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venerdì 3 aprile 2026

Considerazioni ed affetti sovra la Passione - S. Alfonso Maria de Liguori

Ecce rex tuus venit tibi mansuetus sedens super asinam, et pullum filium subiugalis (Matth. XXI, 5). 
Il nostro Redentore, avvicinandosi già il tempo della sua Passione, si parte da Betania per entrare in Gerusalemme. Consideriamo qui l'umiltà di Gesù Cristo in voler entrare in quella città sopra d'un asinello, quegli ch'è il re del cielo. 

O Gerusalemme, ecco il tuo re come a te viene umile e mansueto. Non temer già ch'egli venga per regnare sovra di te e per impossessarsi delle tue ricchezze, mentre viene tutto amore e pietà per salvarti e recarti la vita colla sua morte. Intanto quel popolo, che già da qualche tempo lo venerava per i miracoli e specialmente per l'ultimo fatto della risuscitazione di Lazzaro, gli va all'incontro. Altri stendono le loro vesti nella via per dove egli passa, altri vi spandono rami d'alberi per fargli onore. Oh chi mai avrebbe detto allora che quel Signore ricevuto con tanti onori dovea tra pochi giorni comparire ivi stesso da reo condannato alla morte con una croce sulle spalle! 

Caro mio Gesù, dunque voleste voi far quest'entrata così gloriosa, acciocché poi quanto maggior fu l'onore che allor riceveste, tanto più fosse ignominiosa la vostra Passione e morte. Le lodi che vi dà ora quest'ingrata città, tra pochi giorni le cangerà in ingiurie e maledizioni. 

Ora vi dicono: Hosanna filio David, benedictus qui venit in nomine Domini (Matth. XXI, 9): Gloria a voi Figlio di Davide, siate sempre benedetto, giacché venite per nostro bene in nome del Signore. E poi alzeranno le voci dicendo: Tolle, tolle, crucifige eum: Pilato, diranno, toglici davanti agli occhi questo ribaldo, presto crocifiggilo e non ce lo far più vedere. 

Ora si spogliano delle loro vesti, e poi vi spoglieranno delle vostre per flagellarvi e crocifiggervi. Ora prendono le palme per metterle sotto i vostri piedi, e poi prenderanno rami di spine per trafiggervi la testa. Ora vi danno tante benedizioni, e poi vi diranno tante contumelie e bestemmie. Vanne tu, anima mia, e digli con affetto e gratitudine: Benedictus qui venit in nomine Domini. - Amato mio Redentore, siate sempre benedetto, giacché siete venuto a salvarci; se voi non venivate, tutti noi eravamo perduti. Et ut appropinquavit, videns civitatem, flevit super illam (Luc. XIX, 14). 

Gesù, quando fu vicino a quella città infelice, la guardò e pianse, considerando l'ingratitudine e la di lei ruina. - Ah mio Signore, voi piangendo allora sovra l'ingratitudine di Gerusalemme, piangevate ancora sovra la mia ingratitudine e sopra la ruina dell'anima mia. Amato mio Redentore, voi piangete in vedere il danno ch'io stesso m'ho fatto in discacciarvi dall'anima mia ed in costringervi a condannarmi all'inferno, dopo che voi siete morto per salvarmi; deh lasciate piangere a me, poiché a me solo tocca il piangere, considerando il torto che v'ho fatto in offendervi e separarmi da voi dopo che mi avete tanto amato! 

Eterno Padre, per quelle lagrime che il vostro Figlio sparse allora sovra di me, datemi dolore de' miei peccati. E voi, o amoroso e tenero Cuore del mio Gesù, abbiate pietà di me, mentre io detesto sovra ogni male i disgusti che v'ho dati, e risolvo di non amare altri che voi. Entrato che fu Gesù Cristo in Gerusalemme, dopo essersi affaticato tutto il giorno in predicare e curare infermi, giunta la sera non vi fu alcuno che l'invitasse a riposare in sua. casa: onde fu egli costretto a ritirarsi di nuovo in Betania. Dolce mio Signore, se gli altri vi discacciano, non voglio discacciarvi io. Fu già un tempo infelice ch'io ingrato vi discacciai dall'anima mia; ma ora stimo più lo stare unito con voi che il possedere tutti i regni del mondo. Ah mio Dio, chi mai potrà più separarmi dal vostro amore?

