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domenica 1 dicembre 2019

L’Avvento è... tempo di attesa, di speranza e di preparazione alla visita del Signore.

L’Avvento è...tempo di attesa, di speranza e di preparazione alla visita del Signore. 
A questo impegno ci invitano anche la figura e la predicazione di Giovanni Battista...Giovanni si è ritirato nel deserto per vivere una vita molto austera e per invitare, anche con la sua vita, la gente alla conversione; egli conferisce un battesimo di acqua, un rito di penitenza unico, che lo distingue dai molteplici riti di purificazione esteriore delle sette dell’epoca. 
Chi è dunque quest’uomo, chi è Giovanni Battista? 
La sua risposta è di una umiltà sorprendente. 
Non è il Messia, non è la luce. Non è Elia tornato sulla terra, né il grande profeta atteso. 
E’ il precursore, semplice testimone, totalmente subordinato a Colui che annuncia; una voce nel deserto, come anche oggi, nel deserto delle grandi città di questo mondo, di grande assenza di Dio, abbiamo bisogno di voci che semplicemente ci annunciano: “Dio c’è, è sempre vicino, anche se sembra assente”. 
E’ una voce nel deserto ed è un testimone della luce; e questo ci tocca nel cuore, perché in questo mondo con tante tenebre, tante oscurità, tutti siamo chiamati ad essere testimoni della luce. 
Questa è proprio la missione del tempo di Avvento: essere testimoni della luce, e possiamo esserlo solo se portiamo in noi la luce, se siamo non solo sicuri che la luce c’è, ma che abbiamo visto un po’ di luce. 
Nella Chiesa, nella Parola di Dio, nella celebrazione dei Sacramenti, nel Sacramento della Confessione, con il perdono che riceviamo, nella celebrazione della Santa Eucaristia dove il Signore si dà nelle nostre mani e cuori, tocchiamo la luce e riceviamo questa missione: essere oggi testimoni che la luce c’è, portare la luce nel nostro tempo.

- Papa Benedetto XVI -






"Restare bambino dinanzi a Dio è riconoscere il proprio nulla, sperare tutto da Dio misericordioso, come un bambinello attende tutto dal suo babbo; è non inquietarsi di alcunché, non guadagnare ricchezze… 
Essere piccoli vuol dire anche non attribuire affatto a noi stessi le virtù che pratichiamo, non crederci capaci di nulla, ma riconoscere che Dio misericordioso pone il tesoro della virtù in mano al suo bimbo, perché questi se ne serva quando ne ha bisogno; ma il tesoro è sempre di Dio."

- Santa Teresa di Lisieux -



Dio ci chiama alla comunione con sé, che si realizzerà pienamente al ritorno di Cristo, e Lui stesso si impegna a far sì che giungiamo preparati a questo incontro finale e decisivo. 
Il futuro è, per così dire, contenuto nel presente o, meglio, nella presenza di Dio stesso, del suo amore indefettibile, che non ci lascia mai soli, non ci abbandona nemmeno un istante, come un padre e una madre non smettono mai di seguire i propri figli nel cammino di crescita. 
Di fronte a Cristo che viene, l'uomo si sente interpellato con tutto il suo essere...ogni esistenza personale è chiamata a misurarsi con lui - in modo misterioso e multiforme - durante il pellegrinaggio terreno, per essere trovata "in lui" al momento del suo ritorno.

- papa Benedetto XVI - 
dalla "Omelia nei Primi Vespri della I Domenica di Avvento" - 26 novembre 2005


Buona giornata a tutti. :-)





venerdì 30 novembre 2018

Etty Hillesum e Teresa di Lisieux, due figure femminili in cui s'intrecciano intuizione e contemplazione, fede e grazia, - card. Gianfranco Ravasi

