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giovedì 29 agosto 2019

“La felicità” tratta da “Il gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach

Crescendo impari che la felicità non è quella delle grandi cose.
Non è quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi…
la felicità non è quella che affannosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente…
non è quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e che esplodono fuori con tuoni spettacolari…
la felicità non è quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose…
…e impari che il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l’amore è fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccoli attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo è una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami…
E impari che c’è felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’è qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino, in ogni gabbiano che vola c’è nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità. 

- Richard Bach -



Per la maggior parte dei gabbiani, volare non conta, conta mangiare. 
A quel gabbiano lì, invece, non importava tanto procurarsi il cibo, quanto volare. 
Più d’ogni altra cosa al mondo, a Jonathan Livingston piaceva librarsi nel cielo.


Se la nostra amicizia dipendesse da cose come lo spazio e il tempo, allora, una volta superati spazio e tempo, noi avremmo anche distrutto questo nostro sodalizio! 
Non ti pare? 
Ma se superi il tempo e lo spazio, non vi sarà nient’altro che l’Adesso e il Qui, il Qui e l’Adesso.



Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. 
Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. 
Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola.



D’ora in poi vivere qui sarà più vario e interessante…
Noi avremo una nuova ragione di vita.
Ci solleveremo dalle tenebre dell’ignoranza, 
ci accorgeremo di essere creature di grande intelligenza e abilità.
Saremo liberi!
Impareremo a volare!


Buona giornata a tutti :-)



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venerdì 3 maggio 2019

Date una pennellata di vivace colore alla vostra vita - Omar Falworth

“Quando vuoi dare qualche “pennellata” di vivace colore alla tua vita, aumenta pure le tue conoscenze psicologiche. 
Se invece vuoi dipingerla d’azzurro felicità, aumenta la tua forza interiore.
I pensieri positivi ti aiuteranno a capirti di più, a stimarti di più e ad amarti di più e il tuo cielo diventerà più azzurro!
Ecco una metafora della nostra mente. 
Noi esseri umani abbiamo nella nostra mente “tanta gente” (metaforicamente parlando):

- i signori istinti
- i signori impulsi
- i signori desideri
- le signore emozioni
- i signori pensieri
- la signora fantasia, ecc.

C’è poi il Dirigente: la Signora Ragione (Ragione dell’Avere). 
E’ lei che governa queste “persone”. 
E’ lei che le guida. 
E’ lei che le coordina affinchè risolvano tutti i nostri problemi di sopravvivenza e di raggiungimento del Benessere.
Ma questa “gentile signora” non è la sola dirigente della nostra mente: cè un’altra ancora più importante che si dedica al BENESSERE INTERIORE (Ragione dell’Essere).
La Ragione dell’Avere è quella “dirigente” della nostra mente che è addetta ai “bisogni inferiori”, ossia di denaro, di stima sociale, di affetto, di sicurezza fisica, di sicurezza economica.
La Ragione dell’Essere è quella dei bisogni superiori, ossia bisogno di spiritualità, di amore, di umanità, di pienezza, di percepire il bello, di conoscere per conoscere, capire per capire, creare per creare.
Uno dei principi fondamentali da seguire per una vita felice è assegnare ad ogni cosa che accade il suo vero valore.
Vivere è condividere con gli altri i propri sentimenti. Condividere è trasmettere all’altro i propri sentimenti, i propri pensieri più reconditi, le proprie emozioni più intime.
Condividere è creare un’atmosfera di comprensione, di fiducia, di allegra complicità. Condividere è coinvolgersi psicologicamente ed emotivamente con l’altro.
Quando condivido la mia mente diventa una “farfalla variopinta” che salta leggera tra i fiori della primavera.
Quando condivido la mia anima diventa una colorata mongolfiera che sale dolcemente nel cielo azzurro della gioia.
Quando condivido mi sento leggero, mi sento spumeggiante, mi sento io.

