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lunedì 10 dicembre 2018

"Il Dio-saldatore si è incalmato" - Don Marco Pozza

Tutto goffo, pure un attimo rintronato. 
Uno di quelli che, ammaccati dalla miseria marcia, soccombono quasi sotto terra, incuranti di tutto, non curati da tanti, forse sbadati addirittura a se stessi. Uomini-ombra. 
È la notte di Natale, siamo dietro le sbarre di una patria galera del Nord-Est, quello contorto e gentile. 
Un pugno di gente: un prete che annuncia la nascita, tredici uomini - più avanzi d'umano che uomini tutt'interi, "gente avariata" direbbe qualcuno - mezzi assaliti dal sonno; qualche uomo generoso come lampione che illumina la notte. 
Notte santa, notte generosa, notte d'intrepida attesa. 
Notte-con-Dio.
All'oscuro dell'italiano, com'è di tanti che hanno fatto della scarpata-della-strada la loro scuola, si prenota col dito una delle preghiere dei fedeli stampate sul foglietto. 
Sempre le solite, quasi sempre senza vita, sovente insipide e amorfe. 
Che importa? 
Da quand'è nato il mondo, sono sempre gli uomini a fare la differenza: al tempo dei faraoni, al tempo del bullo Erode. 
Salvatore (chissà se si chiama proprio così o se ha imparato a chiamarsi così) legge la seconda delle cinque preghiere. 

Quella dove sta scritto: "Nel mistero del Dio incarnato (...) preghiamo Dio salvatore (Ascoltaci, o Signore)".

Non sempre ciò che si legge corrisponde a ciò che sta scritto: tra lo scritto e il letto di mezzo ci passa la vita: quella che sorprende e acciuffa, che stupisce e smarrisce, vita-sempre-vita. 
Salvatore non legge ciò che c'è scritto, legge ciò che capisce. Di più: legge ciò che gli risuona nel cuore più che quello che altri hanno scritto. 
Legge tutto d'un fiato, come chi prende la rincorsa per fare il salto migliore: "Nel mistero del Dio incalmato (...) preghiamo Dio saldatore (Ascoltaci, o Signore)." 
Alzo gli occhi, anche solo per strappare un sorriso: la loro compostezza scoraggia la mia ilarità. 

Nessuno sorride, forse manco si sono accorti: tutti ignoranti? Oppure Salvatore ha detto ciò che anche loro pensavano per davvero nel cuore.

Il Dio incalmato, non il Dio incarnato. Eggià: l'incarnazione è roba troppo astratta, odora di teologia e di frasi spurie, non trattiene l'odore consunto della terra, la voracità inimmaginabile del "Dio si è fatto carne" (liturgia della II^ domenica del tempo di Natale). 
L'incarnazione è dogmatica, troppa lontananza per i poveracci, ancora lungi dal loro essere terra-terra. 
Per loro dire che Dio si è incarnato non dice nulla: che Dio si sia incalmato, invece, è tutto un programma, il più ardito dei tentativi mai accaduti. Incalmare è verbo di botanica, sudicio di letame, gergo contadino: è inserire il ramo di una pianta su un'altra pianta di diversa varietà, per ottenere un individuo nuovo. 

È un tentativo di miglioria, un trucco da esperti, un tocco di finezza botanica. Il Natale? La divinità s'incalma con l'umanità, Dio s'innesta nell'uomo, l'Onnipotente s'incastra nell'impotenza.

Mai trovata una traduzione più fedele di questa. Senti che tocco: "Dio si è incalmato e venne ad abitare in mezzo a noi" Mica finito, però. 
Era forse preoccupato, Salvatore, che qualcuno non s'intendesse di botanica e, perciò, rischiasse di non capire cos'è il Natale. 
Così, sfacciatamente geniale, ha firmato la seconda manovra da fuoriclasse: "Preghiamo Dio saldatore". Saldatore! La salvezza è una saldatura, congiungere due o più cose insieme in modo da formarne una sola. 

Il Natale è la saldatura di Dio: il Cielo si stringe alla terra, Dio s'aggroviglia in un abbraccio con l'uomo, il suo sogno diventa segno per tutti: "Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia" (Lc 2,12). Dio è il saldatore, il Bambino è la saldatura: la terra è saldata, anche salvata. L'aggancio è riuscito: Dio, incalmandosi, ha saldato la terra col Cielo.

