Visualizzazione post con etichetta San Giovanni Maria Vianney. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta San Giovanni Maria Vianney. Mostra tutti i post

domenica 21 ottobre 2018

Il buon Dio perdonerà solamente coloro che avranno perdonato - Santo Curato d'Ars

Il buon Dio perdonerà solamente coloro che avranno perdonato: è la legge.
I santi non nutrono né odio, né astio; essi perdonano tutto, anzi, ritengono sempre di meritare, per le offese che hanno arrecato al buon Dio, molto di più del male che viene loro fatto.
I cattivi cristiani, invece, sono vendicativi.
Quando si odia il proprio prossimo, Dio ci restituisce questo odio: è un atto che si ritorce contro di noi.
Un giorno dicevo ad una persona: “Ma allora non desidera andare in paradiso, dato che non vuole vedere quell’uomo!” - “Oh, sì che voglio andarci,tuttavia cercheremo di stare lontani l’uno dall’altro, in modo da non vederci”.
Non avranno di che preoccuparsi, poiché la porta del paradiso è chiusa all’odio. In paradiso non esiste il rancore.
Per questo, i cuori buoni e umili, che sopportano le ingiurie e le calunnie con gioia o indifferenza, cominciano a godere del loro paradiso in questo mondo; coloro, invece, che serbano rancore sono infelici: hanno l’espressione preoccupata ed uno sguardo che sembra divorare ogni cosa attorno a sé.
Ci sono persone che, in apparenza devote, se la prendono per la minima ingiuria, per la più piccola calunnia.

Si può essere santi da fare miracoli ma, se non si ha la carità, non si andrà in paradiso.

L’unico modo per spiazzare il demonio, quando questi suscita in noi sentimenti di odio verso coloro che ci fanno del male, è pregare subito per loro. Ecco come si riesce a vincere il male con il bene, ed ecco cosa significa essere santi.


- Omelia del Santo Curato d'Ars -



Quando predichi, tu che ne hai fatto una professione, pensa sempre alla persona più povera, nascosta dietro i tuoi uditori, a quella la cui vita è precipitata nel gelo e che viene a ricercare presso i credenti di che riscaldare la sua fede intirizzita. 
Rivolgiti, nell'assemblea che ti ascolta, a colui la cui salvezza dipende da questa parola, a colui che non ha più che Gesù Cristo, il Verbo, divenuto carne, per rialzare la testa, a colui che viene a cercare le briciole che si lasciano ai cagnolini.  

- Anne Lécu - 



“Il buon Dio avrà perdonato ad un peccatore pentito più presto che non avrà fatto una madre a ritrarre il suo figlioletto dal fuoco.”

- Santo Curato d'Ars -


Buona giornata a tutti. :)













martedì 7 agosto 2018

dagli scritti del Santo Curato d'Ars

Che cosa fa Nostro Signore nel sacramento del suo amore? 

Egli ci dona il suo buon cuore per dimostrarci il suo amore. 

Questo cuore emana una tale tenerezza e misericordia da travolgere come un fiume in piena tutti i peccati del mondo. 

Dopo aver ricevuto i sacramenti, quando sentiamo l’amore di Dio diminuire, facciamo subito la comunione spirituale!... 

Quando non possiamo andare in chiesa, volgiamoci verso il tabernacolo. 

Non ci sono muri che fermino il buon Dio. 

Noi possiamo ricevere il buon Dio soltanto una volta al giorno; un’anima infiammata d’amore è paga del desiderio di riceverlo continuamente Figli miei se ci rendessimo conto del valore della santa comunione, eviteremmo le più piccole colpe per avere la fortuna di farla più spesso. 

Conserveremmo la nostra anima sempre pura agli occhi di Dio...


- Santo Curato d'Ars -





Nostro Signore è là, nascosto, in attesa che andiamo a trovarlo e gli rivolgiamo le nostre domande. 

È là nel sacramento del suo amore che sospira ed intercede continuamente presso il Padre per i peccatori. 

