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martedì 10 marzo 2020

Per volersi bene

Un giorno, un vecchio monaco fece la seguente domanda ai suoi discepoli:

"Perchè le persone gridano quando sono arrabbiate ? "
rispose uno di loro :
"Gridano perchè perdono la calma."
Chiese nuovamente il monaco :
"Ma perchè alzare la voce se la persona sta di fronte a noi?"
replicò un altro discepolo :
"Beh, gridiamo perchè desideriamo che l'altra persona ci ascolti!"
Il monaco tornò a domandare:
"Ma non è proprio possibile parlargli a voce bassa?"
Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il vecchio monaco , che continuò :
"Non sapete proprio dirmi perchè si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono, tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro. D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate?
Loro non gridano, parlano soavemente e dolcemente. E perchè?
Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra le loro anime è breve. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l'amore è più intenso
non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi.
I loro cuori si intendono. È questo quello che accade ai cuori di due persone che si amano, si avvicinano."

Il vecchio monaco concluse dicendo:


"Quando voi avrete l'occasione di discutere con qualcuno, non permettete che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare ancor di più, perché prima o poi arriverà un giorno in cui la distanza sarà tale che non incontreranno mai più la strada per tornare."

Adesso sai come custodire un amore o un'amicizia.



“Mi sarà sufficiente che ecco, in un angolo del mondo, ci sia tu, e il vivere non riuscirà a venirmi a nausea.” 

-Fedor Dostoevskij, I fratelli Karamàzov


Nella libertà dello Spirito che sorpassa ogni legge poiché instaura la legge dell'amore, ogni cosa è permessa, ma in questa libertà, che ci fa crescere in Dio, si stabilisce un ordine di priorità. 
Non tutto costruisce e forma il corpo.
A volte la nostra libertà luminosa può diventare oggetto di scandalo, può cioè far cadere chi è ancora piccolo.
Immensa è la gioia della rinuncia e dell'offerta di ciò che in sé non è cattivo, ma può creare sofferenza, e afflizione, e persino far cadere un povero.
Io non credo in Dio, sarebbe troppo poco. Io gli voglio bene.

- don Lorenzo Milani - 




  
Le parole dolci e le carezze amorevoli lasciano su di noi un segno indelebile 

che si dilata nel tempo.



Buona giornata a tutti. :-)


mercoledì 19 febbraio 2020

I lacci della schiavitù - Kahlil Gibran


Ho trovato la schiavitù cieca, che lega il presente degli uomini al passato dei loro genitori, e li spinge a sottomettersi alle loro tradizioni e ai loro costumi, collocando spiriti antichi entro corpi nuovi.
Ho trovato la schiavitù muta, che vincola la vita di un uomo a una moglie che aborre, e pone il corpo di una donna nel letto d’un marito odiato, uccidendo lo spirito in entrambe le vite.
Ho trovato la schiavitù sorda, che soffoca il cuore e l’anima, riducendo l’uomo a l’eco vuota di una voce, alla pietosa ombra del suo corpo.
Ho trovato la schiavitù zoppa, che sottopone la nuca dell’uomo al giogo del tiranno e sottomette corpi forti e menti deboli ai figli della Cupidigia perchè ne facciano strumenti del loro potere.
Ho trovato la schiavitù brutta, che discende con gli spiriti dei fanciulli del vasto firmamento fino alla casa della Miseria, dove il Bisogno vive accanto all’Ignoranza, e l’Umiliazione coabita con la Disperazione.

E i fanciulli crescono infelici, e vivono come criminali, e muoiono disprezzati come reietti di cui è negata l’esistenza.
Ho trovato la schiavitù sottile, che intitola alle cose nomi diversi dai propri, e chiama intelligenza la scaltrezza, sapere la vacuità, affetto la debolezza e codardia un deciso rifiuto.
Ho trovato la schiavitù contorta, che fa muovere la lingua dei deboli per la paura, inducendoli a parlare al di fuori dei loro sentimenti, talché fingono di meditare sulla loro condizione mentre non sono che sacchi vuoti, che perfino un fanciullo può ripiegare o appendere.
Ho trovato la schiavitù sottomessa, che induce un paese a osservare le leggi e i costumi di un altro paese, mentre la sottomissione aumenta di giorno in giorno.
Ho trovato la schiavitù perpetua, che incorona re i figli dei monarchi, senza alcuna considerazione per il merito.
Ho trovato la schiavitù nera, che pone il marchio indelebile dell’infamia e del disonore su figli innocenti dei criminali.
Meditando sulla schiavitù si scopre ch’essa possiede i poteri perversi della continuità e del contagio.
Quando fui stanco di seguire i secoli dissoluti, e stufo di contemplare processioni d’uomini di pietra, camminai solo nella Valle dell’Ombra della Vita, dove il passato si sente in colpa e tenta di nascondersi, e l’anima del futuro ripiegata su se stessa riposa troppo a lungo.
Là, sulla sponda del fiume del Sangue e delle Lacrime, che strisciava come una vipera velenosa e si torceva come i sogni d’un criminale, udii i sospiri atterriti dei fantasmi degli schiavi, e fissai smarrito il nulla.
Quando giunse la mezzanotte e gli spiriti emersero dai loro nascondigli, vidi uno spettro cadaverico e morente cadere in ginocchio e fissare la luna.
Mi avvicinai e gli chiesi:”Come ti chiami?”
“Mi chiamo Libertà”, rispose quella spettrale ombra cadaverica.
“Dove sono i tuoi figli?”, domandai.
E la Libertà, con le lacrime agli occhi, mormorò debolmente:”
Uno morì crocifisso, un altro morì pazzo, e il terzo non è ancora nato”.
Se ne andò zoppicando e continuando a parlare, ma gli occhi velati e i lamenti che mi salivano del cuore m’impedirono di vedere e udire.

