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domenica 3 dicembre 2017

Prima domenica di Avvento 2017

Ogni esistenza personale è chiamata a misurarsi con Lui.
Dio ci chiama alla comunione con sé, che si realizzerà pienamente al ritorno di Cristo, e Lui stesso si impegna a far sì che giungiamo preparati a questo incontro finale e decisivo. 
Il futuro è, per così dire, contenuto nel presente o, meglio, nella presenza di Dio stesso, del suo amore indefettibile, che non ci lascia mai soli, non ci abbandona nemmeno un istante, come un padre e una madre non smettono mai di seguire i propri figli nel cammino di crescita. 
Di fronte a Cristo che viene, l'uomo si sente interpellato con tutto il suo essere...ogni esistenza personale è chiamata a misurarsi con lui - in modo misterioso e multiforme - durante il pellegrinaggio terreno, per essere trovata "in lui" al momento del suo ritorno.

- papa Benedetto XVI - 
dalla "Omelia nei Primi Vespri della I Domenica di Avvento" - 26 novembre 2005





Andare incontro al Natale: quattro settimane diverse dal solito. 
Dare forma a uno spazio di calma e di silenzio. 
Vivere con consapevolezza un tempo che si lascia contagiare da ciò attendiamo nel Natale. 
Se per ogni giorno di Avvento ci lasciamo condurre un passo più vicini al mistero della nostra vita, possiamo giungere davvero all’interno del nostro cuore. E toccare l’amore di Dio per noi.

- Anselm Grün - 



AUGURI DI BUON AVVENTO!

«Noi guardiamo l'Avvento un po' troppo dalla parte dell'uomo. 
Forse bisognerebbe guardarlo di più dalla parte di Dio. 
Sì, perché anche in cielo oggi comincia l'Avvento. 
Il periodo dell'attesa. 
Qui sulla terra è l'uomo che attende il ritorno del Signore. 
Lassù, nel cielo, è il Signore che attende il ritorno dell'uomo».

- Don Tonino Bello -

E ogni cosa deve essere irrorata da Cristo.
"In mano tua non è nulla. Noi nasciamo dal niente, noi siamo niente. L'inizio tuo è nulla. L'inizio è l'accettazione dell'intervento dell'Altro; una accettazione che non è tale se non è domanda. Si può domandare la misericordia nell'atto stesso del male. Vuol dire che ami qualche cosa più del male che fai. E questo lo si impara con chi si vive o non lo si impara"

- don Luigi Giussani - 
da: Dal temperamento un metodo


Misericordia, pietà, clemenza del mio Dio!
Come in questo fatto manifesti la tua tenerezza!
Come una madre amorosa, la quale,
vedendo cadere vicino a sé il bambino,
corre ad arrestarlo sull'orlo del precipizio,
così Gesù, vedendo il suo discepolo sul punto
di consumare la sua riprovazione e piombare nell'inferno,
adoperò verso di lui, 
tutti i tratti della sua carità per riconquistarlo 
alla salute, alla grazia, alla vita!

- San Bernardo - 








Buona giornata a tutti. :-)




