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martedì 28 ottobre 2014

Lettera di San Tommaso d’Aquino ad uno studente

Carissimo in Cristo, Giovanni,

giacché mi hai chiesto in che modo tu debba applicarti allo studio per acquistare il tesoro della scienza, ecco in proposito il mio consiglio.
Non voler entrare subito in mare ma arrivaci attraverso i ruscelli, perché è dalle cose più facili che bisogna pervenire alle più difficili.
Questo dunque è l'avviso mio che ti servirà di regola.
Voglio che tu sia tardo a parlare e restio a scendere in parlatorio.
Abbi purità di coscienza.
Non tralasciare di attendere alla preghiera.
Sii amante della tua cella.
Mostrati amabile con tutti.
Non essere per nulla curioso dei fatti altrui.
Non essere troppo familiare con nessuno, perché la familiarità eccessiva genera disprezzo e dà occasione di trascurare lo studio.
Non t'intromettere in nessun modo nei discorsi e nei fatti secolari.
Non divagare su tutto.
Non lasciar d'imitare gli esempi dei santi e dei buoni.
Non guardare chi è colui che parla, ma tieni a mente tutto ciò che di buono egli dice.
Procura di comprendere ciò che leggi ed ascolti.
Certìficati delle cose dubbie e studiati di riporre nello scrigno della memoria tutto quello che ti sarà possibile.
Non cercare infine cose superiori alla tua capacità.
Seguendo queste norme, metterai fronde e produrrai utili frutti nella vigna del Signore, in tutti i giorni di tua vita.
Mettendo in pratica questi insegnamenti potrai raggiungere la mèta alla quale tu aspiri.
Stai bene.


Ai giovani vorrei dare un consiglio: scegliere la professione che interessa di più. Quando dovrete decidere cosa studiare, non pensate solo a cosa vi permette di trovare lavoro, ma a quello che vi piace veramente. Poi fatelo seriamente. Alle ragazze, in particolare, consiglio di avere più fiducia in se stesse e pretendere che i loro diritti vengano rispettati. E, da ex sportiva, voglio dare un ultimo consiglio a tutti: affrontate la vita come s’affronta una gara. Con la voglia di vincere.

- Margherita Hack -



Se oggi non valgo nulla, non varrò nulla nemmeno domani; ma se domani scoprono in me dei valori, vuol dire che li posseggo anche oggi. 
Poiché il grano è grano, anche se la gente dapprima lo prende per erba...

- Vincent Van Gogh -





Il dono della parola e' stato fatto all'umanità perchè ci capissimo tra noi, amico mio, non per confonderci. Quanto sarebbe stato più facile se invece di diffondere storie che dividevano i popoli in questo mondo, avessimo imparato a parlare il linguaggio del cuore, comprendendo che tutti stiamo cercando le stesse risposte.

- Sergio Bambarén -






Buona giornata a tutti. :-)








sabato 26 luglio 2014

La città smemorata – don Bruno Ferrero -

Una volta, in una piccola città, uguale a tante altre, cominciarono a succedere dei fatti strani. 
I bambini dimenticavano di fare i compiti, i grandi si dimenticavano di togliersi le scarpe prima di andare a dormire, nessuno si salutava più. 
Le porte della chiesa rimanevano chiuse. Le campane non suonavano più. Nessuno sapeva più le preghiere. 
Un lunedì mattina, però, un maestro domandò ai suoi alunni: "Perché ieri non siete venuti a scuola?" 
"Ma ieri era domenica!" risposero gli scolari, "La domenica non c'è scuola". 
"Perché?", chiese il maestro. 
Gli alunni non seppero che cosa rispondere. 
Si avvicinava il Natale. 
"Perché suonano questa musica dolce?". 
"Perché sull'albero ci sono le candele?". 
Nessuno lo sapeva. 
Due amici avevano litigato: si erano insultati fino a diventare rauchi. 

"Ora non ho più nessun amico", pensava tristemente uno di loro il giorno dopo. 
E non sapeva che cosa fare. 
La piccola città si faceva sempre più grigia e triste. La gente diventava ogni giorno più egoista e litigiosa. 
"Ho l'impressione di aver dimenticato qualcosa", ripetevano tutti. 
Un giorno soffiava un forte vento tra i tetti, così forte da smuovere le campane della chiesa. 
La campana più piccola suonò. 
Improvvisamente la gente si fermò e guardò in alto. E un uomo per tutti esclamò: "Ecco che cosa abbiamo dimenticato: Dio!". 

