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domenica 21 ottobre 2018

Il buon Dio perdonerà solamente coloro che avranno perdonato - Santo Curato d'Ars

Il buon Dio perdonerà solamente coloro che avranno perdonato: è la legge.
I santi non nutrono né odio, né astio; essi perdonano tutto, anzi, ritengono sempre di meritare, per le offese che hanno arrecato al buon Dio, molto di più del male che viene loro fatto.
I cattivi cristiani, invece, sono vendicativi.
Quando si odia il proprio prossimo, Dio ci restituisce questo odio: è un atto che si ritorce contro di noi.
Un giorno dicevo ad una persona: “Ma allora non desidera andare in paradiso, dato che non vuole vedere quell’uomo!” - “Oh, sì che voglio andarci,tuttavia cercheremo di stare lontani l’uno dall’altro, in modo da non vederci”.
Non avranno di che preoccuparsi, poiché la porta del paradiso è chiusa all’odio. In paradiso non esiste il rancore.
Per questo, i cuori buoni e umili, che sopportano le ingiurie e le calunnie con gioia o indifferenza, cominciano a godere del loro paradiso in questo mondo; coloro, invece, che serbano rancore sono infelici: hanno l’espressione preoccupata ed uno sguardo che sembra divorare ogni cosa attorno a sé.
Ci sono persone che, in apparenza devote, se la prendono per la minima ingiuria, per la più piccola calunnia.

Si può essere santi da fare miracoli ma, se non si ha la carità, non si andrà in paradiso.

L’unico modo per spiazzare il demonio, quando questi suscita in noi sentimenti di odio verso coloro che ci fanno del male, è pregare subito per loro. Ecco come si riesce a vincere il male con il bene, ed ecco cosa significa essere santi.


- Omelia del Santo Curato d'Ars -



Quando predichi, tu che ne hai fatto una professione, pensa sempre alla persona più povera, nascosta dietro i tuoi uditori, a quella la cui vita è precipitata nel gelo e che viene a ricercare presso i credenti di che riscaldare la sua fede intirizzita. 
Rivolgiti, nell'assemblea che ti ascolta, a colui la cui salvezza dipende da questa parola, a colui che non ha più che Gesù Cristo, il Verbo, divenuto carne, per rialzare la testa, a colui che viene a cercare le briciole che si lasciano ai cagnolini.  

- Anne Lécu - 



“Il buon Dio avrà perdonato ad un peccatore pentito più presto che non avrà fatto una madre a ritrarre il suo figlioletto dal fuoco.”

- Santo Curato d'Ars -


Buona giornata a tutti. :)













martedì 7 agosto 2018

dagli scritti del Santo Curato d'Ars

Che cosa fa Nostro Signore nel sacramento del suo amore? 

Egli ci dona il suo buon cuore per dimostrarci il suo amore. 

Questo cuore emana una tale tenerezza e misericordia da travolgere come un fiume in piena tutti i peccati del mondo. 

Dopo aver ricevuto i sacramenti, quando sentiamo l’amore di Dio diminuire, facciamo subito la comunione spirituale!... 

Quando non possiamo andare in chiesa, volgiamoci verso il tabernacolo. 

Non ci sono muri che fermino il buon Dio. 

Noi possiamo ricevere il buon Dio soltanto una volta al giorno; un’anima infiammata d’amore è paga del desiderio di riceverlo continuamente Figli miei se ci rendessimo conto del valore della santa comunione, eviteremmo le più piccole colpe per avere la fortuna di farla più spesso. 

Conserveremmo la nostra anima sempre pura agli occhi di Dio...


- Santo Curato d'Ars -





Nostro Signore è là, nascosto, in attesa che andiamo a trovarlo e gli rivolgiamo le nostre domande. 

È là nel sacramento del suo amore che sospira ed intercede continuamente presso il Padre per i peccatori. 

È là per consolarci; per questo dobbiamo andare a trovarlo spesso. 

Quanto gli è gradito anche solo un quarto d’ora rubato alle nostre occupazioni, alle sciocchezze di ogni giorno, per andare a fargli visita, a rivolgergli una preghiera, a consolarlo di tutte le ingiurie che riceve! 

Quando vede le anime pure avvicinarglisi con fervore, egli sorride loro... 

E che immensa felicità proviamo in presenza di Dio, quando siamo soli ai suoi piedi, davanti al santo tabernacolo! 