domenica 20 agosto 2017

Amo perché amo, amo per amare - San Bernardo di Chiaravalle, abate

L'amore è sufficiente per se stesso,
piace per se stesso e in ragione di sé.
E' se stesso merito e premio. 
L'amore non cerca ragioni, non cerca vantaggi all'infuori di Sé.
Il suo vantaggio sta nell'esistere. 
Amo perché amo, amo per amare. 
Grande cosa è l'amore se si rifà al suo principio,
se ricondotto alla sua origine,
se riportato alla sua sorgente. 
Di là sempre prende alimento per continuare a scorrere.  
L'amore è il solo tra tutti i moti dell'anima,
tra i sentimenti e gli affetti, con cui la creatura possa corrispondere
al Creatore, anche se non alla pari; l'unico con il quale possa contraccambiare il prossimo e, in questo caso, certo alla pari. 
Quando Dio ama, altro non desidera che essere amato.
Non per altro ama, se non per essere amato,
sapendo che coloro che l'ameranno si beeranno di questo stesso amore. 
L'amore dello Sposo, anzi lo Sposo-amore cerca soltanto il
ricambio dell'amore e la fedeltà.
Sia perciò lecito all'amata di riamare.
Perché la sposa, e la sposa dell'Amore non dovrebbe amare?
Perché non dovrebbe essere amato l'Amore?
Giustamente, rinunziando a tutti gli altri suoi affetti,
attende tutta e solo all'Amore, ella che nel ricambiare l'amore
mira a uguagliarlo.
Si obietterà, però, che, anche se la sposa si sarà tutta trasformata nell'Amore, non potrà mai raggiungere il livello della fonte perenne dell'amore.
E' certo che non potranno mai essere equiparati l'amante e l'Amore, l'anima e il Verbo, la sposa e lo Sposo, il Creatore e la creatura.
La sorgente, infatti, dà sempre molto più di quanto
basti all'assetato.
Ma che importa tutto questo?
Cesserà forse e svanirà del tutto il desiderio della sposa
che attende il momento delle nozze,
cesserà la brama di chi sospira, l'ardore di chi ama,
la fiducia di chi pregusta,
perché non è capace di correre alla pari con un gigante,
gareggiare in dolcezza col miele,
in mitezza con l'agnello,
in candore con il giglio,
in splendore con il sole,
in carità con colui che è l'Amore?
No certo.
Sebbene infatti la creatura ami meno, perché è inferiore,
se tuttavia ama con tutta se stessa,
non le resta nulla da aggiungere.
Nulla manca dove c'è tutto.
Perciò per lei amare così è aver celebrato le nozze,
poiché non può amare così ed essere poco amata.
Il matrimonio completo e perfetto sta nel consenso dei due,
a meno che uno dubiti che l'anima sia amata dal Verbo,
e prima e di più.
                                         - San Bernardo di Chiaravalle - 
       Dai «Discorsi sul Cantico dei Cantici» di san Bernardo, abate

                 (Disc. 83, 4-6; Opera omnia, ed. Cisterc. 2 [1958] 300-302) 




La grazia, un tempo nascosta e velata nel Antico Testamento è stata rivelata nel Vangelo del Cristo secondo un'ordinatissima distribuzione dei tempi fatta da Dio, che sa disporre bene tutti gli eventi...
In tale mirabile coincidenza c'è questa grande differenza tra due epoche: nel Sinai, il popolo non osava accostarsi al luogo dove il Signore donava la sua legge; nel Cenacolo invece lo Spirito Santo discende su coloro ai quali era stato promesso e che per aspettarlo si erano riuniti insieme in un sol luogo (Es 19,23; At 2,1).
Prima il Dito di Dio operò in tavole di pietra; ora scrive nei cuori degli uomini (2 Cor 3,3).
Un tempo,  la legge fu proposta esternamente e spaventava gli ingiusti, ora è data interiormente perché gli ingiusti fossero da essa giustificati. Infatti tutto ciò che fu scritto su quelle tavole: “Non commettere adulterio, non uccidere, non desiderare”, e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. L'amore non fa nessun male al prossimo:pieno compimento della legge è l'amore (Rm 13,9-10).
L'amore “è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5).

(San Bernardo)
1091-1153
 monaco cistercense e dottore della Chiesa
Discorsi vari, n° 22, 5-6






«E' veramente un cavaliere senza macchia e senza paura
colui che difende la propria Anima con l'armatura della Fede.»

- S. Bernardo di Chiaravalle -


Buona giornata a tutti. :-)

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martedì 15 agosto 2017

15 agosto 2017 - Il dogma dell'Assunta in Cielo

L’Assunzione di Maria in cielo è un dogma proclamato da papa Pio XII il 1° novembre 1950, anno santo. Questo è il passaggio finale del documento, con la solenne definizione dogmatica:

« Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo.

Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica. »

(Munificentissimus Deus)


La proclamazione di questo dogma rientra per i cattolici in uno degli ambiti in cui il papa, nell’esercizio del suo magistero, nel proclamare certe condizioni di una verità della fede o della morale, è infallibile. 
L'infallibilità del papa è stata sancita nel 1870 da Papa Pio IX e dai padri del Concilio Vaticano Primo.