- Omar Falworth -


So che stai leggendo questa poesia in cucina
mentre riscaldi il latte, con un bambino 
che ti piange sulla spalla e un libro in mano
perché la vita è breve e anche tu hai sete.

- Adrienne Rich - 




Siate primavera.
Come stile di vita.
Per voi e per chi vi sfiora.

- Gemma Gemmiti -

Dipinto di Eugene De Blaas

Buona giornata a tutti. :-)





venerdì 15 marzo 2019

Amate voi stessi. Non torturatevi mai. Amatevi – Ramtha

Amate voi stessi.
Non torturatevi mai.
Amatevi.
Non paragonatevi mai a nessun altro.
Diamine, non esiste nessun altro come voi.
Amatevi!
Non pensate che l’amore abbia a che fare col vostro aspetto. 
L'amore ha a che fare con tutto ciò che è sostanziale in voi. Quindi datevi amore.
Non c’è nessuno come voi, quindi smettetela di essere come tutti gli altri. Smettetela di pensare che il mondo vi debba qualcosa. 
Non vi deve niente. 
Voi dovete a voi stessi.
Amatevi per perdonare le persone nella vostra vita. 
Perché? Non è che volete soltanto che loro siano perdonate; ma siete voi a voler essere perdonati.
Questo è amare se stessi.

Comprendere la vostra vita non deve significare la fine della vostra felicità. Molte volte ne è l’inizio, perché avete cercato di trovare la gioia in tutti quelli che vi circondavano.

Avete sposato delle persone e avete fatto promettere loro che vi avrebbero amati. 

E se foste voi a promettervi che vi amerete?
Perché mai avete piazzato quel peso su qualcun altro? 
Nessuno è in grado di farlo. Non esiste nessuno che abbia il potere di sostenervi ed amarvi al posto vostro. E perché vi aspettate che qualcun altro debba avere una tale responsabilità?

Trovare la felicità negli altri è soltanto cercare la sofferenza, poiché tutti loro vi deluderanno proprio come voi avete deluso chiunque altro.

Quante persone sono rimaste deluse perché non siete risultati come loro pensavano che avreste dovuto, o non avete l’aspetto che secondo loro dovreste avere? 
Quante persone sono rimaste deluse o imbarazzate dal vostro modo di agire? Deludete continuamente la gente. Questa non è una novità.

Non vi deve preoccupare il fatto di non amare più le persone se sono troppo magre o troppo grasse, o sono troppo vecchie o troppo giovani, o il colore della loro pelle non va bene, o il loro bilancio è negativo.

Tutto ciò sparisce perché la genuinità di ciò che siete c’è già, e ha posto per tutti.
E questo è ciò che intendiamo con la frase “l’amore incondizionato dev’essere dato innanzitutto a voi stessi."


- Ramtha -


Sai che cos’è l’inferno? “Inferno” è un termine che fu usato in Giudea per indicare una fossa bassa ed aperta dove veniva sepolto chi non aveva le dracme o i sicli per una vera tomba. Una sepoltura così bassa era una maledizione perché di notte le iene ed i cani selvatici disseppellivano il corpo e lo divoravano. E la gente credeva che un corpo divorato non potesse mai andare in paradiso. Questo è quanto il termine significava - fino a quando, più tardi, predicatori, preti e religioni ne hanno fatto un luogo di tormento.
Donna: Bene, io leggo regolarmente la Bibbia, e lì si dà grande importanza all’inferno.
Ramtha: Chi ha scritto la Bibbia?
Donna: Diversi...
Ramtha: Chi erano? Erano uomini?
Donna: Non so.
Ramtha: Si erano uomini.



