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giovedì 25 ottobre 2018

.... distruggere la donna è distruggere l'umanità.... - Don Fabio Rosini

"[…] Un maschio può essere insensibile, una donna con grande difficoltà. 
Le è difficile,  perché  "sente" la vita.
Il serpente è astuto e attacca la donna, perché se attacca lei attacca la vita. Se crolla lei crolla tutto. 
Anche nell'Apocalisse, al capitolo dodicesimo, ricompare il serpente antico che si scaglia contro la donna; ed è logico, perché distruggere la donna è distruggere l'umanità.
Che mondo sarà quello dove chi è donna rinuncia ad essere madre? Semplicemente non ci sarà alcun mondo in quel caso. 
E se le donne non ci mettono la tenerezza, dove andremo a prenderla? 
E se le donne non amassero la vita, e chi mai ci insegnerebbe a farlo? L'amore è fatto di particolari, di attenzioni, di pause, di attese, di consolazioni e di accoglienze. 
E questo è il cuore femminile.
Il maschile ha una energia tutta sua, che sa esplorare, proporre, aprire, custodire, e tanto altro. E il femminile ha la sua forza specifica che sa intuire, accogliere, accudire, rassicurare, lasciar crescere, e altro ancora […]". 

- Don Fabio Rosini -


Se i tuoi occhi sono positivi, amerai il mondo. Ma se la tua lingua è positiva, il mondo ti amerà. L’amore di una donna è nelle sue azioni, lei guarda con il suo cuore e sente con i suoi occhi. Una donna è la banca dove ogni membro della famiglia deposita preoccupazioni, ferite e rabbia. Una donna è il cemento che tiene unita la famiglia e il suo amore durerà tutta la vita.

- Madre Teresa di Calcutta -




La Chiesa non cessa mai di proclamare la verità  che la pace nel mondo affonda le sue radici nel cuore degli uomini, nella coscienza di ogni uomo e di ogni donna. 
La pace può essere soltanto il frutto di un cambiamento spirituale, che inizia nel cuore di ogni essere umano e che si diffonde attraverso le comunità. 
La prima di queste comunità è la famiglia. 
È la famiglia la prima comunità ad essere chiamata alla pace, e la prima comunità a ricercare la pace – pace e amicizia fra gli individui e i popoli. 

- san  Giovanni Paolo II -


Tutto qui, Signore.
Non c’è proprio altro.
Solo una famiglia come tante.
Siamo così.
Solo così.
Un marito e una moglie,
due bambini di 5 e di 9 anni,
una casa in affitto
che ci stiamo dentro appena appena.
Siamo tutto qui, Signore,
un lavoro e mezzo,
un auto da 150mila chilometri,
un cane, un gatto e una cocorita.
Vorremmo essere di più:
più presenti in parrocchia,
più disponibili per il volontariato,
più capaci di accogliere in casa nostra
chi si trova in difficoltà.
Vorremmo avere più tempo
per pregare,
per qualche ritiro,
per ritagliarci giornate di silenzio.
Invece siamo solo quello che siamo,
una famiglia chiassosa,
un po’ disordinata,
sempre in ritardo su tutto.
Le preghiere le diciamo la sera
prima di addormentarci
e qualche volta qualcuno
dorme già.
Ti offriamo quel che siamo:
le nostre lamentele davanti al Tg delle 20,
i compiti da finire e i piatti ancora da lavare,
le corse per far quadrare gli orari,
i quattro calci al pallone
nel cortile del condominio,
i week end a scarpinare in montagna
(che costano niente e fanno bene alla salute).
Quel che ci manca per essere
una famiglia migliore
metticelo Tu, Signore,
che conosci le dosi e i tempi
e che, sopra ogni cosa,
conosci ciascuno di noi.

- Letizia e Mauro, più Enrico e Matteo -
Fonte: "Un minuto con Dio" di Patrizio Righero, Ed. Elledici 2011


Buona giornata a tutti. :)



sabato 28 aprile 2018

Preghiera di intercessione a santa Gianna Beretta Molla, memoria liturgica 28 aprile

