martedì 2 giugno 2020

Luce, mia luce! e Dimmi se tutto è vero – Rabinandrath Tagore

Luce, mia luce!
Luce che inondi la terra
luce che baci gli occhi
luce che addolcisce il cuore!

Amore mio, la luce danza
al centro della mia vita
la luce tocca le corde del mio amore.

Il cielo si spalanca
il vento soffia selvaggio
il riso passa sopra la terra.

Le farfalle dispiegano le loro ali
sul mare della luce.
Gigli e gelsomini sbocciano
sulla cresta delle sue onde.

Amore mio, la luce s'infrange
nell'oro delle nubi
e sparge gemme in gran copia.
Gioia e serenità si diffondono
di foglia in foglia senza limiti.
Il fiume del cielo
ha superato le sue sponde
e inonda di felicità la terra.


- Rabindranath Tagore -



Mi hai fatto senza fine 
questa è la tua volontà. 
Questo fragile vaso 
continuamente tu vuoti 
continuamente lo riempi 
di vita sempre nuova. 

Questo piccolo flauto di canna 
hai portato per valli e colline 
attraverso esso hai soffiato 
melodie eternamente nuove. 

Quando mi sfiorano le tue mani immortali 
questo piccolo cuore si perde 
in una gioia senza confini 
e canta melodie ineffabili. 
Su queste piccole mani 
scendono i tuoi doni infiniti. 
Passano le età, e tu continui a versare, 
e ancora c'è spazio da riempire.

- Tagore -



“…….Si racconta che Dio decise che nessun amore sulla terra sarebbe stato del tutto impossibile, nemmeno quello tra la Luna e il Sole e fu così che creò l'eclisse.

Oggi, Sole e Luna vivono nella speranza di questo momento, nell'attesa di questi rare situazioni che sono loro consentite e che quasi mai accadono.

Quando guardiamo il cielo e vediamo il Sole coprire la Luna significa che lui è sdraiato su di lei e cominciano ad amarsi. Non sapremo mai le parole che si sussurrano a vicenda.
A questo atto d'amore Dio diede il nome di eclisse.

E la luce della loro estasi è così forte che si sconsiglia di guardare il cielo in quel momento perchè i nostri occhi potrebbero essere accecati dalla vista di tanto amore…”

(La dolce storia tra il sole e la luna – Autore non conosciuto)




                                                             Buona giornata a tutti. :-)



lunedì 1 giugno 2020

Virus ed eutanasia?

Se anche per un'unica volta accettiamo il principio del diritto a uccidere i nostri fratelli improduttivi - benché limitato in partenza solo ai poveri e indifesi malati di mente - allora in linea di principio l'omicidio diventa ammissibile per tutti gli esseri improduttivi, i malati incurabili, coloro che sono stati resi invalidi dal lavoro o in guerra, e noi stessi, quando diventiamo vecchi, deboli e quindi improduttivi.
Basterà allora un qualsiasi editto segreto che ordini di estendere il metodo messo a punto per i malati di mente ad altre persone improduttive, a coloro che soffrono di malattie polmonari incurabili, ai vecchi deboli o invalidi, ai soldati gravemente mutilati. 
A quel punto la vita di nessuno di noi sarà più sicura. 
Una qualsiasi commissione ci può includere nella lista degli improduttivi, a suo giudizio diventati inutili. Nessuna polizia, nessun tribunale indagherà sul nostro assassinio, né punirà l’assassino come merita.
Sventura al genere umano, sventura alla nostra nazione tedesca se non solo viene infranto il santo comandamento di Dio: "Non uccidere, che Dio proclamò sul monte Sinai tra tuoni e lampi, che Dio nostro creatore impresse nella coscienza del genere umano fin dall'inizio del tempo, ma si tollera e ammette che tale violazione sia lasciata impunita.

- Card. A. Clemens von Galen vescovo di Münster -
 Il 3 agosto 1941 denunciò l'eutanasia dei malati di mente tedeschi. 