È là per consolarci; per questo dobbiamo andare a trovarlo spesso. 

Quanto gli è gradito anche solo un quarto d’ora rubato alle nostre occupazioni, alle sciocchezze di ogni giorno, per andare a fargli visita, a rivolgergli una preghiera, a consolarlo di tutte le ingiurie che riceve! 

Quando vede le anime pure avvicinarglisi con fervore, egli sorride loro... 

E che immensa felicità proviamo in presenza di Dio, quando siamo soli ai suoi piedi, davanti al santo tabernacolo! 

Figli miei, quando vi svegliate di notte, trasportatevi subito in spirito davanti al tabernacolo e dite a Nostro Signore: «Mio Dio, eccomi! Vengo ad adorarti, lodarti, benedirti, ringraziarti, amarti, tenerti compagnia con gli angeli!..».


- Santo Curato d'Ars -



Quando siamo di fronte il Santissimo Sacramento, anziché guardare in giro, chiudiamo gli occhi ed apriamo il cuore: il buon Dio aprirà il suo, Noi andremo a lui ed egli verrà a noi, noi per chiedere e lui per ricevere; sarà come un respiro che passa dall’uno all’altro.  

La comunione ha sull’anima lo stesso effetto di un colpo di soffietto su un fuoco che comincia a spegnersi, ma dove c’è ancora molta brace: si soffia e il fuoco si ravviva. 

Dopo che abbiamo fatto la comunione, l’anima viene a trovarsi nel balsamo dell’amore come l’ape tra i fiori. 

Nel giorno del giudizio, vedremo brillare la carne di Nostro Signore attraverso il corpo glorioso di coloro che l’avranno ricevuto degnamente sulla terra, come si vede brillare dell’oro in mezzo al rame o dell’argento in mezzo al piombo.


- Santo Curato d'Ars -



martedì 3 luglio 2018

Lavorare per il cielo - Dalle omelie di San Giovanni Maria Vianney


Molti sono i cristiani, figli miei, che non sanno assolutamente perché sono al mondo… “Mio Dio, perché mi hai messo al mondo?”. “Per salvarti”. “E perché vuoi salvarmi?”. “Perché ti amo”.
Com’è bello conoscere, amare e servire Dio! 
Non abbiamo nient’altro da fare in questa vita. 
Tutto ciò che facciamo al di fuori di questo, è tempo perso. 
Bisogna agire soltanto per Dio, mettere le nostre opere nelle sue mani… Svegliandosi al mattino bisogna dire: “Oggi voglio lavorare per te, mio Dio! Accetterò tutto quello che vorrai inviarmi in quanto tuo dono. 
Offro me stesso in sacrificio. Tuttavia, mio Dio, io non posso nulla senza di te: aiutami!”.
Oh! Come rimpiangeremo, in punto di morte, tutto il tempo che avremo dedicato ai piaceri, alle conversazioni inutili, al riposo anziché dedicarlo alla mortificazione, alla preghiera, alle buone opere, a pensare alla nostra miseria, a piangere sui nostri peccati! 
Allora ci renderemo conto di non aver fatto nulla per il cielo.
Che triste, figli miei! La maggior parte dei cristiani non fa altro che lavorare per soddisfare questo “cadavere” che presto marcirà sotto terra, senza alcun riguardo per la povera anima, che è destinata ad essere felice o infelice per l’eternità. 
La loro mancanza di spirito e di buon senso fa accapponare la pelle!
Vedete, figli miei, non bisogna dimenticare che abbiamo un’anima da salvare ed un’eternità che ci aspetta. 
Il mondo, le ricchezze, i piaceri, gli onori passeranno; il cielo e l’inferno non passeranno mai. Stiamo quindi attenti!
I santi non hanno cominciato tutti bene, ma hanno finito tutti bene. 
Noi abbiamo cominciato male: finiamo bene, e potremo un giorno congiungerci a loro in cielo. 

