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venerdì 3 gennaio 2020

Destrezza? - Jairo Aníbal Niño


Quell'uomo era convinto che tutto si vendeva e che tutto si comprava. 

Un giorno sua moglie gli diede un figlio e l'uomo aspettò con impazienza che il bambino acquisisse la capacità di chiedere molte cose per provare la soddisfazione di insegnargli a contrattare per ciascuno dei suoi capricci.
Quando il figlio ebbe l'eta giusta, l'uomo lo invitò a sottoporgli l'elenco delle sue esigenze. 

Il bambino chiese il sipario dei tramonti, la chiave del sole, un meteorite, il solletico che sentirono alla bocca dello stomaco gli astronauti che scesero per la prima volta sulle praterie della luna, il bosco degli abbracci, un corso di lingue per sapere cosa dicono ballando le code dei cani, i ruscelli d'acqua che mormorano nei tronchi degli alberi e le parole fosforescenti che cantano negli occhi dei gatti, la corrente elettrica generata dai baci, un mouse di computer che gli insegnasse a evitare le trappole per topi delle risposte e lo guidasse invece sempre al formaggio delle domande, e un po' del suono del mare con la possibilità di infilarlo dentro una conchiglia. 
L'uomo non seppe che fare perché quelle cose non erano in vendita da nessuna parte.
Sua moglie, allora, lo condusse per mano al negozio dell'infanzia.
 

- Jairo Aníbal Niño -
Fonte:  "Preguntario", 1998


Il bambino al papà:
- é vero che le carote fanno bene alla vista?
il papà:
- certo! hai mai visto un coniglio con gli occhiali?  




Preghiera per la sera


.......Signore intorno a me è già tutto silenzio e tranquillità.

Manda l’Angelo della Pace in questa casa.
Rilassa i miei nervi, calma il mio spirito,

sciogli le mie tensioni,

inonda il mio essere di silenzio e di serenità.

Veglia su di me, Padre amato,

mentre mi affido fiducioso al sonno,

come un bambino che dorme felice fra le Tue braccia.

Nel Tuo nome Signore,

riposerò tranquillo.
Amen



Buona giornata a tutti. :-)





giovedì 2 gennaio 2020

Caro Gesù - don Tonino Bello

Ho faticato non poco a trovarti.
Ero persuaso che tu stessi laggiù,
dove il Giordano rallenta la sua corsa tra i canneti e i ciottoli,
scintillando sotto il velo tremante dell'acqua,
rendendo più agevole il guado.
C'è tanta folla in questi giorni che si accalca lì,
sulla ghiaia del greto, per ascoltare Giovanni,
il profeta di fuoco che non si lascia spegnere neppure nel fiume.
Immerso fino ai fianchi dove il letto sprofonda
e la corrente crea mulinelli di schiuma,
invita tutti a entrare nell'acqua,
per rivivere i brividi di un esodo antico
e mantenere vive le promesse, gonfie di salvezza.
In un primo momento,
conoscendo la tua ansia di convivere con la gente,
e sapendo che la tua delizia è stare con i figli dell'uomo,
pensavo di trovarti in quell'alveare di umanità brulicante sugli argini.
Qualcuno, però, che pure ti ha visto uscire dal Giordano,
grondante di acqua e di Spirito,
e mescolarti tra la turba di pubblicani e peccatori,
di leviti e farisei, di soldati e prostitute,
mi ha detto che da qualche giorno eri scomparso dalla zona.
Ora, finalmente, ti ho trovato.
Ed eccomi qui, accanto a te,
non so bene se condotto anch'io dallo Spirito,
in questo misterioso deserto di Giuda,
tana di fiere e landa di ululati solitari.


- Don Tonino Bello -


Per seguire Gesù più da vicino e vivere con gioia e generosità la missione affidata ci vuole:
un Cuore libero, rimanendo poveri, dipendenti da Dio:
un Cuore innamorato di Cristo, gettandosi nell’abisso della sua luce:
un Cuore umano, che batta secondo i ritmi di Gesù;
un Cuore di compassione, capace di capire la gente
un Cuore fedele consapevole che è Dio che ci dà la mano e la tiene stretta;
Guardare avanti con fierezza, superando ogni difficoltà e la lusinghe del mondo;
Vivere in mezzo alla gente, sentendo il sapore, il profumo del popolo;
Abbandonarsi in Dio!

Così resi felici da Gesù, possiamo essere in grado di trasferire questa felicità agli altri!