Mai come oggi si delinea a più livelli, nettamente e concretamente, un disegno che prima della pandemia operava silenziosamente nella società: la biopolitica. 
Oggi quel silenzio è diventato un grido di sconforto e di indignazione. 
Solo ora, per esempio, la società si accorge – è l’Oms a ricordarlo – che il virus in Europa ha colpito mortalmente, per il 50 per cento, gli anziani che vivevano nelle case di riposo. Forse un po’ di trascuratezza c’è stata, affermano coloro che voltano lo sguardo dall’altra parte. 
In realtà tanti morti nelle case di riposo assume il senso tragico di un lapsus della biopolitica. Volevano proteggere gli anziani ma in realtà è accaduto il contrario: il “proteggere” è diventata una “strage” sistematica, per alcuni addirittura un “massacro”. 
Parola terribile, quest’ultima, perché evoca un’altra parola altrettanto orribile che è “eutanasia”. 
Non possiamo crederci. Eppure quale migliore esempio per evocare il funzionamento nefasto di un programma biopolitico che pretende di imporre i propri criteri di valore e di utilità alla vita umana?
Credere di gestire la vita altrui in nome del profitto, di quel bene materiale che è ritenuto alimentare l’esistenza e la sussistenza umana, diventa un’ideologia perché appiana le differenze, promuove criteri di valore arbitrari, attua sommessamente una “leggera” discriminazione che rischia di scivolare verso vere e proprie forme di segregazione. Il tutto – conosciamo il ritornello – evidentemente per il Bene Comune. 

- Giancarlo Ricci - 
da: Tempi.it 20 maggio 2020


….. «In Italia, la capacità di terapia intensiva è gestita in modo molto diverso. Ammettono pazienti che non includeremmo perché sono troppo vecchi. Gli anziani hanno una posizione molto diversa nella cultura italiana».
(Frits Rosendaal, capo dell'epidemiologia clinica presso il Leida University Medical Center, e membro della Royal Dutch Academy of Sciences and Art )….
…. Ecco a cosa ha portato l’apertura al “diritto” di morire: l’obbligo di morire. Hanno detto che l’eutanasia è un diritto, che è volontaria, che tutti devono essere liberi di scegliere come e quando morire e a cosa siamo arrivati? All’obbligo di morire. ….
….Quei pazienti esclusi perché «troppo vecchi» sono i veri discriminati di oggi. 
Strano che nel loro caso i “paladini dell’inclusione” tacciano. 
Per gli anziani, dunque, le cure sono vietate. Bel “diritto di scelta” viene concesso loro. Eppure, all’inizio tutti parlavano di eutanasia come garanzia di libertà, anche se pian piano venivano fuori gli innumerevoli casi in cui essa è stata praticata anche su chi voleva vivere.
Ed ecco che puntualmente l’eutanasia resta fedele alle sue origini naziste nel considerare il malato, l’anziano, il disabile, l’improduttivo non più una persona di cui prendersi cura, ma un peso sociale, nient’altro che un costo dispendioso. Questo fu all’origine del massacro di tanti nei campi di concentramento e continua oggi a perpetrarsi con le leggi su eutanasia, suicidio assistito e aborto.

- Luca Scalise - 
Da: Provitaefamiglie.it 5 aprile 2020



Ho visto un Uomo
vestito di bianco
e stanco
sotto la pioggia battente
e il vento freddo
salire lento
verso l’altare
carico di dolore
di sofferenza
ma anche di speranza.
Ho visto un Uomo
anziano
zoppicante
fare le tante scale
con sulle sue spalle
tutto il dolore del mondo.
Ho visto un Uomo
concentrato
nel suo silenzio
fremente
nella sua preghiera
chiedere il perdono
di tutti i peccati
degli uomini
e la loro Salvezza.
Ho visto un Uomo,
uomo fra gli uomini,
innalzarsi
su tutti
e pregare
per tutti.
Ho visto un Uomo
dire
“nessuno si salva da solo”
perché
non siamo soli
se crediamo
in Dio
e nella sua Salvezza.

Ho visto un Uomo
che,
con tutti gli altri uomini del mondo,
si salverà
perché ha creduto
e crederà
per sempre.


