venerdì 26 aprile 2013

Preghiera di chi soffre d’insonnia


Signore, la notte sta calando, ed io ne ho paura. 
Ho paura delle lunghe ore d’insonnia, ho paura della spossatezza che le accompagna, ho paura della solitudine.
Le ore della notte sono così lunghe, Signore, ed io sono stanco di patire.
Anche Tu, Gesù, hai trovato ben dure le ore della Tua agonia nella notte nel Getsemani. 
Anche Tu sei rimasto solo e hai provato per la morte e per la sofferenza lo stesso orrore che io provo. 
Anche Tu hai desiderato che quella notte terribile finisse.
Non sono dunque solo, se Tu sei con me e se Tu conosci come me e prima di me quest’orrore e questo tedio.
Ti offro, Signore, la notte che si avanza, le ore che mi attendono. 
Non mi chiedo come saranno e quanto mi riusciranno penose. 
Le affido a Te, minuto per minuto, unite alla notte della Tua agonia nell’ Orto.
Fa ch’ io non dimentichi, Signore, la notte gioiosa del Tuo natale e la notte gloriosa della Tua risurrezione.
Fa che questo ricordo mi sia fonte di dolcezza e motivo di speranza: dolcezza perché Ti sei fatto uomo per mio amore, e speranza perché la Tua risurrezione è anche per me causa di fiducia e di pace. 
Aiutami a ricordare come nel Tuo amore e nella Tua amicizia per me Tu mi rimani vicino nella mia notte di penosa veglia e mi chiedi di restarti unito nei tuoi misteri d’amore, di sofferenza, di gloria.
Rendi Tu meno lunga la mia notte, Signore, se Tu lo vuoi; conforta le ore d’insonnia degli altri sofferenti; apri il cielo a coloro che agonizzano e stanotte saranno chiamati presso di Te. 
E a ciascuno di noi mostrati benevolo e pietoso.
Così sia.



…. Quando sembra che non sia siano più opportunità…. Ecco dietro l’angolo nuove possibilità ci possono sorprendere… impariamo a lasciarci sorprendere….


"Diventare cristiani è qualcosa di molto semplice, ma anche di profondamente rivoluzionario.
Significa compiere una rivoluzione copernicana.
Considerare noi stessi non più come il centro attorno a cui devono ruotare gli altri, ma cominciare invece a riconoscere di essere una delle tante creature di Dio che si muovono tutte insieme intorno a Lui, che è il vero centro".

- Card. Joseph Ratzinger -




Le cose si perdono. Forcine, penne, accendini. Scivolano dalle tasche, dalle mani, dalle borse. In genere perché troppo piccole.
Le persone non si perdono. Si smette di cercarle. Quando non servono più. 
Oppure perché sono troppo ingombranti. E rischiano di occupare spazi che ci terrorizzano. 
Spazi ingestibili, lì dentro. Tra cuore, nervi e pensieri.

"Estremamente potente è, nel nostro Salmo, l’idea che Dio di quell’ embrione ancora «informe» veda già tutto il futuro: nel libro della vita del Signore già sono scritti i giorni che quella creatura vivrà e colmerà di opere durante la sua esistenza terrena. 
Torna così ad emergere la grandezza trascendente della conoscenza divina, che non abbraccia solo il passato e il presente dell’umanità, ma anche l’arco ancora nascosto del futuro. 
Ma appare anche la grandezza di questa piccola creatura umana non nata, formata dalle mani di Dio e circondata dal suo amore: un elogio biblico dell'essere umano dal primo momento della sua esistenza." 


(papa Benedetto XVI, Udienza generale del 28 Dicembre 2005)




Non vivere di lamentele, tolgono la speranza

Quando succedono cose difficili, anche quando ci visita la Croce, corriamo questo pericolo di chiuderci nelle lamentele.
E il Signore anche in questo momento è vicino a noi, ma non lo riconosciamo.
E cammina con noi.
E anche se Gesù ci parla e noi sentiamo cose belle, dentro di noi, in fondo continuiamo ad avere paura.
E’ bello vedere la pazienza di Gesù con i due discepoli di Emmaus. Prima li ascolta, poi spiega loro lentamente, lentamente…. E poi, alla fine, si fa vedere.
Gesù fa così con noi.
Anche nei momenti più oscuri: Lui sempre è con noi, cammina con noi. E alla fine ci fa vedere la Sua presenza.

Papa Francesco


























Preghiera per la sera

E’ passato un altro giorno Signore,
è passato un altro giorno e ho percorso 
un altro tratto delle strade della vita.
Perdonami per tutte le volte 
che ho risposto “Si” alla tua parola
per poi comportarmi nel modo contrario.
Perdonami per tutte le volte che ho fatto il bene
solo dopo alcuni ripensamenti ed indecisioni.
Aiutami  domani a ritrovare l’entusiasmo
per accogliere senza condizioni il tuo difficile invito
ad amare i fratelli.
Il silenzio della notte renda più vera la mia preghiera,
perché con il riposo del corpo,
il cuore possa contemplare l’ampiezza
e la profondità della tua pace.
Amen

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