martedì 13 febbraio 2018

Il fascio di frecce e pietre e calce per un muro solido

Un re buono si trova in punto di morte. Riuniti tutti i sudditi, ordina che gli venga portata una freccia e chiede al meno forte di loro di spezzarla. Questi soddisfa la richiesta con facilità. Poi fa portare un fascio di frecce legate assieme, e chiede al più forte di romperle. Costui, però, malgrado mille sforzi, non ci riesce.
Allora il sovrano dice ai sudditi: «Ecco cosa vi lascio come eredità; l'unione tra voi. Siate uniti gli uni con gli altri. Questo vi darà una grande forza, alla quale, da soli, non sareste mai capace di attingere».

- Storia ebraica -  



Pietre e calce per un muro solido

Quando devi fare un muro di pietre, devi prenderle una per una e lavorarle per bene. 
Se riesci a squadrarle bene, ci vuole meno calce per farle combaciare. 
La calce che ci tiene insieme è la carità.
Se ognuno rimane con gli spigoli che ha, ci vuole molta più calce per tenerci insieme. Se lavoriamo su noi stessi cercando di smussare gli spigoli, ci vuole meno fatica per farci stare uniti.

"Carissimi, stringendovi a Cristo, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale." (1 Pt 2,4-5)



Con te che sei la nostra pace

Signore Gesù, tu hai detto:
Vi lascio la mia pace,
ve la do in modo diverso
da come la dà il mondo.
Hai anche detto
che dove alcuni sono uniti nel tuo nome,
Tu sarai certamente con loro.
Tu sei dunque qui in mezzo a noi.
Aiutaci a vivere insieme con te,
nello scorrere dei giorni:
con te che sei la nostra pace.

Aiutaci a riconoscerti in ognuno
che incontriamo.
Aiuta il nostro cuore
a passare nel tuo Cuore che, unito al Padre,
è aperto a ogni uomo, a ogni creatura
nell'alito vivificante dello Spirito Santo.

Aiuta gli occhi del nostro cuore
a riconoscerti sempre
nel volto di chi gioisce e di chi piange,
di chi ha successo nella vita
e di chi, stanco e deluso,
si scoraggia e deprime.

Aiutaci a credere che la tua pace
può abbattere il reticolato
delle nostre diffidenze e discordie,
può fiorire anche
nelle aride sabbie dei nostri egoismi
scoperchiati dalla tua Parola e vinti dalla Tua grazia.

Aiutaci, Gesù nostra Pace,
a presentarci al mondo con un volto da salvati,
con occhi pensosi ma vividi di speranza
con progetti di collaborazione
costruttiva con quanti,
da qualsiasi sponda religiosa politica razziale provengano,
siano come noi sinceramente decisi a volere il bene di tutti.

Aiutaci a fare della tua pace
il nostro stile di approccio relazionale
con ogni uomo e donna,
con ogni giovane e anziano
che scopre nell'adesione al tuo volere
la profonda e vera radice della pace.


Aiutaci, o Signore, a percorrere
tutti i sentieri della vita
nel sole della tua presenza
perché, sorretti dalla preghiera
dalla vita sacramentale
e da un rapporto positivo con ogni creatura,
giungiamo a bussare alla porta
della tua e nostra casa.
Proprio perché arriveremo insieme 
a tanti fratelli e sorelle da te pacificati,
noi lo sappiamo: tu ci spalancherai la porta
della pace e della gioia senza fine.


Comunità FMA dell'Eremo San Biagio
La Voce di San Biagio


Buona giornata a tutti. :-)