Se c'è speranza in questo mondo è solo perché risuona ancora il nome di Dio. Milioni e milioni di persone gettano su questo nome le gioie e le paure della propri a esistenza. E' l'unico nome che porta su di sé il peso dell'umanità e che dà un senso a tutto.
Anche per questo non possiamo rinunciare a pronunciarlo con rispetto e fiducia.

(don Bruno Ferrero)
Fonte:  Cerchi nell'acqua di don Bruno Ferrero



Il fulmine


Durante la celebrazione della Messa domenicale, scoppiò improvvisamente un violento temporale. Un fulmine colpì il campanile e fece tremare le pareti della chiesa, che era gremita di gente.
Il celebrante, visibilmente scosso, si rivolse ai fedeli: "Interrompiamo un attimo la Messa", disse. "E mettiamoci a pregare...".

L'abitudine impolvera, incrosta, spegne anche le cose più belle e più grandi. E si finisce a farle "per finta".


Don Bruno Ferrero
Fonte “ A volte basta un raggio di sole”




Tutto dipende dal fatto che noi preghiamo veramente: che facciamo diventare le cose che diciamo verità per noi ed in noi; che la nostra fede sia la verità della nostra vita e non una dispensa per il tempo del bisogno.

- Adrienne von Speyr - 
da Esperienza di preghiera




Il cristiano, più che persuasivo, dovrebbe essere contagioso.


- Paul Claudel -




























Buona giornata a tutti. :-)

www.leggoerifletto.it





lunedì 10 marzo 2014

“Dobbiamo avere paura del peccato, non del demonio” - da un'intervista con Padre Gabriele Amorth

Stiamo vivendo un periodo in cui satana è di moda: ne parla con verità tutta la Bibbia; ne parla spesso la Madonna a Medjugorje. 
Ma ne parlano anche troppo i media, specie la TV, confondendo le idee e, in effetti, reclamizzando maghi, cartomanti, imbroglioni di ogni specie; quando addirittura non reclamizza anche le sètte. 
Chi è meno informato e meno ci crede è il clero. Perché? E quando si ha bisogno del parere di un esorcista è difficilissimo trovarlo; perché? 
Tanti oggi si dànno alla magia, alle varie forme di occultismo, allo spiritismo; e quasi mai gli educatori sono in grado di dare una giusta informazione.
Si aggiungono poi tanti altri problemi. Ad esempio: come distinguere un male malefico da una malattia psichica? 

Di fronte a certe difficoltà e stranezze, giovano davvero le preghiere di liberazione? Quando invece è necessario ricorrere all’esorcista? 
A queste e ad altre domande risponde il libro di Padre Gabriele Amorth, “Esorcisti e psichiatri” (Edizioni Dehoniane), che può soddisfare quanti sono interessati a questi problemi. 
Ci preme sottolineare la raccomandazione dell’Autore: 
"Dobbiamo avere paura del peccato, non del demonio”
e l’insegnamento di Paolo VI: 

“Tutto ciò che ci difende dal peccato, ci difende dal maligno”

1. “Quando si sogna il maligno con contorni paurosi, può essere frutto solo della psiche o anche della sua presenza?” 

R.:Sappiamo che i sogni dipendono dal subconscio. 

Normalmente qualche incubo ce l’ha chiunque perché nel nostro subconscio tutti abbiamo dei ricordi paurosi, dei timori riguardo alla salute o a qualche disgrazia, ecc. Ma, alla domanda specifica che mi si fa, io direi che tutti i nostri sogni in parte possiamo pilotarli; ossia è necessario che quando siamo svegli, ci alimentiamo di tutto ciò che è positivo e che piace a Dio e stiamo attenti a ciò che vediamo e leggiamo. 
Così si elimina la presenza demoniaca e non avremo nessuna paura del demonio. 
La Bibbia non ci dice mai di temere il diavolo, ma “di resistergli forti nella fede, poiché egli si aggira attorno cercando chi divorare”. Dice anzi di “resistergli rivestiti dell’armatura di Dio”(1Pt 5,8-9; Ef 6,11). 
Purtroppo i mass-media, in particolare la TV, sotto questo aspetto stanno rendendo un pessimo servizio! Guardate “Misteri” e programmi del genere: si sono accorti che il demonio fa notizia. 
Io li considero tutti negativi, anche quello a cui ho partecipato. Tutti mettono le cose in burletta, ossia falsificano i fatti, ed è proprio quello che il demonio vuole: o che non si parli di lui, così può agire liberamente; o che si parli troppo di lui, così che sembri il protagonista della storia, mentre il protagonista è Cristo.
Per concludere, si devono evitare letture e spettacoli che possano inculcare paure, come gli horror e, specialmente per i ragazzini, giochi, album, cartoni animati veramente mostruosi. 