- Sant'Alfonso - Considerazioni ed affetti sopra la Passione



Io per te ho flagellato l'Egitto e i primogeniti suoi
e tu mi hai consegnato per esser flagellato.
Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.
Io ti ho guidato fuori dall'Egitto
e ho sommerso il faraone nel Mar Rosso,
e tu mi hai consegnato ai capi dei sacerdoti.
Io ho aperto davanti a te il mare,
e tu mi hai aperto con la lancia il costato
Io ti ho fatto strada con la nube,
e tu mi hai condotto al pretorio di Pilato
Io ti ho nutrito con manna nel deserto,
e tu mi hai colpito con schiaffi e flagelli.
Io ti ho dissetato dalla rupe con acqua di salvezza,
e tu mi hai dissetato con fiele e aceto.
Io per te ho colpito i re dei Cananei,
e tu hai colpito il mio capo con la canna
Io ti ho posto in mano uno scettro regale,
e tu hai posto sul mio capo una corona di spine.
lo ti ho esaltato con grande potenza,
e tu mi hai sospeso al patibolo della croce.


«Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori. Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti»
Isaia 53,2-5



Oggi è giorno di dolore, preghiera e digiuno.

giovedì 2 gennaio 2025

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, preghiere

In realtà, solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo



Mi pento, o Sommo Bene, di quante offese ti ho fatte. 
Mi pento e ti amo più di me stesso. 
Sento in me un gran desiderio di amarti; questo desiderio tu me lo doni, dammi dunque forza di amarti assai. 
È giusto che ti ami assai chi assai ti ha offeso. 
Deh, ricordami sempre l’amore che mi hai portato affinché l’anima mia arda sempre per te d’amore, a te sempre pensi, 
te solo desideri ed a te solo cerchi di piacere. 
O Dio d’amore, io che un tempo sono stato schiavo dell’inferno, 
ora tutto a te mi dono. 
Accettami per pietà e legami col tuo amore. 
Gesù mio, d’oggi innanzi, 
sempre amandoti voglio vivere ed amandoti voglio morire. 
O Maria, Madre e speranza mia, 
aiutami ad amare il tuo e mio caro Dio; 

quest’unica grazia ti chiedo e da te la spero. 

Gloria al Padre....

Gesù Bambino, abbi pietà di noi.

(Sant’Alfonso Maria de’ Liguori)


Santa Maria di fronte ai cambi che scuotono la storia, donaci di sentire sulla pelle i brividi dei cominciamenti. Facci capire che non basta accogliere: bisogna attendere.
Accogliere talvolta è segno di rassegnazione. Attendere è sempre segno di speranza. 
Rendici, perciò, ministri dell' attesa. E il Signore che viene, Vergine dell' avvento, ci sorprenda, anche per la tua materna complicità, con la lampada in mano. 

- Don Tonino Bello -


Mio Redentore, io guardo la mia cecità ed ammiro la Vostra Misericordia. 

Caro mio Redentore, 

quanto sono stato così cieco in passato da lasciare Voi, 
Bene infinito, 
Fonte di tutte le consolazioni per le misere e brevi soddisfazioni dei sensi! 
Io guardo la mia cecità 
ed ammiro la Vostra Misericordia 
che con tanta bontà mi ha sopportato! 
Vi ringrazio perché ora Voi mi fate conoscere la mia pazzia 
e l’obbligo che io ho di amarVi. 
Accrescete Voi in me il desiderio di Voi e l’amore. 
Fate che io mi innamori di Voi, o amabile Infinito, 
che non sa più cosa fare per essere amato da me 
e desidera tanto il mio amore!
“Si vis, potes me mundare” 
(dal latino “Se vuoi, puoi mondarmi”). Amen.

(Sant'Alfonso Maria de' Liguori)


My Redeemer, i look at my blindness and i  admire your mercy 

My dear Redeemer, how much I have been so blind as to leave You in the past, infinite Good, Source of all consolation, because of the poor and brief satisfactions of the senses! I look at my blindness and I admire your Mercy that has tolerated me with so much goodness! I thank You because now You make me know my madness and the obligation that I have to love You. Increase in me the desire of You and the love. Grant me to fall in love with You, o lovable Infinite, Who no longer knows what to do to be loved by me and want so much my love!
"Si vis, potes me mundare" (from the Latin “If Thou wilt, Thou canst make me clean."). Amen.

