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sabato 2 dicembre 2017

I sette strumenti musicali

C’era una volta un complesso di sette strumenti musicali: erano un pianoforte, un violino, una chitarra classica, un flauto, un sassofono, una cornetta e una batteria.
Vivevano nella medesima stanza, ma non andavano d’accordo. 
Erano così orgogliosi che ognuno pensava di essere il re degli strumenti e di non aver bisogno degli altri. 
Non solo, ma ciascuno voleva suonare le melodie che aveva nel cuore e non accettava di eseguire uno spartito. 
Tutti ritenevano ciò una imposizione intollerabile che violava la loro libertà di espressione.
Quando al mattino si svegliavano ognuno cominciava a suonare liberamente le proprie melodie e per superare gli altri usava i toni più forti e violenti.
 

Risultato: un inferno di caotici rumori.

Una notte capitò che la batteria non riuscisse a chiudere occhio per il nervoso. Per passare il tempo cominciò a scatenarsi con le sue percussioni. 
Fu la goccia che fece traboccare il vaso. 
Per la prima volta tutti gli strumenti si trovarono d’accordo su una cosa: la decisione di andare ognuno per conto suo.
Stavano per uscire quando alla porta bussò una bacchetta con uno spartito in cerca di strumenti da dirigere.
Parlando con garbo e diplomazia chiese loro di fare una nuova esperienza, quella di suonare ognuno secondo la propria natura, ma con note, ritmi e tempi armonizzati.
“Con un occhio guardate lo spartito, con l’altro i miei cenni, dopo che avrò dato il via, disse la bacchetta”.
Un po’ perché erano molto stanchi del caos in cui vivevano, un po’ per la curiosità di fare una nuova esperienza, accettarono.
Si misero a suonare con passione dando ognuno il meglio di se stesso e con una obbedienza totale alla bacchetta… magica.
A mano a mano che andavano avanti si ascoltavano l’un l’altro con grande piacere. Quando la bacchetta fece il cenno della fine un’immensa felicità riempiva il loro cuore: avevano eseguito il famoso Inno alla gioia di Beethoven.

Cosa mi dice questa storia :

L'essere umano non e' nato per vivere da solo, dunque per vivere in una comunita' sono importantissime le regole che comportano diritti e doveri. 
La libertà assoluta non può che andare a ledere la libertà degli altri, per cui e' necessario trovare dei compromessi affinchè si rispettino gli altri ed al tempo stesso gli altri rispettino noi.
Da qui l'importanza dell'insegnamento dell'educazione civica, sin dai primi mesi di vita da parte dei genitori , della scuola e della comunità.

Insomma, non pensiamo sempre col nostro ego, ma proviamo a metterci sempre dall'altra parte e vedere se saremmo felici che qualcuno ci faccia quello che noi stiamo facendo.

(dal web)


Ci sono le divisioni sociali e ci sono le disuguaglianze economiche; opulenza e miseria. Razionalmente e cristianamente esse andrebbero vagliate in un confronto dialettico, sistemi elettorali, dialoghi, indagini, e altri metodi di pace. Se chi governa, governa nell’interesse del popolo, non dovrebbe alimentare con stampa e comizi, le discordie, che massacrano la comunità..

- Igino Giordani - 
 L’unico amore, Città Nuova, 1974 p.138




Far ritornare la società attuale alla carità dei primi cristiani non sarà mai possibile se i membri della conquista non siano essi stessi l'esempio pratico. 
Si legge nelle prime storie del cristianesimo che i pagani si convertivano non tanto per i miracoli, quanto piuttosto per il disprezzo che i primi cristiani avevano della gloria e del denaro.
Allora, se i miracoli non sono bastati per convertire il mondo pagano, occorrerà trovare i mezzi più adatti. E il mezzo più adatto, anzi il più efficace, credo sia la santità della nostra vita.

Sia dunque la nostra vita santa, ma di quella santità che si presenta come modello da imitare.