- Giulia Madonna -


Buona giornata a tutti. :-)




domenica 31 maggio 2020

Il dono dello Spirito Santo


Il giorno dell'Ascensione così riferisce una leggenda un Angelo incontrò Gesù che saliva al cielo e gli chiese: "Signore hai già terminato la tua missione?". "Si", rispose Gesù.
Poi rivolgendo lo sguardo laggiù verso la terra immersa nel freddo e nell'oscurità, videro un tenue fuoco ardere in un piccolo punto. "Che cos'è?", domandò l'angelo. 
Rispose il Signore: "Quel piccolo focolare è in Gerusalemme; attorno vi sono riuniti gli Apostoli insieme con mia Madre. Ora, appena sarò tornato il mio piano sarà completato: manderemo laggiù lo Spirito Santo per ravvivare quel focolare così che possa diffondersi per tutta la terra e dare luce e calore a tutti gli uomini".
L'angelo, meravigliato, dopo un momento di riflessione disse di nuovo a Gesù: "E se questo non funzionasse?". Il Signore rispose: "Il mio piano è questo e non ne ho altro. Io voglio che nel mondo regni l'amore tra gli uomini".

Aprire senza paura le porte del cuore e della mente allo Spirito Santo, dono del Padre e del Figlio, perché ravvivi anche in noi quel fuoco per renderci capaci di trasformare il mondo, questo è il compito principale del nostro essere cristiani.



Sermone per la Pentecoste

Gli apostoli erano lì, seduti, in attesa della venuta dello Spirito. Erano lì come fiaccole pronte e in attesa di essere illuminate dallo Spirito Santo per illuminare con il loro insegnamento l'intera creazione. 
Erano lì come agricoltori che portano la semente nella falda del loro mantello in attesa di ricevere l'ordine di seminare. 
Erano lì come marinai la cui barca è legata al porto del Figlio e che attendono di ricevere la brezza dello Spirito. 
Erano lì come pastori che hanno appena ricevuto il bastone del comando dalle mani del grande Pastore dell'ovile e aspettano che siano loro distribuite le greggi.
O Cenacolo, nel quale venne gettato il lievito che fece fermentare l'intero universo! 
Cenacolo, madre di tutte le chiese! Grembo meraviglioso che ha generato templi per la preghiera! 
Cenacolo che vide il miracolo del roveto ardente! 
Cenacolo che stupì Gerusalemme con un prodigio ben più grande di quello della fornace che meravigliò gli abitanti di Babilonia! 
Il fuoco della fornace bruciava coloro che erano attorno, ma proteggeva coloro che erano in essa. 
Il fuoco del Cenacolo raduna coloro che dal di fuori desiderano vederlo, mentre conforta quanti lo ricevono. 
O fuoco la cui venuta è parola, il cui silenzio è luce! Fuoco che fissi i cuori nell'azione di grazie!

- Efrem il Siro -


Senza lo Spirito Santo

Senza lo Spirito Santo
Dio è lontano,
Cristo rimane nel passato,
il Vangelo è lettera morta,
la Chiesa è una semplice organizzazione,
l'autorità è una dominazione,
la missione una propaganda,
il culto una evocazione,
e l'agire dell'essere umano una morale da schiavi.
Ma nello Spirito Santo
il cosmo è sollevato
e geme nella gestazione del Regno,
Cristo risorto è presente,
il Vangelo è potenza di vita,
la Chiesa significa comunione trinitaria,
l'autorità è un servizio liberatore,
la missione è una Pentecoste,
la liturgia è memoriale e anticipazione,
l'agire umano è divinizzato.

- Patriarca Atenagora -


Buona giornata a tutti. :-)






sabato 30 maggio 2020

Il problema degli altri - Paolo Coelho

C'era una volta un saggio molto conosciuto, che viveva su una montagna dell'Himalaya. Stanco della convivenza con gli uomini, aveva scelto una vita semplice, e passava la maggior parte del tempo meditando.

La sua fama, però, era così grande che la gente era pronta pronta ad affrontare strade anguste, ad arrampicarsi su colline ripide, a oltrepassare fiumi copiosi solo per conoscere quel sant'uomo, che tutti credevano fosse capace di risolvere qualsiasi angoscia del cuore umano.
Il saggio, essendo un uomo molto compassionevole, elargiva un consiglio qui, un altro lì, ma cercava di liberarsi subito dei visitatori indesiderati. 


