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domenica 18 marzo 2018

don Bosco e la Quaresima

Primieramente voglio dirvi che la quaresima è già incominciata e bisogna santificarla colle buone opere. 
Io vi darò un mezzo per santificare questi giorni: la confessione e la comunione frequente per ottenere da Dio tutte le grazie delle quali si ha di bisogno. 
Fra tutto l’anno questi sono i giorni propizi! 
Io non intendo già con questo che facciate rigorose penitenze, o lunghi digiuni. Volete però che io vi suggerisca un modo di fare anche voi un po’ di penitenza, adattata alla vostra età ed alla vostra condizione? 
Io ve lo suggerisco. Consiste in un digiuno che tutti potete fare, cioè custodire il vostro cuore e i vostri sensi. 
Fate digiunare il demonio, non commettendo alcun peccato. 
Attenti ai sensi. Fate digiunare i vostri occhi. 
Gli occhi sono chiamati le finestre per le quali entra il demonio nell’anima. 
E noi come faremo per impedire che entri? 
Chiudete queste finestre, quando vanno chiuse. 
Non permettete mai che gli occhi si fermino in nessun modo a guardare cose o dipinti o fotografie che siano contrarie alla virtù della modestia. 
Ritirate subito gli sguardi, quando s’incontrano con oggetti pericolosi. Un’altra mortificazione degli occhi è di frenare la curiosità: mai e poi mai leggere libri che parlino contro la religione, o che siano immorali, o anche solo pericolosi per la vostra età. 
Come vi ho già detto e ripetuto molte volte, dateli alle fiamme questi libri, quando vi capitano nelle mani, consegnateli ai vostri educatori, liberatevi presto da simile peste. 


Vi è poi da mortificare, da far digiunare l’udito con non mai fermarsi ad ascoltare discorsi che possano offendere la bella virtù, o discorsi di mormorazione contro il terzo o il quarto, i Superiori o i compagni.
Far digiunare la lingua, con proibirle ogni parola che possa dare scandalo, astenendovi sempre dal dire motti pungenti contro qualche compagno, rifuggendo dal parlare male di chicchessia: insomma non tener mai un discorso, che non osereste fare al cospetto di un superiore.
Mortificate la gola, col non andare tanto in cerca di quello che più piace al palato, ma prendere quello che danno; non essere nel numero di coloro che desiderano sempre e studiano il modo di avere qualche cibo speciale, qualche bicchiere di vino.
Potrete anche fare qualche mortificazione sopportando con pazienza certe contrarietà, un po’ di caldo o un po’ di freddo, senza lamentarvi. 
Non dite subito come fanno alcuni: – Scriverò che mi si mandi da casa questo e quello. 
- Se non è vera necessità, pazientate alquanto, aspettate, fate con pacatezza, fate adagio. Non stizze, non musi, non irrequietezza. 
Mortificatevi sopportando con carità e pace qualche piccolo difetto dei vostri compagni, qualche incomodo o della camerata o della scuola. 
In conclusione, mortificatevi, non ascoltando, non dicendo e non facendo cosa contraria in qualsivoglia modo al buon esempio. 

Così facendo, benchè siano cose di poco peso, vi serviranno di penitenza adattata a ciascuno di voi, non vi nuoceranno, vi faranno raggiungere lo scopo pel quale venne istituito il digiuno della quaresima, vi aiuteranno potentemente a vincere le cattive inclinazioni, vi faranno acquistare grandi meriti per l’anima. 
Osservate bene l’orario, e specialmente in questo tempo di quaresima. 
Invece di fare opere di penitenza fate quelle dell’obbedienza. 
Siate puntuali al mattino nell’alzarvi, alla sera nell’andare a letto, nell’andare a scuola e in chiesa e nell’eseguire ogni altro vostro dovere.
Buona notte!

- don Bosco -


Buona giornata a tutti. :-)





domenica 11 marzo 2018

L'agonia di Cristo perpetuata nel SS. Sacramento e il sonno delle nostre anime - don Dolindo Ruotolo

Gesù si avviò verso il Getsemani. 