Figli miei, quando vi svegliate di notte, trasportatevi subito in spirito davanti al tabernacolo e dite a Nostro Signore: «Mio Dio, eccomi! Vengo ad adorarti, lodarti, benedirti, ringraziarti, amarti, tenerti compagnia con gli angeli!..».


- Santo Curato d'Ars -



Quando siamo di fronte il Santissimo Sacramento, anziché guardare in giro, chiudiamo gli occhi ed apriamo il cuore: il buon Dio aprirà il suo, Noi andremo a lui ed egli verrà a noi, noi per chiedere e lui per ricevere; sarà come un respiro che passa dall’uno all’altro.  

La comunione ha sull’anima lo stesso effetto di un colpo di soffietto su un fuoco che comincia a spegnersi, ma dove c’è ancora molta brace: si soffia e il fuoco si ravviva. 

Dopo che abbiamo fatto la comunione, l’anima viene a trovarsi nel balsamo dell’amore come l’ape tra i fiori. 

Nel giorno del giudizio, vedremo brillare la carne di Nostro Signore attraverso il corpo glorioso di coloro che l’avranno ricevuto degnamente sulla terra, come si vede brillare dell’oro in mezzo al rame o dell’argento in mezzo al piombo.


- Santo Curato d'Ars -



domenica 22 aprile 2018

22 aprile Giornata di Preghiera per le vocazioni - Dalla lettera di indizione dell’Anno Sacerdotale di papa Benedetto XVI

Il Curato d’Ars era umilissimo, ma consapevole, in quanto prete, d’essere un dono immenso per la sua gente: “Un buon pastore, un pastore secondo il cuore di Dio, è il più grande tesoro che il buon Dio possa accordare a una parrocchia e uno dei doni più preziosi della misericordia divina”. 
Parlava del sacerdozio come se non riuscisse a capacitarsi della grandezza del dono e del compito affidati a una creatura umana: “Oh come il prete è grande!... Se egli si comprendesse, morirebbe... Dio gli obbedisce: egli pronuncia due parole e Nostro Signore scende dal cielo alla sua voce e si rinchiude in una piccola ostia...”. 
E spiegando ai suoi fedeli l’importanza dei sacramenti diceva: “Tolto il sacramento dell’Ordine, noi non avremmo il Signore. 
Chi lo ha riposto là in quel tabernacolo? Il sacerdote. 
Chi ha accolto la vostra anima al primo entrare nella vita? Il sacerdote. 
Chi la nutre per darle la forza di compiere il suo pellegrinaggio? Il sacerdote. Chi la preparerà a comparire innanzi a Dio, lavandola per l’ultima volta nel sangue di Gesù Cristo? Il sacerdote, sempre il sacerdote. 
E se quest’anima viene a morire [per il peccato], chi la risusciterà, chi le renderà la calma e la pace? Ancora il sacerdote... Dopo Dio, il sacerdote è tutto!... Lui stesso non si capirà bene che in cielo”. 
Queste affermazioni, nate dal cuore sacerdotale del santo parroco, possono apparire eccessive. In esse, tuttavia, si rivela l’altissima considerazione in cui egli teneva il sacramento del sacerdozio. 
Sembrava sopraffatto da uno sconfinato senso di responsabilità: “Se comprendessimo bene che cos’è un prete sulla terra, moriremmo: non di spavento, ma di amore... 
Senza il prete la morte e la passione di Nostro Signore non servirebbero a niente. 
È il prete che continua l’opera della Redenzione sulla terra... 
Che ci gioverebbe una casa piena d’oro se non ci fosse nessuno che ce ne apre la porta? 
Il prete possiede la chiave dei tesori celesti: è lui che apre la porta; egli è l’economo del buon Dio; l’amministratore dei suoi beni... 
Il prete non è prete per sé, lo è per voi”. […]

