martedì 30 aprile 2013

Preghiera per le vocazioni Sacerdotali

Signore Gesù, guida e pastore del tuo popolo, tu hai chiamato nella Chiesa San Giovanni Maria Vianney, curato d’Ars, come tuo servo. Sii benedetto per la santità della sua vita e l’ammirabile fecondità del suo ministero. Con la sua perseveranza egli ha superato tutti gli ostacoli nel cammino del sacerdozio.

Prete autentico, attingeva dalla Celebrazione Eucaristica e dall’adorazione silenziosa l’ardore della sua carità pastorale e la vitalità del suo zelo apostolico.

Per sua intercessione:

Tocca il cuore dei giovani perché trovino nel suo esempio di vita lo slancio per seguirti con lo stesso coraggio, senza guardare indietro.

Rinnova il cuore dei preti perché si donino con fervore e profondità e sappiano fondare l’unità delle loro comunità sull’Eucaristia, il perdono e l’amore reciproco.

Fortifica le famiglie cristiane perché sostengano quei figli che tu hai chiamato.

Anche oggi, Signore, manda operai alla tua messe, perché sia accolta la sfida evangelica del nostro tempo. Siano numerosi i giovani che sanno fare della loro vita un “ti amo” a servizio dei fratelli, proprio come San Giovanni Maria Vianney.

Ascoltaci, o Signore, Pastore per l’eternità.

Amen.


"Il sacerdozio cristiano, che è nuovo, può essere compreso soltanto alla luce della novità di Cristo, Pontefice sommo ed eterno Sacerdote, il quale ha istituito il sacerdozio ministeriale come reale partecipazione al suo unico sacerdozio. Il ministro di Cristo e amministratore dei misteri di Dio ha dunque in lui anche il modello diretto e il supremo ideale. Il Signore Gesù, unigenito di Dio, inviato dal Padre nel mondo, si fece uomo affinché l'umanità, soggetta al peccato e alla morte, venisse rigenerata e, mediante una nascita nuova, entrasse nel regno dei cieli. Consacratosi tutto alla volontà del Padre, Gesù compì mediante il suo mistero pasquale questa nuova creazione, introducendo nel tempo e nel mondo una forma nuova, sublime, divina, di vita che trasforma la stessa condizione terrena dell'umanità." (Lettere Enciclica 'Sacerdotalis Caelibatus')




"Non cediamo mai al pessimismo, troviamo ogni giorno il coraggio per portare il Vangelo ai quattro angoli della Terra!" 


-Papa Francesco -


Cari giovani, prego per voi con tutto l'affetto del mio cuore. Vi raccomando alla Vergine Maria, perchè vi accompagni sempre con la sua intercessione materna e vi insegni la fedeltà alla Parola di Dio. 

- Papa Benedetto XVI - 


"Maestro, è bello per noi essere qui". 

Il sentimento della bellezza di Dio, la percezione della sua maestà ci motiva e ci spinge. 

Finché non giungeremo a credere grazie alla BELLEZZA che ci avvolge, ci mancherà sempre un tassello della fede cristiana.

Sapete perché sono prete somasco, amici? Perché non ho trovato nulla di più bello di Cristo.

Dovremo forse ricuperare questo aspetto nella nostra vita cristiana, ripartire dalla bellezza. Le nostre periferie sono orrende, orrende le città, orribili le finte-vacanze che ci vengono proposte in mezzo a finti paesaggi immacolati. Orribile il linguaggio e le persone che ci raggiungono dal mondo della politica e dello spettacolo. Orribile la vita caotica e tesa che siamo costretti a vivere, sempre spronati alla concorrenza, alla lotta, alla sfida. Orribile il dolore che nasce quando l'amore esplode, quando il dolore che ci creiamo e alimentiamo, ci travolge.

Abbiamo urgente bisogno di bellezza, della bellezza di Dio che è verità e bene e bontà.


- Padre Minio Arsieni - 




lunedì 29 aprile 2013

Al Dio del tempo - Joseph Rozier

O Dio, tu che hai del tempo per noi,
donaci del tempo per te.
Tu che tieni nelle tue mani ciò che è stato e ciò che sarà,
fa' che sappiamo raccogliere nelle nostre mani
i momenti dispersi della nostra vita.
Aiutaci a conservare il passato senza esserne immobilizzati,
a vivere rendendoti grazie e senza nostalgia,
a conservare fedeltà e non rigidità.


