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giovedì 14 novembre 2019

Il vaso di porcellana e la rosa - Paulo Coelho

Il Grande Maestro e il Guardiano condividevano l’amministrazione di un monastero zen.
Un giorno, il Guardiano morì e fu necessario sostituirlo.

Il Grande Maestro riunì tutti i discepoli per scegliere chi avrebbe avuto l’onore di lavorare direttamente al suo fianco. 
“Vi esporrò un problema - disse il Grande Maestro -, e colui che lo risolverà per primo sarà il nuovo Guardiano del tempio”. 
Terminato il suo brevissimo discorso, collocò uno sgabellino al centro della stanza. Sopra c’era un vaso di porcellana costosissimo, con una rosa rossa che lo abbelliva.

“Ecco il problema”, disse il Grande Maestro. 
I discepoli contemplavano, perplessi, ciò che vedevano: i disegni raffinati e rari della porcellana, la freschezza e l’eleganza del fiore. 
Che cosa rappresentava tutto ciò? Cosa fare? Qual era l’enigma? 
Dopo alcuni minuti, uno dei discepoli si alzò, guardò il Grande Maestro e gli allievi tutt’intorno. Poi, si avviò risolutamente al vaso e lo scagliò per terra, mandandolo in frantumi.
“Tu sarai il nuovo Guardiano”, disse il Grande Maestro all’allievo. E non appena questi fu tornato al suo posto, spiegò: “Io sono stato molto chiaro: ho detto che vi trovavate davanti a un problema.
Non importa quanto bello e affascinante esso sia, un problema deve essere eliminato. “Un problema è un problema; può trattarsi di un rarissimo vaso di porcellana, di un meraviglioso amore che non ha più senso, o di un cammino che deve essere abbandonato, ma che noi ci ostiniamo a percorrere perché ci fa comodo…
C’è solo una maniera di affrontare un problema: attaccandolo di petto.
In quei momenti, non si può né avere pietà, né lasciarsi tentare dall’aspetto affascinante che qualsiasi conflitto porta con sé”.


- Paulo Coelho -


Sei tu…

Mi spingi oltre i miei limiti 
e sento di vivere appieno la mia stessa vita, 
in te ho incontrato me stesso 
e ho guardato oltre, 
oltre ogni inimmaginabile limite. 
Ho guardato nel profondo dei tuoi occhi 
cercando di comprenderti 
ma, ho visto tutto quello che di me 
mai avrei voluto vedere. 
Ho visto la mia fragilità e la mia insicurezza 
i miei sensi di colpa e i miei complessi 
le mie paure e la mia insofferenza 
ho visto le mie tenebre e i miei demoni 
allora, ho guardato ancora oltre 
e nel profondo del mio cuore, un mare in tempesta, 
un oceano immenso dove tuffarsi e perdersi 
e lì nel profondo della mia anima ho compreso! 
Ho provato piacere e orgoglio 
nel capire quello che oggi provo 
nel sapere chi oggi sono veramente 
adesso so che amo le cose belle 
so che amo tutto quello che la vita mi offre 
e una di quelle sei tu.


- Paulo Coelho -


Buona giornata a tutti. :-)


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giovedì 12 settembre 2019

La partita a scacchi - Paulo Coelho

Disse il giovane all'abate del monastero: "Vorrei tanto essere un monaco, ma non ho imparato niente di importante nella vita. Tutto ciò che mio padre mi ha insegnato è giocare a scacchi, cosa che non serve per l'illuminazione".
"Chi sa che questo monastero non abbia bisogno di svago", fu la risposta.
L'abate, allora, chiese una scacchiera, convocò un monaco e gli disse di giocare con il ragazzo. Ma, prima che la partita cominciasse, aggiunse: "Anche se abbiamo bisogno di svago, non possiamo permettere che stiano tutti a giocare a scacchi. Dunque, terremo qui solo il migliore dei giocatori. Se il nostro monaco perderà, andrà via dal monastero e lascerà un posto libero per te."
L'abate parlava seriamente. 
Il ragazzo sentì che era in gioco la sua vita e cominciò a sudare freddo. 
La scacchiera divenne il centro del mondo. Il monaco iniziò a perdere. Il ragazzo lo incalzò, ma poi notò lo sguardo di santità dell'altro: da quel momento cominciò a fare di proposito le mosse sbagliate. 
In fin dei conti, preferiva perdere, perché il monaco poteva essere più utile al mondo.
All'improvviso, l'abate rovesciò per terra la scacchiera. "Hai imparato molto di più di ciò che ti hanno insegnato - disse -
Ti sei concentrato abbastanza per vincere, sei stato capace di lottare per ciò che desideravi. Poi, hai avuto compassione, ed eri disposto a sacrificarti in nome di una causa nobile. 
Che tu sia il benvenuto nel monastero, perché sai equilibrare la disciplina con la misericordia".