“Dell’amore divino Gianna Beretta Molla fu semplice, ma quanto mai significativa messaggera. Pochi giorni prima del matrimonio, in una lettera al futuro marito, ebbe a scrivere: “L’amore è il sentimento più bello che il Signore ha posto nell’animo degli uomini”. “Sull’esempio di Cristo, che “avendo amato i suoi... li amò sino alla fine” (Gv 13,1), questa santa madre di famiglia, si mantenne eroicamente fedele all’impegno assunto il giorno del matrimonio. Il sacrificio estremo che suggellò la sua vita testimonia come solo chi ha il coraggio di donarsi totalmente a Dio e ai fratelli realizzi se stesso. 
Possa la nostra epoca riscoprire, attraverso l’esempio di Gianna Beretta Molla, la bellezza pura, casta e feconda dell’amore coniugale, vissuto come risposta alla chiamata divina!” “Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. (Gv 14,28)

- san Giovanni Paolo II, papa - 



Il 24 aprile 1994 Sua Santità Giovanni Paolo II, in Piazza San Pietro, proclama Gianna Beretta Molla Beata come “madre di famiglia”.
Il giorno dopo la Beatificazione, nel discorso durante l’udienza ai pellegrini nell’aula “Paolo VI”, Sua Santità dice di Gianna “Quale eroica testimonianza è la sua, vero canto alla vita, in stridente contrasto con una certa mentalità oggi dilagante! Possa il suo sacrificio infondere coraggio in quanti si adoperano, mediante l’impegno personale e comunitario, nel Movimento per la Vita e in altri simili organismi, perché la dignità intangibile di ogni umana esistenza sia riconosciuta, dal momento del concepimento sino al naturale tramonto, come valore prioritario e fondante rispetto ad ogni altro diritto umano e sociale.”…

Giovanni Paolo II con le figlie e il marito di Gianna Beretta Molla durante la beatificazione

Dio, che ci sei Padre,
ti diamo lode e ti benediciamo
perché in santa Gianna Beretta Molla
ci hai donato e fatto conoscere
una donna testimone del Vangelo
come giovane, sposa, madre e medico.

Ti ringraziamo perché,
anche attraverso il dono della sua vita,
ci fai imparare ad accogliere e onorare
ogni creatura umana.

Tu, Signore Gesù,
sei stato per lei riferimento privilegiato.

Ti ha saputo riconoscere
nella bellezza della natura.

Mentre si interrogava
sulla sua scelta di vita,
andava alla ricerca di Te
e del modo migliore per servirti.

Attraverso l'amore coniugale,
si è fatta segno del tuo amore
per la Chiesa e per l'umanità.

Come Te, buon samaritano,
si è fermata accanto a ogni
persona malata, piccola e debole.

Sul tuo esempio e per amore,
ha donato tutta se stessa,
generando nuova vita.

Spirito Santo, fonte di ogni perfezione,
dona anche a noi sapienza, intelligenza
e coraggio perché, sull’esempio di santa
Gianna e per sua intercessione, nella vita
personale, familiare, professionale, sappiamo
metterci al servizio di ogni uomo e donna
e crescere così nell’amore e nella santità.
Amen!



Preghiera di Santa Gianna 

Gesù, eccomi qui.
Gesù, entra, rimani sempre con me.

Ho tanto bisogno che Tu mi illumini,
che mi faccia diventare migliore.

Dammi la tua grazia,
infiammami del tuo Amore.


Per ottenere grazie, con la sua intercessione

O Dio, nostro Padre, tu hai donato alla tua Chiesa santa Gianna Beretta Molla, che nella sua giovinezza ha cercato amorevolmente te, e a te ha portato altre giovani, impegnandole apostolicamente in testimonianza e azione cattolica e collocandole accanto a malati e anziani per essere loro di aiuto e di conforto.
Ti ringraziamo per questo dono di giovane amorevolmente impegnata e, sul suo esempio, donaci di consacrare la nostra vita al tuo servizio e alla gioia dei fratelli. 

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

O Gesù, Redentore degli uomini, tu chiamasti santa Gianna a svolgere la missione di medico, a sollievo dei corpi e delle anime, vedendo te stesso nei fratelli sofferenti e nei piccoli indifesi.
Ti ringraziamo per esserti mostrato in questa tua Serva come “uno che serve” e che lenisce il dolore degli uomini. Accogliendo la sua lezione, fa di noi generosi cristiani al servizio dei fratelli, particolarmente di coloro ai quali partecipi la tua croce.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