- San Giovanni Maria Vianney - 



La sordità spirituale

Dobbiamo rivolgere la nostra attenzione al Vangelo che racconta la guarigione di un sordo-muto da parte di Gesù. 
Anche lì incontriamo di nuovo i due aspetti dell’unico tema. 
Gesù si dedica ai sofferenti, a coloro che sono spinti ai margini della società. Li guarisce e, aprendo loro così la possibilità di vivere e di decidere insieme, li introduce nell’uguaglianza e nella fraternità. 
Questo riguarda ovviamente tutti noi: Gesù indica a tutti noi la direzione del nostro agire, il come dobbiamo agire. 
Tutta la vicenda presenta, però, ancora un’altra dimensione, che i Padri della Chiesa hanno messo in luce con insistenza e che concerne in modo speciale anche noi oggi. 
I Padri parlano degli uomini e per gli uomini del loro tempo. Ma quello che dicono riguarda in modo nuovo anche noi uomini moderni. 
Non esiste soltanto la sordità fisica, che taglia l’uomo in gran parte fuori della vita sociale. 
Esiste una debolezza d’udito nei confronti di Dio di cui soffriamo specialmente in questo nostro tempo. Noi, semplicemente, non riusciamo più a sentirlo – sono troppe le frequenze diverse che occupano i nostri orecchi. Quello che si dice di Lui ci sembra pre-scientifico, non più adatto al nostro tempo. 
Con la debolezza d’udito o addirittura la sordità nei confronti di Dio si perde naturalmente anche la nostra capacità di parlare con Lui o a Lui. 
In questo modo, però, viene a mancarci una percezione decisiva. 
I nostri sensi interiori corrono il pericolo di spegnersi. 
Con il venir meno di questa percezione viene circoscritto poi in modo drastico e pericoloso il raggio del nostro rapporto con la realtà in genere. 
L’orizzonte della nostra vita si riduce in modo preoccupante.

- papa Benedetto XVI -
 Omelia, München, 10 settembre 2006



Buona giornata a tutti. :-)




venerdì 4 agosto 2017

Atto d'amore del Santo Curato d'Ars

Io ti amo, o mio Dio,
ed il mio unico desiderio è di amarti fino all’ultimo soffio della mia vita.
Ti amo, o Dio infinitamente amabile,
e preferirei morire amandoti,
che vivere un solo istante senza amarti.
Ti amo, o mio Dio,
e desidero il cielo solo per poter avere la gioia di amarti perfettamente.
Ti amo, o mio Dio,
temo l'inferno solo perché non ci sarà mai la dolce consolazione di amarti.
O Dio mio,
se la mia lingua non può dirti continuamente che ti amo,
almeno voglio che il mio cuore te lo ripeta ogni volta che respiro.
Fammi la grazia di soffrire amandoti,
di amarti soffrendo
e di spirare un giorno amandoti
e avendo coscienza di amarti.
E più si avvicina la mia fine,
più ti scongiuro di accrescere il mio amore e di perfezionarlo.
Così sia!

- San Giovanni Maria Vianney - (il Curato d'Ars)

   Giovanni Maria Battista (Jean-Marie Baptiste) Vianney (1786 – 1859) sacerdote francese, reso famoso col titolo di "Curato d'Ars" per la sua intensa attività di parroco in questo piccolo villaggio dell’Ain.




Antifona d'ingresso
Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l'unzione,
mi ha mandato per annunziare ai poveri il lieto
messaggio, e a risanare chi ha il cuore affranto.

Colletta
Dio onnipotente e misericordioso,
che in san Giovanni Maria Vianney
ci hai offerto un mirabile pastore,
pienamente consacrato al servizio del tuo popolo,
per la sua intercessione e il suo esempio
fa’ che dedichiamo la nostra vita
per guadagnare a Cristo i fratelli
e godere insieme con loro la gioia senza fine.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...




Le parole possono persuadere, ma gli esempi trascinano.

