(...)
Il cristianesimo è l’inquietudine più grande, la più
intensa.
Esso inquieta l’esistenza comune nel suo fondamento.
Dove deve nascere
un cristiano, vi deve essere un’inquietudine: ove un cristiano è nato, c’è
dell’inquietudine.
San Paolo parla del gemito di ogni creatura. Dunque, io sono
uno che sta male, non perché credo, ma nella mia stessa qualità di credente,
poiché, credendo, non aderisco all’evidenza, ma al mistero.
Anche se San
Tommaso afferma che l’atto di fede si differenzia da tutti gli altri atti del
pensiero per questa specie di “cogitazione”, che fa che lo spirito non sia in
riposo nella fede. L’avventura cristiana continua in chi crede.
Non c’è bisogno
di rinunciare ad entrare in porto perché la ricerca continui. La Fede non è un
approdo, ma un sicuro orientamento di Grazia
verso l’approdo.
La traversata continua e travagliosamente.
Chi non ha la grazia
di credere è tentato dall’incertezza e dal timore del niente, di nessuno.
Chi
ha la grazia di credere è travagliato dalla luce stessa che gli fu
comunicata.(...)
L'uomo non capisce oggi, come non capiva
tanti anni fa, quando a Betlemme gli ha chiuso la porta in faccia, mentre le
bestie l'hanno ospitato cedendogli stalla e mangiatoia.
- don Primo Mazzolari -
So di essere amato
Cristo, so di essere amato per quello che è propriamente mio:
la mia povertà; e sento il bisogno di amare per quanto in proporzione mi venne e mi viene ogni giorno perdonato.
Credo nell'inestimabile dono della libertà, che illumina ma non costringe.
So di portare dentro la presenza, il fermento di una speranza
che va al di là della brevità della nostra giornata.
Sento che la vita ha un ordine di sacrificio a cui non ci si può rifiutare,
senza sentirsi colpevoli; la vita è un dovere, la vita è un costo,
la vita è un impegno, la vita bisogna guadagnarsela.
- don Primo Mazzolari -
Buona giornata a tutti. :-)
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