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venerdì 22 giugno 2018

Il tempo passa e ripassa - Charles Singer

Il tempo  passa e ripassa,
ma per un momento fermo il tempo.

E attendo che venga tu, Signore.
Ho corso, parlato, lavorato,
aiutato, giocato, pianto
e il tempo è passato.
Il tempo passa e ripassa,
ma per un momento fermo il tempo.
E attendo che venga tu, Signore.
La mia giornata è un mosaico,
sparpagliato in mille pezzi.
Ho fermato   tutto per tutto riunire.
Ho chiuso la mia bocca
e le mie parole riposano.
Ho ordinato i miei utensili e riposto i miei libri.
I miei pensieri sono liberi e le mie mani   distese.
Mi siedo e sono pronto ad ascoltare.
Il tempo passa e ripassa,
ma per un momento fermo il tempo.
Tu Signore sei lì. Mi aspetti.
Mi siedo e ti consacro il mio tempo.

- Charles Singer -



Dimmi spesso che mi ami, con parole, gesti e azioni.
Non credere che lo sappia già.
Forse ti sembrerò imbarazzato e negherò di averne bisogno,
ma non credermi, fallo lo stesso.
Prenderemo del tempo per guardarci in faccia e parlarci come al principio.
Prenderemo del tempo perché ritorni la tenerezza.

- Charles Singer -


Buona giornata a tutti. :-)



martedì 28 novembre 2017

Tempo di ricominciare e Le mie mani di Charles Singer

Grazie, Signore,
per le settimane d’estate,
per le scoperte e per gli incontri,
per la bellezza contemplata,
per il silenzio e l’amicizia,
per l’amore rinnovato e il riposo!
Grazie per questo tesoro:
lo conservo nel mio corpo e nel mio cuore.
Ora è tempo di ricominciare:
bisogna ritornare alle cose ordinarie.
Ma non ritornerò alle cose di sempre,
alle pratiche del passato;
non ricomincerò con le mie abitudini.
Ritornerò con il desiderio di lottare,
con la voglia di amare,
con la dolcezza che accoglie.
Ritornerò con la misericordia
ed un sorriso aperto,
con limpidezza e coraggio.
Ritornerò, ancora una volta,
con la gioia contagiosa del Vangelo.
Ora è tempo di ricominciare:
vieni con me, Signore!


- Charles Singer -



Le mie mani, coperte di cenere,
segnate dal mio peccato e da fallimenti,
davanti a te, Signore, io le apro,
perché ridiventino capaci di costruire
e perché tu ne cancelli la sporcizia.
Le mie mani, avvinghiate ai mie possessi
e alle mie idee già assodate,
davanti a te, o Signore, io le apro,
perché lascino andare i miei tesori...
Le mie mani, pronte a lacerare e a ferire,
davanti a te, o Signore, io le apro,
perché ridiventino capaci di accarezzare.
Le mie mani, chiuse come pugni di odio e di violenza,
davanti a te, o Signore, io le apro,
deponi in loro la tua tenerezza.
Le mie mani, si separano dal loro peccato,
davanti a te, o Signore, io le apro: attendo il tuo perdono.


- Charles Singer -





Buona giornata a tutti. :-)




lunedì 28 marzo 2016

Poesia di Pasqua - Charles Singer


E' Pasqua
Con te, Signore risorto,
prendo la strada della vita:
lascio la morte delle parole cattive
per aprirmi all'amicizia;
lascio l'oscurità delle bugie
per essere limpido e sincero;
lascio i pugni e le canzonature
e tendo la mano per chiedere perdono;
allontano l'egoismo dalle mie mani
e dal mio cuore;
credo in te, Signore della vita,
che hai sconfitto la morte.
Con te, Signore,
cammino già sulla strada della vita!
Con te, Signore risorto,
cammino su una strada di resurrezione!

- Charles Singer  - 

"Noi annunciamo la risurrezione di Cristo quando la sua luce rischiara i momenti bui della nostra esistenza e possiamo condividerla con gli altri; quando sappiamo sorridere con chi sorride e piangere con chi piange; quando camminiamo accanto a chi è triste e rischia di perdere la speranza; quando raccontiamo la nostra esperienza di fede a chi è alla ricerca di senso e di felicità. 