Come possono non avere incubi quando si nutrono di violenza e di figure raccapriccianti? E poi ci si deve sentire sicuri dell’aiuto di Dio, della protezione di Maria e dell’Angelo Custode.
[Quindi è più importante che mai, non passare dalla TV al letto, ma pregare prima del riposo, anche quando abbiamo molto sonno: il Signore ci renderà in abbondanza il tempo che avremo dato a Lui. 

Quanto è efficace, prima del riposo, il Rosario e la preghiera intima con il raccontare al Signore la nostra giornata! 
Allora veramente “io dormo ma il mio cuore veglia”, direbbe il Cantico. «L’adorazione prima del sonno mi dona di alzarmi al mattino pieno di gioia e di fiducia» mi confidava un amico. Quanti l’hanno provato! E chi ben comincia... ]





Non affaticarti troppo nel cercare questo Dio che brami e che tanto desideri amare. Se tu vuoi «entra» nel tuo cuore e troverai quello che cerchi.
Con una velocità senza misura, portati alla presenza di Dio e mettiti a colloquio con Lui. 
Egli ti sta aspettando. È pronto a lasciare tutta la corte celeste per mettersi a disposizione della sua creatura che ama infinitamente. In questo modo è la creatura che fa piacere al suo Creatore perché ritorna a Lui. È la storia del figliol prodigo che si ripete. Quel padre, che non si dava pace per il suo figlio lontano, vede ora tornare la sua creatura. Le va incontro, le fa festa, e con paterna tenerezza l'ascolta e la contempla, perché è frutto del suo amore. 


- Fra Modestino da Pietrelcina -


“Se siamo stati tentati in lui, sarà proprio in lui che vinceremo il diavolo. 
Tu fermi la tua attenzione al fatto che Cristo fu tentato; perché non consideri che egli ha anche vinto? 
Fosti tu ad essere tentato in lui, ma riconosci anche che in lui tu sei vincitore. Egli avrebbe potuto tener lontano da sé il diavolo; ma, se non si fosse lasciato tentare, non ti avrebbe insegnato a vincere, quando sei tentato.”

(Sant'Agostino, Enarrationes in Psalmos)


“Quando però il demonio usurpò l'onore di Dio dicendo: "Tutte queste cose ti darò se prostrato mi adorerai", allora lo scacciò indignato con le parole: "Vattene, Satana".
E ciò perché imparassimo dal suo esempio a sopportare con animo forte le ingiurie rivolte a noi, ma a non voler nemmeno sentire le ingiurie contro Dio.”

(S.Tommaso D'Aquino, Summa Theologiae, P. 3, q. 41)



“Papa Benedetto XVI ha visto questo scontro fra la luce e le tenebre: dentro la chiesa e nel mondo. 
Nella chiesa: l’immoralità e l’ambizione di chierici.
Nel mondo: il rifiuto di Dio”. 


- Cardinal Carlo Caffarra - 





Buona giornata a tutti :-)

