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mercoledì 23 gennaio 2019

Edera di Charles Dickens e Sono i fiumi - Jorge Louis Borges

Oh, è pur quest'edera la cara pianta
Che le macerie cerca ed agguanta
Vuol mura dirute, pietre smussate,
Archi decrepiti, torri smozzate,
E della polvere soltanto è ghiotta
Dai mille secoli insiem ridotta.
Dovunque l'anima manca e la vita
Verdeggia l'edera, fresca, nutrita.
Pianta fantastica, pianta curiosa
È pur quest'edera, verde ed annosa.
S'alza, s'inerpica, dà la scalata,
Va fino al vertice, nè certo è alata.
Che amplessi teneri la quercia antica
Prende dall'edera, fedele amica!
Umile striscia, nessun la vede,
Perfin dei tumuli s'attacca al piede,
E là s'abbarbica, s'alza più forte,
E par che giubili sopra la morte.
Pianta fantastica, pianta curiosa
È pur quest'edera, verde ed annosa.
Batte dei secoli l'ala funesta,
I regni cadono, l'edera resta.
È sempre vegeta, è sempre verde,
E il suo rigoglio non scema o perde.
Nulla ne stuzzica l'acre appetito
Come la polvere, cibo squisito.
Ingorda pascesi a due palmenti
Sopra il più solido dei monumenti.
Pianta fantastica, pianta curiosa
È pur quest'edera, giovane e annosa.

- Charles Dickens -
L'edera verde, come la descrive Dickens ne Il circolo Pickwick


E il tuo ricordo è come brace viva
che non lascio cadere
anche se mi brucia le mani.

- Jorge Luis Borges -




Siamo il tempo. Siamo la famosa
parabola di Eràclito l’Oscuro.
Siamo l’acqua, non il diamante duro,
che si perde, non quella che riposa.
Siamo il fiume e siamo anche quel greco
che si guarda nel fiume. 

Il suo riflesso
muta nell’acqua del cangiante specchio,
nel cristallo che muta come il fuoco.
Noi siamo il vano fiume prefissato,
dritto al suo mare. 

L’ombra l’ha accerchiato.
Tutto ci disse addio, tutto svanisce.
La memoria non conia più monete.
E tuttavia qualcosa c’è che resta
e tuttavia qualcosa c’è che geme.


- Jorge Louis Borges - 
da: I congiurati, Lo Specchio, Mondadori, 1986



Buona giornata a tutti. :-)





mercoledì 9 gennaio 2019

Siamo progettati per ricominciare - Susanna Casciani

Tendiamo a dimenticare. Anche quando affermiamo sicuri “questa giornata non la scorderò mai” e dopo qualche settimana certi attimi hanno già i contorni sbiaditi. 
Prendi le persone poi. Pensa a tutti quelli che hai incontrato, ai volti che hai provato ad imprimerti nella mente, alle voci che hai lottato per non perdere, ai profumi che hai cercato di trattenere. 
Cosa rimane? Cosa rimane di tutti quei film che subito dopo averli visti ti sei sentito diverso, cosa rimane di tutti quei tramonti, di tutto quel mare che ti ha circondato quando avevi più paura o quando eri felice? 
Prendi i baci. Se uno li potesse ricordare sempre e per bene non ci sarebbe bisogno di baciarsi ancora e ancora, continuamente. 
Prendi gli amori. Se uno si ricordasse il dolore lancinante che si prova quando finiscono non si innamorerebbe più nessuno e invece poi il dolore diventa rancore, poi malinconia e il male perde petali come una rosa ormai appassita e lascia il posto al bene, alla tenerezza, ad una vaga sensazione di leggerezza. Poi le persone muoiono e tu pensi “questa collanina me l’ha regalata lei, non la toglierò mai più” e invece arriva il giorno in cui per un motivo o per un altro te la devi togliere e chissà perché non la rimetti più, la ritrovi poi per caso qualche anno dopo e ti senti vagamente in colpa, ma nemmeno troppo, e magari vorresti pure piangere ma non ce la fai. 
Tendiamo a dimenticare, che in fondo non è nemmeno un male se pensi allo stronzo della terza B, se pensi a quello che tra un po’ ti buttava per terra pur di salire prima di te sul treno, se pensi a tutte le volte in cui ti sei sentita sbagliata. Siamo progettati per ricominciare, secondo me. 
Per tornare ad amare, per tornare a stupirci, per tornare a sperare. 
Non ha senso rimanere aggrappati a qualcosa che non esiste più, perché fidati di me, se qualcosa esiste ancora troverà il modo di venirti a cercare. 
Intanto tocca darsi da fare, imparare nuove canzoni, assaporare il gusto di essere una brezza leggera e non sempre tempesta. 
Cambiare e non provare pena per quello che eravamo, per quello che siamo stati. 
Cambiare, che è l’unico modo di esistere che io conosca.