domenica 11 febbraio 2018

Perchè ci si riunisce in comunità? - Madeleine Delbrel

Se dei cristiani vivono in comunità hanno come primo intento quello di essere una risposta a quella proposta di amore che il Cristo ha rivolto ai cristiani: ci si riunisce insieme per vivere, spingendosi il più lontano possibile, il vero amore del Cristo, il vero amore degli altri. 
Ci si riunisce per fare corpo con il Cristo che può cambiare il mondo. 
Una debolezza per la comunità sarebbe quella di accontentarsi dell’amicizia, del cameratismo, dell’affetto: deve essere l’amore di Cristo a cementarci gli uni agli altri. 
La fortuna della comunità sta nell’incontrare persone che sono decise ad amarsi insieme fino in fondo, senza cedere ad inutili indulgenze degli uni verso gli altri. 
Affinché il regno di Dio venga, è necessario che vi sia unità: una comunità viva è una piccola parte del Regno di Dio e non può quindi esservi vero conflitto tra missione e comunità. 
Il gruppo rischia la consuetudine, l’invecchiamento, se si riduce a rapporti di gentilezza. 
Una delle sue regole è il principio: “chi perde, vince”; nessuno ha dei diritti sulla comunità, ma la comunità deve assumersi i diritti di ognuno. 
L’amore non fa rivendicazioni. Naturalmente bisogna anche bene mettersi in testa che unità non vuol dire uniformità : esiste, più o meno, sempre la tentazione dell’unità confortevole, in cui tutti avrebbero voglia di fare tutto nello stesso modo e nello stesso momento. 
Dobbiamo invece cercare di vedere la personalità di ognuno nel Signore e di sbarazzarci di tutti i pregiudizi che si hanno sugli altri. 
Il mondo ha diritto che le nostre comunità siano sane e sante: quando un gruppo cessa di essere tale, significa che la presenza del Signore è scomparsa... Non esistono ricette per essere persone che amano; bisogna scendere fino al cuore di Cristo per scoprirne il modo. Tutto il resto non è che espediente.

- Madeleine Delbrel - 
da: "Comunità secondo il vangelo", Gribaudi, 1996 



Quando si vuole cambiare le persone, invece di amarle come esse sono, si corre sempre il rischio di un rifiuto da parte loro.

- Jean Vanier - 



Il catino di acqua sporca….


Se dovessi scegliere una reliquia della tua Passione
prenderei proprio quel catino colmo d’acqua sporca.
Girare il mondo con quel recipiente
e ad ogni piede cingermi dell’asciugatoio
e curvarmi giù in basso,
non alzando mai la testa oltre il polpaccio
per non distinguere i nemici dagli amici
e lavare i piedi del vagabondo, dell’ateo, del drogato,
del carcerato, dell’omicida, di chi non mi saluta più,
di quel compagno per cui non prego mai,
in silenzio,
finché tutti abbiano capito nel mio
il tuo Amore.

- Madeleine Delbrel -



Buona giornata a tutti. :-)

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sabato 10 febbraio 2018

da: "L’arte del silenzio" – Abate Joseph Dinouart

1. Si deve smettere di tacere solo quando si abbia qualcosa da dire che valga più del silenzio.
2. C’è un tempo per tacere, così come c’è un tempo per parlare.
3. In ordine di priorità, il tempo di tacere viene sempre per primo; non si            impara a parlare bene, se prima non si è imparato a tacere.
4. Se si è costretti a parlare, tacere è un segno di debolezza o di imprudenza. Ma parlare quando si deve tacere è segno certo di leggerezza e di indiscrezione.
5. E’ certo che, in linea generale, si rischia meno a tacere che a parlare.
6. Mai l’uomo è padrone di sé come nel silenzio: fuori di lì, sembra effondersi, per così dire, fuori da se stesso e parlando dissipa se stesso, in modo che sembra appartenere meno a sé e più agli altri.
7. Quando si deve dire una cosa importante, è necessaria un’attenzione particolare: bisogna dirla a se stessi, e dopo questa precauzione, ripetersela, per timore di pentirsi allorché  non si sarà più padroni di trattenere ciò che si è dichiarato.
8.  Se si tratta di mantenere un segreto, non si tace mai abbastanza: il silenzio allora è una delle cose che meno si deve temere.
9. Il riserbo, necessario per saper mantenere il silenzio nelle situazioni ordinarie della vita, non è virtù minore dell’abilità e dell’applicazione necessarie per ben parlare e non vi è più merito a spiegare  ciò che si sa che a tacere su ciò che si ignora. Il silenzio del saggio, talvolta, vale più del ragionamento del filosofo; il silenzio del primo, è una lezione per gli impertinenti e una punizione per i colpevoli.
10. Il silenzio talvolta può sostituire la saggezza in un uomo ottuso e la conoscenza in un ignorante.
11. Si è naturalmente inclini a credere che un uomo che parla poco non sia un genio, e che uno che parla troppo sia uno stordito  o un pazzo. E’ meglio passare per uno che non è un genio di prim’ordine, rimanendo spesso in silenzio, che passare per un pazzo, abbandonandosi alla troppa  voglia di parlare.
12. Il carattere disgiuntivo di un uomo coraggioso è parlare poco e compiere grandi imprese. Il carattere disgiuntivo di un uomo di buon senso è parlare poco e dire sempre cose sensate.
13. Qualunque disposizione si abbia al silenzio, è bene sempre diffidare di sé stessi e, se si ha troppa voglia di dire una cosa, ciò sarà spesso motivo sufficiente per decidere di non dirla.
14. Il silenzio è necessario in molte occasioni, ma occorre essere sempre sinceri: si può talvolta nascondere un pensiero, ma non si deve mai camuffarlo. Vi sono molti modi di tacere senza per questo nascondere il proprio pensiero, di essere discreti senza essere cupi o taciturni, di nascondere una verità senza per questo coprirla di menzogna.

