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giovedì 11 gennaio 2018

Le ferite dell'infanzia - Jean Vanier

A volte le ferite dell'infanzia sono talmente profonde ed hanno portato alla creazione di sistemi di difesa talmente potenti, un po' come quell'uomo che vi dicevo prima, quello della prigione, dove c'erano strati e strati di protezione! E' un lungo, lungo, lungo cammino perché possano credere di essere amati. 
Per qualcuna di queste persone è pericoloso essere amati, troppo pericoloso essere amati. Allora ci vogliono degli anni. Bisogna sapere come avvicinarsi, non troppo vicino nè troppo lontano, bisogna, come sempre, essere veri, parlare delle proprie difficoltà .

C'è tutto un modo di avvicinare una persona che è molto ferita ed è evidente che ci sono persone che non saranno mai totalmente guarite, porteranno queste ferite per tutta la loro vita. 

C’è troppa violenza, ci sono troppe ferite dentro di noi ed è evidente che non possiamo essere i salvatori di tutto il mondo. 
E' Gesù che è il salvatore. 
Noi possiamo aiutare alcune persone a far cadere le loro barriere ed entrare in questo mondo di relazione. Per altri non possiamo.
Non molto tempo fa ero in ospedale in Romania, ed ho vissuto un'esperienza molto dolorosa. Era un ospedale con molti bambini handicappati e, come dicevo prima, spesso mi piace prendere un bambino, toccarlo, metterlo contro il mio corpo e vedere il bambino che si trasforma. Poi è doloroso rimetterlo giù e vedere questo velo che cade di nuovo. 
Mi sono avvicinato ad un bambino e, quando l'ho toccato, è stato come se gli avessi dato una scarica elettrica. E' saltato indietro. 
E' la prima volta che mi è successo, e allora, con ancor più delicatezza, ho cercato di toccare questo bambino. E' saltato indietro come se gli avessi dato una seconda scarica elettrica. 
Era un bambino piccolo piccolo, qualche mese soltanto, ed è chiaro che era entrato in un mondo psicotico grave. Quando un bambino fa così e salta indietro perché lo si tocca, è perché la psicosi è già grave; che cosa ci vorrebbe, perché possa ritrovare una relazione più accettabile? 
E' difficile credere che questo sia possibile. Anche se fosse possibile, non ci sarà mai una guarigione.
Vivo con uomini e donne che hanno delle psicosi abbastanza gravi, bambini profondamente autistici, che porteranno questa ferita per tutta la vita. Potranno trovare una certa pace e dobbiamo scoprire come comunicare con loro, nelle psicosi, nelle ferite profonde, non esigere che si crei una comunicazione subito facile. 
Loro devono poter scoprire che li accettiamo così come sono e che comunichiamo con loro, secondo il loro modo e non secondo il nostro. 
Non possiamo credere che tutti quanti guariscano, ma tutti quanti, se sono ben accolti, possono trovare una certa pace. 
Dobbiamo cercare le condizioni e l'ambiente necessario, perché questo avvenga.

- Jean Vanier - 




O Cristo.
Sono entrato nel recinto dell’oscurità,
e le tenebre mi fanno male,
mi feriscono, mi danneggiano.

Sento la Tua mancanza.
So che Tu sei in me.
Ma te ne stai silenzioso,
tranquillo,
aspettando la mia decisione.

Tu sai...
io non posso vivere senza di Te.
La vita, senza di Te,
è vuota, senza senso,
senza colori.
È angoscia.
O Cristo,
non rimanere silenzioso.

Salvami!