- Susanna Casciani -




Io sto attenta...
a non calpestare i fiori
a non schiacciare le chiocciole
a non pestare i piedi a nessuno
a chiedere sempre permesso
a dire sempre grazie
io sto attenta
a sorridere
a non crollare di fronte a chi non tollera il dolore
a non dimenticare nessuno
alle parole che uso
io sto attenta e mi si spappola il cuore
quando gli altri,
distratti,
non si accorgono se cado
se arranco
se muoio.

~ Susanna Casciani ~



"Care anime coraggiose: non perdetevi d’animo!

In tutti i tempi oscuri vi è la tendenza a sentirsi sopraffatti da tutto ciò che c’è di sbagliato o fuori posto nel mondo, anche nel nostro piccolo mondo personale.

Non focalizzatevi su queste cose.
Farlo vi esaurisce soltanto.

E c’è anche la tendenza a logorarsi perseguendo obiettivi al di fuori della nostra portata, qualcosa che non può ancora essere.

Non focalizzatevi neppure su questo.
Farlo è sciupare il vento senza issare le vele.
Non tocca a noi rimettere a posto di punto in bianco il mondo intero, ma possiamo e dobbiamo adoperarci per migliorare quella parte del mondo
che è alla nostra portata."


- Clarissa Pinkola Estés -

da: "Storie di Donne Selvagge" 


Buona giornata a tutti. :-)





venerdì 4 gennaio 2019

Come i re magi - Federica Storace

Alcuni Magi giunsero da Oriente a Gerusalemme e domandavano:" Dov'è il Re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo". (Mt 2, 1-2).

Signore, ti chiedo di rendermi simile, almeno un pochino, ai Re Magi.
Questi personaggi speciali, tra leggenda e realtà, che finiscono sempre un po' bistrattati nei nostri presepi domestici. 
Giungono a destinazione quasi alla fine della festa, quando Gesù Bambino è ormai nato e tutti sono già arrivati ad adorarlo prima di loro. 
Fanno appena in tempo a posare i famosi doni davanti alla capanna e vengono velocemente riposti, con le altre statuine, nella scatola e poi in dispensa, pronti per l'anno dopo... "Toccata e fuga". 
Una presenza su cui non meditiamo mai abbastanza e che, invece, porta in se tutte le premesse e la fatica di un lungo viaggio.
Rendimi simile a loro, Signore.A questi uomini colti, ricchi, potenti, che avrebbero potuto stare tranquillamente e comodamente nelle loro bellissime case e, invece, si sono messi in cammino.
Con i loro bagagli, le carovane, l'oro, l'incenso e la mirra, con una stella speciale ad illuminare le loro notti e l'eco delle profezie antiche a riscaldare i loro cuori.
Uomini di scienza, di successo e di cultura che, però, non si sono accontentati.
Dona anche a me l'umiltà necessaria per mettermi in viaggio ed infiamma la mia anima del desiderio ardente di trovarti. 
Non permettere che io mi inganni pensando di poterti raggiungere senza "muovermi", rimanendo ferma in me stessa. 
Spingimi a lasciare tutto e a mettermi per strada affrontando gli inconvenienti che ogni viaggio comporta, magari un viaggio difficile, in pieno deserto.
Ricordami sempre che bisogna cercare ciò che vale perché né la scienza, né l'intelligenza, né la cultura, né i piaceri, né la ricchezza, niente basta per dare senso alla vita, niente senza aver trovato te, il Salvatore. 
Tu, Signore, colui che non possiamo incontrare se rimaniamo confinati in casa nostra. Colui che non possiamo scoprire se non facciamo la fatica di superare il nostro limite umano.
I nostri limiti. Quei limiti che, spesso, diventano un comodo alibi per giustificarci, per non trovarci costretti a porgere l'altra guancia, per non dover andare incontro al nostro fratello scomodo, proprio quello che, sfortunatamente!, ci è prossimo ma ci urta il sistema nervoso!
Che cosa si saranno detti questi tre Re multietnici, a rappresentare tutte le genti del mondo e del tempo, durante il viaggio? 
Cosa sarà passato nei loro cuori? 
Quali interrogativi? 
Quali speranze? 
Quanti, profondi scoraggiamenti ed incertezze? Chissà. Forse le loro speranze e le loro paure sono anche le nostre...
Donami, Signore, alla fine di questo cammino, di trovarti e di poterti adorare con i miei poveri doni.
E allora non sarà più come arrivare ad una festa giunta quasi alla fine ma sarà festa senza fine. Amen.

