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lunedì 10 febbraio 2014

Il filo del vestito - Madeleine Delbrel

Nella mia comunità
Signore aiutami ad amare,
ad essere come il filo
di un vestito.
Esso tiene insieme
i vari pezzi
e nessuno lo vede se non il sarto
che ce l'ha messo.
Tu Signore mio sarto,
sarto della comunità,
rendimi capace di
essere nel mondo
servendo con umiltà,
perché se il filo si vede tutto è
riuscito male.
Rendimi amore in questa
tua Chiesa, perché
è l'amore che tiene
insieme i vari pezzi.

(Madeleine Delbrel)



"...Per un momento gli sembrò crudelmente ingiusto da parte di Dio l'esporsi così – un uomo, una cialda di pane – prima nei villaggi della Palestina, e ora lì, in quel posto affocato – là, ovunque – permettendo all'uomo di far ciò che voleva di Lui. 
Cristo aveva detto al giovane ricco di dar tutto ai poveri e di seguirlo; ma era ancora una cosa facile e razionale in paragone a quella fatta da Dio, di mettersi alla mercé degli uomini che a malapena conoscevano il significato della sua parola.

Con quanta disperazione doveva amare Iddio, pensò con vergogna."


(Da Graham Greeen " Il nocciolo della questione")



« San Giovanni della Croce vi parlerebbe, perché egli la vede, dell'immensa e incosciente miseria del mondo d'oggi. Ciò che sicuramente Dio vuole è una compassione e una speranza proporzionate a una tale miseria, una fede capace di glorificare Dio dove vuole, come vuole. 
In questo mondo "che cambia" così improvvisamente, così brutalmente, si direbbe che il Signore voglia che la sua redenzione passi attraverso delle vite che si lasciano cambiare a suo piacimento... sconvolgere. 
Sembra volere delle persone che in questa specie di avventura sappiano che non mancano di nulla ed escano in pace »

- Madeleine Delbrel -



L’adorazione! 
Noi pensiamo che questo atteggiamento di creatura di fronte al Creatore 
sia quello che ci conviene assumere
 – e d’urgenza – 
nel nostro mondo invertito verso l’uomo e deviato dal suo fine. 

E’ indispensabile che molti di noi vi si consacrino: è un bisogno del Corpo Mistico!

- Madeleine Delbrêl - 




Buona giornata a tutti :-)







domenica 2 febbraio 2014

“Per la tua grazia, abiti in me in un modo ineffabile, mi unisci a te e a tutta l’assemblea degli angeli e dei santi” - Beato John Henry Newman


 «Se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò»

“Mio Dio, eterno Paraclito, ti adoro, luce e vita. Avresti potuto limitarti a mandarmi dal di fuori buoni pensieri, e la grazia che li ispira e li compie; avresti potuto condurmi in questo modo nella vita, purificandomi soltanto con la tua azione tutta interiore al momento del mio passaggio all’altro mondo. Ma, nella tua compassione infinita, sei entrato nella mia anima, fin dall’inizio, ne hai preso possesso, ne hai fatto il tuo tempio. 

Per la tua grazia, abiti in me in un modo ineffabile, mi unisci a te e a tutta l’assemblea degli angeli e dei santi. 
Più ancora, sei personalmente presente in me, non solo con la tua grazia, ma proprio con il tuo essere, come se, pur conservando la mia personalità, io fossi in un certo modo, assorbito in te, fin da questa vita.
E siccome hai preso possesso del mio stesso corpo nella sua debolezza, anch’esso è il tuo tempio. 
Verità stupenda e temibile! O Dio mio, questo credo, questo so!
Posso forse peccare mentre sei così intimamente unito a me? 
Posso forse dimenticare chi è con me, chi è in me? 
Posso forse scacciare l’ospite divino per ciò che egli aborrisce più di qualunque altra cosa, per l’unica cosa al mondo che lo offende, per l’unica realtà che non è sua?… 
Mio Dio, ho una doppia sicurezza di fronte al peccato: primo, il timore di una tale profanazione, nella tua presenza, di tutto ciò che sei in me; e poi, la fiducia che la stessa tua presenza mi custodirà dal male… 
Nelle prove e nella tentazione, ti chiamerò… Proprio grazie a te, non ti abbandonerò mai.”


