venerdì 16 maggio 2014

La storia dei colori -

In principio i colori non esistevano, Dio aveva già creato il mondo, il cielo, il mare, le, montagne, le piante, i fiori e gli animali. Era tutto a posto, ma tutto in bianco e nero. La fantasia del Creatore però non poteva accontentarsi di un mondo così monotono e triste, e dal suo Amore fece esplodere la brillantezza del verde, lo splendore del giallo, la profondità del blu, il calore del rosso e tutti gli altri colori così belli e diversi che è impossibile descriverli.

Appena nati i colori erano pieni di entusiasmo e scorrazzavano felici a prendere possesso del creato, ma le cose non erano per niente semplici: l'azzurro riempì subito il cielo e il giallo colorò il sole, ma presto arrivò il grigio e li scacciò, portando un sacco di nuvole, poi cadde la notte e venne il blu e poi il nero. Il verde andò sulle foglie e sulle piante ma quando arrivò l'autunno dovette cedere il posto al giallo, al marrone, al rosso...

I colori cominciarono a litigare tra di loro, perché non erano capaci di stare insieme, ognuno voleva tutto per sé e non accettava le presenza degli altri: anche gli animali si trovavano a cambiare il colore della pelliccia o delle piume, con strani accostamenti oppure macchie e striature a causa della guerra tra i colori.

Poco alla volta la situazione peggiorò fino a diventare insostenibile: tutto cambiava di colore vorticosamente e non si poteva fissare gli occhi un attimo su qualcosa che subito cambiava di colore. I colori stessi, in origine così vivi e brillanti, avevano perso la loro bellezza e procuravano nausea.

"Ora basta! - disse il Padreterno - non posso lasciare il mondo in questo stato!", e con tutto l'impegno di cui era capace creò l'arcobaleno. Era più bello di qualunque cosa si potesse mai immaginare, e subito i colori smisero la loro folle giostra per fermarsi a contemplare la nuova creatura... poi tutti vollero farne parte, e con immensa meraviglia scoprirono che c'era un posto preciso per ciascuno: il rosso accanto al giallo, in mezzo l'arancione, poi il verde, l'azzurro il blu... con mille altre nuove sfumature una più bella dell'altra!

Era incredibile, ma i colori avevano fatto pace. Dopo la tempesta che aveva sconvolto il creato ora andavano tutti d'accordo, con gioia si cedevano il passo l'un l'altro, si prendevano per mano in accostamenti da sogno, si abbracciavano contenti per creare nuove tinte; il mondo era colorato dall'armonia dell'Amore.

Anche oggi i colori vivono in pace ed armonia; talvolta per ricordare l'origine della loro concordia (o per insegnarla ad altri) si riuniscono festanti nell'arcobaleno: la gioia dei nostri occhi e del nostro cuore, magico ponte che unisce il cielo e la terra, l'anima e il corpo, il passato e il futuro.







L'ordine e il caos

Esiste un aspetto ordinato della mente che permette all'intelletto di lavorare nell'ordine, e un aspetto disordinato che permette all'inconscio di manifestarsi. L'ordine perfetto esiste solo accanto al disordine. 
L'ordine totale in un giardino uccide il giardino.

- Alejandro Jodorowsky -



Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare"

- Seneca -





Buona giornata a tutti :-)






giovedì 15 maggio 2014

Preghiera per gli anziani - Efrem il Greco -

Signore Gesù Cristo,
che hai potere sulla vita e sulla morte,
tu conosci ciò che è segreto e nascosto,
i pensieri e i sentimenti non ti sono velati.
Guarisci i miei raggiri e il male fatto nella mia vita.
Ecco, la mia vita declina di giorno in giorno,
ma i miei peccati crescono.
Signore, Dio delle anime e dei corpi,
tu conosci l'estrema fragilità della mia anima e del mio corpo,
concedimi forza nella mia debolezza,
sostienimi nella mia miseria.
Dammi un animo grato:
che mi ricordi sempre dei tuoi benefici,
non ricordare i miei numerosi peccati,
perdona tutti i miei tradimenti.
Signore, non disdegnare questa preghiera,
la preghiera di questo misero.
Conservami la tua grazia fino alla fine,
custodiscimi come per il passato. Amen.