«Bisogna saper accettare le proprie pause»: si noti bene, non "paure", ma per Etty (Ester) Hillesum le "pause", le soste, gli spazi vuoti di silenzio sono la "minore" rispetto alla totalità "maggiore" degli eventi e dei pensieri forti, ed entrambi costituiscono il contrappunto armonico della vita.
La frase citata è l'ultima, scritta in maiuscoletto, dei diari che hanno reso celebre questa giovane donna ebrea, nata nel 1914 e reca la data della «mattina presto» del 13 ottobre 1942... 
Non è possibile rendere ragione dello straordinario arcobaleno tematico e spirituale di queste pagine: chi ne intraprende la lettura non può più lasciarla fino all'approdo finale e non ne può uscire indenne. 
L'unica nota che vogliamo segnalare riguarda proprio l'arco cromatico dei diari, specchio di un'evoluzione esistenziale. Etty, infatti, parte dal gelido violetto degli interessi esterni di una ragazza di Amsterdam, non osservante, desiderosa solo di vivere, amante di Rilke, Dostoevskij e Jung, non priva di relazioni sentimentali.
Ben presto, però, in lei si accende una scintilla che le incendia l'anima e la sua diventa un'ascensione verso il mistero e l'incontro intimo e supremo con Dio e verso l'altro estremo rosso fuoco di quello spettro spirituale.
Le parole talora si fanno incandescenti e rivelano una straordinaria temperie mistica che si alimenta sia a un'intelligenza fremente e altissima sia alla tragedia della distruzione che il nazismo sta operando nei confronti degli Ebrei («la nostra distruzione si avvicina furtivamente da ogni parte e presto il cerchio sarà chiuso intorno a noi»). 
Confessa: 
«In fondo, quelle a Dio sono le uniche lettere d'amore che si devono scrivere»
E ancora: 
«Si deve essere capaci di vivere senza libri e senza niente. Esisterà pur sempre un pezzetto di cielo da poter guardare e abbastanza spazio dentro di me per congiungere le mani in una preghiera». 
Era convinta che, «dissodando vaste radure di pace in noi stessi», esse si sarebbero potute estendere fino a pacificare l'intera umanità, perché Dio dev'essere «disseppellito dai cuori devastati dagli uomini», così come egli dev'essere «dissotterrato» dalla nostra anima dove giace «coperto di pietra e di sabbia» (e questa annotazione è stata citata da Benedetto XVI nella sua penultima udienza generale dello scorso febbraio).
Se si imbocca la via della citazione da quei quaderni, non si riesce più a staccarsene. 
È per questo che ci fermiamo qui con un'ultima evocazione che potrebbe essere un suggello ideale: 
«La mia vita è diventata un dialogo ininterrotto con te, mio Dio, un unico grande dialogo. A volte quando me ne sto in un angolino del campo, i miei piedi piantati sulla tua terra, i miei occhi rivolti verso il tuo cielo, il mio volto si inonda di lacrime che sgorgano da un'emozione profonda e da gratitudine.
Anche di sera quando, coricata sul mio letto, mi raccolgo in te, mio Dio, lacrime di gratitudine mi inondano il volto: e questa è la mia preghiera». 
Tutta la famiglia Hillesum fu deportata ad Auschwitz nel settembre 1943; i genitori furono eliminati subito nelle camere a gas, mentre Etty –secondo la Croce Rossa – morì il 30 novembre. 
Aveva 29 anni.

Etty Hillesum, un nuovo senso delle cose
Nell'arcobaleno di Etty di Gianfranco Ravasi
(in “Il Sole 24 Ore” del 19 maggio 2013)