Dio non ha creato ne’ un inferno, né un diavolo. Essi sono creazioni terrificanti dell’uomo per tormentare i suoi fratelli. Sono stati creati dai dogmi religiosi allo scopo di intimorire le masse e tenerle sotto controllo. Questa è una grande verità.
Dio, il Padre, è tutto - ogni granello di sabbia nel mare, ogni farfalla in primavera, ogni stella, grande e piccola, nella vastità del vostro cielo. Tutte le cose sanno di Dio. Un luogo come l’inferno sarebbe come un cancro vorace nel suo corpo.
Non c’è nulla che vi potrà mai allontanare dal regno del cielo, perché non c’è
nulla di più grande di Dio e della vita. Dio, il Padre. vi ama per sempre, perché Egli è ogni direzione che prendete, ogni pensiero che pensate.
Donna: Dio ci ama tutti - lo so!
Ramtha: In verità, perché è tutti noi! E che cosa ne è di tutti i tuoi errori?
Mia splendida signora, tu non hai fatto niente di sbagliato. Niente!
Donna: Ti ringrazio. Ma come puoi dire questo?
Ramtha: Perché qualunque cosa tu abbia fatto, la vita non ha subito limitazioni. Tutto quello che hai fatto, per quanto vergognoso e miserabile ti sia sembrato, ha arricchito la vita della saggezza che tu hai acquistato facendolo.
Desidero che voi comprendiate che la vostra religione e la vostra fede per secoli hanno provocato l’annientamento di altre culture.
I Maya e gli aztechi scomparirono sterminati dal dominio della Chiesa, perché non credevano quello che credeva la Chiesa.
Tutte le guerre di religione nei vostri secoli bui furono combattute per affermare credenze religiose. In un paese chiamato Francia, i neonati furono strappati dalle braccia delle loro madri perché esse non credevano ciò che la Chiesa voleva. Le donne furono accecate con ferri roventi e furono marchiate sul petto, le strade si copersero di sangue; e tutto ciò per motivi religiosi.
Poi furono i protestanti ad usare il fuoco dell’inferno, lo zolfo ed il diavolo per tenere unita la comunità religiosa, creando paura nei cuori dei bambini e raccontando loro che, se non avessero fatto certe cose e non fossero vissuti secondo le regole e le prescrizioni della Chiesa, sarebbero bruciati all’inferno per l’eternità.

- Ramtha - 
da: Dio è in te




La Scuola di Illuminazione di Ramtha, è una scuola di misticismo e di parapsicologia fondata da Judy Zebra Knight (Judith Darlene Hampton nata il 16 marzo 1946, in New Mexico ), mistica (?)  Nel 1977 cominciò ad affermare che un’entità di nome Ramtha , un'entità  vecchia di 35.000 anni, disincarnato da una civiltà antica, era canalizzato attraverso di lei. Da allora, afferma Knight, attraverso di lei, Ramtha ha insegnato la verità sulla realtà del mondo, e che ha scelto lei per "aiutare il mondo nel passaggio verso una nuova era”. Da allora sono state fondate diverse scuole, sono stati pubblicati libri, nastri, CD e DVD. I profitti sono immensi. Agli studenti si fa credere  di poter ottenere  immensi poteri che permetteranno loro di risuscitare i morti, congelare un razzo a mezz'aria, far apparire l'oro dal nulla, o addirittura predire il futuro.  Ex allievi della Scuola hanno accusato Ramtha  di praticare il lavaggio del cervello e controllo mentale,  e di utilizzare  tecniche di intimidazione. Non mancano predizioni sulla fine del mondo e altre amenità. Fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/Ramtha's_School_of_Enlightenment

Buona giornata a tutti. :-)





lunedì 4 marzo 2019

Apprezza di più la vita - Omar Falworth

Buongiorno, Dio!… Ti ringrazio dal profondo del cuore per avermi permesso di vedere fino ad oggi. Forse durante la giornata che mi accingo ad attraversare vedrò molte cose brutte… il “brutto” della mia città, il “brutto” della gente, “il brutto” di cose che non sono come dovrebbero.

Non importa. L’importante è che anche oggi io possa alzare gli occhi e stupirmi della sconfinatezza. 

