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martedì 24 febbraio 2026

Prestaci i tuoi occhi - San Giovanni XXIII, papa

 O Signore, 
aiutaci a non disprezzare mai
nessun uomo,
a vedere in tutti il bene e non il male
e i valori assoluti
di cui ciascuno è portatore
perché è una persona.
Se tu ci presterai i tuoi occhi,
avremo la misura esatta
di quello che vale ogni persona: i tuoi occhi vedono
in ogni nostro fratello
uno per cui Dio ci ha donato la vita.

                                                                        (San Giovanni XXIII, papa)
fonte : Dalla Rivista Papa Giovanni




Due cose ci salvano nella vita: amare e ridere. Se ne avete una va bene. Se le avete tutte e due siete invincibili.

- Tarun Tejpal -




Mio Signore e mio Dio. Come sono lento a capire e soprattutto a vivere quanto mi insegni così bene. Non voglio niente di più che la Tua Presenza, il Tuo Amore e soprattutto le Tue Grazie per vivere ciò che mi insegni; da solo sono troppo piccolo e troppo fragile, non ce la farei. 
Rimanendo ben collegato a Te dal mio interno, poco importa ciò che dovrò vivere all’esterno, tutto contribuisce al mio bene. 
So che tutto è grazia. 
Non mi abbandonare, perché io da solo sono troppo debole per rimanere collegato a Te. Sei Tu che hai fatto il collegamento, e sei Tu che lo devi mantenere. Confido in Te. Io mi sento debole, fragile e vulnerabile. 
Non conto che su di Te e Ti amo.

Colloqui spirituali


Vieni, mio desiderio
Vieni, luce vera, vieni, eterna vita,
vieni, mistero nascosto,
vieni, tesoro senza nome, realtà ineffabile,
vieni, persona che sfuggi alla comprensione umana
vieni, gioia immortale,
vieni, speranza vera di tutti i salvati,
vieni, risurrezione dei morti,
vieni, tu che la mia povera anima
ha desiderato e desidera,
vieni, Solo verso il solo
perché  io sono solo come vedi,
vieni, tu che ti sei fatto mio desiderio,
che hai agito in modo che io ti desiderassi,
tu a cui non può non aspirare ogni uomo.
Vieni, mio respiro e mia vita,
vieni, consolatore della mia miseria,
vieni, mia gioia, mia gloria, mia perenne delizia.
Io ti ringrazio, perché senza confusione
e alterazione ti sei fatto un solo spirito con me,
e benché tu sia Dio al di sopra di ogni cosa,
sei diventato per me tutto in tutte le cose.


- San Simeone il nuovo Teologo -




Buona giornata a tutti. :-)


lunedì 16 febbraio 2026

Tu non mi vuoi bene? - Erma Bombeck

 «Tu non mi vuoi bene?»
Quante volte ve lo siete sentito dire dai vostri figli in tono accusatore? E quante volte avete resistito alla tentazione di spiegar loro quanto li amavate? Un giorno, quando i miei figli saranno abbastanza grandi da capire la logica che spinge una madre a comportarsi in un certo modo, glielo dirò.
Ti ho amato abbastanza da chiederti continuamente dove andavi, con chi e a che ora saresti tornato.
Ti ho amato abbastanza da insistere perché ti comprassi una bicicletta con i tuoi soldi, anche se noi potevamo permettercela e tu no.
Ti ho amato abbastanza da star zitta e lasciare che scoprissi da solo chi era l'amico che ti eri scelto.
Ti ho amato abbastanza da costringerti a restituire al proprietario del negozio la cioccolata già morsicata e confessare: «L'ho rubata».
Ti ho amato abbastanza da restar lì come un gendarme per più di due ore a guardarti pulire la stanza, un lavoro che io avrei potuto fare in un quarto d'ora. Ti ho amato abbastanza da dire: «Sì, vai pure al luna park. Non importa se è il giorno della mamma».
Ti ho amato abbastanza da lasciare che vedessi la rabbia, la delusione, il disgusto e le lacrime nei miei occhi.
Ti ho amato abbastanza da non scusarmi mai con gli altri per le tue mancanze o cattive maniere.
Ti ho amato abbastanza da ammettere di aver avuto torto e chiederti scusa. Ti ho amato abbastanza da ignorare quello che dicevano o facevano «le altre madri». Ti ho amato abbastanza da lasciare che inciampassi, cadessi, ti facessi male, sbagliassi. Ti ho amato abbastanza da lasciare che ti prendessi le responsabilità delle tue azioni, a sei, come a dieci, o a sedici anni.
Ti ho amato abbastanza da sospettare che avevi mentito sulla presenza dei genitori del tuo amico a quella festa, e lasciar correre... dopo aver scoperto che non mi sbagliavo. 
Ti ho amato abbastanza da metterti a terra, lasciarti andare la mano, non rispondere alle tue suppliche... perché imparassi a stare in piedi da solo.
Ti ho amato abbastanza da accettarti per quello che sei, non per quello che avrei voluto che fossi.