- San Giovanni Maria Vianney -



"Se incontrassi un prete e un angelo, saluterei prima il prete e poi l'angelo. 
Se non ci fossero preti, la Passione e la morte di Gesù sarebbero vane. A cosa serve uno scrigno pieno d’oro se nessuno può aprirlo?  
Il prete ha le chiavi del tesoro del Cielo."

- San Giovanni Maria Vianney -


Non c’è niente di più grande dell’Eucaristia.



- San Giovanni Maria Vianney -



Buona giornata a tutti. :-)



mercoledì 5 luglio 2017

La Santa Eucarestia e il Santo Curato d'Ars

Figli miei, tutte le creature hanno bisogno di nutrirsi per vivere. 

Anche l’anima ha bisogno di nutrirsi. In che cosa consiste dunque il suo nutrimento? 

Il nutrimento dell’anima è il corpo e il sangue di un Dio! 

Che bel nutrimento! 

L’anima non può nutrirsi che di Dio! 

Solo Dio può riempirla! 

Solo Dio può soddisfare la sua fame! ha assolutamente bisogno del suo Dio!.. Felici le anime pure che hanno la fortuna di unirsi a Nostro Signore per mezzo della comunione! 

In cielo brilleranno come bei diamanti, perché Dio si rispecchierà in loro.


- Santo Curato d'Ars -



Un’anima che ha ricevuto degnamente il sacramento dell’Eucaristia è facilmente riconoscibile. 
È talmente immersa nell’amore, talmente pervasa e cambiata da questo sentimento che si fatica a riconoscerla nelle sue azioni e nelle sue parole... 
È umile, dolce, mortificata, caritatevole e modesta; va d’accordo con tutti. 
È un’anima capace dei più grandi sacrifici. 
Andate quindi a far la comunione, figli miei, andate da Gesù con amore e fiducia! 
Andate a vivere di lui, in modo da vivere per lui! 
Non dite che avete troppo da fare. 
Il Salvatore non ha forse detto: «Venite a me, voi che lavorate e siete affaticati; venite a me ed io vi darò sollievo?». 
Potreste resistere ad un invito così pieno di tenerezza e di amicizia?    

- Santo Curato d'Ars -





Non dite che non ne siete degni. 
È vero, non ne siete degni, ma ne avete bisogno. 
Se Nostro Signore avesse pensato alla nostra dignità, non avrebbe mai istituito questo bel sacramento d’amore, perché nessuno al mondo ne è degno, né i santi, né gli angeli, né gli arcangeli... 
Egli, invece, ha pensato ai nostri bisogni e tutti noi abbiamo bisogno del suo corpo e del suo sangue. 
Non dite che siete peccatori, che siete troppo miserabili e che per questo motivo non osate accostarvi a questo sacramento. 
Vorrei proprio vedere se sareste capaci di dire che siete troppo malati e che per questo motivo non volete provare alcun rimedio, né chiamare un medico.

- Santo Curato d'Ars -



Buona giornata a tutti. :-)







martedì 6 giugno 2017

La SS. Eucarestia - San Giovanni Maria Vianney

Il buon Dio vuole donarsi a noi nel sacramento del suo amore: per questo ci ha donato un desiderio immenso che lui solo può soddisfare... 
Accanto a questo bel sacramento, siamo come una persona che muore di sete accanto ad un fiume, quando basterebbe si piegasse per avvicinarsi all’acqua!... 
Oppure come una persona che resta povera accanto ad un tesoro, quando sarebbe sufficiente per lei allungare la mano! 
Oh! se i cristiani potessero capire le parole di Nostro Signore: «Malgrado la tua miseria, voglio vedere da vicino questa bella anima che ho creato per me. L’ho fatta così grande che solo io posso soddisfare le sue aspirazioni. 
L’ho fatta così pura che solo il mio corpo può nutrirla». Figli miei, non c’è nulla di tanto grande ed importante quanto l’Eucaristia! 
Paragonate tutte le buone opere del mondo con una comunione fatta bene: appariranno come un granello di polvere rispetto ad una montagna.

