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sabato 1 giugno 2019

Prendersi il tempo non è mai una perdita di tempo

Noi siamo gli smaniosi della fretta.
Ma, sapete, è un’inezia
In quel che eterno permane
Il fuggire del Tempo.
Ogni precipitarsi è già morto:
Da ciò che sta fermo ci viene
L’iniziazione.
Gioventù, non dissolvere
Nella velocità il tuo animo,
non forzarti a volare.
Perché riposo è tutto:
L’oscuro e il luminoso,
Il libro, il fiore.

- Rainer Maria Rilke -




«Rifletti lentamente, ma metti in atto rapidamente le tue decisioni».

- Isocrate -



La riflessione non deve mai essere precipitosa se deve ispirare azioni fruttuose.
Prendersi il tempo non è mai una perdita di tempo. 
Un successo è sempre nutrito da una lunga maturazione. 
Quando ci sembra che le cose si compiano troppo lentamente, dovremmo pensare al centometrista che ha alle spalle anni di preparazione, di disciplina perseverante e di sforzi continui e si gioca la carriera in una corsa che dura meno di dieci secondi. 
Minuzia della preparazione, rapidità dell'azione: questo dominio di ritmi radicalmente diversi è probabilmente il preambolo fondamentale di una riuscita durevole.





Tu che stabilisci ogni autorità,
concedi a giudici e magistrati
d’essere capisaldi di virtù
nel tuo santo timore;
concedi ai parlamentari saggezza vera;
ai nostri grandi,
di non far niente contro
ma tutto a favore della verità;
ai tribunali dona i giudizi giusti
nel valutare cose che ci riguardano tutti,
senza preferenze, senza parzialità.
Dio del cielo e della terra,
da’ la forza della pace
a tutti gli eserciti cristiani.
Concedi alle popolazioni
d’essere subordinate alla democrazia,
non per paura della polizia
ma per scelta di coscienza.
Concedi a pastori e contadini buoni frutti,
ai pescatori pesce in abbondanza;
ai commercianti, di non prevalere
l’uno sull’altro,
ai meccanici e industriali
comportamenti legali,
da’ lavoro al più ordinario dipendente,
fino al giovane disoccupato.

John Henry Newman -

Fonte: “Ho pensato  a te, Signore. Preghiamo con John Henry Newman”, Ed. Paoline


Buona giornata a tutti. :-)

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mercoledì 30 gennaio 2019

Puoi sempre scegliere .... - Danilo Rubello Balbinot

Puoi sempre scegliere se cavalcare l’onda
o lasciarti travolgere…
puoi sempre scegliere se reagire negativamente
o trasmettere energia positiva;
puoi sempre scegliere se criticare
o essere d’esempio;
puoi sempre scegliere se lamentarti
o impegnarti;
puoi sempre scegliere se ascoltare col cuore
o farti condizionare dalla mente;
puoi sempre scegliere se sorridere
o giudicare,
puoi sempre scegliere, se essere gentile
o avere ragione.
Puoi sempre scegliere
che profumo lasciare dietro di te.

- Danilo Rubello Balbinot -

  
«Amate la vostra solitudine, sopportatene la pena:
e che il lamento che ne scaturisce sia bello»

- Rainer Maria Rilke -



Conviene distinguere la solitudine come isolamento, dalla solitudine come ricerca interiore. 
La solitudine del disperato dalla solitudine del contemplativo. 
La «grande solitudine interiore», che Rilke evoca nei suoi scritti, è una solitudine benefica, perché è la solitudine dell'approfondimento di sé, nel senso che permette di divenire ciò che si è. 
La ricerca della propria verità passa sempre dagli effetti congiunti della solitudine e del silenzio. 
Il ritiro lontano dal mondo e dal rumore, le «ricariche» che vogliamo vivere come rotture dalla quotidianità, non hanno altro senso. 
Ci sono cose che niente e nessuno può darci che appartengono alla nostra intimità più profonda. E se i rapporti umani, che ci offrono questa immensa ricchezza di sentirci in relazione, possono in seguito aprirci ad altri orizzonti, è prima di tutto in una solitudine frequentata che possiamo sperare di trovare la chiave che apre le nostre porte chiuse.
E' nel profondo di questi deserti interiori che tutto si svela all'improvviso. Il vuoto che scaviamo in noi è destinato a essere riempito da questa pienezza alla quale aspiriamo ardentemente.