- Efrem il Greco -

Se non trovo altro modo, si può consolare una persona anche col silenzio, con la sola presenza, purché si faccia con amore: basta un sorriso che esprima la dolcezza della comprensione. 
Meglio se il silenzio è accompagnato dalla preghiera del cuore. 
In questo caso forse mi sarà suggerita anche qualche parola. 
Da chi? Dallo Spirito Santo, che è il vero Consolatore.

- Agata Fernandez Motzo - 
da: Mio tutto oltre la morte


Si ha sempre da imparare quando si ascoltano
e si considerano senza pregiudizio
le vedute degli anziani,
soprattutto partendo dalla loro esperienza.

Edith Stein
da "La mistica della Croce"




Se un giorno ti verrà rimproverato che il tuo lavoro non è stato fatto con professionalità, rispondi che l'Arca di Noè è stata costruita da dilettanti e il Titanic da professionisti....
Per scoprire il valore di un anno, chiedilo ad uno studente che è stato bocciato all'esame finale.
Per scoprire il valore di un mese, chiedilo ad una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto.
Per scoprire il valore di una settimana, chiedilo all'editore di una rivista settimanale.
Per scoprire il valore di un'ora, chiedilo agli innamorati che stanno aspettando di vedersi.
Per scoprire il valore di un minuto, chiedilo a qualcuno che ha appena perso il treno, il bus o l'aereo.
Per scoprire il valore di un secondo, chiedilo a qualcuno che è sopravvissuto a un incidente.
Per scoprire il valore di un millisecondo, chiedilo ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d'argento.
Il tempo non aspetta nessuno. Raccogli ogni momento che ti rimane, perché ha un grande valore. 
Condividilo con una persona speciale, e diventerà ancora più importante.



Ho capito di essere invecchiato quando al mio compleanno tutti gli invitati si sono messi intorno alla torta per scaldarsi le mani. 

- George Burns - 




Buona giornata a tutti :-)





mercoledì 14 maggio 2014

Nell'universo infinito si spande la Tua luce, O Signore - Antonio Tirri -

Nell’universo infinito
si spande la Tua luce
o Signore
e la Tua bontà
non conosce confini.
Con amore e sapienza
governi il mondo
e il Tuo Nome Santo
riempie ogni angolo
di Terra e Cielo.
Con misericordia e pietà
ascolti chi Ti implora
e il Tuo perdono
raggiunge coloro che nel cuore
son pentiti.
Immensamente paziente
sei, o Signore,
con noi
polvere e fango
indegni del Tuo amore
e pronti a tradire
la Tua fiducia.
Non abbandonarci
o Signore
e quando ti cercheremo
accoglici e dimentica
le nostre colpe.
Il buio allora diventerà luce
e le parole si trasformeranno
in canti di benedizione. 

(Antonio Tirri)

 da “Cerca nel cuore” Editrice La Giuntina, Firenze, 2006


Maurice de Vlaminck

"La prima cosa che sconvolge della malattia 
è che essa si abbatte su di noi senza alcun preavviso 
e in un tempo che noi non decidiamo. 
Siamo alla mercé degli avvenimenti, 
e non possiamo che accettarli.
La malattia grave obbliga a rendersi conto 
che siamo davvero mortali; 
anche se la morte è la cosa più certa del mondo, 
l’uomo moderno è portato a vivere 
come se non dovesse morire mai...
Con la malattia capisci per la prima volta 
che il tempo della vita quaggiù è un soffio
Ma spero nella Misericordia del Signore..."

da una intervista 
a Mario Palmaro, durante la sua malattia
dal bog "amici di Lazzaro"



Possa il Giudice Supremo darci la possibilità di beneficiare della Misericordia Divina e iscrivere noi e tutto il Popolo d’Israele nel libro della vita, della benedizione e della pace.



Messe gregoriane

Nel mondo cattolico esiste la benemerita usanza di far celebrare un ciclo di Messe gregoriane (30 Messe in suffragio di un'anima per 30 giorni consecutivi) per i defunti. 

Pochi sanno da dove ha origine questa pratica efficacissima per la salvezza eterna delle anime. 
Il primo esempio di celebrazione delle Messe gregoriane è riferito nei “Dialoghi” di s. Gregorio (540-604) il quale, abate del Monastero di S. Andrea in Roma, comandò che un monaco gravemente ammalato e poi morto, di nome Giusto, colpevole di avere violato il voto di povertà per avere tenuto nascoste tre monete d'oro, fosse seppellito in un luogo non sacro. Gregorio ordinò al priore Prezioso che fossero celebrate 30 Messe per altrettanti giorni consecutivi, senza interruzione. Il trentesimo giorno, il monaco defunto apparve al fratello Copioso, annunciandogli: "finora ho sofferto, ora però sto bene".



