Un 8 settembre dottrinale e culturale che produce, inevitabilmente, cumuli di macerie nell'azione politica di tutti i giorni.
Ma il politico similcattolico non demorde.
in " Cattivi maestri. Inchiesta sui nemici della verità"
Così
si vide improvvisamente circondato da cani. Si infuriò, cominciò a digrignare i
denti e a ringhiare. Tutti i cani delle pareti, naturalmente, fecero
altrettanto, scoprendo le loro minacciose zanne.
Il
cane cominciò a girare vorticosamente su se stesso per difendersi contro gli
attaccanti, poi abbaiando rabbiosamente si scagliò contro uno dei suoi presunti
assalitori.
Finì
a terra tramortito e sanguinante per il tremendo urto contro lo specchio.
Avesse
scodinzolato in modo amichevole una sola volta, tutti i cani degli specchi
l'avrebbero ricambiato. E sarebbe stato un incontro festoso.
- don Bruno Ferrero da: A volte basta un raggio di sole, ed. Elledici
Si
trova sempre ciò che si aspetta di trovare.
C'era
una volta un uomo seduto ai bordi di un'oasi all'entrata di una città del Medio
Oriente. Un giovane si avvicinò e gli domandò: "Non sono mai venuto da
queste parti. Come sono gli abitanti di questa città?".
Il
vecchio gli rispose con una domanda: "Com'erano gli abitanti della città
da cui vieni?".
"Egoisti
e cattivi. Per questo sono stato contento di partire di là".
"Così
sono gli abitanti di questa città", gli rispose il vecchio.
Poco
dopo, un altro giovane si avvicinò all'uomo e gli pose la stessa domanda:
"Sono appena arrivato in questo paese. Come sono gli abitanti di questa
città?".
L'uomo
rispose di nuovo con la stessa domanda: "Com'erano gli abitanti della
città da cui vieni?".
"Erano
buoni, generosi, ospitali, onesti. Avevo tanti amici e ho fatto molta fatica a
lasciarli".
"Anche
gli abitanti di questa città sono così", rispose il vecchio.
Un
mercante che aveva portato i suoi cammelli all'abbeveraggio aveva udito le
conversazioni e quando il secondo giovane si allontanò si rivolse al vecchio in
tono di rimprovero: "Come puoi dare due risposte completamente differenti
alla stessa domanda posta da due persone?".
"Figlio mio", rispose il vecchio, "ciascuno porta il suo universo nel cuore. Chi non ha trovato niente di buono in passato, non troverà niente di buono neanche qui. Al contrario, colui che aveva degli amici nell'altra città troverà anche qui degli amici leali e fedeli. Perché, vedi, le persone sono ciò che noi troviamo in loro".
anonimo - tratto dal web
Una sera, il papà disse alla mamma in
lacrime: "Non ce la facciamo più, cara. Credo sia finita. Solo un miracolo
potrebbe salvarlo".
La piccola, con il fiato sospeso, in
un angolo della stanza aveva sentito.
Corse nella sua stanza, ruppe il
salvadanaio e, senza far rumore, si diresse alla farmacia più vicina. Attese
pazientemente il suo turno. Si avvicinò al bancone, si alzò sulla punta dei
piedi e, davanti al farmacista meravigliato, posò sul banco tutte le monete.
"Per cos'è? Che cosa vuoi piccola?".
"È per il mio fratellino, signor
farmacista. È molto malato e io sono venuta a comprare un miracolo".
"Che cosa dici?" borbottò il farmacista.
"Si chiama Andrea, e ha una cosa
che gli cresce dentro la testa, e papà ha detto alla mamma che è finita, non
c'è più niente da fare e che ci vorrebbe un miracolo per salvarlo. Vede, io
voglio tanto bene al mio fratellino, per questo ho preso tutti i miei soldi e
sono venuta a comperare un miracolo".
Il farmacista accennò un sorriso triste.
"Piccola mia, noi qui non vendiamo miracoli".
"Ma se non bastano questi soldi
posso darmi da fare per trovarne ancora. Quanto costa un miracolo?".
C'era nella farmacia un uomo alto ed
elegante, dall'aria molto seria, che sembrava interessato alla strana
conversazione.