Libera il nostro passato da tutto ciò che è inutile
che ci schiaccia senza vivificarci,
che irrita il presente senza nutrirlo.

Donaci di restare ancorati al presente
senza esserne assorbiti,
di vivere con slancio e non a rimorchio,
di scegliere l'occasione favorevole
senza aggrapparci alle occasioni perdute,
di leggere i segni senza prenderli per oracoli.
Libera il nostro presente dalla febbre che agita
e dalla pigrizia che spegne ogni decisione.
Donaci il sapore del momento presente
e liberaci da ogni sogno illusorio.

Facci guardare al futuro,
senza bramare la sua illusione,
né temere la sua venuta; insegnaci a vegliare.
Libera il nostro avvenire da ogni preoccupazione inutile,
da ogni apprensione che ci ruba il tempo,
da tutti i calcoli che ci imprigionano.


Tu sei il Dio che mette il tempo
a disposizione della nostra memoria, delle nostre scelte,
della nostra speranza.

Rivista Il Cenacolo 2-2003



"Nessun uomo è un solo pezzo, ed il non volere ammettere la molteplicità delle sue facce, la complessità, le contraddizioni, i diversi aspetti della sua natura, significa respingere la sua realtà. Questa molteplicità, questa complessità è il marchio essenziale dell’Unicità. La vita non riproduce due volte la stessa foglia, la stessa pietra, la stessa faccia e la continuità si acquisisce soltanto attraverso il perpetuo mutamento, così come l’eternità non è che la nascita di cose nuove dalla morte di quelle vecchie".

- Han Suyin -  La montagna è giovane



“Il viaggio della scoperta non sta nel trovare nuove cose, 
ma nell’avere nuovi occhi per osservarle”. 

- Marcel Proust -


"Ogni cosa succede per una ragione.....
ogni evento ha uno scopo e ogni rovescio racchiude una lezione.
Non rimpiangere mai il tuo passato, ma accettalo invece come un maestro."

- Robin Sharma -


"Come massima disgrazia della nostra epoca, che non permette ad alcunché di pervenire a maturità, devo considerare il fatto che nell’ istante prossimo si consuma quello precedente, si sprecano i giorni e si vive sempre alla giornata, senza combinare nulla". 

- J. W. Goethe, lettera del novembre 1825 -











domenica 28 aprile 2013

Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima - Kahlil Gibran


Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.

Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.

Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.

(Kahlil Gibran)


Esiste qualcosa di più grande e più puro
rispetto a ciò che la bocca pronuncia.
Il silenzio illumina l'anima,
sussurra ai cuori e li unisce.
Il silenzio ci porta lontano da noi stessi,
ci fa veleggiare
nel firmamento dello spirito,
ci avvicina al cielo;
ci fa sentire che il corpo
è nulla più che una prigione,
e questo mondo è un luogo d'esilio.

- Kahlil Gibran -


"L’amore non è qualcosa che puoi spiegare in due parole… È uno stato di grazia, è gioia ma anche lacrime e difficoltà… È qualcosa che devi provare per poter capire… E non esistono amori migliori di altri: che sia vissuto, non vissuto, corrisposto o meno, non conta…
Esiste l’amore, punto.
Se l’amore finisce, allora non era amore, ma qualcos’altro".

(Imma Brigante)



«La si può trovare un giorno - ripetè Rudolphe - un giorno, all'improvviso, è come se una voce gridasse: "Eccola! E senti il bisogno di confidare a questa persona l'intera tua vita, di darle tutto, sacrificarle tutto! Non occorrono spiegazioni, ci si indovina. Ci si è intravisti nei sogni. 
(E la guardava). 
Eccolo finalmente il tesoro tanto cercato, è lì, davanti a te; risplende, scintilla. 
Eppure si dubita ancora, non si osa crederci; si rimane abbagliati, come quando dalle tenebre si esce alla luce».

Gustave Flaubert, “Madame Bovary”




Quando fai sesso con una donna, e non la ami, è facile essere sicuri di sé.
Non ti poni il problema di piacere.
Vederla godere è solo la conferma che ci sai fare, per questo ti piace.
Ma tu prova a fare sesso con una donna che ami... comprenderai le mie paure.
Proverai la tremenda ansia di non essere abbastanza.
L’amore ci rende fragili...

