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mercoledì 25 febbraio 2015

Nel tempio di Kalì - Madre Teresa di Calcutta

Un giorno, in un vicolo fangoso, madre Teresa trova una donna rosicchiata dai topi. Sta per morire. Le due stanze nella casa Gomez sono strapiene, non si può proprio aggiun­gere un posto in più, nemmeno per una povera donna che sta morendo. Madre Teresa se la carica sulle braccia e la porta al più vicino ospedale. Non l'accettano, «non c'è posto ».
Mentre si reca ad un ospedale più lontano, la donna le muore tra le braccia.
Madre Teresa non si dà pace. Deve trovare un luogo spazioso per ospitare coloro che stanno morendo per fame, per malattie che non sono mortali ma che uccidono i deboli, per le terribili piaghe che la sporcizia e la mancanza di nutri­mento aprono nei corpi.
Non molto lontano alza le sue cupole e i suoi colonnati il Kalighat, tempio della dea Kalì, protettrice di Calcutta. Nel recinto del tempio ci sono due vaste sale, destinate a dormitorio per i pellegrini che in ottobre giungono da ogni parte della regione. Le due sale, una per gli uomini e una per le donne, sono vuote undici mesi all'anno. Madre Teresa chiede alle autorità cittadine di poter usare le sale per ospi­tare i morenti.
È una domanda molto rischiosa, ma le auto­rità, che stanno facendo ogni sforzo per porre argini alle mi­serie della periferia, le concedono il permesso.
I fanatici indù, appena conoscono la faccenda, organiz­zano tumulti. «È una contaminazione del tempio», dichia­rano. «Una suora cattolica che apre un ricovero nel sacro recinto è una profanazione ».
«D'accordo - rispondono le autorità. - Mandate vo­stra madre o vostra sorella a curare i moribondi e i lebbrosi al posto di madre Teresa, e noi la manderemo via». Natu­ralmente nessuno si fa vivo, e la suora viene lasciata in pace. 

- Madre Teresa di Calcutta -
Fonte: “Madre Teresa di Calcutta”, Teresio Bosco,pagg. 10 e 11 - Ed. Elledici 1991



La Carità comincia oggi. Qualcuno sta soffrendo oggi, è per strada oggi, ha fame... oggi. Il nostro lavoro è per oggi...una donna venne da me con suo figlio e disse: “Madre, sono andata in due o tre posti ad elemosinare un pò di cibo perché non mangiamo da tre giorni...”, andai a prendere qualcosa da mangiare e quando tornai il bambino che aveva in braccio era morto di fame. Non saranno con noi domani se non li sfamiamo oggi. Perciò preoccupatevi di ciò che potete fare oggi. 

- Madre Teresa di Calcutta -



Inizia e concludi la giornata con la preghiera.
Vai a Dio come un bambino.
Basta che tu gli parli.
Digli tutto.
E’ tuo Padre!
Prenditi cura di pregare fino a quando il tuo cuore
sarà capace di contenere il dono che Dio fa di se stesso.

- Madre Teresa di Calcutta -




Siete voi sacerdoti che dovete spegnere questa fame.
La potrete saziare con la tenerezza e l'amore di Cristo.
Date al mondo questo Gesù che infiamma i vostri cuori.
Per le strade di Calcutta abbiamo raccolto oltre quarantaseimila malati.
La metà di loro è tornata a Dio in maniera molto semplice, amati e assistiti dalle Sorelle.