(St. Alphonsus Maria Liguori Doctor of the Church)



"Madonna con bambino", Marianne Stokes

"Gesù è venuto sotto le sembianze di un bambino, per mostrarci il grande desiderio di colmarci dei suoi beni. Ora in lui sono nascosti tutti i tesori; il suo Padre celeste gli ha dato tutto nelle mani. Se vogliamo luce, egli per questo è venuto, per illuminarci. Se vogliamo forza per resistere ai nemici, egli per questo è venuto, per confortarci. Se vogliamo il perdono e la salvezza, egli per questo è venuto, per perdonarci e salvarci. Se vogliamo infine il sommo dono dell'amor divino, egli è venuto per infiammarci; e soprattutto a questo fine si è fatto bambino ed ha voluto a noi comparire quanto più povero ed umile, tanto più amabile, per togliere da noi ogni timore e per guadagnarsi il nostro amore. Tutti i bambini sanno guadagnarsi un tenero affetto da chi li guarda; ma chi non amerà poi con tutta la tenerezza un Dio, vedendolo fatto fanciullino, bisognoso di latte, tremante di freddo, povero, avvilito ed abbandonato, che piange, che vagisce in una mangiatoia sopra la paglia? Ciò faceva esclamare l'innamorato San Francesco: Anime, venite ad amare un Dio fatto bambino, fatto povero, ch'è tanto amabile, e ch'è sceso dal cielo per darsi tutto a voi". 

Sant'Alfonso Maria de' Liguori, vescovo e dottore della Chiesa,

Terza meditazione per la novena


Preghiera per la sera

Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore.
Ti ringrazio di avermi creato,
fatto cristiano e conservato in questo giorno.
Perdonami il male, oggi commesso e,
se qualche bene ho compiuto, accettalo.
Custodiscimi nel riposo e liberami dai pericoli.
La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen

Buona giornata a tutti :-)

mercoledì 11 dicembre 2024

Il trattino – don Bruno Ferrero

 L’incisore di lapidi funerarie alzò lo scalpello e disse: “Ho finito”.
L'uomo esaminò la pietra: la foto del padre, le due date 1916 e 2000 separate da un trattino di un paio di centimetri. Poi scosse la testa e disse: "Non so come spiegarmi, ma mi sembra così poco. Vede, mio padre ha avuto una vita piena, lunga, avventurosa. Vorrei si intuisse in qualche modo la sua infanzia in una grande famiglia, la campagna ricca di verde e di animali, i lavori pesanti, la soddisfazione di un buon raccolto, le preoccupazioni per i temporali estivi, la siccità... Poi la guerra, le divise, le tradotte, la ferita, la fuga da un campo di prigionia, l'incontro con mia madre... I figli che nascono, crescono, si sposano, i nipotini che arrivano uno dopo l'altro... Poi la vecchiaia serena, la malattia, certo, ma anche l'affetto, l'amore, l'entusiasmo, la passione, le lunghe giornate di lavoro, le ansie, le preoccupazioni, le gioie...". 
L'incisore ascoltava con attenzione, poi impugnò lo scalpello e il martello e con quattro rapidi colpi allungò il trattino tra la data di nascita e quella di morte di quasi mezzo centimetro. 
Si voltò verso l'uomo e fece: "Va meglio così?..."

La vita non può essere un trattino tra due date.
Abbraccia ogni istante della tua vita. Adesso.
La vita è tutto quello che hai.

- don Bruno Ferrero - 

Da: “ 365 piccole storie per l’anima”, Bruno Ferrero, ed. ElleDiCi 



"Un'anima imperfetta come la mia, come può aspirare al possesso della pienezza dell'Amore? O Gesù, mio primo ed unico Amico, te che amo unicamente, dimmi dunque, che cos'è questo mistero? 
"Iustorum animae in manu Dei sunt, non tanget illos tormentum malitiae, visi sunt oculis insipientium mori... illi autem sunt in pace" (Sap 3,3). 