Buona giornata a tutti. .-)



domenica 13 maggio 2018

Le Mani della Madre di Rainer Maria Rilke e Mia Madre di Nguyen Chi Thien

Mia madre negli anniversari o nei giorni di festa
suole congiungere le mani e pregare a lungo.
Il suo vestito color zafferano è un po’ sbiadito
ma vorrei vederla tirarlo fuori per l’occasione.
La mia vita è piena di sofferenza e d’ingiustizia
mia madre deve sempre pregare per me
un figlio che ha visto così tante detenzioni
facendo scorrere rivoli di lacrime sulle guance della mamma.
Seduto accanto a lei mi trovo così piccolo
vicino a questo suo grande grande amore materno.
Madre, ho solo un desiderio
ed è di non stare mai lontano da te!
Così, ogni volta che siedi in preghiera
per tuo figlio malato e prigioniero nella giungla profonda
il vecchio sbiadito vestito color zafferano che indossi
si bagna di lacrime senza fine!

- Nguyen Chi Thien -



Dio non poteva essere ovunque, perciò ha creato le madri.

( Proverbio Ebraico )



Immagina pure che ti siano destinati nella vita molti giorni terribili; il più terribile di tutti sarà il giorno in cui perderai tua madre. [...] 
L'assassino che rispetta sua madre ha ancora qualcosa di onesto e di gentile nel cuore, il più glorioso degli uomini, che l'addolori e l'offenda, non è che una vile creatura.

- Edmondo De Amicis -



Le madri sono l'antidoto più forte al dilagare dell'individualismo egoistico. 

- Papa Francesco -



Vorrei oggi rivolgere a tutte le donne il saluto dell'angelo....
"Ave..."
Ave a tutte le donne.
Tutte le donne portano in sé questa misteriosa forza: 
"femmine per un giorno, per un'ora,....forse mai....ma madri per sempre."
Comunque.
Anche quando non hanno mai partorito.
Anche quando non ci sono più.
A queste ultime tutte va il mio pensiero riconoscente.
Così alla mia mamma che come allora mi guardava alle spalle e mi guidava e mi proteggeva, così oggi ancora continua intercedendo dall'alto dei Cieli....

alla mia mamma 

Le Mani della Madre

Tu non sei più vicina a Dio
di noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende
benedette le mani.
Nascono chiare in te dal manto,
luminoso contorno:
io sono la rugiada, il giorno,
ma tu, tu sei la pianta.

- Rainer Maria Rilke - 



Buona giornata a tutti. :-)

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domenica 12 novembre 2017

Autunno, poesie - William Butler Yeats, Rilke Rainer Maria, Federico Garcia Lorca

"In nessun altro momento (come in autunno) 
la terra emana il suo profumo, 
un profumo di terra matura; 
un odore che non è in alcun modo inferiore al profumo del mare, 
più amaro dove si confonde con i sapori, 
e molto più dolce dove puoi sentirlo mentre sfiori i primi suoni. 
Contiene la profondità dentro di sé, 
il buio, qualcosa di simile alla morte."

- Rainer Maria Rilke -



“At no other time (than autumn) 
does the earth let itself be inhaled in one smell, 
the ripe earth; 
in a smell that is in no way inferior to the smell of the sea, 
bitter where it borders on taste, 
and more honeysweet where you feel it touching the first sounds. 
Containing depth within itself, 
darkness, something of the grave almost.”

- Rainer Maria Rilke -

Stanislaus Souten Longley (1884-1966), Autumn

Che dolcezza infantile
nella mattinata tranquilla!
C'è il sole tra le foglie gialle
e i ragni tendono fra i rami
le loro strade di seta.

- Federico Garcia Lorca -

Ivan Fedorovich Choultsé (1877-1932), Soir d'Automne


Gli alberi sono nella loro bellezza autunnale,
i sentieri del bosco sono asciutti,
nel crepuscolo di ottobre l'acqua
riflette un cielo immobile;
fra le pietre cinquantanove cigni.
È questo il diciannovesimo autunno
da quando la prima volta li contai;
li vidi, prima che finissi di contarli,
tutti all'improvviso alzarsi, disperdersi
volteggiando in grandi cerchi spezzati
sulle ali rumorose.
Ammirai quelle splendenti creature
e ora il mio cuore è triste.
Tutto è cambiato da quando io,
ascoltando al crepuscolo
la prima volta, su questa riva,
lo stormire delle loro ali sopra il mio capo,
camminavo con passo più leggero.
Instancabili, amata e amante,
remano nelle fredde
correnti amiche o scalano l'aria;
i loro cuori non sono invecchiati;
passione o conquista ancora li accompagna
nel loro errante vagare.
Ma ora si lasciano andare sull'acqua immobile,
misteriosi, stupendi.
Fra quali giunchi costruiranno il nido,
su quale sponda di lago o stagno
incanteranno occhi umani quando al risveglio

un giorno scoprirò che son volati via?