sabato 15 febbraio 2014

L'ora dei Santi viene sempre - Georges Bernanos


La comunione dei santi...Chi tra di noi è sicuro di appartenervi? E se ha questa fortuna quale parte ha in essa? Chi sono i ricchi e i poveri di questa comunità sorprendente? Chi sono quelli che danno e chi sono quelli che ricevono? Quante sorprese!
Oh certo, niente pare meglio regolato, più strettamente ordinato, gerarchizzato, equilibrato della vita esterna della Chiesa. Ma la sua vita interiore trabocca di prodigiose libertà, vorrei quasi dire di divine stravaganze dello spirito, dello spirito che soffia dove vuole.
Quando si pensa alla severa disciplina che mantiene quasi implacabilmente al posto stabilito ogni membro di questo grande corpo ecclesiastico, dal più modesto vicario fino al Santo Padre coi suoi privilegi, coi suoi titoli, direi quasi col suo vocabolario particolare, non sono forse delle stravaganze quelle promozioni improvvise, talvolta troppo improvvise, di oscure religiose, di semplici laici o anche di mendicanti divenuti bruscamente patroni, protettori, dottori della Chiesa universale?
Oh, non si tratta di opporre la Chiesa visibile alla Chiesa invisibile.
La Chiesa visibile non è soltanto la gerarchia ecclesiastica: siete voi, sono io, perciò non sempre è gradita, anzi qualche volta è stata anche molto sgradita, come nel secolo XV, al tempo del Concilio di Basilea...
In questi casi siamo naturalmente tentati di rammaricarci che non sia la Chiesa invisibile, ci si rammarica che un cardinale sia riconoscibile da lontano per la sua bella cappa scarlatta, mentre un santo, durante la vita, non si distingue per nessun abito particolare...
Lo so: questa che sembra una battuta, per molte anime invece è un pensiero torturante.
Ma non è giusto ragionare come se la Chiesa visibile e la Chiesa invisibile fossero due chiese, la Chiesa visibile è quello che noi possiamo vedere della Chiesa invisibile e questa parte visibile della Chiesa invisibile varia con ognuno di noi. Perché noi conosciamo tanto meglio l'umano che c'è in lei quanto meno siamo degni di conoscere il divino che c'è in lei. 
Diversamente, come spieghereste una bizzarria come questa: che i più qualificati a scandalizzarsi dei difetti, delle deformazioni, delle difformità della Chiesa visibile, voglio dire i Santi, siano proprio quelli che non se ne lamentano mai?
La Chiesa visibile è ciò che ognuno di noi può vedere della Chiesa invisibile, secondo i propri meriti e la grazia di Dio. E' troppo bello dire vorrei vedere ben altro , non quello che vedo. Certo, se il mondo fosse il capolavoro di un architetto scrupoloso della simmetria o di un professore di logica, di un Dio deista insomma, la Chiesa allora ci darebbe lo spettacolo della perfezione, dell'ordine. In essa la Santità sarebbe il primo privilegio del comando e ogni grado della gerarchia corrisponderebbe a un grado superiore di santità, fino al più santo di tutti, il nostro Santo Padre.
Ma dai! Vorreste una chiesa così? E vi sentireste a vostro agio?
Non fatemi ridere! Invece che sentirvi a vostro agio rimarreste sulla soglia di questa congregazione di superuomini, rigirando il vostro berretto tra le mani come uno straccione alla porta del Ritz o del Claridge.
La Chiesa è una casa di famiglia, una casa paterna, e nelle case di famiglia c'è sempre un po' di disordine, le sedie mancano d'un piede, i tavoli sono macchiati d'inchiostro e i barattoli di marmellata si vuotano da soli nelle dispense, queste cose le so, ne ho esperienza...

La casa di Dio è una casa di uomini, non di superuomini.
I cristiani non sono dei superuomini. E neanche i santi sono dei superuomini. Anzi meno che mai i santi, che sono i più umani tra gli umani! 
I santi non sono sublimi, non hanno bisogno del sublime, piuttosto il sublime avrebbe bisogno di loro! 
I santi non sono degli eroi alla maniera degli eroi di Plutarco. 
Un eroe ci dà l'illusione di essere al di là dell'umanità, il santo non sta al di là dell'umanità: la assume, si sforza di realizzarla il meglio possibile.
Capite la differenza? Il santo si sforza di accostarsi quanto più vicino può al suo modello Gesù Cristo, cioè a colui che è stato perfettamente uomo, con una semplicità perfetta fino al punto da sconcertare gli eroi rassicurando gli altri, perché Cristo non è morto soltanto per gli eroi, è morto anche per i vili.
Quando i suoi amici lo dimenticano i suoi nemici non lo dimenticano. Voi sapete che i nazisti non cessarono mai di opporre alla santissima agonia di Cristo nell'orto degli ulivi la morte gioiosa di tanti giovani hitleriani. E' che Cristo vuole sì aprire ai suoi martiri la strada gloriosa di un trapasso senza paura ma vuole anche precedere ognuno di noi nelle tenebre dell'angoscia mortale. La mano ferma, impavida può all'ultimo passo non appoggiarsi alla spalla di Cristo...Ma la mano che trema è sicura di incontrare la sua.

