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giovedì 8 gennaio 2026

Ognuno ha quello che si merita… - Osho

 Domanda: Non riesco a trovare una donna che davvero mi ami. Cos’è che mi manca ? Sono venuto fin qui per trovare l’anima gemella, puoi aiutarmi?

Forse… Ma prima di aiutarti a trovare l’anima gemella dovrò creare un’anima in te, che è molto più difficile! L’anima è solo un seme.
Voi non avete vere anime dentro di voi, ma soltanto delle possibilità. 

E pur senza avere un’anima tutti sono alla ricerca dell’anima gemella. 
Solo un’anima può attirare un’altra anima. Se hai un’anima, un’altra anima è destinata a essere attratta verso di te, e troverai l’anima gemella.
Ma è bene che tu sia venuto qui… Qualcosa è possibile, sempre. La cosa di cui hai bisogno, piuttosto che di cercare una compagna, è di diventare un’anima, diventare più consapevole.
L’amore è amore solo quando è consapevole. Ma quante sono le persone consapevoli? L’amore è amore solo quando è meditativo.
E un amore meditativo attirerà un’energia d’amore meditativo.

Ognuno ha ciò che si merita, ricorda, mai niente di più niente di meno.
Ognuno ottiene esattamente ciò che si merita. L’esistenza è incredibilmente giusta ed equilibrata. Quindi se non riesci a trovare una compagna, cercarla forsennatamente non servirà. Piuttosto cerca dentro di te. C’è qualcosa che manca in te.
Ti mancano le qualità d’amore, per amare. Magari non sei tenero, non sei sensibile, non sei consapevole.
E non sai come dare senza ottenere qualcosa in cambio. Il tuo amore è una richiesta, una pretesa, pone delle condizioni.

È una specie di sfruttamento. Vuoi usare l’altra persona…
Ogni essere ha una finalità in se stesso. Non usare mai una donna, non usare mai un uomo, non usare mai nessuno.
Nessuno è uno strumento per soddisfare i tuoi desideri. Porta rispetto.
L’amore è una condivisione, non usare l’altro, non è cercare di ottenere qualcosa dall’altro.
Al contrario, è dare con tutto il cuore, senza alcuna ragione, solo per la gioia di dare.

E un giorno inaspettatamente troverai qualcuno con cui la tua energia sarà in armonia, in accordo.
Ed è una bellissima esperienza trovare almeno una persona con cui si è in accordo.
Hai bisogno di entrare in sintonia con l’anima, con l’essere interiore, con l’interiorità dell’uomo o della donna.
Almeno con una persona è possibile e ne segue una grande gioia. E poi quando impari l’arte può accadere con più persone. 

- Osho -



Puoi amare solo quando sei felice dentro di te.
L’amore non può venir aggiunto dall’ esterno.
Non è un indumento che puoi indossare. 

- Osho -



"Vedi, l'amore è come il vento...... semplicemente accade, a volte arriva e poi se ne va, e quando se ne va, non c'è più. E' un mistero e non puoi manipolarlo; l'amore non dovrebbe mai essere controllato, legalizzato o forzato, per nessuna ragione al mondo.

- Osho -
Da il : “Il Mistero femminile”





Io non ho nessun insegnamento. Non sono un insegnante. Non do nessuna filosofia della vita, né alcuna disciplina, né programmi da seguire. 
Ho un approccio alla vita ben preciso, che condivido con i miei amici. 
E il mio approccio inizia con una de-programmazione. 
Per ciò che mi riguarda questa è la parola chiave. Essere iniziati alla mia amicizia significa essere iniziati a un processo di de-programmazione. 
Ogni essere umano viene programmato dalla nascita a essere cristiano, hindu, ebreo, mussulmano. 
Il bambino nasce innocente, ma immediatamente viene appesantito da migliaia di concetti, coi quali vive poi tutta la vita. 
In questo modo si vive una vita fasulla; non è autentica, non è onesta perché non ti appartiene. 
Non hai scoperto tu le cose che tenti di vivere... ecco perché, come prima cosa, aiuto la gente a liberarsi da tutti i suoi condizionamenti.