D’un tratto la divinità si nascose
ed Egli rimase solo,
caricato dei peccati degli uomini
di tutti i secoli passati e futuri,
fino al termine del mondo;
si sentì caricato di tutte le prevaricazioni,
perché Egli le doveva tutte riparare
con le sue pene...
Fu una pena ineffabile,
alla quale s’aggiunsero gli assalti furenti di satana
che tentava di vincerlo
ed allontanarlo col terrore
dal pensiero di riparare per i peccati degli uomini...
I peccati dei quali si sentiva caricato
gli davano un dolore spasimante,
ed avrebbe desiderato esserne liberato,
ma l’amore, l’infinito suo amore
gli faceva desiderare di non esserne liberato,
poiché Egli solo poteva sopportare
quel peso spaventevole...
Domandò di fare la volontà del Padre
per compiere divinamente la grande espiazione,
e cercò dei cuori che l’avessero aiutato
a riparare e ad amare.
Andò dagli Apostoli
ed, ahimé, li trovò addormentati!
Addormentati profondamente,
quando avrebbero dovuto pregare con Lui!
... Gesù Cristo sta ora nell’Orto della sua Chiesa
e, nascosto nel suo Tabernacolo di amore,
prega e si offre al Padre.
LÀ EGLI CONTINUA LA SUA AGONIA MISTICAMENTE
E LÀ VUOLE I SUOI FIGLI,
PERCHÉ VEGLINO E PREGHINO CON LUI.
Quale dolore per Gesù
vedere che i suoi figli dormono
nella notte dei loro peccati
e, sognando le chimere del mondo,
lo dimenticano!
... Dobbiamo vigilare e pregare
per non cadere nella tentazione;
potremmo sentirci scossi nella nostra fedeltà
se non preghiamo,
potremmo seguire lo spirito del mondo,
o fuggire addirittura dal nostro adorabile Redentore
ed unirci ai suoi persecutori.
... Che cosa più soave per noi
quanto il vigilare innanzi a Te Sacramentato, o Gesù!
Quanto peseranno nel giorno del giudizio
le ore che avremmo potuto passare con Te
e che abbiamo trascorse invece
nelle miserie di questa Terra!

Meditazione del Servo di Dio  don Dolindo Ruotolo (1882-1970)




Il nostro vero digiuno non sta nella sola astensione dal cibo; non vi è merito a sottrarre alimento al corpo se il cuore non rinuncia all'ingiustizia e se la lingua non si astiene dalla calunnia.


san Leone Magno, papa -





Maria, Madre della conversione,
in questo tempo di Quaresima,
guidaci nel cammino che porta a Gesù,
unico Salvatore e Redentore dell'umanità.
Fa', o Vergine della Quaresima,
che in questi giorni di ascolto, preghiera e penitenza,
ogni uomo, credente nel Vangelo,
e che sa di essere polvere e in polvere ritornerà,
possa sperimentare la misericordia divina
nel sacramento della riconciliazione e del perdono.
Nell'assiduo ascolto della Parola di Dio,
nella celebrazione quotidiana della liturgia eucaristica,
nella carità senza limite verso ogni fratello di questa Terra,
possa diventare un vero adoratore di Dio, in spirito e verità.
O Maria, Madre del Redentore,
Madre del Cristo ritirato nel deserto,
per pregare, fare penitenza e prepararsi
all'annuncio del suo Regno,
ottienici dal tuo Figlio, Morto e Risorto,
per la nostra salvezza,
la grazia di non abbandonarci nella tentazione,
ma di liberarci da ogni male
e portarci con lui nell'eternità. Amen.

