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mercoledì 13 aprile 2016

Il silenzio - Cardinale Carlo Maria Martini

“Se in principio c'era la Parola e dalla Parola di Dio, venuta tra noi, è cominciata ad avverarsi la nostra redenzione, è chiaro che, da parte nostra, all'inizio della storia personale di salvezza ci deve essere il silenzio: il silenzio che ascolta, che accoglie, che si lascia animare. 
Certo, alla Parola che si manifesta dovranno poi corrispondere le nostre parole di gratitudine, di adorazione, di supplica; ma prima c'è il silenzio”. 

- Cardinale Carlo Maria Martini -
(Dimensione contemplativa della vita, 1980, n°10)



Dal silenzio di ascolto Gesù, uditore obbediente per eccellenza della Parola, ha indicato la via da percorrere verso la pienezza : “Nell'Eucaristia si rende presente e operante nella Chiesa il Cristo del mistero pasquale. 
E' il Figlio in ascolto obbediente alla parola del Padre. E' il Figlio che nell'atto di spendere la propria vita per amore, trova nella drammatica e dolcissima preghiera rivolta al suo "Abba" (cfr. Mc 14, 36; Lc 23, 46) il coraggio, la misura, la norma del proprio comportamento verso gli uomini.” (Ibidem n°15)



"Signore, donami la forza di tacere per umiltà, di tacere per prudenza, di tacere per fedeltà, di tacere per amore."

- Wilhelm Muhs - 





Gli occhi sul mare 

E ora che il tempo
si è fatto breve
e il cuore si consuma
a trattenere la tua immagine
che sembra svanire lontano,
punto rincorso
all’orizzonte estremo,
ora che gli occhi
sono sul mare
come di chi saluta
pur se la vela è scomparsa,
come le pupille dei discepoli
perdute, sul monte,
in un cielo orfano
del volto,
ora so che anche per l’addio
di un pastore di chiese
può ferire e urgere
agli occhi la commozione
e dilatarsi
fino allo spasimare
delle vene dei polsi.
Sei scritto
come sigillo sul cuore
e sul braccio.
Hai amato queste strade
hai pianto
su questa città.
Ci lasci
-ed è testamento-
la lampada della Parola
e il pane del volto.

- don Angelo Casati - 
al mio vescovo
Carlo Maria Martini

(Luglio 2002)


Vivi il giorno d'oggi 
Dio te lo dà è tuo, vivilo in lui. 
Il giorno di domani è di Dio, non ti appartiene. 
Non portare sul domani la preoccupazione di oggi. 
Il domani è di Dio: affidaglielo. 
Il momento presente è una fragile passerella: 
se lo carichi dei rimpianti di ieri, 
dell'inquietudine di domani, 
la passerella cede e tu perdi piede. 
Il passato? Dio lo perdona. 
L'avvenire? Dio lo dona. 
Vivi il giorno d'oggi in comunione con lui.




Buona giornata a tutti. :-)
www.leggoerifletto.it



mercoledì 4 marzo 2015

Il cibo sacro - Vito Mancuso

Io penso che vi sia qualcosa di sacro anche già solo nel mangiare in sé, a prescindere che lo si faccia da soli o insieme ad altri. 
La gran parte degli esseri umani non se ne cura e assume cibo senza avere la consapevolezza di nutrire la propria vita mediante la vita altrui, sia essa animale o vegetale. 
La vita si nutre di vita, ed essendo l’ambito del sacro direttamente connesso a quello della vita, si comprende come l’atto del nutrirsi e il cibo quale nutrimento abbiano già in sé una valenza sacrale. Bisognerebbe prenderne coscienza e pensare che a ogni boccone entra in noi una parte del cosmo: noi viviamo grazie al cosmo. La natura è la nostra madre in ogni giornata della nostra esistenza, non solo perché anni fa ci ha fatto nascere, ma anche, e direi soprattutto, per il fatto che ci mantiene all’esistenza. 
Prendere coscienza di questo legame con la natura-madre non può, a mio avviso, non generare un sentimento di sacra riverenza verso di essa. 
Quando poi l’atto del mangiare assume una valenza comunitaria, e la famiglia si riunisce, e si mangiano cibi particolari, legati alla tradizione e ai ricordi, e il servizio di tavola è quello bello delle grandi occasioni, allora la celebrazione della vita e dell’essere legati gli uni agli altri può assumere una valenza davvero straordinaria. 
Il pranzare e il cenare insieme possono raggiungere in alcuni casi una dimensione celebrativa che ha non poche analogie con quella della messa – la quale, non a caso, prende origine da un mangiare insieme, quello di Gesù con i discepoli nell’ultima cena.


- Vito Mancuso -



Il vero digiuno è finalizzato a mangiare il "vero cibo", che è fare la volontà del Padre 

- papa Benedetto XVI -



E quando addentate una mela,
ditele nel vostro cuore:
I tuoi semi vivranno nel mio corpo
E i tuoi germogli futuri
sbocceranno nel mio cuore,
La loro fragranza sarà il mio respiro,
E insieme gioiremo in tutte le stagioni.

- Kahlil Gibran -


Perdo pezzi
e tu li raccogli
alle spalle, Signore,
tu Dio dell’orfano e della vedova,
tu Dio dei frammenti,
tu hai compassione
del non intero,
dei pezzi di pane avanzati,
tu che non vuoi
che si perda nessuno. 
Perdo pezzi di voce e di occhi,
di memoria e di cuore.
Dietro
alle spalle tu ti chini
e raccogli.

 - don Angelo Casati -






Buona giornata a tutti. :-)