Federica Storace -



Nel mondo antico, i corpi celesti erano guardati come potenze divine che decidevano del destino degli uomini. 
I pianeti portano nomi di divinità. Secondo l’opinione di allora, essi dominavano in qualche modo il mondo, e l’uomo doveva cercare di venire a patti con queste potenze. 
La fede nell’unico Dio, ha qui operato ben presto una demitizzazione, quando il racconto della creazione, con magnifica sobrietà, chiama il sole e la luna “lampade” che Dio, insieme con tutta la schiera delle stelle, appende alla volta celeste (cfr. Gen 1, 16s). 
Entrando nel mondo pagano, la fede cristiana doveva nuovamente affrontare la questione delle divinità astrali. 
Per questo, nelle Lettere dalla prigionia agli Efesini e ai Colossesi, Paolo ha fortemente insistito sul fatto che il Cristo risorto ha vinto ogni Principato e Potenza dell’aria e domina tutto l’universo. 
In questa linea sta anche il racconto della stella dei Magi: non è la stella a determinare il destino del Bambino, ma il Bambino guida la stella. 
Si può parlare di una specie di svolta antropologica: l’uomo assunto da Dio è più grande di tutte le potenze del mondo materiale e vale più dell’universo intero.

- papa Benedetto XVI -
da: L’infanzia di Gesù


I Re Magi

Una luce vermiglia
risplende nella pia

notte e si spande via

per miglia e miglia e miglia.



O nova meraviglia!
O fiore di Maria!

Passa la melodia

e la terra s’ingiglia.



Cantano tra il fischiare
del vento per le forre,

i biondi angeli in coro;

ed ecco Baldassarre

Gaspare e Melchiorre,

con mirra, incenso ed oro.

- Gabriele d’Annunzio - 



Buona giornata a tutti. :)




mercoledì 21 novembre 2018

Scuse al divino femminile (da un guerriero in transizione) - Jeff Brown

La relazione in trasformazione ad opera di un guerriero è un punto di vista umano, una esperienza di consapevolezza che trasforma i generi in una percezione di anime.