(Beato John Henry Newman)



Sarebbe così assurdo chiamare vivente l’anima che non prega.

- Beato John Henry Newman -



"...Per un momento gli sembrò crudelmente ingiusto da parte di Dio l'esporsi così – un uomo, una cialda di pane – prima nei villaggi della Palestina, e ora lì, in quel posto affocato – là, ovunque – permettendo all'uomo di far ciò che voleva di Lui. Cristo aveva detto al giovane ricco di dar tutto ai poveri e di seguirlo; ma era ancora una cosa facile e razionale in paragone a quella fatta da Dio, di mettersi alla mercé degli uomini che a malapena conoscevano il significato della sua parola.
Con quanta disperazione doveva amare Iddio, pensò con vergogna."

( Da Graham Greeen " Il nocciolo della questione")



"Non dovete nascondere il vostro talento o tenere celate le vostre virtù. Desidero laici non irruenti nel parlare né litigiosi, ma persone che conoscano la propria religione, che la pratichino, che sappiano qual è il loro ruolo, che sappiano cosa hanno e cosa non hanno, che conoscano il loro credo tanto bene da poterlo diffondere, che conoscano così bene la storia da poterlo difendere. 
Desidero laici intelligenti e istruiti (...) 
Desidero che ampliate le vostre conoscenze, coltiviate la ragione, riflettiate sulla relazione di verità, impariate a vedere le cose così come sono, a capire in che modo la fede e la ragione sono in rapporto fra loro, quali sono le basi e i principi del cattolicesimo".


Discorso del Card. John Henry Newman su laicato cattolico del 1851


Così il Padre ci ama

“Iddio ci vede e ci conosce tutti, uno a uno.
Chiunque tu sia, egli ti vede individualmente.
Egli ti chiama col tuo nome.
Egli ti comprende quale realmente ti ha fatto.
Egli conosce ciò che è in te, tutti i tuoi sentimenti e pensieri più intimi, le tue disposizioni e preferenze, la tua forza e la tua debolezza.
Egli ti guarda nel giorno della gioia e nel giorno della tristezza, ti ama nella speranza e nella tua tentazione, s’interessa di tutte le tue ansietà, di tutti i tuoi ricordi, di tutti gli alti e bassi del tuo spirito.
Egli ha perfino contato i capelli del tuo capo e misurato la tua statura, ti circonda e ti sostiene con le sue braccia, ti solleva e ti depone.
Egli osserva i tratti del tuo volto, quando piangi e sorridi, quando sei malato e quando godi buona salute.
Con tenerezza Egli guarda le tue mani e i tuoi piedi; sente la tua voce, il battere del tuo cuore, ode perfino il tuo respiro.
Tu non ami te stesso più di  quanto Egli ti ama.
Tu non puoi fremere innanzi al dolore come Egli freme vedendolo venire sopra di te, e se tuttavia te lo impone, è perchè anche tu, se fossi davvero sapiente, lo sceglieresti per un maggior bene futuro…”

(Beato John Henry Newman)


Buona giornata a tutti :-)





giovedì 11 luglio 2013

Eh cosa vuoi che ti dica, sì, mio figlio non studia un …….. - Paola Mastrocola


Eh cosa vuoi che ti dica, sì, mio figlio non studia un accidenti , ma sai, ha un'insegnante che non sa proprio motivarlo, non è capace, non lo appassiona...

"...Vanno a scuola e non studiano. E' una specie di avversativa - concessiva: vanno a scuola, ma, ciò nonostante, non studiano.