[L’esempio del Curato d’Ars] induce a evidenziare gli spazi di collaborazione che è doveroso estendere sempre più ai fedeli laici, coi quali i presbiteri formano l’unico popolo sacerdotale e in mezzo ai quali, in virtù del sacerdozio ministeriale, si trovano “per condurre tutti all’unità della carità, ‘amandosi l’un l’altro con la carità fraterna, prevenendosi a vicenda nella deferenza’ (Rm 12,10)”. 
È da ricordare, in questo contesto, il caloroso invito con il quale il Concilio Vaticano II incoraggia i presbiteri a “riconoscere e promuovere sinceramente la dignità dei laici, nonché il loro ruolo specifico nell’ambito della missione della Chiesa… 
Siano pronti ad ascoltare il parere dei laici, considerando con interesse fraterno le loro aspirazioni e giovandosi della loro esperienza e competenza nei diversi campi dell’attività umana, in modo da poter insieme a loro riconoscere i segni dei tempi”.
Ai suoi parrocchiani il santo Curato insegnava soprattutto con la testimonianza della vita. Dal suo esempio i fedeli imparavano a pregare, sostando volentieri davanti al tabernacolo per una visita a Gesù Eucaristia. “Non c’è bisogno di parlar molto per ben pregare” – spiegava loro il Curato – “Si sa che Gesù è là, nel santo tabernacolo: apriamogli il nostro cuore, rallegriamoci della sua santa presenza. È questa la migliore preghiera”.[…]
Era convinto che dalla Messa dipendesse tutto il fervore della vita di un prete […]. 
Questa immedesimazione personale al Sacrificio della Croce lo conduceva – con un solo movimento interiore – dall’altare al confessionale. 
I sacerdoti non dovrebbero mai rassegnarsi a vedere deserti i loro confessionali né limitarsi a constatare la disaffezione dei fedeli nei riguardi di questo sacramento. 
Al tempo del santo Curato, in Francia, la confessione non era né più facile, né più frequente che ai nostri giorni, dato che la tormenta rivoluzionaria aveva soffocato a lungo la pratica religiosa. Ma egli cercò in ogni modo, con la predicazione e con il consiglio persuasivo, di far riscoprire ai suoi parrocchiani il significato e la bellezza della Penitenza sacramentale, mostrandola come un’esigenza intima della Presenza eucaristica. 
Seppe così dare il via a un circolo virtuoso. Con le lunghe permanenze in chiesa davanti al tabernacolo fece sì che i fedeli cominciassero ad imitarlo, recandovisi per visitare Gesù, e fossero, al tempo stesso, sicuri di trovarvi il loro parroco, disponibile all’ascolto e al perdono. 
In seguito, fu la folla crescente dei penitenti, provenienti da tutta la Francia, a trattenerlo nel confessionale fino a 16 ore al giorno. Si diceva allora che Ars era diventata “il grande ospedale delle anime”. 
“La grazia che egli otteneva [per la conversione dei peccatori] era sì forte che essa andava a cercarli senza lasciar loro un momento di tregua!”, dice il primo biografo. 
Il santo Curato non la pensava diversamente, quando diceva: “Non è il peccatore che ritorna a Dio per domandargli perdono, ma è Dio stesso che corre dietro al peccatore e lo fa tornare a Lui”. 
“Questo buon Salvatore è così colmo d’amore che ci cerca dappertutto”.

Tutti noi sacerdoti dovremmo sentire che ci riguardano personalmente quelle parole che egli metteva in bocca a Cristo: “Incaricherò i miei ministri di annunciare ai peccatori che sono sempre pronto a riceverli, che la mia misericordia è infinita”. 
Dal santo Curato d’Ars noi sacerdoti possiamo imparare non solo un’inesauribile fiducia nel sacramento della Penitenza che ci spinga a rimetterlo al centro delle nostre preoccupazioni pastorali, ma anche il metodo del “dialogo di salvezza” che in esso si deve svolgere.

- Papa Benedetto XVI -



"Molti lamentano la scarsità delle vocazioni ...
Non sarebbe più urgente, nell’attesa del rifiorimento delle vocazioni, usare ragionevolmente i preti, di cui ancora, grazie a Dio, si dispone?
Le vocazioni non si rarefanno per il duro del vivere sacerdotale, ma per la mancanza d’impegno, anche umano del servizio che viene richiesto.
Vi sono vicarie o decanati, che occupano dieci, venti sacerdoti per presidiare minuscole parrocchie; essi vivono nell’indigenza e nell’isolamento, consumati dall’indifferenza e dall’ostilità della gente, cui molte volte non riescono più a dare una parola viva e un’assistenza efficace. Quando viene la domenica, pesantezza e amarezza reciproca: senza contare le vertigini che dà la solitudine." 