- Gabriel García Márquez - 



<<<<>>>>

"Il Parlamento francese ha approvato le nozze gay. Vittoria di civiltà? Per niente. Lo dicono la ragione e il buon senso. E lo continueranno a dire. Perché se ieri Caligola poteva portare in Senato un cavallo dichiarandolo senatore, anche se era un cavallo, i Parlamenti oggi possono dichiarare matrimonio quello che vogliono. Ma come ieri tutti avrebbero continuato a vedere un cavallo e non un senatore, oggi tutti continueranno a vedere che tutto, proprio tutto può essere chiamato matrimonio. Ma non tutto lo è. “ 

Buona giornata a tutti :-)


sabato 27 aprile 2013

Preghiere di intercessione a Santa Teresa di Lisieux


Cara piccola Teresa del Bambino Gesù, 
grande Santa del puro amor di Dio, 
vengo oggi a confidarti il mio ardente desiderio.
Sì, molto umile vengo a sollecitare la tua potente intercessione per la grazia seguente...(esprimerla).
Poco tempo prima di morire, hai chiesto a Dio di poter trascorrere il tuo Cielo facendo del bene sulla terra.

Hai anche promesso di spandere su di noi, i piccoli, una pioggia di rose.
Il Signore ha esaudito la tua preghiera: migliaia di pellegrini lo testimoniano a Lisieux e nel mondo intero.
Forte di questa certezza che tu non rigetti i piccoli e gli afflitti, vengo con fiducia a sollecitare il tuo aiuto. Intercedi per me presso il tuo Sposo Crocifisso e glorioso.
Digli il mio desiderio.
Egli ti ascolterà, perché tu non gli hai mai rifiutato nulla sulla terra.
Piccola Teresa, vittima d'amore per il Signore, patrona delle missioni, modello delle anime semplici e confidenti, mi rivolgo a te come una grande sorella molto potente e amorevolissima.
Ottienimi la grazia che ti chiedo, se questa è la volontà di Dio.
Sii benedetta, piccola Teresa, per tutto il bene che ci hai fatto e ti auguri di prodigarci ancora fino alla fine dei mondo.
Sì, sii mille volte benedetta e ringraziata di farci così toccare in qualche modo la bontà e la misericordia dei nostro Dio! 

Amen.



Preghiera che arriva direttamente dal SANTUARIO di Lisieux...
In onore di Santa Teresa di Gesù Bambino e per sollecitare delle grazie
attraverso la sua intercessione...


"Oh Padre Nostro dei Cieli che, per Santa Teresa di Gesù Bambino,
Volete ricordare al mondo l'Amore Misericordioso che riempe il Vostro cuore
E la fiducia filiale che si deve avere in Voi ,
Vi ringraziamo umilmente di avere colmata di tanta gloria
Quella che fu sempre il Vostro bambino così fedele e di dargli
Un potere meraviglioso per attirarVi ogni giorno
Un molto grande numero di anime che Vi loderanno eternamente.

Santa Teresa di Gesù Bambino,
Ricordatevi della vostra promessa di "fare del Bene sulla terra",
Spargete con abbondanza la vostra" pioggia di rose"
Su coloro che vi invocano ed otteneteci di Dio
le grazie che aspettiamo della Sua bontà infinita
Amen!"

L'anima si immagini di trovarsi innanzi a Gesù Cristo,
conversi spesso con Lui e cerchi d'innamorarsi dalla sua umanità,
tenendola sempre presente.

- Santa Teresa di Gesù -




Non perdere neppure una delle spine che incontri ogni giorno. 
Con una sola di esse puoi salvare un'anima.

-- Santa Teresa del Bambin Gesù --




O Santa Teresa di Gesù Bambin, 
modello di umiltà,di confidenza e di amore, 
dall'alto dei cieli fate cadere sugli uomini
 i petali delle rose che tenete in braccio; 
la rosa dell' umiltà, 
perchè essi umilino il loro orgoglio e accettino il giogo del Vangelo; 
quello della confidenza, 
perchè essi si abbandonino alla volontà di Dio 
e confidino nella sua misericordia; 
la rosa dell'amore finalmente perchè aprendosi senza misura alla grazia, 
essi realizzino l'unico fine per il quale Dio li ha creati a sua immagine :
amarlo e cioè farlo amare.
