- Padre Antonio Rungi - 

Buona giornata a tutti. :-)










lunedì 19 febbraio 2018

Preghiera per la Quaresima del Card. Carlo Maria Martini e riflessioni di Sant'Agostino


Il digiuno quaresimale può ridursi a gesto simbolico, che preveda solo un’astensione totale o parziale da cibi e bevande? 
Certo in una società opulenta il digiuno risulta anche una piacevole alternativa ad una tavola sempre imbandita. 
La privazione invece deve aprirsi alla generosità: "digiunare" per se stessi, da ogni comportamento egoistico ed autosufficiente, che tende ad assolutizzare ogni bene materiale; "digiunare per gli altri", coltivando la carità fraterna, la solidarietà verso il prossimo, l’aiuto verso i bisognosi. 
Nel volto del fratello si rivela il volto di Cristo povero e bisognoso, "affinché Colui che vede dentro ti dica: Ecco sono qui!". Ciò sia fatto nel segno della gioia e del buon animo, deponendo tristezza, brontolii e fastidi, atteggiamenti che possono inficiare anche la bontà dell’azione che si sta realizzando.

www.augustinus.it




Dalle "Esposizioni sui Salmi" di Sant'Agostino Vescovo (En. in ps. 42, 7-8)

Le ali della tua preghiera
In un salmo è detto: Io dissi: Signore, abbi pietà di me, risana l'anima mia, perché ho peccato contro di te (Ps 4, 5). 
Questa supplica, fratelli, è sicura; ma vigilate nelle opere buone. 
Toccate il salterio obbedendo ai comandamenti, toccate la cetra, sopportando le passioni. Spezza il tuo pane per chi ha fame (Is 58, 7), ha detto Isaia; non credere che sia sufficiente il digiuno. 
Il digiuno ti mortifica, non soccorre gli altri. 
Saranno fruttuose le tue privazioni se donerai ad altri con larghezza. Ecco, hai defraudato la tua anima; a chi darai ciò che ti sei tolto? dove porrai ciò che hai negato a te stesso? 
Quanti poveri potrebbe saziare il pranzo che noi oggi abbiamo interrotto! 
Il tuo digiuno deve essere questo: mentre un altro prende cibo, godi di nutrirti della preghiera per la quale sarai esaudito. 
Continua infatti Isaia: Mentre ancora tu parli, io ti dirò: ecco son qui; se spezzerai di buon animo il pane a chi ha fame (Is 58, 9-10); perché di solito ciò vien fatto con tristezza e brontolando, per evitare il fastidio di colui che chiede, non per ristorare le viscere di chi ha bisogno. Ma Dio ama chi dona con letizia (2 Cor 9, 7). 
Se avrai dato il pane con tristezza, hai perduto il pane e il merito. Fa' dunque questo di buon animo, affinché colui che vede dentro mentre ancora stai parlando ti dica: Ecco son qui. 
Con quanta celerità sono accolte le preghiere di coloro che operano il bene! Questa è la giustizia dell’uomo in questa vita, il digiuno, l’elemosina, la preghiera. Vuoi che la tua preghiera voli fino a Dio? 
Donale due ali: il digiuno e l'elemosina. 
Così ci trovi, così tranquilli ci scopra la luce di Dio e la verità di Dio, quando verrà a liberarci dalla morte Colui che già è venuto a subire la morte per noi. Amen.

In breve...
Quando un cristiano accoglie un cristiano, le membra servono alle membra e il Capo, Cristo, ne gioisce e conta come dato a sé ciò che si dona a un membro suo. Quaggiù sia nutrito Cristo affamato, assetato riceva la bevanda, nudo sia vestito, forestiero sia accolto, infermo sia visitato. 
Questo è necessario durante il viaggio. Così si deve vivere in questo esilio, dove Cristo è bisognoso. È bisognoso nei suoi, ricco di ogni cosa in se stesso. (Serm. 263, 3)



Preghiera per la Quaresima

Adorando insieme la croce, segno della nostra salvezza,
chiediamo umilmente perdono per noi,
per le colpe di cui noi ci siamo macchiati;
chiediamo perdono anche a nome di tutti coloro che non sono qui
e non sanno chiedere perdono al Signore per le loro colpe.
Essi non sanno di quanta gioia e di quanta pace
il loro cuore sarebbe pieno se sapessero farlo.
Chiediamo perdono a nome di tutta l'umanità,
del tanto male commesso dall'uomo contro l'uomo,
del tanto male commesso dall'uomo
contro il Figlio di Dio, contro il salvatore Gesù,
contro il profeta che portava parole di amore.
E mettiamo la nostra vita nelle mani del crocifisso
perché egli, redentore buono, redima e salvi il nostro mondo,
redima e salvi la nostra vita col conforto del suo perdono.