- Paulo Coelho -



Le tentazioni

Uno straniero incontrò il Padre Superiore nel monastero di Sceta. 
"Voglio rendere la mia vita migliore", disse "Ma non riesco a trattenermi dall'avere dei pensieri peccaminosi". 
Il Padre notò che il vento stava soffiando forte fuori, e disse allo straniero: "Fa piuttosto caldo qui. Mi chiedo se tu potessi trattenere un po' di vento là fuori e portarlo qui per rinfrescare la stanza". 
"E' impossibile", rispose lo straniero. 
"E' impossibile anche tenere se stessi dal pensare cose che offendono Dio", rispose il monaco. "Ma, se sai come dire di no alle tentazioni, non ti causeranno alcun danno."

- Paulo Coelho -
da: I racconti del maktub


Buona giornata a tutti :-)







domenica 1 settembre 2019

L'aiuto verso i nostri fratelli - Paulo Coelho

Un uomo bussò alla porta di un amico per chiedergli un favore: ‘Puoi prestarmi quarantamila denari? Devo saldare un debito’.

L’altro chiese alla moglie di prendere tutti i loro risparmi e gli oggetti di valore: il piccolo tesoro, però, si rivelò insufficiente. Chiesero aiuto ai vicini e, alla fine, fu raccolta la somma necessaria.
Quando l’uomo se ne fu andato, la donna notò che il marito stava piangendo.
‘Perché sei triste?’ Gli domandò. ‘Per il fatto che ci siamo indebitati con i vicini e non sai se saremo in grado di onorare il nostro debito?’.
‘No, affatto. Piango perché nutro un grande affetto per quell’amico, eppure non mi sono mai preoccupato per lui. 
Mi è ritornato alla mente soltanto quando si è presentato alla nostra porta per chiedere un prestito’.

Andate, dunque, e raccontate la storia di ciò che è accaduto questo pomeriggio. E ricordate che dobbiamo aiutare i nostri fratelli ancor prima che ce lo chiedano.”

- Paulo Coelho -

Il manoscritto ritrovato ad Accra, Bompiani, Milano, 2012, 174-175




È facile sorridere alle persone che stanno fuori dalla propria casa. 
È così facile prendersi cura delle persone che non si conoscono bene. 
È difficile essere premurosi e gentili e sorridere ed essere pieni d'amore in casa con i propri familiari giorno dopo giorno, specialmente quando siamo stanchi e di malumore. 
Tutti noi abbiamo momenti come questi, ed è proprio allora che Cristo viene a noi vestito di sofferenza. 

- Madre Teresa di Calcutta -



Signore, non ho niente
eppure ho tutto, perché ho Te.
Non ho cibo a sufficienza,
ma mi basta quello che ricevo dalla gente
o che guadagno con il mio onesto lavoro.
Non ho casa, ove riposare,
ma mi contento del cielo
sotto il quale riposo ogni tanto,
memore della tua esperienza,
di un Dio che non ha neppure
una pietra ove poggiare il suo capo stanco.
Non ho denaro che mi possa aiutare a vivere con dignità
ma accolgo, con sofferenza, l'elemosina di tanta gente.
Quanto é difficile Signore essere povero oggi come allora,
ma nessuno di noi ha scelto di esserlo di propria volontà.
Tu sai la sofferenza di quanti non hanno nulla
nel nostro tempo affamato di guadagni e di posizioni sempre più agiate.
Non Ti chiedo di rimuovere solo la mia povertà,
ma la povertà di tanti popoli oppressi a causa dell'ingiustizia
e della cattiva gestione delle risorse della Terra.
Fa, o Dio della Provvidenza, che nessun bambino
sia più povero su questa Terra,
che nessun ammalato sia abbandonato a se stesso
senza alcuna assistenza e sicurezza,
che nessun anziano vengano lasciato nella solitudine
senza il conforto di qualcuno,
che nessun giovane abbia a soffrire a causa
del cattivo esempio degli adulti,
che in tutte le famiglie e su tutte le mense del mondo
arrivi quotidianamente quel pane di ogni genere
che ti chiediamo ogni giorno per noi e per tutti
con la stessa preghiera che ci hai insegnato Tu.
Amen.