A lei vogliamo accostare un'altra figura femminile mistica di grande fascino: è Teresa di Lisieux, morta a soli 24 anni nel 1897, canonizzata nel 1925 da Pio XI e dichiarata a sorpresa "Dottore della Chiesa" da Giovanni Paolo II nel 1997, cent'anni dopo la sua morte. 
A lei, entrata quindicenne nel Carmelo ove elaborerà quella straordinaria Storia dell'anima dalla redazione travagliata ma folgorante per il suo messaggio, un teologo che è anche un noto giornalista, Gianni Gennari, dedica un poderoso testo, capace di raccogliere quel capolavoro spirituale nei suoi tre manoscritti (A, B,C), ma anche un ritratto incisivo e accurato della santa. Come, infatti, confessa in un "postscriptum personale", egli ha incontrato gli scritti e la personalità di Teresa, uscendo nel 1957 da un lungo stato di coma.
Di là iniziò la ricerca storico-critica e teologica appassionata attorno a questo «piccolo fiore» che aveva scelto la via dell'infanzia evangelica (che non è infantilismo) per ascendere fino ai sentieri d'altura ove si scopre che 
«Dio non ha affatto bisogno delle nostre opere, ma solo del nostro amore». 
Questa «piccola via» conquisterà tanti suoi lettori, a partire da Bernanos che scriveva a un amico: 
«Ho perso l'infanzia e non la potrò riconquistare se non attraverso la santità», per giungere all'ebreo Joseph Roth della Leggenda del santo bevitore, per non parlare poi dei papi, come Gennari attesta in un capitolo specifico. Persino un personaggio piuttosto forte e rude come Pio XI ne rimase coinvolto fino al punto da considerarla «stella del suo pontificato», pur negandole, perché donna, quel titolo di "Dottore" che – come si è detto – un suo successore con convinzione le assegnerà.
Concludiamo questo squarcio di luce che promana da due figure femminili in cui s'intrecciano intuizione e contemplazione, fede e grazia, con un saggio a suo modo sorprendente.



per questo non vediamo più lontano

Tutti i pensieri intelligenti sono già stati pensati; occorre solo tentare di ripensarli. Di solito rispondo con questa frase di Goethe a tutti quelli che mi chiedono di giustificare il mio ricorso alle citazioni dei pensieri altrui e, quindi, anche questo “Breviario”. 
Sto per altro in buona compagnia, se è vero che sant’Agostino ha intarsiato le sue opere con qualcosa come sessantamila citazioni bibliche. C’è, però, una spiegazione più profonda che dirò con un’ulteriore citazione.
Bernardo di Chartres (XII sec.) usava un’immagine divenuta celebre: 
«Siamo nani sulle spalle di giganti». 
Non partiamo mai da zero, nella scienza e nella filosofia, nell’arte e nella religione, ma ci fondiamo su idee grandiose che ripensiamo. Idee e intuizioni di giganti sulle cui spalle guardiamo l’orizzonte infinito dell’essere e dell’esistere. Ed è per questo che vediamo più lontano. 

- cardinale Gianfranco Ravasi - 



Buona giornata a tutti. :-)





sabato 1 ottobre 2016

Perché ti amo Maria - Santa Teresa di Lisieux (1° Ottobre)

Voglio cantare perché ti amo.
Maria, il tuo dolce nome riempie il mio cuore di gioia.
Quando contemplo la tua vita nel Vangelo,
non ho più paura di avvicinarmi a te,
Vergine piena di grazia.
Tu a Nazaret sei vissuta povera tra i poveri.
Tu sei la madre dei poveri,
degli umili, dei piccoli.
Essi possono, senza timore, alzare gli occhi a te.
Tu sei l'incomparabile Madre
che va con loro per la strada comune,
per guidarli al cielo.
O Maria, voglio vivere con te, voglio vivere come te,
voglio seguirti ogni giorno.
Mi immergo nella tua contemplazione
e scopro gli abissi d'amore del tuo cuore.

Tutti i miei timori svaniscono
nel tuo sguardo materno
che mi insegna a piangere e a gioire.

- Santa Teresa di Lisieux -

"Viver d'amore non è già piantar sulla terra, sulla vetta del Tabor, la propria tenda: ma salire con Gesù sul Calvario, ed ambire il tesoro della Croce! 
Vivrò in cielo esultante quando ogni prova sarà per sempre trascorsa. Ma quaggiù voglio viver d'amore nella sofferenza."