Ti ringrazio dal profondo del cuore per tutto ciò che mi dai e ti prometto che nessun lamento uscirà dalle mie labbra… sia oggi che nei prossimi giorni che mi concederai di vivere.
Noi esseri umani siamo un favoloso arabesco di sentimenti. Essi sono la sacra espressione della nostra essenza… qualcosa di unico, di speciale, di privilegiato. E quando li avvertiamo dobbiamo viverli fino in fondo, apprezzarli, gustarli… TUTTI.
Se accogliamo con entusiasmo i sentimenti che allietano la nostra mente e respingiamo quelli che la conducono sul sentiero dell’amarezza, non riusciremo mai a raggiungere la serenità. 
Vivere significa accogliere nel proprio cuore la totalità del proprio esistere!” 


- Omar Falworth - 
da: Pensieri Azzurri per vivere sereni



“Trascorrere bene la propria giornata non dipende dal sole che sorride, dagli altri che non creano problemi, dalla quotidianità che naviga senza venti contrari, ma dalla capacità di creare serenità nel proprio animo.
E ciò lo si può fare pensando spesso alla grande fortuna di vivere e stare bene. Accetta serenamente la situazione in cui ti trovi ma, nello stesso tempo, datti da fare per cambiarla, smuoviti dalla tua inerzia, non continuare a percorrere il comodo sentiero della rassegnazione.
Non devi startene lì a “piangerti addosso”, la serenità si conquista guardando oltre oceano. 
Hai il dovere di migliorare la tua attuale condizione psicologica, hai il dovere di renderti felice perchè lo meriti e perchè ogni essere umano ha dei poteri infiniti che deve risvegliare. 
Chi ci ha creato ha messo nel nostro cuore una fiamma che dà forza e calore e se saprai alimentarla non sarai seppellito/a nella cenere.
Tira fuori la tua grinta (che ne hai da vendere) e gettati di nuovo nella mischia senza temere delusioni, le delusioni fanno parte della vita… per non avvertirle non devi “ritirarti” dalla vita. 
Inizia oggi stesso a lavorare su di te e cerca di andare avanti. 
Chi non cerca di andare avanti sta tornando indietro.
Sforzati di comprendere gli altri anche se non sono come dovrebbero, sforzati di “entrare” negli altri… anche se non la pensano come te… anche se hanno gusti orrendi.. anche se non capiscono niente.
Sforzati di “sentire” l’anima degli altri anche se non sanno “sentire” il tuo profondo… anche se non camminano sulla giusta strada che percorri tu… anche se non conoscono i buoni frutti della vita che tu sai cogliere.
Andare incontro agli altri e accoglierli nel proprio cuore così come sono è il miglior modo di vivere insieme a loro… e il miglior modo di non complicarsi la vita e di riacquistare una serenità duratura.

- Omar Falworth - 
da: Pensieri Azzurri per vivere sereni




Felicità

Tutti la cercano ma pochi la trovano.
Tantissimi l’hanno già ma non si accorgono di averla.
Tanti si accorgono di averla avuta quando ormai non l’hanno più.
Moltissimi sono convinti dipenda dal denaro.
Molti la confondono con la serenità o l’euforia dei momenti migliori.
I materialisti credono sia il piacere.
I romantici pensano sia l’amore.
Gli ammalati dicono che è la salute.
Io dico che è la vita.
Chi si è trovato sul punto di morire (e non è morto)... è felice... perché? ... perché vive.


- Omar Falworth -




Buona giornata a tutti.:-)




mercoledì 6 febbraio 2019

Ogni giorno, cercate una cosa nuova per la quale essere grati alla vita - Eckhart Tolle

“A prima vista alcuni cambiamenti sembrano negativi, ma lasciano lo spazio necessario perché arrivi qualcosa di nuovo.”