- William Butler Yeats - 

Herbert James Draper (1863-1920), Autumn


Buona giornata a tutti. :-)






mercoledì 30 dicembre 2015

da: "La Morte del Tempo" - Giancarlo Petrella

Ed ecco Lucifero dalle ali stupendamente blu; occhi finissimi, zigomi accentati, pelle bianchissima più de le nuvole del suo infinito oppositore, labbra carnose di odio, naso perfetto come 'l suono perpetuo dei suoi fiumi infernali allattati dal pianto dei dannati. Capelli color dell'oro ove punte di sangue innocente trovano luogo e denti bianchi ribelli alle tenebre. 
I demoni, affogati dalla saliva dell'odio, lo venerano, Padre lo chiamano, ed in questa valle sconsolata, il punto più in basso dell'universo, lo adorano; ma lui è per sé solo. 
Non meno angosciato è il Dio dei cieli che diletta i secoli con l'indifferenza; e di indifferenza governa la terra. Queste anime dannate, l'una verso l'altra di amore si cibavano, imperano questo regno del pianto; per orgoglio rimangono eretti nei propri troni, credendo di essere l'un più in alto dell'altro; perché a seconda del punto di vista si vede in profondità l'altro. 
Così Lucifero, volgendo li occhi al cielo, che per lui è sotto di lui, ricorda il suo amato e così, con non minore amore, il Dio volge li occhi stupendi alla sua anima ritrovando Lucifero venerato. 
Il Dio possiede un trono bellissimo, con oro che disgusterebbe persino il più avaro fra li uomini, il celeste regna come nelle sue pupille, giacinto giunto dal regno dell'azzurro; il suo volto eternamente fanciullo ha fatto innamorare Venere e l'intero creato si muove come atto di preghiera; la sua magnificenza è tale che giustamente gli scarafaggi umani lo venerano. 
Entrambi per amore tollerano l'esistenza dell'altro. Egli venera l'amato Lucifero; nel silenzio della sua anima. Ecco! parliamo di quell'anima che gli eserciti degli angeli da secoli hanno tentato di penetrare con i loro sguardi capaci di comprendere gli universi; i suoi capelli neri hanno saziato la notte, mentre il dorato trova nella sua pelle luogo e tempo. 
Tutte le sofferenze di tutti i secoli e di tutte le lande del pianto degli umani sono un nulla di fronte alle lacrime di Lucifero: di lui il popolo dei morti, tormentato dal castigo eterno della fine del desiderio, ne ha compassione e non solo per se stesso piange, ma soprattutto per il suo imperatore; splendono di più le lacrime che le stelle. Oh Lucifero, maladetta aurora, dimentica le cose del giorno; abbracciati, poiché nessuno questa notte ti abbraccerà.

Luogo è dall'albe remoto; nel centro dell'universo l'oscurità sogna e l'incubo vien tradito da lucciole che sono le lacrime dei dannati. Si intravede, attraverso un blu nervosamente, un colle ove sopra regna, nero come un livido, come un capezzolo di un'arpia, un maestoso castello relitto di tempi eterni; mura malefiche, come peccati taciuti o promesse rinnegate, si alzano al cielo come bestemmie; piante malefiche, di un verde cinereo, si strusciano come lingue di peccatrici alzandosi fra le mura come urla; di lontano, sull'orizzonte, si intravedono le crudeli cupole del globo che fan da cappello alla lordura delle basiliche. A nessuno, neppure ai demoni più fedeli, neppure ai segugi infernali che allietano il male che non dorme mai, è concesso di entrare: nella sala più vasta, nel trono imperiale, rosso di sangue, impossibile che la mente guardi altro che, in qualche modo, lì è reso perfetto e rassicura dell'oscurità che lo circonda, lo 'mperator del doloroso regno si erge. 
Ghigna il sudore, estraneo così a qualunque minatore di inferni artificiali; come quando un treno passaci così velocemente accanto che l'aria regola e qualità non possiede, così il naso non detiene argomenti; la lingua sente il peso di una gravità nuova che la inchioda, nessuna favella, incatenate nell'animo come un mastino infernale che ha poteri sovrumani ma la sua frenesia ammutolita dal greve suono delle catene; pur li occhi tradiscono un desiderio infinito. Come i fulmini nascono dall'incontro della crosta terrestre con le reliquie del cosmo; così la paura è tale che false ombre crea. Ah come lacrimano gli occhi; esistono enti indefinibili, eppure, nominandoli, li distinguiamo (mirate un'ondulazione sopra un suolo bollente, intuirete) così lo sguardo non si possiede, eppur sa di vedere. Nel trono dell'imperatore, tali parole si possono leggere:

È giusto; dimenticano i viventi
le parole retro le quali torme
indistinte dell'esistenza vivono;
eppur il mio popolo ancora sogna,
e non può fa' altro che 'l sognare il sempre.