- Khalil Gibran - 
da: Il cantico della felicità: Caleidoscopio sulla pace del cuore



Buona giornata a tutti. :-)






lunedì 17 febbraio 2020

Vivi spettinata - Simona Oberhammer


Le donne vivono troppo spesso con il pettine tra i capelli, cercando di metterli al loro posto, uno per uno. Ma per toccare la propria anima c'è anche bisogno di vivere spettinate.
Come? Ecco come spettinarsi.

• Cerca uno spazio per te, metti una musica che ti piace a tutto volume, e poi balla come vuoi, muovendo il tuo corpo intensamente e creativamente. Alla fine guardati allo specchio: spettinata e vitale!
• Corri su un prato, con il vento tra i capelli, poi lasciati cadere a terra e guardati nel cielo: spettinata e selvaggia!
• Fai l'amore con passione e abbandonati al tuo corpo vivo e sensibile poi guardati negli occhi dell'altra persona: spettinata e passionale!
• Gioca con i bambini e divertiti con loro, poi guardati nella gioia dei loro corpi: spettinata e bambina!
• Ridi a crepapelle, fino a non poterne più poi guardati nel tuo sorriso: spettinata e felice!
• Dai spazio alle tue idee senza preoccuparti dei giudizi, tuffati nei tuoi progetti anche se ti vogliono fino a tarda notte e poi guardati alla luce dei tuoi nuovi percorsi: spettinata e piena di voglia di fare!
• Esci senza trucco, con il vestito che ti fa star più comoda e sentiti speciale semplicemente perché sei tu e poi guardati nel mondo che ti circonda: spettinata e unica!
• Emozionati senza trattenere nulla, fai scorrere le sensazioni come un fiume che ti porta dove è giusto andare, abbandonati al tuo sentire profondo e poi guardati dentro: spettinata e connessa a te stessa!
• Ama fino a perdere il fiato, ama senza pensare cosa riceverai in cambio, ama solo perché l'amore ti scuote come nient'altro può fare e poi guardati nel tuo cuore: spettinata e intensamente viva!

- Simona Oberhammer - 

da: La Via Femminile



Le donne innamorate 

Che belle che sono le donne innamorate. 
Volano leggere per il mondo, felici di ciò che portano nel cuore. Non sono come gli uomini con le tasche sempre piene di zavorre. Le donne no, quando amano abbandonano qualunque peso, ogni limite mentale e senza tentennamenti lasciano che il sentimento che provano le invada divenendo linfa vitale. 
Piccoli puntini luminosi che rubano sorrisi al loro passaggio. Capaci di sprigionare luce nel buio più cupo. 
Le riconosci dallo sguardo, ti osservano e quasi non ti vedono. 
La vita stessa sembra scorrergli negli occhi e tutto diventa uno schermo su cui proiettare la propria bellezza. E’ un momento magico, ogni volta unico, che le trasforma rigenerandole. Germogliano e sbocciano aprendosi alla vita stessa. Non importa se l’oggetto del loro amore sia un’idea, un progetto, un figlio, un uomo. 
Le donne, qualunque cosa stiano amando la prenderanno tra le mani e la renderanno il centro della propria creatività. Trasleranno in lei o in lui se stesse e cercheranno di apportare, a ciò che amano, quanto di più meraviglioso serbano nei meandri della propria anima. 
Le donne innamorate non temono nulla, diventano forti, spavalde, incredibilmente “donne”. 
Sono nate per amare e quando ciò accade un’energia impensabile pervade il loro corpo, ricarica i loro pensieri e anche la donna più minuta, apparentemente fragile, diventerà una torcia inesauribile capace di illuminare il buio più misterioso. 
Ma nulla sarà più misterioso per lei, lei tornerà ad essere quella donna atavica che ogni donna porta in se e lascerà che l’istinto la guidi la dove nessuno, neanche lei, immaginava di poter arrivare. 
Ed arriverà, oh sì…statene certi arriverà. Ce la farà perché nulla può fermare una donna innamorata. Lei sa, lei porta dentro di se l’unica vera meraviglia di questa nostra strana esistenza: il sapere e volere amare. E’ questo che la rende una forza della natura. Un miscuglio di fantasia e particolarissima energia che solo noi donne sappiamo riconoscere e non temere. 
E’ lì, in quel miscuglio che saprà ascoltare la musica che sa cullarla e cullare. O ritrovare i passi di quella danza pazza che le farà battere i piedi e piroettare quando un minuscolo gesto la farà gioire. 
O ridere come una bambina con le sue amiche con cui, complice, condividerà la felicità che sta provando. E sempre lì, in quel miscuglio troverà l’orgoglio e la dignità con cui sa tendere la mano e perdonare, fin dove il buon senso le indicherà. Ma una cosa è certa, non sarà mai nel saper amare che offendere se stesse, casomai potrebbe accadere nel suo contrario. 
Le donne innamorate…che meraviglia!

- Simona Oberhammer - 
da: La Via Femminile



Buona giornata a tutti. :-)