- Osho -





Buona giornata a tutti. :-)




 

giovedì 14 ottobre 2021

Il giardino - don Bruno Ferrero

ULTIMO
“Una Principessa sta per venire qui”, disse il Leone agli animali della giungla riuniti in assemblea, “come possiamo dimostrarle che siamo molto felici di averla con noi?”. 
“Potremmo farle dei profondi inchini”, suggerì l’ippopotamo, “ma è vero che non tutti abbiamo il fisico adatto”. 
“Potremmo tutti gridare forte Benvenuta”, soggiunse l’elefante, “ma forse si spaventerebbe”. 
“Potremmo danzare”, propose la Giraffa, ma il Leone guardò l’ippopotamo, scosse la testa e tutti gli animali sospirarono. 
Allora l’Uccellino Marrone cinguettò timidamente: “Non potremmo fare un giardino? Le Principesse adorano i fiori”. 
Tutti lo fissarono ammirati. “Questa sì, che è un’idea felice”, disse il Leone, “lo faremo insieme”. 
Venne scelto con cura un luogo molto bello, ma il Leone osservò che andava dissodato.
“Ci penso io”, gridò l’ippopotamo. “Pesterò la terra coi miei piedoni e con il mio grosso e pesante corpo finché diverrà fine e leggera”. 
“Benissimo”, approvò il Leone. “Ora dobbiamo fare dei buchi per piantare i semi.
“Lo faccio io con gli aculei della mia schiena”, si offrì il Porcospino. 
Si appallottolò tutto e cominciò a rotolare su e giù per il campo, finché fu pieno di buchetti regolari. “Benissimo”, disse il Leone. “Ora pianteremo i semi!”. “tocca a me”, disse la Cavalletta, “sono veloce e leggera”. Sorvolò saltellando il terreno e in un batter d’occhio piantò tutti i semi. 
“Benissimo”, disse il Leone. “Ora bisogna innaffiare il giardino”. “Lasciate fare a me”, esclamò l’Elefante. “Userò la proboscide”. Andò al fiume, riempì bene la proboscide e spruzzò un bel po’ d’acqua sul giardino. “Benissimo”, disse il Leone. 
“E ora come faremo a impedire alla Scimmia di rovinarci tutto il giardino?”. “Sarà mio compito, farò io la guardia”, propose la Giraffa allungando il collo. E l’Uccellino Marrone? Avrebbe voluto essere di aiuto, ma pareva che nessuno avesse bisogno di lui. 
Dopo un po’ i semi cominciarono a crescere, ma il Leone, che si era recato a controllare i progressi del giardino, scosse la testa: “Quante erbacce! Rovineranno tutto! Chi è capace di estirparle?”. 
Gli animali rimasero tutti zitti. L’ippopotamo si giustificò: “I miei piedi sono troppo grossi, rovinerei tutto”. “I miei aculei danneggerebbero le foglie”, si scusò il Porcospino. 
“Le erbacce sono troppo pesanti per me”, disse la Cavalletta. 
“La mia proboscide spezzerebbe gli steli”, affermò l’Elefante. 
“Ho il collo troppo lungo e non posso chinarmi tanto”, si lagnò la Giraffa. “Cri-cri”, fece il grillo e se la squagliò. 
Tutti quei pigroni si girarono e se ne andarono. 
Allora l’Uccellino Marrone volò nel giardino. Con il suo minuscolo becco sradicò un’erbaccia e la gettò dietro una siepe. Le radici erano forti e spesso il becco gli doleva e dopo un po’ anche le ali gli pesavano. Ma con pazienza, un giorno dopo l’altro, l’Uccellino Marrone ripulì il giardino finché non rimase una sola erbaccia. Intanto una miriade di fiori rossi, azzurri e gialli mostrava graziosamente la corolla sui lunghi e sottili steli.
Il giorno dopo, la Giraffa, che era di guardia, annunciò: “Arriva la Principessa! La vedo!”. 
Gli animali si riunirono tutti nel giardino e si meravigliarono di trovarlo così in ordine. “Forse le erbacce si sono seccate”, disse il Leone, mentre l’Uccellino Marrone appollaiato su un albero taceva. 
La Principessa sorrise: “Non ho mai visto un giardino cosi bello”, disse, “dovete aver lavorato sodo!”. “E’ vero, abbiamo lavorato sodo!”, risposero in coro gli animali pieni di sé sorridendo. 
“Chi di voi è così gentile da cogliere qualche bel fiore per me?”, chiese la Principessa. Il Leone si fece avanti. “lo ho dato tutte le istruzioni, perciò tocca a me”. “Però io ho arato la terra”, protestò l’ippopotamo. “E io ho fatto i buchi per i semi”, aggiunse il Porcospino. “E io ho piantato i semi”, fece la Cavalletta. “lo ho innaffiato”, disse l’Elefante. “Mentre io facevo la guardia”, sottolineò la Giraffa. 
La Principessa sorrise. “Chi ha tolto le erbacce?”, chiese. Tutti rimasero zitti, poi: “Nessuno”, disse il Leone. 
In quel momento la Principessa scorse due occhietti brillanti e un sottile becco che faceva capolino tra le foglie di un albero. “L’hai fatto tu questo lavoro, Uccellino Marrone?”, e l’uccellino annui. “Allora tu coglierai i fiori per me, perché il tuo è stato il lavoro più duro e più lungo”. 
L’Uccellino Marrone volò giù verso il giardino; poi con il becco sottile colse con garbo il più bel fiore e l’offrì alla Principessa.