venerdì 26 aprile 2013

Preghiera di chi soffre d’insonnia


Signore, la notte sta calando, ed io ne ho paura. 
Ho paura delle lunghe ore d’insonnia, ho paura della spossatezza che le accompagna, ho paura della solitudine.
Le ore della notte sono così lunghe, Signore, ed io sono stanco di patire.
Anche Tu, Gesù, hai trovato ben dure le ore della Tua agonia nella notte nel Getsemani. 
Anche Tu sei rimasto solo e hai provato per la morte e per la sofferenza lo stesso orrore che io provo. 
Anche Tu hai desiderato che quella notte terribile finisse.
Non sono dunque solo, se Tu sei con me e se Tu conosci come me e prima di me quest’orrore e questo tedio.
Ti offro, Signore, la notte che si avanza, le ore che mi attendono. 
Non mi chiedo come saranno e quanto mi riusciranno penose. 
Le affido a Te, minuto per minuto, unite alla notte della Tua agonia nell’ Orto.
Fa ch’ io non dimentichi, Signore, la notte gioiosa del Tuo natale e la notte gloriosa della Tua risurrezione.
Fa che questo ricordo mi sia fonte di dolcezza e motivo di speranza: dolcezza perché Ti sei fatto uomo per mio amore, e speranza perché la Tua risurrezione è anche per me causa di fiducia e di pace. 
Aiutami a ricordare come nel Tuo amore e nella Tua amicizia per me Tu mi rimani vicino nella mia notte di penosa veglia e mi chiedi di restarti unito nei tuoi misteri d’amore, di sofferenza, di gloria.
Rendi Tu meno lunga la mia notte, Signore, se Tu lo vuoi; conforta le ore d’insonnia degli altri sofferenti; apri il cielo a coloro che agonizzano e stanotte saranno chiamati presso di Te. 
E a ciascuno di noi mostrati benevolo e pietoso.
Così sia.



…. Quando sembra che non sia siano più opportunità…. Ecco dietro l’angolo nuove possibilità ci possono sorprendere… impariamo a lasciarci sorprendere….


"Diventare cristiani è qualcosa di molto semplice, ma anche di profondamente rivoluzionario.
Significa compiere una rivoluzione copernicana.
Considerare noi stessi non più come il centro attorno a cui devono ruotare gli altri, ma cominciare invece a riconoscere di essere una delle tante creature di Dio che si muovono tutte insieme intorno a Lui, che è il vero centro".

- Card. Joseph Ratzinger -




Le cose si perdono. Forcine, penne, accendini. Scivolano dalle tasche, dalle mani, dalle borse. In genere perché troppo piccole.
Le persone non si perdono. Si smette di cercarle. Quando non servono più. 
Oppure perché sono troppo ingombranti. E rischiano di occupare spazi che ci terrorizzano. 
Spazi ingestibili, lì dentro. Tra cuore, nervi e pensieri.

"Estremamente potente è, nel nostro Salmo, l’idea che Dio di quell’ embrione ancora «informe» veda già tutto il futuro: nel libro della vita del Signore già sono scritti i giorni che quella creatura vivrà e colmerà di opere durante la sua esistenza terrena. 
Torna così ad emergere la grandezza trascendente della conoscenza divina, che non abbraccia solo il passato e il presente dell’umanità, ma anche l’arco ancora nascosto del futuro. 
Ma appare anche la grandezza di questa piccola creatura umana non nata, formata dalle mani di Dio e circondata dal suo amore: un elogio biblico dell'essere umano dal primo momento della sua esistenza." 


(papa Benedetto XVI, Udienza generale del 28 Dicembre 2005)




Non vivere di lamentele, tolgono la speranza

Quando succedono cose difficili, anche quando ci visita la Croce, corriamo questo pericolo di chiuderci nelle lamentele.
E il Signore anche in questo momento è vicino a noi, ma non lo riconosciamo.
E cammina con noi.
E anche se Gesù ci parla e noi sentiamo cose belle, dentro di noi, in fondo continuiamo ad avere paura.
E’ bello vedere la pazienza di Gesù con i due discepoli di Emmaus. Prima li ascolta, poi spiega loro lentamente, lentamente…. E poi, alla fine, si fa vedere.
Gesù fa così con noi.
Anche nei momenti più oscuri: Lui sempre è con noi, cammina con noi. E alla fine ci fa vedere la Sua presenza.