Preghiera della sera

Gesù, luce da luce,
sole senza tramonto,
tu rischiari le tenebre
nella notte del mondo.

In te, santo Signore,
noi cerchiamo il riposo
dall'umana fatica,
al termine del giorno.

Se i nostri occhi si chiudono,
veglia in te il nostro cuore;
la tua mano protegga
coloro che in te sperano.

Difendi, o Salvatore,
dalle insidie del male
i figli che hai redenti
col tuo sangue prezioso.

A te sia gloria, o Cristo,
nato da Maria vergine,
al Padre e allo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.


Buona giornata a tutti. :-)







domenica 3 novembre 2019

Perdonare se stessi - Anselm Grün

La riconciliazione con quelli che mi hanno ferito nel corso della mia vita, non è semplicemente una decisione della volontà. È piuttosto un processo che secondo me avviene in cinque fasi.

Il primo passo richiede che io lasci spazio al dolore. 
Non debbo scusare troppo presto colui che mi ha ferito. È del tutto indifferente se l’altro mi ha ferito apposta oppure non poteva fare altrimenti: il fatto è che mi ha fatto soffrire. E questo dolore devo nuovamente percepirlo nella sua realtà. Mi sono sentito abbandonato, sminuito, preso non seriamente in considerazione.

Il secondo passo consiste nel lasciar spazio alla collera (rabbia). 
La collera è la forza di buttare fuori da me colui che mi ha ferito. 
Collera non vuol dire mettermi a gridare contro l’altro oppure ferirlo a mia volta. Essa consiste invece nel prendere una sana distanza dall’altro. 
Posso dirmi per esempio: non penso più continuamente a lui; gli impedisco di entrare in casa mia, cioè gli proibisco di abitare nel mio intimo, di occuparmi continuamente di lui nei miei pensieri. 
Nello stesso tempo devo trasformare in energia questa collera: posso vivere da me stesso; non ho bisogno dell’altro perché la mia vita abbia un esito positivo.

Il terzo passo si riferisce al guardare oggettivamente ciò che è accaduto. 
Cerco ora di comprendere perché l’altro mi ha ferito. Forse non ha fatto altro che trasmettere le ferite che a sua volta aveva ricevuto. Mi sforzo quindi di capire me stesso: per quale motivo il comportamento dell’altro mi ha fatto soffrire così tanto. Forse l’altro ha toccato in me un’antica piaga, un posto dove non mi sono ancora riconciliato con me stesso. Questa riflessione diventa un invito a occuparmi di questa zona così vulnerabile e ad accettare me stesso con questa mia vulnerabilità.

Il quarto passo della riconciliazione con l’altro consiste propriamente nell’atto del perdono. 
Perdonare significa che mi libero dal legame con l’altro. 
Lascio che il suo comportamento rimanga in lui e così mi distacco dall’altro. Il perdono è sempre un segno di forza e non di debolezza. 
Rinuncio a girare continuamente attorno alle mie ferite. Se queste sono però troppo profonde, non riesco ancora a incontrarmi con l’altro, nonostante il mio perdono. 
Devo allora accettare i miei limiti. 
Ho perdonato all’altro, ma non sono ancora capace di costruire con lui un rapporto normale. Molti psicologi hanno sperimentato, tra le altre cose, che il perdono è un atto terapeutico, che rende possibile la guarigione delle proprie piaghe e ci libera dal rimuginare continuamente il nostro passato. Il perdono ci rende capaci di impegnarci nel momento presente con tutto il nostro essere.


Il quinto passo della riconciliazione trasforma le piaghe in perle. 
Ildegarda di Bingen sostiene che la riuscita della vita dipende dal fatto che le nostre piaghe vengano trasformate in perle. Se compissi soltanto i primi quattro passi, avrei sempre la sensazione di subire un danno, poiché ero stato ferito in modo veramente grave. Il quinto passo mi mostra che nelle mie ferite si trova un tesoro prezioso. Là dove mi hanno ferito sono crollate le mie maschere e ho potuto mettermi in contatto col mio vero Sé. 
Le piaghe mi fanno sentire vivo, mantengono sveglia in me la nostalgia di Dio e mi aprono verso le persone con le loro ferite. Dato che io stesso sono stato ferito, posso meglio comprendere le altre persone con le loro piaghe. 
Molti terapeuti e pastori d’anime hanno trasformato le loro piaghe in perle. Gli antichi greci sapevano già che solo il medico ferito poteva veramente guarire. 
Se le mie piaghe vengono trasformate in perle, non porto più rancore contro quelli che mi hanno ferito. Allora il perdono non è soltanto qualcosa di passivo, ma rende possibile la scoperta delle mie energie e mi dà fiducia di imprimere in questo mondo la traccia inconfondibile e del tutto personale della mia vita. 