Essi, comunque, si presentavano a gruppi sempre più numerosi, e un giorno una folla bussò alla sua porta, dicendo che sul giornale locale erano state pubblicate delle storie bellissime su di lui, e tutti erano sicuri che lui sapesse come superare le difficoltà della vita.
Il saggio non fece commenti e chiese loro di sedersi e aspettare. 
Trascorsero tre giorni, e arrivò altra gente. Quando non ci fu più posto per nessun altro, egli si rivolse alla popolazione che si trovava davanti alla sua porta.
- Oggi vi darò la risposta che tutti desiderate. Ma voi dovete promettere che, non appena i vostri problemi saranno risolti, direte ai nuovi pellegrini che mi sono trasferito altrove - così che io possa continuare a vivere nella solitudine cui tanto anelo. 


Gli uomini e le donne fecero un giuramento solenne: se il saggio avesse compiuto quanto promesso, essi non avrebbero permesso a nessun altro pellegrino di salire sulla montagna.
- Raccontatemi i vostri problemi - disse il saggio.
Qualcuno cominciò a parlare, ma fu subito interrotto da altre persone - poiché tutti sapevano che quella era l'ultima udienza pubblica che il sant'uomo avrebbe concesso, temevano che non avrebbe avuto il tempo di ascoltarli. Qualche minuto dopo, si era creata una grande confusione, con tante voci che urlavano nello stesso tempo, gente che piangeva, uomini e donne che si strappavano i capelli per la disperazione, perché era impossibile farsi sentire.
Il saggio lasciò che la situazione si prolungasse per un po', finché urlò:
- Silenzio!
La folla si azzittì immediatamente.
- Scrivete i vostri problemi e posate i fogli di carta davanti a me.
Quando tutti ebbero terminato, il saggio mescolò tutti i fogli in una cesta, chiedendo poi:
- Fate passare tra voi questa cesta, e che ciascuno prenda il foglio che si trova sopra e legga ciò che vi è scritto. Potrete scegliere se cominciare ad avere il problema che vi troverete scritto oppure potrete richiedere indietro il vostro problema a chi gli è capitato nel sorteggio.
Ciascuno dei presenti prese uno dei fogli, lesse e rimase terrificato. 

Ne conclusero che ciò che avevano scritto, per peggiore che fosse, non era tanto serio come il problema che affliggeva il vicino. 

Due ore dopo, si scambiarono i fogli e ciascuno si rimise in tasca il proprio problema personale, sollevato nel sapere che il proprio problema non era poi tanto grave quanto immaginava.
Tutti furono grati per la lezione, scesero giù dalla montagna con la certezza di essere più felici degli altri e, rispettando il giuramento fatto, non permisero più a nessuno di turbare la pace del sant'uomo.


- Paulo Coelho -



Tre persone erano al lavoro in un cantiere. 
Avevano lo stesso lavoro, ma quando fu loro chiesto quale fosse, le risposte furono diverse. 
“Spacco pietre”, rispose il primo. 
“Mi guadagno da vivere”, rispose il secondo. 
“Partecipo alla costruzione di una cattedrale”, disse il terzo.



 “ Un cuore che cerca, sente bene che qualcosa gli manca;
ma un cuore che ha perduto, sa di che cosa è stato privato”.

- Johann Wolfgang Goethe -



Illustrazione: ( Da Pinterest)

Ogni giorno è una nuova pagina da scrivere, di questo meraviglioso libro che è la nostra vita. 
Ogni pagina è preziosa. Non lasciamone neppure una bianca. 
E non lasciamo mai che siano gli altri a scriverla per noi. 

- Agostino Degas -


                                                            


Nella vita ci sono cose che ti cerchi e altre che ti vengono a cercare.
Non le hai scelte e nemmeno le vorresti, ma arrivano e dopo non sei più uguale. 
A quel punto le soluzioni sono due: o scappi cercando di lasciartele alle spalle o ti fermi e le affronti.
Qualsiasi soluzione tu scelga, ti cambia, e tu hai solo la possibilità di scegliere se in bene o in male.

- Giorgio Faletti - 





Buona giornata a tutti :-)

venerdì 29 maggio 2020

Anche le favole servono alla nostra vita - Romano Battaglia

Hai ragione, ma anche le favole servono alla nostra vita così carica di preoccupazioni e di dolori. 
Tu hai sofferto molto e cerchi di fuggire, sottraendoti al bene degli altri, per paura di esser ferita di nuovo. 
È per questo motivo che non riesci ad amare nessuno e il tuo cuore è di ghiaccio.
Perciò provi amarezza, noia, delusione, angoscia. 