- MadreTeresa di Calcutta - 





Buona giornata a tutti. :-)









sabato 21 febbraio 2015

La fiammella impertinente - Maria Maddalena Covassi -

Era una calda giornata d'estate: l'erba dei prati, i fiori e le foglie degli alberi erano ingiallite da un sole infuocato.
La gente se ne stava chiusa in casa e gli animali non uscivano dalle loro tane.
Nel cielo non si vedeva nemmeno l'ombra di una nuvola, ma solo il bagliore accecante dei raggi del sole.
In primavera quando l'aria era tiepida, gli uomini avevano passato molto tempo all'aria aperta.
Nei giorni di festa si organizzavano merende nei prati colmi d'erbe e di fiori profumati.
I bambini si divertivano un mondo a correre e a giocare.
Al tramonto tutti ritornavano felici nelle loro case lasciando le tracce ..... del loro passaggio.
Spesso si dimenticavano barattoli, bottiglie e cartacce che nessuno si preoccupava di raccogliere.
Fu così che accadde.......e all'inizio nessuno se ne accorse!!!!!
Si udì solo uno stridio, una scintilla ed ecco........ che da un pezzo di vetro di bottiglia dimenticato nel bosco e, diventato incandescente, dai raggi del sole, si sprigionò una piccola fiammella.  
"Dove sono!" - disse la fiamma impaurita guardandosi in giro -   perché mi trovo qui da sola?"
"E' una fortuna che non ci siano le tue sorelle" - rispose una foglia che stava lì vicino.
"Guarda che cosa hai combinato, ci stai bruciando con il tuo calore vai via .....vuoi farci morire tutte?!"
"Non sono stata certo io.... a scegliere di nascere qui!" - replicò la fiammella indispettita da tale arroganza - "e adesso che ci sono, non ho nessuna voglia di andarmene!!!
Voglio diventare grande, bella e risplendente così tutti mi guarderanno e mi   ammireranno."
"Vattene!!!"- dissero in coro gli alberi agitando i rami per scacciarla.
"Non siate sciocchi! Lasciatemi in pace! Io posso fare   quello che voglio e di certo non mi fermerete voi!! Che non vi potete neanche muovere".
E così dicendo iniziò a spostarsi e, camminando, diventava sempre  più grande e colorata di rosso, di giallo, di arancio.
Si nutriva dell'erba secca, delle foglie e dei rami caduti dagli alberi, divorando tutto nel suo cammino.
"Dobbiamo andarcene, o moriremo" - dicevano gli scoiattoli saltando impauriti tra i rami degli alberi.   
Il gufo saggio, che se ne stava appollaiato sul ramo di una quercia, non aveva nessuna voglia di lasciare il suo nido.
"Aspettate"- disse - mi è venuta un'idea! Chiediamo al vento di aiutarci".
Il vento si stava riposando, negli ultimi tempi aveva lavorato parecchio e non desiderava essere disturbato.
"Caro vento, aiutaci a salvare il bosco! Dissero in coro gli animaletti. Soffia, soffia forte, spazza via quella fiammella impertinente che sta minacciando di distruggerci".
Allora il vento brontolando cercò di recuperare tutte le sue forze, e soffiando raggiunse la fiammella, che aveva delle lingue di fuoco cosi grandi.... da far paura.
La sollevò, e facendola danzare nell'aria la trasportò lontano.
"Aiuto st'ò volando, mi gira la testa! Lasciami stare vento dispettoso mettimi giù!".
Il vento non la ascoltò e continuò a soffiare.
Volteggiando nel cielo la fiammella arrivò sopra il tetto di una casa.
"Ecco sei arrivata! Ora me ne vado" - disse il vento - e andandosene fece cadere la fiammella dentro il camino.
Il buio la ingoiò: - "Non ci vedo"- disse la fiammella che lentamente si stava spegnendo per la mancanza d'aria.
Alla fine della corsa, tra la cenere di in una stufa, ritrovò le sue compagne che dormivano un lungo sonno.
Aspettavano di essere svegliate, per riscaldare e illuminare d'inverno le case degli uomini.

(Maria Maddalena Covassi)




Dio si serve dei venti contrari per portarci in porto.

- Charles de Foucauld -



Papa Francesco: Dio si cerca, i cristiani “seduti” non lo vedono.