- Eckhart Tolle - 

Siete persone che temono i cambiamenti oppure che, invece, li accolgono a braccia aperte?  In questo mondo tutto cambia, anche se spesso non vogliamo accettarlo o non lo vediamo. Le nostre idee, le nostre relazioni, i nostri amici e noi stessi.
Ho conosciuto persone che si aggrappano con una tale forza a quello che già conoscono che non vedono nemmeno le alternative che accompagnano il cambiamento. 
È vero che alcuni cambiamenti fanno male. Tuttavia, quel dolore che sentiamo quando abbandoniamo qualcosa significa che l’esperienza ci ha riempito a livello emotivo.
Per questo motivo, se dovete affrontare una situazione che vi obbliga a cambiare, cercate di non vederla come una cosa negativa, bensì al contrario, vivetela e godetevela. 
Tutta quella nuova energia e quei nuovi punti di vista rappresentano un’opportunità. Dovete afferrarla e trarne tutto il buono che hanno da offrire.


“Bisogna capire in profondità che il momento presente è tutto quello che hai. Fa dell’Adesso il punto focale della tua vita.”

Eckhart Tolle - 

Trascorriamo talmente tanto tempo a preoccuparci del futuro, che ci dimentichiamo quello che abbiamo. Ditemi, quante ore avete trascorso oggi pensando al futuro? Può trattarsi di un futuro più o meno sicuro o persino del tutto incerto.
Possiamo trascorrere ore e ore a pianificare la nostra vita da anziani o le prossime vacanze. 
Non bisogna smettere di pensare al futuro. Tuttavia, dobbiamo vivere davvero il momento presente.
Dopo tutto, la vita che state vivendo adesso è il futuro che avete pianificato con tanto impegno anni fa. La cosa migliore da fare è, quindi, vederlo e viverlo. 
Trascorrete del tempo con i vostri figli, dedicate un pomeriggio al vostro partner, andate a trovare i vostri genitori o prendetevi un po’ di riposo per colorare un po’. 
Se non vi godete il presente, non avrete molto da raccontare ai vostri figli o ai vostri nipoti.


“Accetta tutto. Qualsiasi cosa che il presente ti offra, accettala come se l’avessi scelta. Lavora con quello che hai, non andargli contro.”

Eckhart Tolle -

Lamentarsi è una delle abitudini più comuni dei giorni nostri. 
Non abbiamo mai nulla a sufficienza. 
Se non viviamo dove ci piacerebbe essere, ci concentriamo sull’infelicità che ci produce. 
Se abbiamo un lavoro, ma il nostro salario non ci soddisfa, ci lamentiamo.
Davvero non possiamo fare niente con ciò che abbiamo? Davvero non c’è niente di buono nel nostro presente? 
Abbiamo due opzioni: accettare e valorizzare il presente oppure andargli contro. 
Avete la facoltà di scegliere. 
Ricordatevi solo che è possibile imparare ad apprezzare e trarre profitto da quello che si ha
Invece di stilare una lista con tutte le carenze che riempiono la vostra vita, cercate di essere grati per i vantaggi di cui godete.
Questo è un modo molto più piacevole e motivante di vedere la vita. Nonostante ciò, se non vi piace quello che avete, usatelo per ottenere quello che cercate.
Non vi piace il vostro lavoro? Va bene, ma almeno siate grati perché vi permette di pagare le bollette. 
Invece di lamentarvi, potreste considerare l’idea di iniziare a pianificare una vostra attività, come avete sempre voluto fare. Vedrete che presto il vostro lavorò diventerà più stimolante e che i vostri obiettivi saranno sempre più vicini.


“La causa principale dell’infelicità non è mai la situazione, ma i propri pensieri al riguardo.”

Eckhart Tolle - 

Credere che non ci sia niente di buono nel proprio presente non fa che renderci infelici.  Convincetevi dell’idea che ognuno di noi crea le proprie tragedie e le proprie gioie
Potreste avere una vita perfetta, ma non basterà se credete che vi manchi qualcosa.

Forse siete convinti che vi manchi tutto, ma in realtà l’unica cosa che non avete è la capacità di vedere il buono che c’è nella vostra vita. 
In ogni situazione e in ogni momento c’è qualcosa per cui vale la pena vivere. Se vi è difficile crederlo, provate con la gratitudine. 
Ogni giorno, cercate una cosa nuova per la quale essere grati alla vita

Vi basterà poco per avere un presente più felice.



