troppo debole per essere Dio,
Dio troppo uomo per suscitare adorazione.
E i loro riti e i loro inni,
il rosario, il sacramento, tutto per il loro io prigioniero.
Tu sei il loro io lontano, il loro grido remoto, e la loro passione.
Ma tu, Maestro, Cuore celeste, cavaliere del sogno più bello, 
tu ancora percorri questo giorno;
né archi né lance fermeranno i tuoi passi.
Tu passi attraverso le nostre frecce,
sorridi volgendo lo sguardo su di noi,
e tu, il più giovane di tutti,
sei padre a noi tutti.
Poeta, Poeta dei cantici, Cuore grande,
possa il nostro Dio benedire il tuo nome,
e il grembo che ti ha custodito, e il seno che ti ha allattato.
E possa Dio concedere il perdono a ognuno di noi. 

- Kahlil Gibran - 


La natura divina del Figlio accettò di prendere su di sé la tua grossolanità carnale: divenne Dio l’uomo terreno, poiché si fu unito a Dio, che fu fatto un solo essere in quanto l’elemento migliore ebbe il sopravvento, affinché io potessi diventare Dio tanto quanto Dio divenne uomo. 

- san Gregorio Nazianzeno - 


Il sorriso di una maternità fresca è antidoto alla disperazione. 
Personale. Sociale. Anche economica. 
Giovani madri coraggiosamente incoscienti come tante loro nonne e bisnonne. Maria è madre. Regina di tutte le madri. Alleata della maternità. 
Maria madre di Gesù vero uomo. 
Le immagini della Madonna del ‘300-‘400 in cui Maria offre a Gesù Bambino un vero seno di carne hanno difeso la fede dall’odio per la storia. 
La carne umana di Maria antidoto a ogni spiritualismo di “madonne” senza volto e senza forma. 
Maria antidoto con il suo seno di vera donna al veleno di ecologismi animalisti che più o meno sottilmente amano tutta la natura tranne quella umana.

- Padre Maurizio Botta - 



Buona giornata a tutti. :-)