Ne colse un altro e un altro ancora fino a mettere insieme un bel mazzolino variegato. La Principessa baciò la sua testolina marrone e gli sorrise. 
Allora l’Uccellino Marrone cantò come non aveva mai fatto prima finché il sole tramontò nel bel giardino degli animali. 

- don Bruno Ferrero -
da: "365 storie per l'anima" Ed. Elledicì




"Rinnovaci ogni giorno il cuore, o Dio, 
come rinnovi le fonti e il sole...."

 - Padre Maria Turoldo - 




C'è un bambino che nascerà senza gambe.
C'è chi consiglia di abortirlo.
Ci sono tante forme di disabilità.
Non avere le gambe non è la più grave.
La più grave è non avere cuore!



Signore ti chiedo di starmi accanto,
perché con te al mio fianco
io possa prendermi cura di tutto ciò 
che nel disegno del Padre celeste,
mi hai affidato. 
Semina in me la delicatezza
e donami uno spirito di profondo ascolto,
perché io possa riferirmi a tutti coloro 
che incontrerò come farei con te.
Signore aiutami a chiudere fuori dalla porta
tutte le mie debolezze,
i miei problemi e le mie inadeguatezze
perché attraverso di me tu possa far entrare il tuo amore,
che sa vedere e leggere i segni al di là delle apparenze,
dei pregiudizi, e delle circostanze.
Apri i miei occhi Signore
che sia autentico il mio testimoniarti non ipocrita.
Seguano fatti più che parole.
Insegnami a sentire la tua presenza in tutto attorno a me,
rendi la mia anima aperta in modo
che io possa collaborare
e costruire insieme alle persone che ho accanto.
Quando ciò non sia possibile 
donami la virtù del silenzio e del rispetto. Amen.