Vorrei concludere con un pensiero che mi ha sempre accompagnato in questa conversazione come il filo del tessitore che corre sotto la trama.
Quelli che incontrano tanta difficoltà a capire la nostra fede hanno un'idea troppo imperfetta della dignità eminente dell'uomo nella creazione, non lo mettono al suo posto nella creazione, al posto a cui Dio lo ha elevato per potervi discendere.
Noi siamo creati a immagine e somiglianza di Dio perché siamo capaci di amare.
I santi hanno il genio dell'amore. E questo genio non è come quello dell'artista, che appartiene a un piccolo numero di privilegiati. Sarebbe più esatto dire che il santo è l'uomo che sa trovare in sé, sa far sgorgare dalle profondità del suo essere, l'acqua di cui Cristo parlava alla samaritana: chi ne berrà non avrà mai sete...
In ognuno di noi c'è la cisterna profonda aperta sotto il cielo. Certo, la superficie è ancora ingombra di detriti, di rami spezzati, di foglie putride da cui sale un odore di morte. Su questa superficie brilla una specie di luce fredda e dura che è quella dell'intelligenza ragionatrice. Ma al di sotto dello strato malsano, l'acqua è subito tanto limpida e tanto pura. Ancora un po' più addentro e l'anima si ritrova nel suo elemento natale, infinitamente più puro dell'acqua più pura: quella luce increata che avvolge tutta quanta la creazione: in lui era la vita e la vita era la luce degli uomini.

La fede che alcuni di voi si lamentano di non conoscere è in voi, riempie la vostra vita interiore, è quella stessa vita interiore mediante la quale ogni uomo, ricco o povero, ignorante o dotto, può entrare in contatto col divino, cioè con l'amore universale, di cui tutta la creazione è l'inesauribile zampillamento. Contro questa vita interiore cospira la nostra inumana civiltà con la sua attività delirante, col suo furioso bisogno di distrazione e con quell'abominevole dissipazione di energie spirituali degradate attraverso cui si disperde la sostanza stessa dell'umanità.

All'inizio vi dicevo che lo scandalo della creazione non sta nella sofferenza ma nella libertà. Avrei potuto dire benissimo: nell'amore. 
Se le parole avessero conservato il loro significato, direi che la creazione è un dramma dell'amore. I moralisti considerano la santità come un lusso. 
Invece è una necessità. Finché la carità non si era troppo raffreddata nel mondo, finché il mondo ha avuto la sua parte di santi, alcune verità si son potute trascurare ma esse oggi riappaiono come la roccia durante la bassa marea.
La santità, i santi alimentano quella vita interiore senza cui l'umanità si degraderà fino a morire. 
E' nella propria vita interiore che l'uomo trova le risorse necessarie per sfuggire alla barbarie o a un pericolo peggiore della barbarie: la schiavitù bestiale del formicaio totalitario. Certo, si potrebbe credere che questa non è l'ora dei santi, che l'ora dei santi è passata. 
Ma io dico che l'ora dei santi viene sempre.


(Georges Bernanos)

Fonte: dal discorso alle Piccole Sorelle di Charles De Foucauld, Algeria, 1947



La dignità di Dio. Anche nei suoi confronti, così come succede tra noi, negandogli l'ossequio dovuto gli si fa ingiuria. Chiunque occupi un rango elevato ha diritto a un particolare rispetto, tanto che verrebbe considerato traditore del re quell'uomo che gli rifiutasse un atto di riverenza. Ebbene, vi sono taluni che si comportano così di fronte a Dio [negandogli l'adorazione]. 
«Hanno sostituito la gloria di Dio incorruttibile, con immagini di uomini mortali» (Rm I, 23), il che spiace a lui, sommamente, avendo proclamato per bocca di Isaia: «Io sono il Signore; questo è il mio nome: non darò la mia gloria a nessun altro, né agli idoli l'onore che è dovuto a me» (Is 42, 8).

- S. Tommaso d'Aquino - 


La prima cosa necessaria al cristiano è la fede. Senza di essa nessuno di noi potrebbe, lealmente, dirsi cristiano.

- S. Tommaso d'Aquino - 



"E il Figlio dell'uomo non fu crocefisso una volta per tutte, il sangue dei martiri non fu versato una volta per tutte, le vite dei Santi non vennero donate una volta per tutte. Ma il Figlio dell'uomo è sempre crocefisso e vi saranno sempre Martiri e Santi. E se il sangue dei martiri deve fluire sui gradini dobbiamo prima costruire i gradini; e se il tempio deve essere abbattuto dobbiamo prima costruire il tempio".