O Dio, Spirito santificatore, che ami la Chiesa quale tua Sposa, tu infondesti nel cuore di santa Gianna un po’ del tuo amore, da effondere in una chiesa domestica per collaborare nel tuo meraviglioso piano di creazione donandoti nuovi figli, affinché ti potessero conoscere e amare.
Ti ringraziamo per questo modello di sposa e, per la sua incoraggiante testimonianza.
Dona alle nostre famiglie la serena e cristiana presenza di spose impegnate a trasformare le nostre case di uomini in cenacoli di fede e di amore, in generosa operosità e santificante servizio.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

O Dio, creatore e amante dell’essere vivente, tu fosti accanto a santa Gianna, quando si trovò nel dilemma di salvare o la propria vita o quella della creatura che, quale dono atteso, portava nel grembo.
Fidando solo in te e richiamando il tuo comandamento a difesa della vita, trovò il coraggio di compiere il suo dovere di mamma e dire “sì” alla nuova vita, sacrificando generosamente la propria, coronando una vita cristiana esemplare.  
Per intercessione di Maria, Madre di Gesù e sull’esempio di Gianna, disponi tutte le madri ad accogliere con amore ogni vita nascente e sostienici tutti nel rispetto ad ogni vita.

Donaci la grazia che attendiamo………(dire la grazia)…..
e la gioia di ispirarci a santa Gianna quale modello di giovane, di sposa, di madre e di medico che, sull’esempio di Gesù, sacrificò se stessa per la vita del prossimo. 

Ave, o Maria… 
Buona giornata a tutti. :-)

www.lapreghieraquotidiana.blogspot.it

www.efuseraefumattina.blogspot.it


mercoledì 18 maggio 2016

Il problema è di non fare il gioco delle tre carte ... - Paolo Crepet

"Il problema è di non fare il gioco delle tre carte... 
C’è un problema: in quale pancia nasce un bambino... 
Questo è un problema che non è un problema giuridico, è innanzi tutto un problema psicologico, perché voi siete mamme e non ve lo devo dire io che quei nove mesi non sono solo una questione di crescita biologica: ci sono migliaia e migliaia di studi che testimoniano che tra la mamma e quel bambino che ha in pancia si stabilisce una relazione affettiva... 
Questa cosa succede anche con la adozioni: prendi un bambino e lo porti dall’Ucraina, piuttosto che dal Brasile... quando comincia ad avere 15, 16 anni ti fa una domandina, che è una domandina fondamentale: «Io di chi sono figlio?...
Vi assicuro che ci sono problemi su come si risponde a questa domanda, perché esiste un diritto fondamentale del bambino, visto che parlate di bambini, di sapere chi è la mia mamma e di volerla conoscere...
Cosa gli dici?... 
Sei nato da una monetina che ho tirato su... sono andata alla banca del seme?»...
Su una donna che non potendo avere un figlio chiede a un’altra donna di poter ospitare l’ovulo: «Orribile!... Nazismo... nazismo puro!... 
Voi parlate dei diritti degli adulti e non parlate dei diritti dei bambini... 
Mettiamo che la biotecnologia ci permetta - ci siamo già - di fare qualsiasi cosa: tu puoi avere un figlio a 65 anni, perché trovi un utero da qualche parte, nel mondo... lo troverai, perché anche questa è una cosa odiosa, perché queste cose qui sono fatte sulla base del censo... perché chi è che va in Canada a pagarsi quella roba lì?... 

Il figlio dell’operaio?... Cosa fa?... Difende la scelta dei miliardari?"...

- Paolo Crepet - 

psichiatra e sociologo
dalla trasmissione Tagadà, 12 gennaio 2016 su LA7




"Analogamente al piccolo dello scimpanzé, anche il bebè umano non è né "vincolato al nido" né "smanioso di uscirne": è un essere "unito alla madre", che in origine rimaneva costantemente attaccato a lei, in un modo o nell'altro, e vi rimane tuttora presso i popoli primitivi. 
Tutto il comportamento del neonato è disposto per questa forma di unione. Contrariamente a quanto si sente affermare di frequente, l'uomo non è fisiologicamente immaturo alla nascita. 
Dovremmo dire piuttosto che fin dal momento della nascita dispone di tutte quelle forme di movimento che gli sono consentite dal fatto di vivere sul corpo della madre alla quale si aggrappa saldamente, soprattutto, com'è facile notare, ai capelli. Soltanto la separazione dalla madre fa di lui un essere importante nel vero significato della parola. 
La nostra usanza di deporre i lattanti nel lettino è antibiologica e lo confermano gli strilli che l'"abbandonato" lancia più spesso dei bambini primitivi, e il nostro impiego di "simulatori del contatto" che lo tranquillizzano, ingannandolo con la parvenza dell'immediata vicinanza materna, vale a dire la tettarella o il dondolio della culla o della carrozzina."

