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martedì 12 febbraio 2019

La figura dell'Angelo Custode e la morte - don Marcello Stanzione

Secondo la mistica cattolica austriaca Gabrielle Bitterlich, fondatrice dell'Opus Angelorum, è proprio durante l'agonia del cristiano che l'angelo custode può interve­nire efficacemente.
Per la Bitterlich, l'an­gelo custode è proprio colui che ricorda al moribondo i fatti della sua infanzia, le sue prime preghiere, la sua mamma che gli mostrò la croce e gli richiama i ricordi po­sitivi ... in tal modo in innumerevoli casi si scioglie nell'uomo e nella donna la crosta indurita della lontananza da Dio e in que­sti minuti egli ritorna bambino e aperto al­la grazia.
Soprattutto l'angelo custode al­lontana le tremende seduzioni dei demoni maligni che tentano di spingere il mori­bondo alla disperazione.
Un angelo tenta di rivolgere lo sguardo del morente verso la croce e l'immagine della Madonna e verso quelle persone che lo possono aiutare spi­ritualmente.
Poco prima di morire la per­sona diventa come un bambino stanco, che cerca solo di tornare a casa. 
È questo il momento della lotta diretta tra l'angelo e il demonio per la conquista definitiva di quest'anima, dove l'angelo combatte in sua difesa come una madre combatte per la sua creatura.
Nell'istante in cui l'anima si separa dal corpo e si deve presentare al Giudizio di Dio anche allora l'angelo ha ancora la possibilità di aiutare il suo pro­tetto presentando tutte le opere buone che quell'anima ha fatto in vita. 
Che cosa succede all'angelo custode se il suo pro­tetto va in Paradiso?
L'angelo custode ac­compagna quest'anima tra il giubilo di tutti gli angeli che hanno avuto qualche parte nella salvezza di questa persona fino al trono di Dio. 
Il suo servizio di angelo cu­stode è finito, egli non guida più alcun'al­tra persona. Egli ritornerà ancora alla fine dei tempi, al momento del giudizio univer­sale per lodare in eterno Dio insieme al suo protetto.
Che cosa avviene invece al­l'angelo custode se il suo protetto va a fi­nire all'inferno? Sempre la Bitterlich nelle sue rivelazioni private, scrive che tale an­gelo farà parte degli "angeli martiri" cioè farà parte di quella schiera di angeli che nonostante tutti i loro sforzi hanno avuto i loro protetti dannati per sempre.
Dice la Bitterlich che tali angeli portano una stri­scia rossa sul loro vestito e vengono inca­ricati di uno speciale servizio alla Madonna.
Che cosa invece accade all'an­gelo se il suo protetto va in Purgatorio?
L'angelo aspetta fino a che il suo protetto abbia riparato la pena e scontato la pena. Anche in questo caso, dice la Bitterlich, l'angelo viene messo a disposizione di Maria e trasmette e implora per il suo pro­tetto tutti gli aiuti e i soccorsi della chiesa militante, specialmente dei vivi che offro­no le sante messe per le anime del Purgatorio e così riducono la loro purifica­zione, dopo la quale l'angelo lo accompa­gna in cielo.

- don Marcello Stanzione -


Preghiera a San Michele Arcangelo per le anime del Purgatorio

Grande San Michele, 
che sei stato incaricato da Dio 
d’introdurre in Cielo le anime degli eletti, 
ti prego per tutti coloro che io ho amato 
e che non ci sono più.
Degnati di visitarle, di assisterle 
e di soccorrerle in mezzo alle fiamme in cui bruciano, 
nell’oscura prigione in cui piangono.
Fa’ che Dio le ammetta al più presto al suo banchetto celeste, 
in quel meraviglioso luogo di luce e di pace.
E quando verrà per la mia anima 
l’ora di scendere in questo oscuro soggiorno, 
ti scongiuro, intercedi per lei 
e vieni a soccorrerla!
Amen.



