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lunedì 17 agosto 2015

Il sole ogni giorno - Phil Bosmans

Accetta ogni nuovo giorno
Come un dono e, se possibile come una festa.
Non alzarti troppo tardi la mattina.
Guardati allo specchio, sorridi alla tua immagine
e dì a te stesso: "Buongiorno",
così sarai allenato per dirlo agli altri.
Se conosci gli ingredienti del sole,
puoi prepararlo tu stesso,
proprio come il pranzo quotidiano.
Prendi una dose abbondante di bontà,
aggiungi una bella presa di pazienza,
pazienza con te stesso e con gli altri.
Non dimenticare un pizzico di umorismo,
per digerire gli insuccessi.
Mescolaci una buona quantità
di voglia di lavorare,
versa su tutto un grosso sorriso
e avrai ogni giorno il sole.


- Phil Bosmans -





Spesso, quando la sofferenza viene su, cercate di stordirvi per non sentirla, vi anestetizzate come potete. Lo fate drogandovi, addormentandovi, usando anche i semplici piaceri della vita come il sesso, il cibo, la compagnia degli altri.
Si esce dalla sofferenza entrandoci. Si esce dalla sofferenza rimanendovi. 

Si esce dalla sofferenza rimanendo nel presente anche quando questo è pieno di dolore.
Ma soprattutto si esce dalla sofferenza grazie alla resa. Che poi è semplicemente la saggezza di riconoscere che c’è sofferenza. 

Darle ascolto invece di richiudere la porta. Riconoscere e smettere di distogliere lo sguardo. È rimanere accanto a voi stessi mentre soffrite.

- Marina Borruso – 
da: "Il presente è adesso"






Amati come vorresti che gli altri ti amassero per fare in modo che niente e nessuno possa essere così importante da poter condizionare la tua serenità e la considerazione che hai di te stesso.

Tu sei già una persona perfetta, completa, speciale e magica.



Lorenzo Capuano – 
da: "Ti amo comunque"




Buona giornata a tutti. :-)








martedì 12 novembre 2013

Il Girasole – don Bruno Ferrero


In un giardino ricco di fiori di ogni specie, cresceva, proprio nel centro, una pianta senza nome. Era robusta, ma sgraziata, con dei fiori stopposi e senza profumo. Per le altre piante nobili del giardino era né più né meno una erbaccia e non gli rivolgevano la parola.
Ma la pianta senza nome aveva un cuore pieno di bontà e di ideali.

Quando i primi raggi del sole, al mattino, arrivavano a fare il solletico alla terra e a giocherellare con le gocce di rugiada, per farle sembrare iridescenti diamanti sulle camelie, rubini e zaffiri sulle rose, le altre piante si stiracchiavano pigre.

La pianta senza nome, invece, non si perdeva un solo raggio di sole. Se li beveva tutti uno dopo l'altro. Trasformava tutta la luce del sole in forza vitale, in zuccheri, in linfa. Tanto che, dopo un po', il suo fusto che prima era rachitico e debole, era diventato uno stupendo fusto robusto, diritto, alto più di due metri.

Le piante del giardino cominciarono a considerarlo con rispetto, e anche con un po' d'invidia.
«Quello spilungone è un po' matto», bisbigliavano dalie e margherite.

La pianta senza nome non ci badava. Aveva un progetto. Se il sole si muoveva nel cielo, lei l'avrebbe seguito per non abbandonarlo un istante.
Non poteva certo sradicarsi dalla terra, ma poteva costringere il suo fusto a girare all'unisono con il sole.
Così non si sarebbero lasciati mai.

Le prime ad accorgersene furono le ortensie che, come tutti sanno, sono pettegole e comari. «Si è innamorato del sole», cominciarono a propagare ai quattro venti.
«Lo spilungone è innamorato del sole», dicevano ridacchiando i tulipani. «Ooooh, com'è romantico!», sussurravano pudicamente le viole mammole.

La meraviglia toccò il culmine quando in cima al fusto della pianta senza nome sbocciò un magnifico fiore che assomigliava in modo straordinario proprio al sole. Era grande, tondo, con una raggiera di petali gialli, di un bel giallo dorato, caldo, bonario. E quel faccione, secondo la sua abitudine, continuava a seguire il sole, nella sua camminata per il cielo.
Così i garofani gli misero nome «girasole».
Glielo misero per prenderlo in giro, ma piacque a tutti, compreso il diretto interessato.

Da quel momento, quando qualcuno gli chiedeva il nome, rispondeva orgoglioso: «Mi chiamo Girasole».
Rose, ortensie e dalie non cessavano però di bisbigliare su quella che, secondo loro, era una stranezza che nascondeva troppo orgoglio o, peggio, qualche sentimento molto disordinato. Furono le bocche di leone, i fiori più coraggiosi del giardino, a rivolgere direttamente la parola al girasole.

«Perché guardi sempre in aria? Perché non ci degni di uno sguardo? Eppure siamo piante, come te», gridarono le bocche di leone per farsi sentire.
«Amici», rispose il girasole, «sono felice di vivere con voi, ma io amo il sole. Esso è la mia vita e non posso staccare gli occhi da lui. Lo seguo nel suo cammino. Lo amo tanto che sento già di assomigliargli un po'.

Che ci volete fare? il sole è la mia vita e io vivo per lui...».

Come tutti i buoni, il girasole parlava forte e l'udirono tutti i fiori del giardino. E in fondo al loro piccolo, profumato cuore, sentirono una grande ammirazione per «l'innamorato del sole».

Don Bruno Ferrero

Fonte:  Tutte Storie, ed. Elledici




Prendi l'abitudine di cercare il lato migliore nelle persone e nelle situazioni. Scoprirai che anche soltanto questo atteggiamento porta all'ottimismo e alla positività. 
E l'uno e l'altra portano alla serenità.

- Paul Wilson -




Io non conosco nessun altro segno di superiorità nell'uomo che quello di essere gentile. 

- Ludwig van Beethoven - 




Siamo produttori di muri, anche invisibili, anche internamente.

- A. Tabucchi -





Nelle fasi cruciali della vita , riflettere con prudenza ma agire con coraggio . 

- Antonio Curnetta - 




"La fede non è una cosa decorativa, ornamentale. Avere fede vuol dire mettere realmente Cristo al centro della nostra vita"

- Papa Francesco -





Proteggiamoci dalla tragica overdose di impegni.
Concediamo al nostro spirito inquieto i pascoli della preghiera,
della contemplazione, dell'abbandono in Dio.
Non è solo problema di igiene spirituale.
E' soprattutto, ricerca di un'autenticità che abbiamo smarrito.


- don Tonino Bello -