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domenica 30 settembre 2018

Diceva Padre Pio che la punizione di Dio è quella di non darci nessuna punizione

20 settembre 2018
Centenario della stigmatizzazione di Padre Pio

Da una lettera di Padre Pio al suo direttore spirituale del 22 ottobre 1918:
«Era la mattina del 20 dello scorso mese in coro, dopo la celebrazione della santa messa, allorché venni sorpreso dal riposo, simile ad un dolce sonno. Tutti i sensi interni ed esterni, non che le stesse facoltà dell’anima si trovarono in una quiete indescrivibile. In tutto questo vi fu un totale silenzio intorno a me e dentro di me; vi subentrò subito una gran pace ed abbandono alla completa privazione del tutto e una posa nella stessa rovina. 
Tutto questo avvenne in un baleno. E mentre tutto questo si andava operando, mi vidi dinanzi un misterioso personaggio, simile a quello visto la sera del 5 agosto, che differenziava in questo solamente che aveva le mani ed i piedi ed il costato che grondava sangue. 
La sua vista mi atterrisce; ciò che sentivo in quell’istante in me non saprei dirvelo. 
Mi sentivo morire e sarei morto se il Signore non fosse intervenuto a sostenere il cuore, il quale me lo sentivo sbalzare dal petto. 
La vista del personaggio si ritira ed io mi avvidi che mani, piedi e costato erano traforati e grondavano sangue. 
Immaginate lo strazio che esperimentai allora e che vado sperimentando continuamente quasi tutti i giorni. La ferita del cuore gitta assiduamente del sangue, specie dal giovedì a sera sino al sabato. 
Padre mio, io muoio di dolore per lo strazio e per la confusione susseguente che io provo nell’intimo dell’anima. 
Temo di morire dissanguato, se il Signore non ascolta i gemiti del mio povero cuore e col ritirare da me questa operazione. Mi farà questa grazia Gesù che è tanto buono? 
Toglierà almeno da me questa confusione che io esperimento per questi segni esterni? Innalzerò forte la mia voce a lui e non desisterò dal scongiurarlo, affinché per sua misericordia ritiri da me non lo strazio, non il dolore perché lo veggo impossibile ed io sento di volermi inebriare di dolore, ma questi segni esterni che mi sono di una confusione e di una umiliazione indescrivibile ed insostenibile […]».



La punizione di Dio, diceva Padre Pio è quella di non darci nessuna punizione, Dio lo abbiamo cacciato via da noi, e Lui non ha inveito contro di noi, ci ha lasciati liberi di seguire i desideri del nostro cuore, in nome della nostra libertà siamo andati dove ci portava il nostro cuore, e adesso cominciamo a vedere che siamo andati a finire in un mare di guai.
Dobbiamo imparare dalla Storia Sacra: soltanto quando gli Ebrei ritornavano a Dio, Dio interveniva con un miracolo che li liberava dalla dura schiavitù in cui si erano cacciati da soli.
Dio non viene se noi non lo invochiamo con la nostra conversione, se non lo riconosciamo come Padre Nostro."

- Don Vincenzo Carone -




Bisogna essere forti per diventare grandi: ecco il nostro dovere. La vita è una lotta dalla quale non possiamo ritrarci, ma bisogna trionfarvi."

- San Pio da Pietrelcina -



O santo angelo custode,

abbi cura dell’anima mia e del mio corpo.
Illumina la mia mente
perché conosca meglio il Signore
e lo ami con tutto il cuore.
Assistimi nelle mie preghiere
perché non ceda alle distrazioni
ma vi ponga la più grande attenzione.
Aiutami con i tuoi consigli, perché veda il bene
e lo compia con generosità.
Difendimi dalle insidie del nemico infernale
e sostienimi nelle tentazioni
perché riesca sempre vincitore.
Supplisci alla mia freddezza nel culto del Signore:
non cessare di attendere alla mia custodia
finché non mi abbia portato in Paradiso,
ove loderemo insieme il Buon Dio per tutta l’eternità.