Preghiera all’angelo custode

"Angelo Santo, amato da Dio,
ti prego, per amore a Gesù Cristo,
che quando sarò ingrato e ostinatamente sordo ai tuoi consigli,
tu non voglia, per questo abbandonarmi;
al contrario, riportami subito sulla retta via, se ho deviato;
insegnami, se sono ignorante;
rialzami, se sono caduto;
sostienimi, se sono in pericolo e conducimi alla felicità eterna.
Amen."

- San Giovanni Berchmans -



Buona giornata a tutti. :-)






venerdì 28 settembre 2018

Inno Akatistos a San Michele Arcangelo

Kondakion.

Scelto condottiero delle schiere celesti ed intercessore del genere umano, liberàti dalle sciagure ti cantiamo un inno di ringraziamento: Tu che stai davanti all’altare del Re della gloria, liberaci da ogni male, affinché ti cantiamo, con fede e amore:

Rallegrati, Michele, grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Ikos.

Noi dovremo lodare con lingue angeliche te, che presiedi i cori degli angeli dallo sguardo fiammeggiante, o Michele! Nell’attesa che, da te istruiti, ci abituiamo al linguaggio degli angeli, ascolta quanto ti diciamo con labbra umane, però riconoscenti: 

Rallegrati, stella iniziale del mondo. 
Rallegrati, luce della verità e del bene, simile a oro fulgente. 
Rallegrati, tu che per primo tra i cori angelici, ricevi i raggi della luce increata. 
Rallegrati, capo degli Angeli e degli Arcangeli. 
Rallegrati, tu da cui s’irraggia più possente la gloria della Destra creatrice. 
Rallegrati, tu di cui riflettono la bellezza tutti gli esseri incorporei.

Rallegrati, Michele, grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Vedendo con gli occhi della fede la grandezza spirituale della tua bellezza e la forza lampeggiante della tua destra, Arcangelo di Dio, noi, terreni e rivestiti di carne, siamo pieni di ammirazione, gioia e gratitudine verso il Creatore di tutte le cose, e acclamiamo insieme con tutte le schiere angeliche:
Alleluia!


Ikos.

Con la mente pura e libera dalle passioni ottienici, o ammirevole Michele, capo dei cori celesti, di poterci elevare dalla terra verso i cieli e cantarti un inno di lode così: 

Rallegrati, tu che contempli più da vicino l’ineffabile bellezza e la bontà divine. 
Rallegrati, fedelissimo annunziatore dei sapienti consigli della Santissima Triade. 
Rallegrati, tu che adempi fedelmente gli eterni piani trinitari. 
Rallegrati, oggetto d’ammirazione amorosa delle schiere celesti. 
Rallegrati, tu che sei glorificato con fede dagli uomini. 
Rallegrati, tu che fai tremare le forze dell’inferno.

Rallegrati, Michele, grande Archistratega con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Avendo mostrato di aver forza invincibile per difendere la gloria divina, sei stato messo a capo delle schiere degli Angeli, o Michele, contro il superbo Lucifero che respira malvagità, ma che con i suoi seguaci è stato precipitato dall’altezza del cielo negli abissi; perciò gli eserciti celesti di cui sei condottiero glorioso, con gioia, unanimi, cantano davanti al trono di Dio:

Alleluia!


Ikos.

Tutti i cristiani hanno in te, Arcangelo Michele, un grande difensore e un meraviglioso aiuto nei combattimenti contro l’avversario; perciò desiderando godere della tua stupenda protezione, nel giorno della tua solennità ti acclamano così: 

Rallegrati, tu per cui il diavolo, simile al lampo, è stato scacciato dai cieli. 
Rallegrati, tu per cui la stirpe umana con la tua protezione sale verso i cieli.
Rallegrati, decoro luminoso e meraviglioso del mondo celeste. 
Rallegrati, difensore glorioso del mondo caduto quaggiù. 
Rallegrati, tu che in nessun modo sei stato cinto dalle forze del male. 
Rallegrati, tu che sei per sempre con tutti gli Angeli di Dio confermato nella verità, con la grazia divina.