 (Abate Joseph Antoine Toussaint Dinouart)

Fonte: "L'Arte del Silenzio" , 1771, Ed. La Spiga, serie Libri di una sera, pagg.5,6



Preghiera contro la maldicenza

O Vergine del silenzio
Fai tacere i mormorii
Che affondano la loro lancia
Nel dorso senza armatura,
Nel fianco senza difesa!
O verginale Regina
Purifica pienamente
Queste lingue sotterranee
Dai neri brusii,
Con la tua Alba serena!
O Santa Vigilanza,
Che la tua casta statura
Cacci i fetori
Venuti da voci oscure
sozze di malevolenza.
O Virtù di Pazienza
Dall'abito frusciante,
Che la tua mano venga a medicare
Le vittime del rumore
e dell'agitazione.
O muta Presenza
Che medita nel suo Cuore,
Rinvia le maldicenze
Nel vuoto dei loro autori
E colma le loro mancanze!
O Guardiana delle epoche,
Che la tua suprema posa
zittisca le chiacchiere
E che la tua Pace si posi
sulle bocche senza senno.
O Madre dell'Amore
E della quiete,
Che questi divulgatori sordi
Abbiano il tuo atteggiamento
ricco di ornamenti calmanti!
O Silenziosa Vergine,
Che il tuo dito sulle labbra
Li chiami alla tua sponda,
Che venga a mescolare la loro febbre
Al bisbiglio delle candele.
O Icona dell'abbondanza,
Che la tua Educazione
Ci lasci senza parole
nella contemplazione
della santa Parola!

- Ronald Barakat -


Buona giornata a tutti. :-)




venerdì 9 febbraio 2018

Amore, amore, amore

La mia felice bocca nuovamente incontrare vuole
le tue labbra che baciando mi benedicono,
le tue dita care voglio tenere
e giocando congiungerle con le mie dita,
saziare il mio assetato sguardo col tuo,
avvolgere il mio capo nei tuoi folti capelli,
con le mie membra giovani e sempre sveglio voglio
rispondere a ogni movimento delle tue membra
e da sempre nuovi fuochi d'amore
rinnovare mille volte la tua bellezza,
finché entrambi appagati e grati
ci troviamo felicemente sopra ogni dolore,
finché senza desideri salutiamo il giorno e la notte,
l'oggi e l'ieri come fratelli amati
finché camminiamo sopra ogni fare e ogni agire
come raggianti in una pace completa.

- Herman Hesse - 

Giulio Aristide Sartorio - Sirène ou l'abysse vert 1900


Appare sensuale il mare
ma per pudore delinea solo
i profili dei nudi femminili
in ondosi acquerelli.
Gemono polimorfe sirene
riavvolte dalle onde.

- Valentino Zeichen -

Émile Louis Foubert (1848-1911), Le jeu de la main chaude

Voglio cantare il molle Eros
pieno di ghirlande
ricche di fiori
Eros che domina gli uomini
signore degli Dei.

- Anacreonte -

Sapph and Alcaeus - Lawrence Alma Tadema


Amore è un uccello che non esiste.
Eppure, ne ascolto il canto
che senza posa si leva al cielo.
Eppure
il mio andare è l'ombra del suo volare
sui suoli.