Il farmacista allargò le braccia
mortificato. La bambina, con le lacrime agli occhi, cominciò a recuperare le
sue monetine. L'uomo si avvicinò a lei.
"Perché piangi, piccola? Che cosa ti succede?".
"Il signor farmacista non vuole
vendermi un miracolo e neanche dirmi quanto costa…. È per il mio fratellino
Andrea che è molto malato. Mamma dice che ci vorrebbe un'operazione, ma papà
dice che costa troppo e non possiamo pagare e che ci vorrebbe un miracolo per
salvarlo. Per questo ho portato tutto quello che ho".
"Quanto hai?".
"Un dollaro e undici centesimi….
Ma, sapete…." Aggiunse con un filo di voce, "posso trovare ancora
qualcosa….".
L'uomo sorrise "Guarda, non credo
sia necessario. Un dollaro e undici centesimi è esattamente il prezzo di un
miracolo per il tuo fratellino!". Con una mano raccolse la piccola somma e
con l'altra prese dolcemente la manina della bambina.
"Portami a casa tua, piccola.
Voglio vedere il tuo fratellino e anche il tuo papà e la tua mamma e vedere con
loro se possiamo trovare il piccolo miracolo di cui avete bisogno".
Il signore alto ed elegante e la
bambina uscirono tenendosi per mano.
Quell'uomo era il professor Carlton
Armstrong, uno dei più grandi neurochirurghi del mondo. Operò il piccolo
Andrea, che potè tornare a casa qualche settimana dopo completamente guarito.
"Questa operazione" mormorò
la mamma "è un vero miracolo. Mi chiedo quanto sia costata…".
La sorellina sorrise senza dire
niente. Lei sapeva quanto era costato il miracolo: un dollaro e undici
centesimi…. più, naturalmente l'amore e la fede di una bambina.
Se aveste almeno una fede piccola come un granello di senape, potreste dire a questo monte: "Spostati da qui a là e il monte si sposterà". Niente sarà impossibile per voi (Vangelo di Matteo 17,20).
- don Bruno Ferrero -
dal libro: C'è ancora qualcuno che danza - edizioni Elledici
Un giorno Satana
scoprì un modo per divertirsi.
Inventò uno specchio
diabolico che aveva una magica proprietà: faceva vedere meschino e raggrinzito
tutto ciò che era bello e buono, mentre faceva vedere grande e dettagliato
tutto ciò che era brutto e cattivo.
Satana se ne andava
in giro dappertutto con il suo terribile specchio.
E tutti quelli che ci
guardavano dentro rabbrividivano: ogni cosa appariva deformata e mostruosa.
Il maligno si
divertiva moltissimo con il suo specchio: più le cose erano ripugnanti più gli
piacevano.
Un giorno, lo
spettacolo che lo specchio gli offriva era così piacevole ai suoi occhi che
scoppiò a ridere in modo scomposto: lo specchio gli sfuggì dalle mani e si
frantumò in milioni di pezzi.
Un uragano potente e
maligno fece volare i frammenti dello specchio in tutto il mondo.
Alcuni frammenti
erano più piccoli di granelli di sabbia ed entrarono negli occhi di molte
persone.
Queste persone
cominciarono a vedere tutto alla rovescia: si accorgevano solo più di ciò che
era cattivo e vedevano cattiveria dappertutto.
Altre schegge
diventarono lenti per occhiali.
La gente che si
metteva questi occhiali non riusciva più a vedere ciò che era giusto e a
giudicare rettamente.
Non avete, per caso,
già incontrato degli uomini così?
Qualche pezzo di
specchio era così grosso, che venne usato come vetro da finestra.
I poveretti che
guardavano attraverso quelle finestre vedevano solo vicini antipatici, che
passavano il tempo a combinare cattiverie.
Quando Dio si accorse
di quello che era successo si rattristò.
Decise di aiutarli.
Disse: «Manderò nel
mondo mio Figlio. È Lui la mia immagine, il mio specchio. Rispecchia la mia
bontà, la mia giustizia, il mio amore. Riflette l’uomo come io l’ho pensato e
voluto». Gesù venne come uno specchio per gli uomini.