"La morte, per gli uomini che la comprendono, è immortalità. Mentre per gente rozza che non la comprende essa è morte. 
Ma non è questa morte che bisogna temere, bensì la perdizione dell’anima, che consiste nell’ignoranza di Dio. 
Questo è veramente terribile per l’anima."

- sant’Antonio il Grande - 



Buona giornata a tutti :-)





martedì 13 maggio 2014

E se mi devi amare - Elizabeth Barret Browning -

Se devi amarmi, per null’altro sia
se non che per amore.
Mai non dire:
“L’amo per il sorriso,
per lo sguardo,
la gentilezza del parlare,
il modo di pensare
così conforme al mio,
che mi rese sereno un giorno”.
Queste son tutte cose
che posson mutare,
Amato, in sé o per te, un amore
così sorto potrebbe poi morire.
E non amarmi per pietà di lacrime
che bagnino il mio volto.
Può scordare il pianto
chi ebbe a lungo
il tuo conforto, e perderti.
Soltanto per amore amami
e per sempre, per l’eternità.

-Elizabeth Barret Browning - 


Dipinto: Edwar Hopper

Parlatene, parlatene sempre.
Perché i silenzi diventano pietre. 
E le pietre diventano muri.
E i muri, distanze incolmabili.

(Serena Santorelli)

Dipinto: Trish Biddle

" Non te lo so spiegare,
ma credo che quando due persone hanno molte cose da dirsi,
è più bello farlo un poco alla volta".

(Murakami)



















E i bicchieri erano vuoti
E la bottiglia in pezzi
E il letto spalancato
E la porta sprangata
E tutte le stelle di vetro
Della bellezza e della gioia
Risplendevano nella polvere
Della camera spazzata male
Ed io ubriaco morto
Ero un fuoco di gioia
E tu ubriaca viva
Nuda nelle mie braccia.


- Jacques Prévert - 


Buona giornata a tutti :-)

www.leggoerifletto.it

lunedì 12 maggio 2014

Il fiume - don Bruno Ferrero -

Fulgenzio, era un buon padre e un ottimo marito, ma un triste e desolato giorno la sua giovane moglie morì.
Un dolore immenso e rovente dilaniò la sua esistenza. Niente riusciva ad attenuare la sua sofferenza. Cercava invano  brandelli di consolazione nei suoi bambini che lo fissavano smarriti. Come specchi, gli umili occhioni gli rimandavano l’immagine della loro madre tanto amata. Neanche più ricordava il tempo in cui lavorava cantando. Il lavoro come il pane gli era diventato amaro e pesante.
Una sera rannicchiato nel letto piangeva silenziosamente per non svegliare i bambini, quando gli apparve una figura dolce e rassicurante, che lo prese per mano. 

Era la Vergine Addolorata.
 “Vieni con me, Fulgenzio” gli disse.  “Vieni con me: ti porterò  al Fiume della Pace. Chiunque si bagna nelle sue acque troverà la consolazione che cerca”. 
Camminarono nella notte per molto tempo.
Ad un certo punto, Fulgenzio cominciò a sentire il rumore di acque scroscianti. Un fiume immenso, dalle acque pure e trasparenti, scorreva davanti  a loro.
“Immergiti nel Fiume della Pace, pellegrino del dolore” gli intimò la Vergine “le sue acque scioglieranno la tua pena e la tua angoscia”.
Fulgenzio si immerse. Il suo corpo fu avvolto da un conforto pieno di vigore e serenità,  una pace balsamica che guariva le sue  ferite.
 Dopo quell’immersione salutare, Fulgenzio, chiese alla Madonna: “Da dove viene quest’acqua miracolosa?”
 “Sono le lacrime del mondo” rispose la Vergine. “tutte le lacrime del mondo si raccolgono in questo fiume.
Lacrime amare, di paura, di dolore, di delusione, di sconfitta, di rabbia.
Ma anche le lacrime più dolci, quelle versate per amore, per il ritorno di una persona cara, per uno scampato pericolo”.
Fulgenzio udì i sospiri e i gemiti di tutti coloro che avevano versato quelle lacrime, e comprese che anche le sue lacrime erano ormai un unico pianto, puro e indistinto che scorreva nelle acque di quel fiume. Si sentì in comunione totale con tutto il dolore e la gioia del mondo.
Fu in quel momento che la Madre di Dio gli parlò del dolore di suo Figlio, e Fulgenzio sentì il pianto di Cristo davanti alla tomba di Lazzaro, il pianto nel Getsemani, il suo pianto ai piedi  della Croce.
Fulgenzio si ridestò improvvisamente, il cuscino era ancora bagnato, ma una pace profonda si era impadronita di lui.