- Anselm Grün -
da: Guarigione come riconciliazione





Alla sera 

Dio misericordioso,
oggi sto qui davanti a te a mani vuote.
Ho la sensazione
che oggi niente mi sia riuscito.
Non posso esibirti alcun risultato.
Oggi è stato difficile con tutte le cose
che mi sono piovute addosso.
Mi sento stanco.
Non posso dirti molto.
Non so come devo giudicare
tutto ciò che è successo oggi.
Non riesco a classificarlo.
Ma non sono nemmeno obbligato a farlo.
Lo rimetto a te, confidando
che tu volgi tutto al bene.
Prendi quanto è stato incompiuto
e fragile in questa giornata e trasformalo,
in modo che diventi una benedizione
per me e per gli altri.
Invia ora il tuo Spirito a quelle persone
con cui ho parlato, nei cui confronti
sono rimasto debitore di qualcosa.
Ora non posso cambiare le cose,
né porvi riparo.
Tocca il cuore di quelle persone,
affinché non si sentano paralizzate
dai malintesi, ma imparino da essi
a trovare soltanto in te
il loro fondamento.
Oh Dio, manda anche a me
il tuo Santo Spirito,
affinché io mi faccia guidare a te
da questa giornata
stancante e deludente.
Oggi mi hai mostrato
che non posso contare
sulla mia abilità,
sulla mia volontà, sul mio operato,
che non posso vivere di successo
e riconoscimento,
ma soltanto del tuo amore.
Ricolmami ora del tuo amore,
affinché possa dormire in pace,
sorretto dalle tue braccia amorevoli,
calmato dai tuoi angeli,
che mi invii
per mostrarmi
la tua vicinanza d'amore.

- Anselm Grün -



Buona giornata a tutti. :-)


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domenica 15 settembre 2019

Esame di coscienza sui Vizi Capitali - papa Benedetto XVI

Perdona Signore i nostri peccati di SUPERBIA: le azioni che cercano solo la lode e l'approvazione della gente, l'ambizione, la ricerca di potere e di notorietà.

Perdonaci per quando parliamo, diamo consigli, studiamo, lavoriamo, facciamo il bene solo in funzione di ciò che ne penseranno gli altri e per catturare la stima altrui.
Perdonaci per quando esibiamo con vanità la bellezza fisica e le qualità dateci da Dio.
Perdonaci per l'arroganza che nasce dalla superbia, per il desiderio di non dipendere da nessuno, e nemmeno da Dio, per il vittimismo con cui sappiamo darci sempre una giustificazione.
Rendici umili. L'umiltà è la virtù che elimina tutte le passioni perché in essa noi ci rendiamo disponibili ad essere aiutati da Dio.

Perdona Signore i nostri peccati di INVIDIA: l'ostilità, l'odio, l'idea che il male altrui possa essere bene per noi.
Perdona l'egocentrismo che ci impedisce di desiderare il bene per gli altri e ci rende incapaci di amare, il malcontento e i contrasti generati dall'invidia. Liberaci dal rancore, dal tormento interiore, dall'insoddisfazione.
Perdonaci quando vediamo tutto in funzione di noi stessi, quando non sappiamo mettere un freno ai desideri, quando chiamiamo l'invidia "sana competitività".
Perdona i cedimenti a una società che alimenta continuamente l'ambizione, l'avidità e la vuota curiosità.
Perdonaci quando desideriamo la roba d'altri e ci condanniamo all'infelicità.
Aiutaci a contrastare l'invidia con il dono quotidiano di noi stessi per i fratelli.

Perdona Signore i nostri peccati d'IRA: i turbamenti del cuore, i sentimenti di avversione verso i fratelli quando sentiamo colpito il nostro io, l'animosità eccitata, l'aggressività del corpo, la sete di vendetta.
Perdonaci quando l'ira soffoca la libertà, ci rende schiavi di noi stessi, toglie la pace interiore ed esteriore.
Perdonaci la tentazione di "farla pagare" a chi ci ha umiliato, il piacere perverso del "far del male a qualcuno", i giudizi taglienti e la gratuita durezza verso gli altri, le mille giustificazioni dell'ira.
Aiutaci a seguire la via suggerita dai padri: "il silenzio delle labbra pur nel turbamento del cuore", dato che "La medicina perfetta… sarà quella di essere prima di tutto ben persuasi che non ci è consentito adirarci mai e in nessun modo".