Con il nostro atteggiamento, con la nostra testimonianza, con la nostra vita, diciamo: Gesù è risorto! Lo diciamo con tutta l’anima."
- Papa Francesco -
lunedì dell'Angelo 2015


Un'alba a colori di gioia 

Oggi possiamo ancora dirci con gioia: Il Signore è risorto! 
È veramente risorto! Sono trascorsi due millenni da quando se lo dicevano le pie donne e gli apostoli, stupiti e ancora come in sogno, come chi piange e ride insieme davanti a una notizia incredibilmente bella.
Tu eri la Gioia nel cuore del Padre, la purissima gioia dell’essergli Figlio e sei venuto come sorriso divino a dissipare le nostre umane tristezze. 
Annunzio di gioia il tuo concepimento nel grembo verginale di Maria, evento di gioia la tua nascita a Betlemme, notizia di gioia il tuo evangelo. 
Prezzo di gioia fu la tua croce e gioia per sempre la tua resurrezione. 
Il Signore risorto ci comunica la sua vita, la sua pace, la sua gioia. 
Tutta la creazione ne è coinvolta, non soltanto l’uomo; tutti gli elementi del cosmo sono investiti dell’energia divina irrompente dal sepolcro di Cristo. In Cristo risorto tutto il mondo viene purificato. La gioia pasquale è il canto della vita nuova, della santità dei figli di Dio.
La gioia del Risorto è la fonte della nostra pace. “La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: - Pace a voi!- Detto questo mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono a vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: - Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi” (Gv 20,19-22).
La scena è stupenda e commovente: Gesù appare ai discepoli riuniti insieme; li abbraccia con il suo sguardo, dà loro il saluto di pace, infonde in essi lo Spirito santo, fa vedere e toccare le sue piaghe, i segni della sua crocifissione. Entra attraverso le porte chiuse, anche quelle del loro cuore assorbito dalla tristezza e paralizzato dalla paura. Facendosi riconoscere ravviva in loro la fede e la speranza, suscitando grande gioia. Anche oggi Gesù è vivo e sta in mezzo a noi mostrandoci i segni del suo amore.
La gioia dei discepoli è la nostra gioia. 
È la gioia che fa ardere il cuore. … Due discepoli erano in cammino … Verso il tramonto il grande, infaticabile Pellegrino del mondo si accompagnò ai due discepoli sulla strada di Emmaus. 
Essi non avevano nella loro bisaccia che una pesante riserva di tristezza: egli subito la vide, vi mise sopra le mani per dissolverla, per far vedere che era roba vecchia da buttare via. 
E tanto vi riuscì che, arrivati ad Emmaus, invece di tristezza poterono offrire anche a lui pane di festa. Fu però soltanto quando egli scomparve che lo riconobbero e capirono donde veniva quell’ardore che andava crescendo nel loro cuore mentre lo ascoltavano. Questa sembra una storia di quel lontano giorno, invece è sempre la nostra attualità. 
La fede, infatti, conosce fin troppo la malinconia del “giorno che declina” e si tira dietro spesso una fiacca speranza. Il sostegno della presenza di quel Compagno di viaggio ci è indispensabile. Signore, con cuore di pellegrini, lungo le strade di questo mondo, aneliamo alla tua presenza di pace e di gioia. Dissetaci fin d’ora con quell’acqua viva che tu solo sai donare; diventeremo così, per altri assetati, fontane di villaggio per una sosta di pace e di ristoro.
Vieni incontro a noi lungo i sentieri dei nostri umani smarrimenti, entra a porte chiuse da noi e alita sui nostri volti la fragranza del tuo Spirito; allora vivremo anche noi da risorti, annunziando con gioia a tutti gli uomini che tu sei l’unico nostro Salvatore. 
Concedici di camminare sulle piste della fede con accesa nel cuore la stella della speranza come chi sa di andare sicuro verso l’aurora. Allora tu, radiosa stella del mattino, brillerai nell’intimo del nostro cuore e noi, figli della resurrezione, staremo in bianche vesti, con volti raggianti di gioia, alla tua gloriosa presenza esultando per il trionfo dell’ Amore.

- Madre Anna Maria Cànopi - 
Fonte:  Il vangelo della gioia, Paoline Editoriale Libri, Milano 2001



Buona giornata a tutti. :-)





































Buona giornata a tutti. :-)








domenica 26 febbraio 2012

Le ceneri – Charles Singer

Le ceneri: la fine delle apparenze,
del mio orgoglio, del mio cinema, della mia importanza.
È la fine delle maschere
che amo portare per fare bella figura.
È finito il mio personaggio.


Le ceneri
Non è triste, anzi è meglio…

eccomi sbarazzato
da ciò che credo essenziale per vivere:
i miei ninnoli, i miei possedimenti, i miei ricevimenti,
la fatica di fare colpo e mettermi in mostra
.

Se guardo le ceneri
non è per sprofondare nella mia miseria
o per sentirmi nauseato dei miei fallimenti
o per ripetermi che valgo niente e niente concludo.