Non siamo figli del dolore, ma della compassione.

Don Bruno Ferrero

Fonte: I figli semplicemente fioriscono (pag.76,77) ed. Elledici


La Pietà del Bellini


Sant ' Agostino si rese conto di di un aspetto singolare che riempì di stupore e di gioia il suo cuore: capì che lungo tutto il suo cammino era la Verità che lo stava cercando e che l'aveva trovato. 
Lasciamoci trovare e afferrare da Dio, per aiutare ogni persona che incontriamo ad essere raggiunta dalla Verità.

- Papa Benedetto XVI -





Struzzi


Ma noi solitamente facciamo spallucce e mettiamo la testa sotto la sabbia. C’è una scambio di battute, nel film “La grande bellezza”, che è un simbolo perfetto del nostro tempo vacuo e superficiale.



“Come stai , caro?”, chiede Jep Gambardella ad Andrea. 
E lui: “Male. Proust scrive che la morte potrebbe coglierci questo pomeriggio. Mette paura Proust. Non domani, non tra un anno, ma questo stesso pomeriggio, scrive”. 
La replica di Jep è questa: “Vabbè, intanto adesso è sera, dunque il pomeriggio sarebbe comunque domani”.


E’ un cinismo compiaciuto che oggi è molto diffuso (ci si sente furbi e spiritosi a buttarla in battuta), ma che nasconde una disperata inermità.
Del resto già Pascal diceva che gli uomini, non sapendo trovar rimedio alla morte, decisero, per rendersi felici, di non pensarci. Ma quale felicità? Quella del ballo sul Titanic? 
Più che una grande bellezza, una grande tristezza.
Dev’esserci anche un qualche meccanismo psicologico che si è interiorizzato per evitare di guardare l’abisso. Freud sosteneva che “in fondo nessuno di noi crede alla propria morte”.
Così quando arriva è troppo tardi per pensarci. Ma la si sconta vivendo, avvertiva il poeta. E specialmente vivendo la morte delle persone che amiamo.
In quel caso – e capita a tutti – per un attimo, un’ora o un giorno il teatro delle chiacchiere e dei burattini che è la quotidianità scompare e ci si trova ammutoliti davanti alla realtà.

- Antonio Socci -

“Le cose tutte quante hanno ordine tra loro, 
e questo è forma che l’universo 
a Dio fa simigliante”.

Dante Alighieri 
Paradiso canto I


Buona giornata a tutti :-)



domenica 11 maggio 2014

Lettera a una madre - Alba de Céspedes -

Mamma, 
comprendimi 
fin d'ora: 
dovrai ben comprendermi, 
un giorno, 
anche gli altri dovranno.

M'avresti capita 
di certo 
se fossi fuggita con un amante: 
sei una sentimentale, 
e all'età mia queste fughe 
finiscono in marcia nuziale.

Avresti compreso 
se me ne fossi andata 
perché volevo diventare
una stella 
della televisione 
pagata un milione per sera:

Non me ne sono andata
per guadagnare molti soldi 
né per vivere un romanzo 
rosa: 
ti ho lasciata 
per qualcosa che credo 
sia giusto.

Ascoltami, madre 
della mia infanzia, 
il tuo volto ansioso 
presso il mio letto, 
madre sfinita, madre 
di guai, 
e di commissioni, 
madre piena di preoccupazioni, 
madre di quattro figli 
lunghi da portare, 
madre straniera a tutto 
quello che ero, eppure 
madre che mi capiva 
senza capire.