Nervosamente, senz'alcun movimento umano, Lucifero muove i capelli, e sì facendo un suono stridulo ne esce; che le orecchie si dilaniano ed in un mare di sangue trovano l'agognato silenzio. Appare l'ultima volta, accanto a Lucifero, Maldoror, che rappresenta la perpetuità, che simboleggia il sempre, ci guardiamo ne li occhi e ci giuriamo un amore dilaniante. Qui termina il podere dello spazio esteso: uno Shinigami dalle ali nere come il tradimento e dai denti sporchi come la falsità dei cieli, con le unghie carche di secoli di angoscia, scrive questo nome sul suo braccio e ghigna per la fiera preda che ottiene; ma non smette di vaneggiar la valle d'abisso nel mio desiderio.
  
da:  La Morte del Tempo di Giancarlo Petrella, ed. Feltrinelli



Ah, Faust,
Adesso non hai che un'ora da vivere,
E poi sarai dannato in eterno.
Sfere celesti in moto perpetuo, fermatevi,
Che il tempo possa cessare e mezzanotte mai giungere.
Occhio lieto della Natura, sorgi, sorgi ancora e fai
Un giorno eterno: o lascia quest'ora essere
Un anno, un mese, una settimana, un giorno,
Che Faust possa pentirsi, e l'anima salvare.
'O lente lente currite noctis equi'

C. Marlowe - 
da: Il Dottor Faust




La morte degli innamorati

Lui sapeva della morte solo
quello che tutti sanno: che ci prende
e nella muta dimora ci spinge.
Ma quando lei da lui, no, non strappata,

ma lievemente sciolta dai suoi occhi,
scivolò ad ombre ignote, e lui sentì
che laggiù il suo sorriso di fanciulla
era come una luna a far del bene;

Allora i morti a lui furono noti,
quasi per lei di loro con ognuno
fosse parente: e lasciò parlare gli altri,

Senza prestarvi fede, e quella terra
Dolcissima  chiamò, ed ameno luogo.
E  la tastò per giungere ai suoi piedi.

- Rainer Maria Rilke -


Buona giornata a tutti. :-)

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sabato 28 novembre 2015

Viene adagio la sera – Rainer Maria Rilke

 Viene adagio la sera, camminando
tra gli alberi lontani nella neve
e silenziosa preme le sue guance
fredde alle finestre, per spiare.
E nelle case cresce il buio.
I vecchi sulle sedie pensano,
le madri sono come regine,
i bambini lasciano da parte i giochi
e le ragazze non filano più.
La sera fuori tende l'orecchio
nella casa, e dentro ascoltano
il silenzio della sera.


- Rainer Maria Rilke -


Cerchi che si tendono sempre più
ampi sopra le cose è la mia vita.
Forse non chiuderò l'ultimo,
ma voglio tentare.
Giro attorno a Dio, all'antica torre,
giro da millenni;
e ancora non so se sono un falco, una tempesta
o un grande canto.


- Rainer Maria Rilke - 


«Osservate più spesso le stelle.
Quando avrete un peso sull'animo,
guardate le stelle o l'azzurro del cielo.
Quando vi sentirete tristi,
quando vi offenderanno,
quando qualcosa non vi riuscirà,
quando la tempesta si scatenerà nel vostro animo,
uscite all'aria aperta e intrattenetevi,
da soli, col cielo.
Allora la vostra anima troverà la quiete».

- Pavel Alexandrovic Florenskij -
Testamento



Buona giornata a tutti. :-)








domenica 12 aprile 2015

Come potrei - Rainer Maria Rilke

Come potrei trattenerla in me,
la mia anima, che la tua non sfiori;
come levarla oltre te, all'infinito?
Potessi nasconderla in un angolo
sperduto nelle tenebre;
un estraneo rifugio silenzioso
che non seguiti a vibrare
se vibra il tuo profondo.
Ma tutto quello che ci tocca, te
e me insieme
ci tende come un arco
che da due corde un suono solo rende
Su quale strumento siamo tesi,
e quale grande musicista ci tiene nella mano?
O dolce canto.

- Rainer Maria Rilke -




"C'era qualcosa in lei, qualcosa nel loro modo di rapportarsi che gli aveva fatto perdere la ragione. In mancanza di una definizione migliore, poteva chiamarla una sensazione di gioia, di spontaneità, di quieto benessere..."

- Nicholas Sparks - 
da "Un cuore in silenzio"



La vita è un libro pieno di domande, e le risposte si possono trovare soltanto attraverso l'esperienza.


- Sergio Bambarén -





Buona giornata a tutti. :-)