Rallegrati, Michele, grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

O Capo degli Angeli, libera dalla tempesta delle tentazioni e dalle sciagure noi che festeggiamo con gioia e amore la tua luminosa solennità; perché tu sei nelle disgrazie grande aiuto e nell’ora della morte protettore e difensore dagli spiriti maligni di tutti quanti esclamano a te e al nostro Dio e Sovrano:

Alleluia!

Ikos.

Vedendo il tuo coraggio contro le schiere di Satana, tutti i cori angelici con gioia si sono messi dietro a te nella battaglia per il nome e la gloria del Sovrano, cantando: “Chi è come Dio?”. Noi vedendo Satana calpestato sotto i tuoi piedi ti acclamiamo vincitore: 

Rallegrati, tu per cui nei cieli è stata ristabilita la pace e la tranquillità. 
Rallegrati, tu per mezzo del quale gli spiriti del male sono precipitati nell’inferno. 
Rallegrati, tu che conduci le schiere angeliche e le forze del mondo invisibile per l’annientamento del male. 
Rallegrati, tu che domini invisibilmente l’agitazione e l’impeto delle forze del mondo visibile. 
Rallegrati, tu che sei meraviglioso aiuto per quanti sono impegnati nella lotta contro gli spiriti maligni sulla terra. 
Rallegrati, tu che sei forte sostegno per tutti gli abbattuti nelle tentazioni e sciagure.

Rallegrati, Michele, grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Divina fonte di grandi miracoli sei diventato nel tuo santuario del Gargano perché tutti con fede al Sovrano degli Angeli che ti ha glorificato dicano:
Alleluia!

Ikos.

Avendo udito e conosciuto te come un grande luminare risplendente in mezzo ai cori angelici, o meraviglioso Michele, dopo che a Dio e alla Madre sua, a te accorriamo dicendo: illumina con i raggi della tua luce tutti noi che così ti acclamiamo: 


Rallegrati, condottiero e difensore nel deserto del popolo scelto da Dio. 
Rallegrati, alto mediatore della legge, data a Mosè sul Sinai. 
Rallegrati, tu per mezzo del quale i profeti e i sommi sacerdoti dei giudei hanno ricevuto il dono di chiaroveggenza da Dio che tutto vede. 
Rallegrati, tu che comunichi la misteriosa saggezza ai legislatori timorati di Dio. 
Rallegrati, tu che doni la giustizia e la verità al cuore di quanti operano il bene.

Rallegrati, Michele, grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Araldo dei disegni di Dio ti sei mostrato a Manoach preso da timore e sbalordimento, pensando di dover morire dopo averti visto. Però, informato dalla moglie della tua buona apparizione e delle benevoli parole, nella gioia di poter generare, secondo la tua parola, un figlio di nome Sansone, riconoscente a Dio cantò:

Alleluia!


Ikos.

Rivestito di gloria meravigliosa, o Michele, sei apparso a Giosué simile a un uomo dicendogli: “Togliti le calzature dai piedi: io sono l’Archistratega delle forze di Dio”. Stupiti per questa tua apparizione, con amore ti acclamiamo: 

Rallegrati, insonne difensore degli incoronati da Dio. 
Rallegrati, pronto distruttore di quanti si oppongono al potere civile posto da Dio. 
Rallegrati, pacificatore dei sollevamenti popolari.
Rallegrati, invisibile annientatore dei cattivi costumi. 
Rallegrati, tu che illumini i combattuti dai dubbi nell’ora di terribili incertezze.
Rallegrati, tu che liberi i tentati da pericolose seduzioni.

