- Johann Wolfgang Goethe -
Ogni pagina è preziosa. Non lasciamone neppure una bianca.
E non lasciamo mai che siano gli altri a scriverla per noi.
- Giorgio Faletti -
Non
è più necessario corrompere le persone, non è necessario manipolarle, non è
necessario impressionarle. Non hai bisogno di placarli. Finalmente puoi amare.
E per la prima volta nella tua vita, sei incapace di solitudine. Non puoi più
essere solo. Sai cosa significa "solitudine"? È un bisogno disperato
delle persone, al punto che sei infelice senza le persone. La solitudine non è
curata dalla compagnia umana. La solitudine è curata dal contatto con la
realtà, comprendendo che non hai bisogno delle persone. Finalmente puoi goderti
le altre persone perché non ne hai più bisogno.
Non
c'è più tensione. Sai cosa vuol dire stare con le persone e non avere tensioni?
Perché non te ne frega niente se tu gli piaci o no, non importa cosa pensano di
te. Sai cosa significa? La libertà. Gioia. Possono pensare quello che vogliono,
possono dire quello che vogliono. Va tutto bene. Non sei interessato. Hai
eliminato la droga dal tuo sistema.
E
oh, sì, sei ancora nel mondo; non ne sei più del mondo. Non possono
controllarti più. E all'improvviso, non hai nessun posto dove rifugiarti. Le
volpi hanno i loro buchi, gli uccelli hanno i loro nidi. Ma non ti stai
rifugiando da nessuna parte perché non ne hai bisogno. Perché non ti aggrappi
più. Ecco quando inizia l'amore."
- Padre Anthony De Mello -
Credo,
Signore, che sarei capace di compiere una volta,
qualche atto straordinario. Un’azione che impegnerebbe tutto me stesso,
se fossi sconvolto da una sventura, colpito da un’ingiustizia,
se uno dei mie cari fosse in pericolo…
Ma ciò che mi umilia e spesso mi scoraggia,
è che non sono capace di donare la mia vita pezzo a pezzo,
giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto,
donare, sempre donare… e darmi!
Questo non posso farlo e tuttavia
è certamente ciò che tu mi chiedi…
Ogni giorno mille frammenti di vita da donare,
in mille possibili gesti d’amore,
che più non si vedono tanto sono abituali,
e più non si notano tanto sono banali,
ma di cui tu mi dici di aver bisogno per mettere insieme un’offerta
e perché un giorno io possa dire in verità:
Ai miei fratelli io ho donato tutta la mia vita.
E ciò che desideri, Signore, ma non ne sono non posso farlo, lo so, ed ho
paura.
Figliolo, io non ti chiedo di riuscire sempre, ma di provarci sempre.
E soprattutto ascoltami, ti chiedo di accettare i tuoi limiti,
di riconoscere la tua povertà e di farmene dono,
perché donare la propria vita non vuol dire donare soltanto le proprie
ricchezze,
ma anche la propria povertà, i propri peccati.
Fa’ questo, figliolo, e con i pezzi di vita sciupata,
da te sottratti a tutti coloro che aspettano,
colmerò i vuoti, dandoti in cambio la durata,
perché nelle mie mani la tua povertà offerta,
diventerà ricchezza per l’eternità.
- Padre Michel
Quoist -
Buona giornata a tutti :-)
"Chi sei?" gli domandò.
"Sono Lucifero" fu la risposta.
"E che cosa vuoi, qui?"
"È già l'ora della preghiera, e tu stai ancora dormendo."
Muawiya rimase stupito. Perché il Principe delle Tenebre - colui che sempre
brama l'anima degli uomini di poca fede — cercava di aiutarlo a compiere un
dovere religioso?