Sembra agli occhi degli stolti che i Servi di Dio muoiano afflitti e contro voglia, come muoiono i mondani; ma no, che Dio sa ben consolare i figli suoi nella loro morte; ed anche tra i dolori della morte fa loro sentire certe grandi dolcezze, come saggi del paradiso che tra poco vuol loro dare. Siccome quei che muoiono in peccato, cominciano sin da sopra quel letto a sentire certi saggi d'inferno, di rimorsi, di spaventi e di disperazione; così all'incontro i Santi cogli atti d'amore che allora fanno più spesso verso Dio, col desiderio e colla speranza che tengono di presto goderlo, già prima di morire cominciano a sentire quella pace, che pienamente poi goderanno in cielo. La morte a' Santi non è castigo, ma premio: "Cum dederit dilectis suis somnum, ecce hereditas Domini" (Ps 126,2). La morte di chi ama Dio, non si chiama morte, ma sonno, sicché ben egli potrà dire: "In pace in idipsum dormiam, et requiescam" (Ps 4,9).

Apparecchio alla morte, Sant'Alfonso Maria De' Liguori



Ché, se non ti prendi cura di te stesso ora, chi poi si prenderà cura di te? Questo è il tempo veramente prezioso; sono questi i giorni della salvezza; è questo il tempo che il Signore gradisce (2Cor 6,2). Purtroppo, invece, questo tempo tu non lo spendi utilmente in cose meritorie per la vita eterna. 
Verrà il momento nel quale chiederai almeno un giorno o un'ora per emendarti; e non so se l'otterrai. Ecco, dunque, mio caro, di quale pericolo ti potrai liberare, a quale pericolo ti potrai sottrarre, se sarai stato sempre nel timore di Dio, in vista della morte. 
Procura di vivere ora in modo tale che, nell'ora della morte, tu possa avere letizia, anziché paura; impara a morire al mondo, affinché tu cominci allora a vivere con Cristo; impara ora a disprezzare ogni cosa, affinché tu possa allora andare liberamente a Cristo; mortifica ora il tuo corpo con la penitenza, affinché tu passa allora essere pieno di fiducia.

Imitazione di Cristo, Capitolo XXIII



 Atto di accettazione della morte (con indulgenza plenaria)

Signore mio Dio, fin da ora spontaneamente e volentieri 
accetto dalle vostre mani qualsiasi genere di morte 
con cui vi piacerà colpirmi, con tutti i dolori, le pene,
gli affanni che l'accompagneranno, in unione all'agonia 
e alla morte di nostro Signore Gesù Cristo.

Con approvazione eccesiastica
Vicenza, 3 Settembre 1926

Chinque confessato e comunicato reciterà questa o simile orazione, ne avrà revocata la protesta già fatta, lucrerà l'indulgenza plenaria "in articulo mortis" (san Pio X). Recitandola dopo la comunione, si acquista l'indulgenza di anni 7 e 7 quarantene una volta al mese (papa Benedetto XV).


 Buona giornata a tutti. :-)



sabato 11 maggio 2024

La Madre, 1933 - Giuseppe Ungaretti

                                            E il cuore quando d’un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d’ombra,
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
Sarai una statua di fronte all’Eterno,
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
Come quando spirasti
Dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m’avrà perdonato,
Ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d’avermi atteso tanto,
E avrai negli occhi un rapido sospiro.


- Giuseppe Ungaretti - 
"Sentimento del tempo", 1933



"«Ecco, prendi te per esempio. Tu sei unico», spiegò la mamma, «e anch’io sono unica, ma se ti abbraccio non sei più solo e nemmeno io sono più sola».
«Allora abbracciami», disse Ben stringendosi alla mamma.
Lei lo tenne stretto a sé. Sentiva il cuore di Ben che batteva. Anche Ben sentiva il cuore della mamma e l’abbracciò forte forte.
«Adesso non sono solo», pensò mentre l’abbracciava, «adesso non sono solo. Adesso non sono solo».

«Vedi», gli sussurrò mamma, «proprio per questo hanno inventato l’abbraccio»"
- David Grossman - 
"L'abbraccio"


Ninna nanna per mia madre

Dormi, dormi, cara mamma,
dormono i tuoi nipoti dolci,
dormono, lavati, i piatti,
dorme fresco anche il bucato,
dormono le scale stanche
del mio nido di pietra,
dorme silenzioso il grillo
nel campanello della porta,
dorme la tua vecchia casa,
dorme, sotto terra, la vigna.
Dormi! E nel sogno, vicino al mare,
sentiti una ragazza,
e accanto ad una corda,
sentiti una bambina.
Rivediti ancor prima:
quando eri senza ricordi
una piccola piccina.
Dormi, madre mia incanutita,
dormi, madre mia amata!