- San Giovanni Maria Vianney -




Se ci rendessimo conto di quanti e quali beni sono racchiusi nella santa comunione, nient’altro riuscirebbe ad accontentare il nostro cuore. 
L’avaro non cercherebbe più i suoi tesori, né l’ambizioso la gloria; tutti lascerebbero questo mondo, scuotendosi di dosso la polvere e si innalzerebbero verso il cielo. 
Chi fa la comunione si perde in Dio come una goccia d’acqua nell’oceano. 
Non è più possibile separarli. Se qualcuno ci chiedesse, subito dopo che abbiamo fatto la comunione: «Che cosa portate a casa con voi? noi potremmo rispondere; «Porto il paradiso». Un santo diceva che noi siamo dei Porta-Dio. E proprio vero, purtroppo, però: non abbiamo abbastanza fede. 
Non ci rendiamo conto della nostra dignità. 
Dopo aver partecipato alla sacra mensa eucaristica, dovremmo essere tanto felici quanto lo sarebbero stati i magi se avessero potuto portare con sé il Bambino Gesù.

Quando facciamo la santa comunione, sentiamo qualche cosa di straordinario, un benessere che attraversa tutto il corpo, diffondendosi sino alle estremità. Che cos’è questo benessere? 

È Nostro Signore che si propaga in tutte le parti del nostro corpo facendole vibrare. 

Non possiamo non dire, come san Giovanni; «È il Signore!». 

Chi non sente proprio nulla è da compatire, non c’è dubbio. 

Non mi piace l’abitudine che hanno molti di mettersi subito a leggere dopo aver ricevuto l’Eucaristia. 

Oh, no! a che serve la parola degli uomini quando è Dio a parlare?... 

Bisogna ascoltare ciò che il buon Dio dice al nostro cuore. 

Prendete un vaso pieno di liquore e tappatelo con cura: solo così conserverete il liquore per tutto il tempo che vorrete. 

Allo stesso modo, se dopo la comunione custodiste con cura Nostro Signore nel raccoglimento, sentireste più a lungo quel fuoco che divora e che sicuramente alimenterebbe in voi la propensione al bene e l’avversione per il male.


- San Giovanni Maria Vianney -

Il Magistero di Benedetto XVI - 
Regina Caeli, 22 aprile 2012

Buona giornata a tutti. :-)






giovedì 4 agosto 2016

4 agosto san Giovanni Maria Vianney

Tutta la santità e la perfezione di un'anima consiste nell'amar Gesù Cristo nostro Dio, nostro sommo bene e nostro Salvatore. 
La carità è quella che unisce e conserva tutte le virtù che rendono l'uomo perfetto.
Forse Iddio non si merita tutto il nostro amore? Egli ci ha amati sin dall'eternità. «Uomo, dice il Signore, considera ch'io sono stato il primo ad amarti. Tu non eri ancora al mondo, il mondo neppure v'era ed io già t'amavo. Da che sono Dio, io t'amo». 
Vedendo Iddio che gli uomini si fan tirare da benefici, volle per mezzo de' suoi doni cattivarli al suo amore. Disse pertanto: «Voglio tirare gli uomini ad amarmi con quei lacci con cui gli uomini si fanno tirare, cioè coi legami dell'amore». Tali appunto sono stati i doni fatti da Dio all'uomo. Egli dopo di averlo dotato di anima colle potenze a sua immagine, di memoria, intelletto e volontà, e di corpo fornito dei sensi, ha creato per lui il cielo e la terra e tante altre cose tutte per amor dell'uomo; acciocché servano all'uomo, e l'uomo l'ami per gratitudine di tanti doni.
Ma Iddio non è stato contento di donarci tutte queste belle creature. Egli per cattivarsi tutto il nostro amore è giunto a donarci tutto se stesso. L'Eterno Padre è giunto a darci il suo medesimo ed unico Figlio. Vedendo che noi eravamo tutti morti e privi della sua grazia per causa del peccato, che fece? Per l'amor immenso, anzi, come scrive l'Apostolo, per il troppo amore che ci portava, mandò il Figlio diletto a soddisfare per noi, e così renderci quella vita che il peccato ci aveva tolta.
E dandoci il Figlio (non perdonando al Figlio per perdonare a noi), insieme col Figlio ci ha donato ogni bene: la sua grazia, il suo amore e il paradiso; poiché tutti questi beni sono certamente minori del Figlio: «Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?» (Rm 8, 32).

