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lunedì 2 dicembre 2013

Signore, insegnami a invecchiare! - Padre Giacomo Perico


Signore, insegnami a invecchiare!
Convincimi che la comunità non compie alcun torto verso di me, se mi va esonerando da responsabilità, se non mi chiede più pareri, se ha indicato altri a subentrare al mio posto.
Togli da me l'orgoglio dell'esperienza fatta, ed il senso della mia indispensabilità.
Che io colga, in questo graduale distacco dalle cose, unicamente la legge del tempo, e avverta, in questo avvicendamento di compiti, una delle espressioni più interessanti della vita che si rinnova sotto l'impulso della tua Provvidenza.
Fa, o Signore, che io sia ancora utile al mondo, contribuendo con l'ottimismo e con la preghiera alla gioia e al coraggio di chi è di turno nella responsabilità, vivendo uno stile di contatto umile e sereno con il mondo in trasformazione senza rimpianti sul passato, facendo delle mie sofferenze umane un dono di riparazione sociale.
Che la mia uscita dal campo di azione sia semplice e naturale come un felice tramonto di sole.
Perdona se solo oggi, nella tranquillità, riesco a capire quanto tu mi abbia amato e soccorso.
Che almeno ora io abbia viva e penetrante la percezione del destino di gioia che mi hai preparato e verso il quale mi hai incamminato fin dal primo giorno di vita. 
Signore, insegnami a invecchiare.
Amen.

(Padre Giacomo Perico)
 Fonte: Breviario della Terza età, don FerdinandoBay, Ed. Salcom, gennaio 1989



“Preghiamo per i nostri nonni, le nostre nonne, che tante volte hanno avuto un ruolo eroico nella trasmissione della fede in tempo di persecuzione.
Quando papà e mamma non c’erano a casa e anche avevano idee strane, che la politica di quel tempo insegnava, sono state le nonne quelle che hanno trasmesso la fede. 
Quarto comandamento: è l’unico che promette qualcosa in cambio.
E’ il comandamento della pietà. Essere pietoso con i nostri antenati. Chiediamo oggi la grazia ai vecchi Santi - Simeone, Anna, Policarpo e Eleazaro - a tanti vecchi Santi: chiediamo la grazia di custodire, ascoltare e venerare i nostri antenati, i nostri nonni” .

19 Novembre 2013 - Papa Francesco



Fra l'infanzia e la vecchiaia  c'è un istante chiamato vita.


Il tempo non passa,
siamo noi che passiamo nel tempo
il tempo resta sempre uguale,
noi andiamo oltre il tempo




Preghiere della sera

Grazie Signore
per essermi stato accanto tutto il giorno;
eri in quel bambino sorridente,
in quel vecchietto zoppicante,
in quell'amico che non vedevo da tempo.

Mi hai fatto conoscere persone e situazioni nuove,
mi hai dato possibilità diverse,
mi hai fatto proposte.

Grazie per tutti i tuoi segni, scusa per ciò che non ho compreso.

Amen.



Buona giornata a tutti :-)





                      

martedì 30 ottobre 2012

Signore, ho bisogno di amarti – Padre Giacomo Perico S.J.

Signore, devo riconoscere che non sei ancora nella mia vita,
come lo sono gli amici più cari.
Eppure tu mi hai amato prima ancora che io entrassi nel tempo.
Talvolta, mi capita di chiamarti con istintiva sincerità;
ma lo è quasi sempre nei momenti più duri,
quando mi sento travolto dai fatti.


Poi, via via, la tua figura sfuma tra le cose e quasi sparisce.
Ciò che più mi sorprende è l'indifferenza che a tratti mi assale nei tuoi confronti: e allora mi diventa difficile pregare,
mi sanno di eccessiva durezza perfino le tue leggi di vita.

Signore, ho bisogno di amarti di più.

Metti dentro di me l'idea che la mia vita è nelle tue mani,
e che tu l'amministri in ogni istante con squisite attenzioni di affetto.
Metti in cima ai miei pensieri la certezza che sei tu la "ragione prima" del mio esistere.

Signore, ho bisogno di amarti anche perché sono peccatore;
la tua divina fantasia di soccorso supera di gran lunga la mia fragilità.
Ripetimi la parabola della pecora smarrita:
la porterò con me come se fosse la mia piccola povera storia.

Sono felice che tu stesso me l'abbia raccontata.

(Padre Giacomo Perico S.J.)