- Wolfgang Wocler -
da: Gli animali questi peccatori



Madre surrogata. Utero in affitto. Parole tirate per i capelli, per dire una realtà che non è umana. [...] Nessuno qui condanna il desiderio di maternità o paternità, ci mancherebbe. Ma i figli non sono un diritto, sono un dono, e se la scienza ci può aiutare è chiaro che deve avere dei limiti. I figli devono avere un solo padre e una sola madre (un aggravante per l'orribile spettacolo degli omosessuali che abbracciano il loro figlio peluche), e dover dimostrare la cosa è talmente ridicolo che davvero sembra siano arrivati i tempi – direbbe Chesterton – in cui "tutto diventerà un credo... fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro, spade sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate"... 

- Costanza Miriano - 



A questo cimitero di vittime della crudeltà umana nel nostro secolo si aggiunge ancora un altro grande cimitero: il cimitero dei non nati, cimitero degli indifesi, di cui perfino la propria madre non conobbe il volto, acconsentendo, oppure cedendo alla pressione, perché venisse loro tolta la vita ancora prima di nascere. 

- San Giovanni Paolo II, papa -
(dall'omelia all'aeroporto militare di Radom, Varsavia, 4 giugno 1991)



O Vergine Maria, si fa tardi,
tutto si addormenta sulla terra,
è l´ora del riposo: non abbandonarmi!
Riconosco e ringrazio per i doni
e le luci di questo giorno.
Metti la tua mano sui miei occhi
come una buona madre.
Chiudili dolcemente alle cose di quaggiù.
L´anima mia è stanca di affanni,
e di tristezze.
Metti la tua mano sulla mia fronte,
arresta i miei pensieri e dolce sarà il mio riposo;
se tu mi benedici, domani,
con il sorriso riprenderò il nuovo giorno.
Metti la tua mano sul mio cuore,
perché vegli nella notte e canti a Dio un amore eterno.
Amen



Buona giornata a tutti. :-)

sabato 30 gennaio 2016

Il declino del coraggio - Aleksandr Solženicyn


"Il declino del coraggio è nell’Occidente d’oggi forse ciò che più colpisce uno sguardo straniero. Il coraggio civico ha disertato non solo il mondo occidentale nel suo insieme, ma anche ognuno dei paesi che lo compongono, ognuno dei suoi governi, ognuno dei suoi partiti, nonché, beninteso, l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Questo declino del coraggio è particolarmente avvertibile nello strato dirigente e nello strato intellettuale dominante, e da qui deriva l’impressione che il coraggio abbia disertato la società nel suo insieme. 
Naturalmente ci sono ancora numerose persone individualmente coraggiose, ma non sono loro a dirigere la vita della società. I funzionari politici e intellettuali manifestano questo declino, questa fiacchezza, questa irrisolutezza nei loro atti, nei loro discorsi e soprattutto nelle considerazioni teoriche che si premurano di esibire dimostrandovi che questo modo d’agire, che basa la politica di uno Stato sulla vigliaccheria e il servilismo, è pragmatico, razionale e giustificato da qualsiasi elevato punto di vista intellettuale e perfino morale lo si consideri. 
Questo declino del coraggio, che sembra talvolta arrivare fino alla perdita di ogni traccia di virilità, assume poi una particolare sfumatura ironica nei casi in cui i medesimi funzionari sono presi da subitanei accessi di braveria e intransigenza nei confronti dei governi senza forza, di paesi deboli che nessuno sostiene o di correnti condannate da tutti, che manifestamente non sono in grado di reagire in alcun modo. Ma la loro lingua si secca e le loro braccia si paralizzano di fronte ai governi potenti e alle forze minacciose, di fronte agli aggressori e all’Internazionale del terrore.

C’è bisogno di ricordare che il declino del coraggio è stato sempre considerato, sin dai tempi antichi, il segno precorritore della fine?"

- Aleksandr Solženicyn -
(discorso tenuto all'Università di Harvard l' 8 giugno 1978)




”…non si può dire amo i miei figli, 
permettendo alla società di farne man bassa, 
non si può dire: amo la mia famiglia,
ci tengo alla mia famiglia, 
permettendo al costume sociale di distruggerla. 
Occorre il coraggio 
di difendere questi riferimenti in pubblico associandosi 
perché senza l’associarsi la debolezza del singolo 
o del particolare è travolta da qualsiasi forma di potere..."

