mercoledì 16 settembre 2026
Il segnale – don Bruno Ferrero
sabato 25 aprile 2026
Via con il vento - don Bruno Ferrero
E quante congetture facevano i piccoli semi. Quanti sogni cullava la brezza alla sera, quando i primi timidi grilli intonavano la loro serenata.
"Dove andremo a germogliare?".
"Chissà?".
"Solo il vento lo sa".
Un mattino il soffione fu afferrato dalle dita invisibili e forti del vento.
"Addio... addio", si salutavano i piccoli semi.
Mentre la maggioranza atterrava nella buona terra degli orti e dei prati, uno, il più piccolo di tutti, fece un volo molto breve e finì in una screpolatura del cemento di un marciapiede.
"Ma è tutta mia!", si disse il semino.
Davanti alla screpolatura nel cemento c'era una panchina sbilenca e scarabocchiata. Proprio su quella panchina si sedeva spesso un giovane. Era un giovane dall'aria tormentata e lo sguardo inquieto.
Quando vide due foglioline dentate verde tenero che si aprivano la strada nel cemento. Rise amaramente: "Non ce la farai! Sei come me!", e con un piede le calpestò.
Ma il giorno dopo vide che le foglie si erano rialzate ed erano diventate quattro.
Da quel momento non riuscì più a distogliere gli occhi dalla testarda coraggiosa pianticella. Dopo qualche giorno spuntò il fiore, giallo brillante, come un grido di felicità.
Per la prima volta dopo tanto tempo il giovane avvilito sentì che il risentimento e l'amarezza che gli pesavano sul cuore cominciavano a sciogliersi.
Aveva voglia di piangere e di ridere. Sfiorò con le dita la testolina gialla del fiore.
Le piante sentono l'amore e la bontà degli esseri umani. Per il piccolo e coraggioso Dente di Leone la carezza del giovane fu la cosa più bella della vita.
da: "Solo il vento lo sa" di Bruno Ferrero, ed. Elledicì
venerdì 17 aprile 2026
Il forestiero - don Bruno Ferrero
C’era una volta un uomo seduto ai bordi di un’oasi all’entrata di una città del Medio Oriente.
Un giovane si avvicinò e gli domandò:
«Non sono mai venuto da queste parti. Come sono gli abitanti di questa città?».
Il vecchio gli rispose con una domanda: «Com’erano gli abitanti della città da cui vieni?».
«Egoisti e cattivi. Per questo sono stato contento di partire di là».
«Così sono gli abitanti di questa città» gli rispose il vecchio.
Poco dopo, un altro giovane si avvicinò all’uomo e gli pose la stessa domanda:
«Sono appena arrivato in questo paese. Come sono gli abitanti di questa città?».
L’uomo rispose di nuovo con la stessa domanda: «Com’erano gli abitanti della città da cui vieni?».
«Erano buoni, generosi, ospitali, onesti. Avevo tanti amici e ho fatto molta fatica a lasciarli».
«Anche gli abitanti di questa città sono così» rispose il vecchio.
Un mercante che aveva portato i suoi cammelli all’abbeveraggio aveva udito le conversazioni e quando il secondo giovane si allontanò si rivolse al vecchio in tono di rimprovero:
«Come puoi dare due risposte completamente differenti alla stessa domanda posta da due persone?».
«Figlio mio», rispose il vecchio, «ciascuno porta il suo universo nel cuore.
Chi non ha trovato niente di buono in passato, non troverà niente di buono neanche qui.
Al contrario, colui che aveva degli amici nell’altra città troverà anche qui degli amici leali e fedeli.
Perché, vedi, le persone sono ciò che noi troviamo in loro».
Si trova sempre ciò che si cerca.
sabato 21 febbraio 2026
Il falenino e la stella - don Bruno Ferrero
Un 8 settembre dottrinale e culturale che produce, inevitabilmente, cumuli di macerie nell'azione politica di tutti i giorni.
Ma il politico similcattolico non demorde.
in " Cattivi maestri. Inchiesta sui nemici della verità"
lunedì 22 dicembre 2025
I due asinelli - don Bruno Ferrero
Dio ha scelto di nascere in una famiglia umana, che ha formato Lui stesso. L’ha formata in uno sperduto villaggio della periferia dell’Impero Romano. Non a Roma, che era la capitale dell’Impero, non in una grande città, ma in una periferia quasi invisibile, anzi, piuttosto malfamata. [...]