Buona giornata a tutti. :-)


domenica 11 luglio 2021

L’occhio del boscaiolo – don Bruno Ferrero

Un boscaiolo non trovava più la sua ascia preferita. Aveva girato tutta la casa, rovistato un po' dappertutto. Niente da fare. L'ascia era sparita. Cominciò a pensare che qualcuno gliel'avesse rubata.
In preda a questo pensiero si affacciò alla finestra. Proprio in quel momento passava il figlio del suo vicino di casa.
"Ha proprio l'andatura di un ladro di asce!", pensò il boscaiolo. "E ha anche gli occhi da ladro di asce... e perfino i capelli da ladro di asce!".
Qualche giorno dopo, il boscaiolo trovò la sua ascia preferita sotto il divano, dove lui l'aveva buttata una sera tornando dal lavoro.
Felice per il ritrovamento, si affacciò alla finestra. Proprio il quel momento passava il figlio del suo vicino di casa.
"Non ha proprio l'andatura da ladro di asce!", pensò il boscaiolo. "Anzi, ha gli occhi da bravo ragazzo... e anche i capelli!".

Etichette di ogni tipo, viviamo di etichette. Attaccate sui pantaloni, sulle camicie, sulle scarpe e anche sulla fronte.
Affibbiamo etichette. Guardiamo il mondo come fosse un teatrino e a ciascuno diamo una parte da recitare: quello è il bello, quella la scema, quello il cattivo, quell'altro il traditore... E a decidere se uno deve fare il carnefice o la vittima, il più delle volte è il colore della cravatta.
Ha detto Gesù: "Non condannate e Dio non vi condannerà. Infatti Dio vi giudicherà con lo stesso criterio che usate voi per giudicare gli altri, vi misurerà con lo stesso metro che usate voi con loro. Perché stai a guardare la pagliuzza che è nell'occhio di un tuo fratello, e non ti preoccupi della trave che è nel tuo occhio?".

don Bruno Ferrero

da: "Quaranta Storie nel Deserto", Ed. Elledicì



Ogni volta che cadi, raccogli qualcosa. 

- Oswald Theodore Avery - 




Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone,
leggere una bella poesia,
vedere un bel quadro, e,
se possibile,
dire qualche parola ragionevole.

- Johann Von Goethe -


Buona giornata a tutti. :-)




giovedì 1 luglio 2021

Non preoccupatevi - Omraam Mikhaël Aïvanhov

Non preoccupatevi che qualcuno possa prendere il vostro posto. 
Nessun essere può prendere il posto di un altro. 
Ognuno ha il proprio posto nell’Universo, perché Dio ha fatto di ciascuno un essere unico, dotato di una vibrazione particolare. 
Sul piano fisico, certo, le persone ingiuste e disoneste possono riuscire a soppiantarne altre, ma sul piano spirituale questo è impossibile. Il posto che Dio assegna a ognuno di noi è assolutamente quello che ciascuno merita. 
In questo campo vi è una giustizia assoluta. 
Nessuna creatura ha la possibilità di prendere il posto di un’altra, ma ciascuna deve svilupparsi sino a raggiungere la perfezione che Dio a previsto per lei. 
Anche se altri hanno un ruolo più importante da svolgere, ogni creatura regna esattamente là dove si trova, perché è Dio che le ha assegnato quel posto. 
Con la sua vita, ogni creatura secerne una quintessenza di sé, e tale quintessenza le è propria. 
Nessun’altra creatura può sostituirsi a lei: essa resta unica e insostituibile per l’eternità.”

- Omraam Mikhaël Aïvanhov -


 In ogni istante, potreste essere presi dallo scoraggiamento. 
Allora, ditevi immediatamente: «La cosa non durerà». 
Rifugiatevi da qualche parte in voi stessi, come se andaste in letargo, e restate là finché non ritroverete il soffio della vita. 
Lo scoraggiamento è come l’inverno, ma dopo l’inverno ritorna la primavera; a seconda delle annate, essa viene più o meno presto: talvolta viene molto tardi, ma finisce sempre per arrivare. 
Ecco perché non bisogna mai perdere completamente la speranza. 
Prima o poi, lo slancio e l’energia ritorneranno. 
Quanti hanno abbandonato la presa appena qualche istante prima che le forze della primavera risorgessero in loro! 
Ed è un peccato… Stavano finalmente per essere salvati, ma non hanno avvertito nulla di quel rinnovamento e si sono arresi. 
Dunque, quali che siano i vostri tormenti, non lasciate mai che il vostro cielo interiore si oscuri completamente. 
Ditevi: «Può darsi che non tutto sia perduto, aspettiamo ancora un po’». E a poco a poco l’oscurità incomincerà a dissiparsi e il freddo se ne andrà.