- Thomas S. Eliot - 



Preghiera per la sera

Accogli le parole che dalla mia anima
e dal mio cuore salgono a te,
o ineffabile, che parli nel silenzio.
Ti supplico che io non mi inganni
nella conoscenza della nostra natura più vera;
chinati verso di me e rendimi forte
ed io farò risplendere questa grazia sui miei fratelli che sono figli tuoi.
La mia anima appartiene allo Spirito Santo.
Per questo credo e confesso la mia fede 
da cui ricevo luce e vita.
Sei degno di lode, o Padre.
Il tuo servo vuol santificarsi con te,
secondo la possibilità che tu gli hai dato.
A te la gloria, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.


Buona giornata a tutti :-)








giovedì 13 febbraio 2014

Almeno oda i tuoi passi - Padre David Maria Turoldo



Spirito che conduci i pellegrini dello spirito
negli incantati pascoli della santità,
e gli erranti riconduci da sperduti deserti
sulle vie della vita, e mai desisti,
divino mendicante,
di cercare la pecorella smarrita:
se il vederti con gli occhi del corpo
è di troppo in questa valle oscura,
che almeno sempre oda i tuoi passi
mentre mi cammini accanto,
o compagno di traversata;
e ciò sia a tua gloria più ancora
che il prestarti a guidare le stelle nella notte.
Dio, fonte di ogni intelligenza
e luce che illumini i cuori,
se tu ci accompagni nel nostro cammino
a nessuna incertezza soccomberemo:
e quando saremo al termine,
riposeremo senza fine in Te
che sei la sola ragione della nostra gioia.

(Padre David Maria Turoldo)



La prima cosa necessaria al cristiano è la fede.
Senza di essa nessuno di noi potrebbe, lealmente, dirsi cristiano.

- S. Tommaso d'Aquino -



“Prego Dio perché faccia con me quello che fai tu quando mi corri dietro in modo che io non cada, quando tento di andare in bicicletta senza le rotelle” 

(Amedeo, un bimbo di 3 anni che ha capito molte cose...)




Notte di Luce  

Vorrei che questa fosse la mia notte trasformata in preghiera…
In questa notte della terra, in questa notte del mondo,
sento il pianto perduto e immenso di tutti gli uomini che soffrono,
aspettano e sperano; in questa notte,
in questo silenzio voglio scrutare…
per scorgere sotto le ceneri la brace viva che riaccende la fiamma.


Padre Davide Maria Turoldo

lunedì 28 gennaio 2013

Preghiere di San Tommaso d’Aquino -

Concedimi, o Dio misericordioso,
di desiderare con ardore ciò che tu approvi,
di ricercarlo con prudenza,
di riconoscerlo secondo verità,
di compierlo in modo perfetto, a lode e gloria del tuo nome.
Metti ordine nella mia vita,
fammi conoscere ciò che vuoi che io faccia,
concedimi di compierlo come si deve
e come è utile alla salvezza della mia anima.
Che io cammini verso di te, Signore,
seguendo una strada sicura, diritta, praticabile
e capace di condurre alla meta,
una strada che non si smarrisca fra il benessere o fra le difficoltà.
Che io ti renda grazie quando le cose vanno bene,
e nelle avversità conservi la pazienza,
senza esaltarmi nella prosperità
e senza abbattermi nei momenti più duri.
Che io mi stanchi di ogni gioia in cui tu non sei presente,
che non desideri nulla all'infuori di te.
Ogni lavoro da compiere per te mi sia gradito, Signore,
e insopportabile senza di te ogni riposo.
Donami di rivolgere spesso il mio cuore a te,
e quando cedo alla debolezza,
fa' che riconosca la mia colpa con dolore,
e col fermo proposito di correggermi.
Signore, mio Dio,
donami un cuore vigile, che nessun pensiero curioso trascini lontano da te;
un cuore nobile che nessun indegno attaccamento degradi;
un cuore retto che nessuna intenzione equivoca possa sviare;
un cuore fermo che resista ad ogni avversità;
un cuore libero che nessuna passione violenta possa soggiogare.
Concedimi, Signore mio Dio,
un'intelligenza che ti conosca,
uno zelo che ti cerchi,
una sapienza che ti trovi,
una vita che ti piaccia,
una perseveranza che ti attenda con fiducia,
e una fiducia che alla fine arrivi a possederti.