Buona giornata a tutti. :-)






giovedì 17 gennaio 2019

Guida tu la tua canoa - Baden Powell

Quando ero giovane c'era in voga una canzone popolare: «Guida la tua canoa» con il ritornello: «Non startene inerte, triste o adirato. Da solo tu devi guidar la tua canoa». 
Questo era davvero un buon consiglio per la vita.
Nel disegno che ho fatto, sei tu che stai spingendo con la pagaia la canoa, non stai remando in una barca. La differenza è che nel primo caso tu guardi dinnanzi a te, e vai sempre avanti, mentre nel secondo non puoi guardare dove vai e ti affidi al timone tenuto da altri e perciò puoi cozzare contro qualche scoglio, prima di rendertene conto.
Molta gente tenta di remare attraverso la vita in questo modo. Altri ancora preferiscono imbarcarsi passivamente, veleggiando trasportati dal vento della fortuna o dalla corrente del caso: è più facile che remare, ma egualmente pericoloso.
Preferisco uno che guardi innanzi a sé e sappia condurre la sua canoa, cioè si apra da solo la propria strada. Guida tu la tua canoa.

- Baden Powell -





"Sei stato educato a scuola in una classe e non eri che una pecora del gregge. 
Ti hanno insegnato gli elementi generali del sapere e ti è stato insegnato "come imparare". 
Ora spetta a te come individuo di andare avanti e di imparare da solo quelle cose che daranno più forza al tuo carattere e ti permetteranno di riuscire nella vita facendo di te un uomo.”

- Baden Powell -








“Dobbiamo iniziare con l’essere felici 
perché è il più grande servizio che si possa rendere all’umanità.  
Se siamo felici, c’è almeno un luogo di felicità.  
La felicità deve però continuamente accrescersi, 
e si accresce man mano che altre persone diventano un po’ più felici. 
Se nella vostra vita avete reso felice anche una sola persona, 
non avete perduto il vostro tempo; 
se avete fatto felice un cane, oppure una pianta fiorita 
in un giorno di primavera che vi ha dato l’impressione di rispondervi, ne valeva la pena. 
Credo che la nostra vita sia perduta se questo dono, 
che è dentro di noi, non riesce ad essere comunicato. 
Se nessuno vuole il dono che è in voi, 
offritelo a tutti gli esseri, alla vita, al vento! 
Il vento lo porterà a quelli che ne hanno più bisogno… 
E’ il momento di dare! 
Io dono e accolgo coloro che possono avere bisogno”.

- Jean-Yves Leloup -
Da: La montagna nell’oceano


Buona giornata a tutti. :-)



sabato 25 agosto 2018

Umorismo, ultimo dono della preghiera - Alessandro Maggiolini

La preghiera non intristisce?
Non toglie il gusto della vita?
Non rende incapaci di sorridere?
Non lega ad una maschera di ascetica truce?
Non impone il disinteresse per ciò che passa?
Non consegna ad una fatalità senza scampo, a cui occorre soltanto piegarsi, come giunchi al passare della corrente?...
Niente, e così sia: e ci teniamo la nostra mestizia.
Insomma, i credenti che pregano, sanno ancora cantare, raccontare una barzelletta, godere delle cose di ogni giorno?
Nel mondo d'oggi fan da orchestra o da platea?...
Verrebbe voglia di prendere in contropiede le domande.
Davvero viviamo in un mondo che scoppia dalla felicità? 