- Omraam Mikhael Aivanhov – 
da: "Pensieri Quotidiani"


La Forza della Gratitudine

Ecco qualcuno che si considera molto infelice e viene a spiegarmi perché.
Gli chiedo: “Ha ringraziato oggi?
– Ringraziato…? Ma chi? E perché?
– Può camminare? Può respirare? – Sì.
– Ha fatto colazione? – Sì.
– E può aprire la bocca per parlare? – Sì.
– Ebbene, ringrazia. Ci sono persone che non possono né camminare né mangiare né aprire la bocca. Lei è infelice perché non ha mai pensato a ringraziare. Per cambiare il suo stato, dovrebbe anzitutto riconoscere che nulla è più meraviglioso del fatto di essere vivi, di poter camminare, guardare, parlare”. Gli esseri umani avrebbero migliaia di ragioni per ringraziare, ma non le vedono. Sono ingrati. Ecco perché il Cielo li fa passare attraverso varie prove: semplicemente per insegnare loro ad essere finalmente riconoscenti. 

- Omraam Mikhael Aivanhov -



L’amore non è l’incontro di due corpi, ma la fusione di due quintessenze.
Può accadere che due esseri non si siano mai sfiorati nemmeno con un dito, eppure possano sentire tra loro un legame potente, indistruttibile.
Altri, invece, pur dormendo da anni nello stesso letto si sentono soli, estranei l’uno all’altro.
Quando due esseri si amano veramente, niente e nessuno può separarli. Anche se ci fossero migliaia di chilometri tra loro, in realtà essi sono sempre insieme.
Nonostante i muri, nonostante le montagne e gli oceani, essi sono insieme, perché ciò che vivono si trova così in alto, da sfuggire alle limitazioni del piano fisico.

-Omraam Mikhaël Aïvanhov-


Buona giornata a tutti. :-)

venerdì 19 febbraio 2021

Educare alla custodia del creato, per la salute dei nostri paesi e delle nostre città

“Si spergiura, si dice il falso, si uccide, si ruba, si commette adulterio, tutto questo dilaga e si versa sangue su sangue. Per questo è in lutto il paese e chiunque vi abita langue, insieme con gli animali selvatici e con gli uccelli del cielo; persino i pesci del mare periscono” (Os 4,2-3).

Sembra scritta per i nostri tempi questa tremenda pagina di Osea. 
Raccoglie tante nostre dolorose analisi e ben descrive lo smarrimento che vivono molti territori inquinati in Italia e nel mondo. 
Se infatti viene spezzata l’armonia creata dall’alleanza con Dio, si spezza anche l’armonia con la terra che langue, si diventa nemici versando sangue su sangue e il nostro cuore si chiude in paura reciproca, con falsità e violenza.
L’alleanza resta così la categoria fondamentale della nostra fede, come ci insegna tutto il cammino della Bibbia: la fedeltà a Dio garantisce la reciproca fraternità e si fa ancora più dolce la bellezza del creato, in luminosa armonia con tutti gli esseri viventi.
È quel giardino in cui Dio ha collocato l’uomo, fin dall’inizio, perché lo custodisse e lo lavorasse.
Scrive papa Francesco: 
“Come esseri umani, non siamo meri beneficiari, ma custodi delle altre creature. Mediante la nostra realtà corporea, Dio ci ha tanto strettamente uniti al mondo che ci circonda che la desertificazione del suolo è come una malattia per ciascuno e possiamo lamentare l’estinzione di una specie come fosse una mutilazione! Non lasciamo che al nostro passaggio rimangano segni di distruzione e di morte che colpiscono la nostra vita e le future generazioni” (Evangelii gaudium 215). …