Chi si specchiava in
Lui, riscopriva la bontà e la bellezza e imparava a distinguerle dall’egoismo e
dalla menzogna, dall’ingiustizia e dal disprezzo.
I malati ritrovavano
il coraggio di vivere, i disperati riscoprivano la speranza.
Consolava gli
afflitti e aiutava gli uomini a vincere la paura della morte.
Molti uomini amavano
lo specchio di Dio e seguirono Gesù. Si sentivano infiammati da Lui. Altri
invece ribollivano di rabbia: decisero di rompere lo specchio di Dio. Gesù fu
ucciso.
Ma ben presto si levò
un nuovo possente uragano: lo Spirito Santo.
Sollevò i milioni di
frammenti dello specchio di Dio e li soffiò in tutto il mondo.
Chi riceve anche una
piccolissima scintilla di questo specchio nei suoi occhi comincia a vedere il
mondo e le persone come li vedeva Gesù: si riflettono negli occhi prima di
tutto le cose belle e buone, la giustizia e la generosità, la gioia e la
speranza; le cattiverie e le ingiustizie invece appaiono modificabili e
vincibili.
Lo ha assicurato Gesù: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro difensore che starà sempre con voi, lo Spirito della verità».
- don Bruno Ferrero -
PREGHIAMO INSIEME:
Siamo davanti a Te Dio della fedeltà e
dell’amore in questo tempo di dolore e fatica.
Abbiamo vissuto un tempo in cui è mancato il
respiro ai malati e a chi ha vissuto in casa soffrendo paura e angustia per i
propri cari, per il lavoro, per i più deboli.
Vieni Spirito, respiro di vita.
Donaci nuova forza nella prova.
Siamo davanti a Te Dio della creazione e
della tenerezza.
In questo tempo abbiamo compreso maggiormente
che l’agire irresponsabile dell’umanità verso il creato è causa di male per
tutti.
Vieni Spirito, soffio della creazione, che
come colomba hai covato le prime acque.
Donaci sguardo di custodia e rispetto per il
dono del creato.
Siamo davanti a Te, Dio dell’alleanza e della
liberazione.
In questo tempo hanno sofferto maggiormente
gli esclusi, i marginali, gli invisibili delle nostre società, i carcerati, i
profughi.
Vieni Spirito, legame della comunione, apri
menti e cuori a scelte di giustizia e di solidarietà verso chi è più
vulnerabile.
Siamo davanti a Te, Dio della comunione e
della pace.
Anche in questo tempo sono continuate le
guerre, la produzione e il commercio di armamenti.
Vieni Spirito, dono della comunione e della
mitezza, suscita profeti che sappiano indicare oggi il sogno di spezzare le
spade per farne aratri, di piegare le lance per farne falci. Siamo davanti a
Te, Dio della speranza.
In questo tempo abbiamo vissuto la fatica
delle relazioni, ci siamo spesso rinchiusi in egoismi, non siamo stati attenti
a costruire comunità.
Vieni Spirito, sorgente di tutti i doni. Scalda i nostri cuori. Rendili capaci di gesti di accoglienza, di attenzione ai volti, di coltivare parole buone.
Buona giornata a tutti :-)
𝙄𝙡 𝙜𝙞𝙪𝙙𝙞𝙯𝙞𝙤 𝙘𝙧𝙞𝙩𝙞𝙘𝙤 𝙣𝙤𝙣 𝙚̀ 𝙥𝙚𝙘𝙘𝙖𝙩𝙤. 𝙀'
𝙤𝙗𝙗𝙡𝙞𝙜𝙖𝙩𝙤𝙧𝙞𝙤
“𝙇’𝙞𝙣𝙙𝙤𝙩𝙩𝙧𝙞𝙣𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙚̀
𝙞𝙢𝙢𝙤𝙧𝙖𝙡𝙚, 𝙞𝙢𝙥𝙚𝙙𝙞𝙨𝙘𝙚 𝙞𝙡 𝙜𝙞𝙪𝙙𝙞𝙯𝙞𝙤 𝙘𝙧𝙞𝙩𝙞𝙘𝙤, 𝙖𝙩𝙩𝙚𝙣𝙩𝙖 𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙨𝙖𝙘𝙧𝙖 𝙡𝙞𝙗𝙚𝙧𝙩𝙖̀ 𝙙𝙚𝙡 𝙧𝙞𝙨𝙥𝙚𝙩𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙥𝙧𝙤𝙥𝙧𝙞𝙖 𝙘𝙤𝙨𝙘𝙞𝙚𝙣𝙯𝙖 – 𝙖𝙣𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙚 𝙚𝙧𝙧𝙤𝙣𝙚𝙖”.