- Ignacio Larrañaga -


Buona giornata a tutti. :-)





domenica 2 aprile 2017

La Grazia di rispettare i Fratelli - Ignacio Larrañaga

Signore Gesù, metti un lucchetto alla porta del nostro cuore,
per non pensar male di nessuno,
per non giudicare prima del tempo,
per non sentir male,
per non supporre,
ne interpretare male,
per non profanare il santuario sacro delle intenzioni.
Signore Gesù, legame unificante della nostra comunità,
metti un sigillo alla nostra bocca per chiudere il passo ad ogni mormorazione o commento sfavorevole.
Dacci di custodire fino alla sepoltura,
le confidenze che riceviamo o le irregolarità che vediamo,
sapendo che il primo e concreto modo di amare è
custodire il silenzio.
Semina nelle nostre viscere fibre di delicatezza.
Dacci uno spirito di profonda cortesia,
per riverirci l'uno con l'altro,
come avremmo fatto con te.
Signore Gesù Cristo, dacci la grazia di rispettare sempre.
Così sia.

- Ignacio Larrañaga -




Dove sei?
Non vedo il Tuo volto.
Eppure ci sei.
I Tuoi raggi rimbalzano in mille direzioni.
Sei la Presenza nascosta.
Tu mi penetri, mi avvolgi, mi ami.
Fa' di me una viva trasparenza
del Tuo essere e del Tuo amore.

- Ignacio Larrañaga - 



Buona giornata a tutti. :-)

www.leggoerifletto.it

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domenica 22 gennaio 2017

Armonizzare la preghiera con le difficoltà della vita - Ignacio Larrañaga

Si sente la gente dire: io non ho tempo per pregare... sebbene lo desideri, non ho un attimo per fermarmi... è molto difficile per tutti gli impegni che ho... è così difficile pregare.
E allora che fare?
Per armonizzare la preghiera con la lotta della vita bisogna riflettere che la fede e la vita con Dio sarà un’avventura dello spirito, dove si incomincia a lasciare da parte le regole del senso comune, i calcoli delle probabilità, il bisogno di cercare spiegazioni, per entrare, attraverso il proprio mondo interiore, nel mondo della fede nuda e pura.
Sarà necessario, in primo luogo, trovare spazi di silenzio, per stare soli e guardare dentro se stessi. 
Sappiamo bene che non è facile, però se facciamo esercizi adeguati per calmarci e lasciare fuori il mondo esteriore, fatto di rumori e distrazioni che turbano la quiete e ci portano via la calma, staremo avanzando su questo cammino.
Inoltre se siamo fisicamente tesi è conveniente “sciogliere” queste tensioni nervose, perché producono una situazione che ci conduce in uno stato generale di allerta e agitazione. 
Conquistata questa condizione di pace e tranquillità, l’ultimo passo verso il mondo dello spirito è silenziare il piano mentale; questa è la cosa più difficile e decisiva. 
Ogni desiderio, ogni ricordo deve scomparire, come se potessimo, in un istante, cancellare una lavagna scritta.
E’ questo mondo esteriore, sia fisico che mentale, quello che impedisce l’incontro fecondo con Colui che sappiamo che ci ama incondizionatamente. Fare questi esercizi di silenziamento prima di pregare è un processo cruciale per le giornate agitate di oggi, da raccomandare alla maggioranza delle persone.
Il modo di pregare che stiamo proponendo, per ottenere che la preghiera sia una preghiera profonda e trasformante, è quel genere di conversazione nella quale si parla con un amico fino all’intimità, esso ci permette di sperimentare questo rapporto di amicizia, a tu per tu con uno che sappiamo che ci ama. 
E’ la nostra stessa vita che andiamo confidandogli e, proprio come ad un amico, a Lui raccontiamo le nostre vicende, ci presentiamo alla presenza di Dio con tutto un carico di difficoltà e problemi.
Questo incontro con Dio mette in moto un motore generatore di forze interiori e, sotto il suo influsso, andiamo scorgendo i conflitti che ci si presentano di giorno in giorno, e andiamo riempiendoci della mansuetudine, la pazienza e l’accoglienza che abbiamo ricevuto da Lui in quel dialogo faccia a faccia. Lui ci aiuta a vedere l’essenziale e a lasciar correre senza protestare i successi che successi non sono, dandoci sempre la possibilità di optare liberamente sul come agire. 
Ascoltare Dio nell’intimità riempie di gioia il cuore, ci insegna a godere e ad essere grati del bello nella nostra vita.


- Padre Ignacio Larrañaga - 



Dove sei?