Rallegrati, Michele, grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Il Signore di tutte le cose volendo mostrare che le sorti degli uomini non sono dovute al caso, ma sono nella tua destra, ti ha costituito, o Michele, difensore e protettore dei regni della terra, per condurre i popoli e le nazioni al Regno di Dio. Perciò, conoscendo la grandezza del tuo servizio per la salvezza degli uomini, con gratitudine dicono a Dio:

Alleluia!


Ikos.

Per mezzo tuo, o Archistratega, il Creatore e Sovrano ci ha fatto vedere sulla terra, sopra tutti i prodigi, nuovi miracoli quando hai benedetto il santuario a te dedicato. Perciò il popolo santo ti acclama con gratitudine: 


Rallegrati, esultanza incrollabile dei santuari di Dio. 
Rallegrati, ostacolo invincibile per i nemici della fede di Cristo. 
Rallegrati, tu al cui mandato obbediscono le forze della natura. 
Rallegrati, tu che distruggi tutte le cattive intenzioni. 
Rallegrati, tu che porti gioia dal trono dell’Onnipotente ai fedeli. 
Rallegrati, tu che conduci gli infedeli sul cammino della verità e del bene.

Rallegrati, Michele, grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Uno strano miracolo del tuo potere, o Archistratega di Dio, hai fatto per Abacuc, quando con la forza divina l’hai portato rapidamente dalla Giudea a Babilonia, con lo scopo di dare un pasto a Daniele nella fossa dei leoni, che stupito di fron­te alla grandezza del tuo potere, ha acclamato con fede:

Alleluia!

Ikos.

Tutto sei nell’alto dei cieli, o Michele, davanti al trono del Re della gloria, però non stai lontano dalle cose della terra, sempre in guerra con i nemici della salvezza degli uomini, il cui ardente desiderio d’arrivare alla patria del cielo fa esclamare tutti all’unisono: 

Rallegrati, tu che dirigi il trinitario canto angelico. 
Rallegrati, tu che sei sempre pronto a difendere gli uomini e sei loro custode. 
Rallegrati, tu che hai sconfitto in modo stupendo l’orgoglioso faraone e gli infedeli Egiziani. 
Rallegrati, tu che hai guidato gloriosamente nel deserto i fedeli Giudei. 
Rallegrati, tu che hai fatto spegnere la fiamma della fornace di Babilonia.

Rallegrati, Michele grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Sei apparso a san Francesco di Paola e gli hai donato lo stemma della carità, perciò ti cantiamo gioiosi:

Alleluia!


Ikos.

Le arti dei rètori e i pensieri dei saggi non sono sufficienti per spiegare il tuo potere, o Michele, che hai sterminato in una notte centotrentacinquemila guerrieri del re d’Assiria Sennacherib, al fine di insegnare a non bestemmiare il nome del Signore. Perciò noi, venerando il tuo zelo santo per la gloria del Dio vero, con gioia ti acclamiamo: 

Rallegrati, invincibile stratega delle milizie ortodosse. 
Rallegrati, sconfitta e terrore delle schiere dei malvagi. 
Rallegrati, propagatore della vera fede e della venerazione di Dio. 
Rallegrati, sradicatore delle eresie e degli scismi nocivi alle anime. 
Rallegrati, tu che hai colpito a morte nel tempio stesso, l’empio condottiero d’Antioco, Eliodòro.

Rallegrati, Michele, grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Sii forte sostegno, o Archistratega di Dio, di quanti desiderano salvarsi; liberaci e preservaci dalle sciagure e dai mali, ma soprattutto dai cattivi costumi e dai peccati, affinché progredendo nella fede, speranza e carità di Cristo, lieti di avere la tua meravigliosa intercessione, acclamiamo con gratitudine il Sovrano degli Angeli e degli uomini, dicendo:

Alleluia!

Ikos.

