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lunedì 3 luglio 2023

Lo scorpione e il maestro - storia Zen

Un maestro zen vide uno scorpione annegare in uno stagno e decise di trarlo in salvo. Quando lo fece, lo scorpione lo punse. Per l’effetto del dolore, il maestro lasciò l’animale che di nuovo cadde in acqua in procinto di annegare. Il maestro tentò di tirarlo nuovamente fuori dall’acqua e l’animale lo punse nuovamente.

Un giovane discepolo che vide la scena gli si avvicinò e gli disse:
– Scusate, maestro, ma perché continuate? Non capite che ogni volta che provate a tirarlo fuori dall’acqua, lo scorpione vi punge?
Il maestro gli rispose:
– La natura dello scorpione è di pungere e questo non cambierà la mia che è di aiutare.

Allora il maestro rifletté e con l’aiuto di una foglia, tolse lo scorpione dell’acqua e gli salvò la vita, poi rivolgendosi al suo giovane discepolo, continuò:

– Non cambiare la tua natura se qualcuno ti fa male, prendi solo delle precauzioni. Purtroppo gli uomini sono quasi sempre ingrati del beneficio che gli viene offerto. Ma questo non è un motivo per smettere di fare del bene o smettere di abbandonare l’amore che vive in te.
Gli uni perseguono la felicità, gli altri la creano. 
Preoccupati più della tua coscienza che della tua reputazione. Perché la tua coscienza è ciò che sei, mentre la tua reputazione è solo ciò che gli altri pensano di te.
Quando la vita ti presenta mille ragioni per piangere, mostrale che hai mille ragioni per sorridere.


In molte società sciamaniche, 
se ti rivolgi a un guaritore per problemi di depressione, 
scoraggiamento, o demotivazione, 
ti sentirai porre quattro domande: 

Quando hai smesso di ballare? 
Quando hai smesso di cantare? 
Quando hai smesso di sentirti affascinato dalle storie del mondo? 
Quando hai smesso di trovare conforto nella dimensione del dolce silenzio?!

- Hernàn Huarache Mamani - 


Buona giornata a tutti :-)





domenica 12 febbraio 2023

L'accettazione consiste nel vedere le cose come sono davvero e non come vorremmo che fossero - Jeff Foster

 Non voglio sentire ciò che credi
Non sono interessato alle tue certezze
Non può fregarmene di meno della tua perfezione
Dividi con me i tuoi dubbi
Apri il tuo cuore tenero
Lasciami entrare nelle tue fatiche
Ti incontrerò in quel luogo
Dove le conclusioni spirituali
Si spezzeranno
Ecco dove la creatività giace
Ecco dove la novità risplende
Ecco dove possiamo davvero incontrarci:
oltre l’immagine.

Le tue imperfezioni
sono così perfette
in questa luce.

Non voglio che tu sia perfetto
voglio che tu sia vero.

Da: Jeff Foster, “Falling In Love With Where You Are“, Non-Duality Press, 2013

 
Accettazione non significa dover rinunciare ai nostri tentativi di evitare che le cose vadano male, come se, tra l’altro, questo fosse possibile. 
E non sto dicendo che in pratica dovremmo stare con le mani in mano e lasciare che accadano cose spiacevoli, se possiamo fare qualcosa al riguardo. 
Nessuno vuole che i propri cari si ammalino. 
Nessuno vuole perdere tutti i propri soldi o essere ferito in un incidente d’auto. 
Nessuno vuole essere lasciato dal partner all’improvviso. 
Nessuno vuole essere aggredito fisicamente. 
Ma queste cose accadono. 
La vita non va sempre secondo i nostri piani. 
Anche quando abbiamo le migliori intenzioni, quando facciamo i progetti più solidi, quando ricorriamo al pensiero positivo o alle preghiere e cerchiamo di manifestare il nostro destino, anche quando seguiamo il nostro cammino spirituale e promuoviamo la nostra evoluzione, accadono cose che, potendo scegliere, non avremmo fatto accadere, e ci mostrano di continuo, che in definitiva non abbiamo il controllo di questa cosa che chiamiamo vita. 
Perfino le cosiddette persone più illuminate sono finite in un letto d’ospedale a chiedere altra morfina per il tremendo dolore causato da un tumore.
Intendo dire che, se vogliamo essere davvero liberi, dobbiamo affrontare questa realtà a occhi aperti. 
Dobbiamo smettere di negare la realtà, lasciar perdere velleità e speranze, e dire la verità sulla vita così com’è. 
Nell’ammettere la verità di questo momento risiede una grande libertà, per quanto questa verità si scontri con le nostre speranze, i nostri sogni e i nostri progetti.