(San Giovanni Maria Vianney)




































«Un carro di opere buone, trascinato dal cavallo della superbia, va sempre a finire all'inferno. Invece un carro anche di miserie e di peccati, trascinato dal cavallo dell'umiltà, va quasi sempre a finire in paradiso». 

(San Giovanni Maria Vianney)





I Santi manifestano in diversi modi la presenza potente e trasformante del Risorto; hanno lasciato che Cristo afferrasse così pienamente la loro vita da poter affermare con san Paolo “non vivo più io, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20). 
Seguire il loro esempio, ricorrere alla loro intercessione, entrare in comunione con loro, “ci unisce a Cristo, dal quale, come dalla Fonte e dal Capo, promana tutta la grazia e tutta la vita dello stesso del Popolo di Dio” (Conc. Ec. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium 50).

- Papa Benedetto XVI - 




Signor mio Gesù Cristo, che per l'amore che porti agli uomini, Te ne stai notte e giorno in questo Sacramento tutto pieno di pietà e di amore, aspettando, chiamando ed accogliendo tutti coloro che vengono a visitarti, io Ti credo presente nel Sacramento dell'Altare. 
Ti adoro nell'abisso del mio niente, e Ti ringrazio di quante grazie mi hai fatte; specialmente di avermi donato Te stesso in questo Sacramento, e di avermi data per Avvocata la tua Santissima Madre Maria e di avermi chiamato a visitarti in questa chiesa. 
Io saluto oggi il tuo amantissimo Cuore ed intendo salutarlo per tre fini: primo, in ringraziamento di questo gran dono; secondo, per compensarti di tutte le ingiurie, che hai ricevuto da tutti i tuoi nemici in questo Sacramento: terzo, intendo con questa visita adorarti in tutti i luoghi della terra, dove Tu sacramentato te ne stai meno riverito e più abbandonato. Gesù mio, io ti amo con tutto il cuore. 
Mi pento di aver per il passato tante volte disgustata la tua Bontà infinita. Propongo con la tua grazia di non offenderti più per l'avvenire: ed al presente, miserabile qual sono, io mi consacro tutto a Te: ti dono e rinunzio tutta la mia volontà, gli affetti, i desideri e tutte le cose mie. 
Da oggi in avanti fai di me e delle mie cose tutto quello che ti piace. Solo ti chiedo e voglio il tuo santo amore, la perseveranza finale e l'adempimento perfetto della tua volontà. 
Ti raccomando le anime del Purgatorio, specialmente le più devote del Santissimo Sacramento e di Maria Santissima. 
Ti raccomando ancora tutti i poveri peccatori. 
Unisco infine, Salvator mio caro, tutti gli affetti miei cogli affetti del tuo amorosissimo Cuore e così uniti li offro al tuo Eterno Padre, e lo prego in nome tuo, che per tuo amore li accetti e li esaudisca. Così sia.

