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domenica 9 agosto 2026

La vita giocatevela bene di Tonino Bello

Questo bisogno profondo di felicità che voi avvertite nel cuore ragazze e ragazzi che state sperimentando la soglia dei 18 anni, c’è una cosa che accomuna tutti quanti, il vescovo e voi, un adolescente e una donna anziana, i credenti e i non credenti, gli atei e i santi, le monache di clausura che si alzano nel cuore della notte in preghiera e coloro che nel cuore della notte fanno delle rapine a mano armata…tutti quanti: il bisogno profondo di felicità. Sperimentiamo davvero, credenti e non credenti, la verità delle parole che Sant’Agostino diceva, anche lui alla ricerca ansiosa di spezzoni di felicità, che potessero riempirgli il cuore: “Oh Dio, tu ci hai fatto per te e il nostro cuore è inquieto finché non trova riposo in te”. 
Se anche voi perseguite questo bisogno di felicità che avvertite nel vostro cuore, non andate ad appagarlo a cisterne screpolate, o a fontane inquinate, a bòtti che hanno il vino diventato ormai aceto…
Il nostro cuore è inquieto: abbiamo un’inquietudine profonda, ma c’è chi appaga questo suo desiderio di felicità bevendo a fontane inquinate: chi si tuffa nell’alcool, nella droga, chi si tuffa nel piacere, chi insegue sogni di grandezza, chi si lascia affascinare dal mito della bellezza, al punto che si dispera per esempio per avere i capelli ricci invece che lisci, lunghi invece che corti… 
C’è gente che pensa di appagare il desiderio di felicità buttandosi a capofitto in amori fluttuanti, che durano lo spazio di un’estate… 
Allora, questo bisogno di felicità ce l’abbiamo tutti quanti; alcuni lo appagano in questi modi, a volte effimeri. Per esempio un modo per appagare il bisogno di felicità è quello dei soldi: c’è della gente che è presa, strangolata dalla smania di possesso, di accumulare, di avere… è incredibile quanta gente c’è che per il denaro si vende l’anima, si spappola la vita, si sgretola la felicità domestica...
Non potrò mai dimenticare quando alcuni anni fa andai negli Stati Uniti, e una sera un uomo che ha fatto fortuna aveva voluto invitarmi, e io ho accettato; mi ha mandato una macchina lunga da qui fino in fondo lì, c’era tutto - mancava solo la vasca da bagno - mandò il suo autista personale… in una villa lussuosa con due o tre piscine… e quest’uomo a tavola che continuava a dirmi delle sue ricchezze che aveva in Florida, nel Massachussets… e quando disse poi che aveva intenzione di mettere lo sterzo d’oro, io gli accennai che sulla terra ci sono moltissimi poveri, lui mi guardò… e io sorrisi a sua figlia, aveva un volto bellissimo, stava proprio di fronte a me… anche la ragazza, che capiva l’italiano, mi ricambiò col sorriso. 
E poi qualche minuto dopo venne il cameriere, prese la ragazza, una ragazza paralitica, l’unica figlia che aveva… 
Dico, guarda un po’… questo è un uomo arrivato, un uomo ricchissimo, però ti accorgi che ha anche lui questa sofferenza… 
Ci sono per fortuna coloro che si accostano a fontane di acqua chiara e limpida: c’è qualcosa che scavalca gli appagamenti momentanei… 
Anche per ciò che riguarda la vostra vita affettiva, coltivate dei sogni bellissimi, trovare un compagno, una compagna che dia pienezza alla vostra esistenza, che dia il gaudio di vivere, su cui puntare, giocarsi tutta l’esistenza… 
E’ bellissimo, coltivate queste cose, e coltivatele in trasparenza, in purezza interiore, perché non c’è nessuna esperienza al mondo di quella che voi alla vostra età vivete: proiettare su di una creatura i sogni del vostro futuro. 
È bellissimo… 
Coltivate questi “sogni diurni”, coltivateli! 
Queste non sono utopie, sono “eu-topie”, non sono il “non-luogo” ma sono il “buon luogo”, il luogo dove veramente si sperimenta la felicità. 
Però ricordate anche che questa esperienza è contrassegnata dal limite, perché la ragazza che vi sta accanto nella vita può essere splendida, bellissima, come la diva più luminosa di Hollywood, degli schermi televisivi; quel ragazzo che vi sta accanto può essere più bravo, più svelto degli atleti più formidabili che vediamo ogni tanto ingombrare i nostri teleschermi, può essere intelligente… ma dopo ne sperimenti il limite, dopo un po’ ne sperimenti il limite grazie a Dio! 
Meno male che tutti hanno un limite… tutti hanno un limite… e qualche volta non c’è soddisfazione più grande, quando si leggono certi articoli su questo o su quell’altro personaggio, e ti accorgi che anche lui ha i suoi difetti… 
C’è il limite! Ragazzi, che cosa voglio dirvi con questo discorso? 