- don Giussani - 
Giussani, ai responsabili delle Famiglie, aprile 1993





NESSUNO DICA CHE NON SAPEVA


"A coloro che a partire da questa tolleranza vogliono procedere alla legittimazione di specifici diritti per le persone omosessuali conviventi, bisogna ricordare che la tolleranza del male è qualcosa di molto diverso dall'approvazione o dalla legalizzazione del male.
In presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali, oppure dell'equiparazione legale delle medesime al matrimonio con accesso ai diritti che sono propri di quest'ultimo, è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva. Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o all'applicazione di leggi così gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo. In questa materia ognuno può rivendicare il diritto all'obiezione di coscienza".

(Congregazione per la Dottrina della Fede, considerazioni circa i progetti di riconoscimenti legale delle unioni tra persone omosessuali, Prefetto Card. Joseph Ratzinger, approvato dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, 3 giugno 2003)





Le prime esperienze emotive il bambino le vive durante la vita intrauterina. La sua qualità contribuisce a determinare il senso della fiducia che manifesterà verso il mondo esterno, in quanto l’amore materno innesca un dialogo emotivo, che viene trasmesso al feto attraverso i legami neuro-ormonali. Quindi, le emozioni materne, per esempio di gioia, serenità, paura, voglia di vivere, ecc. possono contribuire allo sviluppo emotivo del futuro bambino. Queste emozioni materne, costituiscono le primarie predisposizione della personalità che contribuiscono a determinare il temperamento del bambino.
«Se noi stacchiamo il fatto procreativo dalla relazione affettiva e sessuale si può ipotizzare un futuro in cui la produzione degli esseri umani avviene totalmente attraverso le macchine. Una volta combinato tecnicamente l’ovocita e lo sperma, si procederà a costruire artificialmente degli esseri umani. La scienza potrà arrivare a questo. Il problema non è impedirlo. La ricerca deve fare i suoi percorsi per capire quello che può della vita. Ma l’uomo non deve consentire che tutto ciò che è tecnicamente fattibile diventi lecito. [...] Il patrimonio genetico è un bene che appartiene alla collettività storica nella quale si è formato. Come debbono essere beni condivisi l’ambiente, le piazze delle città, aspetti della vita economico sociale, così ci sono questioni che riguardano la cultura e la antropologia che non possono essere a disposizione di una libertà senza limiti". 

- Pietro Barcellona - 





"Senza l’opera di trasmissione dei significati della vita, da una generazione all’altra, le nuove generazioni saranno solo dei barbari accampati nel nostro territorio. 
Non capiranno, non conserveranno e non trasmetteranno più niente di quello che ha alimentato la vita dei loro avi. 
E la vita perderà il suo fervore e il suo significato e il collegamento al nodo divino che unisce le cose.."

- Antoine de Saint Exupery - 






"La stepchild adoption mi vede assolutamente contrario, anzi mi domando perché proprio le donne di destra e sinistra non insorgano perché si faccia una legge molto punitiva sull'utero in affitto. 
Si combatte la prostituzione e non si capisce che in fondo la vendita dell'utero è una prostituzione forse ancora peggiore".

-Stefano Zecchi –

Scrittore, giornalista




NOI NO

Il grande mercato internazionale dei figli comprati con l'utero in affitto è la più barbara forma di schiavismo dei nostri tempi. Non è, solo, una questione legata alla dignità della donna, trasformata in produttrice di bambini da portar via; la pratica è barbara in sé, perché ha ad oggetto la fornitura di esseri umani. 
Gli esseri umani non si comprano, e nemmeno si regalano. 
Il mercato dei figli è la diretta conseguenza della distruzione della famiglia, che passa innanzitutto per la rottamazione, cioè abolizione, del matrimonio. In Italia si sta provando a legittimare questa pratica con l'approvazione delle cosiddette "unioni civili" tra persone dello stesso sesso, che prevedono la stepchild-adoption, cioè il riconoscimento della genitorialità al partner che non ha alcun legame biologico col bambino avuto appunto con utero in affitto. Nei prossimi giorni tenteranno di mascherare questa forma di adozione, che viola i diritti dei bambini, con l'etichetta di un "affido rinforzato". Si tratta di compromessi ipocriti che saranno spazzati via dal primo Tribunale. 
Una crepa nella diga, ed è solo questione di tempo. E di sentenze.

