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domenica 23 luglio 2017

da: "Paolo VI segreto" - Jean Guitton

«C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo della Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. 
Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di san Luca: “Quando il Figlio dell’Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?”. Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. 
Questo, secondo me, è strano. 
Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. 
Siamo prossimi alla fine? 
Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti, ma tutto può durare ancora molto a lungo.
Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte.
Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia» 

- Papa Paolo VI, 8 settembre 1977 -
in: Jean Guitton, “Paolo VI segreto", Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2002, pp. 152-153)...



Guai a me se non predicassi il Vangelo" (Cor 9,16)


Io sono mandato da Lui, da Cristo stesso per questo.
Io sono apostolo, io sono testimone.
Quanto più è lontana la meta,
quanto più difficile è la mia missione,
tanto più urgente è l'amore che a ciò mi spinge.
Io devo confessare il suo nome:
Gesù è il Cristo Figlio di Dio vivo!

Egli è il rivelatore di Dio invisibile.
È il primogenito di ogni creatura.
È il fondamento di ogni cosa.
Egli è il Maestro dell'umanità.
Egli è il Redentore.
Egli è nato, è morto, è risorto per noi.
Egli è il centro della storia e del mondo.
Egli è colui che ci conosce e ci ama.
Egli è il compagno e l'amico della nostra vita.
Egli è l'uomo del dolore e della speranza.

È colui che deve venire
e che deve un giorno essere il nostro giudice e,
come noi speriamo,
la pienezza eterna della nostra esistenza:
la nostra felicità.
Io non finirei più di parlare di Lui.
Egli è la Luce e la Verità;
anzi, Egli è la Via, la Verità e la Vita (Gv 14, 6).
Egli è il pane, la fonte di acqua viva
per la nostra fame e per la nostra sete.
Egli è il pastore, la nostra guida,
il nostro esempio, il nostro conforto, il nostro fratello.

Come noi e più di noi Egli è stato piccolo, povero,
umiliato, lavoratore e paziente nella sofferenza.
Per noi Egli ha parlato, ha compiuto miracoli,
ha fondato un Regno nuovo, dove i poveri sono beati,
dove la pace è principio di convivenza,
dove i puri di cuore ed i piangenti
sono esaltati e consolati,
dove quelli che aspirano alla giustizia sono rivendicati,
dove i peccatori possono essere perdonati,
dove tutti sono fratelli.

Gesù Cristo: a voi cristiani io ripeto il suo nome,
a tutti io lo annunzio:
Gesù Cristo è il Principio e la Fine, l'Alfa e l'Omega.

Egli è il Re del Mondo nuovo.
Egli è il segreto della storia.
Egli è la chiave dei nostri destini.
Egli è il mediatore, il ponte fra la terra ed il cielo.
Egli è per antonomasia il figlio dell'uomo perché  Egli è il
Figlio di Dio eterno, infinito.
È il figlio di Maria Vergine,
la benedetta fra tutte le donne,
sua Madre nella carne e madre nostra
nella partecipazione allo Spirito del Corpo Mistico.

Gesù Cristo!

Ricordate!: questo è il nostro perenne annunzio,
è la voce che noi facciamo risuonare per tutta la terra,
per tutti i secoli dei secoli.
Amen.



         - Papa Paolo VI -



Buona giornata a tutti. :-)






giovedì 20 aprile 2017

Insegnami il tempo e altri pensieri – Jean Guitton

Dio mio,
insegnami ad usare bene il tempo che tu mi dai 

e ad impiegarlo bene, senza sciuparne. 

Insegnami a prevedere senza tormentarmi, 
insegnami a trarre profitto dagli errori passati, 
senza lasciarmi prendere dagli scrupoli. 
Insegnami ad immaginare l'avvenire 
senza disperarmi che non possa essere 
quale io l'immagino. 
Insegnami a piangere sulle mie colpe 
senza cadere nell'inquietudine. 
Insegnami ad agire senza fretta, 
e ad affrettarmi senza precipitazione. 
Insegnami ad unire la fretta alla lentezza, 
la serenità al fervore, lo zelo alla pace. 
Aiutami quando comincio, 
perché è  proprio allora che io sono debole. 
Veglia sulla mia attenzione quando lavoro, 
e soprattutto riempi Tu i vuoti delle mie opere. 
Fa' che io ami il tempo 
che tanto assomiglia alla Tua grazia 
perché esso porta tutte le opere alla loro fine 
e alla loro perfezione 
senza che noi abbiamo l'impressione 
di parteciparvi in qualche modo.