- Don Primo Mazzolari - 


Buona giornata a tutti. :-)





venerdì 4 agosto 2017

Atto d'amore del Santo Curato d'Ars

Io ti amo, o mio Dio,
ed il mio unico desiderio è di amarti fino all’ultimo soffio della mia vita.
Ti amo, o Dio infinitamente amabile,
e preferirei morire amandoti,
che vivere un solo istante senza amarti.
Ti amo, o mio Dio,
e desidero il cielo solo per poter avere la gioia di amarti perfettamente.
Ti amo, o mio Dio,
temo l'inferno solo perché non ci sarà mai la dolce consolazione di amarti.
O Dio mio,
se la mia lingua non può dirti continuamente che ti amo,
almeno voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro.
Fammi la grazia di soffrire amandoti,
di amarti soffrendo
e di spirare un giorno amandoti
e avendo coscienza di amarti.
E più si avvicina la mia fine,
più ti scongiuro di accrescere il mio amore e di perfezionarlo.
Così sia!

- San Giovanni Maria Vianney - (il Curato d'Ars)

   Giovanni Maria Battista (Jean-Marie Baptiste) Vianney (1786 – 1859) sacerdote francese, reso famoso col titolo di "Curato d'Ars" per la sua intensa attività di parroco in questo piccolo villaggio dell’Ain.




Antifona d'ingresso
Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l'unzione,
mi ha mandato per annunziare ai poveri il lieto
messaggio, e a risanare chi ha il cuore affranto.

Colletta
Dio onnipotente e misericordioso,
che in san Giovanni Maria Vianney
ci hai offerto un mirabile pastore,
pienamente consacrato al servizio del tuo popolo,
per la sua intercessione e il suo esempio
fa’ che dedichiamo la nostra vita
per guadagnare a Cristo i fratelli
e godere insieme con loro la gioia senza fine.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...




Le parole possono persuadere, ma gli esempi trascinano.

- San Giovanni Maria Vianney -



"Se incontrassi un prete e un angelo, saluterei prima il prete e poi l'angelo. 
Se non ci fossero preti, la Passione e la morte di Gesù sarebbero vane. A cosa serve uno scrigno pieno d’oro se nessuno può aprirlo?  
Il prete ha le chiavi del tesoro del Cielo."

- San Giovanni Maria Vianney -


Non c’è niente di più grande dell’Eucaristia.



- San Giovanni Maria Vianney -



Buona giornata a tutti. :-)



mercoledì 5 luglio 2017

La Santa Eucarestia e il Santo Curato d'Ars

Figli miei, tutte le creature hanno bisogno di nutrirsi per vivere. 

Anche l’anima ha bisogno di nutrirsi. In che cosa consiste dunque il suo nutrimento? 

Il nutrimento dell’anima è il corpo e il sangue di un Dio! 

Che bel nutrimento! 

L’anima non può nutrirsi che di Dio! 

Solo Dio può riempirla! 

Solo Dio può soddisfare la sua fame! ha assolutamente bisogno del suo Dio!.. Felici le anime pure che hanno la fortuna di unirsi a Nostro Signore per mezzo della comunione! 

In cielo brilleranno come bei diamanti, perché Dio si rispecchierà in loro.


- Santo Curato d'Ars -



Un’anima che ha ricevuto degnamente il sacramento dell’Eucaristia è facilmente riconoscibile. 
È talmente immersa nell’amore, talmente pervasa e cambiata da questo sentimento che si fatica a riconoscerla nelle sue azioni e nelle sue parole... 
È umile, dolce, mortificata, caritatevole e modesta; va d’accordo con tutti. 
È un’anima capace dei più grandi sacrifici. 
Andate quindi a far la comunione, figli miei, andate da Gesù con amore e fiducia! 
Andate a vivere di lui, in modo da vivere per lui! 
Non dite che avete troppo da fare. 
Il Salvatore non ha forse detto: «Venite a me, voi che lavorate e siete affaticati; venite a me ed io vi darò sollievo?». 
Potreste resistere ad un invito così pieno di tenerezza e di amicizia?    

- Santo Curato d'Ars -





Non dite che non ne siete degni. 
È vero, non ne siete degni, ma ne avete bisogno. 
Se Nostro Signore avesse pensato alla nostra dignità, non avrebbe mai istituito questo bel sacramento d’amore, perché nessuno al mondo ne è degno, né i santi, né gli angeli, né gli arcangeli... 
Egli, invece, ha pensato ai nostri bisogni e tutti noi abbiamo bisogno del suo corpo e del suo sangue. 
Non dite che siete peccatori, che siete troppo miserabili e che per questo motivo non osate accostarvi a questo sacramento. 
Vorrei proprio vedere se sareste capaci di dire che siete troppo malati e che per questo motivo non volete provare alcun rimedio, né chiamare un medico.