- Grigore Vieru -
(1935-2009)

poeta moldavo, più volte candidato al Nobel per la Pace

Immagine: Claude Monet - "Camille Monet con bambino", 1875

Per le Mamme che ormai vivono solo nel cuore e nel ricordo

"Eri un roseto. Il fiato che si smorza
fu il tuo dono più tuo, estrema rosa.
Chi scrisse su una tomba “qui riposa”
non sa dove comincia la tua forza"
 - Maria Luisa Spaziani - 

"A mia madre" in : "Transito con catene", 1977

dipinto: Maternità - P. Picasso

La donna è la protezione e quasi la dimora di altre anime che in lei possono svilupparsi. Questa duplice funzione di compagna dell'anima e di madre delle anime, non è limitata agli stretti confini dei rapporti matrimoniali e materni, ma si estende a tutti gli esseri umani che entrano nel suo orizzonte 

- Edith Stein - 
La donna


O potente Madre di Dio e Madre mia Maria,
è vero che non sono degno neppure di nominarti,
ma Tu mi ami e desideri la mia salvezza.

Concedimi, benché la mia lingua sia immonda,
di poter sempre chiamare in mia difesa
il tuo santissimo e potentissimo nome,
perché il tuo nome è l’aiuto di chi vive e la salvezza di chi muore.

Maria purissima, Maria dolcissima, concedimi la grazia
che il tuo nome sia da oggi in poi il respiro della mia vita.
Signora, non tardare a soccorrermi ogni volta che Ti chiamo,
poiché in tutte le tentazioni e in tutte le mie necessità
non voglio smettere di invocarti ripetendo sempre: Maria, Maria.

Così voglio fare durante la mia vita
e spero particolarmente nell’ora della morte,
per venire a lodare eternamente in Cielo il tuo amato nome:
“O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria”.

Maria, amabilissima Maria,
che conforto, che dolcezza, che fiducia, che tenerezza
sente l’anima mia anche solo nel pronunciare il tuo nome,
o soltanto pensando a Te!
Ringrazio il mio Dio e Signore che Ti ha dato per mio bene
questo nome così amabile e potente.

O Signora, non mi basta nominarti qualche volta,
voglio invocarti più spesso per amore;
voglio che l’amore mi ricordi di chiamarti ad ogni ora,
in modo tale da poter esclamare anch’io insieme a Sant’Anselmo:
“O nome della Madre di Dio, tu sei l’amore mio!”.

Mia cara Maria, mio amato Gesù,
i vostri dolcissimi Nomi vivano sempre nel mio ed in tutti i cuori.
La mia mente si dimentichi di tutti gli altri,
per ricordarsi solo e per sempre di invocare i vostri Nomi adorati.

Mio Redentore Gesù e Madre mia Maria,
quando sarà giunto il momento della mia morte,
in cui l’anima dovrà lasciare il corpo,
concedetemi allora, per i vostri meriti,
la grazia di pronunciare le ultime parole dicendo e ripetendo:
“Gesù e Maria vi amo, Gesù e Maria vi dono il cuore e l’anima mia”.

- Sant’Alfonso Maria de’ Liguori - 


Tantissimi Auguri a tutte le mamme del mondo! 
Il Signore Vi Benedica e Vi protegga sempre per quello che fate ogni giorno. 
Un pensiero speciale anche per le mamme che sono in Cielo. 
E una preghiera alla nostra Mamma Celeste!

- Stefania -

giovedì 11 aprile 2024

Amore - don Primo Mazzolari

                                                                Amore in ogni parola
che si spegne sul mio labbro;

amore in ogni lacrima solitaria
sparsa nella disperazione impotente
di esistere singolarmente;

amore in ogni desiderio che fugge veloce
verso l'impossibile;

amore in ogni sguardo di bimbo
spensierato e libero;

amore in ogni amarezza che inonda
la mia gola e la mia vita,
arsa dal peso di essere me stesso;

amore in ogni paura di non essere
ciò che vuole l'Altissimo;

amore nella vanità di ogni sforzo sincero;

amore nella dolcezza e nei ricordi
della fanciullezza passata;

amore nella sera grigia
di questo qualsiasi giorno.