È necessario scavare nel profondo di noi stessi perché c'è qualcosa di sepolto nel nostro inconscio che ci rende la vita difficile. Se riesci a esprimerlo ti salverai, altrimenti ti distruggerà.

C'è una carta dell'anima in cui sono segnate le baie della saggezza, il mare dell'abbondanza, l'oceano della pace, i deserti aridi. E poi valli e praterie sconfinate, simboli di libertà. Anche nel tuo animo ci sono regioni splendide: devi imparare ad esplorarle e a tralasciare quelle desolate.
Devi imparare a scalare le montagne, a sopravvivere al deserto della disperazione, a visitare le isole della gioia dove ti lascerai andare al flusso delle idee, dimenticando dubbi e paure. Sarà un'avventura, un viaggio meraviglioso chiamato vita.
Devi nutrirti di speranza come gli alberi che danno sempre i loro frutti nonostante il variare delle stagioni.
Un giorno ti condurrò in mezzo al bosco, ti immergerai nel cuore della natura e ascolterai la voce della tua anima. 
Camminerai sotto la pioggia e il sole sorridendo alle nuvole che vagano libere e, osservando il cielo, contemplerai l'infinito.

- Romano Battaglia -






Finché mano e mente ti guideranno, non smettere mai di amare la vita. Anche se aiuterai una sola anima non avrai vissuto invano.

- Romano Battaglia -




Nella vita ci sono giorni pieni di vento e di rabbia, ci sono giorni pieni di pioggia e pieni di colore, ci sono giorni pieni di lacrime; ma poi ci sono giorni pieni d’amore che ci danno il coraggio di andare avanti per tutti gli altri giorni.

- Romano Battaglia -



Il tempo non aspetta nessuno. Fai tesoro di ogni momento che hai, lo apprezzerai di più quando potrai condividerlo con una persona speciale.

- Romano Battaglia -


Che cosa è il tempo? Il tempo passa inesorabile, trascorre tra il chiasso e la fretta, e noi non ce ne accorgiamo perchè raramente ci soffermiamo ad ascoltare il silenzio.
Il tempo bisogna cercarlo e serbarlo per il futuro, come si fa per il pane, per poterlo usare quando si ha fame di vita! 

- Romano Battaglia - 




Buona giornata a tutti :-)

www.leggoerifletto.it

giovedì 28 maggio 2020

Il tuo "amico" Dio ...

«Mentre, stamattina, ti svegliavi, ti osservavo, e aspettavo che mi rivolgessi la parola, magari per poco, per chiedermi un parere, o per dirmi, anche solo: «Grazie!», per qualcosa di bello, che ieri hai vissuto!
Ma ho visto che eri molto occupato, a cercare i vestiti da metterti, per recarti al lavoro, e trovare le chiavi dell'auto...
Ho continuato ad attendere, mentre giravi per casa, per preparare la colazione, dare l'ultimo colpetto ai capelli (come avrai sentito, io so, esattamente, quanti sono...)!
Speravo, che tu potessi trovare qualche minuto, per fermarti, e dirmi: «Ciao»!, ma eri troppo occupato...
Per questo, ho illuminato il cielo per te, l'ho riempito di colori, e dolci trilli di uccelli, e un'arietta frizzante!
Ma non te ne sei, neppure, accorto!
Ti osservavo, mentre andavi, veloce, al lavoro, un po' nervoso, e ho atteso, pazientemente, per tutto il giorno...
Con tutto il tuo da fare, pensavo che fossi troppo occupato, per dirmi qualcosa!
Quando sei tornato a casa, ho visto tutta la tua stanchezza, e ti ho mandato una pioggerella, per irrorarti un po', affinché l'acqua lavasse via il tuo "stress"...
Pensavo di farti contento, per farti pensare un po' a me, ma ti sei infuriato, e hai imprecato di brutto!
Desideravo tanto, che tu mi parlassi: non ti avrebbe portato via troppo tempo...
Poi, hai acceso il computer, e ho aspettato, con pazienza, mentre lo guardavi, e cenavi, ma, di nuovo, ti sei dimenticato di parlare con me!
Ti ho visto stanco, e ho compreso il tuo silenzio, così ho smorzato lo splendore del cielo, ma non ti ho lasciato al buio...
L'ho cambiato, con una strepitosa girandola di stelle, anche se non ti interessava!
Dopo aver augurato: «Buonanotte!», ai tuoi cari, sei corso in camera, e ti sei addormentato...
Io veglio sempre il sonno dei miei figli, e ho cullato i tuoi sogni, perché, anche se non te ne accorgi, io sono sempre lì, per te!
Ho più pazienza, di quanto immagini...
Vorrei, con questo, insegnarti quanta pazienza bisogna avere, con gli altri!
Tutto quello che ti piace, l'ho fatto, solo per te...
Ti amo tanto, e attendo, ogni giorno, una tua preghiera!
Abbi una buona giornata!
Ti stai alzando di nuovo, e io starò, un'altra volta, ad aspettare un tuo ricordo...
Il mio amore non ti abbandonerà, neppure per un istante!
Il tuo "amico" Dio!».
"Anche in mezzo al mondo, si può ascoltare Dio, là, nel silenzio di un cuore, che non vuole essere che suo...".