Papa
Leone -17 Maggio 2025
Nella vita bisogna sempre cercare di fare quello che amiamo e quando le circostanze, talvolta drammatiche, lo rendono impossibile, bisogna imparare ad amare quello che si fa.
- Simone Olianti
Figlio di una ragazza madre, era nato in
un oscuro villaggio. Crebbe in un altro villaggio, dove lavorò come falegname
fino a trent'anni. Poi, per tre anni, girò la sua terra predicando.
Non scrisse mai un libro.
Non ottenne mai una carica pubblica.
Non ebbe mai né una famiglia né una casa.
Non frequentò l'università.
Non si allontanò più di trecento
chilometri da dov'era nato.
Non fece nessuna di quelle cose che di
solito si associano al successo.
Non aveva altre credenziali che se stesso.
Aveva solo trentatré anni quando
l'opinione pubblica gli si rivoltò contro. I suoi amici fuggirono. Fu venduto
ai suoi nemici e subì un processo che era una farsa. Fu inchiodato a una croce,
in mezzo a due ladri.
Mentre stava morendo, i suoi carnefici si
giocavano a dadi le sue vesti, che erano l'unica proprietà che avesse in terra.
Quando morì venne deposto in un sepolcro messo a disposizione da un amico mosso
a pietà.
Due giorni dopo, quel sepolcro era vuoto.
Sono trascorsi venti secoli e oggi egli è
la figura centrale nella storia dell'umanità.
Neppure gli eserciti che hanno marciato,
le flotte che sono salpate, i parlamenti che si sono riuniti, i re che hanno
regnato, i pensatori e gli scienziati messi tutti assieme, hanno cambiato la
vita dell'uomo sulla terra quanto quest'unica vita solitaria.
Al tempo della propaganda antireligiosa,
in Russia, un commissario del popolo aveva presentato brillantemente le ragioni
del successo definitivo della scienza. Si celebrava il primo viaggio spaziale.
Era il momento di gloria del primo cosmonauta, Gagarin. Ritornato sulla terra,
aveva affermato che aveva avuto un bel cercare in cielo: Dio proprio non
l'aveva visto. Il commissario tirò la conclusione proclamando la sconfitta
definitiva della religione. Il salone era gremito di gente. La riunione era
ormai alla fine.
"Ci sono delle domande?".
Dal fondo della sala un vecchietto che
aveva seguito il discorso con molta attenzione disse sommessamente:
"Christòs ànesti", "Cristo è risorto". Il suo vicino
ripeté, un po'più forte: "Christòs ànesti". Un altro si alzò e lo
gridò; poi un altro e un altro ancora. Infine tutti si alzarono gridando:
"Christòs ànesti", "Cristo è risorto".
Il commissario si ritirò confuso e
sconfitto.
Al di là di tutte le dottrine e di tutte
le discussioni, c'è un fatto. Per la sua descrizione basterà sempre un
francobollo: "Christòs ànesti". Tutto il cristianesimo vi è
condensato. Un fatto: non si può niente contro di esso.
I filosofi possono disinteressarsi del fatto. Ma non esistono altre parole capaci di dar slancio all'umanità: "Gesù è risorto".
- don Bruno Ferrero -
“Accetta Gesù Risorto nella tua vita. Anche se sei stato lontano, fa’ un piccolo passo verso di Lui: ti sta aspettando a braccia aperte”
- Papa Francesco -
Tanti auguri di una Pasqua serena, a tutti quanti, amici ed amiche che mi seguite da così tanti anni :-)
Un abbraccio.
Stefania