La vita giocatevela bene, non bruciatela. 
Ragazzi, ragazze, questo io vorrei dirvi: la vita giocatevela bene… non perché la si vive soltanto una volta… ma giocatevela bene! 
Qualche volta voi sapete che rischio correte? 
Che in questa vostra smania di libertà, di grandezza, di orizzonti larghi, invece che raggiungere gli orizzonti larghi vi incastrate nei blocchi… 
Qualche volta noi corriamo proprio questo rischio: andiamo alla ricerca di obiettivi che pensiamo ci debbano liberare e invece ci danno proprio la prigione… 
Vivetela bene la vostra vita… non bruciatela! 
E’ splendido, soprattutto se voi la vostra vita la mettete al servizio degli altri… non è la conclusione moraleggiante di un vescovo di passaggio che viene a rifilarvi degli scampoli di omelia che non è riuscito a riciclare in chiesa e allora viene a darle qui... no no… 
Sto dicendo davvero! 
Questo è un fatto umano. 
Io sono convinto che se voi la vostra vita la spendete per gli altri, la mettete a disposizione degli altri, voi non la perdete! 
Perderete il sonno, ma non la vita! La vita è diversa dal sonno. 
Perderete il denaro, ma non la vita! La vita è diversa dal denaro. 
Perderete la quiete, ma non la vita! La vita travalica la quiete, soprattutto la quiete sonnolenta ruminante del gregge… 
Perderete tantissime cose… 
Perderete la salute, ma non la vita! 
Abbiamo sentito una canzone qualche sera fa nella cattedrale di Terlizzi ad un incontro per i giovani… facemmo mettere una canzone di Zucchero che diceva: “… voglio amare fino a che il cuore mi faccia male…”. 
Io vi auguro, ragazzi, che voi possiate essere capaci di amare a tal punto che il cuore veramente vi faccia male! Lo dico a tutti, indipendentemente dalla vostra esperienza religiosa, anche se c’è qualcuno che è molto lontano… sono convinto che è una cosa che tocca anche loro, starei per dire soprattutto loro! Vi auguro che possiate veramente amare, amare la vita, amare la gente, amare la storia, amare la geografia, cioè la Terra… a tal punto che il cuore vi faccia male… e ogni volta che vedete non soltanto queste ignominie che si compiono, queste oppressioni crudeli, queste nuove Hiroshima e Nagasaki, questi nuovi campi di sterminio. 
Di fronte a queste cose voi potreste dire: “Ma noi cosa possiamo fare?” ma io credo che pure nel piccolo qualche cosa potreste fare: il rispetto… Il rispetto dei volti, il rispetto delle persone, il rispetto… La bellezza… la cura della bellezza, che non è qualcosa di effimero… è la bellezza che salverà il mondo. Coltivate la bellezza del vostro corpo, la bellezza del vostro vestire, cioè l’eleganza non fatta di abiti firmati… non quella… l’eleganza, la semplicità. La bellezza del vostro sguardo: non potete immaginare quanta luce dà a chi è triste… non sono un romantico, ma non potete immaginare quanta voglia di vivere produce uno sguardo generoso che voi date su di una persona che è triste, su di un passante. 
Non c’è ricchezza al mondo, non c’è denaro che ti ripaghi… 
La scoperta di Dio, ragazzi, anche a voi che probabilmente siete molto scettici… la scoperta di Dio nelle cose belle che Lui ci dà… nella natura… e l’intuire la presenza di questo essere più grande di noi… che fa i miracoli ogni giorno e noi magari non li sappiamo cogliere. 
La vita è dura per tutti quanti, è difficile per tutti quanti, però io voglio indicarvi oggi una fontana a cui potersi abbeverare e trovare non la felicità piena, ma trovare soprattutto la forza per camminare, per andare avanti e trovare la felicità nell’ascolto della Parola del Signore, il Vangelo. 
Devo rispettare la laicità della scuola, non sono venuto a farvi una catechesi oggi, però vi dico soltanto: “Tu sei felice?” 
I miei problemi il Signore non me li risolve, li devo risolvere io. Però mi dà il significato di questi problemi, cioè il senso, l’orientamento… 
Dà senso ai miei problemi, al mio tormento, alle mie lacrime, al mio pianto… ma anche alla mia gioia, al mio andare avanti, al mio camminare… 
Dà senso… Non sono spezzoni slegati! 
Molte volte la nostra vita è fatta di spezzoni, di cose “sbullonate” tra di loro, messe nella coppetta della ruota, come fa il meccanico… e noi non sappiamo più decifrare l’ingranaggio, l’avvitamento giusto, e andiamo inseguendo gli spezzoni. 
Anche voi ragazzi, alla vostra età, provate momenti di felicità, ce ne sono… tu vorresti fermarli per sempre... Macché! 
Passano, passano… questa è l’ingiustizia!
Perché momenti di ebbrezza, di felicità, di luce ce li abbiamo tutti! Per un momento ti sembra di possedere il mondo... però è tutto fugace. ....