- beato don Luigi Monza -

martedì 26 gennaio 2016

L' Imperatore e il seme

Un imperatore in oriente stava invecchiando e stava arrivando il momento di scegliere il suo successore. Invece di scegliere uno dei suoi assistenti o dei suoi figli, decise di fare una cosa diversa. Un giorno chiamò tutti i giovani del regno. 
Disse: "E’ arrivato il momento che io mi tiri indietro e che scelga il nuovo imperatore. Ho deciso di scegliere uno di voi."
I ragazzi erano in preda alla sorpresa. Ma l’imperatore continuò. "Oggi  darò ad ognuno di voi un seme. Un seme molto speciale. La mia richiesta per voi è quella di piantare il seme, dargli acqua, e tornare qui ad un anno da oggi con quello che siete riusciti a far crescere. Allora giudicherò ciò che mi avrete portato e da questo sceglierò il nuovo imperatore."
Un ragazzo di nome Ling era lì quel giorno e, come gli altri, ricevette un  seme. Tornò a casa e raccontò, eccitato, la storia alla madre. La madre lo aiutò a trovare un vaso e piantare il seme nella terra. Lui piantò il seme  e gli diede acqua in modo attento. Ogni giorno innaffiava il seme e controllava se fosse cresciuto. Dopo tre settimane, alcuni degli altri ragazzi avevano iniziato a parlare dei loro semi e delle piante che  stavano iniziando a crescere.
Ling continuava a controllare il suo seme, ma non cresceva nulla.
Passarono altre 3, 4 e poi 5 settimane. Ancora nulla. I ragazzi parlavano  delle loro piante, ma Ling non aveva una pianta e si sentiva un fallimento. Passarono 6 mesi, ma ancora non appariva niente dal vaso di  Ling. 
Ling era convinto di aver ucciso il suo seme.
Ogni altro ragazzo aveva alberi e alte piante, ma lui non aveva niente.
Ling non disse niente ai suoi amici, comunque. Continuò solamente ad  aspettare per vedere se il suo seme riusciva a svilupparsi.
Alla fine passò un anno e tutti i ragazzi del regno portarono le loro piante all’imperatore per l’ispezione. 
Ling disse alla madre che non sarebbe andato con un vaso vuoto. 
La madre gli suggerì invece di essere onesto riguardo quello che era successo. Ling sentì una contrazione allo stomaco, ma sapeva che la madre aveva ragione. Portò il suo vaso vuoto al palazzo dell’imperatore.
Quando arrivò rimase esterrefatto dalla varietà delle piante fatte crescere dagli altri. Erano bellissime, di ogni forma e dimensione. Ling  mise il suo vaso vuoto sul pavimento e molti dei ragazzi lo presero in  giro. 
Alcuni si dispiacquero e semplicemente gli dissero: "Almeno ci hai  provato."
Quando arrivò l’imperatore, scandagliò la stanza e diede il benvenuto ai  ragazzi. Ling provò a nascondersi in fondo alla sala. "Quante grandi piante, alberi e fiori che avete fatto crescere" disse l’imperatore.
"Oggi, uno di voi sarà nominato il prossimo imperatore!" 

Ad un tratto, l’imperatore scorse Ling nel fondo della sala con il suo vaso vuoto. 
Ordinò alle sue  guardie di portare Ling davanti a lui. Ling era terrorizzato. "L’imperatore  sa che sono un fallimento! Forse mi farà uccidere!"
Quando Ling arrivò davanti a lui, l’imperatore gli chiese il nome. "Il mio nome è Ling," rispose. Tutti i ragazzi risero e si presero gioco di lui. L’imperatore  chiese a tutti di calmarsi. Guardò Ling e poi annunciò alla folla: "Ecco il vostro nuovo imperatore! Il suo nome è Ling!" Ling non poteva crederci,  non era stato neanche in grado di far crescere la pianta. Come poteva  essere lui il nuovo imperatore?
Poi l’imperatore disse, "Un anno fa, ho dato ad ognuno di voi un seme. 

Vi  ho detto di piantarlo, dargli acqua e portarlo di nuovo qui oggi. 
Ma ho dato a tutti dei semi bolliti, che non potevano crescere. 
Tutti voi, ad  eccezione di Ling, mi avete portato alberi, piante e fiori. 
Quando avete  scoperto che il vostro seme non cresceva, avete sostituito quello che vi avevo dato con un altro. Ling è stato il solo con il coraggio e l’onestà di portarmi un vaso con il seme che avevo originariamente dato io. Dunque, Ling sarà il nuovo imperatore."



Se pianti onestà, raccoglierai fiducia.
Se pianti bontà, raccoglierai amici.
Se pianti umiltà, raccoglierai grandezza.
Se pianti perseveranza, raccoglierai vittoria.
Se pianti considerazione, raccoglierai armonia.
Se pianti duro lavoro, raccoglierai successo.
Se pianti perdono, raccoglierai riconciliazione.
Se pianti apertura, raccoglierai intimità.
Se pianti pazienza, raccoglierai miglioramenti.
Se pianti fede, raccoglierai miracoli.
Ma
Se pianti disonestà, raccoglierai diffidenza.
Se pianti egoismo, raccoglierai solitudine .
Se pianti orgoglio, raccoglierai distruzione.
Se pianti invidia, raccoglierai problemi.
Se pianti pigrizia, raccoglierai stagnazione.
Se pianti amarezza, raccoglierai isolamento.
Se pianti avarizia, raccoglierai perdita.
Se pianti pettegolezzi, raccoglierai nemici.
Se pianti preoccupazioni, raccoglierai rughe.
Se pianti il peccato, raccoglierai colpa.
Quindi stai attento a cosa pianti ora. Determinerà quello che raccoglierai domani. I semi che stai spargendo ora renderanno migliore o peggiore la tua vita, quella di chi ti sta intorno e quella di coloro che verranno 
dopo di te. 
Si, un giorno potrai goderti i frutti o pagherai per le scelte che hai fatto oggi. 



Narrò Abdullah
Il Profeta disse:
"La verità conduce alla giustizia, e la giustizia conduce al Paradiso.
 
E un uomo continua a dire la verità fino a che egli diventa una persona sincera.
 
La falsità conduce ad Al-Fajur (cioè malvagità, malefatte), e Al-Fajur (malvagità) conduce al Fuoco (Inferno), e un uomo può continuare a dire bugie, fino a che egli non viene iscritto davanti ad Allah come un bugiardo."

- Sahih al-Bukhari, volume 8, libro 73, hadith 116 - 



Buona giornata a tutti. :-)