Oggi la Vergine Maria sale, gloriosa, in cielo.
Quale ha dovuto essere l’esaltazione degli angeli e dei santi, quando hanno potuto ascoltare la sua voce, e vedere il suo volto ed esultare, infine, della sua presenza benedetta! 
E per noi, fratelli amatissimi, quale occasione di solennità nella sua Assunzione gloriosa! 
Quale causa di gaudio e quale fonte di gioia, oggi! 
La presenza di Maria illumina il mondo intero, tanto il cielo risplende, irradiato dalla luce della Vergine santissima. 
È dunque a ragione che risuonano nei cieli il rendimento di grazie e la lode. Perché non abbiamo quaggiù una città permanente, e cerchiamo quella in cui oggi la Vergine Maria è giunta. Se noi siamo già iscritti nel numero degli abitanti di quella città, è bene oggi ricordarcene e condividere quella gioia per la quale oggi esulta la città di Dio. Essa ricade oggi come rugiada gioiosa sulla nostra terra.
Sì, ella ci ha preceduti, la nostra Regina, ci ha preceduti ed è stata ricevuta con tanta gloria che con fiducia questi piccoli servi seguono la loro sovrana gridando: “Conducici con te, Maria, noi accorriamo all’odore dei tuoi profumi!”.

- San Bernardo - 
monaco cistercense e dottore della Chiesa (1091-1153)
Francesco Botticini (1446-1497)
L’elezione della Vergine (XV° sec.)
National Gallery – London - Inghilterra

Preghiera per l'Assunzione della B.V. Maria

O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre degli uomini,
noi crediamo nella tua assunzione in anima e corpo al cielo,
ove sei acclamata da tutti i cori degli angeli e da tutte le schiere dei santi.
E noi ad essi ci uniamo per lodare e benedire
il Signore che ti ha esaltata sopra
tutte le creature e per offrirti l'anelito della nostra devozione
e del nostro amore.
Noi confidiamo che i tuoi occhi misericordiosi si abbassino
sulle nostre miserie
e sulle nostre sofferenze; che le tue labbra sorridano alle nostre gioie
e alle nostre vittorie; che tu senta la voce di Gesù
ripeterti per ciascuno di noi:
Ecco tuo figlio.
E noi ti invochiamo nostra madre e ti prendiamo,
come Giovanni, per guida,
forza e consolazione della nostra vita mortale.
Noi crediamo che nella gloria, dove regni vestita di sole e coronata di stelle,
sei la gioia e la letizia degli angeli e dei santi.
E noi in questa terra, ove passiamo pellegrini, guardiamo verso di te,
nostra speranza; attiraci con la soavità della tua voce
per mostrarci un giorno,
dopo il nostro esilio, Gesù, frutto benedetto del tuo seno,
o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.


- Papa Pio XII -





Buona festa dell'Assunta a tutti. :-)









domenica 24 maggio 2015

Vieni, Santo Spirito - Ignazio IV Hazim

Vieni, Santo Spirito,
Tu sei la novità che opera nel mondo,
la presenza di Dio nei nostri cuori.
Vieni Santo Spirito.
Senza di Te Dio è lontano,
Cristo resta nel passato,
l’Evangelo una lettera morta,
la Chiesa una semplice organizzazione,
l’autorità dominio.
La missione propaganda,
il culto una semplice evocazione,
la condotta cristiana una morale da schiavi.
Vieni Santo Spirito.
Perché quando Tu giungi
il cosmo viene sollevato e geme nel travaglio del regno,
l’uomo è in lotta contro la carne,
Cristo risorto è presente,
l’Evangelo è potenza di vita,
la Chiesa una comunione trinitaria,
l’autorità un servizio liberante,
la missione una pentecoste,
la liturgia memoriale e anticipazione,
l’agire umano continuamente deificato. Amen.


- Ignazio IV Hazim -



O Spirito Santo,
anima dell'anima mia,
in te solo posso esclamare: Abbà, Padre.

Sei tu, o Spirito di Dio,
che mi rendi capace di chiedere
e mi suggerisci che cosa chiedere.

O Spirito d'amore,
suscita in me il desiderio 
di camminare con Dio:
solo tu lo puoi suscitare.

O Spirito di santità, 
tu scruti le profondità dell'anima
nella quale abiti,
e non sopporti in lei
neppure le minime imperfezioni:
bruciale in me, tutte,
con il fuoco del tuo amore.

