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lunedì 26 maggio 2014

"Perché non possiamo andare a vivere per conto nostro?" - Erma Bombeck

Sapevamo che i ragazzi l'avrebbero presa male, ma dovevamo farlo comunque.
«Bambini», dicemmo, «io e vostro padre abbiamo deciso di andare a vivere per conto nostro.»
Uno dei ragazzi alzò gli occhi dal quaderno e gli altri due si spinsero fino ad
abbassare il volume del televisore. «Che cosa hai detto?»
«Ho detto che vorremmo traslocare, andare a stare un po' per conto nostro.»
«Ma perché?» chiese nostra figlia. «Non state bene qui? Avete la vostra stanza e potete fare quello che volete.»
«Lo so, ma molti genitori, arrivati alla nostra età, vogliono vedere se riescono a cavarsela da soli.»
«E ai soldi non ci pensate?» disse nostro figlio. «Vi verrà a costare un sacco. Avete pensato alla luce, al gas, al telefono, ai giornali, alle centinaia di piccole cose che qui date per scontate?» «Abbiamo pensato a tutto.»
«Avanti, sputate il rospo», disse mia figlia. «Perché non vi va di vivere con noi? chiediamo troppo? in fondo, che cosa dovete fare? Cucinare, rifare i letti, lavare e stirare, tener in ordine il giardino, le macchine e portare a casa i soldi. È troppo?» 
«Non è questo il punto», dissi io, dolcemente. «È solo che vogliamo una casa tutta per noi, dove possiamo andare e venire come ci pare e piace.»
«Se è la macchina che volete, perché non l'avete detto prima? Si può vedere di accontentarvi.»
«Non è solo la macchina. Vogliamo sentir musica quando ci pare, uscire e tornare tardi senza qualcuno che ci dica 'Dove siete stati?' e invitare i nostri amici senza altra gente intorno a mangiare tutti i salatini.» 
«E come farete per i mobili?»
«Non ce ne vogliono poi tanti. Solo qualche oggetto indispensabile, un po' di biancheria, i mobili della nostra stanza, la macchina da scrivere, le valigie, il tavolino da bridge con le sue seggiole, il televisore vecchio, un po' di pentole e tegami e qualche tavolo con relative sedie.» 
«E telefonerete tutti i giorni?» Annuimmo.
Mentre ci dirigevamo alla macchina sentii uno dei ragazzi sussurrare tristemente:

«Aspetta che ricevano il primo conto della luce. Torneranno».

(Erma Bombeck)



Dipinto: ( Dario Campanile)


“Certi animali, per non essere scovati,
confondono le loro orme intorno alla tana:
devi fare lo stesso, altrimenti non mancheranno i seccatori”.

- Seneca -




Il miglior consiglio lo dà l’esperienza,
ma è un consiglio che arriva sempre troppo tardi.

Illustrazione: (Duane Bryers)

Viviamo in un mondo dove tutti si accorgono se sei ingrassata o dimagrita ma nessuno si chiede perché sei triste o perché stai ridendo.

(Rasha)







Buona giornata a tutti :-)