Dove sei? Non vedo il tuo volto.
Eppure ci sei.
I tuoi raggi rimbalzano in mille direzioni.
Sei la Presenza nascosta.
Tu mi penetri, mi avvolgi, mi ami.
Fa' di me una viva trasparenza
del tuo essere e del tuo amore.

- Ignacio Larranaga - 





Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Improvvisamente un'immensa pesantezza è caduta su di me,
e non so dove fuggire.
Non ho più voglia di vivere.
Dove sei Signore?
Trascinato senza vita, verso un deserto immobile,
soltanto ombre circondano le mie frontiere.
Come posso uscirne?
Pietà di me, mio Dio...
Come una città assediata,
mi circondano, mi opprimono,
mi soffocano l'angoscia,
la tristezza, l'amarezza, l'agonia.
Come si chiama tutto questo?
Nausea? Tedio della vita?
Non ti dimentico, Gesù,
Figlio di Dio e servo del Padre,
che là, nel Getsemani, il tedio e l'agonia
ti oppressero fino a farti versare lacrime e sangue.
Una pesante tristezza di morte inondò la tua anima,
come un mare amaro... Ma tutto passò!
Io so, che anche la mia notte passerà.
So che squarcerai queste tenebre, mio Dio,
e domani spunterà la consolazione.
Cadranno le grosse mura e di nuovo potrò respirare.
La mia anima sarà visitata e tornerà a vivere.
Grazie, mio Dio, perché tutto è stato un incubo,
soltanto l'incubo di una notte che è già passata.
Adesso donami pazienza e speranza.
E si compia in me, la Tua volontà, mio Dio. Amen.

- Ignacio Larrañaga -


Buona giornata a tutti. :-)






sabato 18 luglio 2015

La Grazia del dialogo - Ignacio Larrañaga

Signore Dio, ti lodiamo e ti glorifichiamo 
per la bellezza di questo dono che si chiama dialogo.
E' un "figlio" prediletto di Dio 
perché è simile alla corrente alternata 
che rifluisce incessantemente in seno
alla Santa Trinità.
Il dialogo scioglie i nodi,  dissipa i sospetti,  
apre le porte,  risolve i conflitti,  
fa crescere la persona.
E' vincolo di unità  e fonte di fratellanza.
O Signore Gesù, quando appare la tensione 
concedimi l'umiltà necessaria per 
non voler imporre la mia verità 
contrastando la verità del mio fratello,
fa' che io sappia tacere al momento opportuno 
e aspettare che egli abbia completato il suo pensiero.
Dammi la saggezza per capire 
che nessun essere umano è in grado di possedere 
l'intera verità assoluta,
e che non c'è errore o stravaganza ai miei occhi 
che non racchiuda qualche elemento di verità.
Dammi la saggezza per riconoscere che anch'io,
posso sbagliare su qualche aspetto della verità,
e che dalla verità del fratello posso invece arricchirmi.
E infine dammi la generosità di pensare 
che anch'egli ricerca onestamente la verità,
e di accogliere senza pregiudizi 
e con benevolenza
 le opinioni degli altri.
O Signore Gesù, dacci la grazia del dialogo. Amen

(Ignazio Larranaga)

Assisi - 2006 - Dialogo fra le diverse religioni



Ti manca una persona? Chiamala.
Vuoi vedere una persona? Invitala.
Vuoi che le persone ti comprendano? Spiegati.
Hai delle domande? Falle.
Qualcosa non ti piace? Dillo.
Qualcosa ti piace? Affermalo.
Vuoi qualcosa? Chiedi.
Ami qualcuno? Diglielo.

Nessuno saprà cosa ti passa per la mente. 
È meglio esprimerlo piuttosto che aspettarselo.
Hai già dei "no", prenditi il rischio di un "sì".
Noi abbiamo questa vita... Rendiamola semplice!



Se le finestre della casa sono molte,
diminuisce la tranquillità
ma aumenta la sua luce.