- Santa Teresa di Lisieux - 


Più piccolo fiore

Sì, mio amato, ecco come si consumerà la mia vita...
Non ho altro mezzo per provarti il mio amore che gettare fiori,
vale a dire non lasciarmi sfuggire alcun piccolo sacrificio,
alcuno sguardo, alcuna parola;
approfittare di tutte le cose più piccole
e compierle per amore.
Voglio soffrire per amore
e gioire per amore,
e così getterò dei fiori
davanti al tuo trono;
non ne incontrerò nessuno
senza sfogliarlo per te...
Poi, mentre getto i miei fiori, canterò
(si può forse piangere compiendo un gesto così gioioso?),
canterò anche quando mi sarà dato
di cogliere i miei fiori in mezzo alle spine,
e il mio canto sarà tanto più melodioso
quanto più le spine saranno lunghe e pungenti.

- Santa Teresa di Lisieux -
 1873-1897, santa, monaca




O Signore, non puoi abbassarti più che nell'Eucarestia per insegnarmi per insegnarmi l'umiltà!

- Santa Teresa di Lisieux -


Considerata da papa Pio XI come la "stella del suo pontificato", è stata da lui beatificata nel 1923 e poi canonizzata nel 1925.
Edificata in suo onore, la Basilica di Lisieux è il secondo luogo di pellegrinaggio di Francia solo dopo Lourdes.

Buona giornata a tutti. :-)







martedì 13 ottobre 2015

Chi è il più povero? - Sergio Blin

Pinin era povero. Così povero che nella sua soffitta con pazienza spezzava in due i fiammiferi per poterli usare due volte. 
Una volta Pinin aveva fatto una scommessa con Brigida, un altro barbone come lui. Una scommessa da nulla perché nessuno dei due aveva qualcosa da poter pagar pegno, ma sempre una scommessa, su chi dei due era più povero. 
Aveva cominciato Brigida. “Io sono così povero che non si vede mai nulla sulla mia tavola”. Ma Pinin aveva ribattuto: “Son più povero io, perché non ho neanche la tavola”. Brigida aveva proseguito: “Io sono così povero che non ho calze nelle scarpe”. Ma Pinin mostrando i piedi aveva detto: “A me mancano anche le scarpe Brigida allora aveva esclamato: “Io son così povero che mi pare che tutti i giorni siano uguali. Tutti grigi come l’inverno. Non so neppure se valga la pena vivere questa vita”. 
Pinin allora aveva detto: “Ma come? In primavera non senti l’aria che ti solletica e ti mette addosso la gioia di essere al mondo? E un bimbo che ride con il sole nei capelli, non ti sembra una promessa per il futuro? E i papaveri e i fiordalisi nel grano, i colori del tramonto, gli spruzzi argentati dell’acqua del torrente.., sono ricchezze per tutti. Bisogna solo raccoglierle”. 
Ma Brigida aveva sbuffato: “Tutte storie. Tutte belle storie che mi lasciano a pancia vuota."
Pinin aveva allora sentenziato: “Hai vinto tu. Sei proprio più povero di me”. 

(Rielaborazione da una favola piemontese di Sergio Blin)




D'accordo: la povertà non è una vergogna
Ma quel che m'insospettisce è il fatto che questa sentenza sia stata inventata dai ricchi. 

- Carl Schurz -




Per tanto tempo mi sono chiesta perché il Buon Dio aveva delle preferenze, perché non tutte le anime ricevevano un livello uguale di favori, e mi meravigliavo vedendolo prodigare favori straordinari ai Santi che lo avevano offeso, come San Paolo, Sant'Agostino e che Egli costringeva, per dire così, ad accogliere i suoi favori; oppure leggendo la vita dei Santi che Nostro Signore ha voluto accarezzare dalla culla alla tomba, senza lasciare sul loro cammino alcun ostacolo che impedisse loro di innalzarsi fino a Lui, e prevenendo le loro anime con tali favori che esse non hanno mai potuto offuscare lo splendore immacolato della loro veste di Battesimo, mi domandavo perché i poveri selvaggi, per esempio, morivano in così grande numero prima di aver persino sentito il nome di Dio...
Gesù si è degnato di farmi Lui da istruttore, su questo mistero. 
Mi ha messo davanti agli occhi il libro della natura e io ho capito che tutti i fiori che Egli ha creato sono belli, che lo splendore della rosa e il candore del Giglio non tolgono il profumo della violetta o la semplicità incantevole della margherita... 
Ho capito che se tutti i fiorellini volessero essere rose la natura perderebbe il suo abito di primavera, i campi non sarebbero più brillanti di fiorellini... La perfezione consiste nel fare la sua volontà, nell'essere quello che Lui vuole che siamo... 