Messaggio dei Vescovi italiani per la 9ª Giornata per la custodia del creato 
(1° settembre 2014)



«Quando noi sentiamo che la gente fa riunioni per pensare a come custodire il Creato possiamo dire: “Ma no, sono i verdi!” No, non sono i verdi! 
Questo è cristiano! 
È la nostra risposta alla “prima creazione” di Dio. 
È la nostra responsabilità. Un cristiano che non custodisce il Creato, che non lo fa crescere, è un cristiano cui non importa il lavoro di Dio, quel lavoro nato dall’amore di Dio per noi. 
E questa è la prima risposta alla prima creazione: custodire il Creato, farlo crescere.»

- papa Francesco -
omelia a “Santa Marta” del 9 febbraio 2015


“Non solo la terra è stata data da Dio all’uomo, che deve usarla rispettando l’intenzione originaria di bene, secondo la quale gli è stata donata; ma l’uomo è stato donato a se stesso da Dio e deve, perciò, rispettare la struttura naturale e morale, di cui è stato dotato”. 

- San Giovanni Paolo II, papa - 
da: "Lettera enciclica Centesimus annus"


[6] All’origine di quella che, in senso cosmico, chiamiamo "natura" vi è un disegno di amore e di verità. Il mondo "non è il prodotto di una qualsivoglia necessità, di un destino cieco o del caso. 
Il mondo trae origine dalla libera volontà di Dio, il quale ha voluto far partecipare le creature al suo essere, alla sua saggezza e alla sua bontà" 

- Catechismo della Chiesa cattolica, 295 -


Il rispetto del creato riveste grande rilevanza, anche perché «la creazione è l’inizio e il fondamento di tutte le opere di Dio» e la sua salvaguardia diventa oggi essenziale per la pacifica convivenza dell’umanità. Se, infatti, a causa della crudeltà dell’uomo sull’uomo, numerose sono le minacce che incombono sulla pace e sull’autentico sviluppo umano integrale – guerre, conflitti internazionali e regionali, atti terroristici e violazioni dei diritti umani –, non meno preoccupanti sono le minacce originate dalla noncuranza – se non addirittura dall’abuso – nei confronti della terra e dei beni naturali che Dio ha elargito. Per tale motivo è indispensabile che l’umanità rinnovi e rafforzi «quell’alleanza tra essere umano e ambiente, che deve essere specchio dell’amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino»

- Papa Benedetto XVI - 
XLIII Giornata Mondiale della Pace, 1° Gennaio 2010


Buona giornata a tutti. :-)

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mercoledì 2 marzo 2016

"Dio", la parola più macchiata - Martin Buber

«Quale altra parola del linguaggio umano fu così maltrattata, macchiata e deturpata? 
Tutto il sangue innocente, che venne versato in suo nome, le ha tolto il suo splendore. 
Tutte le ingiustizie che fu costretta a coprire hanno offuscato la sua chiarezza. Mi sembra una diffamazione nominare l'Altissimo col nome di "Dio" ».
È la parola più sovraccarica di tutto il linguaggio umano. 
Nessuna è stata talmente insudiciata e lacerata. Generazioni di uomini hanno scaricato il peso della loro vita angustiata su questa parola e l'hanno schiacciata al suolo; ora giace nella polvere e porta tutti i loro fardelli.
Generazioni di uomini hanno lacerato questo nome con la loro divisione in partiti religiosi; hanno ucciso e sono morti per questa idea e il nome di Dio porta tutte le loro impronte digitali e il loro sangue . ... 
Essi disegnano smorfie e scrivono sotto « Dio »; si uccidono a vicenda e dicono «in nome di Dio ». 
Ma quando scompaiono ogni illusione e ogni inganno, quando gli stanno di fronte nell'oscurità piena di solitudine e non dicono più « Egli, Egli », ma sospirano : « Tu, Tu » e implorano « Tu », intendono lo stesso essere; e quando vi aggiungono « Dio », non invocano forse il vero Dio, l'unico vivente, il Dio delle creature umane? 
Non è forse lui che li ode? Che li esaudisce? 
La parola « Dio» non è forse proprio per questo la parola dell'invocazione, la parola divenuta nome, consacrata per tutti i tempi in tutte le parlate umane? Possiamo rispettare coloro che lo disprezzano, perché troppo spesso altri si coprono con questo nome per giustificare ingiustizie e soprusi; ma questo nome non dobbiamo abbandonare e sacrificare. 
Si può comprendere che vi sia chi desidera tacere per un periodo di tempo delle « cose ultime », perché vengano redente le parole di cui si è fatto cattivo uso. 
Ma in tal modo non si possono redimere. Non possiamo lavare da tutte le macchie la parola « Dio» e nemmeno renderla inviolata; possiamo però sollevarla da terra e, macchiata e lacera com'è, innalzarla sopra un'ora di grande dolore.