* Scuse al divino femminile (da un guerriero in transizione)*

Mi scuso per non aver saputo distinguere il guerriero benevolo dal guerriero senza cuore, un riflesso della confusione che è dentro di me, fin dai lontani campi di battaglia.
In quel tempo non potevo aprire il mio cuore, sarei stato troppo vulnerabile e avrei rischiato la vita.
E’ così che il condizionamento della rigidità e chiusura come armi per difendere me stesso e gli altri dagli attacchi esterni si è protratto nel tempo.
Ora, però, vedo che in questo modo mi sono allontanato da te, ho interrotto il ponte che collegava i nostri cuori, ora lo vedo e mi scuso.
Mi scuso per la mia perpetua assenza, un riflesso della mia assenza interiore, un riflesso della mia incapacità di connettermi a te. 
Un cuore stretto nell’isolamento che non sapevo liberare, non avevo gli strumenti per farlo, mi mancano ancora molti strumenti ma sono disposto ad aprirmi ed imparare.
Mi scuso per la mia incapacità di distinguere una relazione dalla guerra.
Come guerriero in territorio nemico ho saccheggiato e mi sono preso quello di cui avevo bisogno, per poi strisciare via senza esser visto.
Avevo la guerra nella mente e non vedevo il fiume d’amore che fluiva oltre il campo di battaglia.
Ora riconosco che l’amore è l’antidoto per lasciare andare la corazza che copre il mio cuore, ma fin’ora non mi è stato possibile bere l’antidoto ero ancora nel bisogno di proteggermi.
Mi scuso per non aver permesso ai miei occhi di vederti, erano pieni di rabbia e lacrime mai versate. So che non è una consolazione, ma io non potevo vedere neanche me stesso.
Vedevo solo quello che serviva al guerriero dentro di me, il mio specchio era il campo di battaglia.(…)
Mi scuso per la mia sessualità scollegata dal cuore, so che hai desiderato a lungo ricongiungere il piacere con l’anima, ma c’erano troppe difese intorno al mio cuore; ci sono stati dei momenti in cui le tue vie d’amore mi hanno mostrato un bagliore di verità, ma non c’era intorno a me nessun modello che mi sostenesse nel rimanere connesso al cuore. 
Mi dispiace per questo, perchè ora so che una sessualità sacra è il percorso che ci riporterà verso Dio.
Mi scuso per i miei atti orribili di violenza, un riflesso della mia rabbia accumulata, della mia incapacità di distinguere i nemici dagli alleati. So, che non esistono parole che possano sanare le ferite che ti ho inflitto, questo lo so, ed è per questo che spesso sono scappato davanti a te; nascondevo il mio viso per la vergogna, ma ho capito che questo atteggiamento non migliora le cose. Ora, guardo negli occhi la violenza che ho perpetuato e cerco un luogo amorevole per chiederti perdono e perdonarmi.
Chiedo a tutti i guerrieri d’amore di riconoscere, senza senso di colpa, ma prendendosi la responsabilità per tutta la violenza e l’orrore che il nostro genere ha protratto sulla Terra.
Il Guerriero d’amore riconosce la via sbagliata e fa tutto il possibile per ritrovare il giusto sentiero.
Mi scuso per la mia incapacità di sviluppare un rapporto consapevole. 
Tu, eri lì con il cuore aperto ad accogliermi, ed io ero spaventato, perchè conoscevo le barricate ma non le porte aperte, per me quello era un terreno sconosciuto.
Mi scuso, perchè ora so che mi stavi chiamando per tornare a Casa.(…)
Attendo con impazienza , il momento in cui le nostre anime si ritroveranno, il momento in cui i nostri cuori cammineranno verso la stessa direzione.
Non ti cercherò perchè tu gratifichi il mio ego, neanche per il tuo aspetto esteriore, ti cercherò perchè la tua stessa presenza mi richiama fuori dal nascondiglio che ho scelto per la mia anima.
Ho ancora addosso l’armatura, ma ho scelto una via nuova.
Dopo così tante vite con le armi fra le mani, sfiorare un cuore mi confonde, ma so intuitivamente che questa è la via di casa.
Ti prego di non rinunciare a me, prego tutte le donne di non rinunciare ai guerrieri. 
Verrà il giorno in cui diventeremo guerrieri d’amore e perderemo i confini ispidi che abbiamo costruito.
Ti incontrerò sul ponte ricostruito della nostra sacra intimità, mano nella mano, cuori aperti per ricevere e donare, senza più paura, senza più bisogno di combattere e difendersi.

- Jeff Brown -








Avere un pensiero unico, assiduo, di tutte le ore, di tutti gli attimi; non concepire altra felicità che quella, sovrumana, irraggiata dalla sola tua presenza su l'esser mio; vivere tutto il giorno nell'aspettazione inquieta, furiosa, terribile, del momento in cui ti rivedrò.

- Gabriele D'Annunzio -







Essere sensuale è, credo, rispettare e gioire della forza della vita, essere presente in tutto ciò che si fa.