O ridiamo a comando: quando il comico giunge alla battuta e alla televisione, fuori campo, compare il cartello luminoso: «applausi», e tutti battono le mani come collegiali? 
E il comico è felice, dentro; o fa il mestiere di suscitare l'ilarità? 
E son canti di allegria quelli che si ascoltano al juke-box - e magari non si capisce una parola -, o sono un modo di coprire col rumore una tristezza che non si riesce ad accettare? 
E gli stessi giovani, che dovrebbero essere il domani, la speranza, la freschezza dell'esistenza, son davvero felici, spensierati e serenamente impegnati come talvolta si assicura? O affogano spesso nella noia? O si inaspriscono spesso nella rabbia, nell'odio?
Non vale imbastire polemiche. Ma occorre pure accordarsi su che cosa voglia dire gioia, serenità, pace, allegria.
È il chiasso della bisboccia? È l'evasione dai problemi?
È il darsi pacche sulle spalle? È lo stordirsi fino all'esaurimento?...
Torniamo alla preghiera.
C'è un «test» infallibile per valutare se si tratta di preghiera autentica o di contraffazione. 

Ed è questo: vedere se ci si alza dal colloquio con Dio rasserenati ed impegnati al tempo stesso, o se ci si alza affranti o irritati.
Nel secondo caso, quel che si è fatto non è preghiera: è narcisismo; un guardarsi allo specchio per detestarsi - ne abbiamo tutti i motivi - o per compiacerci - fa tenerezza questa candida e un po' stupida esaltazione di noi stessi -; o è un caricarci di aggressività: il prender coscienza delle esigenze dell'uomo e il buttarci con risentimento, con disperazione nel nostro compito di aiutare i fratelli, camusianamente, senza neppure la consolazione d'avere un Dio da bestemmiare, contro cui avventarci.
No, la preghiera vera è genesi d'umorismo.
D'umorismo, che è cosa diversa dall'ironia e dal sarcasmo. 
L'ironia è atteggiamento freddo, arido, distaccato. 
Il sarcasmo è perfino disprezzo e volontà di distruzione: parte da uno scetticismo cattivo che mette in ridicolo per umiliare, per annientare...
L'umorismo... L'umorismo, dicevo, è frutto della preghiera. Bisogna chiederlo al Signore perché è arte difficile, e non sempre la natura lo consente pienamente.
È un osservare le persone e le cose con simpatia, sapendo cogliere gli aspetti positivi anche là dove tutto sembrerebbe da condannare - il mezzo bicchiere pieno, non il mezzo bicchiere vuoto -; è un riuscire a godere delle vicende più usuali, quelle che càpitano nei giorni qualsiasi e che ci lasciamo scivolare accanto senza neppure badarci... 

E tutto ciò non con l'aria indifferente del disinteressato, dallo scettico blu, ma con la partecipazione cordiale di chi vuole costruire la storia, mutare il mondo, o non so cosa; ma pure non si lascia impaurire dall'ultimo fatto di cronaca: guarda lontano e si impegna come può. 
Come Dio, questo supremo barzellettista e comico che «gioca - dice la Scrittura - nel mondo», ma pure vi è presente fino a morirne...
La preghiera: consola e spinge ad assumere le proprie responsabilità. 

Non c'è ideologia che riesca a consolare una donna brutta. 
Non c'è politica Che riesca ad esigere, col pane, i gerani alla finestra... Eppure si tratta di cose importanti...
Lasciatemi ripetere una frase vieta, amici:
un cristiano triste è un triste cristiano.
Per invitare a pregare.

- Alessandro Maggiolini - 
vescovo di Como 1931 - 2008
da: "Scommettere su Dio", Piemme 1995


Preghiera per il sorriso


O Maria,
rendi il mio amore sorridente.
Fa in modo che il mio sorriso possa esprimere la più pura bontà.
Insegnami a dimenticare con un sorriso 
le mie preoccupazioni e le mie pene
per prestare attenzioni soltanto alla gioia degli altri.
Il mio volto sorridente renda i miei contatti 
con il prossimo più caldi e cordiali
e più ricchi di fraternità.
Conservami il sorriso nelle ore dolorose perchè, 
anche in quei momenti,
io possa continuare a donarmi al prossimo.
Aiutami a custodire in fondo al cuore quella gioia di amare
che si manifesta attraverso il sorriso.
Insegnami, o Maria, a servire il signore con gioia,
sorridendo in qualunque momento della mia vita.
Amen.


Buona giornata a tutti. :-)