Due giorni dopo Natale, Salvatore Tremiterra, poco oltre i quarant'anni, è morto: un infarto l'ha colto improvviso dentro la sua cella di galera. 
Un pover'uomo in mezzo ad una ciurma di poveri-cristi. 
Stamattina ho celebrato il suo funerale: il funerale di Salvatore, il mio-piccolo-salvatore. L'uomo sbagliato che ha salvato il mio Natale giusto dal rischio dell'astrazione: il Dio-saldatore si è incalmato. 
Solo ai poveri Dio concede il lusso di dargli così sfacciatamente del tu senza renderlo banale.
Grazie, Salvatore.

- Don Marco Pozza -
(Cappellano della Casa di Reclusione di Padova) 2 gennaio 2016





L'amore è come un albero: 
spunta da sé, 
getta profondamente le radici 
in tutto il nostro essere, 

e continua a verdeggiare
anche sopra un cuore in rovina.

- Victor Hugo -


Buona giornata a tutti. :-)




mercoledì 12 settembre 2018

A Juliette Drouet - Victor Hugo

Faccio tutto ciò che posso
perché il mio amore
non ti disturbi,
ti guardo di nascosto,
ti sorrido quando non mi vedi.
Poso il mio sguardo
e la mia anima ovunque
vorrei posare i miei baci:
sui tuoi capelli,
sulla tua fronte,
sui tuoi occhi,
sulle tue labbra,
ovunque le carezze
abbiano libero accesso.

- Victor Hugo - 



"Siate come l’uccello posato per un attimo su rami troppo fragili, che sente la fronda piegarsi e canta, tuttavia, sapendo di avere le ali.

- Victor Hugo -


"Se Dio non avesse creato la donna, non avrebbe creato neppure il fiore."

 - Victor Hugo -



Buona giornata a tutti. :-)



sabato 23 gennaio 2016

Profumo esotico - Charles Baudelaire

Quando a occhi chiusi in una calda sera autunnale
respiro il profumo dei tuoi seni amorosi
scorrono le immagini di spiagge felici
abbagliate dai raggi di un monotono sole.
Un’isola indolente cui la natura ha dato
alberi singolari e frutti saporiti,
uomini slanciati dai corpi vigorosi
e donne che ti stupiscono per la franchezza dello sguardo.
Guidato dal tuo profumo verso climi incantevoli,
vedo un porto popolato di vele e di alberi
ancora affannati per le onde del mare.

E intanto il profumo dei verdi tamarindi,
che si spande nell’aria e gonfia le mie narici,
si mescola nella mia anima al canto dei marinai.

- Charles Baudelaire -






Quando due anime, che si sono cercate tanto a lungo nella folla, si sono finalmente trovate, quando si sono accorte di essere ben sortite, in sintonia e compatibili, in una parola di essere simili, allora si stabilisce per sempre tra di loro un'unione ardente e pura come esse sono, un'unione che comincia sulla terra e continua per sempre nel cielo. 
Questa unione è amore, vero amore, come in verità pochissimi uomini riescono a concepire.


- Victor Hugo -


foto : Leo Matiz


Ho bevuto perché volevo annegare i miei dolori, ma ora queste cose dannate hanno imparato a nuotare.


Bebía porque quería ahogar mis penas, pero las malvadas aprendieron a nadar.



- Frida Kahlo -




"Quando in amore si cerca la perfezione, si trova la solitudine..."

- Luca Bianchini - 


Buona giornata a tutti. :-)





lunedì 5 maggio 2014

L'uomo e la donna - Victor Hugo

L'uomo è la più elevata delle creature.
La donna è il più sublime degli ideali.
Dio fece per l'uomo un trono, per la donna un altare.
Il trono esalta, l'altare santifica.

L'uomo è il cervello. La donna il cuore.
Il cervello fabbrica luce, il cuore produce amore.
La luce feconda, l'amore resuscita.
L'uomo è forte per la ragione.
La donna è invincibile per le lacrime.
La ragione convince, le lacrime commuovono.

L'uomo è capace di tutti gli eroismi.
La donna di tutti i martìri.
L'eroismo nobilita, il martirio sublima.
L'uomo ha la supremazia.
La donna la preferenza.
La supremazia significa forza;
la preferenza rappresenta il diritto.

L'uomo è un genio. La donna un angelo.
Il genio è incommensurabile;
l'angelo indefinibile.
L'aspirazione dell'uomo è la gloria suprema.
L'aspirazione della donna è la virtù estrema.
La gloria rende tutto grande; la virtù rende tutto divino.