- Vesna Krmpotić -

Antonio Arcangeli (1860-1944), la danza di Afrodite



Buona giornata a tutti. :-)








mercoledì 7 febbraio 2018

Essere generosi è mollare la presa - Piero Ferrucci

Essere generosi vuol dire vincere l'antica ansia di perdere ciò che possediamo. Vuol dire ridisegnare i nostri confini. 
Per la persona generosa i confini sono permeabili. Ciò che è tuo - la tua sofferenza, i tuoi problemi - è anche mio: questa è la compassione. 
Ciò che è mio - i miei possessi, le mie abilità e conoscenze, le mie risorse, il mio tempo, la mia energia - è anche tuo. 
Questa è la generosità.

Con la vittoria sui livelli antichi dell'inconscio e una ridefinizione dei confini, la generosità provoca in noi una trasformazione profonda. 
Inutile negarlo: spesso anche la persona più rilassata e gioviale nell'intimo è aggrappata ai suoi averi con tutte le sue forze. 
Questi muscoli emotivi sono sempre tesi. Ciò che abbiamo, o che crediamo di avere, ce lo teniamo stretto: una persona, una posizione sociale, un oggetto, la nostra sicurezza. E in questo trattenere c'è paura. 
Siamo come quei bambini, descritti da una parabola buddhista, che su una spiaggia hanno costruito i loro castelli di sabbia. 
Ognuno ha il suo castello. Ognuno ha il suo territorio. 
Tutti si sentono importanti: «È mio!», «È mio!». Magari si azzuffano, fanno la guerra. Poi cala la sera, i bambini ritornano alle loro case. Dimenticano i castelli di sabbia e vanno a dormire. 
Intanto l'alta marea cancella tutto. I nostri monumenti più preziosi sono castelli di sabbia. Vogliamo prenderci veramente così sul serio? 
La generosità molla la presa, è molto più rilassata.

- Piero Ferrucci -
da: La forza della gentilezza, Oscar Mondadori 2005


Noi, come razza umana, non siamo abituati alla generosità. 
La brutalità è per noi un linguaggio molto più comprensibile di una dimostrazione di amicizia. 

- Ai confini della realtà -




Due spiccioli

Signore Gesù,

quante volte mi nascondo
dietro ai “ Non ce la faccio...Non ho tempo...
Non ci riesco...Non sono capace...
Non posso proprio...”
Eppure tu non mi chiedi
di far tintinnare rumorosamente
monete pregiate e preziose
nella cassetta del tempio.


Tu mi chiedi due spiccioli
offerti con generosità.


E due spiccioli,
come la povera vedova,
ce li ho sempre,
ce li ho per tutti.


Un sorriso,
una carezza,
un pò di compagnia,
una parola buona,
una telefonata,
due righe...



Due spiccioli ce li ho.


Sempre.


Signore Gesù,
aiutami a tirarli fuori.


- don Tonino Lasconi -


Buona giornata a tutti. :-)








martedì 6 febbraio 2018

Il mondo è cambiato -Tiziano Terzani

Il mondo è cambiato.
Dobbiamo cambiare noi.
Innanzitutto non facendo più finta che tutto è come prima, che possiamo continuare a vivere vigliaccamente una vita normale.
Con quel che sta succedendo nel mondo la nostra vita non può, non deve, essere normale.
Di questa normalità dovremmo avere vergogna.
Questa impressione che tutto era cambiato mi colpì immediatamente.
Allora io dico: Fermiamoci, riflettiamo, prendiamo coscienza, salviamoci.
Nessun altro può farlo per noi”.

- Tiziano Terzani - 
da: Lettere contro la guerra



Questo mondo è una meraviglia. Non c’è niente da fare, è una meraviglia. 
E se riesci a sentirti parte di questa meraviglia – ma non tu, con i tuoi due occhi e i tuoi due piedi; se Tu, questa essenza di te, sente d’essere parte di questa meraviglia – ma che vuoi di più, che vuoi di più? Una macchina nuova? 

- Tiziano Terzani - 
Da:  La fine è il mio inizio




"Le montagne sono sempre generose. Mi regalano albe e tramonti irripetibili; il silenzio è rotto solo dai suoni della natura che lo rendono ancora più vivo".

Tiziano Terzani -
da: "Lettere contro la guerra" 



Solo se riusciremo a vedere l’universo come un tutt’uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella sua diversità, cominceremo a capire chi siamo e dove stiamo.

- Tiziano Terzani -
da:  "Lettere contro la guerra"



Buona giornata a tutti. :-)