- don Tonino Bello -





«Cosa vuole da te il Signore? Egli vuole che dovunque vada, ovunque tu esprima fatica, ovunque metta in atto la tua esistenza, possa sentirsi il buon profumo di Cristo, e che ti lasci scavare l'anima dalle lacrime dei poveri, di coloro che soffrono, e interpreti la vita come dono e non come peso».


mercoledì 1 luglio 2026

Un esercizio spirituale: la vacanza – Padre Anthony de Mello

 Immagino di ritirarmi in un posto solitario per fare a me stesso il dono della solitudine, perché la solitudine è un tempo nel quale vedo le cose come sono.
Quali sono le piccole cose nella vita che la mancanza di solitudine ha eccessivamente ingigantito?
Quali sono le cose veramente importanti per le quali trovo troppo poco tempo?
La solitudine è un tempo per prendere decisioni.
Quali decisioni devo prendere o riconsiderare in questo particolare momento della mia vita?
Ora decido che tipo di giornata sarà oggi.
Sarà una giornata per fare?
Faccio un elenco delle cose che voglio veramente fare oggi.
Sarà anche una giornata per essere, nessuno sforzo per ottenere risultati, per fare cose, per guadagnare o possedere, ma solo per essere?
La mia vita non porterà frutto finché non avrò imparato l'arte di non coltivare, l'arte di "perdere" tempo in modo creativo.
Così decido quanto tempo dedicare al gioco, ad interessi senza scopo ed improduttivi, al silenzio, all'intimità, al riposo.
E domando a me stesso che cosa assaporerò oggi, che cosa toccherò, odorerò, ascolterò e vedrò.

- Anthony de Mello - 
Fonte: Alle sorgenti





«Non si caccia via l'oscurità con la scopa, si accende la luce».