- Martin Buber -
da: L'eclissi di Dio, trad. it. Edizioni di Comunità



Dove Dio scompare, scompare anche la dignità assoluta della vita umana

...Un'antropologia di tipo individualistico conduce, come abbiamo visto, a considerare la verità oggettiva come inaccettabile, la libertà come arbitraria, la coscienza come una istanza chiusa in se stessa. [...]
Una simile antropologia orienta più generalmente l'essere umano all'odio verso di sé. 
L'uomo disprezza se stesso; non è più d'accordo con Dio che aveva trovato "cosa molto buona" la creatura umana. 
Al contrario, l'uomo di oggi vede in se stesso il grande distruttore del mondo, un prodotto infelice dell'evoluzione. 
In realtà, l'uomo che non ha più accesso all'infinito, a Dio, è un essere contraddittorio, un prodotto fallito. 
Qui appare la logica del peccato: l'uomo volendo essere come Dio, cerca l'indipendenza assoluta. Per essere autosufficiente deve diventare indipendente, deve emanciparsi anche dall'amore, che è sempre grazia libera, non producibile e fattibile. 
Però facendosi indipendente dall'amore l'uomo si è separato dalla vera ricchezza del suo essere, è divenuto vuoto e l'opposizione contro il proprio essere diventa inevitabile.[...]
In sintesi possiamo quindi dire che la radice ultima dell'odio e di tutti gli attacchi contro la vita umana è la perdita di Dio. Dove Dio scompare, scompare anche la dignità assoluta della vita umana...

- Card. Joseph Ratzinger -
da"L'elogio della coscienza" La verità interroga il cuore -



Siamo un pugno di terra in cui Dio ha deposto i suoi germi vitali. 
Nessuno ne è privo, nessuno è vuoto, per­ché la mano di Dio continua a creare….
Alla sera vedi un bocciolo, il giorno dopo si è aperto un fiore. Senza alcun intervento esterno. 
Ecco: Che tu dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Com’è pacificante questo! Le cose di Dio fiori­scono per una misteriosa forza interna, per la straordi­naria energia segreta che hanno le cose buone, vere e belle. 
In tutte le persone, nel mondo e nel cuore, nono­stante i nostri dubbi, Dio ma­tura. E nessuno può sapere di quanta esposizione al so­le, al sole della vita, abbia bi­sogno il buon grano di Dio per maturare: nelle persone, nei figli, nei giovani, in colo­ro che mi appaiono distratti, che a volte giudico vuoti o senza germogli.

- Padre Ermes Ronchi -



Inclina verso di te, o Dio,
quel poco che hai voluto che io sia.
Della mia povera esistenza,
ti supplico di prendere gli anni
che mi restano da vivere.
Quanto a quelli perduti,
ne provo umiliazione e pentimento.
Non disdegnare i miei rimpianti.
Ormai non vi è più in me
che il desiderio della tua saggezza
e un cuore, che ti offro.

- San Bernardo di Chiaravalle - 


Buona giornata a tutti. :-)