O Spirito dolce e soave,
orienta sempre più
la mia volontà verso la tua,
perchè la possa conoscere chiaramente,
amare ardentemente
e compiere efficacemente. Amen.

- San Bernardo - 



L’origine della parola Pentecoste è  greca e significa 50 giorni dopo la Pasqua pente = cinque (latinamente Quinquagesima. È per definizione una festa mobile, dipendente dalla data della Pasqua.

L'origine della festa della Pentecoste  è ebraica e si riferisce allo Shavuot (letteralmente: settimane), celebrato sette settimane dopo la Pasqua Ebraica, iniziando a contare dal secondo giorno di Pasqua, il 16 di Nisan. La festività ebraica era legata alle primizie del raccolto e alla rivelazione di Dio sul Monte Sinai, dove Dio ha donato al popolo ebraico la Torah. Le sette settimane corrispondono al periodo dell'Omer, un periodo di lutto in memoria di disgrazie accadute al popolo di Israele che termina con la festa di Lag Ba Omer, e Shavuot vuole essere una festa gioiosa per il dono della Torah.

A Pentecoste la Chiesa fa festa per il dono dello Spirito Santo, promesso da Gesù ai suoi discepoli. Per i cristiani, la Pentecoste è il compimento del mistero pasquale di Cristo.
L'evangelista Giovanni racconta l'effusione dello Spirito nella sera stessa di Pasqua, quando il Signore si manifestò ai discepoli riuniti,  l'evangelista Luca colloca il dono dello Spirito nella festa del 50mo giorno.
Si chiude con la Pentecoste il ciclo liturgico della Pasqua.





Preghiera allo Spirito Santo

Spirito di Vita, che in principio aleggiavi sull'abisso,
aiuta l'umanità del nostro tempo a comprendere
che l'esclusione di Dio la porta a smarrirsi nel deserto del mondo,
e che solo dove entra la fede fioriscono la dignità e la libertà
e la società tutta si edifica nella giustizia.
Spirito di Pentecoste, che fai della Chiesa un solo Corpo,
restituisci noi battezzati a un'autentica esperienza di comunione;
rendici segno vivo della presenza del Risorto nel mondo,
comunità di santi che vive nel servizio della carità.
Spirito Santo, che abiliti alla missione,
donaci di riconoscere che, anche nel nostro tempo,
tante persone sono in ricerca della verità 
sulla loro esistenza e sul mondo.
Rendici collaboratori della loro gioia 
con l'annuncio del Vangelo di Gesù Cristo,
chicco del frumento di Dio,
che rende buono il terreno della vita
e assicura l'abbondanza del raccolto.
Amen.

- Papa Benedetto XVI -

Discorso del Santo Padre Benedetto XVI 
all'assemblea della CEI, 24 maggio 2012




Buona giornata di Pentecoste a tutti. :-)






mercoledì 11 marzo 2015

Preghiera alla Beata Vergine dei Miracoli - Corbetta (Milano)

O Vergine santissima,
operatrice amorosa di tanti miracoli,
che dall’immagine
dipinta sulla porta della chiesa,
scendesti mirabilmente nella piazza
per riprendere il tuo Bambino,
dopo aver sorriso ai giochi di alcuni fanciulli
e reso l’udito e la parola ad uno di essi,
scendi ancora col tuo gran cuore in mezzo
alle nostre popolazioni,
alle nostre case, ai nostri stabilimenti,
alle nostre campagne.
Guarda, o Madre nostra pietosissima,
quanti ti amano: benedicili;
quanti soffrono nell’anima e nel corpo:
consolali e guariscili;
quanti ti invocano: esaudiscili.
Ma soprattutto, o Vergine dei miracoli,
ti preghiamo di convertire noi per primi,
e poi tante anime lontane e a noi care,
che sono divenute sorde e mute
alla voce del Signore. Amen.


Fecondità spirituale

Fu la totale consacrazione che Maria fece di sè a Dio, a meritarle l'unione così intima con lui, sino a divenire la Madre sua, la corredentrice, la dispensatrice, la dispensiera dei suoi tesori. Anch'io ho fatto la totale offerta di me a Dio, per avere in cambio il dono della fecondità spirituale nel mio apostolato. Più sarò di Dio, più Iddio sarà mio, e più opererà per mezzo di me, rendendo efficace l'opera mia. Fu profondamente sincera e sentita la mia offerta? 