Il modo migliore per dissipare il male non è combatterlo, ma far trionfare le forze del bene. 
Il risultato può sembrare lo stesso, ma lo spirito che ci anima è totalmente differente: combattere il male è lottare contro; difendere il bene è lottare per. Da un lato la messa in atto di un'energia negativa, dall'altro quella di un'energia positiva.
«Più lottiamo contro l'oscurità, più ci stanchiamo. Ma quando sprigioniamo la luce della coscienza, l'oscurità si dissolve».
Preoccupiamoci di rivestire le nostre battaglie di un'energia positiva e non smettiamo di accendere la luce della nostra coscienza.


- Padre Anthony de Mello -


Trova il tempo di riflettere,

è la fonte della forza.

Trova il tempo di giocare,

è il segreto della giovinezza.


Trova il tempo di leggere,

è la base del sapere.


Trova il tempo di essere gentile,

è la strada della felicità.


Trova il tempo di sognare,

è il sentiero che porta alle stelle.

Trova il tempo di amare,

è la vera gioia di vivere.

Trova il tempo d'esser contento,

è la musica dell'anima.


- Antica ballata irlandese - 






Buona giornata a tutti. :-)



domenica 31 maggio 2026

Un po' di zucchero

 Mancavano, cinque minuti, alle sedici!
Trenta bambini, tutti della Quinta Elementare, quel pomeriggio, erano, eccezionalmente, irrequieti: agitati, emozionati, chiassosi, rumorosi...

Alle ore sedici, in punto, arrivò la maestra, per iniziare l’esame scritto, di Catechismo: i promossi sarebbero stati ammessi, alla Prima Comunione, esattamente una settimana dopo!
Immediatamente, un silenzio generale piombò, nella sala, dove erano seduti i bambini, in attesa delle domande!
Prima domanda:
"Chi mi sa dire, con parole sue, chi è Dio?", cominciò, a dettare, la maestra...
Seconda domanda:
"Come fate, a sapere, che Dio esiste, se nessuno l’ha mai visto?".
Dopo venti minuti, tutti avevano consegnate le risposte!
La maestra lesse, ad una ad una, le prime ventinove: erano, più, o meno, ripetizione, di parole dette, e ascoltate, molte volte!
"Dio è nostro Padre: ha fatto la terra, il mare, e tutto ciò che esiste!".
Le risposte erano esatte, per cui si erano guadagnati la promozione, alla Prima Comunione...
Poi, chiamò Ernestino, un piccolo, vispo, bambino biondo: lo fece avvicinare al suo tavolo, e gli consegnò il suo foglietto, dicendogli di leggerlo, ad alta voce, davanti a tutti i suoi compagni!
Ernestino, temendo una pesante umiliazione, davanti a tutta la classe, con la conseguente bocciatura, cominciò a piangere...
La maestra lo rassicurò, e lo incoraggiò!
Singhiozzando, Ernestino, lesse: "Dio è come lo zucchero, che la mamma, ogni mattina, scioglie nel latte, per prepararmi la colazione! Io non vedo lo zucchero, nella tazza, ma, se la mamma non lo mette, ne sento, subito, la mancanza... Ecco, Dio è così, anche se non lo vediamo! Se lui non c’è, la nostra vita è amara: è senza gusto!".
Un applauso forte riempì l’aula, e la maestra ringraziò Ernestino, per la risposta, così originale, semplice, e vera...
Poi, completò: "Vedete, bambini: ciò, che ci fa saggi, non è il sapere molte cose, ma l’essere convinti, che Dio fa parte, della nostra vita!".

"Se la nostra vita è amara, forse, è perché manca lo zucchero...".



La fiducia non si acquista per mezzo della forza. 
Neppure si ottiene con le sole dichiarazioni. 
La fiducia bisogna meritarla con gesti e fatti concreti. 