Papa Francesco


























Preghiera per la sera

E’ passato un altro giorno Signore,
è passato un altro giorno e ho percorso 
un altro tratto delle strade della vita.
Perdonami per tutte le volte 
che ho risposto “Si” alla tua parola
per poi comportarmi nel modo contrario.
Perdonami per tutte le volte che ho fatto il bene
solo dopo alcuni ripensamenti ed indecisioni.
Aiutami  domani a ritrovare l’entusiasmo
per accogliere senza condizioni il tuo difficile invito
ad amare i fratelli.
Il silenzio della notte renda più vera la mia preghiera,
perché con il riposo del corpo,
il cuore possa contemplare l’ampiezza
e la profondità della tua pace.
Amen

giovedì 25 aprile 2013

Considera la tua dignità, sei creatura di Dio, non schiava del tuo corpo - Don Dolindo Ruotolo


Sei creatura di Dio, sei creatura nobilissima, un’anima unita al corpo per glorificare Dio, per arricchirti di meriti e per ricevere un premio eterno.

Non sei dunque lo zimbello o il trastullo degli uomini corrotti.
Sei parte del Corpo Mistico di Gesù Cristo, puoi esserne un membro vivo, e vuoi ridurti come un povero arto putrefatto? 

Se vivi del mondo, vivi di corruzione, e dov’è allora la gloria che il Redentore ti ha donato a prezzo del suo Sangue?

Devi dare la prevalenza allo spirito: non puoi vivere in adorazione del tuo corpo e nella dimenticanza della tua anima.

La tua anima, vivificata dalla grazia divina, dev’essere nel tuo corpo come fuoco che investe la materia per darle una nobile forma; dev’essere come sole che riscalda le acque limacciose di una palude per cambiarle in puro vapore che sale verso il cielo, trasformandosi poi in candidi fiocchi di neve; deve dominare il corpo e ridurlo in obbedienza, perché sia strumento per arrivare a Dio e non ostacolo sul tuo cammino.
Che cosa avvilente, per te, concentrarti talmente nella cura del corpo da rendertene schiava, e da farlo apparire quasi non più come opera di Dio, ma come opera tua!

Ogni moda, ogni ornamento immodesto, tu li usi per mostrare la “tua” bellezza, o meglio: la bellezza artificiale che riesci a imbastire col trucco; e così, invece di glorificare Dio nei suoi doni, lo offendi con le tue colpe, e diventi un misero strumento stonato, un groviglio di spine che non fioriscono ma pungono e avvelenano, fuoco che non riscalda ma devasta. Sei forse sulla terra per avvilirti così?

Tu invece sei in cammino verso la vita eterna, il tuo cammino è breve, la tua meta è vicina, il giudizio di Dio è prossimo, e devi pensare che al corpo si apre la tomba e all’anima deve aprirsi il Cielo.



“Quando pensate al vostro abbigliamento - disse Pio XI - pensate anche, o donne, a come vi ridurrà la morte!”.

E’ un pensiero che deve scolpirsi nell’anima, poiché è assolutamente insensato curare ciò che si dissolve a danno di ciò che sopravvive in eterno; 
è da incoscienti distrarsi in futilità e distrarre gli altri quando è in gioco l’affare più importante della vita, quello della salvezza eterna; 
è pazzia compromettere il supremo interesse dell’anima propria e di quella degli altri per una stupida vanità.
L’apostolo Pietro ti ricorda: “Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico,

il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare.

Resistetegli saldi nella fede” (1 Pt 5,8-9).

E tu, donna cristiana, ti ostini a vestirti e a comportarti in modo così provocante da diventare il più valido aiuto del tuo nemico?
Come puoi sentirti tranquilla dopo aver scandalizzato qualcuno o molti con la tua immodestia, sapendo che forse hai compromesso per sempre la pace dei cuori e la salvezza delle anime?
Perché devi vestirti. Dio ti veste e il Demonio ti spoglia.


Quando l’uomo era innocente, prima del peccato originale, non aveva bisogno di coprire il suo corpo, perché tutto in lui era così ordinato e così elevato in Dio che la grazia lo ammantava di splendore e la sua stessa carne traspirava innocenza.
Dopo il peccato, Dio misericordiosamente lo rivestì, perché la sua povera mente, annebbiata e sconvolta, e il suo povero cuore, deviato dal proprio fine, fossero aiutati a non concentrarsi sulla materia.
Lo sguardo dell’uomo, che aveva ormai smarrito l’immensità del Cielo e si era concentrato sulla propria vita terrena, sarebbe stato sconvolto dalla visione del corpo, per questo Dio volle che il corpo fosse coperto.