La preghiera nel campo di concentramento:

“Madre santissima,
per amore tuo mi offro a rimanere in questo duro carcere,
anche se agli altri sarà concesso di tornare a casa.
Rimarrò qui nella dimenticanza e nel disprezzo,
senza amici e senza alcun conforto,
a patire per Te.
Mi offro particolarmente a Te, o Maria,
affinché incontri la morte in questo campo tra uomini ostili ed indifferenti”.


(San Massimiliano Kolbe)





Quando nebbia e amarezza avvolgono il mio cuore,
fa' che io possa gioire sempre in te, Signore.
Insegnami a collocare i miei occhi davanti a te
che sei specchio dell'eternità,
di ciò che non passa e resta sempre,
la mia anima nello splendore della gloriosa luce
della tua risurrezione,
il mio cuore in te, perché vedere te è vedere il Padre.
Tu che sei fatto in tutto simile a me, trasformami in te,
e la mia vita si apra alla dolcezza di amare e essere amata.

- Santa Chiara d'Assisi -







sabato 22 settembre 2012

A te che piangi i tuoi morti, ascolta - Padre Giacomo Perico

Se mi ami non piangere!
Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo
dove ora vivo; se tu potessi vedere e sentire
quello che io vedo e sento
in questi orizzonti senza fine
e in questa luce che tutto investe e penetra,
tu non piangeresti se mi ami.
Qui si é ormai assorbiti
dall'incanto di Dio e dai riflessi
della sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo,
quanto piccole e fuggevoli,al confronto!
Mi é rimasto
un profondo affetto per te;
una tenerezza che non ho mai conosciuto.
Ora l'amore che mi stringe
profondamente a te,
é gioia pura e senza tramonto.
Mentre io vivo
nella serena ed esaltante attesa,
tu pensami così!
Nelle tue battaglie,
nei tuoi momenti
di sconforto e di stanchezza,
pensa a questa meravigliosa casa,
dove non esiste la morte,
dove ci disseteremo insieme
nel trasporto più intenso,
alla fonte inesauribile
dell'amore e della felicità.
Non piangere più
se veramente mi ami!

Preghiera/meditazione di Padre Giacomo Perico attribuita nel web a Sant'Agostino

Fonte: "Resta con noi Signore!" San Paolo Edizioni, 2001

Padre Giacomo Perico (Ranica, 1911 - Milano, 2000), sacerdote gesuita, dal 1940 nella Compagnia di Gesù. Specializzato in problemi di bioetica e nelle tematiche della vita familiare e sociale, ha fondato nel 1946 il Centro Studi Sociali di San Fedele (Milano) che ha dato origine alla rivista Aggiornamenti Sociali, sulla quale ha scritto 248 articoli. Nel 1960 ha dato vita all'Istituto Giulio Salvadori per "bambini soli" accanto a quello femminile già esistente. Tra le sue pubblicazioni più diffuse: L'aborto - Adozione e prassi adozionale Giovani, amore e sessualità - A difesa della vita - Problemi che scottano Problemi di etica sanitaria.


A nessuno, anche se debole e inerme, è negata la vittoria della croce, e non v'è uomo al quale non rechi soccorso la mediazione di Cristo. Se giovò a molti che infierivano contro di lui, quanto maggiore beneficio apporterà a coloro che a lui si rivolgono!

Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa


“Nonostante la morte sia spesso un tema quasi proibito nella nostra società, e vi sia il tentativo continuo di levare dalla nostra mente il solo pensiero della morte, essa riguarda ciascuno di noi. E davanti a questo mistero tutti, anche inconsciamente, cerchiamo qualcosa che ci inviti a sperare, un segnale che ci dia consolazione, che si apra qualche orizzonte, che offra ancora un futuro. 
La strada della morte, in realtà, è una via della speranza e percorrere i nostri cimiteri, come pure leggere le scritte sulle tombe è compiere un cammino segnato dalla speranza di eternità. Solamente chi può riconoscere una grande speranza nella morte, può anche vivere una vita a partire dalla speranza. 
Se noi riduciamo l’uomo esclusivamente alla sua dimensione orizzontale, a ciò che si può percepire empiricamente, la stessa vita perde il suo senso profondo. L’uomo ha bisogno di eternità ed ogni altra speranza per lui è troppo breve, è troppo limitata. L’uomo è spiegabile, trova il suo senso più profondo, solamente se c’è Dio”.


 (Papa Benedetto XVI, Udienza generale, 2 novembre 2011)



Buona giornata a tutti. :-)