- San  Giovanni Paolo II, papa - 



O graziosa Bambina,
nella felice tua nascita hai rallegrato il Cielo,
consolato il mondo, atterrito l'inferno;
hai recato sollievo ai caduti, conforto ai mesti,
salute ai malati, la gioia a tutti,
Ti supplichiamo:
rinasci spiritualmente in noi,
rinnova il nostro spirito a servirti;
riaccendi il nostro cuore ad amarti,
fà fiorire in noi quelle virtù
con le quali possiamo sempre più piacerti.
O grande piccina Maria, sii per noi "Madre",
conforto negli affanni, speranza nei pericoli,
difesa nelle tentazioni, salvezza nella morte.


Amen.



























Buona giornata a tutti. :-)

domenica 10 maggio 2026

Solo per oggi... - Omar Falworth

                                                                     Solo per oggi...

Non accettare per niente
e rimanda al mittente i tuoi:
“Non so fare questo.”
“Faccio male quello.”
“È colpa mia se...”
“Non sono poi tanto intelligente.”.
... Perché hai capito che se non ti stimi,
gli altri non ti stimeranno.

Solo per oggi...
Amati nonostante che:
il tuo buon carattere,
il tuo calmo temperamento,
e la tua forte personalità
si sono persi nel vento.
... Perché hai capito che per amare gli altri
devi prima amare te stesso.

Solo per oggi...
Trattati con i riguardi
che riservi alle persone importanti.
... Perché hai capito che per valere molto

devi vincere il brutto pensiero di valere poco.

Omar Falworth - 

Da: “Pensieri Azzurri per vivere meglio”  di Omar Falworth. Ed. Splendida Mente

Vivere meglio con gli altri

Quando stai con gli altri...
... non cercare di far credere d’essere più in gamba
di quanto effettivamente sei,
... non ti vantare di saper fare questo,
di essere capace di fare quello,
di conoscere quella tale importante persona,
d’aver fatto quella tale eccezionale cosa...
... inganneresti soltanto te stesso.

Omar Falworth - 

Da: “Pensieri Azzurri per vivere meglio”  di Omar Falworth. Ed. Splendida Mente


La vita è come un buon vino...
va gustata a sorsi.

Omar Falworth - 



Buona giornata a tutti. :-)

domenica 19 aprile 2026

Il nostro incontro - Alejandro Jodorowsky

                         Corro portando tra le mani come un carbone acceso
l'istante che agonizza. 
Insieme a me se ne vanno le stelle
e questo mulinello di materia intorno al niente.
Con i palmi ardenti ho trasportato il gioiello dal remoto
per offrirtelo come uno specchio: quello che vedi non è il tuo viso
ma un fiume in piena che si porta tutte le anime
tranne la tua e la mia. 
Il nostro incontro
ci ha lasciato fuori
dallo spazio, dal tempo e da noi stessi.
Siamo definitivamente l'istante che non muore.

- Alejandro Jodorowsky - 



Amare è amarsi, perchè quello che dai lo devi dare a te stesso, solo così l'amore potrà essere equilibrato e rispecchiare esattamente il centro e l'eternità.

- Alejandro Jodorowsky - 



Essere o non essere ... Essere e non essere al contempo ... Non essere, ma essere essendo ... Essere smettendo di essere ... Essere oggi, non domani, ma dopodomani si ... 

Essere sul punto di essere ... Essere fuori dall'essere ... Essere dentro il non essere ... non essere quì però essere là ... 
Essere dove non si è ... o non essere dove si è ... non essere mai ... eccetera ... eccetera ... Questo è il problema!

- Alejandro Jodorowsky - 



Buona giornata a tutti. :-)