Ma soprattutto ti ho amato abbastanza da continuare a dire «No» anche sapendo che mi avresti odiato. È stata questa la decisione più difficile.

- Erma Bombeck - 




“Non dobbiamo essere influenzati dalle opinioni altrui, anche se ci vengono da persone a noi care, come i nostri familiari, i nostri capi o i nostri amici intimi. Così, noi siamo solidi e radicati come la montagna. 
Noi sappiamo, nel profondo del nostro cuore, che incarniamo l’essenza perfetta di un essere spirituale. 
Le parole degli altri non possono rubarci la pace interiore o la gioia, a meno che noi non diamo loro il potere di farlo.”

- Brian Weiss -
                                                                         

I bambini troppo spesso si trovano davanti a degli ostacoli troppo pesanti per loro. Da soli non riusciranno ad affrontarli. 
Il loro disperato grido “aiutami per favore” non riescono ad esprimerlo in parole. 
Noi possiamo imparare ad ascoltare queste richieste di aiuto silenziose. 

- Gustav Birth - 





Buona giornata a tutti. :-)



venerdì 13 febbraio 2026

Vivere con un ideale - Simona Oberhammer

 Le donne forti lo hanno: un ideale, un valore per cui combattere, un progetto di vita con cui misurarsi, un sogno che alimenta la loro esistenza con il fuoco della passione e l'entusiasmo della creatività. Quando attraversano un momento difficile loro sanno che c'è qualcosa di più nella vita, che il problema può essere superato perché credono in qualcosa di più grande, in qualcosa che le aiuta nei momenti difficili, che illumina gli spazi bui e da un senso agli accaduti.
Un ideale è un dono prezioso per la donna forte perché lei ha bisogno di dare un senso alla sua vita, di sentirsi parte integrante di un flusso che la trascende. 
Un ideale è una stella che brilla, un sole che illumina, una luna che splende.
Se in questo momento sai già di avere un ideale, coltivalo come un bene prezioso, come il tuo sogno meraviglioso e personale. Se ancora non senti di averlo, guardati intorno e cercalo. Lui è vicino a te. Ti aspetta. E ti renderà più forte e sicura. Darà un senso alla tua vita e ti farà scoprire l'avventura…

- Simona Oberhammer - 
da: "La Via Femminile"



Certe volte le donne non vanno nella direzione verso cui si sentono chiamate… vorrebbero scegliere di studiare una materia ma si obbligano ad un'altra… vorrebbero vestirsi in un modo ma si adeguano ad un altro… 
vorrebbero amare esprimendosi con certe dinamiche ma si costringono ad altre...
vorrebbero scegliere certi comportamenti ma si limitano ad altri. 
Certe volte le donne non fanno quello che vorrebbero. 
Si adeguano, si costringono, si limitano. 
Vorrebbero andare verso la propria direzione ma, se è in disaccordo con gli altri, si sentono insicure, sbagliate, in colpa. 
Ma l'anima femminile ha bisogno di seguire la propria strada, deve andare dove è chiamata, per poter far sentire la sua calda presenza nella vita della donna. 
Nel momento in cui viene presa la decisione di seguirla succede qualcosa di speciale: la vita viene inondata di una calda passione, di allegria, di gioia, di emozione, di piacere, di soddisfazione.
L'anima chiama le donne, l'anima ti chiama… scegli di seguirla… scegli di correre… di correre dove devi andare…

Simona Oberhammer
da: "La Via Femminile"



Una donna forte si riconosce da come sa affrontare le sue debolezze.
Sapersi sentire "tranquillamente fragili" mette luce negli occhi, ardore nel sorriso, passione nel fare, amore nel cuore.
Si, la fragilità è una forza.
E' la forza delle donne che vivono le pulsioni della loro anima..

- Simona Oberhammer -
tratto da "La Via Femminile"


Riuscite a immaginare un mondo privo di uomini? 
Tasso di criminalità ridotto allo zero 
e un sacco di donne, grasse e felici.

- Nicole Hollander -



Buona giornata a tutti. :-)

lunedì 9 febbraio 2026

Tu non sei i tuoi anni – Ernest Hemingway

                                                              Tu non sei i tuoi anni,
nè la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.
Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.