Le gioie della vita..


Questa è la storia di un uomo, che, quando era ragazzo, e andava a scuola,

continuava a dire: «Ah! Quando lascerò la scuola, e comincerò a lavorare, allora, sarò felice!».
Lasciò la scuola, cominciò a lavorare, e diceva: «Ah! Quando mi sposerò, sarà la felicità!».
Si sposò, e, in capo a pochi mesi, constatò, che la sua vita mancava di varietà,
e, allora, disse: «Ah! Come sarà bello, quando avremo dei bambini!».
Vennero i bambini, ed era un’esperienza affascinante, ma piangevano tanto, anche alle due di notte, e il giovane sospirava: «Crescano, in fretta!».
E i figli crebbero, non piangevano più, alle due di notte, ma facevano una stupidaggine, dopo l’altra, e cominciarono i veri problemi...
E, allora, l’uomo sognò il momento, in cui sarebbe stato, di nuovo, solo, con sua moglie: «Staremo, così, tranquilli!».
Adesso, è vecchio, e ricorda, con nostalgia, il passato:
«Era, così, bello!»...


Buona giornata a tutti. :-)






mercoledì 27 maggio 2020

La pazienza .... - Papa Francesco

Essere pazienti non significa lasciare che ci maltrattino continuamente, o tollerare aggressioni fisiche, o permettere che ci trattino come oggetti. 
Il problema si pone quando pretendiamo che le relazioni siano idilliache o che le persone siano perfette, o quando ci collochiamo al centro e aspettiamo unicamente che si faccia la nostra volontà. 
Allora tutto ci spazientisce, tutto ci porta a reagire con aggressività. 
Se non coltiviamo la pazienza, avremo sempre delle scuse per rispondere con ira, e alla fine diventeremo persone che non sanno convivere, antisociali incapaci di dominare gli impulsi, e la famiglia si trasformerà in un campo di battaglia. 
Per questo la Parola di Dio ci esorta: «Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze con ogni sorta di malignità» (Ef 4,31). 
Questa pazienza si rafforza quando riconosco che anche l’altro possiede il diritto a vivere su questa terra insieme a me, così com’è. 
Non importa se è un fastidio per me, se altera i miei piani, se mi molesta con il suo modo di essere o con le sue idee, se non è in tutto come mi aspettavo. L’amore comporta sempre un senso di profonda compassione, che porta ad accettare l’altro come parte di questo mondo, anche quando agisce in un modo diverso da quello che io avrei desiderato.

- papa Francesco - 
da: Amoris Laetitia - dal capitolo 4





Salmo 128

Canto delle ascensioni.


Beato l'uomo che teme il Signore

e cammina nelle sue vie.

Vivrai del lavoro delle tue mani,
sarai felice e godrai d'ogni bene.

La tua sposa come vite feconda
nell'intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d'ulivo
intorno alla tua mensa.

Così sarà benedetto l'uomo
che teme il Signore.

Ti benedica il Signore da Sion!
Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme
per tutti i giorni della tua vita.

Possa tu vedere i figli dei tuoi figli.
Pace su Israele!     



Aiutaci, Signore, ad avere pazienza, dapprima con noi stessi, poi con la nostra famiglia e con gli altri.   


Buona giornata a tutti. :-)