- Jeff Foster - 
da: "Il risveglio spirituale nella vita quotidiana"


Buona giornata a tutti :-)


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sabato 4 febbraio 2023

Signora… lei è ricca? - Jack Canfield & Mark Victor Hansen

 Si rannicchiarono dietro la porta doppia: due bambini con i cappotti a brandelli troppo piccoli per loro.
“Ha giornali vecchi, signora?”
Ero indaffarata, volevo rispondere di no…finchè guardai i loro piedi: sandaletti leggeri, inzuppati dal nevischio.
“Entrate e vi farò una tazza di cioccolata calda.”
Non vi fu conversazione. I sandali fradici lasciarono impronte sulla piastra del caminetto.
Servii loro cioccolata e pane tostato con marmellata per fortificarli contro il freddo esterno.
Quindi tornai in cucina e ripresi il mio bilancio familiare…
Il silenzio nel soggiorno mi sorprese. Guardai dentro, la bambina teneva in mano la tazza vuota e la osservava.
Il maschietto mi disse con voce incerta: “Signora… lei è ricca?”
“Se sono ricca? Misericordia, no!” Guardai le consunte foderine del divano.
La bambina rimise la tazza sul suo piattino con cura.
“Le sue tazze sono intonate ai piattini.” Aveva osservato la bambina, con una voce vecchia, con una fame che non veniva dallo stomaco.
Quindi se ne andarono, tenendo i pacchi dei giornali contro il vento, non avevano detto grazie, non ne avevano bisogno. Avevano fatto molto di più.
Tazze e piattini di ceramica azzurra di poco valore. Ma erano intonati.
Diedi un’occhiata alle patate e mescolai il sugo.
Patate e sugo di carne, un tetto sopra alla testa, mio marito con un lavoro sicuro… umile ma sicuro. Anche queste cose erano intonate.
Allontanai le sedie dal fuoco e misi in ordine il soggiorno. 
Le impronte fangose dei sandaletti erano ancora umide sul caminetto. 
Le lasciai lì: voglio che restino lì caso mai mi dimenticassi di nuovo quanto sono ricca.

- Jack Canfield & Mark Victor Hansen -
Brodo caldo per l'anima – Pensa positivo



Moltissime persone vivono una vita vuota e priva di un'anima perché si nutrono di popolarità, apprezzamento, lode, di «io sono O.Κ, tu sei O.Κ», guardami, stammi vicino, sostienimi, apprezzami; si nutrono di potere, di vittorie. 
Voi vi nutrite di questo? Se è così siete morti. 
Avete perso l'anima. 
Nutritevi di materiali diversi, più sostanziosi. Allora assisterete alla trasformazione.

- Anthony de Mello -  


Avevo un nemico che i miei passi seguiva, e per quanto sembri strano non sapevo chi fosse. 
I miei progetti e i miei fini, tutto mi rovinava! 
A causa sua, le mie migliori idee non attuavo. Un giorno lo affrontai e protestai per il suo cinismo: Gli strappai la maschera, ed ero io stesso. 
Da quel giorno tutto è cambiato, perché quel nemico si trasformò in amico.

- Cristina Pelaia -



Buona giornata a tutti. :-)


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