Non essere dalla parte della polizia, 
dalla parte della borghesia, 
non è la tua parte, quella, 
madre dalla sporta 
pesante, 
dal portamonete 
leggero, 
dalle mani che emanano 
decenni di rigovernatura, 
di spazzatura, di minestra di verdura, 
con le tue paure di moglie 
d'impiegato 
che può essere licenziato 
da un giorno all'altro.

Mamma, vorrei parlarti 
come ti parlo di lontano. 
Ti voglio bene, lo sai, 
anche se non tornerò 
mai, mai più, a casa.

Mamma, perdonami 
di non aver sposato 
il ragazzo del quarto piano 
che aveva un bell'avvenire assicurato 
all'Esattoria Comunale. 
Perdonami per la veste nuziale 
che non potrai 
comperarmi. 
Non sono quella 
che sognavi, 
ma non sono nemmeno 
quella che tu piangi.

Sono una figlia 
come tante altre: 
una sconosciuta 
che ti somiglia 
e fa una vita 
che non ti piace.

Siamo tutti così, 
per i genitori, 
ma per ogni figlio 
la propria madre 
è una madre straordinaria.

Mamma, addio, o arrivederci, 
come vorrai. 
Puoi sempre chiamarmi 
da Marion: lei sa 
dove trovarmi. 
Ti voglio bene, mamma, 
come possiamo amare 
oggi: senza commozione 
e senza pietà.

- Alba de Céspedes -


tratta dalla raccolta “Le ragazze di maggio”, dedicate alle figure femminili coinvolte nella contestazione del ’68 a Parigi.




















3 anni: "Mamma, ti amo".
10 anni: "Mamma, non capisci nulla".
16 anni: "Non ti sopporto più, mamma!!".
18 anni: "Voglio andare via da questa casa".
... 25 anni fa: "Avevi ragione, mamma."
30 anni fa: "Voglio tornare a casa di mia madre".
50 anni: "Non vorrei mai perdere mia madre."
70 anni: "Darei qualsiasi cosa affinché mia madre fosse qui".



Abbiamo solo una mamma. Se tu l'ami, diglielo ora. 





Come si coniuga il verbo “madre”? Non è un verbo? Ne siete proprio sicuri? Amare, fare, dare, ascoltare, confortare, gioire, piangere, abbracciare, baciare, accarezzare, sentire, curare, sostenere, proteggere, insegnare, accompagnare, ricordare, studiare, leggere, pulire, cucinare, nutrire, vegliare, urlare, sussurrare, cantare, sorridere, correre, saltare, educare, comprendere, perdonare, subire, angosciarsi, sollevare, soffrire, tacere, parlare…

Avete ragione “madre” non è un verbo solo, ma tutti i verbi di una vita.


- Flavia Basile Giacomin




La bellezza femminile è il punto più vicino fra il genere umano e l'eternità.

- Emir Kusturica - 

 "Dove sono in questa storia"



Io me la ricordo quella notte...
Notte di dolore e di sete
Notte di "stringimi la mano" e di "non ce la faccio più"
Notte di ostetriche, luci forti, voci sussurrate
Notte di chi sta fuori a fumare e consumarsi
Notte di sms e telefonate
Notte di battiti sentiti tramite una macchina nell'attesa di sentirli dal vivo
Notte di lacrime, urla, 

spingi ancora , spingi adesso , spingi di più!
Notte che è una semplice notte , 

ma quella notte che ti cambierà la vita
Notte che segnerà il confine, oltre il quale, 
nulla sarà lo stesso e niente ti sembrerà uguale
Notte che ti cambierà tutto
Notte che ti restituirà l'immenso quando finalmente ti si squarcerà il cuore di gioia, felicità, amore, purezza e pienezza come non l'hai mai provata.
Quando lo vedrai e lo annuserai 
e ti sembrerà di odorare il giardino dell'Eden!
E mai , mai più scorderai quella notte tanto che ti sentirai talmente piena che aspetterai l'alba, sveglia, per assicurarti che quello non sia stato un sogno... ma la tua splendida realtà.