Una paradossale aberrazione. Sarebbe come sedersi al ristorante e non ordinare niente, dicendo al cameriere: "No, grazie, guardi, stasera non mi va proprio di mangiare. Cosa pensate che direbbe il cameriere?
Invece, di fronte a ciò, noi adulti ce ne stiamo sereni come un cielo primaverile: non diciamo niente, non opponiamo un gesto, una sillaba, nulla, se non un blando disappunto, un pacato "non si fa così", un benevolo "non farlo più":

di fatto accettiamo l'indolenza e la " sfaticataggine" esibita dei nostri studenti.
Forse, in fondo, pensiamo che abbiano ragione, che la scuola sia davvero una pizza, una faccenda molto noiosa, una specie di tormento da cui davvero sarebbe il caso di esentare i nostri amati pargoli.
Pensiamo anche, noi insegnanti, che in fondo sia un po' colpa nostra! Abbiamo oggi maturato uno sconcertante, masochistico senso di colpa legato alla parola "motivazione": pensiamo che se i ragazzi non studiano sia perchè noi non siamo capaci di motivarli.
Paroletta magica che ha fornito un meraviglioso alibi e ai ragazzi più svogliati e ai genitori più indulgenti: "Eh cosa vuoi che ti dica, sì, mio figlio non studia un accidenti, ma sai, ha un'insegnante che non sa proprio motivarlo, non è capace, non lo appassiona..."
Ehi genitore e se fosse che tuo figlio non studia
perchè non ne ha voglia,
perchè ha ben altro da fare,
perchè è pieno di soldi,
perchè non ci riesce,
perchè è un fagnano, o perchè semplicemente, non gli piace?

Queste sono le uniche ragioni che non si adducono mai, di fronte a un ragazzo che non studia. Sono ragioni vietate, indicibili, impronunciabili, sbagliate a priori."

(Paola Mastrocola)
Fonte: " Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare"



Non pretendo che la vita sia facile. 
Non lo è mai stata per me, e non mi aspetto che vada liscia come l'olio nemmeno in futuro.
Non tutti condividono questa filosofia di vita, ma per me è molto importante, perchè quando le cose vanno male non ho bisogno di rivedere radicalmente le mie idee, come capita a quelli che non si lasciano scalfire da nulla e hanno la pretesa che il mondo garantisca loro un'esistenza radiosa. 
J. Bauer - tratto da "Padri di carta"






Nella nostra infanzia c'è sempre un momento in cui una porta si apre e lascia entrare l'avvenire. 
 
- Graham Greene - 

 





mercoledì 24 aprile 2013

Parlami d’Amore - Padre Michel Quoist

L'amore non è la folgorazione della bellezza
davanti a un volto che d'improvviso s'illumina per te,
perché la vera bellezza è il riflesso dell'anima,
ma l'anima è oltre, e la cerchi tremando.

L'amore non è seduzione di un'intelligenza viva e sciolta
che scorre in parole e idee per piacerti,
perché l'intelligenza può splendere di mille barbagli
senza essere autentico diamante nascosto nelle profondità dell'amato.

L'amore non è l'emozione di fronte a un cuore
che batte per te
più di quanto non batta per gli altri,
né quella meraviglia d'essere scelto, eletto,
senza motivo ai tuoi occhi
che valga questa follia,
perché un cuore può un giorno turbarsi per un altro,
e lasciarti sanguinare, in lacrime,
senza che il tuo amore muoia.

L'amore non è voglia di catturare, di afferrare
l'oggetto del tuo desiderio,
sia esso cuore, corpo, mente o tutti e tre insieme,
perché l'altro non è "oggetto";
e se lo prendi per te, lo mangi e lo distruggi,
è te che ami credendo di amare l'altro.

Folgorazione e seduzione, fame e fremiti,
emozione e sgorgare di desideri,
tutto ciò è bello e necessario, nell'uomo, nella donna,
ma soltanto per aiutare ad amare chi accetta di amare.