- Jean Guitton - 
Jean Guitton (Saint-Etienne 18 agosto 1901 – Parigi 21 marzo 1999)
L’ultima cena di Gesù, partenza di Giuda
acquarello.
Gli apostoli, appena abbozzati, in una macchia di colore azzurro intorno a una mensa colorata in giallo per alludere al mistero divino, sembrano espellere dalla comunità Giuda come un proiettile avvolto in un ombra scura.
Jean Guitton, filosofo, scrittore cattolico, Papa Paolo VI lo nominò primo uditore laico al Concilio Vaticano II.
Studioso della vita di Gesù, dei Vangeli, e soprattutto del cattolicesimo nel mondo moderno, Nei suoi scritti si evidenzia la necessità di una fede totalizzante, che non coinvolga solo l’intelligenza e la volontà ma che si estenda a tutto l’essere umano. Uno dei cardini del suo pensiero è quello della perfetta compatibilità tra fede e ragione.




Il più bel regalo che possiamo fare alle persone a noi care è il nostro tempo, cioè la nostra vita.
Non è mai tempo perso, quello dedicato alle persone per noi importanti.
Tutti i momenti a loro dedicati diventano ricordi che profumano di vita.
Chi ama veramente, il tempo lo trova sempre. Perché il tempo è una scelta.
La scelta di dare sempre la priorità ai sentimenti, alle emozioni.

- Agostino Degas -



La felicità è più una questione di percezione che di favori esteriori. 
È la famosa storia del bicchiere che l'ottimista vedrà mezzo pieno e il pessimista, invece, mezzo vuoto. 
Così, la contrarietà può egualmente portare al disfattismo o allo slancio. 
Il fallimento può essere adombrante o fortificante, dipende. 
Dipende da come lo accogliamo. E se nessuno si sognerebbe di scambiare la notte per il giorno, o di confondere tenebre e luce, alcuni hanno la facoltà di agganciare il loro sguardo alle stelle, e di veder sorgere la tenue speranza, anche nella notte più profonda. 
Quella speranza che finisce per trionfare con le prime luci dell'alba.

«C'è la speranza che è la più forte! 
C'è la gioia che è la più forte! 
C'è l'amore che è il più forte!»

- Paul Claudel -


Buona giornata a tutti. :-)







domenica 24 gennaio 2016

Dove inizia la preghiera – don Bruno Ferrero

Il maestro raduna i suoi discepoli e domanda loro: "Da dove prende avvio la preghiera?".
Il primo risponde: "Dal bisogno".
Il secondo risponde: "Dall'esultanza. Quando esulta l'animo sfugge all'angusto guscio delle mie paure e preoccupazioni e si leva in alto verso Dio".
Il terzo: "Dal silenzio. Quando tutto in me si è fatto silenzio, allora Dio può parlare".
Il maestro risponde: "Avete risposto tutti esattamente. Tuttavia, v'è ancora un momento da cui prende avvio e che precede quelli da voi indicati. 

La preghiera inizia in Dio stesso. E' lui ad iniziarla, non noi".


- don Bruno Ferrero - 
da:  "Quaranta storie nel deserto", ed. Elledici




Come consolare gli afflitti

Se non trovo altro modo, si può consolare una persona anche col silenzio, con la sola presenza, purché si faccia con amore: basta un sorriso che esprima la dolcezza della comprensione. 
Meglio se il silenzio è accompagnato dalla preghiera del cuore. 
In questo caso forse mi sarà suggerita anche qualche parola. 
Da chi? Dallo Spirito Santo, che è il vero Consolatore.

- Agata Fernandez Motzo -
Da: “Mio tutto oltre la morte”




Mio Dio, io sono convinto che tu vegli
su coloro che sperano in te,
e che non si può mancare di nulla
quando da te si attende ogni cosa,
per cui ho deciso di vivere in avvenire
senza alcuna preoccupazione
e di deporre in te
tutte le mie inquietudini...
Gli uomini possono spogliarmi
dei beni e dell'onore,
le malattie possono togliermi
le forze e i mezzi per servirti,
io posso perfino perdere
la tua grazia col peccato,
io non perderò mai la speranza,
ma la conserverò
fino all'ultimo istante
della mia vita.
  

(Jean Guitton)

Fonte :  Preghiere per L'Anno Santo



























Buona giornata a tutti. :-)





domenica 22 giugno 2014

Qualcuno - Dennis O’Driscoll

Qualcuno si sta vestendo per la morte oggi,
un cambio di gonna o cravatta,
mangiando l’ultimo pasto di un piatto di fette imburrate

 e del tè,
avendo appena fatto caso alla sua erezione 

che è stata l’ultima,
lui radendosi il viso perfettamente per la gelida esposizione,
lei spruzzando deodorante sulla ruvida peluria dell’ascella,
qualcuno oggi esce di casa per i propri doveri,
salutando per sempre i vicini 

che poi si uniranno alla processione,
qualcuno si taglia le unghie per l’ultima volta, 