- Beato Don Giacomo Alberione -



Maria deve rinnovare la fede profonda con cui ha detto «sì» nell’ Annunciazione; deve accettare che la precedenza l’abbia il Padre vero e proprio di Gesù; deve saper lasciare libero quel Figlio che ha generato perché segua la sua missione. 
E il «sì» di Maria alla volontà di Dio, nell’obbedienza della fede, si ripete lungo tutta la sua vita, fino al momento più difficile, quello della Croce.

- papa Benedetto XVI -

Udienza Generale 19 dicembre 2012




L'Ave Maria

Quando dico Ave Maria, il Cielo esulta,
la terra si riempie di stupore.
Quando dico Ave Maria, Satana fugge,
trema l'inferno.
Quando dico Ave Maria, il mondo perde valore,
il cuore si strugge di Amore per Dio.
Quando dico Ave Maria, sparisce l'accidia,
ogni istinto si placa.
Quando dico Ave Maria, sparisce la tristezza,
il cuore si riempie di gioia.
Quando dico Ave Maria, si accresce la devozione,
inizia il pentimento dei peccati.
Quando dico Ave Maria, il cuore è colmo di speranza
e di consolazione.
Quando dico Ave Maria, l'anima è forte
e ricolma di Amor di Dio.

- Beato Alano della Rupe -
Il Salterio di Gesù e di Maria, il Santissimo Rosario, libro IV






Buona giornata a tutti :-)



lunedì 1 settembre 2014

La mia casa e il mio cuore (sogno di libertà) - Marcos Ana

Se un giorno tornerò alla vita
la mia casa non avrà chiavi:
sempre aperta, come il mare,
il sole e l’aria.

Che entrino la notte e il giorno,
la pioggia azzurra, la sera,
il pane rosso dell’aurora;
la luna, mia dolce amante.

Che l’amicizia non trattenga
il passo sulla soglia,
né la rondine il volo,
né l’amore le labbra. Nessuno.

La mia casa e il mio cuore
mai chiusi: che passino
gli uccelli, gli amici,
e il sole e l’aria.


- Marcos Ana - 


(da 'Ditemi com'è un albero', Crocetti, 2009 – Traduzione Chiara De Luca)





Marcos Ana pseudonimo di Fernando Macarro Castillo è un poeta spagnolo. Fu imprigionato nel 1938, a 18 anni, e trascorse in prigione 23 anni per motivi politici durante il franchismo. Nel 1961 fu scarcerato ed esiliato a Parigi.






“La nostra vita è un'opera d'arte – che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no. Per viverla come esige l'arte della vita dobbiamo – come ogni artista, quale che sia la sua arte – porci delle sfide difficili (almeno nel momento in cui ce le poniamo) da contrastare a distanza ravvicinata; dobbiamo scegliere obiettivi che siano (almeno nel momento in cui li scegliamo) ben oltre la nostra portata, e standard di eccellenza irritanti per il loro modo ostinato di stare (almeno per quanto si è visto fino allora) ben al di là di ciò che abbiamo saputo fare o che avremmo la capacità di fare. 
Dobbiamo tentare l'impossibile.
L'incertezza è l'habitat naturale della vita umana, sebbene la speranza di sfuggire ad essa sia il motore delle attività umane. 
Sfuggire all'incertezza è un ingrediente fondamentale, o almeno il tacito presupposto, di qualsiasi immagine composita della felicità.
È per questo che una felicità «autentica, adeguata e totale» sembra rimanere costantemente a una certa distanza da noi: come un orizzonte che, come tutti gli orizzonti, si allontana ogni volta che cerchiamo di avvicinarci a esso.


- Zygmunt Bauman -
da L'arte della vita, trad. it., Bari, 2009




Amo perché amo, amo per amare.

L'Amore è sufficiente per se stesso, piace per se stesso e in ragione di sé. 
È a se stesso merito e premio. 
L'Amore non cerca ragioni, non cerca vantaggi all'infuori di sé. 
Il suo vantaggio sta nell'esistere. 
Amo perché amo, amo per amare.

(«Discorsi sul Cantico dei Cantici» di san Bernardo, abate)



Buona giornata a tutti  :-)