-Alì al-Khawwas -




Buona giornata a tutti. :-)



                                                                                              www.leggoerifletto.it



sabato 27 giugno 2015

Uno strano trasloco e altre storie

Avvenne una volta che un uomo decise di ripudiare la moglie, poiché non gli aveva dato figli. 
Si presentò allora al rabbino per avere la sua approvazione. 
Il rabbino disse: — Approvo, ma a una condizione. Che come avete fatto festa quando vi siete uniti, così facciate festa ora che vi dividete. 
Fu fatta quindi una gran festa, con danze, cibi prelibati e ottimo vino. 
La donna approfittò dell’occasione per far bere il marito più del solito, così che questi, in preda all’euforia, a un certo punto le disse: — Figliola, puoi portare via dalla mia casa quel che più ti piace; e poi torna alla casa di tuo padre. 
Che cosa fece allora la donna? 
Quando il marito fu addormentato, ordinò ai servi di portare lui e il letto in cui dormiva nella casa di suo padre.



Le rughe potranno impedirvi di essere sempre belli fuori, ma non già di continuare ad esserlo dentro.
Un pizzico di tenerezza, di buone maniere, ed ecco il brillìo interiore che, a conti fatti, vale infinitamente di più del più affascinante look esteriore.



Un frate cappuccino, andando alla questua, entrò un giorno in una casa, dove una donna piangeva. Domandò: - Perché piange, la mia cara donna? 
Quella rispose: - Perché mio marito mi maltratta spesso, mi picchia perfino. Riprese il frate: - So che tu sei buona e perciò capirai il mio rimedio. - Quale rimedio? - interrogò la donna? - Ecco, prendi questa bottiglietta. Quando tuo marito minaccerà tempesta, metti in bocca quest’acqua prodigiosa. Vedrai che il temporale cesserà quasi d’incanto. 
Quando il marito con il suo caratteraccio prepotente incominciava ad urlare, la buona donna si metteva l’acqua in bocca, e quindi, naturalmente, non poteva rispondere. 
Vedendo tanta dolcezza e sentendo silenzio, il marito si calmava: la sua ira sbolliva immediatamente. Ritornando, il frate chiese: - E allora come va la mia medicina? Rispose la donna: - Mi costa un mondo di fatica, ma è veramente prodigiosa! - Certo - concluse il buon frate cappuccino, - è nient’altra che acqua di fonte, acqua di bontà... Ne ho qui una bottiglietta anche per suo marito!



Quando ti chiedi cos’è l’amore,
immagina due mani ardenti che si incontrano,
due sguardi perduti l’uno nell’altro,
due cuori che tremano di fronte all’immensità di un sentimento,
e poche parole per rendere eterno un istante.

- Alan Douar - 




La Grazia del dialogo

Signore Dio, ti lodiamo e ti glorifichiamo 
per la bellezza di questo dono che si chiama dialogo.

E' un "figlio" prediletto di Dio perché è simile alla corrente alternata che rifluisce incessantemente in seno
alla Santa Trinità.

Il dialogo scioglie i nodi, dissipa i sospetti,
apre le porte, risolve i conflitti, fa crescere la persona.
E' vincolo di unità e fonte di fratellanza.
O Signore Gesù, 
quando appare la tensione concedimi l'umiltà necessaria 
per non voler imporre la mia verità contrastando la verità del mio fratello,
fa' che io sappia tacere al momento opportuno 
e aspettare che egli abbia completato il suo pensiero.
Dammi la saggezza per capire 
che nessun essere umano è in grado di possedere 
l'intera verità assoluta,
e che non c'è errore o stravaganza ai miei occhi 
che non racchiuda qualche elemento di verità.
Dammi la saggezza per riconoscere che anch'io,
posso sbagliare su qualche aspetto della verità,
e che dalla verità del fratello posso invece arricchirmi.
E infine dammi la generosità di pensare 
che anch'egli ricerca onestamente la verità,
e di accogliere senza pregiudizi e con benevolenza
le opinioni degli altri.
O Signore Gesù, dacci la grazia del dialogo. Amen