- San Pio di Pietrelcina -



Buona giornata a tutti. :-)






lunedì 30 luglio 2018

Ascoltiamo la voce di Padre Pio da Pietrelcina - 1 -

O santo angelo custode,
abbi cura dell’anima mia e del mio corpo.
Illumina la mia mente
perché conosca meglio il Signore
e lo ami con tutto il cuore.
Assistimi nelle mie preghiere
perché non ceda alle distrazioni
ma vi ponga la più grande attenzione.
Aiutami con i tuoi consigli, perché veda il bene
e lo compia con generosità.
Difendimi dalle insidie del nemico infernale
e sostienimi nelle tentazioni
perché riesca sempre vincitore.
Supplisci alla mia freddezza nel culto del Signore:
non cessare di attendere alla mia custodia
finché non mi abbia portato in Paradiso,
ove loderemo insieme il Buon Dio per tutta l’eternità.

 - San Pio di Pietrelcina -


Lutero sostituendo la Bibbia al sacramento ha creato una casta pedante di quelli che potevano leggere, identificati superstiziosamente con quelli che potevano pensare... 
Predicando l’individualismo mentre preservava l’ineguaglianza, ha prodotto il moderno capitalismo. 
Produsse la peggiore guerra di nazioni che sia mai esistita. 
Ha prodotto la più efficiente forma di Protestantesimo, che è la Prussia. E sta producendo la peggiore parte del paganesimo, che è la schiavitù. 

Chesterton, New Witness, 20 Giugno 1919



«Lutero, Calvino e compagnia bella, [furono] pieni di superbia, zeppi di vizi fino agli occhi, i quali si divisero dalla Chiesa per assecondare le loro malvagie passioni dalle quali erano dominati. Secondariamente mancano della santità di dottrina. La dottrina che queste sette [protestanti] insegnano è empia e immorale. Ecco ciò che essi insegnano circa la fede e la morale: Dio è l’autore del peccato, e vi spinge l’uomo per quindi condannarlo. Che Iddio comanda agli uomini delle cose impossibili, e che poi neghi loro la grazia per adempierle. Che è tempo perduto, anzi è cosa sacrilega il ricorrere all’intercessione dei Santi, e specialmente di Maria Santissima, e che le loro immagini si debbano calpestare e gettare nel fuoco; e che la sola fede basta per salvarsi, quindi la bestemmia, l’impudicizia, il sacrilegio non impediscono all’uomo di potersi salvare, purché creda».

- San Pio da Pietrelcina -
(1887-1968) Epistolario, vol. IV




Una volta suonata la nostra ultima ora, cessati i battiti del nostro cuore, tutto sarà finito per noi, ed il tempo di meritare e quello pure di demeritare.
Tali e quali la morte ci troverà, ci presenteremo a Cristo giudice. 
I nostri gridi di supplica, le nostre lacrime, i nostri sospiri di pentimento, che ancora sulla terra ci avrebbero guadagnato il cuore di Dio, avrebbero potuto di noi fare, con l'aiuto dei sacramenti, da peccatori dei santi, oggi più a nulla valgono; il tempo della misericordia è trascorso, ora incomincia il tempo della giustizia.

- San Pio da Pietrelcina -



Buona giornata a tutti. :-)

www.leggoerifletto.it



martedì 26 giugno 2018

Ascoltiamo la voce di San Pio

"Di una sola cosa l'anima deve rattristarsi, dell'offesa di Dio, ed anche su questo punto bisogna essere molto cauti. 
Dobbiamo rammaricarci sì dei nostri mancamenti, ma con dolore pacifico, fidenti sempre nella divina Misericordia..."

- Padre Pio da Pietrelcina -



"Mi dà il più delle volte gran pena il trattare con altri, eccetto quelle persone alle quali si parla di Dio e della preziosità dell'anima. 
Per questo appunto amo assai la solitudine.
Spesso spesso provo gran travaglio nel sovvenire alle necessità della vita: il mangiare,cioè, il bere, il dormire; e mi ci assoggetto come un condannato solo perchè Iddio lo vuole."