Ma al di sopra, e al di dentro
di questo amore voglio la pace
che supera ogni senso.


(don Primo Mazzolari)


Il seme e la spiga

La speranza vede la spiga quando i miei occhi di carne non vedono che il seme che marcisce.


- Primo Mazzolari -



Preghiera per la sera

Eterno Padre, io vi offro oggi tutte le virtù, gli atti,
gli affetti del Cuore del vostro caro Gesù.
Accettateli per me e per i suoi meriti;
concedetemi quelle grazie che Gesù vi domanda per me.
Con questi meriti io vi ringrazio di tante misericordie usatemi.
Con questi soddisfo quello che vi debbo per i miei peccati.
Per questi spero ogni grazia da voi, il perdono,
la perseveranza, il paradiso, 
e sopra tutto il sommo dono del vostro puro amore.
Vedo già che sono io che a tutto pongo impedimento,
ma a ciò ancora voi rimediate.
Io vi prego per amore di Gesù Cristo il quale ha promesso:
Si quid petieritis Patrem in nomine meo, dabit vobis.
Dunque non me lo potete negare. 
Signore, io non voglio che amarvi, 
che donarmi a voi intieramente,
e non vedermi più ingrato come sono stato sinora.
Guardatemi ed esauditemi; 
fate che oggi sia il giorno ch'io tutto mi converta a voi,
per non lasciare mai più d'amarvi.
V'amo, mio Dio, v'amo, bontà infinita; 
v'amo, mio amore, mio paradiso, mio bene, mia vita, mio tutto.
Gesù mio, tutto mio; voi mi volete, io vi voglio.

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori


Buona giornata a tutti :-)


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martedì 15 agosto 2023

Omaggio nel giorno dell'Assunta in Cielo

Qann’ero ragazzino,
mamma mia me diceva:
Ricordati, fijolo,
quanno te senti veramente solo
tu prova a recità n’Ave Maria.
L’anima tua da sola spicca er volo
e se solleva, come pe’ magìa.
Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato;
da un pezzo s’è addormita la vecchietta,
ma quer consijo nun l’ho mai scordato.
Come me sento veramente solo,
io prego la Madonna benedetta
e l’anima da sola pija er volo!

- Trilussa - 



«Pronuntiamus, declaramus et definimus divinitus revelatum dogma esse: Immaculatam Deiparam semper Virginem Mariam, expleto terrestris vitae cursu, fuisse corpore et anima ad coelestem gloriam assumptam.»
(Pio XII, "Munificentissimus Deus", 1 novembre 1950)


L'Assunzione di Maria, Corrado Giaquinto da Molfetta

Per capire l’Assunzione dobbiamo guardare alla Pasqua, il grande Mistero della nostra Salvezza, che segna il passaggio di Gesù alla gloria del Padre attraverso la passione, la morte e la risurrezione. 

Maria, che ha generato il Figlio di Dio nella carne, è la creatura più inserita in questo mistero, redenta fin dal primo istante della sua vita, e associata in modo del tutto particolare alla passione e alla gloria del suo Figlio. L’Assunzione al Cielo di Maria è pertanto il mistero della Pasqua di Cristo pienamente realizzato in Lei. 

Ella è intimamente unita al suo Figlio risorto, vincitore del peccato e della morte, pienamente conformata a Lui. Ma l’Assunzione è una realtà che tocca anche noi, perché ci indica in modo luminoso il nostro destino, quello dell’umanità e della storia. In Maria, infatti, contempliamo quella realtà di gloria a cui è chiamato ciascuno di noi e tutta la Chiesa.

- papa Benedetto XVI, Angelus, 15 agosto 2012


Maria

Chi ama currit, volat, laetatur. Amare significa correre con il cuore verso l'oggetto amato. 

Ho iniziato ad amare la Vergine Maria prima ancora di conoscerla... le sere al focolare sulle ginocchia materne, la voce della mamma che recitava il rosario. 