- Santo Curato d'Ars -



Buona giornata a tutti. :-)







martedì 6 giugno 2017

La SS. Eucarestia - San Giovanni Maria Vianney

Il buon Dio vuole donarsi a noi nel sacramento del suo amore: per questo ci ha donato un desiderio immenso che lui solo può soddisfare... 
Accanto a questo bel sacramento, siamo come una persona che muore di sete accanto ad un fiume, quando basterebbe si piegasse per avvicinarsi all’acqua!... 
Oppure come una persona che resta povera accanto ad un tesoro, quando sarebbe sufficiente per lei allungare la mano! 
Oh! se i cristiani potessero capire le parole di Nostro Signore: «Malgrado la tua miseria, voglio vedere da vicino questa bella anima che ho creato per me. L’ho fatta così grande che solo io posso soddisfare le sue aspirazioni. 
L’ho fatta così pura che solo il mio corpo può nutrirla». Figli miei, non c’è nulla di tanto grande ed importante quanto l’Eucaristia! 
Paragonate tutte le buone opere del mondo con una comunione fatta bene: appariranno come un granello di polvere rispetto ad una montagna.

- San Giovanni Maria Vianney -




Se ci rendessimo conto di quanti e quali beni sono racchiusi nella santa comunione, nient’altro riuscirebbe ad accontentare il nostro cuore. 
L’avaro non cercherebbe più i suoi tesori, né l’ambizioso la gloria; tutti lascerebbero questo mondo, scuotendosi di dosso la polvere e si innalzerebbero verso il cielo. 
Chi fa la comunione si perde in Dio come una goccia d’acqua nell’oceano. 
Non è più possibile separarli. Se qualcuno ci chiedesse, subito dopo che abbiamo fatto la comunione: «Che cosa portate a casa con voi? noi potremmo rispondere; «Porto il paradiso». Un santo diceva che noi siamo dei Porta-Dio. E proprio vero, purtroppo, però: non abbiamo abbastanza fede. 
Non ci rendiamo conto della nostra dignità. 
Dopo aver partecipato alla sacra mensa eucaristica, dovremmo essere tanto felici quanto lo sarebbero stati i magi se avessero potuto portare con sé il Bambino Gesù.

Quando facciamo la santa comunione, sentiamo qualche cosa di straordinario, un benessere che attraversa tutto il corpo, diffondendosi sino alle estremità. Che cos’è questo benessere? 

È Nostro Signore che si propaga in tutte le parti del nostro corpo facendole vibrare. 

Non possiamo non dire, come san Giovanni; «È il Signore!». 

Chi non sente proprio nulla è da compatire, non c’è dubbio. 

Non mi piace l’abitudine che hanno molti di mettersi subito a leggere dopo aver ricevuto l’Eucaristia. 

Oh, no! a che serve la parola degli uomini quando è Dio a parlare?... 

Bisogna ascoltare ciò che il buon Dio dice al nostro cuore. 

Prendete un vaso pieno di liquore e tappatelo con cura: solo così conserverete il liquore per tutto il tempo che vorrete. 

Allo stesso modo, se dopo la comunione custodiste con cura Nostro Signore nel raccoglimento, sentireste più a lungo quel fuoco che divora e che sicuramente alimenterebbe in voi la propensione al bene e l’avversione per il male.


- San Giovanni Maria Vianney -

Il Magistero di Benedetto XVI - 
Regina Caeli, 22 aprile 2012

Buona giornata a tutti. :-)






sabato 22 aprile 2017

Pensieri del Santo curato d’Ars

Tutti gli esseri della creazione hanno bisogno di nutrirsi per vivere; per questo il buon Dio ha fatto crescere gli alberi e le piante; è una bella tavola ben servita dove tutti gli animali vengono a prendere ognuno il cibo che gli conviene. Ma anche l’anima deve nutrirsi...  Quando Dio volle dare un nutrimento alla nostra anima, per sostenerla nel pellegrinaggio della vita, Egli pose il suo sguardo sulla creazione e non trovò nulla che fosse degna di lei. Allora si ripiegò su se stesso e decise di dare se stesso… O anima mia, quanto sei grande, dal momento che soltanto Dio può appagarti!

- Santo curato d'Ars - 



Quando Nostro Signore viene ad abitare in un’anima, è contento e riempie l’anima di gioia e di felicità e le comunica quell’amore generoso di fare tutto e di soffrire tutto per piacergli. 

Non dite che non ne siete degni. 

È vero: non ne siete degni, ma ne avete bisogno. Se Nostro Signore avesse avuto in mente il nostro esser degni, non avrebbe mai istituito il suo sacramento d’amore, perché nessuno al mondo ne è degno, ma Egli pensava ai nostri bisogni e ne abbiamo tutti bisogno.