un momento prezioso
il girovita di qualcuno non verrà segnato da nessun elastico
in futuro,
qualcuno mette alla porta le bottiglie del latte per un giorno
che non arriverà,
l’alito fresco di qualcuno sta per essere 

portato via ancora pulito,
qualcuno sta scrivendo un assegno che sarà rifiutato per
“firmatario deceduto”,
qualcuno evidenzia date postume sul calendario,
qualcuno sta ascoltando delle insignificanti 

previsioni del tempo,
qualcuno sta facendo promesse avventate agli amici,
la bara di qualcuno viene sabbiata, laminata, lucidata
anche se lui stamattina si sente più o meno bene come sempre
qualcuno, se gli venisse chiesto, non troverebbe niente da
segnalare nella data di oggi,
profumo e saluti i suoi ultimi desideri, il testamento
qualcuno oggi sta vedendo il mondo per l’ultima volta
con la stessa innocenza con cui lo guardò la prima.

Dennis O’Driscoll
(Someone-da New and selected poems,Anvil Press, 2004]

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Someone

someone is dressing up for death today, a change of skirt or tie
eating a final feast of buttered sliced pan, tea
scarcely having noticed the erection that was his last
shaving his face to marble for the icy laying out
spraying with deodorant her coarse armpit grass
someone today is leaving home on business
saluting, terminally, the neighbours who will join in the cortege
someone is paring his nails for the last time, a precious moment
someone’s waist will not be marked with elastic in the future
someone is putting out milkbottles for a day that will not come
someone’s fresh breath is about to be taken clean away
someone is writing a cheque that will be rejected as
‘drawer deceased’
someone is circling posthumous dates on a calendar
someone is listening to an irrelevant weather forecast
someone is making rash promises to friends
someone’s coffin is being sanded, laminated, shined
who feels this morning quite as well as ever
someone if asked would find nothing remarkable in today’s date
perfume and goodbyes her final will and testament
someone today is seeing the world for the last time
as innocently as he had seen it first.


Dennis O'Driscoll (1 gennaio 1954-24 dicembre 2012), irlandese, poeta, saggista, critico ed editore. Considerato come uno dei migliori poeti europei del suo tempo.


Essere stati amati tanto profondamente ci protegge per sempre, anche quando la persona che ci ha amato non c’è più. 
È una cosa che ti resta dentro, nella pelle.

J. K. Rowling


"Nella vita le cose passano sempre, come in un fiume. 
Anche le più difficili che ti sembra impossibile superare le superi, 
e in un attimo te le trovi dietro alle spalle e devi andare avanti. 
Ti aspettano cose nuove." 

- Niccolò Ammanniti -
da Ti prendo e ti porto via





Insegnami il tempo

Dio mio,
insegnami ad usare bene il tempo che tu mi dai
e ad impiegarlo bene, senza sciuparne.
Insegnami a prevedere senza tormentarmi,
insegnami a trarre profitto dagli errori passati,
senza lasciarmi prendere dagli scrupoli.
Insegnami ad immaginare l'avvenire
senza disperarmi che non possa essere
quale io l'immagino.
Insegnami a piangere sulle mie colpe
senza cadere nell'inquietudine.
Insegnami ad agire senza fretta,
e ad affrettarmi senza precipitazione.
Insegnami ad unire la fretta alla lentezza,
la serenità al fervore, lo zelo alla pace.
Aiutami quando comincio,
perché è  proprio allora che io sono debole.
Veglia sulla mia attenzione quando lavoro,
e soprattutto riempi Tu i vuoti delle mie opere.
Fa' che io ami il tempo
che tanto assomiglia alla Tua grazia
perché esso porta tutte le opere alla loro fine
e alla loro perfezione
senza che noi abbiamo l'impressione
di parteciparvi in qualche modo.


- Jean Guitton - 



Buona giornata a tutti :-)

lunedì 16 giugno 2014

Calma – Padre Michel Quoist

Signore,
fa' che con calma
riempia le mie giornate,
come il mare lentamente
ricopre tutta la spiaggia;


illumina la mia vita
come i raggi del tuo sole
fanno cantare
la superficie delle acque.

(Padre Michel Quoist)




“L’unica cosa che lo Spirito Santo richiede da noi è solo di dargli il nostro tempo, anche se all’inizio esso dovesse sembrare tempo perso.

Io non dimenticherò mai la lezione che un giorno mi fu data a questo riguardo. Dicevo a Dio: “Signore, dammi il fervore e io ti darò tutto il tempo che vuoi per la preghiera”.

Nel mio cuore trovai la risposta: “Dammi il tuo tempo e io ti darò tutto il fervore che vuoi nella preghiera”.