- Padre Ignazio Larranaga - 







Buona giornata di dialogo a tutti e.... tutte. :-)






mercoledì 14 gennaio 2015

"L’odio genera odio, la violenza genera violenza. Un conflitto genera conflitti ancor più grandi" - Martin Luther King

Chi contraccambia odio con odio
moltiplica semplicemente il male nel mondo.
L’odio genera odio,
la violenza genera violenza.
Un conflitto genera conflitti ancor più grandi.
Noi dobbiamo far fronte alla forza dell’odio
con la forza dell’amore.
Dobbiamo sostituire alle forze del corpo quelle dell’anima.
Il nostro scopo non potrà mai essere quello di umiliare
o annientare l’uomo bianco, ma
quello di ottenere la sua amicizia e la sua comprensione.
La debolezza più grande della violenza
sta proprio nel fatto che essa produce
quello che vuole eliminare:
invece di far diminuire il male, lo accresce…
Con la violenza tu puoi uccidere chi ti odia,
ma non ucciderai l’odio.
Così vanno le cose.
Ripagare violenza con violenza moltiplica
soltanto la violenza e fa calare sul mondo una
notte ancora più nera di quanto già è.
Solo la luce può scacciare la notte.
Solo l’amore può scacciare l’odio…

- Martin Luther King -





"Non incontrerai mai due volti assolutamente identici.
Non importa la bellezza o la bruttezza: queste sono cose relative.
Ciascun volto è simbolo della vita. E tutta la vita merita rispetto.
È trattando gli altri con dignità che si guadagna il rispetto per sé stessi."

- Tahar Ben Jelloun - 




Prima vennero a prendere gli ebrei, gli zingari, gli... è inutile continuare, la poesia la conosciamo tutti. Che sia la versione di Niemöller, che sia quella di Brecht, che sia quella di qualche blogger nostrano l'abbiamo pubblicata chissà quante volte.
Fare un copia incolla di una poesia e ripeterla a pappagallo senza capirla, però, evidentemente non serve a nulla. Siamo sempre allo stesso punto, continuiamo a girarci dall'altra parte fino a quando la tormenta non si avvicina troppo vicino a noi.
Negli ultimi anni i dati sull'antisemitismo europeo sono stati chiarissimi, allarmanti, in continua crescita. Eppure oggi, dopo l'ennesima strage, avvenuta questa volta in un supermercato kasher, rimaniamo tutti sorpresi nel leggere i dati degli ebrei che lasciano l'Europa, che scappano per paura.
Pensiamo forse che dopo numerosi e continui atti intimidatori, aggressioni fisiche ed attentati gli ebrei europei sarebbero dovuti rimanere qui a subire, come è stato per millenni? 
Badate bene che il problema non è solo francese, in tutta Europa i dati sono allarmanti. Pensate che nella "civilissima" Svezia la comunità ebraica di Malmö ha dovuto abbandonare la città perché diventata troppo pericolosa ed ostile.
Poi arriva l'attentato più grosso che colpisce anche noi, così all'improvviso ci ricordiamo della poesia... Come era che continuava... Ah, sì... Poi vennero a prendere me... 
Ed era inutile gridare #JeSuisCharlie

(dalla pagina di Facebook - Il Dubbio -)


... 2000 morti in Nigeria trucidati e lasciati per strada...
Figli senza matita di un Dio minore.

Per questi neanche un lapis, magari pure spuntato???



"La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio.
Lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle."


Sant'Agostino d'Ippona (354 – 430)





E se Dio … non ci ascolta?

...e se dopo che abbiamo pregato, supplicato,
ci sembra di non aver ricevuto nessuna risposta...
dobbiamo ricordare che i tempi di Dio,
non sono i nostri tempi...
e allora impariamo e cerchiamo di mettere in pratica queste parole:
"Se non vi è nulla da fare,
perché le cose sono per se stesse insolubili,
o le situazioni non dipendono da noi,
è arrivata l'ora di far tacere la mente,
chinare il capo, affidare le cose impossibili
nelle mani di Dio Padre,
e abbandonarsi,
come fanno i bambini..."


(Padre Ignacio Larrañaga)



Buona giornata a tutti. :-)