Ebbene, proprio da lì, da quella periferia del grande Impero, è iniziata la storia più santa e più buona, quella di Gesù tra gli uomini!
Il Presepe può infatti aiutarci a capire il segreto del vero Natale, perché parla dell’umiltà e della bontà misericordiosa di Cristo, il quale "da ricco che era, si è fatto povero" (2 Cor 8,9) per noi.
La sua povertà arricchisce chi la abbraccia e il Natale reca gioia e pace a coloro che, come i pastori a Betlemme, accolgono le parole dell’angelo: "Questo per voi il segno: un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia" (Lc 2,12).
Questo rimane il segno, anche per noi, uomini e donne del Duemila. Non c’è altro Natale.
Mai una creatura adorò con così profonda e rispettosa umiltà il suo Dio.
In nessun tempo un cuore materno amò più affettuosamente suo figlio. Reciprocamente, mai Dio amò tanto una mera creatura.
E in nessun momento un figlio amò tanto pienamente, tanto interamente, tanto sovrabbondantemente sua madre.
Tutta la realtà di questo sublime dialogo di anime può essere racchiusa in queste parole, che indicano qui un intero oceano di felicità e che, in un'occasione ben diversa, avreste detto un dì dall'alto della Croce: "Madre, ecco tuo figlio. Figlio, ecco tua madre.
E, considerando la perfezione di questo reciproco amore, tra Voi e vostra Madre, sentiamo il cantico angelico che si innalza dalle profondità di ogni anima cristiana: "Gloria a Dio nel più alto dei Cieli, e pace in Terra agli uomini di buona volontà" .
venerdì 26 settembre 2025
Il cane allo specchio - don Bruno Ferrero
Così
si vide improvvisamente circondato da cani. Si infuriò, cominciò a digrignare i
denti e a ringhiare. Tutti i cani delle pareti, naturalmente, fecero
altrettanto, scoprendo le loro minacciose zanne.
Il
cane cominciò a girare vorticosamente su se stesso per difendersi contro gli
attaccanti, poi abbaiando rabbiosamente si scagliò contro uno dei suoi presunti
assalitori.
Finì
a terra tramortito e sanguinante per il tremendo urto contro lo specchio.
Avesse
scodinzolato in modo amichevole una sola volta, tutti i cani degli specchi
l'avrebbero ricambiato. E sarebbe stato un incontro festoso.
- don Bruno Ferrero da: A volte basta un raggio di sole, ed. Elledici
Si
trova sempre ciò che si aspetta di trovare.
C'era
una volta un uomo seduto ai bordi di un'oasi all'entrata di una città del Medio
Oriente. Un giovane si avvicinò e gli domandò: "Non sono mai venuto da
queste parti. Come sono gli abitanti di questa città?".
Il
vecchio gli rispose con una domanda: "Com'erano gli abitanti della città
da cui vieni?".
"Egoisti
e cattivi. Per questo sono stato contento di partire di là".
"Così
sono gli abitanti di questa città", gli rispose il vecchio.
Poco
dopo, un altro giovane si avvicinò all'uomo e gli pose la stessa domanda:
"Sono appena arrivato in questo paese. Come sono gli abitanti di questa
città?".
L'uomo
rispose di nuovo con la stessa domanda: "Com'erano gli abitanti della
città da cui vieni?".
"Erano
buoni, generosi, ospitali, onesti. Avevo tanti amici e ho fatto molta fatica a
lasciarli".
"Anche
gli abitanti di questa città sono così", rispose il vecchio.
Un
mercante che aveva portato i suoi cammelli all'abbeveraggio aveva udito le
conversazioni e quando il secondo giovane si allontanò si rivolse al vecchio in
tono di rimprovero: "Come puoi dare due risposte completamente differenti
alla stessa domanda posta da due persone?".