Buona giornata a tutti. :-)

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lunedì 26 agosto 2019

Fingere che sei forte - Paulo Coelho

Fingere che sei forte
Tu non hai bisogno di fingere che sei forte,
non devi sempre dimostrare che tutto sta andando bene,
non puoi preoccuparti di ciò che pensano gli altri,
se ne avverti la necessità piangi
perché è bene che tu pianga fino all’ultima lacrima,
poiché soltanto allora potrai tornare a sorridere.


- Paulo Coelho -



L'amore è sempre nuovo. 
Non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita: ci troviamo sempre davanti a una situazione che non conosciamo. 
L'amore può condurci all'inferno o al paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo.
È necessario accettarlo, perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza.
Se non lo accettiamo, moriremo di fame pur vedendo i rami dell'albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli. È necessario ricercare l'amore là dove si trova, anche se ciò potrebbe significare ore, giorni, settimane di delusione e di tristezza.
Perché nel momento in cui partiamo in cerca dell'amore, anche l'amore muove per venirci incontro. E ci salva.

- Paulo Coelho -

Fonte: "Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto" di Paulo Coelho, Ed. Bompiani 1994, traduzione  di Rita Desti


In sostanza, e proprio nelle cose più profonde e importanti, siamo indicibilmente soli, e affinché uno possa consigliare e anzi aiutare l’altro, deve accadere molto, molto deve riuscire, una intera costellazione di cose si deve realizzare perché si ottenga una volta lo scopo. 

- Anna Maria Rilke – 
Lettere a un giovane poeta – 1903


Buona giornata a tutti. :-)




martedì 30 luglio 2019

Il bicchiere – Paulo Coelho

Il vino rendeva le cose più facili per lui. E per me.  
– Perché ti sei interrotto all’improvviso? Perché non vuoi parlare di Dio, della Vergine, del mondo spirituale?
– Voglio parlare di un altro tipo di amore – insistette lui. – Quello che  provano un uomo e una donna, e in cui pure si manifestano i miracoli.
Presi le sue mani. Poteva anche conoscere i grandi misteri della Dea – ma di amore ne sapeva quanto me. Anche se aveva viaggiato tanto.
E io avrei dovuto pagare un prezzo: l’iniziativa. Perché la donna paga il prezzo più alto: la resa.
Restammo lì tenendoci per mano a lungo. 
Leggevo nei suoi occhi le paure ancestrali che il vero amore suscita come prove da vincere. 
Vi lessi il ricordo del rifiuto della sera precedente, il lungo tempo che avevamo trascorso separati, gli anni nel monastero alla ricerca di un mondo dove queste cose non accadevano.
Leggevo nei suoi occhi le migliaia di volte in cui si era prefigurato questo momento, gli scenari che aveva creato intorno a noi, la pettinatura che avrei potuto avere in quel momento e il colore dei miei vestiti. Io avrei voluto dirgli che “sì”, sarebbe stato il benvenuto, che il mio cuore aveva vinto la battaglia. Avrei voluto dirgli quanto lo amavo, quanto lo desideravo in quel momento.
Ma rimasi in silenzio. Assistetti, come se fosse un sogno, alla sua lotta interiore. Vidi che aveva davanti a sé il mio “no”, la paura di perdermi, le dure parole che aveva udito in momenti simili – perché ci passiamo tutti, e accumuliamo cicatrici.
I suoi occhi cominciarono a brillare. Sapevo che stava superando tutte quelle barriere.
Allora liberai una delle mie mani, presi un bicchiere e lo spostai sul bordo del tavolo.
– Cadrà – disse lui.
– Proprio così. Voglio che tu lo faccia cadere.
– Rompere un bicchiere?
Sì, rompere un bicchiere. Un gesto apparentemente semplice, ma che implicava certi terrori che non riusciremo mai a comprendere bene. Cosa c’è di sbagliato nel rompere un bicchiere di poco valore – quando a tutti è capitato di farlo nella vita?
– Rompere un bicchiere? – ripetè lui. – Perché?
– Potrei darti varie spiegazioni – risposi. - Ma, in realtà, è solo per romperlo.
– Per te?
– Ovviamente no.
Guardava il bicchiere di vetro sul bordo del tavolo – preoccupato che cadesse.
"È un rito di passaggio, come dici anche tu”, mi venne voglia di dirgli. 
“ È ciò che è proibito. I bicchieri non si rompono di proposito. 
Quando entriamo in un ristorante, o anche quando siamo a casa, stiamo attenti a che i bicchieri non finiscano sul bordo del tavolo. Il nostro universo esige da noi che si faccia attenzione a che i bicchieri non cadano a terra.
Eppure - continuai a pensare - se involontariamente li rompiamo, ci accorgiamo che non era poi così tanto grave. 
Il cameriere dice “non ha importanza”, e a me non è mai capitato di vedere che un bicchiere rotto venisse incluso nel conto di un ristorante. 
Rompere bicchieri fa parte della vita, e non causiamo alcun danno a noi, al ristorante, o al prossimo.
Diedi uno spinta al tavolo. Il bicchiere ondeggiò, ma non cadde.
– Attenzione! – esclamò lui, istintivamente.
– Rompi il bicchiere – insistetti.
Rompi questo bicchiere, pensavo fra me e me, perché è un gesto simbolico. Cerca di capire che io, dentro di me, ho rotto cose ben più importanti di un bicchiere, e ne sono felice. 
Pensa alla tua lotta interiore e rompi questo bicchiere.
Perché i nostri genitori ci hanno insegnato a fare attenzione con i bicchieri, e con i corpi. 
Ci hanno insegnato che le passioni dell’infanzia sono impossibili, che non si devono allontanare gli uomini dal sacerdozio, che gli uomini non fanno miracoli, e che nessuno parte per un viaggio senza conoscere la meta.
Rompi questo bicchiere, ti prego – e liberaci da tutti questi maledetti concetti, da questa mania che tutto si deve spiegare e che si deve fare solo quello che gli altri approvano.
– Rompi questo bicchiere – lo pregai ancora una volta.
Fissò i suoi occhi nei miei. Poi, lentamente, fece scivolare la mano sul ripiano del tavolo, fino a sfiorare il bicchiere. Con un movimento rapido, lo fece cadere a terra.
Il rumore del vetro che andava in frantumi attirò l’attenzione di tutti. 
Invece di dissimulare il gesto con una richiesta di scuse, lui mi guardava sorridendo – e io ricambiavo il suo sorriso.
– Non ha importanza – esclamò il giovane che serviva ai tavoli.