- Ernest Hemingway -





Sorridono a tutti ed hanno sempre la parola giusta per chiunque, le persone che si fanno carico delle sofferenze altrui.
Piangono in solitudine ma subito dopo sorridono a chi incontrano.
Sono forti e generose, ma hanno un solo difetto.
Non condividono mai le loro fragilità, le loro debolezze.
Non sanno che il troppo dolore accumulato può dilaniare l'anima.

- Agostino Degas -



Oggi stesso smetti di criticare il tuo corpo.
Accettalo com’è senza preoccuparti degli sguardi altrui.
Non ti amano perché sei bella.
Sei bella perché ti amano.

- Alejandro Jodorowsky -



Buona giornata a tutti. :-)



sabato 7 febbraio 2026

da: "L’embrione, un uomo: etica e genetica" - Jerome Lejeune

Voi sapete che vi sono in Australia dei bipedi, grandi più o meno come noi, dal pelo rossastro che, abitualmente, abortiscono i loro piccoli al secondo mese. Si tratta dei canguri.
Abortito spontaneamente al secondo mese, il piccolo canguro assomiglia ad una piccola salsiccia che misuri circa 2,5 cm di lunghezza. 
Gli arti sono ridotti ad un piccolo unghione sulla zampa anteriore, uno su quella posteriore, ed esso conosce solo la sensazione della pesantezza.
Espulso dalla vagina con l’aborto spontaneo, esso s’aggrappa alla pelliccia della madre e, sapendo lottare contro la pesantezza, sale in verticale automaticamente fino al marsupio e vi cade dentro, e vi resterà per sette mesi finendo il suo sviluppo, che assomiglia abbastanza, nella durata, allo sviluppo d’un piccolo essere umano.
Ciò che è straordinario, per il biologo, è il fatto che nel piccolo cervello d’una madre canguro la natura abbia, anche se non so come, iscritto una sorta di concetto di ‘cangurosità’ del piccolo canguro. 
Poiché questa piccola salsiccia è il solo animale ch’essa lasci entrare nel suo marsupio. 
Se un topo volesse installarvisi, essa lo eliminerebbe rapidamente.
Allora io mi dicevo che se la natura, in un cervello tanto piccolo quanto quello della madre canguro, ha inscritto la nozione che si tratta d’un membro della sua specie, che è suo figlio, mi sembra completamente impossibile che nel litro e mezzo che noi abbiamo nella nostra scatola cranica la natura non abbia posto un’intelligenza sufficiente per rendersi conto che i piccoli uomini non sono altro che uomini piccoli.
E tuttavia noi tutti qui apparteniamo ad una nazione che fu da lungo tempo civilizzata, e che ha abrogato con un voto ciò che tutti i medici avevano costantemente giurato, vale a dire: 
“Io non darò a nessuno, neppure se pregato, del veleno; parimenti non fornirò mezzi abortivi ad una donna”. 
(...)

- Jerome Lejeune -



“La compassione per i genitori è un sentimento che ogni medico dovrebbe avere. 
L'uomo che riesce ad annunciare a dei genitori che il loro bambino è gravemente malato senza sentire il cuore schiantarsi al pensiero del dolore che li assalirà, non è degno del suo mestiere. 
Non è commettendo un crimine che si protegge qualcuno da una disgrazia. 
E uccidere un bambino è semplicemente omicidio. 
Non si dà sollievo al dolore di un essere umano uccidendone un altro. 
Quando la medicina perde tale consapevolezza, non è più medicina.” 

- Jerome Lejeune - 


“Informazione è sostanzialmente qualcosa di immateriale, è pensiero, è parola. 
Al momento del concepimento, il pensiero, la parola, diviene carne, individuo vivente appartenente alla specie umana. Et verbum caro factum est.” 

- Jerôme Lejeune - 



"Non scoraggiate mai qualcuno che si sta impegnando per fare dei progressi. Non importa quanto lentamente migliora." 

- Platone - 


Buona giornata a tutti. :-)

                                                     www.leggoerifletto.it 

domenica 25 gennaio 2026

da: Madame Bovary - Gustave Flaubert

 “L’amava; ma non era felice, non era mai stata felice. Ma donde, ma perché quella insufficienza della vita, quella putrefazione istantanea di tutte le cose su cui s’appoggiava?... Se in qualche luogo esisteva un essere forte e bello, un’anima valorosa, accesa e delicata al tempo stesso, un cuor di poeta in forme d’angelo, una lira dalle cui corde di bronzo s’esprimessero verso il cielo epitalami elegiaci, perché dunque non dovrebbe ella incontrarlo? Oh! Trovarlo non era possibile! Nulla nulla, del resto, valeva la fatica d’una ricerca: tutto mentiva! Ogni sorriso nascondeva uno sbadiglio di noia, ogni gioia una maledizione, ogni piacere il disgusto, e i baci migliori non lasciavan sulle labbra che il desiderio vano d’una voluttà più alta”

- Gustave Flaubert -
Madame Bovary




“Eh, no! Perché declamare contro le passioni? Non sono forse la sola cosa bella che ci sia sulla terra, la fonte dell’eroismo, dell’entusiasmo, della poesia, della musica, delle arti, di tutto infine?”