- Santa Teresa di Lisieux -






Buona giornata a tutti. :-)

www.leggoerifletto.it




sabato 14 settembre 2013

Preghiera per i sacerdoti - Santa Teresa di Lisieux


O Gesù, sommo ed eterno sacerdote,
custodisci il tuo sacerdote dentro
il Tuo Sacro Cuore.
Conserva immacolate le sue mani unte
che toccano ogni giorno il Tuo Sacro Corpo.
Custodisci pure le sue labbra
arrossate dal Tuo Prezioso Sangue.
Mantieni puro e celeste il suo cuore
segnato dal Tuo sublime carattere sacerdotale.
Fa' che cresca nella fedeltà e nell'amore per Te
e preservalo dal contagio del mondo.
Col potere di trasformare il pane e il vino
donagli anche quello di trasformare i cuori.
Benedici e rendi fruttuose le sue fatiche
e dagli un giorno la corona della vita eterna.

- S. Teresa di Lisieux - 

da: "Santa Teresa di Gesù Bambino, Opere complete" 
Libreria Editrice Vaticana-Edizioni OCD, Roma 1997 





"Mi ricordo di un sogno che devo aver fatto verso quest'età (*) e che si è impresso profondamente nella mia immaginazione.

Una notte ho sognato che uscivo per andare a passeggiare da sola in giardino; giunta al primo dei gradini che bisognava salire per arrivarci, mi fermai presa dallo spavento. Davanti a me, vicino al pergolato, si trovava un barile di calce, e su questo barile due piccoli orrendi diavoletti danzavano con un'agilità sorprendente, nonostante avessero dei ferri da stiro ai piedi. All'improvviso gettarono su di me i loro occhi fiammeggianti, ma al tempo stesso, sembrando molto più spaventati di me,si precipitarono giù dal barile e andarono a nascondersi nella stanza del guardaroba, che si trovava di fronte. Vedendoli così poco coraggiosi, volli sapere che cosa avrebbero fatto, 
e mi avvicinai alla finestra. I poveri diavoletti correvano sui tavoli e non sapevano come sfuggire al mio sguardo. Ogni tanto si avvicinavano alla finestra, guardando con aria agitata se io ero ancora lì e vedendomi ancora ricominciavano a correre come disperati.

Sicuramente questo sogno non ha nulla di straordinario, tuttavia credo che il Buon Dio abbia permesso che me ne ricordi per dimostrarmi che un'anima in stato di grazia non ha nulla da temere da diavoli che sono solo dei vigliacchi, pronti a scappare davanti agli sguardi di una bambina...

(*) 4 anni
Tratto da "Storia di un'anima", di Santa Teresa di Lisieux


"Come al solito una sera avevo pregato il Signore di darmi i punti per la meditazione del giorno dopo. Ricevetti questa risposta: « Medita sul profeta Giona e sulla sua missione ». Ringraziai il Signore, ma dentro di me cominciai a pensare: che meditazione diversa dalle altre! Ciò nonostante, con tutta l'applicazione possibile, m'impegnai a riflettere e in quel profeta scoprii me stessa, nel senso che anch'io spesso mi rifiuto davanti a Dio, dicendo che qualcun altro potrebbe compiere meglio la santa volontà di Dio, non comprendendo che Dio può tutto e tanto più si rivela la Sua potenza, quanto più è misero lo strumento che adopera. Dio mi ha fatto capire questo. Nel pomeriggio ci fu la confessione della comunità. Quando feci presente al direttore spirituale il timore che mi attanaglia l'anima a causa di questa missione, per la quale Dio mi usa come strumento non idoneo, il padre spirituale mi rispose che, volenti o nolenti, dobbiamo compiere la volontà di Dio e mi fece l'esempio del profeta Giona. Finita la confessione pensavo tra me, come mai il confessore sapesse ché Dio mi aveva ordinato di fare la meditazione su Giona; io non gliene avevo parlato. Ad un tratto udii queste parole: « Il sacerdote, quando Mi sostituisce, non è Lui che opera, ma sono io per suo tramite. I suoi desideri sono i Miei desideri ». Vedo come Gesù difende i Suoi sostituti. Egli stesso entra nel loro operare." 