Ma lui non mi udì. Si era alzato, mi aveva afferrata per i capelli e mi stava baciando.

Afferrai anch’io i suoi capelli, lo abbracciai con tutta la forza, morsi le sue labbra, sentii la sua lingua muoversi nella mia bocca. 

Era un bacio che avevo atteso a lungo – che era nato presso i fiumi della nostra infanzia, quando ancora non comprendevamo il significato dell’amore. 
Un bacio che era rimasto in sospeso quando eravamo cresciuti, che aveva viaggiato nel mondo attraverso il ricordo di una medaglia, che era rimasto nascosto dietro pile di libri di studio per un concorso pubblico. 
Un bacio che si era smarrito tante volte e che ora era stato ritrovato. 
In quel minuto di bacio c’erano anni di ricerche, di delusioni, di sogni impossibili. 

Lo baciai con forza. Le poche persone presenti nel bar devono averci guardato, e forse pensavano di assistere a un semplice bacio. 
Non sapevano che in quel minuto di bacio c’era la somma della mia vita, della vita di lui, della vita di chiunque speri, sogni e ricerchi il proprio cammino sotto il sole.
Nel minuto di quel bacio c’erano tutti i momenti di gioia che ho vissuto.

- Paulo Coelho -
Fonte: "Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto", di Paulo Coelho


Buona giornata a tutti. :-)