Ma Lucifero spiegò:
"Ricorda che io sono stato creato come
un angelo della luce. Nonostante ciò che mi è accaduto nel corso
dell'esistenza, non posso dimenticare la mia origine. Un uomo può recarsi a
Roma o a Gerusalemme, ma porta sempre nel cuore i valori della sua patria: la
medesima cosa vale per me. Io amo ancora il Creatore, che mi ha nutrito nella
gioventù e mi ha insegnato il Bene. Non mi ribellai contro di Lui, perché non
lo amavo: anzi, al contrario, lo amavo così tanto che fui pervaso dalla gelosia
quando creò Adamo. In quel momento, volli sfidare il Signore — e fu la mia
rovina. Comunque, ricordo ancora le parole di benedizione che mi furono
riservate un giorno, e forse agendo in modo buono ed equo potrei far ritorno in
Paradiso."
Muawiya rispose:
"Mi è impossibile credere a ciò che dici. Tu sei responsabile della
distruzione di molte persone sulla faccia della terra."
"Devi crederci, invece," insistette Lucifero. "Solo Dio può
creare e distruggere, perché è l'Onnipotente. Allorché creò l'uomo, fra
gli attributi della vita, Egli introdusse il desiderio, la vendetta, la
compassione e la paura. Di conseguenza, quando scorgi intorno a te il Male, non
devi incolpare me: io sono soltanto lo specchio per le cose brutte che
accadono."
Rendendosi conto che c'era qualcosa di strano e sbagliato in quella faccenda,
Muawiya pregò con grande fervore, affinché Dio lo illuminasse. Trascorse
l'intera notte conversando e discutendo con Lucifero ma, nonostante le
brillanti argomentazioni del suo interlocutore, non si lasciò convincere.
Quando stava per albeggiare, finalmente Lucifero cedette, spiegando:
"Va bene, hai ragione tu. Ieri pomeriggio, quando sono venuto a
svegliarti per non farti perdere la preghiera, non avevo certo l'intenzione di
avvicinarti alla Luce Divina.
Sapevo
perfettamente che, se tu avessi trasgredito quel tuo dovere, saresti stato
assalito da una tristezza profonda e, nei giorni successivi, avresti
pregato con il doppio della fede, invocando il perdono per aver dimenticato di
onorare il sacro precetto.
Agli
occhi di Dio, ciascuna di quelle preghiere recitate con amore e pentimento vale
duecento orazioni mormorate in maniera automatica e ordinaria.
Alla
fine, saresti stato più puro e più ispirato, Dio ti avrebbe amato di più e io
sarei stato ancora più lontano dalla tua anima."
Lucifero scomparve. Subito dopo, nella stanza si materializzò un angelo di
luce:
"Non dimenticare mai la lezione di oggi," disse a Muawiya. "Talvolta
il Male assume le sembianze di un emissario del Bene, ma la sua intenzione
recondita resta quella di provocare un'enorme distruzione."
Quel giorno - e nelle giornate successive -, Muawiya pregò con pentimento,
compassione e fede.
Le
sue preghiere furono udite mille volte da Dio.
- Paulo Coelho -
da: “sono come il fiume che scorre” - Paulo Coelho
“Anche
se avesse dovuto significare partenza, solitudine tristezza, l’amore valeva
comunque ogni centesimo del suo prezzo. “
- Paulo Coelho -
(Tratto dal libro”Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto”
2. Impara come arrivare ai piedi della montagna. Sovente si vede la montagna da lontano: è bella, interessante, piena di sfide. Ma che cosa succede allorché si cerca di avvicinarsi a essa? Le strade sembrano girarle intorno; alcune foreste si interpongono fra te e la tua meta, ciò che sulla mappa appare lampante, nella vita reale risulta assai difficile. Ecco perché devi essere pronto a imboccare tutte le strade e tutti i sentieri, finché un giorno ti ritroverai ai piedi alla vetta che intendi scalare.
3. Apprendi da chi ha già compiuto quel percorso. Per quanto tu ritenga di essere unico, c'è sempre qualcuno che ha inseguito il medesimo sogno prima di te e ha lasciato alcuni segnali che possono rendere più facile il tuo percorso: punti dove fissare la corda, sentieri che abbreviano il tragitto, rami spezzati che consentono una marcia più spedita. Il cammino appartiene a te, al pari di ogni responsabilità, ma non dimenticare che l'esperienza altrui è di grande aiuto.