"Figlio mio", rispose il vecchio, "ciascuno porta il suo universo nel cuore. Chi non ha trovato niente di buono in passato, non troverà niente di buono neanche qui. Al contrario, colui che aveva degli amici nell'altra città troverà anche qui degli amici leali e fedeli. Perché, vedi, le persone sono ciò che noi troviamo in loro".
anonimo - tratto dal web
lunedì 21 luglio 2025
L'elemosina – don Bruno Ferrero
Oggi, non dimenticare il tuo capitale per il Paradiso.
Questo è il segreto dell'amore:
mettersi da parte.
Se puoi, cerca soprattutto
di metterti da parte.
Chiedi per te
solo un piccolo angolo nel tempo.
Metti confini al tuo volere,
e guarda come fiorisce un mondo.
martedì 17 giugno 2025
Il miracolo - don Bruno Ferrero
Una sera, il papà disse alla mamma in
lacrime: "Non ce la facciamo più, cara. Credo sia finita. Solo un miracolo
potrebbe salvarlo".
La piccola, con il fiato sospeso, in
un angolo della stanza aveva sentito.
Corse nella sua stanza, ruppe il
salvadanaio e, senza far rumore, si diresse alla farmacia più vicina. Attese
pazientemente il suo turno. Si avvicinò al bancone, si alzò sulla punta dei
piedi e, davanti al farmacista meravigliato, posò sul banco tutte le monete.
"Per cos'è? Che cosa vuoi piccola?".
"È per il mio fratellino, signor
farmacista. È molto malato e io sono venuta a comprare un miracolo".
"Che cosa dici?" borbottò il farmacista.
"Si chiama Andrea, e ha una cosa
che gli cresce dentro la testa, e papà ha detto alla mamma che è finita, non
c'è più niente da fare e che ci vorrebbe un miracolo per salvarlo. Vede, io
voglio tanto bene al mio fratellino, per questo ho preso tutti i miei soldi e
sono venuta a comperare un miracolo".
Il farmacista accennò un sorriso triste.
"Piccola mia, noi qui non vendiamo miracoli".
"Ma se non bastano questi soldi
posso darmi da fare per trovarne ancora. Quanto costa un miracolo?".
C'era nella farmacia un uomo alto ed
elegante, dall'aria molto seria, che sembrava interessato alla strana
conversazione.
Il farmacista allargò le braccia
mortificato. La bambina, con le lacrime agli occhi, cominciò a recuperare le
sue monetine. L'uomo si avvicinò a lei.
"Perché piangi, piccola? Che cosa ti succede?".
"Il signor farmacista non vuole
vendermi un miracolo e neanche dirmi quanto costa…. È per il mio fratellino
Andrea che è molto malato. Mamma dice che ci vorrebbe un'operazione, ma papà
dice che costa troppo e non possiamo pagare e che ci vorrebbe un miracolo per
salvarlo. Per questo ho portato tutto quello che ho".
"Quanto hai?".
"Un dollaro e undici centesimi….
Ma, sapete…." Aggiunse con un filo di voce, "posso trovare ancora
qualcosa….".
L'uomo sorrise "Guarda, non credo
sia necessario. Un dollaro e undici centesimi è esattamente il prezzo di un
miracolo per il tuo fratellino!". Con una mano raccolse la piccola somma e
con l'altra prese dolcemente la manina della bambina.
"Portami a casa tua, piccola.
Voglio vedere il tuo fratellino e anche il tuo papà e la tua mamma e vedere con
loro se possiamo trovare il piccolo miracolo di cui avete bisogno".
Il signore alto ed elegante e la
bambina uscirono tenendosi per mano.
Quell'uomo era il professor Carlton
Armstrong, uno dei più grandi neurochirurghi del mondo. Operò il piccolo
Andrea, che potè tornare a casa qualche settimana dopo completamente guarito.
"Questa operazione" mormorò
la mamma "è un vero miracolo. Mi chiedo quanto sia costata…".
La sorellina sorrise senza dire
niente. Lei sapeva quanto era costato il miracolo: un dollaro e undici
centesimi…. più, naturalmente l'amore e la fede di una bambina.
Se aveste almeno una fede piccola come un granello di senape, potreste dire a questo monte: "Spostati da qui a là e il monte si sposterà". Niente sarà impossibile per voi (Vangelo di Matteo 17,20).
- don Bruno Ferrero -
dal libro: C'è ancora qualcuno che danza - edizioni Elledici



