- Santo curato d'Ars - 



Gesù ha detto: «Tutto ciò che domanderete al Padre mio in mio nome, egli ve lo concederà». 
Mai avremmo pensato di chiedere a Dio il suo unico Figlio. 
Tuttavia ciò che l’uomo non avrebbe mai potuto immaginare, Dio l’ha fatto. Ciò che l’uomo non può né dire né concepire e che mai avrebbe osato desiderare, Dio, nel suo amore, l’ha detto, concepito e realizzato. 
Avremmo mai osato dire a Dio di far morire suo Figlio per noi, di darci la sua carne da mangiare e il suo sangue da bere? Senza la divina Eucaristia, non ci sarebbe felicità a questo mondo e la vita sarebbe insopportabile. 
Quando riceviamo la santa comunione, riceviamo la fonte della nostra gioia e felicità. - 

- Santo curato d'Ars - 





"Nostro Signore è là, 
nascosto,
in attesa che andiamo a trovarlo 
e gli rivolgiamo le nostre domande.
E' là, nel Sacramento del suo amore
che sospira ed intercede continuamente 
presso il Padre per i peccatori ...
Quanto gli è gradito anche solo un quarto d'ora 
rubato alle nostre occupazioni, 
alle sciocchezze di ogni giorno,
per andare a fargli visita, 
a rivolgergli una preghiera, 
a consolarlo di tutte le ingiurie che riceve ..
.


Dagli insegnamenti del Santo Curato d'Ars


Buona giornata a tutti. :-)





giovedì 2 febbraio 2017

Pregare e fare sacrifici per la santificazione dei sacerdoti - Santo Curato d'Ars - Patrono dei parroci

"Vi sono alcuni che hanno l'abitudine di parlare male dei sacerdoti, ve ne sono che li disprezzano. 
Fate attenzione, figlioli: poiché sono i rappresentanti di Dio, tutto ciò che dite ricade su di Dio stesso. Fareste molto meglio a pregare per loro.    
Ve ne sono che non pregano mai per i loro pastori: ciò è molto ingrato. 
II sacerdote, prega sempre per voi, quando offre il divin Sacrificio, quando tiene Nostro Signore fra le sue mani.
Vedete quanto è nel vostro interesse pregare il Buon Dio per i sacerdoti: più saranno santi, più vi otterranno grazie.
Bisogna pregare, soprattutto all'epoca delle ordinazioni, affinché il Buon Dio ci dia dei buoni sacerdoti. Quando sono santi, quanto bene possono fare! Ma, buoni o cattivi che siano, non ditene mai del male. Colui che disprezzate sarà forse colui che vi assolverà all'ora della morte. Voi direte: «Ma è un uomo come un altro ...» Certamente! (...) Ma è al suo ministero che bisogna guardare. Il Buon Dio ha messo nelle loro mani tutti i meriti della sua morte e della sua passione per distribuirceli, come un re rimette nelle mani del suo ambasciatore un tesoro perché lo distribuisca come meglio crede..."
"Andate a confessarvi dalla Madonna o da un angelo? Vi assolveranno? No. Vi daranno il Corpo e il Sangue di Nostro Signore ? No. La Madonna non può far discendere il suo divin Figlio nell'Ostia. Anche se aveste vicino duecento angeli, non potrebbero assolvervi. Un sacerdote, può farlo; può dirvi «Andate in pace, io vi perdono.. Oh, che il sacerdote è qualcosa di grande!".

Santo Curato d'Ars - Patrono dei parroci




"Non siate dei preti a metà. O tutto o niente! Meglio un laico galantuomo che un prete mediocre.
Un prete mediocre è già un cattivo prete. 
Chi non si sente di essere santo, se ne vada per i fatti suoi, ma non profani la Chiesa con la sua vita borghese. 
Per un prete l'essere santo, è una necessità ineluttabile. Tenetelo bene a mente!"

- Don Eugenio Bernardi - 


“Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
Credo pure con ferma fede tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio scritta o trasmessa e che la Chiesa, sia con giudizio solenne sia con magistero ordinario e universale, propone a credere come divinamente rivelato.
Fermamente accolgo e ritengo anche tutte e singole le verità circa la dottrina che riguarda la fede o i costumi proposte dalla Chiesa in modo definitivo”.

- San Giovanni Paolo II, papa - 



Buona giornata a tutti. :-)