Perdona Signore i nostri peccati di ACCIDIA: il torpore, la pigrizia, l'abbattimento, la tristezza, la dipendenza e le crisi di astinenza da stimoli e piaceri esteriori che ci lasciano sempre tristi e vuoti.
Perdonaci per la noia che a volte proviamo nel pregare e che ci spinge a cercare distrazioni, o ci lascia soli a parlare con noi stessi.
Perdonaci quando l'accidia genera disgusto e noia per ogni attività sana e spirituale, per quando la stessa vita quotidiana si tinge di tristezza, svogliatezza, vittimismo e lagnanza.
Perdonaci per la vita senza scopo, il tempo perso e la fuga dall'impegno quotidiano.
Donaci il desiderio di reagire. 
Facci trovare una guida spirituale e fa' che accettiamo la disciplina dell'obbedienza, unica via per non essere sballottati come un corpo inerte in balia delle passioni.

Perdonaci Signore per i peccati di AVARIZIA: l'avidità, la brama di possedere, la fiducia smodata riposta nel denaro. 
Perdonaci se per avarizia lavoriamo di domenica, siamo disonesti, non diamo in elemosina, ci circondiamo di cose superflue.
Perdona le conseguenze terribili della fame di soldi: liti familiari, ansie e falsi timori, tradimenti, frodi, inganni, spergiuri, violenza e indurimento del cuore.
Perdonaci l'abitudine a essere insoddisfatti per ciò che abbiamo e bramosi di ciò che non ci è dato. Liberaci da lussi inutili, comodità e abitudini dispendiose.
Perdona le ingiustizie della società, le drammatiche disuguaglianze tra paesi ricchi e poveri, le guerre, i disumani sfruttamenti e l'inganno delle coscienze prodotto da un sistema di accumulo e consumo che fa di tutto per eccitare la brama di possesso.
Aiutaci a sottrarci all'influenza dei media e a fidarci di te, che rivesti i gigli del campo e non abbandoni gli uccelli del cielo.

Perdonaci Signore per i peccati di GOLA: il rapporto irrazionale con il cibo, i vizi del fumo, dell'alcool, delle droghe, la dipendenza che ci fa schiavi.
Perdonaci se scambiamo per la libera scelta ciò che è solo condizionamento dell'abitudine, delle mode, della pubblicità.
Perdonaci per la mente ottenebrata che si allontana anche dalla preghiera e dalle sane letture, per gli eccessi che ci rendono meno padroni di noi stessi e affievoliscono la capacità di autocontrollo.
Insegnaci la capacità dell'astinenza, che disintossica il corpo e la mente. Aiutaci a scoprire i piaceri sani della vita, per essere capaci di amare i fratelli con la libertà e la gioia con cui tu hai amato noi.

Perdonaci Signore per i peccati di LUSSURIA, che ci fanno schiavi del sesso, e per il disordine morale che mette a rischio persone, famiglie e società.
Perdona il cedimento a immagini proposte ad arte,a voci allusive, alla pornografia in video e in rete. 
Perdonaci la debolezza di fronte a piaceri tanto intensi quanto effimeri.
Perdona la mentalità diffusa che ci spaccia il disordine sessuale per conquista e fa credere che ogni istinto debba trovare immediata soddisfazioni. 
Facci comprendere che non è libero chi non ha il controllo di se stesso, chi si riduce al doppio gioco e alla menzogna, chi perde l'integrità morale e la pace, chi si chiude in se stesso.
Perdona i danni gravi nella società: per il sesso si litiga, si minaccia, si uccide; la libidine alimenta uno stile di vita fatuo, degenera spesso nella prostituzione, nel ricatto, nella pedofilia...
Aiutaci a custodire la castità nel cuore e nella mente, e a non avere rapporti sessuali prima o fuori del matrimonio, a evitare deviazioni e stravaganze. Insegnaci modestia e dignità nel vestire, custodisci sguardi e fantasie.
Aiutaci a riscoprire la meraviglia della sessualità secondo Dio, nella cornice dell'amore coniugale, nell'atmosfera di famiglia e di tenerezza dove il sesso non è profanato e svenduto ma è sacra partecipazione al dono della vita.

Schema tratto dalla penitenziale per i giovani in San Pietro alla presenza di papa Benedetto XVI
Fonte: Libreria Editrice Vaticana, 2007



«Dietro ai modi diversi di concepire la liturgia ci sono modi diversi di concepire la Chiesa, dunque Dio e i rapporti dell'uomo con Lui. 
Sono convinto che la crisi ecclesiale, in cui oggi ci troviamo, dipenda in gran parte dal crollo della liturgia». 