 - papa Giovanni Paolo I - 


Giotto,  la visitazione: Incontro di Elisabetta e Maria. Cappella degli Scrovegni, Padova.

[Dio] creò la Vergine Maria, e cioè fece sorgere sulla terra una purezza così intensa da potere, in seno a tanta trasparenza, concentrarsi fino ad apparirvi bambino. Ecco, espressa nella sua forza e nella sua realtà, la capacità che la purezza ha di far nascere il Divino in mezzo a noi.

 Pierre Teilhard de Chardin - 

L'Annunciazione di Simone Martini.  Dalla bocca dell'angelo fuoriesce la scritta in caratteri dorati con la salutazione angelica.


Volto Madonna di Fatima



La Pietà, Michelangelo Buonarroti, Basilica di San Pietro, Roma

Preghiera a Maria Regina - Sant'Alfonso Maria de' Liguori

O Madre del mio Dio e mia Signora Maria,
mi presento a Te che sei la Regina del Cielo e della terra
come un povero piagato davanti ad una potente Regina.

Dall'alto trono dal quale tu siedi, non sdegnare,
Ti prego, di volgere gli occhi su di me, povero peccatore.

Dio Ti ha fatta così ricca per aiutare i poveri
e Ti ha costituita Madre di Misericordia
affinché Tu possa confortare i miserabili.
Guardami dunque e compatiscimi.

Guardami e non mi lasciare se non dopo avermi trasformato
da peccatore in Santo.

Mi rendo conto di non meritare niente, anzi, per la mia ingratitudine dovrei essere privato di tutte le grazie che per tuo mezzo ho ricevuto dal Signore; ma Tu che sei la Regina di Misericordia non cerchi i meriti, bensì le miserie per soccorrere i bisognosi. Chi è più povero e bisognoso di me?

O Vergine sublime, so che Tu, oltre ad essere la Regina dell'universo, sei anche la mia Regina. Voglio dedicarmi completamente ed in modo particolare al tuo servizio, affinché Tu possa disporre di me come Ti piace. Perciò Ti dico con San Bonaventura: "O Signora, mi voglio affidare al tuo potere discreto, perchè Tu mi sostenga e governi totalmente.
Non mi abbandonare". Guidami Tu, Regina mia, e non lasciarmi solo. Comandami, utilizzami a Tuo piacere, castigami quando non Ti ubbidisco, poiché i castighi che mi verranno dalle Tue mani mi saranno salutari.

Ritengo più importante essere tuo servo piuttosto che signore di tutta la terra. "Io sono tuo: salvami". O Maria, accoglimi come tuo e pensa a salvarmi. Non voglio più essere mio, mi dono a Te.
Se nel passato Ti ho servito male ed ho perduto tante belle occasioni per onorarti, in avvenire voglio unirmi ai tuoi servi più innamorati e fedeli.
No, non voglio che da oggi in poi qualcuno mi superi nell'onorarti e nell'amarti, mia amabilissima Regina. Prometto e spero di perseverare così, con il tuo aiuto. Amen.

(Sant'Alfonso Maria de Liguori)


Ecco: la vergine  concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.

- Libro di Isaia  -



Preghiera della notte a Maria

Madre, fa bene pregare dinanzi la tua dolce immagine!
Quando in ginocchio, gli occhi fissi su di te, tu mi parli, io comprendo il tuo soave linguaggio,
Poi sento che mi viene da piangere, senza sapere il perché.
Ma, intanto, sono felice... Quando dico che ti amo,
quando il mio sguardo cerca e trova il tuo;
Attraverso le vetrate, nel momento che la pallida luna,
ci illumina con il suo raggio diafano;
Quando, lontano, tutto si assopisce nelle braccia della natura triste;
quando il silenzio scende al calar delle ombre,
la mia anima, allora, si eleva sino a te, tranquilla e pura
ed io sento che la felicità mi invade dolcemente.
Madre, quando verrà la mia ultima ora, simile alla corolla
che si china su di te, questa notte, sul tuo altare,
Oh! Volgere il mio sguardo verso la tua dolce aureola,
e addormentarmi... addormentarmi... nel tuo seno materno.

Félix Anizam

"Le rose del mio vecchio giardino"
Editore dei "Rayons" - 1934




Buona festa dell'Assunta a tutti. :-)
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