- James Baldwin -



Buona giornata a tutti. :-)




venerdì 9 novembre 2018

"L'oblio" ed "E' proibito" due splendide poesie di Pablo Neruda

Tutto l’amore in una coppa
ampia come la terra,
l’amore con stelle e spine
ti ho dato, ma camminasti
con piedi piccoli con tacchi sporchi
sul fuoco, spegnendolo.

Ahi grande amore, piccola amata!

Non mi fermai nella lotta.
Non cessai di marciare verso la vita,
verso la pace, verso il pane per tutti
ma ti alzai tra le mie braccia
e t’inchiodai ai miei baci
e ti guardai come mai
occhi umani torneranno a guardarti.

Ahi grande amore, piccola amata![..]

Resta sulla strada.
Per te è giunta la notte.
Forse all’alba
ci vedremo nuovamente.

Ahi grande amore, piccola amata!

- Pablo Neruda - 

Rose O'Neill - Paolo e Francesca (1905)

Diffida di quel particolare scoraggiamento che segue ai peccati contro la castità. 
Il vuoto psichico che essi creano, il malessere psicologico che li accompagna, l'impressione di essere tiranneggiato dall'istinto prepotente falsano il tuo giudizio, deformando la tua colpevolezza. 
I peccati della carne non sono i più gravi, mentre invece lo sono quelli contro la fede, la speranza e la carità.

- padre Michel Quoist -

da: “Riuscire” p. 274




Louis Icart (1888-1950), Golden Veil



È proibito
piangere senza imparare,
svegliarti la mattina senza sapere che fare
avere paura dei tuoi ricordi.

È proibito non sorridere ai problemi,
non lottare per quello in cui credi
e desistere, per paura.
Non cercare di trasformare i tuoi sogni in realtà.

È proibito non dimostrare il tuo amore,
fare pagare agli altri i tuoi malumori.

È proibito abbandonare i tuoi amici,
non cercare di comprendere coloro che ti stanno accanto
e chiamarli solo quando ne hai bisogno.

È proibito non essere te stesso davanti alla gente,
fingere davanti alle persone che non ti interessano,
essere gentile solo con chi si ricorda di te,
dimenticare tutti coloro che ti amano.

È proibito non fare le cose per te stesso,
avere paura della vita e dei suoi compromessi,
non vivere ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro.

È proibito sentire la mancanza di qualcuno senza gioire,
dimenticare i suoi occhi e le sue risate
solo perchè le vostre strade hanno smesso di abbracciarsi.
Dimenticare il passato e farlo scontare al presente.

È proibito non cercare di comprendere le persone,
pensare che le loro vite valgono meno della tua,
non credere che ciascuno tiene il proprio cammino
nelle proprie mani.

È proibito non creare la tua storia,
non avere neanche un momento per la gente che ha bisogno di te,
non comprendere che ciò che la vita ti dona,
allo stesso modo te lo può togliere.

È proibito non cercare la tua felicità,
non vivere la tua vita pensando positivo,
non pensare che possiamo solo migliorare,
non sentire che, senza di te,
questo mondo non sarebbe lo stesso.
non sentire che, senza di te, questo mondo non sarebbe lo stesso.


- Pablo Neruda -


Buona giornata a tutti  :-)