- Generazione Famiglia - La Manif Italia -


Buona giornata a tutti. :-)






venerdì 1 gennaio 2016

Divina Maternità della Beata Vergine Maria

Maria!
Quando Tu forse
avevi altri progetti di vita,
Dio è entrato nella Tua vita
con il Suo progetto speciale.
E Tu, come umile Sua serva,
gli hai generosamente aperto
le porte del Tuo cuore.
Il Tuo esempio mi sprona
a volgermi anch'io verso Il Signore
per dirgli:
“Vieni nei miei sogni
e nei miei progetti,
nelle mie speranze
e nelle mie paure".
Perciò, Signore
entra nelle mie tenebre,
nelle mie angosce
e nelle mie sofferenze.
Entra anche
in quegli angoli
della mia vita
in cui ho amato
più la mia volontà
che la Tua.



L'Annuncio a Maria

Quale dev'essere la nostra risposta al dono supremo? 
Nel rac­conto dell' annunciazione la risposta è formulata attraverso una autodefinizione di Maria: "Io sono la serva del Signore". L'a­spetto di umiltà in quella parola "serva" è stato spesso sottoli­neato e non sempre felicemente, dirottato spesso verso consa­pevoli o inconsce conclusioni antifemminili: l'umiltà, il nascon­dimento, la discrezione devono essere le doti della donna che vuole imitare Maria. 
In realtà il titolo è solenne, è quello che esprime dignità della sposa ed è anche il titolo classico dei per­sonaggi che devono espletare una funzione decisiva nella storia della salvezza: servo del Signore è Abramo, è Mosè, Giosuè, è Davide, sono i profeti e "Servo del Signore" per eccellenza sarà il Messia: Maria ha la coscienza che in lei, donna semplice e co­mune, Dio ha realizzato l'intervento grandioso e definitivo del­la salvezza "attesa da tutte le generazioni". 
Maria afferma, quin­di, la piena coscienza della sua vocazione e del suo destino: E da questo momento in avanti la sua missione è quella di acco­gliere il dono sublime di quel figlio: "avvenga di me quello che hai detto". 
Con questa adesione nella fede e nell'amore Maria diventa l'emblema del vero discepolo di Dio.

- Card. Gianfranco Ravasi - 





«… e gli auguri Nostri riguardano ogni bene; ogni bene migliore; ogni bene desiderabile. Essi attingono alla sorgente di ogni bene, che è Dio; e non temono d'essere troppo abbondanti e troppo audaci. 
Essi osano aspirare anche ai beni più grandi e più difficili! 
Sì, Noi vogliamo con i Nostri voti confortare la speranza di ogni cuore; e la speranza del mondo.
Avrà in quest'anno nuovo il mondo la prosperità necessaria alla sua vita e al suo benessere? 
Noi lo auguriamo, Noi lo speriamo! Avrà il mondo i pensieri ed i propositi di bontà, di giustizia, di onestà, di libertà, di concordia, che lo possono fare migliore e felice? 
Noi lo auguriamo, Noi lo speriamo! E avrà la pace il mondo; la pace sempre così fragile e compromessa, sempre così offesa e minacciata, sempre così desiderabile e necessaria? 
Si, Noi lo auguriamo e Noi lo speriamo!»

- beato Paolo VI, papa
Angelus 1° gennaio 1965




Santa Maria Vergine

Santa Maria Vergine,
non vi è alcuna simile a Te,
nata nel mondo, fra le donne;
Figlia e Ancella dell'altissimo Re,
il Padre Celeste;
Madre del Santissimo Signore nostro Gesù Cristo;
Sposa dello Spirito Santo.
Prega per noi con San Michele Arcangelo,
e con tutte le Virtù dei cieli
e con tutti i Santi,
presso il tuo santissimo Figlio diletto,
nostro Signore e Maestro.


Questa preghiera fa parte dell'Ufficio della Passione del Signore, compilata da S. Francesco, veniva annunciata prima del salmo di ogni ora e recitata per intero alla fine dello stesso salmo.



Con la protezione della Vergine Maria, tanti auguri di Buon Anno a tutti voi, ai sogni che vorrete realizzare, ai buoni propositi ed ai traguardi che vorrete superare. 
Vi auguro la pace nel cuore, questa è la nostra più grande ricchezza!


Buona giornata a tutti.
Stefania

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