E' la porta socchiusa e le finestre spalancate,
è il vento che entra a folate,
è il richiamo del largo, è il mormorio di Dio
che invitano a uscire dalla casa sbarrata
per andare verso un altro
che hai scelto per colmare la tua vita
perché lo ami e lo vuoi amare.

Amare è volere l'altro libero e non sedurlo,
è liberarlo dai suoi lacci se ne rimane prigioniero,
perché anche lui possa dire: ti amo,
senza esservi spinto dai suoi desideri non domati.

Amare è con tutte le forze volere il bene dell'altro,
anche prima del tuo,
è fare di tutto perché l'amato cresca, e poi sbocci e fiorisca
diventando ogni giorno l'uomo che deve essere
e non quello che tu vuoi modellare
sull'immagine dei tuoi sogni.

Amare è dare il tuo corpo, e non prendere il suo,
ma accogliere il suo quando si offre per essere condiviso,
è raccoglierti, arricchirti,
per offrire all'amato più che mille carezze e folli abbracci,
la tua vita intera raccolta nelle braccia del tuo "io".

Amare è offrirti all'altro,
anche se questi ad un certo momento si rifiuta,
è dare senza tenere il conto di quello che l'altro ti dà,
pagando il prezzo alto senza mai reclamare il resto,
ed è supremo amore perdonare
quando l'amato purtroppo si sottrae,
tentando di consegnare ad altri ciò che ti aveva promesso.

Amare è credere nell'altro e dargli fiducia,
credere nelle sue forze nascoste, nella vita che ha in sé;
e quali che siano le pietre da tagliare
per appianare la strada,
è decidere da uomo ragionevole
di avviarsi coraggiosamente per il viaggio del tempo.

Non per cento giorni, per mille, e neppure per diecimila,
ma per un pellegrinaggio che non finirà,
perché è un pellegrinaggio che durerà
"sempre"…

Se amare è questo, come potrò riuscirci?
Ero scoraggiato…
Non avevo ancora capito…
che l'amore era un fine da raggiungere
e non un punto di partenza
e che, per cercare di riuscirci,
bisognava lottare per tutto il tempo della vita.
Io volevo tutto e subito.

Questo era il mio errore.
Dovevo accettare di adottare
il passo lento e regolare,
il passo dell'autentico montanaro.



(Padre Michel Quoist)
Fonte: Parlami d'amore, Sei, Torino 1987, pp. 104-107




Dobbiamo impegnarci in scelte di percorso, in tabelle di marcia: non possiamo parlare di pace indicando le tappe ultime e saltando le intermedie!
Se non siamo capaci di piccoli perdoni quotidiani fra individuo e individuo, tra familiari, tra comunità e comunità... è tutto inutile!
La pace non è soltanto un pio sospiro, un gemito favoloso, un pensiero romantico... è, soprattutto, prassi.

- Don Tonino Bello -



I delitti sono proporzionati alla purezza della coscienza, e quello che per certi cuori è soltanto un errore, per alcune anime candide assume le proporzioni di un delitto.

- Honoré de Balzac -





‎"Carissimi amici, il Regno di Dio non è una questione di onori e di apparenze, ma, come scrive San Paolo è "giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo". (Rm 14,17).
Al Signore sta a cuore il nostro bene, cioè che ogni uomo abbia la vita, e che specialmente i suoi figli più "piccoli" possano accedere al banchetto che Lui ha preparato per tutti. Perciò, non sa che farsene di quelle forme ipocrite di chi dice: "Signore, Signore" e poi trascura i suoi comandamenti".

- Papa Benedetto XVI - 



Stavo pensando che di tutte le piste di questa vita 
la più importante è quella che conduce all'essere umano. 
Penso che tu sei su questa pista e questo è bene.

Uccello scalciante (Graham Greene)
Dal film "Balla coi lupi"






Buona giornata :-)