- Padre Pio da Pietrelcina -




"Non vi ponete mai a letto, senza aver prima esaminato la vostra coscienza del come avete passato la giornata, e non prima d'aver indirizzato tutti i vostri pensieri a Dio, seguita dall'offerta e consacrazione della vostra persona e di tutti i cristiani. 
Inoltre offrite a gloria di sua divina maestà il riposo che state per prendere e non dimenticate mai l'angelo custode che sempre è con voi."

- Padre Pio da Pietrelcina -



Buona giornata a tutti. :-)




giovedì 14 gennaio 2016

Preghiera di intercessione a San Pio di Pietrelcina e altre preghiere

O Gesù,
pieno di grazia e di carità e vittima per i peccati,
che, spinto dall’amore per le anime nostre,
volesti morire sulla croce,
io ti prego umilmente di glorificare,
anche su questa terra, il servo di Dio,
San Pio da Pietrelcina che,
nella partecipazione generosa ai tuoi patimenti,
tanto ti amò
e tanto si prodigò per la gloria del Padre tuo
e per il bene delle anime.
Ti supplico perciò di volermi concedere,
per la sua intercessione,
la grazia………………………………… (esporre),
che ardentemente desidero.


3 Gloria al Padre


Preghiera per vincere le nostre paure

Gesù, ti presento tutte le mie paure:
la paura di essere rifiutato da Dio,
la paura nei confronti degli altri,
la paura dinanzi al futuro e a situazioni difficili,
la paura di dare una brutta impressione di me stesso.
Ti presento tutte le mie insicurezze,
i miei dubbi, le mie incertezze,
il disprezzo che a volte sento di me stesso e della mia vita.
Per queste paure e insicurezze
mi sento come in mezzo a una tempesta.
Tu hai detto agli apostoli sul lago di Galilea in tempesta:
"Coraggio, sono Io, non temete!".
Dillo anche a me e nel mio cuore si placheranno
le onde furiose dell'insicurezza e della paura.
Liberami da ogni dubbio e incertezza irragionevole,
da ogni disprezzo di me stesso e della vita.
Sii Tu il mio coraggio, la mia sicurezza,
il mio punto d'appoggio, la mia forza di vivere e di agire.
Infondi in me il tuo Spirito Santo
che è Spirito di potenza e di libertà.

Confido e spero in Te. Amen.


Assistimi, santo Angelo custode,
soccorso nelle mie necessità,
conforto nelle mie sventure,
protettore nei pericoli,
ispiratore di buoni pensieri,
intercessore presso Dio,
scudo che respingi il maligno nemico,
compagno fedele,
amico sicurissimo,
prudente consigliere,
modello di obbedienza,
specchio di umiltà e di purezza.
Assisteteci,
Angeli che ci custodite,
Angeli delle nostre famiglie,
Angeli dei nostri bambini,
Angeli delle nostre Parrocchie,
Angelo della nostra città,
Angelo del nostro paese,
Angeli della Chiesa,
Angeli dell’universo.

Amen.





Buona giornata a tutti. :-)

lunedì 30 settembre 2013

Il lavoro nascosto dell’amore - Renè Voillaume


Piccolo fratello, la tua vita è come una moneta d’oro che porta impressa l’effigie dell’amore di Cristo. Essa è per Dio, per lui solo. Ma è proprio vera? La lega include davvero l’oro puro, che solo avrà valore ai suoi occhi?…
Una moneta falsa rassomiglia talmente a una vera! La linea della tua vita, la tua regolarità, le tua preghiere, tutto ciò può soddisfarti, può sembrarti puro, impeccabile. 
A te, sì… ma è per lui? L’amor proprio non domina forse?

Devi essere totalmente dato all’amore di Cristo. Poco importa che la tua vita piaccia a te purché Gesù vi trovi il suo interesse. Bisogna che egli trovi nella tua anima un oggetto d’amore, un mondo in cui possa riversare tutto il suo amore e trovarvi le sue compiacenze.