Per incontrare Dio bisogna mettersi in cammino, perché un cristiano “quieto” non potrà “mai conoscere” il volto di Dio. 

Per incontrare Dio bisogna rischiare e mettersi in cammino, perché un cristiano “quieto” non potrà “mai conoscere” il volto del Padre.
Se un cristiano vuole conoscere la sua identità, non può starsene comodo in poltrona a sfogliare un libro perché al mondo “non c’è un catalogo” con dentro “l’immagine di Dio”. E nemmeno può disegnarsi un Dio di comodo obbedendo a regole che con Dio non hanno niente a che fare.

Papa Francesco, omelia 13 febbraio 2015, cappella di Casa S. Marta


"Se c'è qualcosa di peggio dell'odierno indebolirsi dei grandi principi morali, è l'odierno irrigidirsi dei piccoli principi morali. "

(G.K. Chesterton)




Un uomo cercava una buona chiesa da frequentare ed entrò per caso in una chiesa in cui i fedeli e il prete stavano leggendo il loro libro di preghiere.
E dicevano:
"Non abbiamo fatto queste cose che avremmo dovuto fare, e abbiamo fatto queste altre cose che non avremmo dovuto fare."
L'uomo si lasciò cadere in un banco e sospirò sollevato dicendo:
"Grazie a Dio, ho finalmente trovato la mia gente."
Tutti abbiamo bisogno del perdono di Dio e degli altri, nessuno escluso.
Chi pensa o dice il contrario è solo bugiardo!





 Maria, Madre degli infermi

Rimani, Maria, accanto a tutti gli ammalati del mondo,
di colo­ro che in questo momento,
hanno perso conoscenza e stanno per morire;
di coloro che stanno iniziando una lunga agonia,
di coloro che hanno perso ogni speranza di guarigione;
di coloro che gridano e piangono per la sofferenza;
di coloro che non possono curarsi per­ché poveri;
di quelli che vorrebbero camminare
e devono restare immobili;
di quelli che vorrebbero riposare
e la miseria costringe a lavorare ancora.
Di quelli che cercano una sistemazione meno dolorosa
nella loro vita e non la trovano;
di quelli che sono tormentati dal pensiero
di una famiglia in miseria;
di quanti devono rinunciare ai loro proget­ti più cari per il futuro;
di quanti soprattutto non credono in una vita migliore;
di quanti si ribellano e bestemmiano Dio;
di quanti non sanno o non ricordano
che il Cristo ha sofferto come loro.
Amen.



Buona giornata a tutti. :-)





giovedì 19 febbraio 2015

Sul tempo - Kahlil Gibran

E un astronomo disse: Maestro Parlaci del Tempo.

E lui rispose:

Vorreste misurare il tempo, l'incommensurabile e l'immenso.
Vorreste regolare il vostro comportamento
e dirigere il corso del vostro spirito secondo le ore e le stagioni.
Del tempo vorreste fare un fiume per sostate presso la sua riva e guardarlo fluire.
Ma l'eterno che è in voi sa che la vita è senza tempo e sa che l'oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani il sogno di oggi.
E ciò che in voi è canto e contemplazione dimora quieto entro i confini di quel primo attimo in cui le stelle furono disseminate nello spazio.
Chi di voi non sente che la sua forza d'amore è sconfinata?
E chi non sente che questo autentico amore, benché sconfinato, è racchiuso nel centro del proprio essere, e non passa da pensiero d'amore a pensiero d'amore,
né da atto d'amore ad atto d'amore?
E non è forse il tempo, così come l'amore, indiviso e immoto?
Ma se col pensiero volete misurare il tempo in stagioni, fate che ogni stagione racchiuda tutte le altre e che il presente abbracci il passato con il ricordo, e il futuro con l'attesa.

- Kahlil Gibran - 






Il tempo. Il più grande e il più antico di tutti i tessitori. Ma la sua fabbrica è un luogo segreto, il suo lavoro silenzioso, le sue mani mute.