Tanti auguri a tutte le mamme e buona giornata al resto del mondo!!!

























sabato 10 maggio 2014

Le tentazioni del diavolo - don Vincenzo Carone -




























Quando il demonio riesce a installare nel tuo cuore l´amore a un peccato, non trascura mai di procurarti le occasioni perché questo peccato venga consumato. 
Le sue provocazioni sono cosi insistenti e aderenti alla realtà che tu non pensi neanche che devi fare qualcosa per riflettere. 
Se vuoi eliminare la tua recidività e ostinazione devi cominciare a fare la meditazione contemplata e prolungarla il più possibile in modo da convincere te stesso di quelle verità che Gesù ti presenta. 
Devi intensificare la tua partecipazione alla Messa, alla Comunione e alla tua confessione, la preghiera del Santo Rosario deve essere prolungata. 
Nella tua preghiera devi sempre chiedere la forza di liberarti dalle occasioni che ti portano a consumare il peccato con la persona che insieme con te è stata incantata nella stessa umiliazione e schiavitù. Se manca l´impegno della preghiera, la forza di indirizzare la tua vita sulla via della conversione ti mancherà sempre, perché il demonio non si fermerà mai nel sollecitare la passione da cui sei diventato dipendente. 
Con la preghiera la Madonna distacca il tuo cuore dalla malizia per cui la tentazione forte o debole che sia non sarà più dentro il tuo cuore, sarà una sollecitazione che ti viene dall´esterno per cui non avrai nessuna difficoltà a liberartene. 
A questo punto la tentazione si sposta nel campo della fede: 
cos'è meglio l´uovo oggi o la gallina domani? 
Il piacere è immediato e sicuro, il Paradiso è lontano e chissà se esiste veramente, oggi si vive. 
Sorgono dubbi sulla promessa del Signore, la mentalità degli uomini e delle donne, il modo di comportarsi comune, le leggi che legalizzano le infamie più vergognose, quello che vedi e che senti ogni giorno, tutto ti porta con una logica irresistibile a desistere da questo impegno di rinunciare al peccato. per questo dicevo che il punto di partenza è la meditazione contemplata, in questo esercizio spesso faticoso tu ti formi quelle convinzioni che non ti permettono più di accettare il modo di pensare e del vivere comune. 
Tutto il cristianesimo si fonda sulla promessa che Gesù ha fatto a coloro che lo seguono con fedeltà, amore e spirito di sacrificio. 
Non permetterai mai al demonio di inserire nei tuoi pensieri dei dubbi sulle promesse del Signore. sentirai la sua parola come un invito rivolto a te: se vuoi entrare nel Regno dei Cieli, rinunzia al tuo orgoglio e amor proprio, prendi la croce del mio Vangelo e cammina per le vie del mondo insieme con me. 
Il piacere è facile da realizzare, la croce è dura da portare, le sofferenze che il demonio presenta alla tua fantasia ti fanno paura. Questa è la terribile realtà e anche lo scontro difficile di cui noi sacerdoti siamo ogni giorno spettatori. 
La pena grande del nostro sacerdozio non è il celibato, il quale non è altro che un dono che ci consente di dedicare tutte le nostre energie ad aiutare le anime a camminare con lo sguardo rivolto verso il Cielo, a dare loro un sostegno a portare la croce del Vangelo e aiutarle a scoprire “le insondabili ricchezze di Cristo” che si nascondono sotto la croce del Vangelo. 
La mancanza di una donna non è nessun problema per chi non la va a cercare, il vero problema è quello di non essere creduto nella sua evangelizzazione e quindi di vedere uomini e donne che camminano decisi verso l´inferno convinti di realizzare se stessi nella passione che li ha travolti.

(don Vincenzo Carone)













Sempre ricordiamoci dei nostri cari che ci hanno preceduto.. e preghiamo per le anime sante del Purgatorio.. perchè loro pregano e si ricordano di noi...

"Oh Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia".. Amen!



Il demonio si sforza di disperdere la preghiera, come fosse un mucchio di sabbia; cerca di trasformare le parole in sabbia secca, senza coesione né midollo, cioè senza fervore del cuore. Così la preghiera può essere sia una casa costruita sulla sabbia, sia una casa costruita sulla roccia. 
Edificano sulla sabbia coloro che pregano senza spirito di fede, distrattamente, con freddezza: una preghiera simile si disperde da sola e non reca nessun vantaggio a colui che prega. 
Edificano sulla roccia coloro che, durante la preghiera, tengono gli occhi fissi verso Dio e si rivolgono a lui come ad una persona viva, parlandogli faccia a faccia.

- San Giovanni di Cronstadt -

























Buongiorno a tutti :-)

www.leggoerifletto.it