Che ti importa che la tua vita ti sembri regolare, utile, sublime? 
Tu accetti ben volentieri che tutti gli uomini ti disprezzino, ti critichino, che essi giudichino umanamente persa, inutile e vana la tua vita. 
Tu l’accetti dicendoti che la tua vocazione è troppo elevata per poter essere capita dalla maggioranza dei cristiani. Ma hai pensato che dovresti staccarti da te stesso? Cioè compiere in te, o meglio, lasciar compiere in te l’opera dell’amore?

Finché avrai la certezza sentita e umana, un po’ soddisfatta, dell’utilità della tua vocazione, vi sono molte probabilità che il tuo amor proprio sia ancora la ragione della tua vita. 
Lascia che Gesù faccia in te ciò che il suo amore vuole. Bisogna che esso faccia fondere le monete d’oro della tua vita.

Bisognerà che essa perda la sua forma, la stessa impronta dell’amore di Gesù, e nella quale, forse, ti compiacevi. Era un po’ per te che realizzavi un ideale che ti sembrava sublime e che ti attirava. 
Lascia fare all’amore. Se la tua vocazione è così elevata da dover essere incompresa da ciò che quaggiù è umano, bisogna che essa sia reincompresa da ciò che resta di umano in te.

Sta’ in pace, non accelerare l’ora di questa purificazione.

Se l’amore si presenta, lascialo penetrare fino al fondo di te stesso. 
Bisognerà che entri: e tu devi lasciarlo fare. Troppo spesso tu lo fermi. Egli vuole penetrare e tu lo fermi perché non vuoi risolverti a lasciarlo penetrare da solo. Poiché tu non puoi penetrare ancora nel fondo della tua anima, bisognerà che entri lui, lui solo. 
Aprigli la porta in silenzio, lascialo entrare, lascialo fare. Sì, tu resterai solo, e la porta sarà chiusa; tu non puoi vedere il luogo segreto dove lui deve riversare il suo amore. Lascialo entrare, accetta di restare fuori in silenzio. Tu non sarai più là per arrestarlo con le tue chiacchiere e le tue sciocche pretese.

Come deve sorridere spesso l’amore infinitamente dolce e paziente, come deve sorridere alle tue pretese. Avresti voluto che la tua vita interiore, la tua spiritualità fosse in un certo modo. Ma lui non sa forse meglio come consumare la tua anima con l’amore e come farne un olocausto vivente? 
Ciò ti sconcerterà, non capirai più e allora il tuo amore proprio brucerà sull’altare segreto di te stesso.

La tua vocazione non può essere mediocre, né sei tu che puoi realizzarla. 
Se è vero che essa tocca l’infinito, poiché appartiene totalmente a Gesù ed è per lui solo, lascia che le mani dell’infinito la realizzino in te. Tu non lo puoi e se credi di realizzarla, il tuo olocausto non è ancora completo. Se la tua vocazione è divina nel suo scopo e nei suoi mezzi di raggiungimento, deve essere incomprensibile agli occhi degli uomini. Anche tu sei uomo, e agli occhi del tuo amor proprio la tua vocazione, per vivere, deve sfigurare e sembrare una follia.

Se è vero che il supplizio di Cristo resta una follia agli occhi della creatura, deve essere vero che la realizzazione in te della pienezza del suo regno dell’infinito e dell’amore deve attuarsi attraverso una via dolorosa, oscura, incomprensibile. Tu sei troppo piccolo; lascia che l’amore infinito entri nell’intimo della tua anima. Sai per fede che devi lasciare aperta la porta e consentirgli di lavorare in te. Abbandonati a lui, ma realmente, senza riservarti un modo di concepire la tua vita, il desiderio di vedere realizzarsi in te la tua vocazione e di goderne. Accetta la consapevolezza di una vita vuota, accetta il frantumarsi delle tue concezioni su ciò che tu chiami la tua vita interiore.

Poi diffida dell’amor proprio nella preoccupazione della salvezza dei fratelli. Non cercare di vedere il frutto del tuo desiderio.