Tu sei un muro per gli uomini credenti, o Archistratega di Dio, ed anche una colonna forte nelle lotte contro i nemici visibili e invisibili; liberàti, quindi, per te dalle reti dei demòni, con il cuore e con le labbra grati ti acclamiamo: 

Rallegrati, invincibile combattente dei nemici della fede e degli oppositori della santa Chiesa. 
Rallegrati, instancabile aiuto degli umili araldi dell’Evangelo. 
Rallegrati, illuminatore con la luce della fede di Cristo di quanti sono nelle tenebre dell’errore. 
Rallegrati, tu che guidi i traviati da false dottrine al porto della verità e del pentimento. 
Rallegrati, vendicatore terribile di quanti usano il nome di Dio invano. 
Rallegrati, tu che castighi subito quanti deridono i misteri della santa fede.

Rallegrati, Michele grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Ogni inno di lode è povero, o Archistratega di Dio, di fronte alla moltitudine dei miracoli da te compiuti non solo in cielo e sulla terra, ma anche negli oscuri abissi dell’inferno, dove il dragone degli abissi hai legato con la forza del Signore; liberàti così dalla sua malvagità benediciamo il Sovrano del cielo e della terra acclamando:

Alleluia!

Ikos.

Tu sei stato luminoso servitore della verità e della purezza dell’adorazione di Dio, o Archistratega, quando prevedendo i piani malvagi dello spirito delle tenebre, in nome di Dio gli hai impedito di fare del corpo nascosto dei condottiero d’Israele Mosè oggetto di venerazione superstiziosa dei figli di quel popolo; perciò ora, lodando la tua angelica assemblea, cantiamo con gratitudine: 

Rallegrati, difensore tra i Giudei della purezza della fede in Dio al tempo dell’antica Alleanza. 
Rallegrati, sradicatore del loglio dell’errore al tempo della nuova grazia. 
Rallegrati, distruttore degli idoli e degli oracoli pagani.
Rallegrati, sostenitore degli asceti e dei martiri cristiani. 
Rallegrati, donatore della forza della grazia di Dio ai deboli di spirito. 
Rallegrati, tu che rivesti con l’armatura della fede quanti sono deboli nella carne.

Rallegrati, Michele grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

Intercedi dal cielo la grazia divina per noi che cantia­mo in onore del tuo eccelso nome, o Michele, affinché protetti da te, possiamo vivere in purezza e pietà, fino a quando, sciolti con la morte dai legami della carne, saremo degni di comparire davanti allo sfolgorante trono del Re della gloria e assieme ai cori degli Angeli cantare:

Alleluia!

Ikos.

Esaltando, o Michele, i tuoi multiformi miracoli compiuti per la nostra Salvezza, chiediamo al Signore e Sovrano di tutte le cose che lo spirito di zelo per la gloria di Dio da te posseduto non manchi mai a noi così diciamo: 


Rallegrati, tu che nel tempo opportuno meravigliosamente poni i servi fedeli di Dio ai posti elevati. 
Rallegrati, tu che invisibilmente deponi dall’altezza del potere e della gloria quanti sono indegni e dannosi. 
Rallegrati, tu che nell’ultimo giorno devi radunare gli eletti dai quattro punti cardinali della terra. 
Rallegrati, tu per cui i peccatori, simili al loglio, saranno dati al fuoco eterno al suono della voce divina. 
Rallegrati, tu da cui il diavolo con i suoi angeli saranno buttati nel lago delle fiamme eterne. 
Rallegrati, tu attraverso cui i giusti entreranno gloriosamente nella dimora del Padre celeste.

Rallegrati, Michele grande Archistratega, con tutte le schiere celesti!

Kondakion.

O eccelso Capo degli Arcangeli e degli Angeli, per il tuo meraviglioso servizio in favore della Salvezza del genere umano, ricevi da noi un canto di lode e di ringraziamento; e tu, ripieno della forza di Dio, coprici con le tue ali da tutti i nemici visibili e invisibili, affinché al Signore da te glorificato e che ti glorifica, sempre cantiamo:


Alleluia!