L'uomo è un codice. La donna un vangelo.
Il codice corregge, il vangelo perfeziona.
L'uomo pensa. La donna sogna.
Pensare è avere il cranio di una larva;
sognare è avere sulla fronte un'aureola.

L'uomo è un oceano. La donna un lago.
L'oceano ha la perla che adorna;
il lago la poesia che abbaglia.
L'uomo è l'aquila che vola.
La donna è l'usignolo che canta.
Volare è dominare lo spazio;
cantare è conquistare l'Anima.

L'uomo è un tempio. La donna il sacrario.
Dinanzi al tempio ci scopriamo;
davanti al sacrario ci inginocchiamo. Infine:
l'uomo si trova dove termina la terra,
la donna dove comincia il cielo.

 - Victor Hugo - 







"Mai sposarsi da innamorati. Se siete innamorati non sposatevi perchè nell'innamoramento non c'è senso del reale. Solo quando avrai realizzato che accanto a te c'è un disgraziato, un bambino oppure una nevrastenica, un'isterica, solo quando i suoi difetti non saranno più buffi, ma odiosi, allora lo/la amerai davvero. (...)
Bisogna saper litigare, saper avere idee diverse e invece molti vivono tirando a campare, ingoiando rospi.
Il benessere relazionale non può decidere su tutto, perchè se no il rischio è che si proceda per ipocrisia... ossia andare avanti reprimendo quelle che sono le proprie verità.
Infatti molti vivono cercando di evitare i difetti dell'altro: so che ci sono delle cose che non posso dire per cui dinnanzi ad un difetto dell'altro sto in apnea aspettando che passi e che riemerga un suo pregio. (...)
L'amore vero è quello che non conosce condizioni, è quello che parte dall'attrazione, passa per l'affinità e arriva all'intuizione che c'è qualcosa di indissolubile tra voi.
Quest'intuizione ce l'abbiamo tutti ed è necessario averla tutti e due.
Non si arriva al matrimonio per avere un rapporto indissolubile, ma per mettere un sigillo a quello che provate tra voi come indissolubile. "

Don Fabio Rosini



E poi ci sono persone belle fisicamente che non hanno mai imparato ad amarsi. E non si accettano, riescono persino a sentirsi brutte. 
Perché non sanno che prima di dire “ti amo” devono imparare a dire “mi amo”. 

(Agostino Degas)



Quando l'amore vi chiama seguitelo. Anche se le sue vie sono dure e scoscese. 

- Khalil Gibran - 







E con questo bel colloquio dal film "Harry ti presento Sally", 
vi auguro una splendida giornata! :-)










domenica 10 novembre 2013

La breve vita dei nostri antenati – Wislawa Szymborska

Non arri­va­vano in molti fino a trent’anni.
La vec­chiaia era un pri­vi­le­gio di alberi e pie­tre.
L’infanzia durava quanto quella dei cuc­cioli di lupo.
Biso­gnava sbri­garsi, fare in tempo a vivere
prima che tra­mon­tasse il sole,
prima che cadesse la neve.
Le geni­trici tre­di­cenni,
i cer­ca­tori quat­trenni di nidi tra i giun­chi,
i capi­cac­cia ven­tenni –
un attimo prima non c’erano, già non ci sono più.
I capi dell’infinito si uni­vano in fretta.
Le fat­tuc­chiere bia­sci­ca­vano esor­ci­smi
con ancora tutti i denti della gio­vi­nezza.
Il figlio si faceva uomo sotto gli occhi del padre.
Il nipote nasceva sotto l’occhiata del nonno.
E del resto essi non con­ta­vano gli anni.
Con­ta­vano reti, pen­tole, capanni, asce.
Il tempo, così pro­digo con una qua­lun­que stella del cielo,
ten­deva loro una mano quasi vuota
e la ritraeva in fretta, come pen­tito.
ancora un passo, ancora due
lungo il fiume scin­til­lante
che dall’oscurità nasce e nell’oscurità scompare.
Non c’era un attimo da per­dere,
domande da rin­viare e illu­mi­na­zioni tar­dive,
se non le si erano avute per tempo.
La sag­gezza non poteva aspet­tare i capelli bian­chi.
Doveva vedere con chia­rezza, prima che fosse chiaro,
e udire ogni voce, prima che risonasse.
Il bene e il male –
ne sape­vano poco, ma tutto:
quando il male trionfa, il bene si cela;
quando il bene si mostra, il male si acquatta.
Nes­suno dei due si lascia vin­cere
o allon­ta­nare a una distanza defi­ni­tiva.
Ecco il per­ché di una gioia sem­pre tinta dal ter­rore,
d’una dispe­ra­zione mai disgiunta dalla spe­ranza.
La vita, per quanto lunga, sarà sem­pre breve.
Troppo breve per aggiun­gere qualcosa.