Riconoscerai che il tuo desiderio, la tua sofferenza per la salvezza dei tuoi fratelli è pura, è proprio per lui, se non cagionerà in te turbamento, se non ti allontana dall’amore, se è senza fretta, se non cerca di sentirsi esaudita.

L’amor proprio deve morire e anche l’amore egoista – che è falso amore – con cui noi talvolta amiamo i nostri fratelli. Devi amare come lui, cioè lui deve amare in te. Come sarai certo del tuo amore, così sarai certo, come se fosse già avvenuto, di salvare delle moltitudini. Non ti basterà la conversione di qualche anima: vorrai quella di tutto il popolo, del mondo intero. Ciò sarà ragionevole perché conforme alle leggi dell’amore reciproco e presuppone che tu creda di essere amato da Dio. Questo atto di fede sincero, profondo, è il più difficile! Crediamo più facilmente al nostro amore per lui che al suo amore per noi. Parlo di una fede vera, profonda, che capisca un po’ l’infinito dell’amore di Gesù per noi: non parlo di un sentimento provato durante una grazia sensibile che non è un atto di fede nell’amore. Ma quando ti conoscerai in tutta la tua miseria, e con tutta la tua fede, nell’atto stesso della visione di questo niente che sei, crederai di essere preferito da Gesù a tutte le altre anime perché sei per lui un oggetto di misericordia, allora sarai vicino al vero amore.

Piuttosto che cercare di far grandi cose per amore, cerca di amare in ogni cosa specialmente nelle più piccole: così farai morire l’amor proprio. Non temere di vedere il fondo della tua miseria e di accettarla: non scusarti, non turbarti. Credi forse che egli non la veda meglio di te? Ciò non impedisce nulla; anzi al contrario egli può usare misericordia. Credi, è proprio per questo che egli ti ama… 

(Renè Voillaume)


Un testo da conservare per ricordarsi sempre  qual è il vero percorso di chi decide di vivere il Vangelo.
E’ uno scritto di R. Voillaume fondatore dei “Piccoli fratelli di Gesù” legati alla spiritualità di Ch. de Foucauld, che si trova nella raccolta “Come loro”. Un testo molto esigente e molto intenso, fatto salvo un linguaggio e delle espressioni a cui forse non siamo molto abituati. Una bella descrizione di quella che è la vera “povertà di spirito”.



























"Chi parla male del prossimo è un ipocrita che non ha il coraggio di guardare i propri difetti. Le chiacchiere hanno una "dimensione di criminalità", perchè ogni volta che parliamo male dei nostri fratelli, imitiamo il gesto omicida di Caino."

- papa Francesco, 13 setteembre 2013, nella messa alla Casa Santa Marta -


«Parecchi cristiani dicono: noi parliamo con Dio e ce ne infischiamo di quello che dice il Papa. E così, credendo di parlare con Dio, se ne vanno all’inferno!».

- San Pio da Pietrelcina . 


Il mondo è un bel posto e per esso vale la pena di lottare.

- Ernest Hemingway -

Preghiera per la sera

Mi addormenterò nella pace,
il tuo sangue vegli su di me;
all' anima che hai plasmato secondo la tua immagine, 
concedi la libertà.
Posa la mano sul corpo che hai impastato,
e le tue misericordie siano per lui come mura di difesa
e come un potente scudo.
Quando il corpo si riposerà 
la tua forza lo protegga,
il mio riposo sia davanti a te, 
come profumo d'incenso.
Il Maligno non si avvicini al mio giaciglio, 
per l'intercessione di tua Madre,
e per il tuo sacrificio per noi;
allontana il demone della paura che mi nuoce.






lunedì 24 settembre 2012

San Pio da Pietrelcina - biografia


Francesco Forgione nasce a Pietrelcina, provincia di Benevento, il 25 maggio 1887. Il 22 gennaio 1903, a sedici anni, entra in convento e da francescano cappuccino prende il nome di fra Pio da Pietrelcina.

Diventa sacerdote sette anni dopo.