(Diario di S. Faustina Kowalska, Q. II, 3)


O mio Signore, perché Voi siete stato così buono con me ed io così ingrato con Voi? Abbiamo fatto a gara: io a fuggire da Voi, e Voi a venirmi appresso; Voi a farmi del bene ed io a farVi del male; io ho accresciuto i miei peccati, e Voi avete accresciuto le Vostre Grazie in me. Per quale motivo io meritavo la luce che Voi mi donate?
Signore mio, io Vi ringrazio con tutto il cuore e spero di venire a ringraziarVi in Paradiso per tutta l’eternità. Io spero con il Vostro sangue di salvarmi, lo spero certo, giacché mi avete usato tante misericordie. Intanto spero che Voi mi diate la forza di non tradirVi più. Nella vita che mi resta io Vi voglio amare. Se in passato io Vi ho voltato le spalle, io mi pento e ora Vi amo sopra ogni cosa, Vi amo più di me stesso.
Eterno Padre, per i meriti di Gesù Cristo soccorrete un misero peccatore che Vi vuole amare.
Maria, mia speranza, aiutatemi. Impetratemi la Grazia di ricorrere sempre al vostro Figlio e a Voi ogni volta che il demonio mi tenta per offenderLo ancora. Amen.

(Sant’Alfonso Maria de Liguori)


“Non scoraggiatevi. Anche se è buio intorno. Non tiratevi indietro, anche se avete la percezione di camminare nelle tenebre. È di notte che è meraviglioso attendere la luce. Bisogna forzare l’aurora a nascere, credendoci. Amici, forzate l’aurora. È l’unica violenza che vi è consentita”.

don Tonino Bello


Buona giornata a tutti. :-)















sabato 27 aprile 2013

Preghiere di intercessione a Santa Teresa di Lisieux


Cara piccola Teresa del Bambino Gesù, 
grande Santa del puro amor di Dio, 
vengo oggi a confidarti il mio ardente desiderio.
Sì, molto umile vengo a sollecitare la tua potente intercessione per la grazia seguente...(esprimerla).
Poco tempo prima di morire, hai chiesto a Dio di poter trascorrere il tuo Cielo facendo del bene sulla terra.

Hai anche promesso di spandere su di noi, i piccoli, una pioggia di rose.
Il Signore ha esaudito la tua preghiera: migliaia di pellegrini lo testimoniano a Lisieux e nel mondo intero.
Forte di questa certezza che tu non rigetti i piccoli e gli afflitti, vengo con fiducia a sollecitare il tuo aiuto. Intercedi per me presso il tuo Sposo Crocifisso e glorioso.
Digli il mio desiderio.
Egli ti ascolterà, perché tu non gli hai mai rifiutato nulla sulla terra.
Piccola Teresa, vittima d'amore per il Signore, patrona delle missioni, modello delle anime semplici e confidenti, mi rivolgo a te come una grande sorella molto potente e amorevolissima.
Ottienimi la grazia che ti chiedo, se questa è la volontà di Dio.
Sii benedetta, piccola Teresa, per tutto il bene che ci hai fatto e ti auguri di prodigarci ancora fino alla fine dei mondo.
Sì, sii mille volte benedetta e ringraziata di farci così toccare in qualche modo la bontà e la misericordia dei nostro Dio! 

Amen.



Preghiera che arriva direttamente dal SANTUARIO di Lisieux...
In onore di Santa Teresa di Gesù Bambino e per sollecitare delle grazie
attraverso la sua intercessione...