(S. Tommaso d'Aquino)
Questa è la differenza fra l'eternità e il tempo,
che il tempo ha l'essere in una certa successione,
mentre l'eternità l'ha tutto insieme.
- San Tommaso d'Aquino -

Mio Dio, non dimenticarti di me - San Tommaso d'Aquino

Mio Dio, non dimenticarti di me,
quando io mi dimentico di te.
Non abbandonarmi, Signore,
quando io ti abbandono.

Non allontanarti da me,
quando io mi allontano da te.
Chiamami se ti fuggo,
attirami se ti resisto,
rialzami se cado.

Donami, Signore, Dio mio,
un cuore vigile
che nessun vano pensiero porti lontano da te,
un cuore retto
che nessuna intenzione perversa possa sviare,
un cuore fermo
che resista con coraggio ad ogni avversità,
un cuore libero
che nessuna torbida passione possa vincere.

Concedimi, ti prego, una volontà che ti cerchi,
una sapienza che ti trovi,
una vita che ti piaccia,
una perseveranza che ti attenda con fiducia
e una fiducia che alla fine giunga a possederti.

                                              
(S. Tommaso d'Aquino)


“Era conveniente che la donna fosse formata dalla costola dell'uomo. Primo, per indicare che tra l'uomo e la donna ci deve essere un vincolo di amore. D'altra parte la donna «non deve dominare sull'uomo» [1 Tm 2, 12], e per questo non fu formata dalla testa. Né deve essere disprezzata dall'uomo come una schiava: perciò non fu formata dai piedi. (S.Tommaso d’Aquino da Somma teologica, vol.I, articolo 3)

San Tommaso d’Aquino (1225-1274) frate domenicano, fu canonizzato nel 1323 da papa Giovanni XXII, è venerato come santo anche dalla chiesa Luterana, l’11 aprile 1567, papa Pio V, lo ha dichiarato dottore della Chiesa.
Le spoglie di Tommaso d’Aquino sono conservate nel convento dei Giacobini a Tolosa (Spagna). La reliquia della mano destra, si trova a Salerno nella chiesa di San Domenico, la reliquia del teschio si trova nella Basilica Cattedrale di Priverno (Latina).



                                                            San Tommaso d'Aquino Protettore degli Studenti



Preghiera dello studente a San Tommaso 

O San Tommaso d’Aquino, Dottore Angelico, 
al tuo illuminato patrocinio affido i miei doveri di cristiano e di studente: sviluppa nel mio spirito il seme divino di una fede intelligente e feconda; conserva puro il mio cuore nel limpido riflesso dell’amore e delle bellezze divine; 
sostieni la mia intelligenza e la mia memoria nello studio della scienza umana; 
conforta lo sforzo della mia volontà nell’onesta ricerca della verità; 
difendimi dalla sottile insidia dell’orgoglio che allontana da Dio; 
guidami con mano sicura nei momenti di dubbio; 
rendimi degno erede della tradizione scientifica e cristiana dell’umanità; 
illumina il mio cammino attraverso le meraviglie del creato affinché impari a conoscere e amare il Creatore, che è Dio, Sapienza infinita. Amen.


Concedimi di parlare senza ipocrisia
di temere senza disperazione
di sperare senza presunzione
di essere puro senza macchia
di correggere senza collera
di soffrire senza lamento.
O Gesù, bontà suprema, io ti domando un cuore fedele e generoso,
che non vacilli né si abbassi mai, un cuore indomito, sempre pronto a lottare in ogni tempesta un cuore libero, un cuore retto che non si trovi mai nelle vie tortuose.

(S. Tommaso d'Aquino)


L’Eucaristia è la più grande di tutte le meraviglie operate da Cristo,  è il documento del suo amore immenso per gli uomini.

- San Tommaso d' Aquino - 




Ultima ora: 


Il cambio di rotta è stato ufficializzato l'altro ieri, alle due del pomeriggio. @pontifex, ovvero l'account di Papa Ratzinger su Twitter, ha per la prima volta cinguettato 140 caratteri diversi dal solito.
Non più citazioni «evangeliche», ma un messaggio che apre alla volontà di entrare in battaglia su quei temi che il suo stesso pontificato ha definito «non negoziabili».

Benedetto XVI @Pontifex

Molti falsi idoli emergono oggi. Se i cristiani vogliono essere fedeli, non devono avere timore di andare controcorrente. 

Buona giornata a tutti. :-)