Il 10 agosto 1910. Nel 1916 i superiori pensano di trasferirlo a San Giovanni Rotondo, sul Gargano, e qui, nel convento di S. Maria delle Grazie, ha inizio per Padre Pio una straordinaria avventura di taumaturgo e apostolo del confessionale.

Il 20 settembre 1918 il cappuccino riceve le stimmate della Passione di Cristo che resteranno aperte, dolorose e sanguinanti per ben cinquant’anni.

Muore il 23 settembre 1968, a 81 anni.

Dichiarato venerabile nel 1997 e beatificato nel 1999, è canonizzato nel 2002. Quando muore, il 23 settembre 1968, a 81 anni, le stimmate scompaiono dal suo corpo e, davanti alle circa centomila persone venute da ogni dove ai suoi funerali, ha inizio quel processo di santificazione che ben prima che la Chiesa lo elevasse alla gloria degli altari lo colloca nella devozione dei fedeli di tutto il mondo come uno dei santi più amati dell’ultimo secolo. “Farò più rumore da morto che da vivo”, aveva pronosticato lui con la sua solita arguzia.

Quella di Padre Pio è veramente una “clientela” mondiale.

Perché tanta devozione per questo san Francesco del sud?
Padre Raniero Cantalamessa lo spiega così: “Se tutto il mondo corre dietro a Padre Pio – come un giorno correva dietro a Francesco d’Assisi - è perché intuisce vagamente che non sarà la tecnica con tutte le sue risorse, né la scienza con tutte le sue promesse a salvarci, ma solo la santità.

Che è poi come dire l’amore”.
 
Invocazione a San Pio

O Padre Pio, luce di Dio,
prega Gesù e la Vergine Maria per me
e per tutta l'umanità sofferente. Amen.
(3 volte)

 
Sono tutto di ognuno. Ognuno può dire: «Padre Pio è mio». Io amo tanto i miei fratelli di esilio. Amo i miei figli spirituali al pari dell'anima mia e più ancora. Li ho rigenerati a Gesù nel dolore e nell'amore. Posso dimenticare me stesso, ma non i miei figli spirituali, anzi assicuro che quando il Signore mi chiamerà, io gli dirò: «Signore, io resto alla porta del paradiso; vi entro quando ho visto entrare l'ultimo dei miei figli».
Soffro tanto per non potere guadagnare tutti i miei fratelli a Dio. In certi momenti sto sul punto di morire di stretta al cuore nel vedere tante anime sofferenti senza poterle sollevare e tanti fratelli alleati con satana.

- San Pio da Pietrelcina -
 
 
Prega e spera
non agitarti.
L'agitazione non giova a nulla.
Dio è misericordioso
e ascolterà la tua preghiera.

(San Pio da Pietrelcina )


 
Non temere le avversità perché esse mettono l'anima ai piedi della croce e la croce la mette alle porte del cielo, dove troverà colui che è il trionfatore della morte, che la introdurrà negli eterni gaudi. - San Pio da Pietrelcina -
 
Se Dio ci togliesse tutto quello che ci ha dato, rimarremmo con i nostri stracci.
Tra i segni miracolosi che gli vengono attribuiti troviamo le "stigmate" che avrebbe portato per 50 anni (20 settembre 1918 - 23 settembre 1968), il dono della bilocazione, la profezia e la scrutazione dei cuori e delle coscienze (capacità di leggere nei cuori e nella mente delle persone) (carisma noto come cardiognosi). Tra i molti miracoli che gli vengono attribuiti c'è quello della guarigione del piccolo Matteo Pio Colella di San Giovanni Rotondo, sul quale è stato celebrato il processo canonico che ha portato poi alla elevazione agli altari di San Pio.
Tra i racconti di presunta bilocazione che lo avrebbero visto protagonista c'è quello fornito da Luigi Orione, secondo il quale nel 1925, mentre si trovava in piazza San Pietro per i festeggiamenti in onore di Teresa di Lisieux, gli sarebbe apparso inaspettatamente Padre Pio da Pietrelcina, che in realtà non si mosse mai dal convento che lo ospitava dal 1918 sino alla morte