Buona giornata a tutti. :-)







venerdì 2 marzo 2018

papa Leone XIII e la preghiera a San Michele Arcangelo - Padre Gabriele Amorth

“In principio era il Verbo, ed il Verbo era presso Dio, ed il Verbo era Dio. 
Egli era in principio con Dio. Tutto si fece per mezzo di lui; e senza di Lui nulla fu fatto di quanto si fece. In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini. E la luce splende fra le tenebre, ma le tenebre non l’accolsero. 
Ci fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. Questi venne per rendere testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di Lui. Egli non era la luce, ma venne per rendere testimonianza alla luce. 
Il Verbo era la luce vera che illumina ogni uomo che viene in questo mondo. Egli era nel mondo, ed il mondo per mezzo di Lui fu fatto, ma il mondo non Lo riconobbe. Venne tra i suoi, ma i suoi non Lo accolsero. 
Ma a quanti Lo accolsero, diede il potere di diventare figli di Dio: i quali non da sangue, nè da volere di carne, nè da volere di uomo, ma da Dio sono nati (Ci si inginocchia). Ed il verbo si fece carne (ci si alza) ed abitò fra noi. E noi abbiamo contemplato la Sua gloria: gloria che viene dal Padre al suo Unigenito pieno di grazia e di verita’.” 

Vangelo di S.Giovanni.



Molti di noi ricordano come, prima della rifor­ma liturgica dovuta al Concilio Vaticano II, il cele­brante e i fedeli si mettevano in ginocchio alla fine di ogni messa, per recitare una preghiera alla Madonna ed una a S. Michele Arcangelo. Riportiamo il testo di quest'ultima, perché è una preghiera bella, che può essere recitata da tutti con frutto:

«San Michele Arcangelo,
difendici nella battaglia;
contro le malvagità e le insidie del diavolo sii nostro aiuto.
Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi!
E tu, principe delle milizie celesti,
con la potenza che ti viene da Dio,
ricaccia nell'inferno Satana e gli altri spinti maligni,
che si aggirano per il mondo a perdizio­ne delle anime».




Questa preghiera, composta dal Papa stesso, per mettere il demonio in fuga, può preservare da grandi mali se stesso, la famiglia e la società. Può essere recitata anche tutti i giorni dai semplici fedeli; uomini, donne e ragazzi. 
Può ripetersi in Chiesa, nelle case e anche nelle strade, privatamente, o meglio riuniti in due o tre persone.



Come è nata questa preghiera? Trascrivo quanto pubblicò la rivista Ephemerides Liturgicae, nel 1955, pagg. 58-59.

P. Domenico Pechenino scrive: «Non ricordo l'anno preciso. Un mattino il grande Pontefice Leone XIII aveva celebrato la S. Messa e stava assistendone un'altra, di ringraziamento, come al solito. Ad un tratto lo si vide drizzare energica­mente il capo, poi fissare qualche cosa al di sopra del capo del celebrante. Guardava fisso, senza batter palpebra, ma con un senso di terrore e di meraviglia, cambiando colore e lineamenti. Qual­cosa di strano, di grande avveniva in lui.

Finalmente, come rivenendo in sé, dando un leggero ma energico tocco di mano, si alza. Lo si vede avviarsi verso il suo studio privato. I familiari lo seguono con premura e ansiosi. Gli dicono sommessamente: Santo Padre, non si sente bene? Ha bisogno di qualcosa? Risponde: Niente, niente. Dopo una mezz'ora fa chiamare il Segretario della Con­gregazione dei Riti e, porgendogli un foglio, gli ingiunge di farlo stampare e di farlo pervenire a tutti gli Ordinari del mondo. Che cosa contene­va? La preghiera che recitiamo al termine della Messa insieme al popolo, con la supplica a Maria e l'infocata invocazione al Principe delle milizie celesti, implorando Dio che ricacci Satana nel­l'inferno».