- Sant’Alfonso Maria de Liguori -






Buona giornata a tutti. :-)


sabato 19 dicembre 2015

L'Angelo e la favola

Degli angeli che calarono a frotte dal più alto dei cieli a cantare il “Gloria” stilla capanna dove nacque Gesù Bambino, uno si perse. 
Era un angelo distratto, sempre assorto nei suoi pensieri. Fu così che, quando scese sulla terra in quella notte fatale, l’angelo favolista vide, poco discosto da Betlemme, un gruppo di ragazzini che, dopo aver anch’essi fatto visita a Gesù, se ne tornavano a casa. 
Quale magnifica occasione. Sceso accanto a loro in veste di pellegrino dalla barba bianca, incominciò uno dei suoi racconti. 
Ed era l’alba quando i bambini furono costretti dalle grida delle mamme a tornare a casa, con la fantasia ed il cuore accesi da decine di meravigliose fiabe che l’anziano pellegrino aveva raccontato loro.
Il sole stava sorgendo e per Gesù iniziava la prima giornata terrestre. 
L’angelo pellegrino era in ritardo, molto in ritardo. E per di più non ricordava più, assolutamente, come si facesse a ridiventare angelo: una formula? Ma quali parole? Un pensiero chiave? Ma quale?
L’unica soluzione era andare da Gesù, chiedergli scusa e raccontargli tutto. Ma Gesù ora non era che un bimbetto in fasce, un bimbo di donna. 
E il Bimbo e la Donna, alle parole del pellegrino, non seppero proprio cosa rispondere: il Bimbo perché sorrideva soltanto e non sapeva ancora parlare; la Donna perché non conosceva che il Mistero che portava stretto al petto.
Fu così che l’angelo—pellegrino cominciò il suo girovagare terreno. 
E tanto gli piacque narrar favole ai bambini di quaggiù che il Signore, quando fu tornato nei Cieli e lo vide attorniato da bambini con gli occhi spalancati e la bocca aperta per la meraviglia, ce lo lasciò. 
Ancor oggi di tanto in tanto appare. 
E’ talmente invecchiato che la sua veste umana gli si è logorata completamente. 
Ma ben lo conoscono le mamme, quando suggerisce loro le più belle favole; ben lo conoscono i poeti, quando sussurra al loro cuore i versi più ricchi di fantasia e di colore; ed anche qualche prete, quando sente nel cuore un certo pizzicorino che lo spinge a dire — finalmente — cose meravigliose. 
Ma tutti lo conosceremo, se saremo stati buoni, nel momento del nostro volo verso il cielo. 
Quel momento buio sarà illuminato dalla Favola più bella ch’egli solo sa raccontare così bene perché così bene egli solo la conosce. 
Ci ricorderemo d’invocarlo, almeno allora?

(Riduzione da un racconto di Piero Gribaudi)













Se noi avessimo gli occhi degli Angeli nel guardare nostro Signore Gesù Cristo che è presente sull’altare e che ci guarda, come Lo ameremmo! 

 - San Giovanni Maria Vianney - Curato d’Ars - 


La pesatura delle anime. 
Lunetta della chiesa di San Biagio a Talignano (PR)


"L'istante è come l'Avvento, poiché l'istante non è ancora il compimento. E se è già compiuto, perché Cristo è venuto, se l'istante porta nel suo grembo un "già", anche in questo senso è ancora attesa del compimento, o meglio, è attesa che si manifesti ciò che è già avvenuto, e che esso porta nel suo grembo.
La parola più amica dell'istante, perciò, è la parola "Avvento". E il sentimento che domina l'istante e lo fa diventare ricco di pace, carico di vigilanza e produttivo, è proprio l'attesa."

- Don Luigi Giussani - 




L’Avvento, come la Quaresima, è una stagione per la preghiera e per l’emendamento dei nostri cuori. 
Dal momento che arriva in inverno, il fuoco è un segno adatto per aiutarci a celebrare l’Avvento. 
Se Cristo sta per venire più pienamente nelle nostre vite in questo Natale, se Dio sta per incarnarsi realmente per noi, allora il fuoco dovrà essere presente nella nostra preghiera. 
Il nostro culto e la nostra devozione dovranno alimentare quel genere di fuoco nelle nostre anime che può davvero cambiare i nostri cuori. 
La nostra è una grande responsabilità per non sprecare questo tempo di Avvento.

- Edward Hays - 
Sacerdote contemplativo cattolico, Nebraska - U.S.A.




Buona giornata a tutti. :-)