martedì 10 marzo 2026

A coloro che si sentono falliti - don Tonino Bello

 Questa lettera la scrivo un po' anche a me. Sono convinto, infatti, che tutti nella vita ci siamo portati dentro un sogno, che poi all'alba abbiamo visto svanire...
Io, per esempio, mi figuravo una splendida carriera. 
Volevo diventare santo. Cullavo l'idea di passare l'esistenza tra i poveri in terre lontane, aiutando la gente a vivere meglio, annunciando il Vangelo senza sconti, e testimoniando coraggiosamente il Signore Risorto. 
Ora capisco che in questo sogno eroico forse c'entrava più l'amore verso me stesso che l'amore verso Gesù. 
Comprendo, insomma, che in quegli slanci lontani della mia giovinezza la voglia di emergere prevaleva sul bisogno di lasciarmi sommergere dalla tenerezza di Dio.
E' il difetto di quasi tutti i sogni irrealizzati: quello di partire con un certo tasso di orgoglio. E il mio non ne era indenne. 
Ciò non toglie, però, ritrovandomi oggi in fatto di santità neppure ai livelli del mezzobusto, mi senta nell'anima una grande amarezza. 
I destinatari, comunque, di questa lettera non sono coloro che, come me, sperimentano le delusioni dei sogni e il pianterreno prosaico delle piccole conquiste. Ma sono tutti quelli che non ce l'hanno fatta a raggiungere neppure gli standard sui quali "normalmente" scorre una esistenza che voglia dirsi realizzata.
Amerigo, per esempio, che ha faticato tanto per laurearsi in medicina e, immediatamente dopo la specializzazione, ha dovuto accantonare ogni progetto di "brillante carriera" per un distacco irreversibile della retina.
Ugo, ragazzo prodigio fino alla maturità classica che si è insabbiato nelle secche degli esami universitari, e non è più riuscito a districarsene. 
Oggi ha quarant'anni, e sua moglie, ad ogni lite, gli rinfaccia il fallimento di essersi ridotto a fare il fattorino presso lo studio di un avvocato.
Marcella, a cui tutti profetizzavano un futuro carico di successi, e che dopo i corsi di perfezionamento in pianoforte all'Accademia Chigiana di Siena ha avuto decine di occasioni per affermarsi. Ha rifiutato tanti partiti, uno meglio dell'altro. Alla fine si è messa con un uomo divorziato che è fallito, e ha dovuto vendersi il pianoforte a coda che le aveva comprato suo padre.
Lucia che straripava di entusiasmo, e voleva diventare missionaria. In primavera sfogliava le margherite per leggervi presagi di felicità, ma poi non è partita perché i suoi l'hanno ostacolata. Ora margherite non ne sfoglia più, ed è finita a fare la commessa in un negozio di articoli da regalo.
Ecco, a tutti voi che avete la bocca amara per le disillusioni della vita voglio rivolgermi, non per darvi conforto col balsamo delle buone parole, ma per farvi prendere coscienza di quanto siete omogenei alla storia della salvezza. 
A voi che, cammin facendo, avete visto sfiorire a uno a uno gli ideali accarezzati in gioventù. 
A voi che avete meritato ben altro, ma non avete avuto fortuna, e siete rimasti al palo. 
A voi che non avete trovato mai spazio, e siete usciti da ogni graduatoria, e vi vedete scavalcati da tutti. 
A voi che una malattia, o una tragedia morale, o un incidente improvviso, o uno svincolo delicato dell'esistenza, hanno fatto dirottare imprevedibilmente sui binari morti dell'amarezza. 
A voi che il confronto con la sorte felice toccata a tanti compagni di viaggio rende più mesti, pur senza ombra di invidia.
A tutti voi voglio dire: volgete lo sguardo a Colui che hanno trafitto!
La riuscita di una esistenza non si calcola con i fixing di Borsa. E i successi che contano non si misurano con l'applausometro delle platee, o con gli indici di gradimento delle folle.
Da quando l'Uomo della Croce è stato issato sul patibolo, quel legno del fallimento è divenuto il parametro vero di ogni vittoria, e le sconfitte non vanno più dimensionate sui naufragi in cui annegano i sogni. Anzi, se è vero che Gesù ha operato più salvezza con le mani inchiodate sulla Croce, nella simbologia dell'impotenza, che non con le mani stese sui malati, nell'atto del prodigio, vuol dire, cari fratelli delusi, che è proprio quella porzione di sogno, che se n'è volata via senza realizzarsi, a dare ai ruderi della nostra vita, come per certe statue monche dell'antichità, il pregio della riuscita.
Non voglio sommergervi di consolazioni. Voglio solo immergervi nel mistero. Nella cui ottica una volta entrati, vi accorgerete che gli stralci inespressi della vostra esistenza concepita alla grande, le schegge amputate dei vostri progetti iniziali, le inversioni di marcia sulle vostre carreggiate mai divenute carriere, non soltanto inutili, ma costituiscono il fondo di quella Cassa deposito e prestiti che alimenta ancora oggi l'economia della salvezza.
A nome di tutti coloro che ne beneficiano vi dico grazie!