( Padre Raniero Cantalamessa)


Jean Guitton (Saint-Etienne 18 agosto 1901 – Parigi 21 marzo 1999) 
L’ultima cena di Gesù, partenza di Giuda
acquarello

Insegnami il tempo

Dio mio,
insegnami ad usare bene il tempo che tu mi dai
e ad impiegarlo bene, senza sciuparne.
Insegnami a prevedere senza tormentarmi,
insegnami a trarre profitto dagli errori passati,
senza lasciarmi prendere dagli scrupoli.
Insegnami ad immaginare l'avvenire
senza disperarmi che non possa essere
quale io l'immagino.
Insegnami a piangere sulle mie colpe
senza cadere nell'inquietudine.
Insegnami ad agire senza fretta,
e ad affrettarmi senza precipitazione.
Insegnami ad unire la fretta alla lentezza,
la serenità al fervore, lo zelo alla pace.
Aiutami quando comincio,
perché è  proprio allora che io sono debole.
Veglia sulla mia attenzione quando lavoro,
e soprattutto riempi Tu i vuoti delle mie opere.
Fa' che io ami il tempo
che tanto assomiglia alla Tua grazia
perché esso porta tutte le opere alla loro fine
e alla loro perfezione
senza che noi abbiamo l'impressione
di parteciparvi in qualche modo.

(Jean Guitton)




….Signore questa sera ti offro, 
per tutte le persone che non ti conoscono, 
o per tutte quelle che non pensano a pregare, 
questa biancheria candida, più morbida, 
più vaporosa, 
questa biancheria che profuma 
dell’amore delle mamme 
e di quello delle spose.
Ti offro tutti questi gesti quotidiani che,
ripetuti mille volte,
intessono nell’ ombra belle vite, 
vite meravigliose di umili
che sanno che amare significa resistere, 
ben al di là delle fatiche.


(Risponde il Signore) 

“Figliola, te l’ho mai detto? 
Te lo dico, e tu dillo ai tuoi fratelli: 
il Regno dei Cieli assomiglia ad una donna 
che, per tutta la vita, 
della biancheria sporca fa biancheria pulita, 
e non per il potere del detersivo miracoloso, 
ma col miracolo dell’amore, 
Ogni giorno silenziosamente donato”.

- Padre Michel Quoist -




Buona giornata a tutti. :-)

venerdì 28 giugno 2013

Egli desidera il tessuto del cielo – William Butler Yeats


Se avessi il drappo ricamato
del cielo,
intessuto dell’oro e dell’argento e
della luce,
i drappi dai colori chiari e scuri
del giorno e della notte
dai mezzi colori dell’alba e del
tramonto,
stenderei quei drappi sotto i tuoi
piedi:
invece, essendo povero, ho soltanto sogni;
e i miei sogni ho steso sotto i
tuoi piedi;
cammina leggera perché
cammini sui miei sogni.

(W.B.Yeats)



William Butler Yeats (1865-1939), poeta, drammaturgo, scrittore.
Spesso indicato come W.B.Yeats,
fu anche senatore dello Stato Libero d’Irlanda negli anni venti.
Nobel per la letteratura nel 1923.




La sostanza della mia esperienza di filosofo è stata compiere la scelta tra due soluzioni: l'assurdo e il mistero.
Il mio collega Jean Paul Sartre ha scelto l'assurdo, io il mistero.
Tu chiederai qual è la differenza poiché anche il mistero sembra assurdo! No, l'assurdo è un muro impenetrabile contro cui ci si spiaccica in un suicidio.
Il mistero è una scala: si sale di gradino in gradino verso la luce, sperando.


- Jean Guitton -



Claude Monet, Scogliera a Étretat al tramonto

Perché la solitudine
talvolta è la migliore compagnia,
e un breve esilio rende dolce il ritorno.

- John Milton -



Bilal Chebaro, Wind of fall

Alla fine scoprirai che le cose più leggere son le uniche
che il vento non è riuscito a portar via
un ritornello antico
una carezza al momento giusto
lo sfogliare un libro di poesie
l'odore stesso che aveva un giorno il vento.

Mario Quintana



Preghiera per la sera

Accoglimi, o mio Signore,
in te ho posto la mia speranza.


Buono e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
Non ci tratta secondo i nostri peccati,
non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Accoglimi, o mio Signore,
in te ho posto la mia speranza.


Come un padre ha pietà dei suoi figli,
così il Signore ha pietà di quanti lo temono.
Egli sa di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere.


Accoglimi, o mio Signore,
in te ho posto la mia speranza.


Come l'erba sono i giorni dell'uomo,
come il fiore del campo, così egli fiorisce.
Lo investe il vento e più non esiste
e il suo posto non lo riconosce.


Accoglimi, o mio Signore,
in te ho posto la mia speranza.