Tu dunque ti devi vestire per nascondere la carne, non per mostrarla, ti devi vestire per ricordarti che sei di Dio e che sei tempio dello Spirito Santo.
Dio veste la sua creatura, e Satana la spoglia, perché essendo spirito immondo, prova gioia in tutto ciò che è degradante.

Con certi abiti indecenti, tu ti strappi di dosso il manto che ti ha dato il Signore tuo Salvatore e segui Satana che cerca la tua rovina.
Dio si diletta tra i gigli della purezza e Satana tra le brutture del peccato; e tu vuoi deludere il tuo Signore per compiacere Satana?
Una donna immodesta è, per le strade, un trofeo che il diavolo sbandiera contro la Redenzione, per mezzo della quale siamo stati rivestiti di grazia e di purezza.
Una donna scandalosa porta il segno della più disgustosa schiavitù, poiché non obbedisce a Dio, al Papa, ai Sacerdoti, ma obbedisce a Satana e ai vili manovratori della moda che le impongono ciò che vogliono.

E’ sconcertante!

E’ pronta a portare in piena estate la pelliccia e ad andare scollacciata d’inverno, o con le gonne corte, comunque esposta al freddo, se la moda glielo impone.

Magari si trova a disagio, ma obbedisce come fosse una schiava.

E’ il più degradante rinnegamento della propria dignità e della propria libertà.
Non devi dire dunque, o povera creatura di Dio, che non puoi portare gonne sufficientemente lunghe perché ti danno fastidio; poiché se a importi di portarle lunghe fosse la moda tu non esiteresti a farlo. Ti condanni con le tue stesse abitudini.

Parole dure ma verissime.


Vestendo in maniera immodesta, torni indietro di venti secoli : ricopri
 gli usi selvaggi dei popoli barbari che la Chiesa liberò dalle loro degradazioni; non sei più una cristiana, ma una tentatrice, una donna di tutti in una pubblica prostituzione.
Sono parole dure, ma reali e verissime!

La moda immodesta ti rende praticamente la donna di tutti, e gli sguardi avidi degli uomini ti degradano tutte le volte che si posano su di te con desideri impuri, così che tu diventi come una donna di strada, offrendoti, per tua colpa, allo sguardo torbido di uomini viziosi, e torni a casa carica di colpe e di iniquità.

Sei stata vestita di Spirito Santo nella Cresima, come puoi ora vestirti dello spirito osceno di certa moda? Se tu fossi uno scheletro, mostreresti le tue ossa inaridite? No, perché faresti orrore agli uomini. Pensa che andando in giro coperta da quel manto di immoralità, sei lo scheletro di una creatura redenta e santificata, e fai orrore a Dio e agli angeli suoi.
Se tu andassi in piena estate col cappotto, o con la pelliccia e con la sciarpa e l’ombrello aperto, saresti ridicola, perché appariresti come un’anomalia nella stagione estiva.

Ora, con un vestito immodesto tu non sei un’anomalia rispetto alla stagione, ma lo sei rispetto alla Legge di Dio; puoi essere in perfetta sintonia con la stagione serena e col sole che scalda, ma sei in perfetto contrasto col cielo dell’anima.

Copri il tuo corpo pensando a Gesù Crocefisso.


Tu dici: “Io soffro molto il caldo, ho bisogno di andare vestita leggera, ho bisogno del fresco”.

Con questo ragionamento potresti ridurti come gli zulù dell’Africa e crederti giustificata.

Ma allora perché anche d’inverno, quando c’è freddo, pur essendo quasi assiderata, vai in giro mezza nuda se la moda te lo comanda?
Hai bisogno di fresco? Ma non sai che la penitenza è un dovere e ti è necessaria per salvarti? Gesù l’ha detto chiaramente: “Se non fate penitenza, perirete tutti allo stesso modo” (cfr.: Lc 13, 3).
Anche se fosse una cosa innocente andare con le braccia completamente scoperte, senza un po’ di maniche (il che non è!), non puoi coprirle almeno un po’ per spirito di penitenza? Ed è una penitenza grave coprirti il petto? L’esperienza e la stessa scienza dimostrano che la nudità non difende dal caldo, perché mette la pelle a diretto contatto con l’aria surriscaldata e coi raggi del sole.
Ma anche se non fosse così, non sai importi un piccolo sacrificio per amore di Gesù, crocifisso per tuo amore?