In quello scritto si ordinava anche di recitare tali preghiere in ginocchio. Quanto sopra, che era stato pubblicato anche nel giornale "La setti­mana del clero", il 30 marzo 1947, non cita le fonti da cui è stata attinta la notizia.
Risulta però il modo insolito con cui fu ordinato di recitare quella preghiera, che venne spedita agli Ordinari nel 1886. A conferma di quanto scrive P. Pechenino abbiamo l'autorevole testimonianza del card. Nasalli Rocca che, nella sua Lettera Pastorale per la quaresima, emanata a Bologna nel 1946, scrive:

«Leone XIII scrisse egli stesso quella preghie­ra. La frase (i demoni) che si aggirano nel mondo a perdizione delle anime ha una spiegazione storica, a noi più volte riferita dal suo segretario particola­re, mons. Rinaldo Angeli. Leone XIII ebbe vera­mente la visione degli spiriti infernali che si addensavano sulla città eterna (Roma); e da quel­la esperienza venne la preghiera che volle far recitare in tutta la Chiesa. Tale preghiera egli la recitava con voce vibrata e potente: la udimmo tante volte nella Basilica Vaticana.
Non solo, ma scrisse di sua mano uno speciale esorcismo conte­nuto nel Rituale Romano (edizione 1954, tit. XII, c. III, pag. 863 e segg.).
Questi esorcismi egli rac­comandava ai vescovi e ai sacerdoti di recitarli spesso nelle loro diocesi e parrocchie. Egli lo recitava spessissimo lungo il giorno».

È anche interessante tener conto di un altro fatto, che arricchisce ancor più il valore di quelle preghiere che si recitavano dopo ogni messa. Pio XI volle che, nel recitare queste preghiere, vi si ponesse una particolare intenzione per la Russia (allocuzione del 30 giugno 1930). In tale allocu­zione, dopo aver ricordato le preghiere per la Russia a cui aveva sollecitato anche tutti i fedeli nella ricorrenza del patriarca S. Giuseppe (19 marzo 1930), e dopo aver ricordato la persecu­zione religiosa in Russia, così conclude:

«E affinché tutti possano senza fatica ed inco­modo continuare in questa santa crociata, stabi­liamo che quelle preci che il nostro antecessore di felice memoria, Leone XIII, comandò che si recitassero dopo la messa dai sacerdoti e dai fede­li, siano dette a questa particolare intenzione, e cioè per la Russia. Di ciò i Vescovi e il clero seco­lare e regolare abbiano cura di rendere informati il loro popolo e quanti sono presenti al S. Sacrifi­cio, né manchino di richiamare spesso quanto sopra alla loro memoria» (Civiltà Cattolica, 1930, vol. III).

Come si vede la tremenda presenza di Satana è stata tenuta presente con molta chiarezza dai Pontefici; e l'intenzione aggiunta da Pio XI toc­cava il centro delle false dottrine seminate nel nostro secolo e che tuttora avvelenano la vita non solo dei popoli, ma degli stessi teologi.



Se poi le disposizioni di Pio XI non sono state osservate, è colpa di coloro a cui erano state affidate; certa­mente si integravano bene con gli avvenimenti carismatici che il Signore aveva dato all'umanità attraverso le apparizioni di Fatima, pur essendo indipendenti da esse: Fatima allora era ancora sconosciuta nel mondo.

                                        - Padre Gabriele Amorth -









venerdì 29 settembre 2017

Orazione originale all'Arcangelo San Michele di Papa Leone XIII, 1930

"O glorioso Arcangelo San Michele, principe dell'armata Celeste, sia tu la nostra difesa nella terribile guerra che noi conduciamo contro i principati e le podestà, contro i regnanti di questo mondo di tenebre, di spiriti e di male. Giunga tu in aiuto dell'uomo, il quale Iddio creò immortale, fatto nella Sua medesima immagine e somiglianza, e redense a sì gran prezzo dalla tirannia del Diavolo.
Che tu combatta in questo giorno la battaglia del Signore, assieme agli angeli santi, come già tu combattesti la guida degli angeli superbi, Lucifero, e la sua armata apostatica, i quali furono impotenti onde poterti resistere, né fuvvi più per loro posto nel Cielo.
Quel crudele, quell'antico serpente, il quale è appellato Diavolo o Satana, il quale seduce il mondo intero, fu spedito negli abissi con i suoi angeli. 