Devo accettare le ceneri

per capire ciò che rischio di diventare,
se non mi rialzo
con tutte le forze del cuore e dello spirito.
Devo accettare le ceneri per ricordarmi che si esce dalle sconfitte
e che sotto il fango e il sudiciume
stanno sempre meraviglie nascoste.
Devo accettare le ceneri
per riconoscere la mia fragilità,
ma soprattutto per poter gridare
che sono capace
di superare la mia piccolezza,
di essere più grande della mia debolezza,
che le mie mani sono capaci di costruire cose che durano:
far sorgere l’amore, restituire speranza,
accarezzare con tenerezza,
porre un termine alla
miseria, essere il compagno di Dio.
Allora, amici,
prendete le ceneri nelle vostre mani e guardate
.
Sotto le ceneri le braci cominciano a rosseggiare.
Se il vento si mette a soffiare,
le fiamme vinceranno la morte e rigetteranno le tenebre.
Amici,
innalzatevi in tutta la vostra statura
che è la stessa di Dio.


Guardate: sotto la polvere,
c’è la semente di Dio,
sepolta.
Guardate: Dio viene a cercarci
qualunque sia il nostro aspetto.
Ascoltate: è Dio che muove il vento,
e sotto le nostre ceneri
il fuoco si agita
perché divampi l’incendio del nostro amore



(Charles Singer)
Fonte:  Pregare” di Charles Singer, Ed. Paoline 1981

Isaac Bashevis Singer (1904-1991) nacque a Radzymin, in Polonia. Di ascendenza rabbinica, trascorse l'infanzia nel quartiere popolare di Varsavia dove il padre aveva il suo "Beth Din" (tribunale religioso ebraico). Nel 1935 si trasferì a New York, dove intraprese la carriera di scrittore in lingua yiddish.
Nel 1964 riceve la nomina al National Institute of Arts and Letters.Singer è il solo membro americano a scrivere in una lingua che non sia l'inglese. "Lo yiddish è la saggia e umile lingua di noi tutti, l'idioma di un'umanità spaventata e piena di speranza".
A metà degli anni sessanta, Singer diventa un acceso sostenitore del vegetarismo. Scriverà:
“ Il vegetarianesimo è la mia religione, sono diventato un vegetariano stabile circa venticinque anni fa. Prima di allora provavo e riprovavo, ma erano episodi sporadici. Finalmente, a metà degli anni sessanta, ho preso la decisione. Da allora sono vegetariano. [...] Questa è la mia protesta contro la condotta del mondo. Essere vegetariani significa dissentire, dissentire contro il corso degli eventi attuali. Energia nucleare, carestie, crudeltà, dobbiamo prendere posizione contro queste cose. Il vegetarianesimo è la mia presa di posizione. E penso che sia una presa di posizione consistente.”
Nel 1978 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura con questa motivazione: "for his impassioned narrative art which, with roots in a Polish-Jewish cultural tradition, brings universal human conditions to life".

 




domenica 12 febbraio 2012

Prega - Charles Singer

Prega per penetrare le nubi e correre dietro al sole;
prega per dire che tu sei vivo e nulla potrà chiuderti la bocca.

Prega per gridare che sei libero di inventare il corso della tua vita, ma tu sei solo e hai bisogno che qualcuno cammini al tuo fianco.

Prega per piangere e cantare, per lamentarti e danzare;
prega per mormorare e urlare, ma prega.

Prega per risvegliare il Potente e obbligarlo a calpestare il fango dei tuoi sentieri.

Prega per chiamare Dio come si fanno segni per attirare l’attenzione.

Prega poiché Egli ti ha gettato nell’esistenza e accolto nella sua famiglia.

Prega per essere l’uguale di Dio, poiché a Lui tu parli come ad un amico e l’amico è uguale all’amico. Un amico nulla rifiuta a colui che ama, e Lui, Dio, sa ciò che è necessario alla tua felicità.

Prega per dire: io e Lui ci si capisce a parole sussurrate o nei silenzi.

Prega per ricordare al Padre che tu esisti e che lui è responsabile di te.

Prega per riunirti ai tuoi fratelli e a loro legarti.

Dio, i tuoi fratelli, tu: voi insieme rinnoverete la faccia della terra.