(Wislawa Szymborska)



Non c'è vita
che almeno per un attimo
non sia immortale.

(da Sulla morte, senza esagerare)


So che la tomba che si chiude sui morti si apre sul firmamento;
e quello che noi quaggiù consideriamo la fine è il principio

Victor Hugo


Dice il Signore: "Una, una sola scienza è necessaria. Lo ripeterò mille volte: conoscere Dio e servirlo, conoscerlo nelle cose, vederlo negli avvenimenti e sapere distinguere Lui dal suo antagonista per non cadere in perdizione." 

"Io non condanno la Scienza. Ho anzi piacere che l'uomo approfondisca col sapere le cognizioni che è andato accumulando, per potere sempre più comprendere ed ammirare Me nelle mie opere. Vi ho dato l'intelligenza per questo. Ma dovete usarla per vedere Dio nella legge dell'astro, nella formazione del fiore, nel concepimento dell'essere, e non usare l'intelligenza per violentare la vita o negare il Creatore."




I destini dell'uomo sono come fiumi,
alcuni scorrono veloci, senza incertezza, 
lungo facili percorsi. 
Altri passano attraverso mille difficoltà 
ma arrivano ugualmente al mare. 
La meta finale è per tutti la stessa.

Romano Battaglia
"Il fiume della vita"


Preghiera per la sera

Porta a compimento 
la promessa che hai fatto a mio riguardo, Signore,
conservami la vita per mezzo della croce,
e al mio risveglio ti renderò grazie,
per l'amore che hai manifestato alla mia debolezza.
Donami, Signore, per la tua tenerezza, 
di ascoltare e compiere la tua volontà; 
concedimi una sera tranquilla
e una notte santa.
O Cristo, nostro salvatore,
tu sei la vera luce,
a te la gloria, e su di noi le tue misericordie, 
in questo come nell' altro mondo.

(Efrem il Siro)









mercoledì 30 ottobre 2013

da "Foglie d'erba" di Walt Whitman

Credo nella carne e nei suoi appetiti, vedere, udire, sentire sono miracoli, ed ogni parte, ogni lembo di me è un miracolo. Divino io sono, dentro e fuori, e santifico tutto ciò che tocco o da cui sono toccato, l’odore di queste ascelle è un aroma più dolce che le preghiere, questa testa è più che chiese, bibbie e tutti i credi.
Se io venero una cosa più che un’altra sarà l’estensione del mio corpo, o ciascuna parte di esso, traslucida forma di me, sarai tu!
Ombrose prominenze e supporti, sarete voi!
Saldo vomere del maschio, sarai tu!
Qualunque cosa accresca il mio valore sarai tu!
Tu mio ricco sangue! la tua lattea corrente, pallida mungitura della mia vita!
Petto che si preme contro gli altri petti, sarai tu!
Mio cervello, saranno le tue occulte circonvoluzioni! 
Radici dei teneri giunchi! pavido beccaccino! nido di uova doppie e protette, sarete voi!
Scompigliato fieno misto di testa, barba, muscoli, sarai tu!
Stillante linfa di acero, fibra di grano virile, sarai tu!
Sole così generoso, sarai tu!

Walt Whitman



La guardò. Ma d’uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte.
Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta.
Qualcosa come due cose che si toccano – gli occhi e l’immagine-
uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l’unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare
- vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere - sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire - vedere - sentire - perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo – ricevere – senza domande, perfino senza meraviglia – ricevere - solo - ricevere - negli occhi – il mondo.

Alessandro Baricco – Oceano Mare




Faccio tutto ciò che posso
perché il mio amore
non ti disturbi,
ti guardo di nascosto,
ti sorrido quando non mi vedi. 
Poso il mio sguardo 
e la mia anima ovunque
vorrei posare i miei baci: 
sui tuoi capelli,
sulla tua fronte,
sui tuoi occhi,
sulle tue labbra,
ovunque le carezze 
abbiano libero accesso.



Victor Hugo a Juliette Drouet





Un uomo silenzioso è un uomo saggio. Una donna silenziosa è una donna incazzata nera.

Buona giornata a tutti :-)