Ecco, questo primevo nemico ed uccisore degli uomini ha acquisito coraggio.
Trasformato in un angelo di luce egli vagabonda in giro assieme alla moltitudine di spiriti malvagi, invadendo la Terra di modo da offuscare il nome di Dio e del Suo Cristo, di modo da sequestrare, uccidere e spedire alla perdizione eterna le anime destinate alla corona della gloria eterna. 
Questo malvagio dragone rovescia, come il più impuro dei diluvi, il veleno della sua malizia sugli uomini di mente depravata e di cuore corrotto, lo spirito della menzogna, dell'empietà, della blasfemia ed il pestilenziale alito dell'impurità e di ogni vizio ed iniquità.
Questi sì astuti nemici hanno riempito ed inebriato con impudenza ed amarezza la Chiesa, la Sposa dell'immacolato Agnello, ed hanno posto empie mani sui suoi più sacri possedimenti. 
Nel luogo santo medesimo, nel quale è stata stabilita la Sede del beatissimo Pietro e la sedia della Verità per la luce del mondo, essi hanno innalzato il trono della loro abominevole empietà, con l'iniquo piano per il quale allorché il Pastore viene colpito le pecore siano disperse.
Che tu salga, dunque, o invincibile principe, che tu voglia recare aiuto contro gli attacchi degli spiriti perduti al popolo di Dio e dona loro la vittoria. 
Essi venerano te come il loro protettore e patrono; in te la Santa Chiesa gloria la sua difesa contro il malizioso potere dell'Inferno; a te ha Iddio affidato le anime degli uomini da stabilirsi nella Celeste beatitudine. 
Deh, che tu voglia pregare al Dio della pace acciocché Egli ponga Satana sotto i nostri piedi, talmente conquistato che egli non tenga più gli uomini in cattività e non nuoccia più la Chiesa. 
Che tu offra le nostre orazioni dinnanzi all'Altissimo, cosicché esse siano velocemente conciliate con le pietà del Signore, e sconfiggendo il dragone, l'antico serpente, il quale è il Diavolo e Satana, che tu lo renda ancora cattivo negli abissi, talché egli non seduca più le nazioni. Amen.

Ecco la Croce del Signore; siate disperse voi ostili potenze. 
Il Leone della tribù di Giuda ha conquistato, la radice di Davide. 
Voglia Tu lasciare che le Tue pietà siano su di noi, o Signore. 
In quanto noi abbiamo sperato in Te. O Signore, oda Tu la mia preghiera. Voglia Tu lasciare che il mio grido giunga a Te.

Orazione originale all'Arcangelo San Michele di Papa Leone XIII, 1930, Fratelli Benzinger [Benzinger Brothers], pagine 314-315



Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio;
contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium.
Imperet illi Deus, supplices deprecamur:
tuque, Princeps militiae caelestis, 
Satanam aliosque spiritus malignos,
qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo,
divina virtute in infernum detrude.
Amen.






O Iddio,
il Padre di nostro Signore Gesù Cristo, 
noi invochiamo il Tuo santo nome 
e come supplicanti noi imploriamo la Tua clemenza, 
affinché mediante le intercessioni di Maria, 
sempre Vergine immacolata e nostra Madre, 
e del glorioso Arcangelo San Michele, 
Tu ci degni del Tuo aiuto contro Satana 
e tutti gli altri spiriti immondi, 
i quali girovagano nel mondo 
per l'ingiuria della razza umana 
e la rovina delle anime. Amen.