"Oh Padre Nostro dei Cieli che, per Santa Teresa di Gesù Bambino,
Volete ricordare al mondo l'Amore Misericordioso che riempe il Vostro cuore
E la fiducia filiale che si deve avere in Voi ,
Vi ringraziamo umilmente di avere colmata di tanta gloria
Quella che fu sempre il Vostro bambino così fedele e di dargli
Un potere meraviglioso per attirarVi ogni giorno
Un molto grande numero di anime che Vi loderanno eternamente.

Santa Teresa di Gesù Bambino,
Ricordatevi della vostra promessa di "fare del Bene sulla terra",
Spargete con abbondanza la vostra" pioggia di rose"
Su coloro che vi invocano ed otteneteci di Dio
le grazie che aspettiamo della Sua bontà infinita
Amen!"

L'anima si immagini di trovarsi innanzi a Gesù Cristo,
conversi spesso con Lui e cerchi d'innamorarsi dalla sua umanità,
tenendola sempre presente.

- Santa Teresa di Gesù -




Non perdere neppure una delle spine che incontri ogni giorno. 
Con una sola di esse puoi salvare un'anima.

-- Santa Teresa del Bambin Gesù --




O Santa Teresa di Gesù Bambin, 
modello di umiltà,di confidenza e di amore, 
dall'alto dei cieli fate cadere sugli uomini
 i petali delle rose che tenete in braccio; 
la rosa dell' umiltà, 
perchè essi umilino il loro orgoglio e accettino il giogo del Vangelo; 
quello della confidenza, 
perchè essi si abbandonino alla volontà di Dio 
e confidino nella sua misericordia; 
la rosa dell'amore finalmente perchè aprendosi senza misura alla grazia, 
essi realizzino l'unico fine per il quale Dio li ha creati a sua immagine :
amarlo e cioè farlo amare.
























venerdì 5 aprile 2013

Vivo d’amore - Santa Teresa di Lisieux




Alla sera d'Amore, parlando senza parabole,
Gesù diceva: "Se qualcuno mi vuol amare
per tutta la vita, osservi la mia parola.
Mio Padre ed io verremo a visitarlo.
E facendo del suo cuore la nostra dimora,
venendo a lui lo ameremo sempre!...
Pieno di pace, vogliamo che dimori
nel nostro cuore!..."

Viver d'Amore è vivere della tua Vita,
Re glorioso, delizia degli Eletti!
Tu vivi per me, nascosto nell'ostia...
Io voglio per te nascondermi, o Gesù!
Agli amanti occorre solitudine,
un cuore a cuore che duri notte e giorno.
Solo il tuo sguardo fa la mia beatitudine.
Vivo d'Amore!

Morire d'Amore, ecco la mia speranza.
Quando vedrò spezzarsi i miei lacci

il mio Dio sarà la mia Gran Ricompensa:
non voglio possedere altri beni.

Del suo amore voglio essere infiammata,
voglio vederlo, unirmi a Lui per sempre.
Ecco il mio cielo...ecco il mio destino.
Vivere d'Amore!.


                                                    (Santa Teresa di Lisieux)




Alla Tua presenza Signore io mi prostrato per adorarti senza mai stancarmi. Tu sei il mio Re.


Oh, vorrei cantare, Maria, perché t'amo, perché il tuo nome così dolce fa trasalire il mio cuore e perché il pensiero della tua grandezza suprema non potrebbe alla mia anima ispirare paura.



-- Santa Teresa di Lisieux --




“Capisco così bene che non c’è che l’amore che possa renderci graditi al buon Dio, che questo amore è l’unico bene che bramo. Gesù si compiace di mostrarmi l’unico cammino che porta a questa fornace divina. Questo cammino è l’abbandono del bambino che si addormenta senza timore fra le braccia di suo padre. ‘Se qualcuno è molto piccolo venga a me”, ha detto lo Spirito santo per bocca di Salomone’ ”.

- Santa Teresa di Gesù Bambino -


‎"Quanto sarebbero buoni gli uomini, se ogni sera prima di addormentarsi rievocassero gli avvenimenti della giornata e riflettessero a ciò che v'è stato di buono e di cattivo nella loro condotta!" 
- Anna Frank -