- Charles Dickens -




Tutto passa. 
Passano le sofferenze e i dolori, 
passano il sangue, la fame, la pestilenza.
La spada sparirà, le stelle invece resteranno, 
e ci saranno, le stelle, anche quando dalla terra 
saranno scomparse le ombre persino dei nostri corpi 
e delle nostre opere. Non c’è uomo che non lo sappia. 
Ma perché allora non vogliamo rivolgere lo sguardo alle stelle? Perché?

- Michail Bulgakov -
da: "La guardia bianca"







Quando arriva il tempo in cui si potrebbe,è passato quello in cui si può.

- Marie Von Ebner- Eschenbach -






Buona giornata a tutti. :-)







venerdì 15 novembre 2013

Soffriamo - Carlos Drummond de Andrade -


Definitivo, come tutto ciò che è semplice.
Il nostro dolore non deriva dalle cose vissute, ma dalle cose che sogniamo e che non si realizzano.
Perché soffriamo tanto per amore?
Sarebbe meglio che la gente non soffrisse, e ringraziasse anche solo per aver conosciuto una persona tanto buona, che generò in noi un sentimento intenso che ci ha accompagnato per un tempo ragionevole, un tempo felice.
Perché soffriamo?
Per tutti i baci cancellati, per l’eternità.
Soffriamo, non perché il nostro lavoro è stressante e paga poco, ma per tutte le ore libere che non abbiamo avuto per andare al cinema, per conversare con un amico, per nuotare, per innamorarci.
Perché automaticamente dimentichiamo quello che abbiamo goduto e cominciamo a soffrire per i nostri progetti irrealizzati, per tutte le città che avremmo potuto conoscere a fianco del nostro amore, per tutti i figli che avremmo avuto piacere ad avere vicino, per tutti gli show, i libri e i silenzi che avremmo gradito condividere.
Soffriamo, non perché nostra madre è impaziente con noi, ma per tutti i momenti in cui le avremmo potuto confidarle nostre più profonde angosce e fosse interessata a comprenderci.
Soffriamo, non perché la nostra squadra ha perso, ma per l’euforia soffocata.
Soffriamo non perché invecchiamo, ma perché il futuro è da noi confiscato, impedendo così che ci accadano mille avventure, tutte quelle con le quali sogniamo e mai tentiamo di sperimentare.
Come alleviare il dolore di ciò che non fu vissuto?
La risposta è semplice come un verso:
Avere meno illusioni e vivere di più!!!
Ogni giorno che vivo, mi convinco sempre più che lo spreco della vita è nell’amore che non diamo, nelle forze che non usiamo, nella prudenza egoista che non rischia mai, e che, schivando la sofferenza, fa perdere anche la felicità. Il dolore è inevitabile.
La sofferenza è un accessorio extra.

(Carlos Drummond de Andrade)



L'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico: "Buttati a capofitto! Trovati qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera!" 
Come trovarlo? Be', dimentica il cervello e ascolta il cuore. Io non sento il tuo cuore. Perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente, be', equivale a non vivere. Ma devi tentare perché se non hai tentato non hai mai vissuto.

dal film Vi presento Joe Black



Quando sei davanti a due decisioni, lancia in aria una moneta. Non perché farà la scelta giusta al posto tuo, ma perché , nell'esatto momento in cui essa è in aria, saprai improvvisamente in cosa stai sperando di più.

- Bob Marley -



Una volta è stato detto: "se vuoi qualcuno a tutti i costi lascialo libero..se torna da te è tuo per sempre..se non lo fa allora tanto per cominciare non è mai stato tuo".

- dal film “Proposta indecente” -



Il sorriso, la dignità e le mutande 
sono le uniche cose che nessuno deve riuscire a toglierti senza il tuo permesso.

Buona giornata a tutti :-)

www.leggoerifletto.it