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giovedì 20 giugno 2019

Neonati sui sedili rossi e C'erano una volta due donne - Madre Teresa di Calcutta

L'automobile era una Lincoln bianca col tetto apribile e i sedili rossi, che i cattolici americani avevano regalato al Papa per i suoi spostamenti in India.
Dal 6 dicembre, gli abitanti della periferia di Bombay videro la Lincoln bianca, pilotata da un indù stracciato, gi­rare i bassifondi della città.
Ad ogni deposito di immondizie si fermava. Scendevano due suore vestite col sari di cotonina bianca, frugavano tra i rifiuti, e spesso trovavano qualche fagottino di roba viva, palpitante: un neonato che una mam­ma aveva abbandonato perché incapace di nutrirlo.
Al «cen­tro» delle Missionarie della Carità ce n'erano già più di cen­to, ben disposti a strillare e a succhiare il latte che venti caprette fornivano ogni giorno.
Poi, improvvisamente, la Lincoln bianca sparì. « Il regalo del Papa è stato molto prezioso, e mi ha causato una grande emozione — disse madre Teresa. — Ma ci siamo accorte che la benzina costava troppo, e abbiamo deciso di rinunciare all'automobile vendendola.
Un ricco indù mi ha offerto ven­tisette milioni: un prezzo di affezione, evidentemente, che io ho accettato. Metà in contanti e metà in terreno, su cui abbiamo cominciato a costruire la « città per i lebbrosi ».
Le suore continuarono lo stesso a girare per i bassifondi, in cerca di neonati, di moribondi e di lebbrosi. Ma ripresero il carretto a mano.

 Fonte: “Madre Teresa di Calcutta”, Teresio Bosco,pagg. 5 e 6 - Ed. Elledici 1991



"C’erano una volta due donne che non si erano mai conosciute.
Una, forse, non la ricordi.
L’altra la chiami mamma.
Due donne diverse,
create per plasmare la tua vita.
Una è diventata la tua stella guida,
l’altra è diventata il tuo sole.
La prima ti ha dato la vita,
la seconda ti ha insegnato a viverla.
La prima ti ha creato il bisogno di amare,
la seconda era lì per soddisfarlo.
Una ti ha dato la nazionalità,
l’altra ti ha dato un nome.
Una ti ha dato il seme della crescita,
l’altra ti ha dato uno scopo.
Una ti ha provocato emozioni,
l’altra ha calmato le tue paure.
Una ha visto il tuo primo sorriso,
l’altra ha asciugato le tue lacrime.
Una ti ha dato in adozione:
era tutto quello che poteva fare.
L’altra pregava per un bambino
e il Signore l’ha condotta a te.
E ora tu mi chiedi tra le lacrime la perenne domanda di tutti i tempi:
eredità o ambiente, da chi sono stato plasmato?
Da nessuno dei due, amore mio, da nessuno dei due,
solo da due diversi amori".

- Madre Teresa di Calcutta -


Calcutta 8 febbraio 1986, visita di Papa Giovanni Paolo II a Calcutta India.


Buona giornata a tutti. :-)












giovedì 9 maggio 2019

Ho sentito il battito del tuo cuore - Teresa di Calcutta

"Ti ho trovato in tanti posti, Signore. 
Ho sentito il battito del tuo cuore nella quiete perfetta dei campi, nel tabernacolo oscuro di una cattedrale vuota, nell'unità di cuore e di mente di un'assemblea di persone che ti amano. 
Ti ho trovato nella gioia, dove ti cerco e spesso ti trovo. 
Ma sempre ti trovo nella sofferenza. 
La sofferenza è come il rintocco della campana che chiama la sposa di Dio alla preghiera. 
Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza della sofferenza degli altri. 
Ti ho visto nella sublime accettazione e nell'inspiegabile gioia di coloro la cui vita è tormentata dal dolore. 
Ma non sono riuscito a trovarti nei miei piccoli mali e nei miei banali dispiaceri. 
Nella mia fatica ho lasciato passare inutilmente il dramma della tua passione redentrice, e la vitalità gioiosa della tua Pasqua è soffocata dal grigiore della mia autocommiserazione. 
Signore io credo. Ma tu aiuta la mia fede. "

- Madre Teresa di Calcutta -


“Se mai diventerò una santa, sarò di sicuro una santa dell’oscurità. 
Sarò continuamente assente dal Paradiso per accendere la luce a coloro che, sulla terra, vivono nell’oscurità.”
Il mio segreto è infinitamente semplice. 
Prego. 
Attraverso la preghiera, divento una cosa sola nell'amore con Cristo. 
Pregarlo, è amarLo...
Il miracolo più grande è che Dio si serve di piccole cose come noi per fare il suo lavoro....
Lasciate a Dio di usarvi... senza consultarvi.
...e ricordate che le persone più importanti sono i sacerdoti, per questo vi supplico pregate per loro.