Quali segni di riconoscenza stai dando a Lui che ti ha redenta con così tanto dolore?

Se tu lo vedessi con i tuoi occhi, ancora vivo ma morente sulla croce e ti chiedesse uno straccio per coprire la sua nudità piagata, glielo negheresti?

Tu sei parte del suo Corpo Mistico, e quando ti vesti in modo immodesto sei una parte di Lui coperta dell’obbrobrio a cui lo condannarono i suoi crocifissori.

Egli ti chiede di coprirti, di nascondere quell’ignominia, e tu non ascolterai la voce del Signore crocifisso? Non vedi come sanguina quel Corpo Divino?

Ha voluto essere tutto una piaga per potersi coprire se non altro di sangue, del suo Sangue, come fosse un vestito che lo proteggeva dagli sguardi curiosi e impuri di chi stava intorno alla sua croce.

Fino a questo punto ha amato la purezza! E tu avrai il coraggio di rinnovargli nel tuo corpo l’obbrobrio e la sofferenza della nudità?
Copri il tuo corpo, rivestiti di purezza e lenirai le piaghe di Gesù; mostrati veramente cristiana, e dimostrerai così che quel Sangue divino non è stato inutile per te! 

Tu puoi anche non capire certi ragionamenti sulla modestia che ti vengono fatti, ma non puoi non capire la bellezza di un’offerta fatta al tuo Signore crocifisso.

Ecco, donagli, in unione alle sue sofferenze, il sacrificio di sopportare un po’ di caldo e la penitenza di una rinuncia, fallo per amore e collabora con Lui alla salvezza delle anime, per le quali ha versato il suo Sangue, cercando almeno di non scandalizzarle.
Quale legge della moda può equivalere alla legge dell’amore e della riconoscenza che devi a Gesù Cristo? 

Come puoi esitare a sacrificarti davanti alla sua Croce?


(don Dolindo Ruotolo)



Ma noi sappiamo leggere questi gesti, queste parole, questi segni con la semplicità, il cuore e la mente di papa Francesco? Forse no, i media soprattutto: dobbiamo riconoscere che siamo intossicati dall’ ideologismo. Volete un esempio?
Nei primi due giorni di pontificato, papa Francesco per due volte mette in guardia dal diavolo e subito salta fuori il solito grande giornale a spiegare che la cosa “va interpretata” (insomma “il diavolo” sarebbe una questione simbolica o una personificazione e bla bla bla).

Invece quando il Papa parla del diavolo intende proprio il diavolo. Punto e basta. E così quando ripete che senza Gesù Crocifisso nulla ha senso. Neanche fare gli attivisti di cause sociali e umanitarie o l’essere cardinali.

Lo ha detto proprio a loro: “Noi possiamo camminare quanto vogliamo, possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo a Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ong pietosa, ma non la Chiesa, sposa del Signore”. E così “succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno i castelli di sabbia, tutto viene giù, è senza consistenza”. 

Anche Francesco d’Assisi stupiva. Perché era cristiano? No. A quel tempo tutti erano cristiani. Ma Francesco aveva qualcosa di particolare: tutto quel che lui era, diceva e faceva rimandava all’umanità di Gesù. La ricordava.

Lui era così commosso dall’umanità del Figlio di Dio e ne aveva così pieni il cuore, la mente e gli occhi che tutti, incontrandolo, si commuovevano di lui e quindi dell’umanità di Gesù.

- Antonio Socci -




Una confessione è più potente di un esorcismo

"Quando il nostro spirito è buio, vive nelle tenebre e nel peccato, il diavolo ha maggiore spazio di manovra. Per questo occorre confessarsi spesso. La confessione riporta l'uomo nella Luce.
Una confessione è più potente di un esorcismo, perchè la confessione di schianto riporta l'uomo alla Luce, alla Grazia di Dio e contro un uomo in grazia di Dio, Satana non può fare nulla.
La confessione distrugge il male. Lo annienta. E gira l'uomo verso la Luce, verso il bene."

- Padre Gabriele Amorth - 



Il diavolo non si vince con la spada ma con la Parola di Dio: 
perciò taccia la lingua dell' uomo, parli la Parola di Dio.

- Sant' Ambrogio -