Buona giornata a tutti. :-)





giovedì 2 marzo 2017

Il digiuno che piace al Signore

Digiuna dal giudicare gli altri:
scopri Cristo che vive in loro.
Digiuna dal dire parole che feriscono:
riempiti di frasi che risanano.
Digiuna dall'essere scontento:
riempiti di gratitudine.
Digiuna dalle arrabbiature:
riempiti di pazienza.
Digiuna dal pessimismo:
riempiti di speranza cristiana.
Digiuna dalle preoccupazioni inutili:
riempiti di fiducia in Dio.
Digiuna dal lamentarti:
riempiti di stima per quella meraviglia che è la vita.
Digiuna dalle pressioni e insistenze:
riempiti di una preghiera incessante.
Digiuna dall'amarezza:
riempiti di perdono.
Digiuna dal dare importanza a te stesso:
riempiti di compassione per gli altri.
Digiuna dall'ansia per le tue cose:
compromettiti nella diffusione del Regno.
Digiuna dallo scoraggiamento:
riempiti di entusiasmo nella fede.
Digiuna da tutto ciò che ti separa da Gesù:
riempiti di tutto ciò che a Lui ti avvicina.
Spirito Santo, che hai condotto Gesù nel deserto,
dove Egli ha digiunato per quaranta giorni e quaranta notti,
per l'intercessione di Maria SS.,
Madre di Gesù e Madre mia,
aiutaci a digiunare così come tu vuoi.



"Cari fratelli e sorelle, la Quaresima è un nuovo inizio, una strada che conduce verso una meta sicura: la Pasqua di Risurrezione, la vittoria di Cristo sulla morte. 
E sempre questo tempo ci rivolge un forte invito alla conversione: il cristiano è chiamato a tornare a Dio «con tutto il cuore» ( Gl 2,12), per non accontentarsi di una vita mediocre, ma crescere nell'amicizia con il Signore. 
Gesù è l 'amico fedele che non ci abbandona mai, perché, anche quando pecchiamo, attende con pazienza il nostro ritorno a Lui e, con questa attesa, manifesta la sua volontà di perdono" 

- Messaggio del Santo Padre Francesco per la Quaresima 2017 - 



Carità, Preghiera e Digiuno

Signore Gesù, 
è cominciata la Quaresima 
che ci condurrà a celebrare 
la tua Pasqua di morte e di risurrezione.
Di anno in anno 
tu ci offri questo appuntamento di grazia
perché la nostra fede 
conosca una nuova primavera,
noi veniamo rinnovati nel profondo dell’esistenza
e ritroviamo un’armonia perduta.
Così tu ci indichi subito con quali mezzi 
possiamo guarire il nostro cuore
e instaurare una relazione autentica
con noi stessi, con gli altri
e con il Padre tuo.
Attraverso la carità tu apri la nostra vita
alla compassione e alla solidarietà,
e la liberi da un inguaribile egoismo
che la soffoca e la rende sterile.
Con la preghiera tu ci inviti
a ristabilire il rapporto con Dio,
appannato dalla nostra negligenza,
offuscato da numerose infedeltà.
Con il digiuno tu ci chiedi
di guarire lo spirito 
partendo dal nostro corpo,
di avvertire fame di tutto ciò 
che conta veramente.
E perché ogni strumento si riveli efficace
tu ci domandi di agire 
senza alcuna ostentazione.
Così questo sarà per noi un tempo di grazia.



Buon cammino di Quaresima a tutti quanti. :-)

Stefania 

lunedì 7 marzo 2016

Tacere davanti a te - Jean Gallot

 Tacere davanti a te, offrirti il mio silenzio 
in omaggio d'amore.
Tacere davanti a te per poter dire l'inesprimibile
al di là delle parole.
Tacere per liberare il fondo del mio spirito,
l'essenza della mia anima
Tacere per lasciar battere il cuore più forte
nella tua intimità,
e per prendere il tempo di guardarti meglio,
più libero e più sereno.
Tacere per sognare di te, della tua presenza,
della tua grande bontà,
e per scoprirti nella tua realtà
più bello del mio sogno.
Tacere per lasciare che lo Spirito d'amore gridi in me
"Abba" al Padre,
e dirti "Signore" con la sua voce divina
dagli accenti ineffabili.
Tacere, lasciarti rivolgermi la tua parola
in tutta libertà,
sforzarmi di ascoltare il tuo linguaggio segreto
e di meditarlo.
Tacere e cercarti non più con le parole
ma con tutto il mio essere,
e trovarti veramente quale tu sei, Gesù,
nella tua divinità.