- Papa Benedetto XVI -




“La preghiera è un anelito, un sussulto del cuore, è un soffio che non sai da dove viene e non sai dove va. 
La preghiera è un incontro, a volte uno scontro, spesso un’attesa. 
E’ il pianto di Pietro al canto del gallo, è lo stabat di Maria ai piedi della croce. 
La preghiera è un attimo di eterno, è una scelta d’amore, è un bacio che accarezza un viso. 
La preghiera è un ricordo e un progetto, è un grido ed è silenzio. 
Sono le lacrime di chi piange per chi non piange, sono le suppliche della terra, le lodi della Chiesa. 
La preghiera è il nostro respiro, la nostra vita, il nostro tutto. 
Non c’è uomo che non prega, c’è solo un uomo che non sa pregare”.


- Papa Benedetto XVI -


Preghiera per la sera

Signore Gesù,
che fedelmente visiti e colmi con la tua Presenza
la Chiesa e la storia degli uomini;
che nel mirabile Sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue
ci rendi partecipi della Vita divina
e ci fai pregustare la gioia della Vita eterna;
noi ti adoriamo e ti benediciamo.
Prostrati dinanzi a Te, sorgente e amante della vita,
realmente presente e vivo in mezzo a noi, ti supplichiamo (……)
in attesa di vivere sempre in Te, nella Comunione della Trinità Beata.
Amen.

- Papa Benedetto XVI -



Buona giornata a tutti. :-)


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lunedì 25 febbraio 2019

Signore, non ne posso più - don Primo Mazzolari

Signore, non ne posso più:
la mia resistenza è agli estremi,
la mia fede viene meno
sotto le prove che incalzano.
Non comprendo più niente.
Non mi abbandonare, Signore,
tu che mi conosci e sai tutto di me
e di questo mio povero cuore di carne.
Tienimi su il cuore,
e aiutami a superare l’angoscia,
che spesso il male mi dà.
Rinsaldami la certezza,
che niente va perduto del nostro patire,
perché è tuo e ti appartiene
meglio di qualsiasi cosa nostra.
Aiutami a credere
che la tua misericordia
sta universalmente preparando
una giornata più buona a tutti.

- don Primo Mazzolari - 



Le strade cristiane nel mondo si tracciano camminando con integrità di fede, con passione d’apostolato, con audacia di carità, con disciplina di figlioli. 
E non illudiamoci: sono strade di dolore, prima che strade di conquista e di gloria.


- Don Primo Mazzolari  -
“Lettera sulla parrocchia"



Vivere è camminare, salvarsi è camminare… Il cristiano è un pellegrino. 
Se uno rifiuta la solidarietà del camminare, cioè lo sforzo di vivere con gli uomini e per gli uomini, tradisce la propria vocazione d’uomo… 
Il cristiano che si ferma e si chiude invece di camminare rischia smarrire la coscienza della cattolicità. 


- Don Primo Mazzolari -
da “Il Samaritano”


"Non siate mai uomini, donne tristi: un cristiano non può mai esserlo! 
Non lasciatevi prendere mai dallo scoraggiamento! 
La nostra non è una gioia che nasce dal possedere tante cose, ma dall'aver incontrato una Persona: Gesù, dal sapere che con Lui non siamo mai soli, anche nei momenti difficili, anche quando il cammino della vita si scontra con problemi e ostacoli che sembrano insormontabili, e ce ne sono tanti! 
Noi accompagniamo, seguiamo Gesù, ma soprattutto sappiamo che Lui ci accompagna e ci carica sulle sue spalle: qui sta la nostra gioia, la speranza che dobbiamo portare in questo nostro mondo. 
Portiamo a tutti la gioia della fede!". 
E anche qui ha aggiunto a braccio: "Non lasciamoci rubare la speranza! Non lasciamoci rubare la speranza!". 
E prima aveva interrotto il discorso ricordando che "il diavolo viene, magari travestito da angelo", per staccarci dal nostro seguire Gesù!


Preghiera per la sera

Ti prego, o Signore,
proteggimi in questa notte.
Tu sei per me il vero riposo:
concedimi di dormire in pace.
Veglia su di me,
allontana ogni minaccia
e guidami nelle tue vie.
Signore,
tu sei il mio custode,
resta con me, Signore.
Amen.




Buona giornata a tutti. :-)