giovedì 8 novembre 2018

L'Odio - Wislawa Szymborska

Ha la vista acuta del cecchino
e guarda risoluto al futuro.
Guardate com’è sempre efficiente,
come si mantiene in forma
nel nostro secolo l’odio.
Con quanta facilità supera gli ostacoli.
Come gli è facile avventarsi, agguantare.
Non è come gli altri sentimenti.
Insieme più vecchio e più giovane di loro.
Da solo genera le cause
che lo fanno nascere.
Se si addormenta, il suo non è mai un sonno eterno.
L’insonnia non lo indebolisce ma lo rafforza.
Religione o non religione –
purché ci si inginocchi per il via
Patria o no -
purché si scatti alla partenza.
Anche la giustizia va bene all’inizio.
Poi corre tutto solo.
L’odio. L’odio.
Una smorfia di estasi amorosa
gli deforma il viso.
Oh, quegli altri sentimenti –
malaticci e fiacchi!
Da quando la fratellanza
può contare sulle folle?
La compassione è mai
arrivata per prima al traguardo?
Il dubbio quanti volenterosi trascina?
Lui solo trascina, che sa il fatto suo.
Capace, sveglio, molto laborioso.
Occorre dire quante canzoni ha composto?
Quante pagine ha scritto nei libri di storia?
Quanti tappeti umani ha disteso
su quante piazze, stadi?
Diciamoci la verità:
sa creare bellezza
Splendidi i suoi bagliori nella notte nera
Magnifiche le nubi degli scoppi nell’alba rosata.
Innegabile è il pathos delle rovine
e l’umorismo grasso
della colonna che vigorosa le sovrasta.
È un maestro del contrasto
tra fracasso e silenzio
tra sangue rosso e neve bianca.
E soprattutto non lo annoia mai
il motivo del lindo carnefice
sopra la vittima insozzata.
In ogni istante è pronto a nuovi compiti.
Se deve aspettare aspetterà.
Lo dicono cieco. Cieco?
Ha la vista acuta del cecchino
e guarda risoluto al futuro.
– lui solo.

-Wislawa Szymborska -






«La vita è un mistero da vivere, non un problema da risolvere».


- Gandhi - 




La vita non è fatta tanto di problemi da risolvere quanto di misteri da rispettare. 
Ci piace fissare degli obbiettivi, degli scopi da raggiungere, mentre la vita è innanzitutto uno slancio verso qualcosa che non si conosce. 
Ecco perché il nostro destino si inscrive in una convergenza di misteri: mistero degli eventi, degli incontri, del concorso di circostanze, dei risvolti delle situazioni, tutte cose che non dipendono affatto dalla nostra volontà. 
Rainer Maria Rilke, nelle sue famose "Lettere a un giovane poeta", dava questo straordinario consiglio: 

«Sforzatevi di amare le vostre stesse domande, ognuna come una stanza che vi è preclusa, come un libro scritto in una lingua straniera. Non cercate per il momento delle risposte che non possono esservi date. Limitatevi per il momento a vivere le vostre domande. Può darsi che, semplicemente vivendole, un giorno finirete per entrare inconsapevolmente nelle risposte ».




Buona giornata a tutti. :)









lunedì 15 ottobre 2018

In te la terra e Nella tua fiamma mortale..... - Pablo Neruda

Piccola
rosa,
rosa piccina,
a volte,
minuta e nuda,
sembra
che tu mi stia in una
mano,
che possa rinchiuderti in essa
e portarti alla bocca,
ma
d'improvviso
i miei piedi toccano i tuoi piedi e la mia bocca le tue labbra,
sei cresciuta,
le tue spalle salgono come due colline,
i tuoi seni si muovono sul mio petto,
il mio braccio riesce appena a circondare la sottile
linea di luna nuova che ha la tua cintura:
nell'amore come acqua di mare ti sei scatenata:
misuro appena gli occhi più ampi del cielo
e mi chino sulla tua bocca per baciare la terra.

- Pablo Neruda - 



Nella sua fiamma mortale...

Nella sua fiamma mortale la luce ti avvolge.
Assorta, pallida dolente, così disposta
contro le antiche eliche del crepuscolo
che gira intorno a te.

Muta, amica mia,
sola nella solitudine di queste ore di morte
e piena della vita del fuoco,
pura ereditiera del giorno distrutto.

Dal sole cade un grappolo sul tuo vestito oscuro.

Le grandi radici della notte
crescono d'improvviso dalla tua anima,
e all'esterno tornano le cose in te nascoste,
così che un popolo pallido e azzurro
appena sorto da te si alimenta.

Oh grandiosa e feconda e magnetica schiava
del circolo che in nero e oro succede:
eretta, tratta e ottiene una creazione sì viva
che soccombono i fiori, ed è piena di tristezza.

- Pablo Neruda -

Jean-Honoré Fragonard (1732-1806), Les Amoureux


Buona giornata a tutti. :)