- Gustave Flaubert -
Madame Bovary
                                     
                   

«Era in preda a una di quelle crisi in cui l’anima mostra tutto ciò che contiene, come l’oceano che nelle tempeste si spalanca dalle alghe della riva alle sabbie degli abissi».

- Gustave Flaubert -
Madame Bovary




“Eh, non sapete che ci sono anime in perenne tormento? Aspirano via via al sogno e all’azione, alle passioni più pure, ai godimenti più furibondi, e così sprofondano in ogni sorta di fantasie, di follie.”

- Gustave Flaubert -
Madame Bovary


Madame Bovary  di Gustave Flaubert - Riassunto

Emma Rouault, unica figlia di un agiato proprieta­rio terriero, sposa Carlo Bovary, un modesto medico di campagna alle sue seconde nozze. 
Emma, natura ro­mantica e sognante, è presto delusa dalla mediocrità del marito e di una vita priva di passione e fantasia e co­mincia a intristire e deperire. A Yonville dove Carlo si trasferisce nella speranza che il cambiamento d'aria giovi alla moglie, Emma si lascia corteggiare dal gio­vane Leon, sostituto notaio, che non osa dichiararsi e che parte per Parigi. 
Emma, ancora più infelice nono­stante la nascita d'una figlia, si lascia sedurre da Ro­dolfo Boulanger, un bellimbusto di provincia, che spa­ventato dalla proposta di una fuga a due, l'abbandona. 
L'ansia di rivalsa spinge Emma tra le braccia di Leon quando lo ritrova a Rouen, è un amore passionale che non ha nulla di romantico e vive su mille sotterfugi. Travolta dai debiti contratti con un usuraio, dopo aver chiesto inutilmente aiuto a Rodolfo e Leon, Emma di­sperata s'uccide col veleno. Carlo, venuto a conoscen­za dei tradimenti della moglie, la perdona e dopo po­chi mesi muore.



Buona giornata a tutti :-)








venerdì 23 gennaio 2026

George Gray - Edgar Lee Masters

 Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, 
in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.

L'amore mi si offrì e io
mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta,
ma io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò,
ma io temetti gli imprevisti.

Malgrado tutto avevo fame
di un significato nella vita.

E adesso so che bisogna
alzare le vele
e prendere i venti del destino
dovunque spingano la tua barca.

Dare un senso alla vita
può condurre alla follia,
ma una vita senza senso
è la tortura
dell'inquietudine
e del vano desiderio,
è una barca che anela al mare
eppure lo teme.


 - Edgar Lee Master -


Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
il debole di volontà, il forte di braccia, il buffone, l'ubriacone, l'attaccabrighe?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.

Uno morì di febbre,
uno bruciato in miniera,
uno ucciso in una rissa,
uno morì in prigione,
uno cadde da un ponte mentre faticava per moglie e figli –
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

- Edgar Lee Masters -
Incipit da "Antologia di Spoon River", traduzione di Alberto Rossatti, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 1997



A volte la vita di un uomo si trasforma in un cancro
per le ammaccature continue,
e si gonfia in una massa violacea,
come le escrescenze sui gambi di granturco.
Ed io ero là, un falegname, infangato in un pantano di vita
in cui camminavo credendolo un prato.

- Edgar Lee Masters -
da"Indignazione" Jones, 2010



Signore,
non so cosa mi accadrà
in questa settimana che sta per iniziare
ma so con certezza
 
che Tu sei il mio tenerissimo Padre
e niente mi avverrà 
che non sia da Te preveduto, guidato e preparato per me 
da tutta l'eternità.
Questo mi basta
e mi dà la serenità nell'accettare 
i tuoi impenetrabili ed eterni disegni.
Dammi la forza di accogliere come tuo dono 
tutto ciò che in questa settimana succederà 
anche se mi farà soffrire.
Unirò il mio sacrifico al Sacrificio di Gesù,
mio divin Redentore,
per salvare la mia anima e quella dei miei fratelli.
Ti domando solamente, o mio Signore,
la pazienza nelle pene,
una perfetta ubbidienza alla Tua santissima volontà
e un piccolo posto in Paradiso.
Così sia.



Buona giornata a tutti. :-)