- Jean Galot -
da: "Amarti senza vederTi"



Il digiuno del cuore

Signore, fa' digiunare il nostro cuore: che sappia rinunciare a tutto quello che l'allontana dal tuo amore, Signore, e che si unisca a Te più esclusivamente e più sinceramente.

Fa' digiunare il nostro orgoglio, tutte le nostre pretese, le nostre rivendicazioni, rendendoci più umili e infondendo in noi, come unica ambizione, quella di servirTi. 

Fa' digiunare le nostre passioni, la nostra fame di piacere, la nostra sete di ricchezza, il possesso avido e l'azione violenta; che nostro solo desiderio sia di piacere a Te in tutto.

Fa' digiunare il nostro "io", troppo centrato su se stesso, egoista indurito, che vuole trarre solo il suo vantaggio: che sappia dimenticarsi, nascondersi, donarsi.

Fa' digiunare la nostra lingua, spesso troppo agitata, troppo rapida nelle sue repliche, severa nei giudizi, offensiva o sprezzante: fa' che esprima solo stima e bontà. 

Che il digiuno dell'anima, con tutti i nostri sforzi per migliorarci, possa salire verso di Te come offerta gradita, meritarci una gioia più pura, più profonda.
Amen

- Padre Jean Galot - 

























Decalogo della parola

1. Prima di parlare controlla che il cervello sia inserito.
2. Non parlare di te: lascia che siano gli altri a scoprirlo.
3. Regala parole buone: la scienza sta ancora cercando una medicina più      efficace delle parole buone.
4. Non dire tutto ciò che pensi, ma pensa a tutto ciò che dici.
5. Adopera ragioni forti con parole dolci.
6. Quando parli, pensa all’insalata: è buona se ha più olio che aceto.
7. Non basta parlare: bisogna comunicare. Chi parla difficile non comunica.
8. Ascolta! Ascoltare è la forma più raffinata di parlare.
9. Quando senti altrui mancamenti, serra la lingua tra i denti.
10. Parla per ultimo: sarai ricordato per primo.

Pino Pellegrino, Marino Gobbin
Omelie per un anno, Vol. 1 – Anno A, Elledici 2004
























Buona giornata a tutti. :-)

www.leggoerifletto.it


lunedì 23 febbraio 2015

La nostra fede è come cenere - Pie Charts

Signore, la nostra fede è come cenere,
tiepida e inconsistente!
La nostra speranza è come cenere:
leggera e portata dal vento.
Il nostro sguardo è come la cenere:
grigio e spento.
Le nostre mani sono come la cenere:
quanta polvere!
La nostra comunità è come la cenere:
quanta dispersione!
Signore Dio nostro, ti ringraziamo
perché nel cammino di quaranta giorni
che oggi iniziamo,
il soffio del tuo Spirito
accende di nuovo il suo fuoco
che cova sotto le nostre ceneri.
Amen.


- Pie Charts -




Ecco che è venuto il tempo del digiuno,
pregherò sino a quando si apriranno 
le porte della misericordia,
fino a quando si illuminerà il volto 
di colui che il mio cuore ama,
fino a quando potrò di nuovo contemplare la sua gloria.
Non ho riempito la mia lampada 
dell'olio dello Spirito Santo;
spogliata di buone azioni,
la mia anima davanti a te mi rende indegno.
O mio Salvatore, salvami.