Vostro don Tonino Bello



«La vera tristezza non è quando, la sera, non sei atteso da nessuno al tuo rientro in casa, ma quando tu non attendi più nulla dalla vita. 
E la solitudine più nera, la soffri non quando trovi il focolare spento, ma quando non lo vuoi accendere più: neppure per un eventuale ospite di passaggio. 
Quando pensi, insomma, che per te la musica è finita». 

- don Tonino Bello - 



 «Signore salvami dalla presunzione di sapere tutto.
Dall'arroganza di chi non ammette dubbi.
Dalla durezza di chi non tollera ritardi.
Dal rigore di chi non perdona debolezze.
Dall'ipocrisia di chi salva i princìpi e uccide le persone».

- don Tonino Bello - 


Buona giornata a tutti. :-)




martedì 24 febbraio 2026

Prestaci i tuoi occhi - San Giovanni XXIII, papa

 O Signore, 
aiutaci a non disprezzare mai
nessun uomo,
a vedere in tutti il bene e non il male
e i valori assoluti
di cui ciascuno è portatore
perché è una persona.
Se tu ci presterai i tuoi occhi,
avremo la misura esatta
di quello che vale ogni persona: i tuoi occhi vedono
in ogni nostro fratello
uno per cui Dio ci ha donato la vita.

                                                                        (San Giovanni XXIII, papa)
fonte : Dalla Rivista Papa Giovanni




Due cose ci salvano nella vita: amare e ridere. Se ne avete una va bene. Se le avete tutte e due siete invincibili.

- Tarun Tejpal -




Mio Signore e mio Dio. Come sono lento a capire e soprattutto a vivere quanto mi insegni così bene. Non voglio niente di più che la Tua Presenza, il Tuo Amore e soprattutto le Tue Grazie per vivere ciò che mi insegni; da solo sono troppo piccolo e troppo fragile, non ce la farei. 
Rimanendo ben collegato a Te dal mio interno, poco importa ciò che dovrò vivere all’esterno, tutto contribuisce al mio bene. 
So che tutto è grazia. 
Non mi abbandonare, perché io da solo sono troppo debole per rimanere collegato a Te. Sei Tu che hai fatto il collegamento, e sei Tu che lo devi mantenere. Confido in Te. Io mi sento debole, fragile e vulnerabile. 
Non conto che su di Te e Ti amo.

Colloqui spirituali


Vieni, mio desiderio
Vieni, luce vera, vieni, eterna vita,
vieni, mistero nascosto,
vieni, tesoro senza nome, realtà ineffabile,
vieni, persona che sfuggi alla comprensione umana
vieni, gioia immortale,
vieni, speranza vera di tutti i salvati,
vieni, risurrezione dei morti,
vieni, tu che la mia povera anima
ha desiderato e desidera,
vieni, Solo verso il solo
perché  io sono solo come vedi,
vieni, tu che ti sei fatto mio desiderio,
che hai agito in modo che io ti desiderassi,
tu a cui non può non aspirare ogni uomo.
Vieni, mio respiro e mia vita,
vieni, consolatore della mia miseria,
vieni, mia gioia, mia gloria, mia perenne delizia.
Io ti ringrazio, perché senza confusione
e alterazione ti sei fatto un solo spirito con me,
e benché tu sia Dio al di sopra di ogni cosa,
sei diventato per me tutto in tutte le cose.


- San Simeone il nuovo Teologo -




Buona giornata a tutti. :-)