(Charles Singer)

È scontato il fatto che la preghiera fa parte della vita e che rappresenta il punto più alto dell'esistenza. La preghiera è come il mare per il pesce: è la preghiera il mio mare. Preghiera come valore che fonda la mia stessa umanità; preghiera quale perla fra tutte le parole. No, nessuno può vivere senza pregare, neppure l'ateo, perché tutti hanno bisogno l'uno dell'altro. [...] È vero, la preghiera è il momento decisivo dell'esistenza. (Padre David Maria Turoldo)

venerdì 7 gennaio 2011

Tempo di ricominciare - Charles Singer :)

Grazie, Signore,
per le settimane d’estate,
per le scoperte e per gli incontri,
per la bellezza contemplata,
per il silenzio e l’amicizia,
per l’amore rinnovato e il riposo!
Grazie per questo tesoro:
lo conservo nel mio corpo e nel mio cuore.
Ora è tempo di ricominciare:
bisogna ritornare alle cose ordinarie.
Ma non ritornerò alle cose di sempre,
alle pratiche del passato;
non ricomincerò con le mie abitudini.
Ritornerò con il desiderio di lottare,
con la voglia di amare,
con la dolcezza che accoglie.
Ritornerò con la misericordia
ed un sorriso aperto,
con limpidezza e coraggio.
Ritornerò, ancora una volta,
con la gioia contagiosa del Vangelo.
Ora è tempo di ricominciare:
vieni con me, Signore!

(Charles Singer)

Isaac Bashevis Singer, nasce a Radzymin [Polonia] nel 1904. Di ascendenza rabbinica, trascorse l'infanzia nel quartiere popolare di Varsavia dove il padre aveva il suo "Beth Din" (tribunale religioso ebraico). Premio Nobel per la letteratura nel 1978 con questa motivazione: "for his impassioned narrative art which, with roots in a Polish-Jewish cultural tradition, brings universal human conditions to life".


Buona giornata a tutti. :-)




mercoledì 1 dicembre 2010

Il tempo passa e ripassa - Charles Singer :)

Il tempo  passa e ripassa,
ma per un momento fermo il tempo.
E attendo che venga tu, Signore.
Ho corso, parlato, lavorato,
aiutato, giocato, pianto
e il tempo è passato.
Il tempo passa e ripassa,
ma per un momento fermo il tempo.
E attendo che venga tu, Signore.
La mia giornata è un mosaico,
sparpagliato in mille pezzi.
Ho fermato   tutto per tutto riunire.
Ho chiuso la mia bocca
e le mie parole riposano.
Ho ordinato i miei utensili e riposto i miei libri.
I miei pensieri sono liberi e le mie mani   distese.
Mi siedo e sono pronto ad ascoltare.
Il tempo passa e ripassa,
ma per un momento fermo il tempo.
Tu Signore sei lì. Mi aspetti.
Mi siedo e ti consacro il mio tempo
(Charles Singer)


Cimitero di Montparnasse. Parigi

Buona giornata a tutti. :-)






sabato 13 novembre 2010

Dimmi spesso che mi ami - Charles Singer :)

Dimmi spesso che mi ami, con parole, gesti e azioni.
Non credere che lo sappia già.
Forse ti sembrerò imbarazzato e negherò di averne bisogno,
ma non credermi, fallo lo stesso.
Prenderemo del tempo per guardarci in faccia e parlarci come al principio.
Prenderemo del tempo perché ritorni la tenerezza.

(Charles Singer)


Charles Joseph Singer (2 November 1876 - 10 June 1960)
was a British historian of science and medicine.


Giuseppe Carnovali, detto Il Piccio: "Aminta baciato da Silva"
1838, olio su tela
Buona giornata a tutti. :-)




giovedì 23 settembre 2010

Le mie mani - Charles Singer :)

Le mie mani, coperte di cenere,
segnate dal mio peccato e da fallimenti,
davanti a te, Signore, io le apro,
perché ridiventino capaci di costruire
e perché tu ne cancelli la sporcizia.
Le mie mani, avvinghiate ai mie possessi
e alle mie idee già assodate,
davanti a te, o Signore, io le apro,
perché lascino andare i miei tesori...
Le mie mani, pronte a lacerare e a ferire,
davanti a te, o Signore, io le apro,
perché ridiventino capaci di accarezzare.
Le mie mani, chiuse come pugni di odio e di violenza,
davanti a te, o Signore, io le apro,
deponi in loro la tua tenerezza.
Le mie mani, si separano dal loro peccato,
davanti a te, o Signore, io le apro: attendo il tuo perdono.


(Charles Singer)

Isaac Bashevis Singer,  nasce a Radzymin [Polonia] nel 1904. Di ascendenza rabbinica, trascorse l'infanzia nel quartiere popolare di Varsavia dove il padre aveva il suo "Beth Din" (tribunale religioso ebraico).  Premio Nobel per la letteratura nel 1978 con questa motivazione: "for his impassioned narrative art which, with roots in a Polish-Jewish cultural tradition, brings universal human conditions to life".


Mani di un apostolo di A.Durer



Buona giornata a tutti. :-)

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