4. Da vicino, i pericoli risultano controllabili. Quando cominci a inerpicarti sul monte dei tuoi sogni, presta attenzione all'ambiente circostante. Com'è ovvio, ci sono dei precinizi delle spaccature quasi impercettibili delle rocce talmente levigate dalle tempeste che, con il gelo, diventano scivolose. Tuttavia, se ti premurerai sempre di verificare dove posi il piede, ti accorgerai delle varie trappole e saprai evitarle.
5. Il paesaggio cambia, quindi goditelo. Pur muovendosi con un preciso obiettivo nella mente raggiungere la vetta -, durante la salita si possono ammirare altre cose: non ti costa nulla fare alcune soste e goderti il panorama circostante. A ogni metro conquistato, puoi vedere più lontano: approfittane dunque per scoprire particolari di cui non ti eri nemmeno accorto.
6. Rispetta il tuo corpo. Soltanto chi riserva al proprio corpo le giuste attenzioni riesce a scalare una montagna. Poiché disponi di tutto il tempo che la vita ti offre, cammina senza pretendere ciò che non può esserti dato. Se procederai troppo in fretta, ti stancherai e desisterai a metà dell'impresa. Se avanzerai troppo lentamente, potresti essere sorpreso dalla notte e allora sarai perduto. Goditi il paesaggio, approfitta dell'acqua delle sorgenti e dei frutti che la natura ti offre generosamente, ma continua a camminare.
7. Rispetta la tua anima. Non
continuare a ripeterti: "Ce la farò. La tua anima lo sa perfettamente: le
occorre soltanto quella lunga camminata per crescere, per estendersi fino
all'orizzonte e raggiungere il cielo. Un'ossessione non fornisce alcun aiuto
per il perseguimento dell'obiettivo: anzi, finisce per annullare il piacere
della scalata. Attenzione, però: non continuare neppure a ripeterti: "È
più difficile di quanto pensassi", perché un simile comportamento ti
farebbe perdere la forza interiore.
8. Preparati a percorrere un
chilometro in più. Il percorso per raggiungere la vetta della montagna è sempre
più lungo di quanto si pensa. Non ingannarti: arriva sempre il momento in cui
ciò che sembrava vicino risulta ancora molto lontano. Tuttavia, se sarai
preparato ad affrontare una simile evenienza, ad andare oltre, questo non
rappresenterà un problema.
9. Gioisci, quando raggiungi la vetta.
Piangi, batti le mani, urla ai quattro venti che ce l'hai fatta. Lascia che il
vento, lassù in cima è sempre ventosa, la vetta!, ti purifichi la mente,
rinfreschi i tuoi piedi stanchi e sudati, ti apra gli occhi e ripulisca il tuo
cuore dalla polvere. Che bello: ciò che prima era soltanto un sogno, un
panorama lontano, adesso appartiene alla tua vita. Si, ce l'hai fatta!
10. Fai una promessa. Approfitta del
fatto di avere scoperto una forza di cui ignoravi l'esistenza per dire a te
stesso che, d'ora in poi, la utilizzerai sempre, ogni giorno che ti resta da
vivere. Sforzati per promettere di scoprire un'altra montagna e di partire per
una nuova avventura.
11. Racconta la tua storia. Si, racconta la tua storia. Porta il tuo esempio. Di' a tutti che è possibile, dimodoché altri individui abbiano il coraggio di affrontare le proprie montagne.
Speranza…una
parola che, spesso, ci accompagna nel mattino, viene ferita nel corso della
giornata e muore all’imbrunire, per resuscitare con l’aurora successiva.
Alta sopra la città, su una lunga, esile colonna sporgeva la statua del Principe Felice. Era tutto dorato di sottili foglie d'oro fino, i suoi occhi erano due lucenti zaffiri, e un grande rubino rosso luccicava sull'elsa della sua spada.