Coloro che devono nuotare nel mare e che conoscono l'arte del nuotare, si tuffano quando l'onda arriva su di loro, e si lasciano andare sott'acqua fino a che sia passata. E dopo continuano a nuotare senza difficoltà. 
Ma se essi vogliono opporsi all'onda, essa li respinge e li getta lontano. Appena essi si rimettono a nuotare, una nuova onda li investe; se essi resistono ancora, eccoli ancora respinti, e gettati lontano; essi si stancano solamente, senza avanzare. 
Si tuffino sotto l'onda, come ho detto, si abbassino, e quella passerà senza disturbarli; essi continueranno a nuotare sino a che vorranno, e porteranno a termine ciò che devono fare. 
Così è per le tentazioni. 
Sopportate con pazienza e umiltà, esse passano senza fare del male. Ma se si resta ad affliggersi, a turbarsi, ad accusare tutti, ciò ci fa soffrire rendendo più opprimente la tentazione, e ne risulta che essa è per noi non solo senza profitto, ma addirittura nociva.


- Santa Dorotea di Gaza -



"Supplichiamo con fervore Maria Santissima 
perché accompagni il nostro cammino quaresimale
con la sua protezione 
e ci aiuti ad imprimere 
nel nostro cuore e nella nostra vita
le parole di Gesù Cristo, 
per convertirci a Lui".

Dal Magistero di papa Benedetto XVI

(Angelus di domenica 26 febbraio 2012, 
I di Quaresima, Anno B)




Maria,
Madre di Gesù e Madre mia,
aiutami ad usare bene
questo Tempo di Quaresima
per trarne il massimo
profitto spirituale.
Cercherò di scoprire
i miei "punti deboli",
chiedendomi dove e quando
la mia fiducia in Dio vacilla.
Madre cara,
a Te affido
il mio cammino di conversione
e Ti dico:
Mamma, aiutami Tu;
il Tuo Cuore è il mio Rifugio!
Amen.




Buona giornata a tutti. :-)





lunedì 31 marzo 2014

Sant'Antonio da Padova ci aiuta per la Quaresima

Come nelle mani ci sono dieci dita, così dieci sono le specie di mortificazione:

1. La rinuncia alla propria volontà,
2. l’astinenza dal cibo e dalla bevanda,
3. la rigorosità del silenzio,
4. le veglie di preghiera durante la notte,
5. l’effusione delle lacrime,
6. il dedicare un congruo tempo alla lettura,
7. darsi da fare con fatica del corpo,
8. la generosa partecipazione alle necessità del prossimo,
9. il vestire dimessamente,
10. il disprezzo di se stessi.
         
                     S.Antonio di Padova, Serm. Dom. di Pentec.,1§7


Il digiuno di Cristo, durato quaranta giorni e quaranta notti, ci insegna in quale modo possiamo fare penitenza per i peccati commessi e come dobbiamo comportarci per non ricevere inutilmente la grazia di Dio. Ci dice l'Apostolo: «Vi esortiamo a non ricevere invano la grazia di Dio. Dice infatti il Signore per bocca di Isaia: Al momento favorevole ti ho esaudito, e nel giorno della salvezza ti ho soccorso. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza» (2Cor 6,1-2; cf. Is 49,8). (Dom. I quar. §20)



Fa' attenzione che la soddisfazione, cioè la penitenza, consiste in tre cose: nell'orazione per ciò che riguarda Dio, nell'elemosina per ciò che riguarda il prossimo, e nel digiuno per ciò che riguarda noi stessi, affinché la carne, che nel piacere ha condotto al peccato, nell'espiazione e nella sofferenza conduca al perdono.
Si degni di concedercelo colui che è benedetto nei secoli. Amen. 

(sermone Merc. Ceneri §10)


Il nostro caro sant'Antonio, santo veramente adatto alla Quaresima perché - come tutti i santi francescani - sempre dedito alla conversione e alla penitenza, ci spiega almeno dieci modi diversi per dedicarsi a qualche esercizio penitenziale. 
La "disciplina della mortificazione", sebbene faticosa, non dev'essere per forza noiosa! 

La fantasia dei santi può aiutare anche noi a scegliere qualche modo adatto per preparaci alla Pasqua, oppure a renderci conto che ciò che già facciamo ha un valore aggiunto se lo offriamo con intenzione di riparazione per i peccati.


Buona giornata a tutti :-)