- Madre Teresa di Calcutta -




Buona giornata a tutti. :-)



giovedì 2 maggio 2019

La carretta dei moribondi - Teresa di Calcutta

Appena arrivò l'alba, madre Teresa tornò a uscire per le strade di Calcutta, con due suore. 
La più giovane tirava il carretto. Le strade della «città nera» hanno i marciapiedi abitati. Uomini e donne di ogni età, quando la fame o la febbre li abbatte, si distendono sul marciapiede. 
Attendono la morte. I passanti non se ne preoccupano. È una cosa nor­male, di sempre.
I bambini piccolissimi si affannano attorno alla madre morta, gemono per un po' di tempo. Poi si fanno quieti e tranquilli anche loro. 
La morte passa per tutti. 
Le suore di madre Teresa caricano sul carretto i moribondi e li portano alla loro casa «Nirmal Hriday», che in sanscrito significa: «Cuore Immacolato».
Li adagiano su pagliericci puliti, lavano le piaghe, liberano i corpi dagli insetti, li co­prono con un lenzuolo pulito.

Madre Teresa passa per le lunghe file dei pagliericci accarezzando mani, dicendo parole di speranza. 
È una donna piccola e minuta, ha un volto fuori del tempo, vecchio e insieme luminoso, bello come è bella una roccia corrugata dal vento e dalla pioggia.




Il  povero e il Papa


Il 5 dicembre 1964, Paolo VI terminava il suo viaggio in India, e all'aeroporto di Bombay salutava la folla. Anche madre Teresa era venuta da Calcutta per ricevere la bene­dizione del Papa.
Aveva preso abitazione nel «centro assi­stenziale» che le sue suore tengono aperto in uno dei punti più squallidi della periferia.
Il giorno prima, recandosi al grande Oval dove il Papa concludeva il Congresso Eucaristico Internazionale, era stata attirata da un forte gracchiare di corvi oltre una fila di barac­che. 
Aveva trovato un vecchio morente, appoggiato a un albero. Braccia sottili come canne di bambù, volto raggrinzito e immobile. Con l'aiuto di un ragazzo l'aveva portato al cen­tro assistenziale.
Ora, mentre Paolo VI salutava la folla, il vecchio stava morendo, e Teresa era accanto a lui. 
Scrive Curtis Pepper: «Lo chiamava per nome, Onil, e gli sussurrava in bengali parole di conforto. Nessun ospedale aveva voluto ricoverarlo. 
Nessuno, in quella città di cinque milioni di abitanti, dove sono censiti ufficialmente tremila quartieri poveri, aveva il tempo di stringergli la mano mentre stava per spirare. "Co­me ti senti. Onil?” chiese madre Teresa. 
Per il vecchio non c'era più speranza: la denutrizione lo aveva ormai sospinto al di là del punto dal quale si può ancora tornare indietro. Niente, né il cibo, né la scienza, poteva più salvarlo. 
Clinica­mente Onil era già morto, anche se riusciva a parlare ancora: "Sono vissuto come un animale ed ora muoio come un es­sere umano... Subito dopo spirò tra le braccia della suora che pregava su di lui in bengali».
Madre Teresa non sapeva che in quello stesso momento il Papa parlava di lei all'aeroporto di Bombay. Diceva alla folla: «Prima di lasciare l'India, desideriamo offrire la no­stra automobile a madre Teresa, superiora delle Missionarie della Carità, perché se ne serva nella sua universale missione d'amore».


 Fonte: “Madre Teresa di Calcutta”, Teresio Bosco,pagg. 3, 4 e 5 - Ed. Elledici 1991




La Carità comincia oggi

Qualcuno sta soffrendo oggi, è per strada oggi, ha fame... oggi. 
Il nostro lavoro è per oggi...una donna venne da me con suo figlio e disse: “Madre, sono andata in due o tre posti ad elemosinare un po di cibo perché non mangiamo da tre giorni...”, andai a prendere qualcosa da mangiare e quando tornai il bambino che aveva in braccio era morto di fame. 
Non saranno con noi domani se non li sfamiamo oggi. 
Perciò preoccupatevi di ciò che potete fare oggi. 

- Madre Teresa di Calcutta - 


Buona giornata a tutti. :-)