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lunedì 15 luglio 2019

Un uomo, il suo fiume, il suo ponte - Paulo Coelho


Un uomo, dopo molti anni di lavoro e di meditazioni sul miglior modo per attraversare il fiume davanti alla sua casa, costruì una passerella. 
Si racconta però che gli abitanti del villaggio raramente osavano passarvi sopra, a causa della sua precarietà.
Un bel giorno, da quelle parti comparve un ingegnere che, con l'aiuto della gente del posto, costruì un ponte, la qual cosa mandò su tutte le furie il costruttore della passerella. 
Questi, infatti, da quel momento incominciò a dire a quanti avevano la pazienza di ascoltarlo che l'ingegnere aveva mancato di rispetto nei confronti del suo lavoro.
"Ma la passerella è ancora lì - rispondevano gli abitanti del villaggio - ed è un monumento ai suoi anni di fatica e di meditazione".
"Nessuno però la usa" ribatteva l'uomo, stizzito.
"Lei signore, è un cittadino rispettabile e noi siamo fieri di lei. Tuttavia, se la gente trova il ponte più bello e utile della sua passerella, che cosa ci possiamo fare?".
"Il ponte attraversa il mio fiume!".
"Ma signore, con tutto il rispetto che abbiamo per il suo lavoro, vorremmo dirle che il fiume non le appartiene. 
Può essere attraversato a piedi, in barca, a nuoto o in qualsiasi altro modo: se le persone preferiscono attraversarlo utilizzando il ponte, perché non rispettare la loro scelta? 
Infine, come possiamo aver fiducia di una persona che, invece di cercare di migliorare la sua passerella, passa tutto il tempo a criticare il ponte?". 

- Paulo Coelho - 


Tutti hanno in sé capacità meravigliose per costruire la pace.
Ciascuno deve trovare in sé la sorgente dell'amore, il che significa trovare il positivo negli altri, rispettarli per quello che sono.



- Louis-Marie Parent - 



Buona giornata a tutti. :-)










domenica 16 giugno 2019

I guerrieri della luce… - Paulo Coelho

I guerrieri della luce hanno sempre un bagliore nello sguardo.
Essi vivono nel mondo, fanno parte della vita di altri uomini, e hanno iniziato il loro viaggio senza bisaccia e senza sandali.
In molte occasioni sono codardi.
Non sempre agiscono correttamente.
Soffrono per cose inutili, assumono atteggiamenti meschini, e a volte si ritengono incapaci di crescere.
Sovente si credono indegni di qualsiasi benedizione o miracolo.
Non sempre sono sicuri di ciò che stanno facendo.
Molte volte trascorrono la notte in bianco, pensando che la loro vita non ha alcun significato.
Per questo sono guerrieri della luce.
Perché sbagliano.
Perché si interrogano.
Perché cercano una ragione: e certamente la troveranno.

- Paulo Coelho -
Fonte: Guerriero della Luce

L'Addio

"Dove state andando, padrone?" gridò Sam, benchè avesse finalmente capito quel che stava succedendo. 
"Ai Rifugi, Sam", disse Frodo. 
"E io non posso venire." 
"No, Sam. Non ancora, comunque, non oltre i Rifugi. Benché sia stato anche tu
Portatore dell'Anello, per poco tempo. Forse verrà la tua ora.
Non essere troppo triste, Sam [...]." 
"Ma", disse Sam, e le lacrime incominciarono a sgorgargli dagli occhi
"credevo che anche voi voleste godervi la Contea, per anni e anni, dopo tutto
quello che avete fatto". 
"Anche io lo credevo, un tempo. Ma sono stato ferito troppo profondamente, Sam.
Ho tentato di salvare la Contea, ed è stata salvata, ma non per merito mio. 
Accade sovente così, Sam, quando le cose sono in pericolo:
- qualcuno deve rinunciare, perderle, affinchè altri possano conservarle.  -
Ma tu sei il mio erede: tutto ciò che ebbi e che avrei potuto avere io, lo lascio a te; e poi tu hai Rosa, ed Elanor, e verranno anche il piccolo Frodo e la piccola Rosa, e Merry e Cioccadoro e Pipino, e forse altri che ancora non vedo. 
Le tue mani e il tuo cervello saranno necessari dappertutto. [...].
Coraggio, ora cavalca con me!"

- JRR Tolkien -



San Michele Arcangelo, io,
quantunque indegno di apparire dinanzi a te,
confidando tuttavia nella tua speciale bontà,
mi presento a te, accompagnato dal mio Angelo Custode e,
in presenza di tutti gli Angeli del cielo
che prendo a testimoni della mia devozione verso di te,
ti scelgo oggi come mio protettore
e particolare avvocato
e mi propongo fermamente di onorarti quanto più potrò. 
 Assistimi durante tutta la mia vita,
affinché mai io offenda Dio né in opere né in parole né in pensieri.
 Difendimi contro tutte le tentazioni del demonio,
specialmente riguardo la fede e la purezza,
e nell'ora della morte infondi la pace alla mia anima
e introducila nella Patria eterna.
San Michele Arcangelo,
difendici nella lotta affinché non periamo nell'estremo giudizio.
Amen.


Buona giornata a tutti. :-)


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